Marcellusi (UniMi): “Con vaccino antinfluenzale adiuvato risparmiati 134 milioni in 30 anni” ‘Con oltre 80 milioni di dosi oltre 20mila le ospedalizzazioni evitate’

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) – “Negli ultimi trent’anni sono state somministrate più di 80 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale adiuvato che hanno consentito di evitare oltre 20mila ospedalizzazioni e di risparmiare 134 milioni di euro grazie alla capacità di prevenire complicanze ed eventi correlati all’influenza”. Lo ha detto Andrea Marcellusi, professore di Economia sanitaria, Dipartimento di Scienze farmaceutiche, università degli Studi di Milano, nel corso dell’evento ‘Influenti- Enduring Innovation in Influenza’, organizzato da Csl Seqirus in occasione del Congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), che si è appena concluso a Genova.Durante il congresso è stato presentato un modello matematico che ha stimato il costo della mancata vaccinazione antinfluenzale in Italia nella popolazione a rischio. “Ogni anno – spiega l’esperto – il raggiungimento dei target di copertura in Italia significherebbe evitare costi e ospedalizzazioni, circa 2mila ricoveri. Si potrebbero risparmiare circa 13 milioni di euro, se il Servizio sanitario nazionale e i servizi sanitari regionali riuscissero ad aumentare la copertura antinfluenzale dal 50% al 75%. Questo target rappresenta un’opportunità di salute, ovviamente per i pazienti e soprattutto per gli anziani, ma è anche la chiave per garantire la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale e la riduzione della spesa”.”Oggi le Regioni sono sottoposte a una forte pressione economica sul fronte della sostenibilità – sottolinea Marcellusi – I bisogni di spesa sanitaria stanno crescendo e l’unica vera leva che abbiamo per ridurre questa pressione è la prevenzione. Quella primaria è un intervento altamente efficace, ma è necessario che le Regioni cambino mentalità: non possiamo più considerare la spesa vaccinale un mero costo, senza tenere in considerazione i ritorni economici che questo intervento sanitario così importante garantisce. L’obiettivo – conclude – è che le Regioni facciano programmazioni a lungo termine per consentire sia una riduzione della spesa nel tempo, sia la sostenibilità dei singoli servizi sanitari regionali”.

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