Dritti al cuore, a San Pietro la Giornata nazionale 2026 degli adoratori eucaristici

Il 23 ottobre la Basilica vaticana ha accolto fedeli da tutta Italia per un appuntamento di preghiera, ascolto e comunione. Le riflessioni dei cardinali Robert Sarah e Baldassare Reina, le testimonianze di Antonia Salzano mamma di san Carlo Acutis e Franco Serafini, l’adorazione guidata dal cardinale Angelo Comastri e la celebrazione presieduta da monsignor Claudio Maniago. Saluto conclusivo, di don Antonio Pitetto. Tremila iscritti alla giornata dedicata al tema “Io sono con voi tutti i giorni”. Video testimonianze ⬇️

di Sara Piccolella (Roma)

ROMA – Una giornata scandita dalla preghiera, dall’ascolto e dalla condivisione della fede, nel cuore della cristianità. Venerdì 23 ottobre 2026, la Basilica di San Pietro ha ospitato la Giornata nazionale degli adoratori eucaristici, un incontro che ha riunito fedeli, sacerdoti e gruppi di adorazione provenienti da diverse parti d’Italia, accomunati dalla devozione all’Eucaristia e dal desiderio di rinnovare il proprio cammino spirituale.

Il tema scelto, «Io sono con voi tutti i giorni», tratto dal Vangelo di Matteo, ha accompagnato le diverse fasi dell’iniziativa, promossa da Adorazione Eucaristica Italia e coordinata da don Antonio Pitetto. Un versetto che richiama la promessa di Cristo ai suoi discepoli e che, nella vita degli adoratori, assume il significato di una presenza da cercare, custodire e testimoniare quotidianamente.

La partecipazione e il significato dell’incontro

Alla vigilia dell’appuntamento, AgenSIR aveva riferito di tremila iscritti. Un dato significativo per un’iniziativa che ha riunito persone di età e provenienze differenti, molte delle quali impegnate nelle cappelle di adorazione delle rispettive comunità, dove i fedeli si alternano davanti al Santissimo Sacramento anche durante la notte.

 

L’incontro nella Basilica vaticana ha offerto a questa realtà ecclesiale l’occasione di ritrovarsi, condividere esperienze e approfondire il significato dell’adorazione nella vita cristiana. La scelta di San Pietro ha conferito alla giornata un valore particolare, ponendo al centro la preghiera comune e il legame con la Chiesa universale.

Dalle ore 9, con l’accoglienza e la sistemazione dei partecipanti, si è aperto un percorso che ha alternato riflessioni teologiche, testimonianze personali, adorazione e celebrazione eucaristica.

La mattina, la riflessione del cardinale Robert Sarah

Alle ore 10 il cardinale Robert Sarah, prefetto emerito della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha aperto la giornata con una catechesi dedicata al rapporto personale con Cristo, dal titolo «Io Lo guardo ed Egli mi guarda».

Il porporato ha ripercorso un episodio della propria infanzia in Guinea, ricordando l’impressione suscitata in lui dalla preghiera dei missionari spiritani raccolti nella penombra della chiesa. Un’esperienza vissuta prima ancora di qualsiasi spiegazione teorica: la testimonianza silenziosa di uomini che credevano realmente nella presenza di Dio.

Da quel ricordo, il cardinale ha sviluppato una riflessione sul valore del silenzio e sulla necessità di ritrovare uno spazio interiore in una società attraversata da rumori e sollecitazioni continue. L’adorazione, in questa prospettiva, è strettamente legata alla celebrazione eucaristica, della quale prolunga e approfondisce i frutti nella vita del credente.

Le testimonianze di Antonia Salzano e Franco Serafini

Alle ore 11 la giornata è proseguita con due testimonianze differenti per percorso e contenuti, entrambe legate al mistero eucaristico.

Antonia Salzano, madre di san Carlo Acutis, ha raccontato il rapporto profondo del figlio con l’Eucaristia, centro della sua esperienza spirituale. Nel ricordo di Carlo è emersa una fede vissuta nella quotidianità, alimentata dalla preghiera e tradotta in gesti concreti di attenzione verso gli altri.

La testimonianza ha richiamato l’attualità dell’esempio del giovane santo, particolarmente vicino alle nuove generazioni, e il valore di una spiritualità che accompagna le scelte di ogni giorno.

Il dottor Franco Serafini, cardiologo, ha affrontato invece il rapporto tra scienza e fede, soffermandosi sulle indagini condotte su cinque casi di miracoli eucaristici: Lanciano, Buenos Aires, Tixtla e le località polacche di Sokołka e Legnica.

Un contributo che ha proposto elementi di approfondimento scientifico senza pretendere di esaurire, attraverso gli strumenti della ricerca, il significato teologico del mistero della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.

Il pomeriggio, la meditazione del cardinale Baldassare Reina

Dopo la pausa pranzo, alle ore 14.30, i lavori sono ripresi con la riflessione del cardinale Baldassare Reina, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, dedicata all’Eucaristia come sorgente di santità nella vita quotidiana.

Il riferimento ai discepoli di Emmaus ha offerto lo spunto per approfondire il legame tra l’incontro con Cristo e il ritorno alla vita di ogni giorno. La fede, ha ricordato il cardinale nella meditazione, sollecita a rimettersi in cammino e a vivere con maggiore disponibilità al perdono, alla carità e al servizio degli altri.

Il tema ha riportato l’attenzione sulla dimensione concreta dell’adorazione: un’esperienza che accompagna la vita personale e comunitaria e che trova espressione nei rapporti con gli altri, nelle responsabilità quotidiane e nella capacità di accogliere chi attraversa momenti di difficoltà.

Alle 15.30, l’adorazione eucaristica guidata dal cardinale Angelo Comastri

Tra i momenti centrali della giornata, l’adorazione eucaristica delle ore 15.30, guidata dal cardinale Angelo Comastri.

Dopo le riflessioni e le testimonianze, l’attenzione si è concentrata sulla preghiera davanti al Santissimo Sacramento, in un clima di raccoglimento che ha riunito i partecipanti nella stessa intenzione spirituale.

L’adorazione rappresenta per i fedeli un tempo di incontro personale con Cristo, di ascolto e di affidamento. Nel contesto della giornata nazionale, il momento guidato dal cardinale Comastri ha costituito il passaggio dalla meditazione alla preghiera comune, cuore dell’intera iniziativa.

Alle 17 la celebrazione eucaristica conclusiva

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La giornata si è conclusa alle ore 17 con la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente della Commissione episcopale per la Liturgia della Conferenza episcopale italiana.

La presenza di numerosi concelebranti ha accompagnato il momento conclusivo dell’incontro, ricondotto alla celebrazione dell’Eucaristia, centro della vita della Chiesa e riferimento essenziale per le comunità impegnate nell’adorazione. All’intera giornata ha preso parte anche don Riccardo Luca Guariglia, abate di Montevergine.

La Giornata nazionale degli adoratori si inserisce nel percorso di promozione dell’adorazione eucaristica portato avanti da Adorazione Eucaristica Italia e dalle numerose comunità che, in tutto il Paese, custodiscono cappelle dedicate alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

Queste realtà coinvolgono fedeli che scelgono di dedicare parte del proprio tempo all’adorazione, spesso attraverso turni organizzati durante l’intera giornata e nelle ore notturne. Una presenza discreta, radicata nelle parrocchie e nelle comunità, che l’incontro nazionale intende valorizzare favorendo la conoscenza reciproca e la condivisione delle esperienze.

L’edizione del 2026 si colloca inoltre a un anno di distanza dalla Giornata giubilare del 2025, proseguendo il cammino di comunione tra gli adoratori e rafforzando il legame tra la preghiera personale, la vita delle comunità e la Chiesa universale.

La Giornata del 2026 e lo sguardo alle comunità

A distanza di alcuni giorni, il resoconto pubblicato da Avvenire ha restituito l’immagine di una partecipazione ampia e di una giornata caratterizzata dall’ascolto, dalle testimonianze e dalla preghiera comune.

Il numero degli iscritti, la provenienza dei partecipanti e la varietà degli interventi hanno confermato l’interesse verso un’esperienza spirituale che unisce persone impegnate in contesti diversi, ma legate dalla stessa devozione eucaristica.

Nel saluto conclusivo, don Antonio Pitetto ha espresso l’auspicio che l’incontro non rimanga soltanto il ricordo di una giornata intensa, ma diventi uno stimolo a custodire e far crescere la comunione nelle tante cappelle di adorazione presenti in Italia, coinvolgendo nuove persone.

È in questa prospettiva che si colloca il significato dell’appuntamento del 23 ottobre: portare l’esperienza vissuta nella Basilica di San Pietro nelle comunità di provenienza, affinché la preghiera continui ad alimentare la vita quotidiana e il rapporto con gli altri.

La promessa evangelica scelta come tema, «Io sono con voi tutti i giorni», rimane così il filo conduttore della giornata e il richiamo che accompagna il ritorno dei partecipanti alle proprie comunità.

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