<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Franco Presicci, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/author/franco-presicci/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/amp/author/franco-presicci/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 May 2025 20:04:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Franco Presicci, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/amp/author/franco-presicci/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>GOFFREDO PALMERINI, SECONDO L’ANZIANO PUGLIESE CRONISTA A MILANO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/goffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=goffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 20:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=103442</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1289" height="1302" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281.jpeg 1289w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281-297x300.jpeg 297w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281-1014x1024.jpeg 1014w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281-768x776.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281-1170x1182.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8281-585x591.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1289px) 100vw, 1289px" /></p>
<p>di Franco Presicci * MILANO &#8211; Non vorrei esagerare, e chiedo venia per il paragone ardito, ma credo che a Davis Livingston, Stendhal, Ferdinand Gregorovius ed ad altri ancora assomigli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/goffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano/">GOFFREDO PALMERINI, SECONDO L’ANZIANO PUGLIESE CRONISTA A MILANO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Presicci *</p>
<p>MILANO &#8211; Non vorrei esagerare, e chiedo venia per il paragone ardito, ma credo che a Davis Livingston, Stendhal, Ferdinand Gregorovius ed ad altri ancora assomigli come viaggiatore Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore acuto e attraente, sensibile e fertile. Lui non sale su un aereo o su un treno per passatempo, per cambiare o godersi il sole di un Paese esotico per poi vantarsene. Come oggi fanno in tanti. Palmerini no: viaggia per incontrare gente,ascoltarla, conoscere le loro storie, le loro esperienze e fissarle nei libri e nei giornali. Non è solo un uomo curioso di vedere cose nuove, altre persone, scoprire altre mentalità, altri usi, altre tradizioni, altri paesaggi.</p>
<p>Palmerini va alla ricerca di quelli che a suo tempo lasciarono il proprio Paese per guadagnare il pane, affrontando sacrifici, umiliazioni, discriminazioni. Palmerini vola in America, in Australia, in Brasile, in Canada, in Argentina, in Sud Africa, e va in zone anche impervie, dovunque possa trovare una vita da snocciolare ai suoi lettori, che sono davvero tanti. E</p>
<p>quando racconta quelle vite, suscita emozioni, coinvolge. Ha il dono della scrittura scorrevole, limpida, senza artifici retorici, senza orpelli.</p>
<p>Rileggendo uno dei suoi libri, ho approfondito la conoscenza di Mario Fratti e la sua casa-museo, del grande scrittore John Fante (Denver, 8 aprile 1909 – Los Angeles, 8 maggio 1983) e suo figlio Dan, anch’egli scrittore che donò la sua macchina da scrivere ad un museo di Pescara, in Abruzzo. Lui, Palmerini, Dan Fante lo ha intercettato e incontrato a Los Angeles ed ha raccolto da lui ogni particolare della sua esistenza e di quella del grande padre, compreso il gesto di Charles Bukowsky di abbandonare la propria casa editrice per aver rifiutato di dare alle stampe “Chiedi alla polvere” del collega scrittore (il libro è pubblicato in Italia da Einaudi). Non si contano le personalità su cui Goffredo ha scavato, le persone semplici che ha invitato ad aprirsi. Ha dato voce a centinaia di emigrati italiani che hanno nostalgia della terra di origine. Li ha trovati a Little Italy, a New York e in tante altre città degli States, dove è stato chissà quante volte, a Buenos Aires, a Caracas, a Sydney, a San Paolo, a Toronto, a Johannesburg, in Bolivia, in Cile, persino in Tasmania…</p>
<p>Il viaggio per lui è apprendimento, scoperta di luoghi e di popoli da trasmettere agli altri. E lo fa con la semplicità che fa parte del suo carattere. Tra le sue pagine si scopre l’anima dei personaggi che ha contattato, i loro sogni, le loro speranze, le loro frustrazioni. Sono porte che si spalancano e invitano ad entrare; sono confini che si lasciano oltrepassare; stazioni affollate di passeggeri in arrivo e in partenza. I suoi libri sono pieni di fatti, di eventi, ricordi, profili sapientemente delineati… Tra le sue numerose opere “L’Italia dei sogni”, “Le radici e le ali”.<br />
Le sue radici sono in Abruzzo, terra nobile, coraggiosa, tenace, che guarda avanti, non si piega, ricostruisce L’Aquila dalle macerie. Palmerini è così, ha la forza dell’ulivo secolare, della quercia che va sempre più in alto. Ho riletto “Gran tour a volo d’aquila” e “Mario Daniele, il sogno americano”. Quando rileggo brani dei suoi libri provo una sorta di gioia per lo stile e per il contenuto. Ogni libro porta ricchezza, riempie il cuore di sentimenti genuini. Ecco l’ultimo “Ti racconto così”. Lui racconta con calma, con pazienza, con accortezza.</p>
<p>Dove vai, Goffredo, quale strada imbocchi questa volta? Inutile chiederlo, a volte fino all’ultimo momento non lo sa neppure lui. Lo immagino viaggiare ai tempi della locomotiva a vapore, che ispirò poeti, prosatori, pittori, con il suo stesso fumo che l’avvolgeva facendola scomparire per un attimo. Sbuffava, sibilava, ingoiava i binari senza correre troppo. La linea di quella macchina faceva sognare. Erano altri tempi. Adesso la osservo, mentre la vedo circolare nei video di facebook; la vedo tirare il treno del Bernina. Non lo sa nemmeno lui da quanto tempo fa avanti e indietro da un Paese ad un altro.</p>
<p>Lo capisci spaziando sui suoi libri, che contengono anche cronache, racconti vita vera.</p>
<p>Aprendo “Ti racconto così”, s’incontra anche Papa Francesco, che nel 2022 fece visita pastorale a L’Aquila per aprire la Porta Santa alla Perdonanza, il più antico giubileo della storia; e il Columbus Day a New York; David Sassoli, il giornalista televisivo, la cui “forza proveniva dalle sue convinzioni, da suoi ideali radicati nella fede e maturate nelle esperienze della vita”. Interessanti anche le pagine sulla riapertura dello storico ristorante “Tre Marie”, che, sorto nel 1912, annovera nell’albo d’oro personalità eminenti della poesia, del belcanto, dell’arte, del cinema e della politica: l’antico caffè che ha sempre coniugato storia e cultura.</p>
<p>Leggendo nelle sue pagine “La lunga marcia delle donne nelle istituzioni”, si ha l’impressione di seguirla, quella marcia, se la si condivide.</p>
<p>Con Elham Hamedi, una voce di libertà in Iran nell’arte della poesia, ci commuoviamo al pensiero che in quel Paese la donna è sottomessa. Di Goffredo Lucilla Sergiacomo ha scritto: “Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma, potremmo rintracciarlo nel novero dei Pontefici Massimi, i magistrati che registravano negli Annales maximi i fatti più rilevanti, politici, militari…”.</p>
<p>Palmerini pontifex maximus? Non siamo lontani dalla realtà. I pontefici massimi venivano eletti e io il voto a Goffredo Palmerini, che rimanendo in tempi più vicini a noi ha rivestito degnamente cariche pubbliche, oltre ad essere stato dirigente delle Ferrovie dello Stato, lo darei: come amministratore fino al 2007 al Comune dell’Aquila, città capoluogo d’Abruzzo, parecchie volte assessore e vice sindaco, ha lavorato benissimo, riscuotendo il consenso dei cittadini. Gli incarichi a lui affidati li ha svolti con competenza e coscienza.</p>
<p>La sua attività giornalistica è lodevole: scrive su molte testate italiane ed estere, conosce tantissimi direttori di giornali e redattori, oltre a uomini di governo e a vertici delle istituzioni.</p>
<p>Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti in Italia e fuori. A Caracas fu premiato nel 2009 come Personaggio dell’anno, anche per l’impegno solerte, costante, appassionato per le Associazioni abruzzesi nel mondo. Nel 2014 ha ricevuto il premio nazionale di Giornalismo dedicato a “Maria Grazia Cutuli”, la bravissima e coraggiosa collega del “Corriere della Sera” brutalmente</p>
<p>assassinata nel 2001 in Afghanistan. Ha ottenuto numerose medaglie e attestati. È stato premiato anche come scrittore d’eccellenza. La lista è lunga. Ma Goffredo Palmerini resta un uomo saggio, modesto, cordiale, disponibile, concreto. È spesso invitato a prendere parte a trasmissioni televisive anche sui canali nazionali, non solo in occasione delle presentazioni dei suoi volumi.</p>
<p>È un uomo tranquillo, ha l’aspetto del parroco colto, paterno e ascoltato, prossimo a diventare vescovo. Il suo volto è incorniciato da una barba folta e ben curata, un ieratico. Parla a voce bassa, con un linguaggio chiaro, mai pomposo, valuta bene le parole. È una pasta d’uomo.</p>
<p>Agisce per contribuire ad un mondo migliore. Ha scritto su tanti argomenti: sulle meraviglie del nostro Paese, anche nell’ambito storico, architettonico e paesaggistico. Si è interessato delle tradizioni regionali; svolge un’attività intensa con le comunità italiane all’estero.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-103444" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8282-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8282-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8282-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8282-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />È membro del comitato scientifico del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo”, opera di cui è uno degli autori, e tante altre cose. Insomma Palmerini non sta mai fermo. Esplora i tesori del suo Abruzzo; racconta il Fucino e la storia del lago e della gente marsa; scrive pagine toccanti sulla morte del grande drammaturgo Mario Fratti a New York, suo amico fraterno. Goffredo Palmerini è una fonte inesauribile di notizie. L’argomento principale per lui è l’emigrazione, di cui è un esperto. Gli abruzzesi li segue ovunque e informa puntualmente sulle loro attività ovunque si svolgano, a Milano o a Firenze e ovunque nel</p>
<p>mondo. I suoi cenni storici sull’emigrazione italiana, in particolare quella della sua terra, e quella femminile in particolare, sono preziosità da custodire.</p>
<p>Forse Goffredo di notte non dorme. Ha mille cose a cui pensare. Gli articoli da mandare ai giornali, i libri da scrivere, un giornale su cui pubblicare con le sue stesse mani, “La Prima Pagina”, arioso, ricco di contenuti, scritto con bravura. Goffredo Palmerini è un maestro, abile nel pilotare l’ammiraglia. È un uomo di cui puoi godere l’amicizia, certo della sua lealtà, della sua schiettezza, della sua forza di abruzzese che non viene mai meno alla parola data.</p>
<p>Ammiro molto, di Palmerini, lo stile, l’eleganza dei suoi modi, la dolcezza della sua parola.<br />
Quando arriva sulla mia scrivania una sua opera, abbandono tutto e gli dedico tutta l’attenzione che merita, Goffredo Palmerini è un pilastro. Se tutti fossero come lui, il mondo girerebbe nella maniera giusta.</p>
<p>*giornalista e scrittore</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F16%2Fgoffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano%2F&amp;linkname=GOFFREDO%20PALMERINI%2C%20SECONDO%20L%E2%80%99ANZIANO%20PUGLIESE%20CRONISTA%20A%20MILANO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F16%2Fgoffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano%2F&#038;title=GOFFREDO%20PALMERINI%2C%20SECONDO%20L%E2%80%99ANZIANO%20PUGLIESE%20CRONISTA%20A%20MILANO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/goffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano/" data-a2a-title="GOFFREDO PALMERINI, SECONDO L’ANZIANO PUGLIESE CRONISTA A MILANO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/goffredo-palmerini-secondo-lanziano-pugliese-cronista-a-milano/">GOFFREDO PALMERINI, SECONDO L’ANZIANO PUGLIESE CRONISTA A MILANO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103442</post-id>	</item>
		<item>
		<title>QUELLA NEVICATA DEL ’56 IN VALLE D’ITRIA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/10/quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 16:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=94224</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1284" height="975" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci.jpg 1284w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-300x228.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-1024x778.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-768x583.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-1170x888.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-585x444.jpg 585w" sizes="(max-width: 1284px) 100vw, 1284px" /></p>
<p>Il libro di Maria Carmela Ricci sta facendo il giro d’Italia; recensione Quando la neve cade lievemente e stende un tappeto candido sul paesaggio è una gioia. Ma quando fiocca&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/10/quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria/">QUELLA NEVICATA DEL ’56 IN VALLE D’ITRIA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Maria Carmela Ricci sta facendo il giro d’Italia; recensione</p>
<p>Quando la neve cade lievemente e stende un tappeto candido sul paesaggio è una gioia. Ma quando fiocca veloce e abbondante, si gonfia come la panna e seppellisce le case, suscitando ansia e creando problemi enormi, è un dramma. Nel 1956 Nina aveva soltanto cinque anni; eppure osservava sorpresa e sbigottita quella grande nevicata che prese d’assedio le case, impedendo ai contadini di mettere piede fuori dei trulli per rifocillarsi.</p>
<p>L’elicottero provvide, dove riusciva, a lanciare il cibo dall’alto; e quando la gente tentava di aprire la porta, per cercare nello sgabuzzino qualcosa da mettere in bocca o nel pollaio per prendere una gallina, si accorgeva che quella difesa era… puntellata: la neve si era fatta molto alta e spessa, e continuava a cadere come pezzi di bambagia. Nina tremava anche per il freddo, aveva fame, come papà e mamma, e come tutti quelli imprigionati in quella massa bianca. Il camino era spento e nella credenza c’era solo un pezzo di pane secco e una piccola spolverata di farina. Tutti si domandavano, spaventati: “Quando potremo una via di sbocco in questo accerchiamento?”</p>
<p>Oggi <strong>Giulia</strong> – la bambina del racconto che nel ‘56 aveva 5 anni &#8211; è una bellissima signora, elegante, un sorriso dolce, laureata in scienze biologiche, già insegnante di matematica nelle scuole superiori, marito tenore dalla voce potente come il tuono, e tesse abilmente e con tocchi di poesia la trama di <strong><em>“Quella nevicata del ‘56 in Valle d’Itria”</em></strong>. Pagine bellissime, avvincenti, scritte con uno stile limpido, cristallino, che scorre come l’acqua di un ruscello che si può bere raccolta nei palmi delle mani. Le ho lette avidamente, con gioia, senza farmi mai distogliere dagli odori della cucina o dalle telefonate.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-94226" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-1-218x300.png" alt="" width="218" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-1-218x300.png 218w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-1.png 464w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></p>
<p>Il racconto cattura subito l’attenzione, trascina il lettore, lasciandogli immaginare di essere lì, nel contesto, con <strong>Giulia</strong> e tutti gli altri bloccati, imprigionati da una barriera solida e inattaccabile anche dal piccone. “Mi sembra di essere diventato l’orso della candelora”, disse tatà Martino. E subito suscitò perplessità: “Chi è costui?”. È pericoloso, azzanna, sbrana? “Quando la <em>‘canulore’</em> è chiara l’orso si fa il pagliaio e se si fa il pagliaio l’inverno è duro e lungo”. Un modo di dire, una credenza antica, come tanti nel mondo contadino.</p>
<p>“Il 3 febbraio si svegliarono di buonora, cercarono di aprire la porta d’ingresso e trovarono resistenza; le finestre erano, anche quelle, ostruite. Si accorsero che un’“abbondante nevicata nella notte aveva ammantato la Valle d’Itria e aggiunto magia al già magico paesaggio della vallata”. Ma nessuno avrebbe potuto pensare che quella montagna di neve “si sarebbe protratta per quasi un mese e che sarebbe stata ricordata come la nevicata del secolo”. Tante famiglie che abitavano in campagna, nel trulli, nelle <em>“casedde”</em> rimasero circondate, come un forte dagli indiani. Le famiglie avevano tra l’altro bisogno della legna da mettere nel camino e quella che era già in casa era poca per accendere il fuoco e per di più umida.</p>
<p><strong>Carmela Maria Ricci</strong>, l’autrice di questi ricordi, ha letto tanto, nella sua vita. Andata in pensione, ha coltivato con più passione la poesia, la narrativa, la pittura. E quando ha deciso di sedersi davanti al computer per raccogliere fatti, personaggi e ambienti di 68 anni fa non ha avuto difficoltà a smuovere la memoria, componendo un libro che è come un ritorno al passato, che nonostante sacrifici, delusioni e speranze, a volte ci fa stare meglio.</p>
<p>Presentata da <strong>Francesco Lenoci</strong> e pubblicata da <strong>Giacovelli editore</strong> (sede a Locorotondo), l’opera viaggia in quasi tutt’Italia, riscuotendo meritati consensi. A <strong>Milano</strong> ha fatto capolino nella sede del Libraccio, sull’alzaia Naviglio Grande, davanti ad un pubblico attento e colto.</p>
<p>Quanti ricordi, in queste 200 pagine. Ricordi vivi, che si susseguono con un bel ritmo. Nina, che, fattasi adulta, all’epoca invocava ripetutamente l’estate, lamentando i geloni ai piedi e alle mani, non ha dimenticato un minuto di quelle giornate. “Se l’anno prossimo sento qualcuno dolersi del caldo gli rompo la testa”, esclama un personaggio racchiuso in queste pagine.</p>
<p><strong>Carmela</strong> è davvero brava: descrive in modo icastico paesaggi, persone, luoghi: il lavoro contadino, che “sradica i sassi dalla terra”, rende gravide le viti, trasforma il loro sangue in vino, semina, raccoglie, quando la grandine non bombarda il frutto del suo sudore. Ricorda le danze sulle aie, i canti, i suoni, le botti di vino, occasioni per far fiorire un amore.</p>
<p>Nei giorni della nevicata faceva un freddo cane, mentre d’estate, dice un altro personaggio, se si voleva bere un bicchierone di nettare fresco occorreva immergere la bottiglia nel pozzo. <strong>Maria Carmela Ricci</strong> ha una memoria fertile e generosa, che evoca anche le neviere. “A quei tempi a Martina, durante l’inverno alcune famiglie, che lo facevano per mestiere, usavano stipare la neve in appositi magazzini sotterranei, scavati nella roccia…”. D’estate veniva venduta ai caffettieri, che la usavano per tenere fresche le bibite e confezionare le granite o alle famiglie per gli stessi scopi.</p>
<p>“Quella nevicata del ‘56” dunque non trascura nulla. E ripesca gli usi e i costumi… I fichi più pregiati, tagliati a metà, venivano allineati sui cannizzi (le “sciaie”); diventati secchi, venivano racchiusi con una mandorla all’interno. I fichi e le pere malandati erano dati in pasto ai maiali in apposite “pile”. Ed ecco la fiera della <em>Bamminella</em>, della Madonna Bambina, che si svolgeva a settembre a <strong>Cisternino</strong>. Nel paese delle braci deliziose si allestivano le bancarelle con sacchi di legumi, frutta secca… mentre i mercanti di bestiame intrecciavano affari. La fiera calamitava molti forestieri, che tra l’altro potevano ascoltare i cantastorie, assistere ai giochi come la morra.</p>
<p>Mamma Comasia domandava se i presenti ricordassero la prima volta che fecero la salsa e tutti risero perché la ricordavano, eccome: mentre le bottiglie erano nel forno il silenzio fu scosso da vari scoppiettii; aprirono la porticella e si trovarono di fronte a tanti vetri in frantumi. Che jattura! La salsa andò in gloria. Un gatto miagolò attirando l’attenzione di tutti i convenuti. Era tigrato e aveva gli occhi spaventati. Qualcuno lo aveva lasciato dietro il cancello per disfarsene. Lo sfamarono, ma quando tentarono di accarezzarlo digrignò i denti. Da grande conservò il carattere spigoloso e passava il tempo dietro la catasta dei sarmenti, negando ogni contatto. Era anche ladro: approfittava di ogni occasione per scoperchiare le pentole, facendo fuori il contenuto. Una volta divorò il coniglio destinato come secondo al pranzo della famiglia.</p>
<p><strong>Maria Carmela</strong> ama il dettaglio e coglie tutti quelli di persone e luoghi in cui la trama si svolge. E accenna ai giochi preferiti da Nina, come l’altalena sistemata su un grosso ramo del ciliegio, il cui ombrello pendeva sul cortile. Si consumavano gli anni e d’inverno le case a cono di gelato si svuotavano: gli occupanti trovavano più comodo trasferirsi in paese. I tratturi perdevano le voci. Quando il tratturo tace si fa avanti la malinconia, ma la campagna non perde la sua malia. La campagna di Martina, la Valle d’Itria hanno un fascino che non esiste altrove. L’amata Valle è benedetta, disse tantissimi anni fa <strong>Alessandro Caroli</strong>, che fu tra i pilastri del nascente Festival, la rassegna che ha inondato di musica <strong>Martina Franca</strong>.</p>
<p><strong>Maria Carmela</strong> è anche una delicata poetessa e soffi di poesia si avvertono anche in questo suo libro, tra l’altro ricco di fotografie che aiutano il lettore a prendere più dimestichezza con il contesto. Alcune sono di <strong>Benvenuto Messia</strong>, fotografo eccellente, pluripremiato, che quella nevicata l’ha vissuta. La prima è un vigneto imbiancato. Seguono immagini dei</p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-94227" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/foto-Messia-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/foto-Messia-300x217.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/foto-Messia-768x554.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/foto-Messia-585x422.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/foto-Messia.jpg 856w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />genitori di Benvenuto, che è anche poeta, attore, fine dicitore, ciclista infaticabile, erede del papà Eugenio nell’arte delle immagini.</p>
<p>E poi gli oggetti in uso nelle case tanti anni fa, come  “<em>’u mòneche</em>”, una sorta di capanna con braciere, dove asciugavano i panni; pignatte “ferite” ricucite con il fil di ferro; <em>capasoni</em>: la pompa per il vetriolo; catena del camino con il paioli, detta <em>camastra</em>; un uomo infagottato che emerge da un cumulo di neve; un contadino con il ronciglione in mano; un orcio di creta per fare il bucato; un trullo con la cuspide avvolta nella coltre bianca, un ulivo saraceno, di quelli dallo zoccolo possente e dal tronco con sagoma scultorea; trulli dipinti dalla stessa Carmela &#8230;   Insomma un libro interessante e piacevole anche dal punto di vista della dote fotografica; con alcune poesie in lingua tradotte in dialetto martinese. Un libro che consiglio agli appassionati della lettura. La lettura che arricchisce, la lettura che resta, la lettura che dà gioia.</p>
<p>Photocover:Francesco Lenoci e M.Carmela Ricci</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F10%2F10%2Fquella-nevicata-del-56-in-valle-ditria%2F&amp;linkname=QUELLA%20NEVICATA%20DEL%20%E2%80%9956%20IN%20VALLE%20D%E2%80%99ITRIA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F10%2F10%2Fquella-nevicata-del-56-in-valle-ditria%2F&#038;title=QUELLA%20NEVICATA%20DEL%20%E2%80%9956%20IN%20VALLE%20D%E2%80%99ITRIA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/10/quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria/" data-a2a-title="QUELLA NEVICATA DEL ’56 IN VALLE D’ITRIA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/10/quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria/">QUELLA NEVICATA DEL ’56 IN VALLE D’ITRIA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">94224</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato nel novero dei pontefici massimi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/18/se-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=se-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 05:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensione Goffredo Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[Ti racconto cosi’ libro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=90775</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="648" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030-300x165.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030-1024x563.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030-768x422.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030-1170x643.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3030-585x322.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Recensione al libro “Ti racconto così” del giornalista e scrittore abruzzese MILANO – Ancora una volta con Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, giramondo attento ai fatti di cronaca e alle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/18/se-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi/">Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato nel novero dei pontefici massimi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Recensione al libro “Ti racconto così” del giornalista e scrittore abruzzese</em></p>
<p>MILANO – Ancora una volta con <strong>Goffredo Palmerini</strong>, giornalista e scrittore, giramondo attento ai fatti di cronaca e alle storie di uomini che hanno oltrepassato i confini per andare a cercare pane o fama altrove, percorro vite vissute (<em>Elham Hamedi, una voce di libertà in Iran, nell’arte e nella poesia)</em>, m’imbatto in personaggi eminenti e non, in avvenimenti esaltanti e altri che suscitano sofferenza, coraggio e la determinazione di cambiare le cose, com’è accaduto con la fine del killer Covid che ha colpito milioni di persone nel mondo (<em>Columbus day a New York, si riprende alla grande dopo la pandemia).</em></p>
<p><strong>Palmerini </strong>si legge volentieri per i fatti che racconta e come li racconta. Entra con notevole abilità nelle situazioni e nel cuore delle persone, approfondisce le notizie, le spolpa, le irrora. Toccante il ricordo di <strong>David Sassoli</strong>, che “aveva grande forza che proveniva dalle sue convinzioni, dai suoi ideali, radicati nella fede e maturati nelle esperienze della vita…”. Seguendo <strong>Goffredo Palmerini</strong> in ogni parte del pianeta, dagli <strong>Stati Uniti</strong> all’<strong>Australia</strong>, attraverso i suoi libri il lettore si arricchisce e spesso si emoziona.</p>
<p><strong>Palmerini </strong>sa condurlo con sé da <strong>Paganica</strong> in <strong>Canada</strong>, dove gli immigrati italiani hanno perduto il professor <strong>Franco Ricci</strong>, che insegnava all’università di Ottawa. Era nato in Venezuela da genitori originari di <strong>Sulmona</strong>, la città nota in tutto il mondo per la produzione dei confetti, per essere la patria del poeta Ovidio e per il borgo antico ricco di palazzi storici, chiese e di negozi di ogni genere. Il docente era legato alla sua terra e vi passava i mesi estivi. Aveva contatti con la comunità italiana, soprattutto con quella abruzzese.</p>
<p><strong>Palmerini</strong> parla anche dei suoi incontri con i corregionali in Italia e fuori i confini, delle loro iniziative e delle loro attività. Insomma ci fa conoscere uomini e cose, paesaggi e tutto ciò che c’è da sapere sul nostro Paese e sugli altri. Ecco alcuni titoli dei 64 capitoli, <em>XXV Premio L’Aquila “Zirè d’oro” in grande smalto</em>; <em>a Roma la mostra “Constantin Udroiu, l’artista di due culture”</em>; <em>Il Fucino, storia del lago e della gente marsa</em>, in cui Goffredo racconta gli antichi popoli che abitavano la <strong>Marsica</strong>, il lago del <strong>Fucino</strong> e la sua storia.</p>
<p>Tutto questo in <strong><em>“Ti racconto così”</em></strong><em>,</em> edito da <strong>One <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-90778" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-214x300.jpeg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-214x300.jpeg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-732x1024.jpeg 732w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-768x1074.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-1098x1536.jpeg 1098w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026-585x818.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_3026.jpeg 1158w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" />Group</strong>, un libro che ho cominciato a leggere appena mi è arrivato, prendendomi tutto il tempo che ho voluto, perché nelle pagine di <strong>Goffredo Palmerini</strong> trovo tante cose che non so e m’interessa sapere, attirato fra l’altro dal modo con cui lo scrittore le espone, restituendoci <em>“numerose e varie cronache dell’Aquila, l’amata città d’origine</em> – come scrive <strong>Lucilla Sergiacomo</strong>nella sua prefazione – <em>a partire dai fatti destinati a passare alla storia”.</em> La <strong>Sergiacomo</strong> è docente di letteratura italiana e lingue classiche nei licei e in corsi di magistero di Sassari e dell’Università di Chieti e Pescara, oltre che autrice della storia letteraria italiana. La professoressa ricorda anche le collaborazioni di Palmerini a quotidiani e riviste e i tanti incarichi da lui ricoperti, e i vari Premi ricevuti, tra cui quello per la promozione e la diffusione della cultura abruzzese.</p>
<p>La presentazione è di <strong>Pierfranco Bruni</strong>: <em>“Questo è un libro che racchiude la storia di un uomo. Non soltanto i passi di incontri, di linguaggi, di lettere, di appuntamenti vissuti e trasparenti nella logica di un linguaggio, di letture tra cronaca e letteratura”</em>. E aggiunge che <strong>Palmerini </strong>sa che tutto può superare il tempo, anche una cronaca può passare alla storia, diventare storia. Con questa consapevolezza scrive il capitolo <em>L’Aquila, apre oggi l’antico Caffè Tre Marie</em>, al civico 13 dell’omonima via. <em>“E’ solo il prologo alla riapertura prossima dello storico Ristorante Tre Marie, famoso in tutto il mondo non solo per l’eccellenza della sua cucina, ma soprattutto per essere stato il luogo di presenze e incontri straordinari: regnanti e scrittori, governanti e registi, attrici e cantanti, poeti e musicisti, la più varia ed eccellente umanità del mondo…”</em>.</p>
<p>Grande l’emozione suscitata in tutti, non solo nei cittadini e nei corregionali, ma anche nelle personalità che si recano nella gloriosa terra d’Abruzzo per visitarla o per tenervi conferenze, come il professor <strong>Francesco Lenoci</strong>, amico di Palmerini, e conoscitore appassionato del famoso locale, come conosce il Savini, il Cova, il Campari, a Milano, il Cambio a Torino, il Gambrinus a Napoli, che hanno nell’albo d’oro i nomi di eminenti della politica come Cavour, Toscanini, la Callas, Eduardo De Filippo, Totò, Wanda Osiris, Josephine Baker, scrittori, poeti… Non c’è niente da trascurare in <em>“Ti racconto così”</em>: ogni pagina s’impone all’attenzione.</p>
<p><em>Dopo Celestino V è di Francesco il dono più grande. Il Papa aprirà la Porta Santa per la Perdonanza n.728</em>. Questo l’incipit del capitolo dedicato alla visita di Papa Francesco: <em>“Avrebbe mai immaginato Pietro Angelerio, l’umile e tenace monaco benedettino poi eremita sui monti della Majella e del Morrone, eletto al soglio pontificio il 5 luglio 1294, che il primo giubileo della cristianità da lui concesso in dono all’umanità quel 29 agosto a L’Aquila, dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove fu incoronato, che dopo 728 anni un suo successore, Papa Francesco avrebbe aperto la Porta Santa per la Perdonanza, che egli stesso aveva istituito?”</em>.</p>
<p>Si apre una pagina ed ecco un capitolo che colpisce. L’autore non dimentica i personaggi che se ne sono andati, <em>Il grande drammaturgo Mario Fratti muore a New York</em>. <strong>Palmerini</strong>ricorda con profonda commozione i rapporti che aveva con l’artista e la figura umana dello stesso. Era stato da lui una settimana, ospitato nella sua casa sulla 55.ma strada a Manhattan, come altre volte, dopo tre anni di pandemia. Si erano intrattenuti su tante cose, soprattutto delle notizie che gli portava dalla città natale, <strong>L’Aquila</strong>. Chi non aveva mai incontrato <strong>Mario Fratti</strong>, Goffredo Palmerini glielo fa conoscere attraverso questo suo bellissimo libro di 326 pagine, una più importante dell’altra. Mi piace riportare un giudizio di <strong>Lucilla Sergiacomo</strong> su questo autore prolifico e impegnato: <em>“Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma potremmo rintracciarlo nel novero dei pontefici massimi, i magistrati che registravano negli “Annales maximi” i fatti più rilevanti, politici, militari e sociali, accaduti nell’anno trascorso… Come un vero e proprio annalista anche Palmerini ci restituisce numerose e varie cronache”</em>.</p>
<p>Cronache essenziali che hanno segnato i nostri giorni. Come <em>“La lunga marcia delle donne nelle Istituzioni”</em>, che stato il suo tema in un convegno sull’argomento, prendendo le mosse dal suo Abruzzo e dai corregionali che presero parte alla lotta contro il regime fascista. Lotta che produsse sangue e sacrificio. Importantissimo fu il contributo delle donne abruzzesi alla liquidazione di un regime, che se non fosse per i lutti, le sofferenze, i soprusi, la restrizione della libertà… si potrebbe dire farsesco.</p>
<p>“<em>Mi piace ricordare il contributo reso da Maria Federici – aquilana come chi vi parla –  che operò nella terza Commissione </em>(del Gruppo dei 75 dell’Assemblea Costituente, ndr)<em> relativa ai diritti e doveri economico-sociali. Significativa fu l’azione per il riconoscimento di pari diritti alle donne anche nell’accesso alla magistratura, fino ad allora escluso.”</em> Seguono i nomi delle donne che hanno lasciato il segno, da <strong>Nilde Jotti</strong> ad <strong>Angelina Merlin</strong>, a <strong>Rita Montagnana</strong> <strong>Togliatti</strong>, a <strong>Teresa Noce</strong>… Nel ‘76 prima donna ministro <strong>Tina Anselmi</strong>.</p>
<p><em>“Ad ogni capitolo resta legato il senso. Ogni capitolo è un orizzonte di senso”</em>, scrive <strong>Pierfranco Bruni</strong>. Poteva mancare il tema dell’emigrazione che ha in <strong>Goffredo</strong> un esperto illuminato? <em>“Madre Cabrini, l’angelo dei migranti”. Milano, Palazzo Pirelli la mostra di Meo Carbone</em>. Nel capitolo esalta il racconto che l’artista svolge sull’emigrazione italiana anche con la mostra dedicata alla santa protettrice degli emigrati. Un tema che sta a cuore a <strong>Goffredo Palmerini</strong>, che ha girato il mondo per andare a conoscere le persone che hanno lasciato il paese per cercare lavoro e pane altrove. Le ha incontrate e si è fatto snocciolare la loro storia, intreccio di coraggio, speranza, sacrificio, impegno, che spesso hanno portato i figli e i nipoti al successo e al prestigio in ogni campo in cui si sono ingegnati.</p>
<p><strong>Palmerini</strong>, uomo curioso, colto, attento. Giornalista serio, scrupoloso, che va a fondo alle cose, sensibile ai drammi, alle delusioni, alle sconfitte, che racconta senza enfasi e con partecipazione anche in questo libro, che le generazioni future dovranno consultare per affrontare la vita quotidiana odierna del nostro Paese.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-71920" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Franco-Presicci-in-un-riconoscimento-alla-carriera.jfif_.jpg" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Franco-Presicci-in-un-riconoscimento-alla-carriera.jfif_.jpg 260w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Franco-Presicci-in-un-riconoscimento-alla-carriera.jfif_-80x60.jpg 80w" alt="" width="260" height="194" /><figcaption class="wp-element-caption">Franco Presicci *giornalista e scrittore, già cronista del quotidiano Il Giorno</figcaption></figure>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F07%2F18%2Fse-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi%2F&amp;linkname=Se%20Goffredo%20Palmerini%20fosse%20vissuto%20ai%20tempi%20dell%E2%80%99antica%20Roma%20sarebbe%20stato%20nel%20novero%20dei%20pontefici%20massimi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F07%2F18%2Fse-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi%2F&#038;title=Se%20Goffredo%20Palmerini%20fosse%20vissuto%20ai%20tempi%20dell%E2%80%99antica%20Roma%20sarebbe%20stato%20nel%20novero%20dei%20pontefici%20massimi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/18/se-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi/" data-a2a-title="Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato nel novero dei pontefici massimi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/18/se-goffredo-palmerini-fosse-vissuto-ai-tempi-dellantica-roma-sarebbe-stato-nel-novero-dei-pontefici-massimi/">Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato nel novero dei pontefici massimi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">90775</post-id>	</item>
		<item>
		<title>TARANTO, LE SUE BELLEZZE, LA SUA GENTE, IL SUO DIALETTO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/taranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=taranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 14:11:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=74599</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1752" height="1176" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia.jpg 1752w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-1024x687.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-768x516.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-1536x1031.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-1170x785.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Taranto-Vecchia-585x393.jpg 585w" sizes="(max-width: 1752px) 100vw, 1752px" /></p>
<p>Dialogo immaginario, camminando tra i ricordi e le vie della città Gradirei sentirti parlare, Mara, del borgo antico, formicolante di persone che parlano un dialetto molto più ricco di suoni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/taranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto/">TARANTO, LE SUE BELLEZZE, LA SUA GENTE, IL SUO DIALETTO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Dialogo immaginario, camminando tra i ricordi e le vie della città</strong></em></p>
<p>Gradirei sentirti parlare, <strong>Mara</strong>, del borgo antico, formicolante di persone che parlano un dialetto molto più ricco di suoni di quello in uso al di là del ponte di ferro, che lega due città diverse. Gradirei sapere, per esempio, di vico Madonna del Pozzo, “’nu strìttele” &#8211; come direbbe <strong>Alfredo Nunziato Majorano</strong>, poeta ed etnologo &#8211; dove, quasi 70 anni fa, peregrinando, notai, unico ricordo, una porta sbarrata, senza un ragazzo che giocasse e una voce che rompesse il silenzio. Ascolterei con attenzione i tuoi racconti sulla via di Mezzo, che da giovane percorsi molte volte, diretto alla chiesa di San Domenico, i cui gradini erano una penitenza per i vecchi che non volevano rinunciare alla cerimonia serale. Curiosavo davanti ai negozi che vi si aprivano: in uno, attraverso la vetrina, sbirciavo un signore anziano con la testa pelata china su un oggetto, forse un orologio.</p>
<div id="attachment_74603" style="width: 178px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74603" class="size-medium wp-image-74603" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Chiesa-di-San-Domenico-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Chiesa-di-San-Domenico-168x300.jpg 168w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Chiesa-di-San-Domenico.jpg 539w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /><p id="caption-attachment-74603" class="wp-caption-text">Chiesa di San Domenico</p></div>
<p>Ho desiderio di sentirti descrivere Piazza Fontana di una volta, alla quale un altro grande poeta, <strong>Diego Marturano</strong>, dedicò versi struggenti, che, leggendoli ti s’imprimono sul cuore. Li ripesco spesso, gentile Mara. Tu nella città vecchia sei nata e cresciuta, e dovresti avere memoria di luoghi, abitudini, vicende, volti, atteggiamenti, caratteri, vite private. Individuai un pittore che custodiva dentro di sé tanti aspetti di questo borgo, che mi segue idealmente ovunque, e li traduceva sulle tele stando seduto davanti al cavalletto nell’atrio del suo stabile, invecchiato, screpolato, striminzito, neppure immaginabile dall’esterno. Una lama di sole vi s’infilava quasi clandestina e lo illuminava. La sorella era stata la mia professoressa d’italiano alle medie: una donna pallida, senza sorrisi, timida, quasi schiva. L’artista mi portò da lei e lei mi accolse con un semplice “ciao”, ritirandosi subito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non arrivava qui il profumo del mare, eppure la città vecchia dal mare è abbracciata: anzi, due mari, il <strong>Piccolo</strong> e il <strong>Grande</strong>, “’u peccerìdde” e ‘u Màre Grànne”, che ha al largo “l’anìedde de san Catàvete”. Tu giuri di saper poco della città vecchia, gioiello che emerge dall’acqua come un dio greco, perché generata come dici ai suoi margini, all’inizio di corso Vittorio Emanuele. Peccato. Posso solo invidiarti, per avere respirato quell’aria. <strong>Giacinto Peluso</strong>, scrittore esimio, aveva avuto i natali anche lui da quelle parti e delle sue esperienze ha riempito libri pregevoli che calamitano il lettore: <strong><em>“Taranto, da un borgo all’altro”</em></strong>, il primo titolo che mi viene in mente. In quelle pagine ritrovai i giorni del lume a petrolio, imparai i nomi dei suoi vari elementi: ‘”u bècche”, “’a gazzettèlle”, quel nastrino che scende nel serbatoio, pescando il liquido che alimenta la fiammella. E appresi che “’a bonafeciàte”, cioè la ricevitoria del gioco del lotto, era in un punto dell’Isola, ma non so più dove precisamente.</p>
<p>Sono state quasi sempre solitarie le mie passeggiate nella città vecchia: un ciborio, per me. Marturano e Maiorano scrissero<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-74604" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-224x300.jpg 224w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-766x1024.jpg 766w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-768x1027.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-1149x1536.jpg 1149w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-1170x1564.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele-585x782.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/strittele.jpg 1496w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /> fra l’altro <em>“Tàrde vècchie mjie”</em>, con la dolcezza di chi sentiva di appartenerle. Maiorano ci andava anche per ascoltare la musica del dialetto, quello che fioriva sulle labbra dei venditori di cozze, “le cuzzarùle”, e dei pescatori. Anch’io pendo da quelle labbra quando faccio la ronda ai bordi del <strong>Mar Piccolo</strong>. Alcuni anni fa mi accompagnavo  <strong>Piero Mandrillo</strong>, docente dalla cultura poliedrica e dall’umanità toccante. Visitavamo la Dogana (“’a Duàne d’u pèsce”, come si chiamava allora), dove facevamo scorpacciate di frutti di mare. Piero stava studiando la parola “chiùdde” e la sua derivazione, parola che io non uso, perché ha diversi significati e tutti poco lusinghieri.</p>
<p>Mi affascina, il nostro dialetto, che tu, <strong>Mara</strong>, non hai rinnegato, anzi lo hai innaffiato. E mi attira il grido del titolare del banco: “Na’, uàrdele, l’uècchie de ’stu pèsce”, jè vìve. mìene l’acqua uagnò’”. E fresco è, appena scaricato dal peschereccio,<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74600 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/la-signora-e-ilpescatorer-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/la-signora-e-ilpescatorer-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/la-signora-e-ilpescatorer.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> “’a paranze”. Facendo due passi oltre il ponte di ferro, c’è tanto da vedere e da apprendere. ”’U pònde de pètre” è anche un balcone sul tratto di mare che ospita le case galleggianti, gli yacht”, che destano invidia in tanti, e orgoglio in chi li possiede. E svoltando a destra ecco la Ringhiera che porta al <strong>Castello</strong>. Vagabondando sul “marciapiedi” d’“u pònde de fìerre” cogli la scenografia del mare e ti soffermi per la goduria dell’olfatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non mi lascerei mai alle spalle <strong>Taranto vecchia</strong>, panorama benedetto. Domando a un pescatore che, acculato sul pavimento, rammenda la rete: “Scusi, come si traduce barca nel suo dialetto?”. <em>“Schife”</em>. Ci penso e mi dico: “Già, schife, scafo”. “E in tasca?”. <em>“’Mbòte”.</em> Servito. Ma non posso schivare la domanda: “<em>Tù’ d’addò avìene? Sì’ furastìere?”.</em> Mi addolora sentirmi definire estraneo nella mia terra, comunque sono un transfuga, un espatriato, forse anche un traditore. E non ho il diritto di cercare la mia città nelle sue pieghe.</p>
<p>Ma almeno posso assaporare il vernacolo, gustarlo. Qui le voci sono suoni, che si susseguono, si accavallano, s’intrecciano, s’inseguono. Un’orchestra. L’armonia del nostro dialetto a volte mi stupisce. M’inoltro in un vicolo pieno di nasse, per terra, appese al muro, attorno ad un vegliardo incartapecorito con l’uncino in mano intento all’opera di restauro. Scatto una foto, lui sorride, si mette in posa, ne aspetta un’altra. Che gioia, Mara, assistere a questi spettacoli. Scendo verso la via principale</p>
<div id="attachment_74605" style="width: 236px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74605" class="size-medium wp-image-74605" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-226x300.jpg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-771x1024.jpg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-768x1021.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-1156x1536.jpg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-1170x1555.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio-585x777.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/via-Duomo-di-A.-De-Florio.jpg 1204w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><p id="caption-attachment-74605" class="wp-caption-text">via-Duomo-di-A.-De-Florio</p></div>
<p>e mi arriva improvviso un urlo a squarciagola: “Le còzze, le còzze d’u Màre Peccerìdde, òre so’!”. Sono davvero l’oro di Taranto, i mitili: la sagoma di uno scafo e un sapore indescrivibile. Mi viene in mente una poesia di Saverio Nasole sul venditore di cozze, anzi su quello che le coltiva, che “no’nge jè sciardenìere e tène ‘nu sciardìne”: non è giardiniere e ha un giardino.</p>
<p>Grandi i poeti di <strong>Taranto</strong>. I giovani li leggono, Mara? Hanno sfogliato le pagine di <strong>Nerio Tebano</strong> o di <strong>Diego Fedele</strong>? O di <strong>Antonio Torro</strong>, a cui <strong>Antonio De Florio</strong> ha dedicato un video su facebook?”. Devo bloccare il flusso della memoria, altrimenti vado oltre, rispolverando altri versi, dove trionfa l’ironia, il doppio senso, ma con garbo, quasi con eleganza. Fin dall’antichità Taranto ha avuto i suoi poeti. Perfino <strong>Orazio</strong>, amico di <strong>Mecenate</strong>, decantò il <strong>Galeso</strong>, che però non piacque al</p>
<div id="attachment_74601" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74601" class="size-medium wp-image-74601" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-300x207.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-1024x708.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-768x531.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-1170x809.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso-585x404.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Il-Galeso.jpg 1422w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-74601" class="wp-caption-text">Il Galeso</p></div>
<p>Gissing, giunto molto più tardi. Io, Mara, il Galeso, lo adoro. Bisogna averne cura, venerarlo. Taranto non rispetta le sue glorie.</p>
<p>Placido, silenzioso, il <strong>Galeso</strong> continua a percorrere la storia ed è trascurato, ignorato, vilipeso. Svegliati, <strong>Orazio</strong>, lancia il tuo “cahièr de dolèance”. Tu che avresti voluto essere sepolto su queste sponde, ai tuoi tempi frequentate da pecore dal vello pregiato. Vedi, Mara? <strong>Taranto</strong> è una città amabile, ricca di luce, con tramonti policromi, angoli suggestivi, ma difetta nella valorizzazione dei suoi tesori. So che prima o poi metterai ordine nei tuoi ricordi e mi parlerai della città vecchia dei giorni della tua giovinezza. Io ricordo qualche nome e qualche soprannome della mia. Sul pendio di San Domenico intercettai “Cicce ‘a caggiòle”, che volava con le braccia spalancate come volesse imitare il gabbiano. E alla stazione ferroviaria un uomo conosciuto da ragazzo che mi aprì la porta del suo tassì.</p>
<p>Un mondo mi si spalanca, <strong>Mara</strong>, quando rimetto piede in quel pezzo di città che sa di antico, non di vecchio. Toh, altro ricordo: la cappella sconsacrata che il parroco, <strong>don Stefano Ragusa</strong>, trasformò in teatro per consentirci di organizzare delle recite, come “Il piccolo ateo”, un testo scritto da me rubacchiando qua e là (avevo 16 anni). Tu, figlia di un ufficiale piemontese, parli bene il dialetto, modello tua madre, che non ti ha imposto l’italiano come la mia, che lo considerava poco dignitoso, deviante. Io disubbidivo e quando lei non c’era mi dilettavo sfornando termini onomatopeici, come “<em>’U travàgghie d’u màre</em>” (il travaglio del mare), di <strong>Alfredo Lucifero Petrosillo</strong>, un canto che ti coinvolge, ti trascina, ti esalta e ti commuove. Cercavo di far capire alla mia mamma che il dialetto è la nostra anima, che lì prolificano le nostre radici, ma lei non voleva saperne.</p>
<p>Seguivo le orme di <strong>Alfredo Nunziato Maiorano</strong> nella città vecchia e anche nel mio esilio non smetto di usare la parlata che mi è cara. E sfoglio “Zazzarèddere”, un piccolo libro dello stesso Maiorano, dove campeggia una sua foto in cui tende l’orecchio alle confidenze di una persona anziana. Desidero tanto avere una guida per esplorare i punti meno visibili di questa città. <strong>Nicola Giudetti</strong>? E chi lo smuove dal suo museo. Da lui posso raggranellare “fògghie”, foglie, di vernacolo cataldiano e conoscenze di famiglie che abitarono la sua …corte, ma, incardinato com’è fra ricostruzioni di settimane sante in terracotta e pezzi di modernariato e quadri, sarebbe difficile distrarlo.</p>
<p>Concludo il giro in piazza Fontana, che non è più quella di un tempo: rifatta da un artista assiduo alla Biennale di Venezia,</p>
<div id="attachment_74602" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74602" class="size-medium wp-image-74602" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-300x208.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-1024x710.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-768x533.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-1536x1065.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-2048x1420.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-1920x1332.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-1170x811.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-Fontana-585x406.jpg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-74602" class="wp-caption-text">piazza Fontana</p></div>
<p><strong>Nicola Carrino</strong>, che conobbi una vita fa nello studio del pittore <strong>Giuseppe Pignataro</strong>, che era nell’androne di un palazzo di via Di Palma, di fronte al negozio di scarpe di Luigi Protopapa, artista a sua volta (usava i rimasugli delle pelli).</p>
<p>Un giorno, <strong>Mara</strong>, spero di poter cogliere fra i tuoi fiori di campo ciò che odora di “Taranto vecchia”. <strong>Taranto </strong>antica: il suo ventre.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F23%2Ftaranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto%2F&amp;linkname=TARANTO%2C%20LE%20SUE%20BELLEZZE%2C%20LA%20SUA%20GENTE%2C%20IL%20SUO%20DIALETTO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F23%2Ftaranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto%2F&#038;title=TARANTO%2C%20LE%20SUE%20BELLEZZE%2C%20LA%20SUA%20GENTE%2C%20IL%20SUO%20DIALETTO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/taranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto/" data-a2a-title="TARANTO, LE SUE BELLEZZE, LA SUA GENTE, IL SUO DIALETTO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/taranto-le-sue-bellezze-la-sua-gente-il-suo-dialetto/">TARANTO, LE SUE BELLEZZE, LA SUA GENTE, IL SUO DIALETTO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">74599</post-id>	</item>
		<item>
		<title>CARMINE LA FRATTA, PER I SUOI SCATTI D’AUTORE VA DOVE LO PORTA IL CUORE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/26/carmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=carmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 20:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carmine la Fratta]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scatti d’autore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=71512</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2020" height="1370" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD.jpeg 2020w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-300x203.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-1024x694.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-768x521.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-1536x1042.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-1920x1302.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-1170x794.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/19F47DBA-638B-42E1-9B18-08913D1BCBDD-585x397.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2020px) 100vw, 2020px" /></p>
<p>  Va dove lo porta il cuore (parafrasando il titolo di un libro di successo di Susanna Tamaro). E il cuore questa volta lo ha portato a Napoli. Era da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/26/carmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore/">CARMINE LA FRATTA, PER I SUOI SCATTI D’AUTORE VA DOVE LO PORTA IL CUORE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Va dove lo porta il cuore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> (parafrasando il titolo di un libro di successo di Susanna Tamaro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. E il cuore questa volta lo ha portato a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Napoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Era </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tempo che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Carmine La Fratta</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tarantino delle cozze, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fotografo errante</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e virtuoso</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, ci voleva andare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">;</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> poi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">per </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a catena di</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">appuntament</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> aveva </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dovuto rimandare. Adesso no, ha chiuso il libretto degli impegni e si è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">deciso</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Lui corre sempre sul teatro di un evento importante, in un luogo che ha una storia</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, un paesaggio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">offrire</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">personaggi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">che hanno qualcosa di interessante da raccontare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ha lo spirito del cronista.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Vado </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sotto il Vesuvio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, mi ha detto per telefono. “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sulle </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">tracce di Maradona</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">?”. “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Non solo: </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">da quelle parti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ogni scatto è prezioso</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Co</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e dargli torto? L’incanto di questa città </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">variopinta </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">rapisce residenti e turisti, da qualunque parte arrivin</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Immaginavo che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ui non si sarebbe limitato a puntare l’obiettivo su</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lle facciate con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il volto e le espressioni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">del calciatore che in campo disegnava geometrie esaltanti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, compiva acrobazie </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ardite</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dava pedate così forti da sfondare la rete</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">scatenando i tifosi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  Giunto a Napoli, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Carmine La Fratta</b></span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">si è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">infilato nel</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">reticolo di vicoli, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dove</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ancora</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">palpita il ricordo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dei grandi de</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lla scena</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: </span></span><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Totò</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eduardo De Filippo</span></span></b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Al ritorno mi ha chiamato nuovamente, entusiasta: “Ho </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">cliccato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, estasiato, s</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ul</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> cas</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> del principe </span></span><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Antonio De Curtis</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eduardo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> De Filippo</span></span></b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, una </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a due passi d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">all’altra</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Ho avuto la sensazione che non siano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">scomparsi del tutto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, questi miti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Ma che siano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ancora lì, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tra mattoni rosicchiati e bandiere, bancarelle e negozi, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tra la gente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dentro la gente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Respirano, in quei budelli, sono immortali nel</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la memoria degli abitanti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Se tu qui </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fai </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">domand</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e su </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">uno o su l’altro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">cominciano a parlare e non riesci più a fermarli.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Chi li ha visti da vicino snocciola chicche</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, battute, episodi particolari</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, comportamenti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Come quella riferita da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Edmondo Capecelatro</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, scrittore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> partenopeo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> affermato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, oltre che attore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">na signora incontrò Totò in un salotto, e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">vedendolo molto serio, inappuntabile, gli disse</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. “L’ho applaudita a teatro, dove </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">provocava</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> risate a crepapelle; qui è quasi schivo”. Risposta: “Lei a teatro ha visto Totò, adesso è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di fronte al</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> principe De Curtis”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Carmine</span></span></strong><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è stato al</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> rione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sanità, il vicolo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nativo del grande attore comico</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">proprio qui </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fece le sue prime esibizioni da</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ragazzino, avendo come spettatori i parenti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la gente dei bassi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, gli scugnizzi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, qualche estraneo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Poi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">affront</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ò</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">la prima</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> volta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a ribalta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, al teatro “Quattro Fontane” di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Roma</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. A</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ll’Hotel </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Plaza</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">incontrò </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l’autorevole giornalista </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Gaetano Afeltra</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e gli chiese</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: “Zavattini verrà una sera a teatro? Mi piacerebbe conoscerlo”. Non sapeva che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Zavattini</b></span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">ci andava tutte le sere</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, e batteva le mani</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> freneticamente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">In seguito</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">passò di palcoscenico in palcoscenico, sempre più in alto, sempre più applaudito, celebrato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Un’icona.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Carmine</b> è entrato ne</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i vicoli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">come in una chiesa: tale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">considerato </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anche quello, a due passi, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">in cui visse</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eduardo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Li imbocchi, questi contenitori di umanità,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e non puoi non pensare a</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Natale in casa Cupiello</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Filumena Marturano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il sindaco del Rione Sanità</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Non ti pago</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> divertentissima </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">commedia</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che ha come tema il</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> lotto, evocato dal vico </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Bonafficiata</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Vecchia, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">antico</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nome del</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> gioco, creato non a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Napoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, come si pensa, ma a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Genova</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, da un barbiere</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, pare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Figura onnipresente del botteghino, l’a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ssistito, personaggio ricercato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e odiato quando non azzecca i numeri, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">inc</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">onveniente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che gli capita spesso, come ne</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l libro di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Luciano De Crescenzo</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Così parlò Bellavista”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sicuramente tutto questo scenario di commedie, di storie, di vita vissuta, di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">monelli di strada</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, di riffe, di voci </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ri</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">emerso anche </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dai</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ricordi di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Carmine La Fratta</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tra uno scatto e l’altro, un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a conversazione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e l’altr</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">camminando </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">per ore intere tra vicoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, strettoie, balconi con i bucati appesi alle ringhiere, budelli descritti in tante pagine letterarie</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Il pensiero </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di Carmine </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è andato sicuramente a quella splendida poesia</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">’A livella</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lla canzone </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Malafemmen</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, entrambe di Totò, e ai versi di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Eduardo. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Carmine</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non ha visitato soltanto i vicoli, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dove emerge anche il nome</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Matilde Serao</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, la giornalista scrittrice che con il marito </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Edoardo Scarfoglio</b></span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">nel 1892 </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fondò “Il Mattino”, dove </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la signora </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">arriva</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">va</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> tutte </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i giorni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in carrozza. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Carmine</b> n</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">on poteva per esempio non andare nei</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vicoli di <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-71516" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-1024x679.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-768x509.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-1536x1018.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-1920x1272.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-1170x775.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/247974D2-BE05-4C30-AAB5-C1070DC66AEA.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>San Gregorio Armeno</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dove si fabbricano i presepi più belli al mondo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> (a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lcuni esemplari si trovano anche nel Museo di Dalmine</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">in tantissime </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">collezioni private</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Questi presepisti hanno larghissima fama per la finezza, la bellezza</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, la cura del</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">le facce, del</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vestiario </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">delle loro statuine e per le loro architetture</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> sacre, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">stupende</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: paesaggi dotati di magia, di profondità suggestive. C</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">armine </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">h</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a fatto capolino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nelle botteghe, ha ammirato i lavori, ha </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fatto commenti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> con gli artisti, ha fotografato </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tutto ciò che lo colpiva. Ho visto quelle foto, me ne ha mandate una </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">settantina</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: foto magistrali</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, fanno vivere l’atmosfera dei luoghi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  D</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">opo qualche giorno l’ho richiamato per chiedere altri particolari</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Era già ripartito.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Non si ferma mai, Carmine. Ama scoprire </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">aspetti nuovi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">perle</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, collettività in festa</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Un giorno</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è impegnato a fotografare i falò e i fuochi d’artificio </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">alla festa patronale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di San Marzano di San Giuseppe</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, un altro nella sua </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Taranto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">davanti alle barche che dondolano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">con la ninna-nanna d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">el Mar Piccolo, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">magnificato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> da poeti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> mai dimenticati</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Lo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pensi</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">alla</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> festa di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">San Cataldo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">protettore della città dei</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> due mari</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, o in corso Umberto, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Museo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> archeologico</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nazionale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> a riprendere gli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ori di <b>Taranto</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, e invece è a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Crispiano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a cogliere luci e colori, la folla, la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">cassarmonica</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> delle celebrazioni della Madonna della Neve o a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Milano</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> a sorprendere i colombi in piazza del Duomo e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a riprendere </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i merletti delle guglie della Cattedrale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Carmine</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">è abituato a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">macina</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> chilometri anche nella </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Bimare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lasciato i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l ponte girevole, va a destra, smaltisce la discesa </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">del <b>Vasto</b> </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e costeggia “’u </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">màre</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">peccerìdde</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, dove dalle paranze sbarca il pesce destinato ai mercati. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Vedo e rivedo le sue </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">foto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anche per sentirmi vicino alla </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">mia </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“culla”. Foto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di natanti, scafi, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lampàre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, che catturano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il pesce di notte, la porta ormai chiusa di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Cicce ‘u </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">gnùre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, noto venditore </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di mitili</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dogana, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">le</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> facciate delle</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> case, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">screpolate come le labbra dei vecchi pescatori, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la chiesa di San Domenico, la via Di Mezzo, i Misteri, la processione dell’Addolorata, la ringhiera con affaccio su </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Mar Grande</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Castello Aragonese</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il canale navigabile che sposa </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">le due distese d’acqua</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Tutte immagini raccolte nei suoi libri senza didascalie, perché, dice, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">questi “ritratti” </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">h</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anno bisogno di essere spiegat</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Mi piace </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">seguire idealmente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> questo cacciatore di immagini, capace di attendere ore e ore per poter </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">cogliere tutto lo splendore di</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">panorama</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Non gli ho chiesto dove sia andato a cacciare questa volta. Aveva fretta </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di mettersi al voltante</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Ma vedrò i risultati</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Intanto osservo i “quadretti” dei vicoli napoletani, dove restano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anche </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">le tracce di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Giuseppe Marotta</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">giornalista, scrittore, critico cinematografico </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">severo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, sceneggiatore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">paroliere, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">autore d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Mal di Galleria</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Pietre e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">uvole</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">L’oro di Napoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">San Gennaro non dice mai di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">no</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">…</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Si trasferì giovanissimo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nel capoluogo lombardo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dove scrisse per </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il settimanale della Rizzoli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“L’Europeo” e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nel ’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">54 </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ricevette il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Premio Bagutta</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> per il romanzo “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Coraggio, guardiamo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">on</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">trascurò</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> mai la sua Napoli, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">non dimenticò le sue radici, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">forti, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">bene aggrappate alla terra</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Carmine La Fratta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è tornato,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">appagato, arricchito dal suo pellegrinaggio napoletano tra vicoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, murales di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Maradona</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dappertutto</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">(anche sulle carrozzine dei bambini) </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e luoghi storici come il San Ferdinando, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il teatro che, eretto alla fine del Settecento, fu</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> tanto caro a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eduardo De Filippo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">; e vico dei Carbonari, in cui e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">mise </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il suo primo vagito</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, a Forcella,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Nino Taranto</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, eccellente in “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Pensaci Giacomino</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> fiammante in “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Ciccio Formaggio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, con la paglietta a tre punte</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">So</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che ci tornerà. I vicoli di Napoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, attraversati anche </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Curzio Malaparte</b></span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> se li è portati nel cuore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F26%2Fcarmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore%2F&amp;linkname=CARMINE%20LA%20FRATTA%2C%20PER%20I%20SUOI%20SCATTI%20D%E2%80%99AUTORE%20VA%20DOVE%20LO%20PORTA%20IL%20CUORE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F26%2Fcarmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore%2F&#038;title=CARMINE%20LA%20FRATTA%2C%20PER%20I%20SUOI%20SCATTI%20D%E2%80%99AUTORE%20VA%20DOVE%20LO%20PORTA%20IL%20CUORE" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/26/carmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore/" data-a2a-title="CARMINE LA FRATTA, PER I SUOI SCATTI D’AUTORE VA DOVE LO PORTA IL CUORE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/26/carmine-la-fratta-per-i-suoi-scatti-dautore-va-dove-lo-porta-il-cuore/">CARMINE LA FRATTA, PER I SUOI SCATTI D’AUTORE VA DOVE LO PORTA IL CUORE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">71512</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Leggo Palmerini da tempo e mai una sua opera mi ha deluso</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/16/leggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 05:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Presicci]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[il mondo che va]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=64004</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="721" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-768x346.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-1536x692.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-1170x527.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/C62E058D-DBE9-4609-A376-4BCF3818406E-585x264.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Note di lettura sul volume “Il mondo che va” del fecondo scrittore abruzzese.  di Franco Presicci, giornalista e scrittore (già cronista insigne del quotidiano Il Giorno) E’ stato presentato a L’Aquila,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/16/leggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso/">Leggo Palmerini da tempo e mai una sua opera mi ha deluso</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><em><b><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Note di lettura </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sul </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">volume “Il mondo che va”</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> del fecondo scrittore abruzzese.</span></span></b></em></p>
<p class="s5"><em><b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> </span></span></b></em><em><b><span class="s6"><span class="bumpedFont15">di Franco Presicci, giornalista e scrittore (già cronista insigne del quotidiano <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Giorno</i>)</span></span></b></em></p>
<p><span class="s10"><span class="bumpedFont15">E’ stato presentato a </span></span><strong><span class="s11"><span class="bumpedFont15">L’Aquila</span></span></strong><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, città natale del giornalista e scrittore abruzzese </span></span><strong><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Goffredo Palmerini</span></span></strong><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, il suo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">dodicesimo</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> libro</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> “<b>Il mondo che va</b>”,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> pubblicato qualche giorno fa per le <b>Edizioni </b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>One</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b> Group</b> e già disponibile presso </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> principali </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Store</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> di vendita </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">online</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> di libri</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">. L’evento, aperto con alcuni canti popolari e natalizi di un prestigioso gruppo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">vocale </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">aquilano,</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-64008 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-768x346.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-1536x692.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-1170x527.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF-585x264.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/99934C2C-D5A8-4864-BC15-07AE29281CCF.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <span class="s10"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Coro della Portella</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, ha visto una bella cornice di pubblico seguire gli interventi d</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">un ricco panel di relatori, quali la giornalista e scrittrice </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Giovanna </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Chiarilli</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b> </b>(già autrice per la </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Rai</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> di programmi di servizio per gli Italiani nel mondo), il giornalista e scrittore </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Angelo De Nicola</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> (che ha sostituito </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Mario Narducci</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> assente per un’influenza), la presidente della </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">casa </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">editrice </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Francesca Pompa</b> </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e <b>l’Autore </b></span></span><b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">stesso </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">del </span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>volume</b>, moderati dalla giornalista </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Michela Santoro</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Queste che seguono le annotazioni di lettura del libro di Palmerini, scritte a caldo dopo una completa immersione nelle storie raccontate in quest’ultimo lavoro del </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">fecondo</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> scrittore aquilano.</span></span><br />
</span></span></p>
<p class="s9"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-64005" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/6F907513-E859-407A-A585-B0AB7DBD333A.png" alt="" width="190" height="265" /></p>
<div id="attachment_64009" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-64009" class="wp-image-64009 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/A7B4388E-8F68-468B-8E8D-AD63B3EA1FA5-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/A7B4388E-8F68-468B-8E8D-AD63B3EA1FA5-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/A7B4388E-8F68-468B-8E8D-AD63B3EA1FA5-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/A7B4388E-8F68-468B-8E8D-AD63B3EA1FA5.jpeg 429w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-64009" class="wp-caption-text">Da sinistra:Franco Presicci, Francesco Lenoci</p></div>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Una sorgente che con la sua acqua limpida e fresca irrora diversi campi attraverso </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">più canali</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Mi viene in </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mente la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">metafora di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><b>Francesco Lenoci</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> racconta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in una conferenza <b>all’Università di Bari</b>, tanti anni fa: </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Una vecchietta percorreva un sentiero con un secchio in spalla. Un contadino l‘avvert</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ì</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> che da un buco il secchiello perdeva acqua</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e lei rispose: “Non è acqua che si perde: disseta i fiori che sbocciano sul bordo della strada”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">Penso </span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">spesso </span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">a </span></span><b style="text-align: center;"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Goffredo P</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">merini</span></span></b><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15"><b>,</b> narratore appassionato, lucido</span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">. U</span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">omo instancabile, dinamico, tenace come tutti gli abruzzesi. Non indugia a salire su un aereo e partire per un Paese lontano per scoprire storie da cucire con la pazienza e l’arte del sarto: storie di connazionali che a suo tempo lasciarono la propria terra per andare a cercare lavoro e pane. In ogni città, in ogni borgo oltre</span></span> <span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">confine vivono italiani </span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">spatriati</span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15"> e lui li avvicina</span></span><span class="s2" style="text-align: center;"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Un proverbio di secoli fa asserisce che “passeri e fiorentin</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i sono </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per tutto il mondo”. Chi va via pianta nel luogo di arrivo le </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">proprie </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">radici, da cui crescono alberi modesti o imponenti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, pini o querce ulivi o mandorli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Dal sacrificio, dall’emarginazione, dalle randellate, dalle derisioni si sono costruiti uomini come una roccia che dirigono aziende, fattorie, giornali e fanno onore al Paese. Palmerini ha bussato a mille porte, e continua a farlo, alla ricerca di vite da sgranare nei suoi libri.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“Solo recentemente ho potuto riprendere con qualche tranquillità le visite alle nostre comunità all’estero…”, ed è nato “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ondo che va</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”, il dodicesimo volume pubblicato da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>One Group</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, presentazione di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><b>Mario Narducci</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">; prefazione di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><b>Patrizia Tocci</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La pandemia ha fatto disastri, cambiando un po’ le nostre abitudini</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, spazzando progetti, facendo chiudere cantieri, mercati, costringendoci alla clausura o come dice qualcuno agli arresti domiciliari. Con qualche eccezione fra i giovani, che scalpitano. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E ha fermato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un po’ anche lo scrittore.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Adesso, l’ansia, il timore</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> i lutti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">si sono attenuati e covid </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lascia il posto alle polemiche, alle proteste e lo scrittore è tornato a sedersi alla scrivania a confezionare un’opera ricca di avvenimenti, affreschi, personaggi, descrizione di luoghi, paesaggi, con il suo stile sciolto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, amabile, agile, efficace.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ed ecco la personalità che apre le pagine: “Ci eravamo abituati alla tua vitalità, caro don Attilio. La tua età di 95 anni era bugiarda rispetto alla giovinezza elegante della tua persona, alla sapienza del tuo pensiero giuridico, alla ricchezza della tua cultura, alla freschezza della tua ironia, all’amore della tua (nostra) terra, al calore del tuo impegno civile. E all’eclettismo della tua vita intensa come emigrante in </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Venezuela, fondatore di un giornale baluardo nella difesa degli italiani e giornalista dalle stupefacenti risorse”. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><b>Attilio Maria Cecchini</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, “una vita da romanzo”. Nato all’Aquila da una famiglia abbiente, studiò giurisprudenza, poi prese il volo per il Venezuela e dette vita a un giornale. Faceva il corrispondente di “Paese Sera”, conobbe <b>Gabriel Garcia Marquez</b>, intervist</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ò</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> <b>Juan Domingo </b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Peròn</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">; nel 1959 doveva intervistare <b>Fidel Castro</b>, quando risalì a bordo di un aereo e fece ritorno in l’Italia, dove indossò nuovamente la toga.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Si torna spesso al nido. Come le aquile.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sono tutte interessanti le figure che <b>Palmerini</b> delinea nel suo libro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Molte di livello internazionale. Come <b>Franco Marini,</b> che fu un grande sindacalista e politico. “Presidente emerito del Senato, già ministro del Lavoro e segretario generale della Cisl”. Palmerini gli fu vicino per parecchi anni. Tra l’altro li univa la comune appartenenza al corpo de</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">g</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">li <b>Alpini</b>, entrambi sempre presenti alle manifestazioni delle Penne Nere</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ovunque si svolgessero</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. “Mi piace richiamare la semplicità del suo tratto, la bonomia e l’austera sobrietà che ha contrassegnato la sua vita pubblica. E l’attaccamento alla sua terra, a <b>San Pio delle Camere</b>, dove era nato 87 anni fa e dove aveva sistemato la sua casa modesta, dove volentieri tornava, quindi <b>all’Aquila e all’Abruzzo</b>…”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Goffredo Palmerini apprezzava Marini, il suo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">legame </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">le antiche amicizie</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, con </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la gente della sua terra natale. Per molti anni ha avuto anche la possibilità di condividere con lui giornate costruttive, di sostenerlo nella sua attività pubblica e istituzionale, “da quando nel 1992 entrò in Parlamento, ma soprattutto nella vita di partito, dapprima nella Democrazia Cristiana, poi nel Partito Popolare e nel Partito Democratico”. E da alpino “non posso non rilevare il valore del</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alpinità</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Leggendo le pagine di Goffredo Palmerini si scoprono sempre cose che il lettore ignorava o che aveva dimenticato. L’autore le racconta nel dettaglio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Gli piace scavare dentro i personaggi, scrutarli, esplorarli, per presentarli a tutto tondo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Da u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> costruttore a un altro. “La pandemia confina, ma non ferma l’effervescenza della </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">chef</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> vastese <b>Rosanna Di Michele</b>. Ne ha privato, per il momento, le possibilità del suo dinamismo, confinandola in Abruzzo. Le ha privato di coltivare quella sua consuetudine nella diffusione dei sapori abruzzesi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in ristoranti locali tipici, di <b>New York</b> in particolare, ma anche di altre città degli Stati Uniti, laddove ormai è considerata un’ambasciatrice del gusto culinario e dell’enogastronomia della nostra regione. Chi scrive è stato più volte testimone diretto delle sue apprezzatissime </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">perform</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nce</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, nel corso di alcune delle annuali missioni che ho svolto nella </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">G</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rande </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ela, di solito in ottobre, per partecipare alle manifestazion</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> del <b>Columbus </b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Day</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e <b>dell’</b></span></span><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ita</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ian</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> American Heri</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ge</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">&amp;</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Culture </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Month</span></span></b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, il mese della cultura italiana nella metropoli nordamericana</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">presenta ogni anno un ricchissimo programma di eventi teatrali, musicali, letterari, artistici e di ogni altro genere”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">merini l’ha vista </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dunque </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">all’opera</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Rosanna</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">presso il C</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">onsolato generale d’Italia, a Eataly, al ristorante Donna Margherita, al </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Westchester</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italian</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Cultural Center… E quindi sa molto bene quello che dice. Palmerini è un pozzo di San Patrizio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">onosce fatti, uomini, situazioni, storie, avvenimenti. Tra l’altro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha una memoria inossidabile. Deve essere orgoglioso del mondo che narra quasi pacatamente, senza enfatizzazioni.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nella presentazione </span></span><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">M</span></span></strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><strong>ario Narducci</strong> dice “i volumi di P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">merini sono un appuntamento irrinunciabile. Sono la sintesi</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di un’attività frenetica che la sua vivacità culturale e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> suo amore per una storia di amarezze e di glorie, quale quella dell’emigrazione,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> hanno saputo tessere con capacità organizzative e risultati positivi acclarat</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Goffredo Palmerini, già membro del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>CRAM</b>, l’organo istituito dalla Regione</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Abruzzo per mantenere saldi i rapporti</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">tra gli emigranti</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">e la</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">loro Patria</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">è riuscito negli anni con destrezza</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">e puntiglio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sità </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dove le istit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">zioni si erano sempre </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arrestate”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-64011" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/6FA1F487-0319-4791-B6BB-0C32F1325078.jpeg" alt="" width="225" height="227" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/6FA1F487-0319-4791-B6BB-0C32F1325078.jpeg 298w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/6FA1F487-0319-4791-B6BB-0C32F1325078-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Giornalista e scrittore famoso e apprezzato,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> uomo dall’intelligenza raffinata, dalla cultura profonda, trascorre chissà quante ore al giorno</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> tra viaggi, partecipazione ad eventi, incontri con persone umili e altre importanti che hanno conquistato la poltrona con sacrifici e sofferenze e la stesura del volume</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Questa volta è stato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dopo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tre anni a <b>New York</b>, dove il suo nome è noto e apprezzato da direttori di giornali, sindaci, docenti, imprenditori</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">…</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> E non solo nella Grande Mela, ma anche in <b>Canada, in Brasile, in </b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Argentina</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">… Insomma Palmerini nel mondo.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Non c’è bisogno che il sottoscritto raccomandi di leggere “</span></span><b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">l mo</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">do che va</span></span></b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”, dedicato a <b>Papa Francesco</b> (“Dopo Celestino V ha fatto all’Aquila il dono più grande”). I “fans” di Goffredo sanno già</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che devono leggere questo libro, anzi lo aspettano. Perché come dice <b>Narducci</b> l’aereo atterra e Goffredo Palmerini si mette al computer per rendere conto dei fatti che ha visto e delle storie che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha ascoltato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Chi può dire di conoscere il mondo dell’emigrazione come lui? Chi lo ama come lui, che lo segue da anni, ascoltando le mille voci come un sacerdote ogni giorno nel confessionale e alla Messa della domenica?</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Leggo Palmerini da tempo, fin dal giorno che presentò un suo libro nella sede di una banca a Milano, al tavolo dei relatori il Professor <b>Francesco Lenoci</b>. E mai una sua opera mi ha deluso. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Patrizia Tocci</b> scrive: “Goffredo Palmerini fa sempre un passo indietro quando scrive. Un po’ come quando lo incontri, che prima ti guarda sorridendo e poi ti abbraccia e in quel sorriso c’è già tutto</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">il “personaggio”. Perché Goffredo è “personaggio antipersonaggio” e tutta la sua opera lo dimostra</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’ capace di far parlare gli altri nei suoi testi, mettendosi da un lato e raccomandando</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">me una voce fuori campo, in un bel servizio giornalistico che resta a lungo nella memoria. Palmerini fa questo e non solo questo”. Palmerini è un cronista vero che coinvolge il lettore e tiene sempre desta la sua attenzione.</span></span></p>
<p class="s5">Photocover : la presentazione del volume a l’Aquila</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F12%2F16%2Fleggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso%2F&amp;linkname=Leggo%20Palmerini%20da%20tempo%20e%20mai%20una%20sua%20opera%20mi%20ha%20deluso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F12%2F16%2Fleggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso%2F&#038;title=Leggo%20Palmerini%20da%20tempo%20e%20mai%20una%20sua%20opera%20mi%20ha%20deluso" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/16/leggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso/" data-a2a-title="Leggo Palmerini da tempo e mai una sua opera mi ha deluso"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/16/leggo-palmerini-da-tempo-e-mai-una-sua-opera-mi-ha-deluso/">Leggo Palmerini da tempo e mai una sua opera mi ha deluso</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">64004</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La straordinaria valenza del restaurant branding</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/17/la-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 20:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lenoci]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=50883</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1.jpeg 1500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/75F84AEF-BBB2-490A-86D5-6913B5C475D1-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le idee per il professor Francesco Lenoci sono come le ciliegie: ne assaggi una e ne hai già pronta un’altra e un’altra ancora. Lui realizza un progetto e sul diario&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/17/la-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding/">La straordinaria valenza del restaurant branding</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Le idee per il professor </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Francesco Lenoci</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> sono come le ciliegie: ne assaggi una e ne hai già pronta un’altra</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e un’altra ancora</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Lui realizza un progetto e sul diario </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la sua </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">segretaria, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">signora dolce</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, preparata </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">premurosa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">c’è una lista di appuntamenti che fa pensare senza esagerare a quella del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">residente Draghi. Viene da domandarsi se qualche volta la notte dorma. E</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> se dorme</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sogn</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> la presentazione di una boutique, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">una ditta di confezioni della sua </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Martina Franca</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un forno a legna, che cuoce pane, pizze o </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">friselle</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un caseificio, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">una mostra fotografica a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Verona</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> o a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Taranto</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> o a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Matera</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> o a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Roma</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> o nel</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> capoluogo lombardo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, dove vive e ha lo studio nel</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Grattacielo dell</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a Terrazza Martini, in piazza Diaz. Credo che non riposi neppure nei week-end.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’ho incontrato questa estate nell’Antico Forno San Martin</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, in via Mercadante,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> nella città dei trulli, impegnato in</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> un</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a disc</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ssione sulla panificazione con il proprietario </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Martino Montanaro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, uomo alla mano, cortese</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e disponibile</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Con le mani in pasta non so più da quanti </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">anni,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Martin</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">gli </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">mostrava i vari tipi di pane </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che uscivano profumati dal suo laboratorio, accolto dai</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> sorrisi comunicati</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">v</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, coinvolgenti </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di Francesco, sul quale era puntato l’obiettivo del fotografo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> che lo ritraeva </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">on gli ottimi prodotti di Martino</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">nelle forme più fantasiose</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Subito dopo mi ha parlato di ciò che aveva messo in cantiere.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’ho conosciuto una trentina di anni fa nel Chio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">stro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di San Domenico a Martina, la sera in cui gli venne consegnato un premio importante, alla presenza di un pubblico</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">celto e num</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">eroso e di giornalisti, tra cui </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">una “troupe”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di Rai</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> 3</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Lo trovai empatico, dall’eloquio scorrevole e semplice, con batture ironiche, di quell’ironia garbata, sapida, confidenziale</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> che rende meno solenne</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, me</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o professorale una serata culturale</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<div id="attachment_50885" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50885" class="wp-image-50885 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/F213EBFB-5EFA-40C4-8EF3-8EEE60C02810.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-50885" class="wp-caption-text">Ilaria Legato, Francesco Lenoci, Luigi Caricato</p></div>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Questa volta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, il 19 marzo alle Stelline di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Milano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, farà</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“navigatore” </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la presentazione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di un </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">libro intitolato “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Creative </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">restaurant</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">branding</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”. Un libro per i ristorator</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">critto </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">durante la pandemia sanitaria da </span></span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nicoletta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Polliotto</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e da </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Ilaria Legato</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e pubblicato dalla casa editrice Hoepli. “Un libro che potrebbe sembrare un’idea folle, invece non è un caso”, annota</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> n</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ella prefazione </span></span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Gaetano </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Grizzanti</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, che subito rende omaggio alle due autrici e a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la stessa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> casa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> editrice</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, “che hanno pensato </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> un modo di aiutare una delle categorie più colpite, mettendo a disposizione la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">loro </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">competenza e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">d </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">esperienza</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, specifiche nel settore dell’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">hospitality</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> affinch</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">é</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">i professionisti del settore possano riprogettare l’identità del proprio locale per rilanciarlo e ricominciare.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Durante </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o dopo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">una crisi economica</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> il brand è come un salvagent</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">È</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> in questi momenti che un brand</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> adempie anche alla parte di scudo protettivo, mettendo in campo la sua capacità di farsi ricordare e distinguere sul mercato, dando una ragione d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">scelta al cliente. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Un brand ha l’abilità di creare solidi rapporti relazionali e interattivi con i propri clienti. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Un brand ha </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’incarico intrinseco di comunicare valori e messaggi indiretti, costruendo una credibilità che rassicuri il cons</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">matore e trasformi </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’insegna di un ristorante in una porta d’accesso a un’esperienza identitaria”. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il libro è indirizzato agli imprenditori e ai lavoratori del regno dell’ospitalità e della ristorazione e a coloro che si stanno formando per entrare in quest’agone. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Tutti hanno bisogno di un’ancora, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di una boa, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di una spinta d’incoraggiamento, di un sostegno anche morale</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Sarà </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Francesco Lenoci</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, docente </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di metodologie e determinazioni quantitative d’azienda </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">all’Università Cat</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">olica </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del Sacro Cuore di Milano e fondatore-gestore su Facebook di un gruppo dedicato al turismo enogastronomico </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> all’</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">oleoturismo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a fornire </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">gli</span></span> assist all’ esperta <span class="s7"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Ilaria Legato</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">noto docente</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> già tante volte</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">ha tenuto conferenze </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sulla gastronomia, sui locali più famosi non soltanto in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Lombardia</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, sui cibi tradizionali e no anche della </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Puglia</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">dell’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Abruzzo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">…</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Di alcuni ristoranti conosce la storia, i piatti, il tipo di accoglienza</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, gli chef pluristellati</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, gli arredi, l’atmosfera </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e altro ancora. Una volta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, durante l’illustrazione di un volume di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Goffredo Palmerini</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, giornalista e scrittore, abruzzese doc,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">viaggiatore alla ricerca di storie di emigrati da raccontare in libri voluminosi e interessanti, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’ho sentito disquisire su</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ristorante </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“Le Tre Marie” dell’Aquila, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">locale storico </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che si pregiava di una stella Micheli</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> nel 1959, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">frequentato da </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Federico Fellini, Giulietta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">asina, Franco Zeffirelli</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e tanti altri esponenti del cinema, della politica, della letteratura, della pittura.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Un’altra </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">volta </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’ho sentito ricordare il più famoso film di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Vittorio De Sica</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> “Miracolo a Milano”, in occasione dell’inaugurazione da parte sua di un ristorante in piazzale</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Lavater</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a Milano denominato “Olio”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ascoltare Lenoci </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">solo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un piacere</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">: è interessante,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> è come aprire le pagine dei </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ocali storici d’Italia e apprendere che a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">d </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un tavolo del “</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Gambrinus</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">” di Napoli </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Gabriele d’Annunzio</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">scrisse il testo d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’A </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">v</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ucchella</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, forse per una provocazione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">come dire che una canzone napoletana la poteva scrivere anche uno </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che non aveva avuto i natali sotto il Vesuvio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è come entrare nel</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> “Catullo“ di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Sirmione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> (intestato al poeta dei carmi del delirio d’amore)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">; o </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> “Cova”, di via Montenapoleone di Milano, che a suo tempo fu ritrovo dei patrioti dell</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Cinque Giornat</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> dove</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> in te</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">pi più recenti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Wanda Osiris</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Wandissima</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, andava a prendere l’aperitiv</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> con le a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">iche</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">; o </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nel</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Cambi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di Torino, che, sorto nel 1757</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ospitava Depretis, Cavou</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">r…</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">In un’altra occasione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’ho sentito par</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">are de</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ristorante “Santa Lucia”. che aveva come avventori abituali alcun</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> valenti cronisti del “Corriere della Sera” e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nel 1</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">929 portò la pizza a Milano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, subito apprezzata dai poliziotti addetti alla questura, che allora era in piazza San Fedele, a un passo dal “Santa Lucia”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e dai meridionali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">E non parliamo delle conferenze sulle botteghe della cer</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">mica di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Grottaglie</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sui produttori di vino</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Manduria</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, sul pane di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Altamura</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, sul capocoll</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Martina Franca</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">e di tanti altri valori della nostra terra così fertile, d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">elle sartorie di alta moda, che aprono vecchi ricordi: il padre Martino, oggi 9</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">8</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> anni, che nel fare vestiti era un artista</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, tanto che molti a Martina preferivano farsi fare l’abito da questo signore preciso, attento, che manovra</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">va</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> l’ago come il pittore il pennello.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Mi si perdoni il deragliamento</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, sempre possibile quando l’argomento prende chi scrive</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">E su </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Francesco </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Lenoci</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> fra l’altro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">patri</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">decus</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Marti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">na</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Franca</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">città del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Festival musicale della Valle d’Itria</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, c’è molto da dire. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’ho sempre visto in movimento, volare da una città ad un’altra, tanto da ave</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e il sospetto che abbia il dono de</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’ubiquità</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Torno subito ai binari prestabiliti, per </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ri</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">badire</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">che i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l libro verrà presentato </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nella Sala Leonardo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">al </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Palazzo delle Stelline di Milano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> sabato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">19 marzo alle ore 12</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, nell’ambito di Olio Officina Festival</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, evento ideato da </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Luigi Caricato</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, giunto all’undicesima edizione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> “L’olio della bellezza”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, pronto a fornire come sempre tanti condimenti per il palato e per la mente</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F17%2Fla-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding%2F&amp;linkname=La%20straordinaria%20valenza%20del%20restaurant%20branding" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F17%2Fla-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding%2F&#038;title=La%20straordinaria%20valenza%20del%20restaurant%20branding" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/17/la-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding/" data-a2a-title="La straordinaria valenza del restaurant branding"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/17/la-straordinaria-valenza-del-restaurant-branding/">La straordinaria valenza del restaurant branding</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50883</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pagine esemplari quelle che compongono “Mosaico di Voci”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/02/pagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 05:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=47847</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/8C0A9783-E662-4A3E-953F-7671F4943DE2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Recensione al nuovo libro di Goffredo Palmerini di Franco Presicci, giornalista e scrittore, gia’ cronista insigne de “Il Giorno” MILANO &#8211; Un’altra impresa di Goffredo Palmerini: un volume di 376 pagine,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/02/pagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci/">Pagine esemplari quelle che compongono “Mosaico di Voci”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione al nuovo libro di Goffredo Palmerini <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Franco Presicci, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">giornalista e scrittore, gia’ cronista insigne de “Il Giorno”</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10">MILANO &#8211; </span><span class="s10">Un’altra impresa di </span><span class="s11"><b>Goffredo Palmerini</b></span><span class="s10">: un volume di </span><span class="s10">376 pagine, </span><span class="s12">“<b>Mosaico di Voci- S</b></span><span class="s12"><b>torie di rinascita e di speranza</b>”</span><span class="s10">: un’armonia di situazioni, avvenimenti, incontri, dibattiti, convegni, ritratti di personalità, descrizione </span><span class="s10">efficaci </span><span class="s10">di ambienti</span><span class="s10">, cronache</span><span class="s10"> ed altro</span><span class="s10">. Goffredo ha la capacità </span><span class="s10">di </span><span class="s10">accompagnare chi legge in ciò che lui ha visto, coinvolgendolo, emozionandolo, stimolando la sua attenzione</span><span class="s10">, informandolo scrupolosamente</span><span class="s10">. Il suo stile </span><span class="s10">fluido,</span><span class="s10"> spontaneo, </span><span class="s10">godibile</span><span class="s10">; i temi interessanti,</span> <span class="s10">il modo di raccontare rendono avvincente</span><span class="s10"> la lettura. </span></p>
<p class="s3"><span class="s10">Le tessere sono numerose, ma Palmerini </span><span class="s10">conosce l’arte di metterle insieme, una accanto all’altra</span><span class="s10">, stimola</span><span class="s10">ndo</span><span class="s10"> a tenere il libro aperto, </span><span class="s10">dando</span><span class="s10"> all’ “</span><span class="s10">interlocutore”</span><span class="s10"> l’impressione di essere “dentro” i fatti narrati. </span><span class="s10">Le pagine di questo autore sensibile e delicato insomma hanno il pregio della chiarezza e della semplicit</span><span class="s10">à</span><span class="s10">, senza ombra di ret</span><span class="s10">orica. Saranno stati questi per esempio, i motivi per cui </span><span class="s11"><b>Mario Daniele</b></span><span class="s10">, un grande imprenditore formatosi nella propria fucina, arrivando ad altissimi livelli</span><span class="s10"> ottenendo anche compiti diplomatici</span><span class="s10">,</span><span class="s10"> volle che a snocciolare la propria vita fosse proprio Goffredo</span><span class="s10">. </span><span class="s10">Abruzzese come Palmerini, simboleggia il sogno americano compiuto.</span></p>
<p class="s3"><span class="s10">E’ anche </span><span class="s10">per </span><span class="s10">quest</span><span class="s10">e sue virtù</span><span class="s10"> che</span><span class="s10"> ogni “uscita” di Goffredo Palmerini </span><span class="s10">smuove </span><span class="s10">investigatori </span><span class="s10">letterari, giornalisti della carta stampata e della televisione, non solo italiani</span><span class="s10">, lettori accaniti…</span><span class="s10">. </span><span class="s11"><b>Franco Ricci</b></span><span class="s10">, ricercatore e docente canadese di origini italiane, in un suo articolo h</span><span class="s10">a</span><span class="s10"> scritto che “Palmerini rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo di un nuovo tipo</span><span class="s10"> di rappo</span><span class="s10">r</span><span class="s10">to</span> <span class="s10">che non comprende solo il giornalismo come “reportage”, ma con i suoi scritti egli ha installato un utilizzo dell’informatica che abbracci</span><span class="s10">a</span><span class="s10"> e mette in rete imprenditori</span> <span class="s10">e operai, studenti e professori, commercialisti e casalinghe, figli piccoli e grandi, appaltatori </span><span class="s10">e </span><span class="s10">pensionati in un nuovo modo virtuale ricco di relazioni vissute forsanche più intensamente perché accomunati attraverso l’immediatezza</span><span class="s10"> del messaggio e del sentimento”.<br />
</span><span class="s10">Molti altri hanno scritto di lui, evidenziando le sue caratteristiche</span><span class="s10"> stilistiche e la sua volontà di andare in giro per il mondo alla ricerca di fontane da cui attingere acqua pura, persone disposte a rivelarsi, ad “offrirgli” il proprio vissuto </span><span class="s10">n</span><span class="s10">on per fini esibizionistici</span><span class="s10">,</span><span class="s10"> ma per far conoscere</span> <span class="s10">gli scogli</span><span class="s10"> che un </span><span class="s10">e</span><span class="s10">migrato affronta in terra straniera. Un giro che ha realizzato tante volte e continua ancora a farlo, dalla sua </span><b><span class="s11">Paganica</span> <span class="s10">a </span><span class="s11">New York</span><span class="s10"> a </span><span class="s11">Sydney</span><span class="s10">, </span><span class="s10">da </span><span class="s11">San Paolo del Brasile</span><span class="s10"> a </span><span class="s11">Ottawa</span><span class="s10">, da </span><span class="s11">Buenos Aires</span> <span class="s11">a Johannesburg</span></b><span class="s10">, </span><span class="s10">instancabile, curioso, avido di apprendere i sacrifici, gli ostacoli, compresi quelli della lingua e dell’ostilità dei locali superati </span><span class="s10">con tenacia</span><span class="s10">, intelligenza, passione, conquistando posizioni di grande </span><span class="s10">rilievo</span><span class="s10"> o semplicemente un’esistenza sicura e tranquilla.</span></p>
<p class="s9"><span class="s10">Molti, ad esempio, non conoscevano </span><span class="s11"><b>John Fante</b></span><span class="s10">, un <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-47852 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/833BA4AF-43B1-4E7F-B5E2-190317FE9B4F-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />grande scrittore </span><span class="s10">di origine </span><span class="s10">abruzzese</span><span class="s10">, nato e</span> <span class="s10">vissuto negli </span><span class="s11">S</span><span class="s11">tati Uniti</span> <span class="s10">che </span><span class="s10">dovette arrangiarsi in mille mestieri </span><span class="s10">per poter vivere</span><span class="s10">,</span><span class="s10"> scrivere e vedere venire alla luce il suo primo romanzo, “</span><span class="s12"><b>Aspetta primavera, Bandini</b></span><span class="s10">” </span><span class="s10">e poi “</span><span class="s12"><b>Chiedi alla polvere</b></span><span class="s10">” e tanti altri, in Italia pubbl</span><span class="s10">icati da Mondadori e da Einaudi</span><span class="s10">, prima di raggiu</span><span class="s10">ngere la fama </span><span class="s10">anche come sceneggiatore e avere amici come</span><span class="s10"> e</span><span class="s10">d</span><span class="s10"> altri</span><span class="s10">. </span><span class="s10">Bene</span><span class="s10">, tanti hanno intercettato il nome di </span><span class="s11"><b>Fante</b></span><span class="s10"> e del f</span><span class="s10">iglio </span><span class="s11"><b>Dan</b></span><span class="s10">,</span><span class="s10">anch’esso scrittore,</span> <span class="s10">attraverso i libri di </span><span class="s11">Goffredo Palmerini</span><span class="s10">. </span><span class="s10">Come hanno intercettato nelle sue pagine non solo persone con la medaglia sul petto e un cuore d’oro, ma anche gente comune, che lo scrittore plasma nelle sue pagine, sempre ricche</span><span class="s10"> di umanità</span><span class="s10">.<br />
</span><span class="s10">Pagine esemplari. </span><span class="s10">Come quelle che compongono il suo </span><span class="s10">nuovo libro: </span><span class="s12">“<b>Mosaico di Voci-S</b></span><span class="s12"><b>torie di rinascita e di speranza</b>”</span><span class="s10">, pubblicato da <b>One Group Edizioni</b></span><span class="s10">.</span><span class="s10"> La presentazione è di </span><span class="s11"><b>Francesca La Marca</b></span><span class="s10">, nata </span><span class="s10">a </span><span class="s11">Toronto</span><span class="s10">da genitori italiani</span><span class="s10">,</span><span class="s10"> e la prefazione di </span><span class="s11"><b>Liliana Biondi</b></span><span class="s10">, nata a </span><span class="s11">L’Aquila</span><span class="s10">, </span><span class="s10">già ricercatrice e docente </span><span class="s10">universitaria </span><span class="s10">di Cr</span><span class="s10">itica Letteraria e Letterature</span><span class="s10"> c</span><span class="s10">omp</span><span class="s10">a</span><span class="s10">rate</span><span class="s10">. Di Palmerini la Biondi dice che è un osservatore attento</span><span class="s10">, oltre ch</span><span class="s10">e ambasciatore </span><span class="s10">degli </span><span class="s10">abruzzes</span><span class="s10">i</span><span class="s10"> nel mondo</span><span class="s10">;</span><span class="s10"> e parla </span><span class="s10">“</span><span class="s10">della vitalità dei suoi scritti giornalistici, ricchi di dati</span><span class="s10">,</span><span class="s10"> tecniche, competenze, contenuti</span><span class="s10">”</span><span class="s10">. E aggiunge </span><span class="s10">“</span><span class="s10">che è un osservatore e un ascoltatore attento, uno scrupoloso documentarista</span><span class="s10">…”.</span></p>
<p class="s9"><span class="s10">Abile nelle interviste, Goffredo lascia spazio all’interlocutore, non prevarica, non si sovrappone</span><span class="s10">, lascia che l’altro argomenti, precisi, chiarisca. Paziente e generoso, gentile e di poche parole, è uno scrittore e cronista virtuoso. </span><span class="s10">Ecco alcuni capitoli di “</span><span class="s12">Voci</span><span class="s10">”: </span><span class="s10">“</span><span class="s10">A Paganica il tributo al poeta <b>Nicola Enrico Bi</b></span><span class="s10"><b>ondi</b>”;</span> <span class="s10">“</span><span class="s10">Tesori dell’Arte</span><span class="s10"> Sac</span><span class="s10">r</span><span class="s10">a </span><span class="s10">aquilana</span><span class="s10"> in mostra al Forte di Bard</span><span class="s10">”</span><span class="s10">; </span><span class="s10">“</span><span class="s10">Il premio </span><span class="s10">‘</span><span class="s10">La voce dei poeti</span><span class="s10">’”</span><span class="s10">, IV edizione</span><span class="s10">”</span><span class="s10">; </span><span class="s10">“L</span><span class="s10">a Basilic</span><span class="s10">a</span><span class="s10">ta rende onore al pittore <b>Co</b></span><b><span class="s10">n</span><span class="s10">stantin </span><span class="s10">Udr</span><span class="s10">o</span><span class="s10">iu</span></b><span class="s10">”</span><span class="s10">; </span><span class="s10">“</span><span class="s10">A Castel del Monte premiati in</span><span class="s10">s</span><span class="s10">igni emigrati abruzzesi</span><span class="s10">”</span><span class="s10">; </span><span class="s10">“</span><span class="s10">La Piccola B</span><span class="s10">rigata porta</span> <span class="s10">in Canada il teatro aquilano</span><span class="s10">”; “</span><span class="s10">L</span><span class="s10">’Aquila nel libro di <b>Tiziana Gras</b></span><span class="s10"><b>s</b></span><span class="s10"><b>i</b> su</span><span class="s10">i</span><span class="s10"> migranti. Intervi</span><span class="s10">s</span><span class="s10">ta a don <b>Dante Di Nardo</b></span><span class="s10">”. Sono soltanto alcuni </span><span class="s10">pezzi,</span><span class="s10"> che costituiscono questo </span><span class="s10">bellissimo </span><span class="s10">mosaico di voci</span><span class="s10">, che ci offre </span><span class="s11">Goffredo Palmerini</span><span class="s10">, volto da frate cappuccino, una barba cespugliosa</span><span class="s10"> e</span><span class="s10"> un sorriso dolce, amabile. </span></p>
<p class="s3"><span class="s10">  </span><span class="s11"><b>Francesca La Marca</b></span><span class="s10"> lo inquadra come “persona che emerge da un nucleo solido di valori etici che si tramutano in un atteggiamento di comprensione e di dis</span><span class="s10">p</span><span class="s10">onibilità verso gli altri, di lealtà nei rapporti umani, in un modo sereno e rassicur</span><span class="s10">a</span><span class="s10">nte, direi sorridente, di intessere relazioni e di descrivere</span><span class="s10"> persone e vicende pubbliche e private”. Così l’ho intuito anni fa quando l’ho conosciuto nella sede di una banca </span><span class="s10">di </span><span class="s11">Milano</span><span class="s10">, </span><span class="s10">dove</span><span class="s10"> il professor </span><span class="s11"><b>Francesco Lenoci</b> presentava</span><span class="s10"> un suo libro. Ci scambiammo poche parole, quanto bastava per leggere </span><span class="s10">la generosità </span><span class="s10">nei suoi occhi. Da allora ho </span><span class="s10">divorato</span><span class="s10"> e recensito con piacere, quasi con gioia, i suoi libri</span><span class="s10">, credo una decina, dove si coglie amore per il prossimo, soddisfazione per le sue fatiche. </span></p>
<p class="s3"><span class="s10">  </span><span class="s11">Goffredo Palmerini</span><span class="s10"> è uomo colto, interessato a tutto </span><span class="s10">ciò </span><span class="s10">che avviene into</span><span class="s10">r</span><span class="s10">no a lui e a raccontarlo </span><span class="s10">nel pieno rispetto della realt</span><span class="s10">à</span><span class="s10">. </span><span class="s10">Per questo seguo Goffredo, la cui giovialità mette a proprio agio chiunque lo avvicini. E apprezzo la sua scrittura, un campo </span><span class="s10">ben seminato con tante vite vissute, con tante </span><span class="s10">genialità </span><span class="s10">che il nostro Paese ha donato ad altri</span><span class="s10">. Palmerini è innamorato del mondo, ma anche della </span><span class="s10">s</span><span class="s10">ua </span><b><span class="s11">Paganica</span><span class="s10">, </span><span class="s11">L’Aquila</span><span class="s10"> e l’</span><span class="s11">Abruzzo</span></b><span class="s10">,</span><span class="s10"> la regione esaltata da </span><span class="s11"><b>Guido Piovene</b></span> <span class="s10">nel suo “</span><span class="s12">Viaggio in Italia</span><span class="s10">”:</span><span class="s10"> “</span><span class="s12">Una luce già di montagna splende nelle vie de L’Aquila</span><span class="s12"> e penetrando anche nei vicoli più stretti dei quartieri vecchi porta uno scintillio nell’ombra. Dovunque si sente lo spazio. Perciò L’Aquila è gaia</span><span class="s10">”</span><span class="s10">, quando il suo territorio non viene devastato da eventi sismici, producendo terrore fra gli abitanti.</span></p>
<p class="s9"><span class="s10">Anche su questi disastri, a suo tempo, Palmerini ha riempito pagine e pagine. Non poteva non farlo nel vedere la sua terra frantumata. E’ a </span><span class="s11">L’Aquila</span><span class="s10"> che ha avuto la sua culla nel 1948. E’ in quella città, “</span><span class="s12">somma di chiaroscuri, di forza e d’improvvisi bagliori</span><span class="s10">” &#8211; come ha scritto qualcuno, con tocchi di eleganza &#8211; con i suoi monumenti, le sue chiese, tante, le piazze, i suoi Palazzi, la città con l’odore di zafferano, che </span><span class="s11">Goffredo Palmerini</span><span class="s10"> si è formato, maturando la passione di andare da un capo all’altro del mondo per conoscere persone, cose, paesaggi, come dimostrano tra l’altro le numerose immagini che cattura.</span></p>
<p class="s9"><span class="s10">Oggi come ieri continua i suoi pellegrinaggi, perché la sua sete di apprendere non si esaurisce. E scrive su giornali e riviste, non soltanto italiani. La sua firma compare sulle agenzie di stampa, su periodici e quotidiani a </span><span class="s11">New York</span><span class="s10">, in </span><span class="s11">Brasile</span><span class="s10">, in </span><span class="s11">Canada</span><span class="s10">, in </span><span class="s11">Argentina</span><span class="s10">. Goffredo Palmerini è cittadino del mondo, con la gomena ben collegata con l’Abruzzo.</span></p>
<p><i>photo cover: il volume Mosaico di Voci, Goffrefo Palmerini e John Fante, Franco Presicci.</i></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F02%2Fpagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci%2F&amp;linkname=Pagine%20esemplari%20quelle%20che%20compongono%20%E2%80%9CMosaico%20di%20Voci%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F02%2Fpagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci%2F&#038;title=Pagine%20esemplari%20quelle%20che%20compongono%20%E2%80%9CMosaico%20di%20Voci%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/02/pagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci/" data-a2a-title="Pagine esemplari quelle che compongono “Mosaico di Voci”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/02/pagine-esemplari-quelle-che-compongono-mosaico-di-voci/">Pagine esemplari quelle che compongono “Mosaico di Voci”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">47847</post-id>	</item>
		<item>
		<title>PROF. LENOCI SEMPRE IN MOVIMENTO PER LA SUA PUGLIA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/05/prof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=prof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 05:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=44179</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1068" height="823" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4.jpeg 1068w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-300x231.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-1024x789.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-768x592.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-585x451.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1068px) 100vw, 1068px" /></p>
<p>Neppure questa estate è stato fermo un momento. Sarei curioso di sapere quante ore abbia trascorso in treno, in auto, in aereo, per essere presente a tutti gli appuntamenti che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/05/prof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa/">PROF. LENOCI SEMPRE IN MOVIMENTO PER LA SUA PUGLIA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1068" height="823" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4.jpeg 1068w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-300x231.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-1024x789.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-768x592.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/A2CDB159-A63A-4E13-BD05-611B906624A4-585x451.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1068px) 100vw, 1068px" /></p><p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Neppure questa estate è stato fermo un momento. Sarei curioso di sapere quante ore abbia trascorso in treno, in auto, in aereo, per essere presente a tutti gli appuntamenti che aveva nella sua P</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">glia. Per tenere conferenze su</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">gli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">argoment</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">gli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sono più cari &#8211; il turismo enogastronomico, il turismo sartoriale, il turismo religioso &#8211;</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> oltre a quelli che riguardano la sua professione di docente universitario</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> le banche, i bilanci</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> delle squadre di calcio, i bilanci di sostenibilità</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il Desi: “Digital economy and society index” elaborato dalla Commissione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">uropea, dal quale la nostra regione esce con le ossa ammaccate. Ovunque ottenendo ovazioni. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">In </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Puglia </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> stato più volte, intervallando i suoi dialoghi con un pubblico scelto e numeroso con salti a Milano per motivi di lavoro. Nella veste di presidente onorario de</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“Pugliesi a Milano”, si è collegato con quanti si erano riuniti a Bari presso la sede della Regione Puglia per l’evento “W</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lking in the Next Puglia” e ha urlato ai giovani e ai talenti</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“I</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l futuro è adesso.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Basta camminare con i piedi per terra. Pronti a scavalcare ostacoli e a scalare muri”.</span></span></p>
<p class="s6">Insomma, occorre indossare le ali e volare. Spiegare tutte le energie che abbiamo dentro; dare libero sfogo alle nostre potenzialità per creare valori, essere artefici di un nuovo Rinascimento, una civiltà di sapienza di vita, di bellezza, di bontà. Occorre imprimere sempre maggiore impulso alle persone geniali, ai ricercatori, ai maestri di educazione, di formazione, che favoriscono la crescita dell’individuo, ampliano lo spazio in cui si muove, liberandolo dalle pastoie che lo condizionano.</p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sono i temi prevalenti che</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> il prof. Francesco </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Lenoci esalta ogni volta che è chiamato a rivolgersi al pubblico. Quando non parla di Puglia, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">come nel</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Quinta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> edizione del Premio “Giuseppe Fasano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">&#8211; Grottaglie, la città delle ceramiche”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> lo ritroviamo a Milano, a Verona, a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Roma, in Toscana.</span></span></p>
<p class="s6">In una recente conferenza ha inventato lo slogan “Tutti pazzi per la Puglia”. Come si fa a non essere pazzi per la Puglia, ha urlato esaltando l’uditorio.</p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Basta andare a Taranto e aspettare dalla Rotonda i tramonti che si accedono in cielo sul Castello Aragonese, orgoglio della città, o al Mar Piccolo per ammirare i suoi pontili, lo sciabordare dell’acqua contro gli scafi, il giardino delle cozze,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> gli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ori della Bimare per sentirsi estasiati. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Sant’Agata di Puglia, affacciandoti sulla valle del Carapelle ti bei alla vista dello splendido panorama del Tavoliere delle Puglie.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Serra</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">apriola puoi allungare lo sguardo fino alle Isole Tremiti. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Trani, dove Federico II fece costruire il suo ultimo Castello, la città in cui si svolsero le </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ozze </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tra</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Elena e Manfredi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Polignano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> a mare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, la città di Domenico Modugno, con il suo bel mare </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">trasparente, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> sua campagna pittoresca con eserciti di fichi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">d’India</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Monopoli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nel cui porto i </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pescherecci sbarcano il pesce davanti a decine di acquirenti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">….</span></span></p>
<p class="s6">La Puglia è un mosaico di bellezze naturali. Non c’è paese di Puglia che non vanti le sue. E Lenoci conosce tutte le gemme della sua terra, e anche gli eventi che vi si sono svolti.</p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Cellino San Marco</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ha rispolverato un film del ’75 di Milos Forman. Titolo: “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. “Quando il personaggio interpretato da Jack Nicholson arriva all’ospedale e incontra per la prima volta i suoi colleghi, fa loro una domanda: </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Siete tutti pazzi?</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. La risposta, corale e illuminata da sorrisi festevoli, fu un “Sì”. E allora lui ha chiesto alla platea se fosse pazza per la Puglia. Al sì ha incalzato con una poesia di Alda Merini: “Io non ho bisogno di denaro/ ho bisogno di sentimenti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di parole. / Di parole scelte sapientemente/ di fiori detti pensieri/ di rose dette presenze/ di sogni che abitino gli alberi/ di canzoni che facciano danzare le statue/ di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti/ Ho bisogno di poesia…”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">E ha poi fatto molti passi indietro. Milano, Primo dicembre 2003, presso l’Angelicum, con al fianco Giuseppe </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Giacovazzo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, Giuseppe De Tomaso, Dino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Abbascià</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, Padre Eligio e Al Bano, che con la sua voce fece tremare il teatro. Si presentava il libro “Puglia</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: il suo cuore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” dell’ex direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Giacovazzo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, appunto. Un libro godibile, un viaggio tra le caratteristiche della Puglia e dei pugliesi, le storie, le leggende, le bellezze, i personaggi, l’abitudine di certi pugliesi trapiantati a Milano di camuffarsi, parlando il dialetto meneghino… Lenoci era tra i relatori (in quella circostanza Padre Eligio, prima che si accendessero i microfoni, mi disse chiaro e tondo che non aveva simpatia per i giornalisti. “Fai bene, neanch’io”, gli risposi, per troncare il discorso, pensando al rumore che avevano fatto i giornali ad ogni uscita dell’amico di Gianni Rivera).   </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il 25 settembre Lenoci è atterrato nuovamente a Martina, felice del suo ruolo di presidente di una giuria composta tutta al femminile per il Premio Concorso di Idee: “Le donne per un’economia rurale e circolare”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, organizzato dal Soroptimist Club</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. La cerimonia presso la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Regia </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Stazione Ippica</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> con vista mozzafiato sulla Valle d’Itria.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Tra le giurate Antonella Baccaro, giornalista del “Corriere della Sera”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Sono state premiate due giovani laureate, che hanno presentato il progetto “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Opuntia</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, progetto che va nella direzione auspicata da don Tonino Bello, quando affermava</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “Non basta più enunciare la Speranza, ma occorre organizzarla”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ell’occasione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> anche Lenoci </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ha ricevuto un premio: una scultura raffigurante un cavallo rampante. Opera che sembra simboleggiare la vita di Francesco Lenoci, docente di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Metodologie e determinazioni quantitative d’azienda </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, autore di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">35 libri</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Patriae</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Decus</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> della Città di Martina Franca, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">presidente onorario d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i “Pugliesi a Milano”: vita trascorsa galoppando da una città ad un’altra, spesso facendo scoprire agli stessi locali le gioie dei luoghi in cui vivono.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Lenoci è persona entusiasta, coltissima, generosa. Era esultante, commosso, qua</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">do un’amica, la poetessa Benedetta Caterina gli ha segnalato una pagina del libro “Il gioco dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> verità” di Sveva Casati Modignani (un libro splendido), in cui è citato Dino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Abbascià</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, grande amico scomparso anni fa, imprenditore ortofrutticolo illuminato, dinamico e ricco di idee, presidente dell’Associazione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Regionale P</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ugliesi di Milano: </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“Alessandro Franzini si presentò a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Tavernolo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> offrendol</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> un canestro colmo di frutta così bella da sembrare finta. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Hai saccheggiato un frutteto del paradiso?</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> gli chiese Mal</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">v</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ina. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">L’hai detto. Ho contratto un mutuo con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Abbascià</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il quale mi ha garantito che ogni pesca, susina, albicocca, ciliegia ha il potere taumaturgico di sconfiggere le pene d’amore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, spiegò il cognato con piglio scherzoso. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Carlin si impadronì del cesto e lo portò in </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">cucina</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">….</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Teresa Gentile, giornalista e anima del sodalizio culturale di Palazzo Recupero, a Martina Franca, ha definito Lenoci “un ardito condottiero delle armate di cultura martinese-lombarda d’avanguardia, che vede molte donne protagoniste attive di un mutamento epocale con tante ragazze imprenditrici, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">creatrici di moda, allevatrici, scopritrici di talenti, protagoniste attive in varie associazioni e in ogni professione”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A suo tempo ho conosciuto una rappresentante delle “donne del vino” di Manduria e ho avuto per l’ennesima volta la conferma dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> capacità organizzativ</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dell’intelligenza, dell’intuito, della tenacia… del genere femminile. Viva La Puglia, Viva le donne.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">                                 </span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F05%2Fprof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa%2F&amp;linkname=PROF.%20LENOCI%20SEMPRE%20IN%20MOVIMENTO%20PER%20LA%20SUA%20PUGLIA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F05%2Fprof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa%2F&#038;title=PROF.%20LENOCI%20SEMPRE%20IN%20MOVIMENTO%20PER%20LA%20SUA%20PUGLIA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/05/prof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa/" data-a2a-title="PROF. LENOCI SEMPRE IN MOVIMENTO PER LA SUA PUGLIA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/05/prof-lenoci-sempre-in-movimento-per-la-sua-pugliaa/">PROF. LENOCI SEMPRE IN MOVIMENTO PER LA SUA PUGLIA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">44179</post-id>	</item>
		<item>
		<title>IL COVID SPEGNE NICOLA DE COMITE, IL POETA CHE CANTAVA TARANTO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Presicci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 13:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[NicolaDeComite]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=39679</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="475" height="264" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite.jpg 475w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 475px) 100vw, 475px" /></p>
<p>La voce di un poeta si è spenta. Per colpa del Covid, che sta flagellando il mondo. Gli appassionati non potranno più ascoltare i versi di Nicola De Comite, già&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto/">IL COVID SPEGNE NICOLA DE COMITE, IL POETA CHE CANTAVA TARANTO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La voce di un poeta si è spenta. Per colpa del Covid, che sta flagellando il mondo. Gli appassionati non potranno più ascoltare i versi di </span><b>Nicola De Comite</b><span style="font-weight: 400;">, già operaio dell’Enel, da lui recitati con semplicità in “Memorie Tarantine”, gruppo molto seguito su Facebook. Lo ascoltavo anch’io, puntualmente. Appena lo vedevo comparire con i suoi baffi da Einstein, bianchi, ben curati, e i suoi capelli ondulati gli davo tutta la mia attenzione. Ho sentito l’ultima sua poesia in un video realizzato in occasione della giornata del dialetto. Non solo di quello della Bimare, ma di tutti, dal barese al friulano, al siciliano.<br />
</span><span>Scriveva versi emozionanti, a volte struggenti, </span><b>Nicola De Comite</b><span>, con una passione profonda, autentica per la sua città e l’orgoglio di appartenerle. Ho ancora nelle orecchie “</span><i><span>La torre dell’orologio</span></i><span>” di piazza Fontana, in cui il contatempo che sta lì in alto gli parla, confidandogli la sua pena per essere stato privato delle campane; per il restauro della fontana, che a suo dire è malfatto, anche se eseguito da un artista di portata nazionale, </span><b>Nicola Carrino</b><span> (partecipò anche a qualche Biennale di Venezia), avendo voluto tra l’altro un bel giardino con alberi e fiori tutto intorno agli zampilli d’acqua. Altro lamento per il tempo in cui era stato trascurato: non dal poeta </span><b>Diego Marturano</b><span> &#8211; da tanto scomparso &#8211; che gli aveva dedicato una poesia coinvolgente: “</span><i><span>’U relògge d’a chiàzze</span></i><span>”. </span></p>
<p><b>Nicola De Comite</b><span style="font-weight: 400;"> aveva sempre l’occhio vigile verso i cambiamenti “d’a nàche”, la sua culla: ai pezzi perduti o stravolti, a quelli ignorati. Rileggo o riascolto alcune sue opere nei momenti di riposo per apprezzare meglio i suoni della parlata della terra amata, che, come diceva lui, “rimangono sempre nelle vene”. Lo sa chi dovette prendere il treno della speranza per trasferirsi altrove ed è privato della possibilità di esprimersi nel proprio dialetto. E proprio al cecchino che gli ha tolto la vita “e ha messo in ginocchio i popoli del mondo intero e sta mietendo ancora vittime”, riservato altri suoi versi. E’ brutale, questo Covid, che non si arrende, scriveva Nicola. Ricordo un’altra sua poesia dedicata al padre, “</span><i><span style="font-weight: 400;">Cicce ‘u bregatière</span></i><span style="font-weight: 400;">”, uomo d’altra epoca, tutto casa e lavoro, che gli diceva sempre che in questa vita non ti viene regalato niente: con il sudore della fronte si acquista un piatto di minestra; e “</span><i><span style="font-weight: 400;">Cicce ‘u bregatière</span></i><span style="font-weight: 400;">” di camicie ne aveva sudate tante e camminava fiero, la schiena dritta e la testa alta. Faticava anche di notte, come pescatore, per portare il pane a casa. Il padre era per lui un esempio, un modello da imitare.<br />
</span><span>De Comite si esprimeva con delicatezza: della sua città; dei suoi mari legati dal canale navigabile; del borgo antico (la via di mezzo, la chiesa di San Domenico, il ponte di pietra e quello di ferro e delle figure caratteristiche, tra cui Marche Poll, l’ometto basso e magro, volto pieno di rughe profonde, che vendeva “‘</span><i><span>U Panarjìdde</span></i><span>”, giornale satirico, che usciva dalla tipografia Leggeri. A proposito, ma com’è finito questo termine, “panarìedde” nel vocabolario tarantino? La risposta la fornisce lo stesso </span><b>De Comite</b><span>, consegnando ai giovani briciole di storia minuta: “</span><i><span>Negli anni bui della guerra e della fame</span></i><span> – dice &#8211; </span><i><span>, e precisamente ai primi del ‘900, era molto difficile la vita e per sopravvivere si ricorreva ai più disparati espedienti; i più poveri vivevano praticamente per strada e per riuscire a racimolare qualche soldo e un pezzo di pane andavano per i mercati con il paniere e aiutavano gli avventori a portare il peso della spesa; e per aggiudicarsi i clienti facevano chiasso e spesso venivano alle mani, quindi la gente li riteneva pericolosi. In tempi successivi</span></i><span> – aggiunge – </span><i><span>veniva attribuito il titolo a tutti i ragazzi che giocavano in strada, ma questi non erano come i loro predecessori”.</span></i><span> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodico, “</span><i><span style="font-weight: 400;">’U Panarjìdde</span></i><span style="font-weight: 400;">” aveva in </span><b>Marche Poll</b><span style="font-weight: 400;"> un insostituibile strillone e a </span><b>Taranto </b><span style="font-weight: 400;">lo conoscevano tutti. </span><b>De Comite</b><span style="font-weight: 400;"> assimilava amabilmente il giornale all’edicolante ambulante, che non aveva il panierino con sé ma si guadagnava la giornata proponendo quella “voce” popolare tarantina, girando per tutta la città, andando fino a </span><b>State</b><span style="font-weight: 400;"> e a </span><b>Crispiano</b><span style="font-weight: 400;"> a piedi o utilizzando passaggi offerti da autisti cortesi. Per il suo abbigliamento arrangiato e la sua coppola in testa poteva somigliare a certi </span><i><span style="font-weight: 400;">panarìedde</span></i><span style="font-weight: 400;">, ed era buono, addirittura mite, e per queste sue qualità, è riuscito a lasciare in tutti i suoi concittadini un ricordo affettuoso. Così per </span><b>De Comite</b><span style="font-weight: 400;">. In una poesia il compianto autore racconta: “Mi domandano il motivo della mia passione per il dialetto, e io colgo l’occasione “pe’ cundà’ ‘nu fàtte”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale? “</span><i><span style="font-weight: 400;">Eravamo per le vacanze di Natale a Piancavalle, un luogo di montagna veramente bello, ma la gente era diversa da noi, che amiamo le feste, lo stare insieme in allegria, il conversare spassionatamente; quella invece è imbacuccata e sempre con il capo chino. Un giorno notai un signore che ci stava sempre attorno e alla fine gli domandai il perché. Era un capitano dell’aviazione, di Taranto, a Pordenone dal ’60, ed era affascinato dai suoni e dalle armonie, dalle onomatopee della parlata tarantina, che era anche la sua. Il dialetto è la nostra anima, è una calamita che ci tiene legati alla terra in cui siamo nati, così ricca di bellezze: i tramonti che catturerebbero la tavolozza di Constable, il lungomare, il Castello Aragonese, il ponte che si apre per far passare le navi, un evento che attira ogni volta folle di tarantini e di turisti</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><b>De Comite</b><span style="font-weight: 400;"> era un cultore del dialetto; il dialetto era un suo gioiello. I suoi video su Facebook ti attiravano; era chiaro, semplice, davanti al suo leggìo, come un sacerdote che legge il Vangelo alla messa. “</span><i><span style="font-weight: 400;">La casa a Taranto vecchia, dove sono nato, è affacciata sulla marina e sono tanti anni che l’ho lasciata, ma il bene che le porto non si esaurisce. Passando ogni tanto dalla marina guardo con nostalgia quella finestra e mi ricordo quando la mattina con il naso attaccato ai vetri guardavo il sole che accarezzando il mare spandeva luce d’oro e d’argento, regalando a Mar Piccolo un incanto…”.</span></i><span style="font-weight: 400;">  Un grande atto d’amore per il borgo antico, che in dialetto rende molto di più. E mi viene in mente un poeta di altri tempi, </span><b>Alfredo Nunziato Majorano</b><span style="font-weight: 400;">: “</span><i><span style="font-weight: 400;">L’èrva salvàgge e ddò pummedòre appìse hònne cangellàte sècule de stòrie</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">   </span><b>Nicola De Comite</b><span style="font-weight: 400;"> era molto stimato a </span><b>Taranto</b><span style="font-weight: 400;">. “</span><i><span style="font-weight: 400;">In occasione del suo compleanno, il 30 marzo</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; mi riferisce </span><b>Carmen Adamo</b><span style="font-weight: 400;">, poetessa, innamorata del teatro, guida per i turisti che vengono a visitare la città, organizzatrice di eventi con protagonista il dialetto &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">alcuni amici, poeti legati al gruppo Memorie Tarantine,</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">per omaggiarlo hanno postato su Facebook immagini di Taranto com’era</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Con </span><b>Carmen</b><span style="font-weight: 400;"> ed altri aveva partecipato a tanti concorsi di poesia e aveva vinto premi accreditati, come altri del gruppo, compresa la </span><b>Adamo</b><span style="font-weight: 400;">. Aveva anche pubblicato libri, in dialetto (scriveva anche in lingua).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Adesso </span><b>Nicola De Comite</b><span style="font-weight: 400;"> è oltre le nuvole. Aveva 64 anni. Lascia tante sue poesie, video e foto di piazza Maria Immacolata, una volta intitolata a Giordano Bruno, della marina, della ringhiera; di via D’Aquino del tempo in cui non era il salotto della città; del ponte girevole attraversato dal tram che dalla stazione ferroviaria andava a Solito, con binario di scambio in via Di Palma, di fronte al cinema Odeon, chiuso da anni, come il Rex, il Paisiello… </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I guai per </span><b>Taranto</b><span style="font-weight: 400;"> non finiscono mai. Adesso la sta falciando il </span><b>Covid</b><span style="font-weight: 400;">, che ha ucciso anche </span><b>Rosanna Di Bello</b><span style="font-weight: 400;">, sindaco dal 2000 al 2006, cogliendola nella sala di terapia intensiva dell’ospedale Moscati, dove era stata ricoverata il 24 marzo. La Di Bello era di Forza Italia e </span><b>Berlusconi</b><span style="font-weight: 400;"> diceva di lei che era la più bella. Laureata in Biologia, nel 1993 aveva fondato in Puglia il primo sodalizio di Forza Italia.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-39681" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-poeta-di-Taranto-1-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-poeta-di-Taranto-1-300x297.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-poeta-di-Taranto-1-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-poeta-di-Taranto-1-585x579.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Nicola-De-Comite-poeta-di-Taranto-1.jpg 713w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F04%2F15%2Fil-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto%2F&amp;linkname=IL%20COVID%20SPEGNE%20NICOLA%20DE%20COMITE%2C%20IL%20POETA%20CHE%20CANTAVA%20TARANTO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F04%2F15%2Fil-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto%2F&#038;title=IL%20COVID%20SPEGNE%20NICOLA%20DE%20COMITE%2C%20IL%20POETA%20CHE%20CANTAVA%20TARANTO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto/" data-a2a-title="IL COVID SPEGNE NICOLA DE COMITE, IL POETA CHE CANTAVA TARANTO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-covid-spegne-nicola-de-comite-il-poeta-che-cantava-taranto/">IL COVID SPEGNE NICOLA DE COMITE, IL POETA CHE CANTAVA TARANTO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">39679</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
