<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>In Evidenza Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/category/in-evidenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/category/in-evidenza/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 16:36:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>In Evidenza Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/category/in-evidenza/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Palermo, un percorso educativo per 19 minori tra ascolto, responsabilità e partecipazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE and LIFE ETS]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[R.A.P. della legalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=123540</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Concluso “R.A.P. della Legalità”, il progetto di LIFE and LIFE ETS finanziato dal Comune di Palermo e rivolto agli studenti di quattro scuole cittadine. Laboratori psicoeducativi, volontariato e dialogo con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione/">Palermo, un percorso educativo per 19 minori tra ascolto, responsabilità e partecipazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/46c82e39-c5f3-4d2d-b012-b6461b17457a-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p><strong><em>Concluso “R.A.P. della Legalità”, il progetto di LIFE and LIFE ETS finanziato dal Comune di Palermo e rivolto agli studenti di quattro scuole cittadine. Laboratori psicoeducativi, volontariato e dialogo con le famiglie hanno trasformato un momento critico in occasione di crescita.</em></strong></p>
<p>Sono stati <strong>19</strong> i minori <strong>dagli 11 anni ai 14 anni</strong> che hanno avuto una <strong>sospensione a scuola</strong> e hanno partecipato al progetto riparativo “R.A.P. della Legalità”, organizzato dall’associazione LIFE and LIFE ETS di Palermo e finanziato dal Comune di Palermo.</p>
<p>Il progetto, che si è sviluppato dal 15 gennaio al 15 maggio 2026, ha previsto 23 percorsi; i minori coinvolti, che fanno parte di <strong>4 scuole di Palermo</strong> &#8211; I.C. Montegrappa-R. Sanzio, I.C. Rita Atria, I.C. Perez Madre Teresa di Calcutta, Convitto Nazionale Giovanni Falcone – hanno ricevuto una o più sospensioni. “In questi ultimi tempi vi è un aumento dei comportamenti sanzionabili da parte dei minori – sottolinea <strong>Valentina Cicirello</strong>, Vice Presidente di LIFE and LIFE ETS &#8211; che richiedono oggi e sempre di più dei progetti educativi mirati; LIFE and LIFE ETS ha già da anni attivato con le scuole del territorio dei patti educativi di corresponsabilità tra scuola, famiglia e professionisti del terzo settore. La sospensione come strumento di crescita – spiega Valentina Cicirello &#8211; per i giovani e per la famiglia. Il progetto R.A.P. che sta per “Rispetto, Ascolto, Partecipazione” ha visto i giovani partecipare sia a dei laboratori psicoeducativi esperienziali e anche ad attività per aiutare l’altro con azioni concrete, come la distribuzione di vestiti, di cibo. Abbiamo avuto grandi riscontri – conclude Valentina &#8211; speriamo di poter continuare questo progetto.” “Noi quest’anno ci siamo trovati molto bene con l’associazione LIFE and LIFE ETS – spiega <strong>Cettina Giannino</strong> Rettore del Convitto Nazionale Giovanni Falcone-; abbiamo aperto un dialogo a tre, tra scuola, famiglia e professionisti dell’associazione per mettere in atto la giustizia riparativa. Abbiamo avuto un feedback molto positivo di un alunno molto brillante della nostra scuola che è incorso in questo provvedimento; ha svolto questo percorso riparativo e ha dichiarato che vuole continuare a fare volontariato nell’associazione, quindi speriamo anche in seguito di continuare a collaborare con questi professionisti.” “Molti gli aspetti positivi che sono emersi – racconta <strong>Mariella D’Anna</strong> Psicologa di LIFE and LIFE ETS &#8211; in seno a questo lavoro: la risposta e l’entusiasmo dei ragazzi che non hanno vissuto questo progetto come una punizione, anzi come opportunità per raccontarsi, per crescere. Abbiamo notato che per questi ragazzi era la prima volta che si sentivano ascoltati. In loro c’è il desiderio di essere sentiti individualmente, vivendo questo spazio di libertà, di accoglienza profonda, di espressione. Molto importante è stato anche il confronto tra ragazzini provenienti da realtà scolastiche diverse.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione/">Palermo, un percorso educativo per 19 minori tra ascolto, responsabilità e partecipazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/palermo-un-percorso-educativo-per-19-minori-tra-ascolto-responsabilita-e-partecipazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">123540</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Berto e i Racconti. La parola che scava nel buio e tra le ombre</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Berto]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=123524</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Giuseppe Berto è scrittore di terra e di nevrosi. È scrittore di guerra e di psiche. È scrittore che parte dal fango e arriva all’anima. Non ha bisogno di grandi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre/">Giuseppe Berto e i Racconti. La parola che scava nel buio e tra le ombre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/76373d72-c04c-4fa5-b385-33da5611edc6-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p><blockquote><p>Giuseppe Berto è scrittore di terra e di nevrosi. È scrittore di guerra e di psiche. È scrittore che parte dal fango e arriva all’anima. Non ha bisogno di grandi sistemi. Ha bisogno di voce. Ha bisogno di racconto. I suoi  &#8220;Racconti&#8221; sono questo. Sono scavo. Sono confessione. Sono diario che si fa letteratura. Sono letteratura che non dimentica il sangue perché non dimentica il senso della scrittura. Pierfranco Bruni</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se dovessi entrare, anzi rientrare, nel mondo &#8211; labirinto letterario e umano di Giuseppe Berto,  scrittore di immenso spessore del Novecento europeo, punterei fortemente sui Racconti. Costituiscono un laboratorio non solo semantico ma esistenziale e letterario.<br />
Giuseppe Berto è scrittore di terra e di nevrosi. È scrittore di guerra e di psiche. È scrittore che parte dal fango e arriva all’anima. Non ha bisogno di grandi sistemi. Ha bisogno di voce. Ha bisogno di racconto. I suoi  &#8220;Racconti&#8221; sono questo. Sono scavo. Sono confessione. Sono diario che si fa letteratura. Sono letteratura che non dimentica il sangue perché non dimentica il senso della scrittura.<br />
Berto viene dalla guerra. Viene dalla prigionia. Viene dal silenzio. E quando torna, torna con la parola rotta. Torna con la parola che balbetta. Torna con la parola che cerca senso. In questo c&#8217;è la corazza di una letteratura fatta di anima. I suoi &#8220;Racconti&#8221; vivono di due caratteristiche ci dice Berto parlando proprio dei suoi racconti. Ovvero: &#8220;Due sono le caratteristiche che ho mantenuto attraverso le mie quasi incontrollate evoluzioni: la felicità del narrare e una vena di romanticismo che tenacemente s&#8217;accompagna prima alle crudezze del neorealismo e poi allo humour del psicologismo&#8221;.<br />
Già in &#8220;Guerra in camicia nera&#8221; del 1955 c&#8217;è il diario. È documento. È passaggio dal neorealismo allo psicologismo. È passaggio dal fatto al sentimento. Dal fatto al male. Il male non è più fuori. Il male è dentro. Il male è oscuro. E il buio non si vede. Il buio si vive.  Vivendolo racconta di una testimonianza profonda. Infatti importanti suoi  &#8220;Racconti&#8221; nascono lì. Nascono quando la nevrosi da angoscia lo blocca per quasi un decennio. Nascono quando la parola diventa cura. Nascono quando la scrittura diventa terapia e oltre. Non è letteratura di salotto. È letteratura di stanza. Di stanza d’albergo. Di stanza di clinica. Di stanza di provincia. La provincia di Berto è Mogliano. È Veneto. È terra che tace. Terra che nasconde. Terra che non perdona. È la Calabria immensa e dolorante. È il mare le cui onde scrosciano tra gli scogli e il tempo di Capo Vaticano.<br />
Berto non è solenne. È piuttosto amaro con l&#8217;ironiae il sorriso. Ride per non piangere. Ride per non impazzire. Il suo umorismo è umorismo di chi ha visto la guerra. È umorismo di chi ha visto il padre morire di cancro. È umorismo di chi ha visto sé stesso perdersi e ritrovarsi lungo i viaggi e l&#8217;attesa<br />
Infatti in molti &#8220;Racconti&#8221; c’è il grottesco. C’è il meccanico Febo Còrtore di &#8220;La Luna è nostra&#8221; del 1957. C’è il giornalista che è Berto stesso. C’è l’incontro impossibile. C’è l’assurdo. C’è il dialogo che non chiude. C’è la vita che non chiude. E il lettore resta lì. Resta sospeso. Resta tra riso e angoscia nell’attesa di un vento di roccia.<br />
È stile che ricorda Pavese. Pavese della collina. Pavese della solitudine. Ma Pavese è mito. Berto è nevrosi. Pavese è destino. Berto è malattia. Pavese è destino che si accetta. Berto è destino che si combatte. E il combattimento è parola. È pagina. È racconto. Pavese e Berto sono la Calabria greca che recuperano Pirandello non solo del teatro ma degli abissi di &#8220;Mal giocondo&#8221;. Pirandello della maschera e dell’umorismo. Ma Pirandello è filosofia. Berto è corpo. Berto è sudore. Berto è notte insonne. Berto è terapia.  Mentre Pavese é mito e soprattutto l&#8217;anima di Leucò.<br />
Chiaramente uno dei temi centrali  è il male oscuro. Il male che non ha nome. Il male che non ha volto. Il male che non ha causa. Il male che non si vince. Si convive. Si racconta. Si scrive.  Berto Pirandello e Pavese non descrivono il male. Lo vivono e lo trasfigurano in scrittura.<br />
Nei &#8220;Racconti&#8221; di Berto il male oscuro è amore e fallimento. È paternità.  E cerca una casa come Ulisse che cerca Itaca. Ma la casa di Berto è interiore. È la casa della mente. E la mente è in guerra. È in guerra con sé stessa. È in guerra con il mondo. Cerca un&#8217;isola e la trova proprio in Capo Vaticano.<br />
Ecco perché i &#8220;Racconti&#8221; sono moderni. Sono moderni perché parlano di nevrosi. Parlano di ansia. Parlano di angoscia. Parlano di terapia. Parlano di psicoanalisi. Berto incontra Nicola Perrotti. Incontra l’abruzzese che lo cura. Incontra la parola che ascolta. E la parola che ascolta diventa parola che salva. Non salva del tutto. Salva di quel tanto che basta per scrivere un’altra pagina. La pagina diventa la ricerca e l&#8217;attesa.<br />
Berto non é letterariamente figlio di Verga. Ma come più volte sottolineato dalla critica letteraria è figlio di Svevo e della coscienza nelle metafore di Zeno e oltre Zeno. È l’inquietudine oltre il tempo di Zeno. Perché é  molto vicino a Céline del &#8220;Viaggio al termine della notte&#8221;. Vicino a Céline del linguaggio basso, della rabbia, del nichilismo. Ma  Berto è ricerca e cerca un&#8217;uscita di sicurezza per dirla con Silone. Berto cerca la luce nel bosco.<br />
I &#8220;Racconti&#8221; di Berto sono mestiere di vivere. Mestiere di vivere nel senso pavesiano ovvero un mestiere di vivere come mestiere di morire un poco ogni giorno. Mestiere di vivere come mestiere di resistere.  Ciò è nella scrittura il grido del silenzio e della solitudine apounto cercata e trovata. Non dà soluzioni. Berto dà testimonianza. Testimonia che si può stare nel buio. Testimonia che si può parlare del buio. Testimonia che la parola salva. Non salva la vita. Salva il senso. Salva il senso di aver vissuto.  Il suo linguaggio è il coraggio del rischio. Mai il risentimento di aver vissuto o non vissuto tra il silenzio e le macerie.<br />
I &#8220;Racconti&#8221; sono brevi. Sono a volte schegge. Schegge di memoria. Schegge di guerra. Schegge di amore. Schegge di clinica. E le schegge fanno male e restano come resta la parola.<br />
La parola resta come resta il male oscuro. Resta per essere detto. Resta per essere nominato. Pur nel vento di un anonimo veneziano. I &#8220;Racconti&#8221; sono sul filo della soglia. Sono porta. Porta che si apre sul buio. E nel buio c’è voce. C’è voce che non si arrende. C’è una voce che ride che piange che scrive.  La scrittura resta. Resta come resta il male oscuro. Resta per dirci che l’uomo non è eroe. L’uomo è uomo. L’uomo cade. L’uomo si rialza. L’uomo racconta. E nel raccontare vive.  Il senso e il tempo. La notte e l&#8217;aurora. Berto è lo scrittore della coerenza nel fallimento della modernità. Cosa resta alla fine? Ciò che lo stesso Berto sottolinea: &#8220;&#8230;l’unica via d’uscita, che ha valore soltanto rispetto a se stessi, è combattere giorno dopo giorno per preservare dal maligno la propria coscienza e soltanto essa”. l’unica via d’uscita, che ha valore soltanto rispetto a se stessi, è combattere giorno dopo giorno per preservare dal maligno la propria coscienza e soltanto essa”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre/">Giuseppe Berto e i Racconti. La parola che scava nel buio e tra le ombre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">123524</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zen, il quartiere conteso: quando la mafia perde ordine e resta la paura</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[ZenPalermo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=123514</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dagli spari contro le attività commerciali ai blitz interforze, Palermo torna a guardare lo Zen non come un luogo da condannare, ma come una ferita urbana e sociale dove criminalità&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/">Zen, il quartiere conteso: quando la mafia perde ordine e resta la paura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dagli spari contro le attività commerciali ai blitz interforze, Palermo torna a guardare lo Zen non come un luogo da condannare, ma come una ferita urbana e sociale dove criminalità organizzata, spaccio, racket e vuoti istituzionali provano ancora a trasformare il bisogno in potere</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p class="pip-lead">Lo Zen non è il problema. Lo Zen è il luogo dove il problema si vede meglio.</p>
<p>Perché quando una città torna a sentire il rumore degli spari, delle intimidazioni, delle bottiglie incendiarie, delle saracinesche colpite, delle vetrine crivellate, la tentazione più semplice è sempre la stessa: puntare il dito contro il quartiere. Dire “è lo Zen”, come se bastasse un nome per spiegare tutto. Come se dentro quel nome non vivessero famiglie, bambini, anziani, giovani che studiano, madri che resistono, padri che lavorano, persone che non hanno nulla a che fare con chi prova a trasformare un territorio in una zona di comando.</p>
<p>Ma un quartiere non spara. Un quartiere non chiede il pizzo. Un quartiere non gestisce piazze di spaccio. Un quartiere non organizza intimidazioni. A farlo sono uomini, reti criminali, gruppi in cerca di potere, pezzi di Cosa nostra che cambiano pelle, arretrano, tornano, si riorganizzano, perdono controllo e generano nuove violenze.</p>
<p>Lo Zen, semmai, è una ferita aperta. Una ferita sociale, urbanistica, educativa, economica. E dentro le ferite, quando lo Stato arriva tardi o arriva solo con le divise, la criminalità prova a costruire il suo alfabeto: paura, favore, silenzio, debito, appartenenza forzata.</p>
<p>Negli ultimi giorni Palermo è stata attraversata da una nuova tensione. Le indagini citate da RaiNews collegano gli attacchi contro esercizi commerciali e imprese a una strategia di pressione legata al racket delle estorsioni e al controllo del territorio. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 si sarebbe registrata un’escalation di colpi d’arma da fuoco contro attività tra centro e periferie; nelle zone di Sferracavallo, Barcarello e Tommaso Natale sarebbero state lasciate bottiglie incendiarie davanti ai locali. In alcuni casi, come al ristorante “Al Brigantino”, si sarebbe arrivati a raffiche di kalashnikov contro le vetrine. Gli investigatori sospettano che il gruppo armato provenga dallo Zen 2, dove da mesi si concentra la pressione delle forze dell’ordine.</p>
<p>È qui che il racconto deve farsi serio. Non basta dire “emergenza sicurezza”. Non basta invocare più pattuglie, più controlli, più telecamere. Tutto questo può essere necessario, ma non è sufficiente. Perché quando si parla dello Zen, di Tommaso Natale, di San Lorenzo, di Partanna Mondello, non si parla soltanto di cronaca recente. Si entra dentro una geografia criminale precisa, documentata da inchieste, processi, arresti, sentenze, richieste di condanna, ricostruzioni investigative.</p>
<p>Il quadrante è quello del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Nel gennaio 2021 l’operazione “Bivio”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ed eseguita dai carabinieri, mise nel mirino proprio quel mandamento e le famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen-Pallavicino. I 16 fermati furono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate e detenzione abusiva di armi da fuoco.</p>
<p>In quella operazione comparivano nomi precisi: Francesco Adelfio, Andrea Barone, Carmelo Barone, Marcello Bonomolo, Pietro Ciaramitaro, Giuseppe Cusimano, Francesco Finazzo, Salvatore Fiorentino, Sebastiano Giordano, Francesco L’Abbate, Andrea Mancuso, Francesco Palumeri, Giuseppe Rizzuto, Baldassare Rizzuto, Antonino Vitamia e Michele Zito. Sono nomi da maneggiare con rigore, citandoli solo per ciò che risultava dagli atti e dalle cronache giudiziarie dell’epoca, perché la responsabilità penale resta sempre personale e perché per ogni posizione valgono i gradi di giudizio e la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
<p>Ma dentro quell’inchiesta emerse un elemento ancora più inquietante della violenza: il cosiddetto “welfare mafioso”. Secondo gli investigatori, Giuseppe Cusimano avrebbe tentato, durante la prima fase del lockdown del 2020, di organizzare una distribuzione alimentare per le famiglie indigenti dello Zen, accreditandosi come punto di riferimento per chi aveva bisogno. I carabinieri parlarono del tentativo di Cosa nostra di ottenere consenso sociale e riconoscimento sul territorio, elementi considerati indispensabili per l’esercizio del potere mafioso.</p>
<div class="pip-quote">La mafia non comanda soltanto quando minaccia. Comanda quando si sostituisce allo Stato. Comanda quando trasforma un pacco di pasta in debito morale. Comanda quando un favore diventa appartenenza.</div>
<p>Qui si capisce il cuore del problema. Il potere mafioso più pericoloso non è solo quello che spara. È quello che si presenta come aiuto.</p>
<p>Per questo lo Zen non va raccontato come una periferia “perduta”. Va raccontato come un territorio conteso. Conteso tra chi lo abita onestamente e chi prova a usarlo. Conteso tra chi chiede diritti e chi offre favori. Conteso tra chi vorrebbe scuola, lavoro, servizi, spazi pubblici, cultura, sport, presenza educativa, e chi invece preferisce il vuoto, perché nel vuoto il controllo criminale cresce meglio.</p>
<p>Le cronache più recenti confermano che il nodo non è chiuso. LiveSicilia, nel marzo 2025, ha raccontato il quadro di tensione interna allo Zen e nel mandamento, collegando le vicende all’arresto dei fratelli Nunzio e Domenico Serio e a contrasti legati anche allo spaccio. Nell’articolo vengono citati, tra gli altri, Francesco Stagno, Domenico Ciaramitaro, Giovanni Cusimano, Gennaro Riccobono e Michele Micalizzi, all’interno di dialoghi e ricostruzioni investigative che descrivono un quartiere attraversato da conflitti, paura e tentativi di “rimettere ordine”.</p>
<p>Nel febbraio 2026, ancora LiveSicilia ha scritto che le vicende di San Lorenzo sono strettamente connesse a quelle dello Zen, parte del mandamento mafioso, dove gruppi giovani e violenti si sarebbero ritagliati spazi di potere. Nello stesso articolo si riportano le richieste di condanna per 37 imputati, tra cui Nunzio e Domenico Serio, Francesco Stagno, Giovanni Cusimano, Mariano Lo Iacono, Mirko Lo Iacono, Paolo Lo Iacono e altri. Il processo, viene precisato, si svolge con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare.</p>
<p>Sono dati che non autorizzano semplificazioni, ma impongono una domanda: che cosa accade quando la criminalità organizzata perde il suo “ordine” interno e il territorio resta esposto a una violenza più disordinata, più giovane, più imprevedibile?</p>
<p>Per anni siamo stati abituati a immaginare Cosa nostra come una struttura verticale, disciplinata, silenziosa. Ma le inchieste degli ultimi anni mostrano anche altro: frammentazioni, tensioni, nuove leve, gruppi che si contendono spazi, droga, estorsioni, riconoscimento criminale. Quando il potere mafioso tradizionale viene colpito, arrestato, indebolito, non sempre nasce automaticamente libertà. A volte nasce una fase intermedia, sporca, caotica, in cui diversi soggetti provano a occupare il vuoto.</p>
<p>Ed è in quel vuoto che possono arrivare gli spari.</p>
<p>Gli spari contro le attività commerciali non sono solo atti intimidatori. Sono messaggi. Dicono: “Noi ci siamo”. Dicono: “Possiamo colpire”. Dicono: “Il territorio deve ricordarsi di chi comanda”. La vetrina infranta diventa un manifesto criminale. La bottiglia incendiaria diventa una firma. Il kalashnikov diventa un linguaggio. Un linguaggio brutale, primitivo, ma chiarissimo.</p>
<p>Eppure la domanda più scomoda resta un’altra: perché quel linguaggio trova ancora spazio?</p>
<p>Trova spazio quando un commerciante si sente solo. Quando denunciare fa paura. Quando il lavoro manca. Quando il quartiere è raccontato solo come emergenza. Quando i servizi arrivano a intermittenza. Quando la scuola combatte da sola. Quando le associazioni restano isolate. Quando la politica si ricorda delle periferie solo dopo gli spari. Quando lo Stato entra con i lampeggianti, ma non sempre resta con continuità.</p>
<p>La sicurezza è necessaria. I blitz sono necessari. Le indagini sono necessarie. Gli arresti sono necessari. Ma se dopo il blitz non resta una presenza stabile, quotidiana, sociale, educativa, culturale, economica, il territorio torna a essere esposto.</p>
<div class="pip-quote">Perché la mafia non occupa solo le strade. Occupa le assenze.</div>
<div class="pip-list">
<p>Occupa l’assenza di lavoro.</p>
<p>Occupa l’assenza di fiducia.</p>
<p>Occupa l’assenza di ascolto.</p>
<p>Occupa l’assenza di futuro.</p>
<p>Occupa l’assenza di una comunità che si senta protetta senza dover chiedere protezione ai peggiori.</p>
</div>
<p>E allora Palermo deve smettere di guardare lo Zen solo quando fa paura. Deve guardarlo prima. Deve guardarlo quando i ragazzi lasciano la scuola. Quando una famiglia non arriva a fine mese. Quando un giovane trova più riconoscimento in una piazza di spaccio che in un percorso formativo. Quando un commerciante capisce che denunciare è giusto, ma teme di restare solo. Quando un quartiere viene nominato dai media solo per essere associato alla cronaca nera.</p>
<p>Lo Zen non ha bisogno di pietismo. Ha bisogno di giustizia.</p>
<p>Ha bisogno che si faccia piena luce sui collegamenti criminali, sui nomi, sulle reti, sui mandamenti, sulle famiglie, sulle responsabilità individuali. Ma ha anche bisogno che chi non c’entra nulla con la criminalità venga liberato da un marchio collettivo che pesa come una condanna sociale.</p>
<p>Perché criminalizzare un quartiere è un favore alla mafia. Significa consegnarle il racconto. Significa dire agli abitanti onesti: “Voi siete quel problema”. E quando una comunità viene identificata con la sua parte peggiore, chi vuole dominarla ha già vinto metà della battaglia.</p>
<p>Il vero articolo da scrivere, allora, non è soltanto sulla violenza allo Zen. È sulla responsabilità di Palermo davanti allo Zen. Una responsabilità che riguarda le istituzioni, la politica, la scuola, le parrocchie, le associazioni, l’impresa, l’informazione, la società civile. Perché ogni territorio lasciato solo diventa più vulnerabile al potere criminale.</p>
<p>Le inchieste ci dicono che il mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo ha avuto una storia criminale strutturata, fatta di capi, reggenti, estorsioni, droga, armi, tentativi di consenso. Le cronache recenti ci dicono che quella storia non è semplicemente archiviata. Cambia forma, cambia nomi, cambia equilibri, ma continua a interrogare Palermo. Il processo “Bivio”, secondo La Voce di Palermo, ha visto nel dicembre 2024 la conferma in appello di diverse condanne legate ai mandamenti di San Lorenzo e Tommaso Natale, con riduzioni per alcuni imputati ma con un quadro generale di responsabilità mafiose ritenuto confermato dalla Corte d’Appello.</p>
<p>Questo non significa che tutto sia uguale a prima. Significa che il passato criminale non passa davvero se non viene trasformato il terreno su cui quel passato ha potuto mettere radici.</p>
<p>E il terreno non si trasforma solo con le retate. Si trasforma con una presenza lunga. Con investimenti seri. Con scuole aperte. Con doposcuola, sport, biblioteche, lavoro vero, sostegno alle imprese sane, protezione concreta per chi denuncia, percorsi per i giovani, urbanistica intelligente, case dignitose, spazi comuni curati, relazioni istituzionali non episodiche.</p>
<p>Lo Zen non chiede di essere assolto. Chiede di essere visto interamente.</p>
<p>Visto nelle sue ombre, certo. Nei nomi delle inchieste. Nei legami con il mandamento. Nelle piazze di spaccio. Negli spari. Nel racket. Nei tentativi di controllo.</p>
<p>Ma anche nella sua umanità. Nei cittadini che non vogliono piegarsi. Nei ragazzi che non vogliono essere arruolati. Nelle madri che provano a proteggere i figli. Nei commercianti che vorrebbero lavorare senza paura. Negli educatori che restano. In chi ogni giorno abita quel quartiere senza appartenere al suo racconto peggiore.</p>
<div class="pip-quote">La domanda vera, oggi, non è se lo Zen sia un quartiere pericoloso. La domanda vera è chi ha avuto interesse, per anni, a lasciarlo diventare un territorio dove la paura potesse sostituire la fiducia, il favore potesse sostituire il diritto e il silenzio potesse diventare una forma di sopravvivenza.</div>
<p>Palermo deve rispondere a questa domanda senza ipocrisie.</p>
<p>Deve colpire i clan, ma proteggere il quartiere. Deve fare i nomi dei responsabili, ma non infangare una comunità intera. Deve chiedere sicurezza, ma anche giustizia sociale. Deve pretendere arresti, ma anche alternative. Deve sostenere chi denuncia, ma anche costruire le condizioni perché denunciare non significhi sentirsi abbandonati il giorno dopo.</p>
<p>Perché una città non si libera dalla mafia solo quando arresta i mafiosi. Si libera davvero quando toglie alla mafia il potere di apparire utile. Quando nessuno deve più chiedere un favore per ottenere un diritto. Quando nessun giovane trova nella violenza l’unico modo per sentirsi qualcuno. Quando nessun commerciante pensa che il silenzio sia più sicuro della verità. Quando nessun quartiere viene guardato solo attraverso il lampeggiare delle volanti.</p>
<p>Lo Zen, oggi, è una prova per Palermo.</p>
<p>Non perché sia il simbolo del male. Ma perché mostra, più di altri luoghi, il punto in cui la città deve decidere che cosa vuole essere: una città che interviene solo dopo gli spari, o una città che costruisce presenza prima che gli spari arrivino.</p>
<p>La mafia conosce bene le periferie dell’anima. Entra dove trova fame, paura, solitudine, bisogno, rabbia, mancanza di futuro. Per questo la risposta non può essere solo militare. Deve essere anche relazionale, educativa, civile, economica, culturale.</p>
<div class="pip-list">
<p>Servono indagini.</p>
<p>Servono processi.</p>
<p>Servono condanne quando le responsabilità vengono accertate.</p>
<p>Servono controlli.</p>
<p>Servono pattuglie.</p>
<p>Ma serve anche una città che non lasci lo Zen da solo appena si spengono le telecamere.</p>
</div>
<p>Perché il contrario della mafia non è soltanto la legalità.</p>
<p>Il contrario della mafia è una comunità che non lascia nessuno in ostaggio del bisogno.</p>
<p>E Palermo, se vuole davvero vincere questa sfida, deve partire proprio da qui: non dal marchio infame su un quartiere, ma dalla liberazione concreta delle persone che lo abitano.</p>
<div class="pip-note"><strong>Nota di metodo:</strong> tutti i nomi citati sono riportati esclusivamente in relazione ad atti giudiziari, inchieste, processi o fonti giornalistiche qualificate. Per le persone indagate o imputate vale sempre la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.</div>
<div class="pip-source-box">
<h2>Fonti principali consultate</h2>
<ul>
<li><a href="https://www.rainews.it/tgr/sicilia/articoli/2026/05/kalashnikov-operazione-di-polizia-e-carabinieri-allo-zen-2-d99f6ad1-b1ee-4315-b18e-a35d422eee69.html" target="_blank" rel="noopener">RaiNews Sicilia – Operazione allo Zen 2 e intimidazioni con armi da fuoco</a></li>
<li><a href="https://www.dire.it/26-01-2021/597612-mafia-operazione-bivio-a-palermo-16-fermi/" target="_blank" rel="noopener">Agenzia Dire – Operazione “Bivio” sul mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo</a></li>
<li><a href="https://livesicilia.it/palermo-mafia-faida-zen-arresti/" target="_blank" rel="noopener">LiveSicilia – Mafia, faida e tensioni allo Zen</a></li>
<li><a href="https://livesicilia.it/mafia-san-lorenzo-boss-palermo-zen-chieste-le-condanne/" target="_blank" rel="noopener">LiveSicilia – Richieste di condanna nel processo sul mandamento San Lorenzo-Zen</a></li>
<li><a href="https://www.lavocedipalermo.it/mafia-a-san-lorenzo-e-tommaso-natale-confermate-condanne-nel-processo-bivio/" target="_blank" rel="noopener">La Voce di Palermo – Processo Bivio, conferme in appello </a></li>
</ul>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/">Zen, il quartiere conteso: quando la mafia perde ordine e resta la paura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">123514</post-id>	</item>
		<item>
		<title>This is new- disponibile il nuovo album di Katia Schiavone</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Katia Schiavone]]></category>
		<category><![CDATA[this is new]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=123489</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="696" height="696" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610.jpeg 696w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3610-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>In uscita  venerdì 15 maggio il formato digitale Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, presentesoltanto sulle piattaforme digitali da venerdì 15 maggio, This is New è il primo disco da leader&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone/">This is new- disponibile il nuovo album di Katia Schiavone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>In uscita  venerdì 15 maggio il formato digitale</i></p>
<p class="s7">Pubblicato dall’etichetta indipendente <span class="s5">Wow Records</span>, presentesoltanto sulle piattaforme digitali da <span class="s5">venerdì</span> <span class="s5">15</span> <span class="s5">maggio</span>, <span class="s5">This is New</span> è il primo disco da leader della talentuosa chitarrista jazz <span class="s5">Katia Schiavone</span>, affiancata in questo lavoro da due musicisti fra i più apprezzati in Francia: <span class="s5">Fabien Marcoz</span> al contrabbasso e <span class="s5">Philippe Soirat</span> alla batteria, oltre alla presenza da ospite del cantante <span class="s5">Mario Ponce Enrile</span> in <span class="s5">Once in a While</span>.</p>
<p class="s7">Nel CD sono presenti sette brani, tutti calorosi omaggi ad alcune fra le figure più iconiche della storia del jazz: <span class="s5">Tom McIntosh</span>(<span class="s5">Cup Bearers</span>), <span class="s5">Harold Mabern</span> (<span class="s5">A.O.N.</span>), <span class="s5">Kurt Weill</span> e <span class="s5">Ira Gershwin</span>, (<span class="s5">This is New</span>), <span class="s5">Horace Silver</span> (<span class="s5">Sweet Stuff</span> e <span class="s5">Silver’s Serenade</span>), <span class="s5">Michael Edwards</span> (<span class="s5">Once in a While</span>) e <span class="s5">Cedar Walton</span> (<span class="s5">Bremond’s Blues</span>).</p>
<p class="s7">“This is New” nasce da una stimolante sintesi incentrata sull’esperienza parigina e sui vari viaggi in Inghilterra e negli Stati Uniti che hanno caratterizzato la vita artistica di Katia Schiavone negli ultimi dieci anni. Questo album, che strizza l’occhio alle produzioni newyorkesi degli anni Ottanta e Novanta, è frutto di una succulenta (ri)lettura di alcuni standard concepita nel segno di un sound di gruppo omogeneo, ben definito, in cui l’intera sezione ritmica gioca un ruolo fondamentale. L’idea di rendere omaggio a pianisti del calibro di Horace Silver, Harold Mabern e Cedar Walton, invece di tributare i chitarristi della tradizione jazzistica, rappresenta l’intenzione di fondere melodia, armonia e ritmo in un unico suono, attraverso cui l’interplay e il feeling fra lei, Marcoz e Soirat possano essere enfatizzati.</p>
<p class="s7">Katia Schiavone descrive così la sua prima fatica discografica: «<span class="s8">Ho maturato l’idea di questo album nel tempo. Per anni ho immaginato e visualizzato il suono che</span> <span class="s8">potesse avere, stilato liste di brani, strumenti e musicisti, finché non ho trovato la combinazione</span> <span class="s8">giusta</span><span class="s8">,</span><span class="s8"> un’intuizione che mi ha dato il </span><span class="s8">l</span><span class="s8">a</span><span class="s8"> per finalizzare in brevissimo tempo il lavoro e dare</span> <span class="s8">finalmente vita a questo progetto. Non avevo mai suonato con </span><span class="s9">Fabien Marcoz</span><span class="s8"> e </span><span class="s9">Philippe Soira</span><span class="s9">t</span><span class="s8"> i</span><span class="s8">nsieme nello stesso gruppo, ma come spesso accade negli ambienti del jazz, mi è capitato di</span> <span class="s8">collaborare</span><span class="s8"> con loro in diversi contesti da sideman.</span> <span class="s8">Il suono di </span><span class="s9">Philippe</span><span class="s8"> è inconfondibile e il suo stile</span> <span class="s8">dinamico e aperto è sempre stato ciò che ricercavo: un’interazione continua, continui spunti ritmici,</span> <span class="s8">un tempo che si sposta e ritorna al centro come un’onda del mare. Con un tipo di playing del genere</span> <span class="s8">era necessario un </span><span class="s8">contra</span><span class="s8">b</span><span class="s8">b</span><span class="s8">assista solido, preciso e affidabile, qualcuno che mantenesse “la strada”, come</span> <span class="s8">dicono i francesi, ma con classe ed eleganza. Fabien Marcoz è il tipo di </span><span class="s8">contrab</span><span class="s8">bassista adatto per questo</span> <span class="s8">lavoro: una colonna portante. Così è nato </span><span class="s9">This Is New</span><span class="s8">.</span> <span class="s8">E</span><span class="s8">ne sono immensamente felice</span><span class="s8">,</span><span class="s8"> perché mi ha</span> <span class="s8">dato la possibilità di esprimere me stessa e l’idea che avevo dei brani selezionati per il repertorio</span>».</p>
<p class="s7"><span class="s5">Biografia</span></p>
<p class="s7"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123498" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3612-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3612-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3612-768x430.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3612-585x328.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3612.jpeg 986w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Eccellente conoscitrice del linguaggio e della pronuncia jazz, agile nel fraseggio di chiara matrice boppistica, dalla musicalità verace intrisa di una coinvolgente vitalità swingante, <span class="s5">Katia Schiavone</span> è un fulgido talento della chitarra. Nel 2016 si trasferisce a <span class="s5">Parigi</span>per studiare con <span class="s5">Luigi Grasso</span>, ormai ex enfant prodige del sax alto, affermatosi da tempo in Italia, in Francia e non solo. Nella capitale transalpina decide di stabilirsi a tempo pieno, città in cui è particolarmente attiva sia in progetti da leader che in qualità di sideman. Quanto al suo trio con <span class="s5">Fabien Marcoz</span> (contrabbasso) e <span class="s5">Philippe Soirat</span> (batteria), l’idea è quella di dar vita a un suono di gruppo riconoscibile dal punto di vista melodico, armonico e ritmico, in cui l’interplay è fondamentale. Proprio in virtù diqueste caratteristiche, Katia Schiavone ha scelto questi due partner di note e suoni, capaci di interagire al meglio con lei e di garantire quell’estro e quella precisione chirurgica, in termini di timing, importantissimi per il suo modo di suonare e di intendere la musica.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/katia.schiavone.9?locale=it_IT"><span class="s10">https://www.facebook.com/katia.schiavone.9?locale=it_IT</span></a></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/katiu_schiavone/"><span class="s10">https://www.instagram.com/katiu_schiavone/</span></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100060362175812&amp;locale=it_IT"><span class="s10">https://www.facebook.com/profile.php?id=100060362175812&amp;locale=it_IT</span></a></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/wow_records2018/"><span class="s10">https://www.instagram.com/wow_records2018/</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone/">This is new- disponibile il nuovo album di Katia Schiavone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/this-is-new-disponibile-il-nuovo-album-di-katia-schiavone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">123489</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La filosofia della vita non è un gioco di parole</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 12:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=122804</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2344" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg 2344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-275x300.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-938x1024.jpeg 938w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-768x839.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1920x2097.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1170x1278.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-585x639.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2344px) 100vw, 2344px" /></p>
<p>“La filosofia della vita non è un gioco di parole; è un mare profondo di pensieri ed esperienze umane che danno significato alla vita.” &#8230;Dr. Sethi K.C. I segreti della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/">La filosofia della vita non è un gioco di parole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2344" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg 2344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-275x300.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-938x1024.jpeg 938w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-768x839.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1920x2097.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1170x1278.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-585x639.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2344px) 100vw, 2344px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La filosofia della vita non è un gioco di parole; è un mare profondo di pensieri ed esperienze umane che danno significato alla vita.” </i>&#8230;Dr. Sethi K.C.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I segreti della vita umana sono sempre stati uno dei più grandi enigmi della coscienza umana. Filosofi, pensatori, santi, scrittori e uomini e donne comuni hanno cercato, sin dai tempi antichi, di comprendere il significato dell’esistenza. Alcuni hanno cercato la verità nella religione, altri nella scienza, altri ancora nella spiritualità o nelle esperienze umane. Ma, nonostante secoli di riflessioni filosofiche, una cosa rimane vera: la vita non può essere conosciuta soltanto attraverso le parole. Deve anche essere vissuta ed esperita, osservata e sofferta, meditata interiormente. La filosofia della vita, quindi, non è la stessa cosa di una disciplina accademica o di un insieme di idee. È la connessione viva tra il pensare, il conoscere, il sentire, l’agire e il vivere. L’essere umano non si limita a pensare la vita, ma la vive. La filosofia personale si forma attraverso ogni sorriso, ogni ferita, ogni successo, delusione, relazione e silenzio.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi K.C., fondatore della Filosofia Sethiana, afferma che gli esseri umani hanno una percezione errata della filosofia, riducendola a semplice linguaggio e argomentazione. La Filosofia Sethiana sostiene che la filosofia non è più soltanto una questione di libri e discorsi, ma una silenziosa trasformazione che avviene nella mente umana attraverso l’esperienza, la consapevolezza di sé, la comprensione emotiva e l’osservazione della realtà.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dr. Sethi Krishan Chand &#8211; </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Autore, </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ideatore della Filosofia Sethiana.</b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Auckland &#8211; Nuova Zelanda</b></div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“È attraverso l’esperienza che nasce la comprensione, ma è attraverso le parole che si può introdurre la filosofia.”</i> Questo pensiero rappresenta il fondamento della Filosofia Sethiana. La conoscenza umana non deriva soltanto dalle informazioni, ma anche dal vivere situazioni che mettono alla prova i sentimenti, l’etica, la pazienza, la verità e la coscienza dell’essere umano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le differenze tra parole e comprensione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La società moderna è diventata altamente espressiva. Le parole vengono continuamente pronunciate, stampate, pubblicate sui social e discusse riguardo alla vita, alla felicità, alla moralità e al successo. Tuttavia, parlare di saggezza e possedere davvero la saggezza sono due cose completamente diverse. Le persone possono parlare magnificamente della pazienza e irritarsi per questioni insignificanti. Qualcuno può scrivere sulla gentilezza e comportarsi con crudeltà verso gli altri. Questi paradossi testimoniano una verità importante: la vera misura della filosofia non è il discorso, ma l’armonia tra pensiero e azione. Secondo la Filosofia Sethiana, le parole utilizzate senza una reale consapevolezza interiore possono trasformarsi in esibizioni superficiali. La vera filosofia inizia quando le parole diventano comprensione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La lampada e la fiamma</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi paragona la filosofia umana a una lampada. L’esterno della lampada è come le parole. Esse danno forma e colore. Ma la fiamma rappresenta la comprensione. Senza la fiamma, la lampada non può illuminare. Allo stesso modo, il linguaggio umano, le citazioni e la conoscenza intellettuale possono apparire grandiosi, ma se mancano esperienza e realizzazione interiore, non possono essere illuminanti. Questa illustrazione mostra che non è sufficiente apparire saggi nel mondo esterno. È essenziale che avvenga una realizzazione interiore.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’esperienza umana è il fondamento della filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ogni individuo nasce con un “mondo” unico dentro di sé. Ognuno vive la propria vita in modo differente. Per questo ogni persona sviluppa il proprio concetto della vita. Per alcuni, la felicità può essere legata al denaro. Una persona che ha vissuto a lungo nella solitudine apprezzerà il contatto umano più di chi è sempre stato circondato da compagnia. Allo stesso modo, chi è stato tradito può avere una definizione diversa della fiducia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La coscienza è formata dalle esperienze umane</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella Filosofia Sethiana, la sofferenza stessa è considerata una grande maestra. Spesso il dolore, le delusioni, i fallimenti e l’angoscia emotiva conducono a una comprensione più profonda rispetto al comfort e al lusso. Il Dr. Sethi scrive:<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Il comfort può riempire la vita, ma sono le sfide a renderne evidente il significato.” </i>La sofferenza non viene glorificata. Piuttosto, è nei momenti difficili che gli esseri umani riflettono più profondamente su se stessi e sulla vita.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’albero e la tempesta</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con il tempo sereno, un albero può sembrare forte. Ma soltanto una tempesta può rivelare la profondità delle sue radici. Allo stesso modo, gli esseri umani scoprono la loro vera forza, i loro valori, la loro pazienza e la loro filosofia nei momenti difficili della vita. L’essenza dell’avversità è rivelare la verità interiore. Questo esempio dimostra i limiti della comprensione filosofica puramente teorica. La vera filosofia può essere vista soltanto nell’esperienza pratica dell’essere umano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana e l’osservazione di sé</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno degli elementi centrali della Filosofia Sethiana è l’osservazione di sé. Gli esseri umani spendono enormi quantità di energia osservando gli altri, ma rimangono sconosciuti a se stessi. Criticano, osservano la società, parlano di moralità, ma non comprendono le proprie paure, insicurezze, desideri, contraddizioni ed ego. Secondo la Filosofia Sethiana, il primo passo verso la filosofia è una sincera consapevolezza di sé.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi spiega: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La distanza più grande che un essere umano possa percorrere nella vita non è tra due persone, ma tra un uomo e se stesso.” </i>Gli esseri umani tendono a comportarsi secondo modelli socialmente accettati senza interrogarsi sulla propria realtà interiore. Molte persone indossano maschere emotive per compiacere la società. Sorridono esteriormente ma hanno cuori vuoti. Cercando approvazione, perdono il contatto con ciò che realmente sono. La Filosofia Sethiana invita ad osservare silenziosamente i propri pensieri. Perché alcune parole ci feriscono? Perché ci confrontiamo continuamente con gli altri? Perché la paura guida molte decisioni? Perché ciò che gli altri dicono ci turba così profondamente? Attraverso queste domande, la coscienza cresce lentamente.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo specchio impolverato</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mente umana, dice il Dr. Sethi, è simile a uno specchio. Se la polvere si accumula su uno specchio, il riflesso diventa confuso. Allo stesso modo, la coscienza umana è coperta dall’ego, dalla paura, dall’avidità, dalla gelosia e dal condizionamento sociale. Finché non trascendiamo questi strati emotivi, la mente rimane velata e incapace di vedere chiaramente la realtà. Quando una persona sviluppa consapevolezza di sé, lo specchio viene pulito. Solo allora l’essere umano può iniziare a comprendere la vita in modo più autentico.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il pensiero come inizio dell’azione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno dei concetti fondamentali della Filosofia Sethiana è l’unità tra pensiero e azione. I pensieri da soli non bastano a cambiare la vita. Allo stesso modo, le azioni senza comprensione possono essere prive di direzione. La filosofia nasce dall’interazione tra comprensione e azione. La civiltà moderna spesso presenta una separazione tra ciò che le persone pensano e ciò che fanno. Molti sostengono pubblicamente determinati valori morali ma agiscono diversamente nella vita privata. Parlano dell’umanità, ma ignorano chi soffre. Questa divisione indebolisce l’autenticità umana. Il Dr. Sethi scrive:<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Quando la filosofia si riflette nella condotta, allora diventa vera comprensione.” </i>Questo significa che la filosofia deve manifestarsi nella vita quotidiana.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’operaio onesto</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un intellettuale istruito può tenere grandi discorsi sulla moralità. Ma un uomo povero che guadagna il pane quotidiano con sincerità e onestà può praticare inconsapevolmente una filosofia più profonda. Perché? Per la filosofia non conta soltanto il linguaggio, ma l’integrità. Molto spesso, un atto sincero possiede più valore filosofico di moltissimi discorsi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il valore del silenzio nella filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno degli aspetti particolari della Filosofia Sethiana riguarda il silenzio. La società moderna teme il silenzio perché nel silenzio l’essere umano incontra se stesso. Nel silenzio emergono i pensieri e le emozioni; nel rumore, invece, la coscienza viene distratta. Il Dr. Sethi ritiene che nulla sia più profondo del silenzio. <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Esistono verità che non parlano attraverso il linguaggio, ma si rivelano nel silenzio.” </i>Spesso le persone non ascoltano soltanto le parole, ma percepiscono anche il silenzio emotivo che si nasconde dietro di esse. Una madre che si sacrifica silenziosamente per il proprio figlio, una persona sola che nasconde il dolore dietro un sorriso, un anziano che osserva la vita in silenzio: tutte queste esistenze custodiscono profonde filosofie.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’oceano</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’oceano appare agitato in superficie, con onde in continuo movimento. Ma nelle profondità esiste pace. Allo stesso modo, nella mente umana esistono rumori sociali, pensieri ed emozioni continue. Ma sotto questa agitazione si trova un silenzio interiore più profondo, nel quale la saggezza cresce lentamente. La Filosofia Sethiana incoraggia l’essere umano a prendersi del tempo per riflettere e rimanere nella quiete interiore.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’illusione del successo materiale</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella società contemporanea, il successo viene spesso misurato attraverso la ricchezza, la popolarità, lo status e il riconoscimento sociale. Tuttavia, la Filosofia Sethiana mette in dubbio l’idea che il significato della vita possa essere trovato soltanto nel successo materiale. Molte persone istruite e di successo continuano a sentirsi vuote, ansiose, sole o incompiute. Perché? Perché i risultati esteriori non portano sempre appagamento interiore. Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Si può possedere tutta la ricchezza del mondo e sentirsi comunque senza casa nella propria anima.” </i>Questa riflessione riguarda la differenza tra possedere qualcosa e vivere nella pace interiore. La società insegna agli esseri umani a competere, ma non insegna loro a comprendere se stessi. La Filosofia Sethiana non è contraria ai risultati materiali. Piuttosto, sostiene che un successo privo di consapevolezza interiore crea squilibrio.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’uccello nella gabbia d’oro</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Immaginiamo un uccello rinchiuso in una splendida gabbia d’oro. La gabbia è preziosa, ammirata e bella. Ma l’uccello rimane comunque prigioniero. Allo stesso modo, una persona può diventare ricca e ricevere ammirazione dagli altri, ma vivere interiormente nella paura, nello stress o nel vuoto emotivo. Questo esempio dimostra che il successo, da solo, non basta per creare una buona vita.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Relazioni umane e filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le relazioni umane rappresentano una chiave importante per comprendere la vita. È attraverso le relazioni che emergono le emozioni umane. L’amore rivela l’attaccamento. Il tradimento rivela la vulnerabilità. L’amicizia rivela la fiducia. La separazione mette in luce la dipendenza emotiva. Nella Filosofia Sethiana, le relazioni sono considerate uno specchio della coscienza umana. Il Dr. Sethi spiega: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Ogni relazione non rivela soltanto un’altra persona, ma anche parti nascoste di noi stessi.”  </i>Quando gli esseri umani interagiscono, imparano sull’ego, la pazienza, l’empatia, l’insicurezza, il perdono e la maturità emotiva. Molte persone cercano la relazione perfetta senza conoscere se stesse. Per questo, paure irrisolte ed aspettative interiori creano conflitti emotivi. La Filosofia Sethiana non insegna a controllare le emozioni, ma a comprenderle.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I due viaggiatori</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi paragona le relazioni a due viaggiatori che camminano insieme. Se entrambi conoscono la direzione del cammino, il viaggio può essere significativo. Ma se ognuno è perso interiormente, possono camminare insieme fisicamente senza avere una vera connessione emotiva. Questo esempio dimostra che la comunicazione da sola non basta per una relazione. È necessaria anche la comprensione reciproca.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il viaggio verso il significato della vita</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una delle più grandi domande filosofiche è: qual è il significato della vita? Ogni essere umano è diverso e trova significato in modi differenti. Alcuni lo trovano nell’amore, altri nella creatività, nella spiritualità, nella famiglia, nel servizio, nella conoscenza o nella crescita personale. La Filosofia Sethiana suggerisce che il significato non possa essere completamente ricevuto dagli altri. Ogni individuo deve scoprirlo attraverso la propria consapevolezza e la propria esperienza. Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il significato non esiste come un oggetto da trovare; esso cresce lentamente attraverso la vita cosciente.” </i>La vita stessa diventa quindi un viaggio di comprensione, piuttosto che una destinazione finale. Nella ricerca del significato, gli esseri umani devono porsi domande difficili:</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Che cosa è veramente importante per me?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sto vivendo secondo la mia verità interiore o secondo la pressione sociale?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Chi sto diventando?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le persone presenti nella mia vita stanno favorendo comprensione, compassione e consapevolezza?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Queste riflessioni accrescono la coscienza filosofica.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana e la coscienza umana</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella Filosofia Sethiana, la coscienza umana è considerata un processo continuo. Gli esseri umani non sono entità statiche. La comprensione cambia continuamente attraverso le esperienze. Il modo in cui una persona vede la vita a vent’anni è diverso da quello che avrà a cinquanta. Anche la percezione emotiva cambia con il tempo. Il Dr. Sethi sottolinea:</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La saggezza non nasce dalla convinzione di avere tutte le risposte, ma dalla consapevolezza di ciò che ancora non conosciamo.” </i>Questa umiltà permette all’essere umano di continuare ad apprendere. La Filosofia Sethiana promuove armonia tra intelletto ed emozione, tra parola e silenzio, tra individualità e umanità, tra successo e pace, tra pensiero e azione. Essa ricorda all’essere umano che la vita non è soltanto logica; esistono dimensioni emotive, spirituali e psicologiche che vanno oltre la pura razionalità.</div>
<div dir="auto"><b> </b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Conclusione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La filosofia della vita non è una bella costruzione di parole. È la struttura viva dei pensieri, delle emozioni, delle esperienze, della conoscenza e delle azioni umane. Ogni individuo possiede una filosofia invisibile formata dalle proprie esperienze, relazioni, ricordi, silenzi, sogni e osservazioni. Secondo la Filosofia Sethiana, la vera saggezza non consiste soltanto nel parlare elegantemente della vita. Essa nasce dal vivere con consapevolezza, dall’osservazione sincera, dalla comprensione profonda e dall’azione autentica. L’intero libro della vita è ancora aperto. Ogni sorriso contiene una lezione. Ogni ferita insegna qualcosa. Ogni silenzio custodisce un significato. Ogni esperienza possiede una verità, anche quando non appare immediatamente evidente. In breve, non esiste separazione tra filosofia e vita. La filosofia è la profondità della comprensione della vita.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/">La filosofia della vita non è un gioco di parole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">122804</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rispetto, Ascolto , Partecipazione. In scena a palermo Il R.A.P. della legalità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 19:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[casa famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[R:AP: della legalità]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=122005</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Domani 15 maggio L&#8217;evento conclusivo del progetto  promosso Dall&#8217;associazione Life and Life ETS  rivolta ai ragazzi con sospensioni e provvedimenti disciplinari e alle loro famiglie &#160; Si terrà venerdì 15&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/">Rispetto, Ascolto , Partecipazione. In scena a palermo Il R.A.P. della legalità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p><strong>Domani 15 maggio L&#8217;evento conclusivo del progetto  promosso Dall&#8217;associazione Life and Life ETS  rivolta ai ragazzi con sospensioni e provvedimenti disciplinari e alle loro famiglie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si terrà venerdì 15 maggio alle ore 16:00, presso la sede di LIFE and LIFE ETS in via Serraglio Vecchio n. 28 a Palermo, l’evento conclusivo del progetto “Il R.A.P. della Legalità” (Rispetto, Ascolto, Partecipazione), promosso dall’associazione LIFE and LIFE ETS e finanziato dal Comune di Palermo.<br />
Il progetto, che si è svolto dal 15 gennaio al 15 maggio, rivolto agli alunni degli istituti scolastici di primo grado del territorio palermitano destinatari di provvedimenti disciplinari, ha trasformato la sospensione scolastica in un’opportunità educativa attraverso attività psicoeducative, laboratori esperienziali e percorsi di responsabilizzazione condivisi tra scuola, famiglia e professionisti del terzo settore. Centrale anche il coinvolgimento delle famiglie, accompagnate in un percorso di ascolto, dialogo e corresponsabilità educativa.<br />
All’incontro finale parteciperanno le scuole aderenti, i genitori dei minori coinvolti, gli operatori del progetto e le autorità invitate, in un momento di restituzione e condivisione dei risultati raggiunti.<br />
Interverranno:<br />
&#8211; Valentina Cicirello, educatrice e Vicepresidente LIFE and LIFE<br />
&#8211; Pierluca Orifici, legale<br />
&#8211; Mariella D’Anna psicologa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/">Rispetto, Ascolto , Partecipazione. In scena a palermo Il R.A.P. della legalità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">122005</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Debutta &#8220;Roma Couture Hotel&#8221;. il nuovo format che coniuga alta moda e Lifestyle contemporaneo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 18:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Hotellerie]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[luxury experience]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[roma Couture Hotel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=121989</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/falanga.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/falanga.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/falanga-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/falanga-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Ideato da Grazia Marino e Antonio Falanga,prodotto da Spazio Margutta, nasce il progetto dedicato all&#8217;incontro tra  Couture, Hotellerie di Lusso e Made in Italy   Roma, 14 maggio 2026. Nasce “Roma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo/">Debutta &#8220;Roma Couture Hotel&#8221;. il nuovo format che coniuga alta moda e Lifestyle contemporaneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ideato da Grazia Marino e Antonio Falanga,</strong></em><em><strong>prodotto da Spazio Margutta, nasce il progetto dedicato all&#8217;incontro tra  Couture, Hotellerie di Lusso e Made in Italy  </strong></em></p>
<div id="attachment_121998" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-121998" class="wp-image-121998" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-300x235.jpg" alt="" width="400" height="314" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-300x235.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-1024x803.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-768x603.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-1170x918.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1-585x459.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-Antonio-Falanga-Grazia-Marino-Luisa-Negro-1.jpg 1416w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-121998" class="wp-caption-text">Gaia Caramazza ,Antonio Falanga, Grazia Marino, Luisa Negro</p></div>
<p>Roma, 14 maggio 2026. Nasce “<strong>Roma Couture Hotel</strong>”, l’esclusivo progetto ideato da <strong>Grazia Marino e Antonio Falanga</strong>, prodotto da <strong>Spazio Margutta</strong> che porta l’eccellenza dell’Alta Moda, della Gioielleria e degli Accessori Luxury direttamente all’interno dei più prestigiosi hotel della Capitale.</p>
<p>Un’iniziativa innovativa pensata per creare esperienze riservate ai top client internazionali dell’hôtellerie romana, attraverso eventi esclusivi capaci di unire il fascino dell’ospitalità di lusso al prestigio del Made in Italy.</p>
<p>“Roma Couture Hotel” nasce con l’obiettivo di trasformare le eleganti lounge, le suite private e gli spazi più raffinati degli hotel in veri e propri salotti dedicati alla moda e al lifestyle contemporaneo. Gli incontri prenderanno vita durante aperitivi selezionati, private dinner ed eventi su invito, offrendo agli ospiti un’esperienza immersiva e altamente personalizzata.</p>
<p>Il Primo appuntamento è andato in scena al Corinthia Rome, un elegante boutique hotel con camere e suite di lusso, situato</p>
<div id="attachment_121991" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-121991" class="wp-image-121991 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Corinthia_Rome_Reception_-e1778783644373.jpg" alt="" width="800" height="450" /><p id="caption-attachment-121991" class="wp-caption-text">Corinthia  Rome Reception</p></div>
<p>in zona Campo Marzio, a due passi dal Pantheon e Piazza di Spagna. Durante un esclusivo aperitivo, sono state presentate le Collezioni di: <strong>Gaia Caramazza</strong>, una raffinata selezione di gioielli dal design elegante e contemporaneo, espressione di artigianalità, ricerca e stile. Un incontro dedicato alla bellezza dei dettagli, dove ogni creazione racconta unicità, femminilità e creatività.</p>
<div id="attachment_121993" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-121993" class="size-medium wp-image-121993" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Luisa-Negro3-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-121993" class="wp-caption-text">Luisa Negro</p></div>
<div id="attachment_121995" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-121995" class="size-medium wp-image-121995" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gaia-Caramazza-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /><p id="caption-attachment-121995" class="wp-caption-text">Gaia Caramazza</p></div>
<div id="attachment_121992" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-121992" class="wp-image-121992 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Azzurra-Di-Lorenzo1-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-121992" class="wp-caption-text">Azzurra Di Lorenzo</p></div>
<p>Gli outfit di alta moda firmati <strong>Azzurra Di Lorenzo</strong> che rappresentano un perfetto equilibrio tra eleganza sartoriale italiana, femminilità raffinata e ricerca artistica. Le sue creazioni nascono dall’incontro tra la tradizione artigianale del Made in Italy e uno stile contemporaneo, capace di valorizzare la donna con classe e personalità.</p>
<p>I gioielli contemporanei di <strong>Luisa Negro</strong> artigiana e designer italiana che uniscono tradizione orafa e sperimentazione artistica. Le sue collezioni nascono dall’incontro tra argento 925, vetro di Murano e lavorazioni manuali, dando vita a pezzi unici dal carattere elegante e simbolico.</p>
<p>L’iniziativa punta a valorizzare il talento creativo italiano e a rafforzare il legame tra il settore del lusso e quello dell’hospitality d’eccellenza, intercettando una clientela internazionale attenta alla qualità, all’esclusività e all’esperienza.</p>
<p>Con “Roma Couture Hotel”, Spazio Margutta propone un nuovo modello di luxury experience: un incontro tra eleganza, relazione e cultura del bello, dove Roma diventa il palcoscenico ideale per celebrare l’eccellenza italiana nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo/">Debutta &#8220;Roma Couture Hotel&#8221;. il nuovo format che coniuga alta moda e Lifestyle contemporaneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/debutta-roma-couture-hotel-il-nuovo-format-che-coniuga-alta-moda-e-lifestyle-contemporaneo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">121989</post-id>	</item>
		<item>
		<title>San Francesco d’Assisi e i Papi: Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV. Un Cantico dal 1226 a oggi </title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 18:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=121878</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>A Campobasso un incontro dedicato a San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla scomparsa, nel Salone di San Pietro Celestino dell’Arcidiocesi. Al centro il volume Il Cantico dell’amore, edito da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/">San Francesco d’Assisi e i Papi: Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV. Un Cantico dal 1226 a oggi </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p data-start="0" data-end="140"><em>A Campobasso un incontro dedicato a San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla scomparsa, nel Salone di San Pietro Celestino dell’Arcidiocesi. Al centro il volume Il Cantico dell’amore, edito da Solfanelli, curato da Franca De Santis con coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni. Un percorso tra spiritualità, contemplazione, teologia e attualità, attraverso le diverse letture di Benedetto XVI, Papa Francesco e Leone XIV</em></p>
<p>Campobasso sarà protagonista di un importante incontro dedicato a San Francesco d’Assisi a 800 anni dalla scomparsa. Uno scenario affascinante.  Salone di San Pietro Celestino. Arcidiocesi di Campobasso.  Si discuterà del &#8220;Cantico dell&#8217;amore&#8221;. Un libro,  edito da Solfanelli, che è il risultato di un progetto su San Francesco che ha avviato delle comparazioni tra studiosi e problematiche.<br />
Dalla spiritualità alla contemplazione il viaggio diventa metodo in questo libro.  La lettura diventa interpretazione e San Francesco d’Assisi resta una figura che non si lascia rinchiudere in uno schema di lettura teologica.  Il suo cammino è cristocentrico ma universale nel richiamo. È il santo che parla agli animali, che canta il Cantico delle Creature, che si spoglia davanti al vescovo e dice al mondo che la povertà è libertà. Ogni papa lo riprende e lo fa suo con una sottile chiave di lettura tra misticismo e teologia, appunto. Ogni papa lo legge con il proprio sguardo. Con il proprio tempo. Con la propria necessità e la propria formazione.<br />
Gli ultimi tre pontefici propongono precise interpretazioni.<br />
<strong>Benedetto XVI</strong> non ha scritto un’enciclica su Francesco. Ma lo ha richiamato come esempio di un cristianesimo che non separa fede e ragione, contemplazione e creazione. Per lui Francesco è il santo della bellezza. È il santo che vede nel creato un segno del Logos. Un segno che parla di Dio senza bisogno di mediazioni &#8220;ideologiche&#8221;. È la linea di Assisi del  1986. Ovvero  è il dialogo interreligioso nella custodia del creato come responsabilità intellettuale e spirituale. C&#8217;è anche una forte componente ontologica che si lega a una visione metafisica.<br />
La sua lettura è cristocentrica nel senso più profondo. Cristo è il centro. Il creato è riflesso. Francesco è colui che, spogliandosi di tutto, ritrova tutto in Cristo. Non c’è ecologia senza teologia. Non c’è fraternità senza incarnazione. È una lettura sobria, dottrinale, fortemente patristica. Francesco non è simbolo sociale prima di essere santo. È santo, e per questo diventa segno sociale. Benedetto XVI lo presenta come antidoto al nichilismo tecnico. Come memoria che il mondo non è materia inerte, ma parola creata. Lo fa suo proprio in una dimensione spirituale dell&#8217;alter Cristo.<br />
Con <strong>Papa Francesco</strong> il nome cambia tutto. Sceglie “Francesco” il 13 marzo 2013. Dice subito: “Come vorrei una Chiesa povera per i poveri!”.  La sua lettura è nel gesto e nel documento. L’enciclica :Laudato si’&#8221; del 24 maggio 2015 parte dal Cantico delle Creature. “Laudato si’, mi’ Signore”, cantava san Francesco d’Assisi. Francesco è appunto “l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità”. Ecologia?<br />
Per Francesco il santo di Assisi è frate universale, uomo di pace, uomo di dialogo, amante della creazione, che vive la fraternità con tutti. Non separa ecologia e giustizia sociale. “Non si tratta di un&#8217;enciclica verde ma di un&#8217;enciclica sociale”. La crisi ambientale è crisi sociale. La terra geme e soffre. Francesco diventa così il patrono di un umanesimo ecologico. Di una Chiesa in uscita. Di una fraternità senza confini, come poi dirà in &#8220;Fratelli tutti&#8221;. La lettura è pastorale e popolare.<br />
Papa Leone XIV porta nel suo nome Francesco:  Robert Francis Prevost. Nel nome c’è già una linea. E nel primo anno di pontificato, 2025-2026, il legame si fa esplicito. Due fatti segnano la direzione. Primo. Il 10 gennaio 2026 Leone XIV indice un anno giubilare in onore del Santo di Assisi per l’ottocentesimo anniversario della morte. Concede l’indulgenza plenaria per la visita a chiese e luoghi francescani. Secondo. Nella lettera ai Ministri Generali della Conferenza francescana del 7 gennaio 2026, dice: “&#8230;per tutti voi che seguite il carisma del Poverello d’Assisi” e invia la benedizione. Una importante testimonianza.<br />
La lettura di L<strong>eone XIV</strong> riprende l’eredità di Francesco ma con accenti propri. Si notano almeno quattro linee di continuità e differenza. Si pensi alla Sinodalità come stile. Leone XIV sottolinea la sinodalità come “stile”, come atteggiamento di partecipazione e comunione. È il cammino iniziato da Francesco, che a sua volta riprendeva Paolo VI. Ma in Leone XIV diventa metodo di governo. La Chiesa che cammina insieme risuona con lo spirito itinerante dei primi francescani. Tutta la formazione agostiniana è potente.<br />
Leone sottolinea la necessità della Pace e dei ponti. Infatti sin dalle prime parole ha pronunciato “pace” e l’impegno a “costruire ponti”. È un  tema centrale in Francesco, ed è tema francescano per eccellenza. Francesco andò dal Sultano. Leone XIV riprende questa missione di riconciliazione e fraternità universale. Si nota come la continuità è con Benedetto XVI.<br />
Significativo è il Legame con l’Umbria e Assisi.  La testimonianza arriva anche dal fatto che ha presenziato a celebrazioni a Cascia e Montefalco. Assisi lo invita alla Porziuncola. I francescani gli rispondono con la benedizione di Francesco a frate Leone, custodita in Basilica. Benedetto e Leone non solo propongono una linea marcatamente spirituale ma recuperano la lettura di Tommaso da Celano e San Bonaventura da Bagnoregio nelle loro Vite dedicate a San Francesco.<br />
Leone XIV è assolutamente agostiniano. Porta l’equilibrio tra interiorità e comunità, tra regola e libertà. Francesco resta il riferimento, ma dentro una cornice sinodale e dialogica. Non ideologica.<br />
San Francesco d’Assisi comunque sfugge alle classificazioni.<br />
Oggi, nell’800° anniversario della sua morte, Francesco non è memoria museale. È piuttosto domanda viva. Chiede alla Chiesa di essere povera, sinodale, pacifica. Chiede all’uomo di non sentirsi padrone della terra. Chiede a ogni papa di scegliere: quale Francesco per quale tempo?<br />
Si tratta non solo di una domanda.  Piuttosto di un percorso all&#8217;insegna di una complessità che tocca il cuore dell’uomo tra preghiera e speranza. Una dottrina che non nasce dalla teologia ma dalla spiritualità mistica. Di questo si discute nel testo &#8220;Il Cantico dell&#8217;amore&#8221; con la curatela di Franca De Santis e il mio coordinamento scientifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/">San Francesco d’Assisi e i Papi: Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV. Un Cantico dal 1226 a oggi </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">121878</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L’Aquila, “Arvì 2026”: oltre 300 abruzzesi da tutta Europa per il ritorno dei talenti a casa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 20:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Boost Camp]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=121645</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3570-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>All’Auditorium Renzo Piano la cerimonia finale di BoostCamp 2026 promossa da BoostAbruzzo: giovani startup, innovazione, networking internazionale e confronto tra professionisti abruzzesi rientrati dall’estero per costruire nuove opportunità per il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa/">L’Aquila, “Arvì 2026”: oltre 300 abruzzesi da tutta Europa per il ritorno dei talenti a casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>All’Auditorium Renzo Piano la cerimonia finale di BoostCamp 2026 promossa da BoostAbruzzo: giovani startup, innovazione, networking internazionale e confronto tra professionisti abruzzesi rientrati dall’estero per costruire nuove opportunità per il territorio</em></p>
<p><em>L’Aquila, 9 maggio 2026</em> – L’Aquila si è trasformata, per un giorno, nel punto d’incontro di una comunità senza confini. BoostAbruzzo, l’associazione che riunisce professionisti abruzzesi in Italia e nel mondo con l’obiettivo di valorizzare il talento locale e creare nuove opportunità per il territorio, ha organizzato <strong>Arvì</strong><strong> — Abruzzesi che Ritornano</strong>, una giornata articolata in due momenti: una sessione mattutina aperta al pubblico e un pomeriggio riservato ai soci e ai professionisti del territorio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-121649" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3567-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’evento, ospitato presso l’Auditorium Renzo Piano dell’Aquila, ha registrato la partecipazione di oltre 300 persone tra residenti e professionisti provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero — tra cui Regno Unito, Germania, Lussemburgo, Belgio, Svizzera e Malta — confermando la capacità dell’associazione di costruire una rete internazionale solida e dinamica, capace di connettere esperienze, competenze e opportunità.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-121655" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3569-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Una mattinata dedicata ai giovani, all’innovazione e alle idee</strong></p>
<p>La sessione mattutina, condotta dal giornalista e direttore de <em>Il Centro</em> <strong>Luca Telese</strong>, si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco dell’Aquila <strong>Pierluigi Biondi</strong> e dell’Assessore regionale all’Istruzione <strong>Roberto Santangelo</strong>.</p>
<p>A seguire, gli interventi dei partner dell’evento — <strong>Fondazione Snam, Fondazione </strong><strong>Carispaq</strong><strong> </strong>con il Segretario Generale <strong>David Iagnemma </strong>e il<strong> </strong>Consigliere d’Amministrazione<strong> Raffaele </strong><strong>Mar</strong><strong>ola, </strong>l’<strong>Università degli Studi dell’Aquila</strong><strong> </strong>con il Prof.<strong> Vincenzo Stornelli</strong> — che hanno contribuito ad arricchire il confronto con visioni e progettualità a sostegno dello sviluppo del territorio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-121651" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Cuore della mattinata è stata la finale del <strong>BoostCamp</strong>, la <em>pitch competition</em> che ha visto undici team di studenti dell’Università degli Studi dell’Aquila presentare i propri progetti davanti a una giuria composta da soci di BoostAbruzzo e rappresentanti del mondo imprenditoriale e dell’innovazione. Tra i giurati: <strong>Vincenzo Di Nicola</strong>, Head of the AI Fund di CDP Venture Capital, e <strong>Raffaele Mauro</strong>, Managing Partner di Primo Space. Tra gli undici progetti presentati la Giuria, composta da <strong>Anna Letizia Baccante </strong>Technical Functions Manager Ospedale Bambin Gesù<strong>, Eugenia Monti </strong>Investment Manager FIRA Spa<strong>, Alberta Pelino </strong>CEO &amp; Founder Fibi,<strong> Diego Carrera </strong>Engeneering &amp; product Leadership e<strong> Raffaele Mauro </strong>Co-Founder e General Partner di Primo Spacetutti soci di BoostABruzzo, ha assegnato il terzo <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-121652" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-300x225.jpeg" alt="" width="200" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3574.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />premio alla start up Vestea da 15 minuti a 15 secondi che aiuta a minimizzare il tempo per scegliere gli outfit di Guglielmo Stirpe,   <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-121651" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-300x169.jpeg" alt="" width="200" height="113" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3573.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Giammarco Ubaldi e Nicolò Palluzzi; secondo posto a AI – Pete il terzo uomo del team che IT di Francesco Buscaino e Matteo Colazilli che ha vinto anche il premio della Fondazione EY. Il primo premio è andato a AVERTIA un cerotto intelligente che predice le piaghe da decubito di Maria Chiara Sasso.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108383 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-1024x576.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-1024x576.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-300x169.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-768x432.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-1536x864.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026-678x381.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Bost-Abruzzo-2026.jpeg 1600w" alt="" width="200" height="150" /></figure>
</div>
<p><em>“Questi ragazzi sono la prova che l’Abruzzo ha tanto talento. Siamo felicissimi di aver lavorato con loro durante la terza edizione del </em><em>BoostCamp</em><em>. Il nostro compito, come associazione, è lavorare con </em><em>il territorio </em><em>e con i giovani talenti che esprime </em><em>per supportarli nello sviluppo del loro pieno potenziale</em>”, ha dichiarato <strong>Fabrizio Palmucci</strong>, Presidente di BoostAbruzzo.</p>
<p><strong>Il pomeriggio: networking, identità e visioni condivise</strong></p>
<p>Nel pomeriggio, la giornata prosegue con una sessione riservata ai soci e ai professionisti del territorio, composta da talk dedicati all’eredità culturale abruzzese di Ennio Flaiano e panel di confronto tra professionisti che operano all’estero e realtà locali, con l’obiettivo di favorire scambio di competenze, connessioni e opportunità future.</p>
<p><strong>Chi è </strong><strong>BoostAbruzzo</strong></p>
<p>BoostAbruzzo è un’associazione no profit composta da professionisti abruzzesi che vivono e lavorano in Italia e nel mondo. L’associazione promuove iniziative volte a valorizzare il talento locale, creare reti professionali e contribuire allo sviluppo del territorio.</p>
<p>Tra i principali programmi dell’associazione:</p>
<p>• <strong>BoostMe</strong>, percorso di tutoraggio per laureandi;</p>
<p>• <strong>BoostCamp</strong>, programma di formazione all’imprenditorialità;</p>
<p>• una rete internazionale di soci attivi in diversi Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa/">L’Aquila, “Arvì 2026”: oltre 300 abruzzesi da tutta Europa per il ritorno dei talenti a casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/laquila-arvi-2026-oltre-300-abruzzesi-da-tutta-europa-per-il-ritorno-dei-talenti-a-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">121645</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo. Un loro incontro dialogando di poesia e cristianità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 20:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio La Pira]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Quasimodo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=121640</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Amici per terra e per fede. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell’erranza. Una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita/">Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo. Un loro incontro dialogando di poesia e cristianità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><b>Amici per terra e per fede. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell’erranza.<br />
Una ricerca che non è soltanto storica con un vento mediterraneo che soffia su Tindari e su Modica o su Pozzallo. Una ricerca che stringe in un battito l’Uomo e il Divino</b></i></p>
<p>Di Pierfranco Bruni <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-78717 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/bruni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo sono un incontro profondamente religioso. Di una religiosità scavata nell&#8217;anima.  Metafisica e estetica. La Sicilia una terra che è isola. Un’isola che è mondo arabo e greco. Cristianità e rivelazione. La stessa terra, lo stesso viaggio, lo stesso camminamento esistenziale. Giorgio La Pira (1904, Pozzallo &#8211; 1977, Firenze) in una profondità scavata in quella cristianità che è essere e tutto attraverso l’esempio, la testimonianza, il Vangelo.</p>
<p>Così: &#8220;Questa epoca di esilio, di lontananza, di ateismo, questo limite ultimo di disancoraggio da Cristo, questa riva estrema, in apparenza, del materialismo, invoca – forse per la legge degli opposti – le rive supreme della gloria della risurrezione e dell&#8217;amore&#8221;.<br />
Salvatore Quasimodo (1901, Modica &#8211; 1968, Napoli) in una religiosa parola che diventa linguaggio dell’uomo nella sua contemporaneità e nella sua pietas. Amici per terra e per fede. Insieme per un senso sacro e un orizzonte d’anime. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell&#8217;erranza.<br />
Una ricerca che non è soltanto storica con un vento mediterraneo che soffia su Tindari e su Modica o su Pozzallo. Una ricerca che stringe in un battito l’Uomo e il Divino.<br />
Quasimodo si specchia nell’uomo, in quell’uomo che vedrà crocifisso o battere il sogno nella carlinga di un aereo. Così: &#8220;Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue | e l&#8217;oro. Vi riconosco, miei simili, o mostri | della terra. Al vostro morso è caduta la pietà, | e la croce gentile ci ha lasciati&#8221;.<br />
La Pira vive il suo Cristo che diventa il Cristo della Resurrezione attraverso la Parola. Quella Parola che “userà” il suo amico – fratello Quasimodo per recitare il dolore e la magia dei linguaggi nelle distanze oltre l’isola.<br />
L’isola è l’appartenenza metafora sia di Giorgio che di Salvatore. Una appartenenza che resterà tra le pieghe del cuore e lungo i destini nel dettato delle loro lettere che formeranno un carteggio di vita e di tagli di esistenza in una teologia e in un mistero in cui l’Essere è il tutto del loro viaggio verso il continente.<br />
Nelle lettere di La Pira c’è la geografia di una consistenza umana nella quale l’incontro diventa una eredità di vite vissute lungo i sentieri dell’ascolto o degli asciolti. Un carteggio che è rintracciabile nel testo di G. La Pira &#8211; S. Quasimodo, “Carteggio”, curato da A. Quasimodo, e pubblicato da Scheiwiller nel 1980; nel 1998 verrà pubblicata una nuova edizione ampliata e annotata e curata da Giuseppe Miligi, per l’editore Artioli.<br />
La Pira, (generazioni della Messina terremotata) pone delle riflessioni molto attente sul legame tra la poesia e la religiosità della parola. Un La Pira che aveva studiato e amato scrittori come Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. Un La Pira che conosceva la letteratura non solo della teologia del linguaggio poetica ma anche della sperimentazione delle avanguardie. Tanto che scriverà nel 1928 in una lettera da Monaco di Baviera questa chiosa straordinaria:<br />
“…disponi della tua vita come un’offerta che tu, giorno per giorno offri al Signore: pensati apostolo (…) quando avrai reso così il tuo essere … quali altezze conquisterai col tuo canto?”.<br />
La poesia come messaggio apostolico. È la bellezza del pensiero che esce da ogni sottosuolo e diventa miracolo per un ascolto della Parola che è sempre dettata da Cristo. Giorgio La Pira portava la dolcezza nel pensiero e la forza della delicatezza nella voce.<br />
Mentre nella Pasqua del 1930 in un’altra missiva scriveva a Salvatore (Totò):<br />
“La poesia è chiamata a cogliere il palpito invisibile delle cose visibili: quelle parole interiori che ogni cosa possiede, quella forma che ad ogni cosa imprime come un sigillo ed un&#8217;orma della bellezza divina”.<br />
Ma cosa era la poesia per La Pira? Aveva, comunque, come punto di riferimento sempre i versi di Quasimodo. Sempre nella lettera del 1930 cesellava:<br />
“…cantare in eterno la bellezza suprema della fonte di ogni esultanza: il Dio di bellezza infinita”.<br />
Diventerà sindaco di Firenze, statista,operatore nelle culture ma, in fondo, resterà comunque costantemente un terziario francescano e domenicano. Anche la politica la affronterà secondo una chiave di lettura di partecipazione religiosa. L’avvicinamento al mondo cattolico e la sua richiesta di mistero in Quasimodo dipende anche dal suo dialogare con La Pira. Si condenserà nei versi di “Dare e avere” del 1966.<br />
1922. Lettera di La Pira a Quasimodo:<br />
“…io penso che il linguaggio sia la via del Signore: basta penetrarlo, basta scendere in esso, ricercarlo alle radici per vedere come da un solo tronco, da una sola inscindibile unità tutto si ramifica e sorge dalla Potenza all&#8217; Atto: come la natura ha pochissimi semplici elementi che poi non sono che aspetti d&#8217;una semplicissima materia, così la lingua non ha che pochi suoni originari tutti provenienti da una Radice che non si riveli se non a chi vi mediti con fede e ammirazione: così l&#8217;albero dalle migliaia di foglie canta a primavera il suo silenzioso stormire, così il linguaggio dalle migliaia di fremiti ripete a Dio in ogni parola il suo grazie eterno: tutte le parole non sono che come le foglie, linfe disposte in maniera varia, ma linfe d&#8217;uno stesso corpo, d&#8217;una stessa origine, estremamente unite”.<br />
D’altronde le esperienze vissute con La Pira lo porteranno verso le vie delle “Confessioni”. Infatti le sue prime poesie, Quasimodo le pubblicherà nel 1917 sulla rivista “Nuovo Giornale Letterario”. La Pira lo spinse alla conoscenza del greco e del latino. Questa conoscenza lo condusse a diventare un traduttore acuto dei lirici greci e latini.<br />
Cosa era, dunque, la poesia per La Pira? Da Vienna nel 1930 La Pira gli scriveva:<br />
“…tu hai la virtù di apparirmi in uno sfondo di infinito: di quell’infinito luminoso e sereno che Gesù è venuto a dischiudere nelle anime”. E nel 1927: “…io non mi inganno quando penso che tu potresti col tuo verso &#8211; felice grimaldello che ti permette di aprire le mistiche case dell&#8217;anima- racchiudere brani notevoli di mistero: di quel mistero illuminato, e illuminante quale ce lo dà la Rivelazione di Gesù Cristo”.<br />
La poesia è, dunque, rivelazione. La grande e “miracolosa” rivelazione che incontro di Eternità dopo la lettera di La Pira, Quasimodo scriverà dei versi di una pregnanza religiosa ricca di contenuti mistici:<br />
“Mi trovi deserto, Signore,<br />
nel tuo giorno,<br />
serrato ad ogni luce.<br />
Di te privo spauro,<br />
perduta strada d’amore,<br />
e non m’é grazia<br />
nemmeno trepido cantarmi<br />
che fa secche mie voglie.<br />
T’ho amato e battuto;<br />
si china il giorno<br />
e colgo ombre dai cieli:<br />
che tristezza il mio cuore<br />
di carne!”.<br />
Il titolo iniziale era, appunto, “Confessione” e successivamente avrà come titolo: “Si china il giorno”. Il loro rapporto durerà sino alla morte di Quasimodo e La Pira lo consegnerà alla sua quotidiana preghiera. Ma quasi tutta la poesia di Quasimodo ha una tensione spirituale.<br />
Una spiritualità che accompagnerà sia la raffinatezza del linguaggio in termini estetici sia l’ontologia della parola che risulterà sempre più ardente metafisica dell’Incontro. Quasimodo era nato a Modica il 20 agosto del 1901 e morto a Napoli il 14 giugno del 1968. Giorgio La Pira era nato a Pozzallo il 9 gennaio del 1904 e morto a Firenze il 5 novembre del 1977.<br />
Due cittadine ragusane a distanze di non più di 16 chilometri.<br />
La Pira, quasi a conclusione della sua missiva del 1930, trovava in Quasimodo:<br />
“…Ormai non cerchiamo che le cose del cielo: al cielo è rivolto il nostro cuore: e canta in esso e pesa in esso tutto l&#8217;amore eterno della nostra patria sospirata! La Gerusalemme celeste!”.<br />
La poesia non è forse una Gerusalemme Liberata?<br />
Giorgio La Pira resta il primo e sincero lettore della spiritualità poetica e umana di Salvatore Quasimodo, Nobel 1959.<br />
Lettera di Giorgio La Pira a Salvatore Quasimodo. 1930:<br />
“A quelli che non credono in Cristo rispondiamo con quest&#8217;unico argomento: Cristo solamente poteva compiere questo divinissimo miracolo della mia interiore resurrezione: Egli solo poteva aprirmi le porte del gaudio e dell&#8217;esultanza: Egli solo Dio fatto uomo -poteva rendere alla mia anima una verginità che la rende più splendente degli Angeli!<br />
Ed in quest&#8217;amore pieno e confidente per Gesù rinnova con frequenza i tuoi giorni.<br />
Tu l&#8217;avrai certamente ricevuto nel tuo cuore, pane di vita, il Signore Sacramentato: ebbene, abitua la tua anima ad avere più fame di questo pane: a sempre più dissetarsi a questa fonte d&#8217;acqua eterna!<br />
Uniti nel comune sentimento di immensa gratitudine, con l&#8217;animo esultante di speranze immortali, cantiamo assieme agli Angeli: Alleluia, Alleluia!”.<br />
Un viaggio spirituale che ci pone oltre le parole. Ci viaggia nell’anima. I linguaggi sono oltre. sempre. Resta la Contemplazione.<br />
Contemplazione! La poesia attraversa il reale per vivere metafisicamente il senso e l’ascolto della contemplazione. Un atto appunto di una religiosità che diventa abbraccio. Distante da forme fenomenologiche. Intriso di ontologia ma dentro il mistero e il canto lirico. Una preghiera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita/">Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo. Un loro incontro dialogando di poesia e cristianità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/11/giorgio-la-pira-e-salvatore-quasimodo-un-loro-incontro-dialogando-di-poesia-e-cristianita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">121640</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
