Dal diploma con il massimo dei voti alla laurea in Conservatorio a soli 18 anni, fino all’impegno nella formazione musicale dei giovani: il percorso della cantautrice e performer siciliana racconta un modello educativo che valorizza il talento e trasforma la passione per l’arte in opportunità di crescita personale e professionale
Ci sono premi che raccontano un successo individuale e premi che, invece, alzano il velo su un intero ecosistema che funziona. Il Premio Speciale conferito ad Anna La Croce al Mendicino Corto 2026 – il Festival Internazionale del Cinema che l’ha insignita del riconoscimento per aver contribuito in questi anni alla crescita socio-culturale ed artistica della manifestazione – appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché dietro il volto di una giovane cantautrice, performer e attrice capace di collezionare traguardi a ritmo serrato, c’è una storia che merita di essere raccontata oltre i confini del singolo palcoscenico: quella di un modello educativo dove la formazione tecnica e l’espressione artistica smettono di farsi la guerra e decidono di allearsi.
Il punto di giunzione di questa parabola è l’ITC XXIV Maggio 1915 di Trappitello–Taormina, un istituto paritario ad indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing che ha abbattuto un pregiudizio solido, quello secondo cui una scuola a vocazione economica debba per forza essere un luogo arido per la creatività. È tra queste aule che nasce e si sviluppa Artista per Passione, il progetto extrascolastico promosso dall’istituto e guidato dal Preside Salvatore Loria con l’intero staff dirigenziale. L’obiettivo non è semplicemente allestire il saggio di fine anno o incoraggiare un hobby nel tempo libero. La visione è molto più profonda, quasi politica nel senso più nobile del termine: fornire ai ragazzi uno strumento per riconoscere il proprio valore, prendere consapevolezza dei propri mezzi, costruire un’identità e farne un pilastro di crescita personale e professionale.
La storia di Anna La Croce è forse la testimonianza più nitida dell’efficacia di questa filosofia. Il suo legame con l’ITC XXIV Maggio 1915 non è una parentesi passata, ma un filo continuo che si srotola nel tempo, partendo dal percorso da studentessa culminato con il diploma di 100/100, prima di spiccare il volo verso la laurea in Didattica della Musica al Conservatorio Arcangelo Corelli di Messina conseguita a soli 18 anni con 110. Un legame che ha assunto una veste formale sempre più solida: già dallo scorso anno, infatti, Anna è diventata direttore esecutivo del progetto Artista per Passione, ricoprendo al contempo il ruolo di docente del Laboratorio di Didattica Musicale interno alla scuola. In questo corto circuito virtuoso, chi si è formato tra quei banchi torna a guidare il progetto e a insegnare che la disciplina dello studio e la libertà del codice artistico non sono ossimori, ma due facce della stessa medaglia.
La motivazione del Premio Mendicino Corto 2026 accende i riflettori proprio su questo impegno sotterraneo ma costante. Promuovere l’arte come leva di riscatto socio-culturale significa non lasciare soli i giovani nell’esplorazione dei propri talenti. Quando un istituto scolastico sceglie di investire sulla creatività e lo fa stringendo un patto di ferro con il territorio, i risultati smettono di essere casi isolati per diventare metodo. Il riconoscimento ottenuto al Festival Internazionale del Cinema di Mendicino è la conferma che la strada tracciata da Taormina è quella giusta: usare la cultura non per esibirsi, ma per creare opportunità concrete, seminare fiducia e dimostrare alle nuove generazioni che credere nelle proprie capacità è l’unico modo per iniziare a cambiare le cose.
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