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		<title>Vaticano, Leone XIV rinnova il Consiglio per l’Economia: entra anche il cardinale Repole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 12:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="362" height="216" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937.jpeg 362w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937-300x179.jpeg 300w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px" /></p>
<p>Il porporato italiano tra i nuovi membri dell’organismo. Con lui la principessa Gisela del Liechtenstein e la manager Elena Wettstein Principato, entrambe under 40. Confermato alla guida il cardinale Reinhard&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="362" height="216" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937.jpeg 362w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4937-300x179.jpeg 300w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px" /></p><p><em>Il porporato italiano tra i nuovi membri dell’organismo. Con lui la principessa Gisela del Liechtenstein e la manager Elena Wettstein Principato, entrambe under 40. Confermato alla guida il cardinale Reinhard Marx. Nel Consiglio altri tre nuovi cardinali</em></p>
<p>di Susanna Consolo</p>
<p>CITTÀ DEL VATICANO,11 agosto 2026 – Un segnale di rinnovamento generazionale e di maggiore presenza femminile arriva dal cuore della macchina economica della Santa Sede. <strong>Papa Leone XIV </strong>ha nominato nuovi componenti del Consiglio per l’Economia, inserendo per la prima volta nel nuovo assetto due donne entrambe sotto i quarant’anni.<br />
Si tratta della principessa Gisela del Liechtenstein, 36 anni, amministratore delegato di Industrie und Finanzkontor Etablissement, e di Elena Wettstein Principato, 39 anni, responsabile della gestione delle vendite Europe International di UBS Group AG. Due profili manageriali provenienti dal mondo della finanza e dell’economia internazionale, chiamati a contribuire a un organismo che ha il compito di vigilare sulle attività economiche e finanziarie della Santa Sede.<br />
La scelta di Leone XIV si inserisce in un percorso ormai evidente nella governance vaticana: l’ingresso di competenze femminili e di professionalità laicali nei settori strategici dell’amministrazione della Chiesa. Un processo che con il nuovo pontificato sembra assumere una fisionomia sempre più concreta.<br />
Le nomine riguardano complessivamente quattro nuovi membri laici. Accanto a Gisela del Liechtenstein ed Elena Wettstein Principato entrano infatti anche Denis Duverne e Paolo Nusiner. Sul versante ecclesiastico, il Papa ha chiamato nel Consiglio quattro cardinali: Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa; Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri; Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia; e Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado. Lo riferisce Vatican News nel dare conto delle nuove nomine.<br />
Restano invece confermati nei rispettivi incarichi il cardinale tedesco Reinhard Marx come coordinatore, Charlotte Kreuter-Kirchhof come vicecoordinatrice e monsignor Brian Edwin Ferme come segretario.<br />
La presenza di due donne giovani e con una solida esperienza nel settore economico-finanziario rappresenta dunque uno degli elementi più significativi del nuovo assetto. Non si tratta soltanto di una scelta simbolica. Il Consiglio per l’Economia opera infatti in un ambito particolarmente delicato, chiamato a seguire e vigilare sull’insieme delle attività economiche della Santa Sede.<br />
La novità si colloca inoltre nel più ampio processo di valorizzazione delle donne nei vertici della Curia romana. Negli ultimi anni la presenza femminile nelle strutture decisionali vaticane è progressivamente cresciuta, con incarichi di responsabilità affidati sia a religiose sia a laiche.<br />
La decisione di Leone XIV conferma così una linea che unisce competenza professionale, ricambio generazionale e apertura a una partecipazione più ampia alla governance della Chiesa. Una trasformazione che passa anche attraverso organismi meno esposti mediaticamente, ma decisivi per la gestione concreta delle risorse e delle attività della Santa Sede.<br />
Il nuovo Consiglio per l’Economia nasce dunque sotto il segno di un equilibrio rinnovato: esperienza e generazioni più giovani, autorità ecclesiastica e competenze laicali, uomini e donne chiamati a confrontarsi sulle grandi questioni economiche che riguardano il governo della Chiesa universale.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1052" height="1253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25.jpeg 1052w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-252x300.jpeg 252w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-860x1024.jpeg 860w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-768x915.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-585x697.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1052px) 100vw, 1052px" /></p>
<p>A Rivello (PZ)  Ulderico Pesce porta in scena uno spettacolo di  protesta sull’Alta Velocità e sui rischi per il Santuario di Mefitis e la Valle del Noce. Domani 12 agosto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/12/protesta-e-teatro-il-santuario-di-mefitis-e-lalta-velocita-ferroviaria-con-ulderico-pesce-a-rivello/">Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Rivello (PZ)  Ulderico Pesce porta in scena uno spettacolo di  protesta sull’Alta Velocità e sui rischi per il Santuario di Mefitis e la Valle del Noce.</strong></p>
<div id="attachment_126941" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126941" class="wp-image-126941 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-126941" class="wp-caption-text">Ulderico Pesce</p></div>
<p><strong>Domani 12 agosto a Rivello, alle ore 18, in contrada Fiumicello, area pic nic, a pochi metri dal Santuario del V sec. a. C., Ulderico Pesce inizia un’azione di lotta con lo spettacolo: “il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Alessandra D’Eugenio </strong>che suona strumenti musicali ricostruiti del V secolo a. C., <strong>Laura Perazzotti </strong>organetto<strong>, Giovanni netto</strong> percussioni<strong>, Beatrice Candreva </strong>chitarra battente e voce<strong>, Satya Haas </strong>chitarra<strong>.</strong></p>
<p>A <strong>Rivello</strong>, lungo il fiume Noce, c’è i<strong>l Santuario rurale di Colla</strong>, dedicato alla dea dell’acqua Mefitis, attivo dal V al III secolo a. C. È tra i più importanti santuari tra Basilicata e Calabria usato dagli Enotri che vivevano nel vicino sito di Serra Città, la Rivello di un tempo, definito la Pompei degli Enotri, ma era usato anche da persone che venivano a venerare la dea da Paestum, Crotone, Sibari, Velia, Taranto, Napoli, Metaponto, Roma, visto che le monete donate in devozione e trovate sul santuario provengono da queste importanti città.</p>
<p>C’è una moneta bellissima di una donna a cavallo di un delfino.<img decoding="async" class="alignright wp-image-126940 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-289x300.jpeg" alt="" width="195" height="202" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-289x300.jpeg 289w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-987x1024.jpeg 987w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-768x797.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-1170x1214.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-585x607.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28.jpeg 1542w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></p>
<p>Trovate inoltre bellissime statuette votive tra le quali una donna che porta in braccio un porcellino e anelli e bracciali d’argento e di<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126938" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.30-176x300.jpeg" alt="" width="176" height="300" /> bronzo. Erano offerte per la dea Mefitis affinché aiutasse le donne a partorire, affinché il raccolto fosse abbondante e le mandrie sane. Il tema era la Fertilità. Ed era un santuario femminile. A duecento metri c’ è il santuario maschile dedicato a Eracle.</p>
<p>Lo spettacolo di Pesce fa rivivere le processioni e i riti di un tempo ma parla anche di ciò che l’area a breve diventerà. Proprio in questo santuario sbucherebbe la galleria di 22 chilometri, a doppia canna, per il passaggio dell’Alta Velocità ferroviaria. Nel vicino  fiume Noce, da progetto, sarebbero realizzati piloni alti 14 metri sui quali schizzerebbe, nuovo Dio, il treno, per poi inabissarsi in una ulteriore galleria lunga 9 chilometri che lo porterebbe fino a Tortora. Per scavare queste gallerie bisogna rimuovere <strong>5 milioni di metri cubi di terra</strong>, contenente anche amianto e tremolite, che sarebbe portata in una cava dismessa di Chiaromonte. Ma non sarà sufficiente. Per fare un’ analogia, da progetto, la terra rimossa riempirebbe lo Stadio Maradona di Napoli, o meglio ancora, sarebbe una montagna alta quasi come il Vesuvio, più della metà del Vesuvio. A fare questa operazione lavorerebbero 500 camion al giorno sulla Valle del Noce e sulla Sinnica per 10 anni. Significherebbe la <strong>paralisi di queste importanti strade</strong> e del <strong>turismo nell’area Sud della Basilicata</strong>. Oltre al rischio per la salute dei residenti. L’operazione nel complesso costerebbe <strong>22 miliardi di euro</strong>, il tratto in questione sui 4 miliardi, e permetterebbe ad un passeggero che da Roma scende a Reggio Calabria di recuperare <strong>30 minuti</strong>. Il lavoro teatrale di denuncia si chiede se vale la pena <strong>abbattere 28 immobili</strong>, nei pressi dell’antico santuario dove vivono da secoli rivellesi dediti soprattutto all’agricoltura e all’allevamento, e distruggere per sempre parte del sito archeologico di Serra Città e un antico luogo di culto dedicato alla dea dell’acqua che è di una bellezza impressionante? Non sarebbe meglio potenziare il vecchio e attivo percorso ferroviario che dal Cilento porta a Maratea e poi a sud? Pesce nello spettacolo si chiede ancora: “Se proprio si deve fare, se proprio non se ne può fare a meno, non sarebbe più ragionevole spostare il tutto di <strong>500 metri verso ovest</strong>, come propone il Comune di Rivello, in modo da salvaguardare <strong>il sito archeologico</strong>, il santuario, evitando così di abbattere le case?” <strong>Domani a Rivello inizia un percorso teatrale-musicale e di lotta di tutta la comunità della Valle del Noce,</strong> contro l’inconsistenza di chi governa oggi e chi governava ieri che, secondo l’autore attore, “pensa più alle clientele da sfamare che alla reale utilità delle opere e alla bellezza impressionante dei territori”. Lo spettacolo è inoltre arricchito dall’analisi dei lavori dell’Alta velocità ferroviaria dell’avvocato<strong> Franco Maldonato</strong> confluita nel libro “L’imbroglio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/12/protesta-e-teatro-il-santuario-di-mefitis-e-lalta-velocita-ferroviaria-con-ulderico-pesce-a-rivello/">Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer 10 agosto 2026 – Il mesotelioma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/">Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p><p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">10 agosto 2026 – Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mesotelioma causato dall’esposizione all’amianto gli ha lasciato poco più di un mese</strong>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diagnosi arriva il 3 settembre 2025</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la morte l&#8217;8 ottobre </strong>a soli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">66 anni</strong>. Dietro quei<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> trentacinque giorni</strong>c&#8217;è però una<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> storia iniziata molti anni prima</strong>, tra le<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Officine Grandi Riparazioni di Torino </strong>e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rete ferroviaria piemontese</strong>, dove <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vincenzo Faggiani </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">trascorso l&#8217;intera vita lavorativa</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">suo figlio Aldo ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, assistito dall&#8217;avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, Presidente dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;obiettivo </strong>non è soltanto<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> chiedere giustizia</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la morte del padre</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ma verificare se altri lavoratori possano essere stati esposti agli stessi rischi e contribuire a evitare nuove tragedie</strong>. La storia di Vincenzo attraversa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quasi quarant&#8217;anni di lavoro nelle Ferrovie dello Stato</strong>. Dal 1979 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha operato nelle OGR di Torino</strong>, dove partecipava allo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">smontaggio dei rotabili ferroviari</strong> in ambienti nei quali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la presenza di amianto è stata già accertata da numerose sentenze</strong>. Successivamente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha lavorato lungo la rete ferroviaria torinese</strong> fino al pensionamento, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">continuando a svolgere mansioni</strong> che, secondo la ricostruzione contenuta nell&#8217;esposto, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lo hanno mantenuto</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esposto alla fibra killer</strong>. Dopo la diagnosi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i successivi accertamenti</strong>istituzionali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno confermato</strong> il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nesso tra la malattia e l&#8217;attività lavorativa</strong>: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l&#8217;INAIL ha riconosciuto la malattia professionale </strong>con invalidità del 100% e il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">COR Piemonte </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">certificato l&#8217;origine occupazionale</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">della malattia</strong>attribuendo al caso<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il massimo livello di certezza previsto dal ReNaM </strong>(Registro Nazionale dei Mesoteliomi).</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’esposto depositato alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, Aldo Faggiani chiede che vengano<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> accertate </strong>le eventuali<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">responsabilità legate alla morte del padre e se altri lavoratori potrebbero aver subito analoghe esposizioni.</strong> La denuncia richiama anche il quadro già delineato dalla magistratura torinese, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">negli anni ha accertato responsabilità penali per casi di esposizione all&#8217;amianto nelle Ferrovie dello Stato</strong>, compresa la recente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sentenza del Tribunale di Torino n. 1291/2025</strong>. Sarà ora la Procura a valutare se <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sussistono profili di rilevanza penale</strong>, e a fare piena luce su eventuali ulteriori situazioni di rischio per altri lavoratori esposti. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mio padre ha lavorato per trentanove anni nelle Ferrovie dello Stato e oggi non c&#8217;è più a causa del mesotelioma. Chiediamo giustizia per lui, ma soprattutto vogliamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto, perché nessun&#8217;altra famiglia debba vivere un dolore come il nostro e perché tutti i lavoratori eventualmente esposti possano essere tutelati”</em>, afferma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Aldo Faggiani</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La vicenda si inserisce in unquadro già oggetto di<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> importanti pronunce della magistratura torinese</strong>, che negli anni hanno<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">accertato la presenza del rischio amianto in alcuni ambienti di lavoro delle Ferrovie dello Stato</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La nuova iniziativa giudiziaria</strong> punta ora a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">verificare ogni eventuale responsabilità con riferimento al caso di Vincenzo Faggiani </strong>e a r<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">afforzare le attività di prevenzione e tutela per tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti</strong>. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dietro ogni vittima dell&#8217;amianto non c&#8217;è soltanto una tragedia familiare, ma un dovere collettivo di verità. La morte di Vincenzo Faggiani non può essere archiviata come l&#8217;ennesimo caso di mesotelioma</em>” &#8211; sottolinea Bonanni. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quando una malattia professionale viene riconosciuta dagli organi competenti, è doveroso verificare fino in fondo come sia potuta accadere e se altri lavoratori abbiano corso o continuino a correre gli stessi rischi. Significa verificare se necessitano di controlli sanitari per impedire che esposizioni analoghe possano continuare a produrre nuove vittime. La prevenzione nasce dall&#8217;accertamento dei fatti</em>”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1786435879879000&amp;usg=AOvVaw31gckd5nSNXqrbIFBVPXa-" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.<wbr />it</a>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Photocover: Vincenzo Faggiani con il figlio Aldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/">Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>USPI Informa. Editori vs sintesi IA, deindicizzare: ultima risorsa o estremo atto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 12:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[deindicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo online]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1029" height="580" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928.jpeg 1029w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928-1024x577.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928-768x433.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4928-585x330.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1029px) 100vw, 1029px" /></p>
<p>di Tania Sabbatini Il calo di traffico nei siti di informazione americani sta imponendo agli editori la valutazione di decisioni mai prese prima di ora. Secondo un report del Wall&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/08/uspi-informa-editori-vs-sintesi-ia-deindicizzare-ultima-risorsa-o-estremo-atto/">USPI Informa. Editori vs sintesi IA, deindicizzare: ultima risorsa o estremo atto?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Tania Sabbatini</p>
<p>Il <strong>calo di traffico</strong> nei siti di informazione americani sta imponendo agli editori la valutazione di decisioni mai prese prima di ora.</p>
<p>Secondo un <strong><a href="https://www.wsj.com/business/media/google-search-publishers-ai-content-0fb06e41" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report </a></strong>del Wall Street Journal, molti editori statunitensi e alcune testate internazionali stanno prendendo provvedimenti contro le sintesi prodotte dall’Intelligenza Artificiale (IA) di Google.</p>
<p>I <strong>riassunti IA</strong> proposti nel momento della query, infatti, riducono il numero di clic sui siti in maniera sensibile. Da “àncora di salvezza” degli editori, il Wall Street Journal ora parla di <strong>“rinuncia” a collaborazioni con Google</strong> da parte di grandi firme quali USA Today, Politico, The Economist, People, Reuters e anche la piattaforma di messaggistica Reddit.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’IA può tutto </strong></h4>
<p>In questi anni l’IA ha sviluppato sempre più competenze fino ad arrivare a “colonizzare” parti della nostra vita quotidiana e lavorativa che non potevamo immaginare.</p>
<p>La <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/regole-ue-e-big-tech-il-confronto-con-gli-stati-uniti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legiferazione </a></strong>in materia ha sempre cercato di rimanere al passo, ma, considerati i problemi di editori e di altre categorie lavorative, forse il progresso di questa tecnologia sta correndo più velocemente di quanto ogni normativa può regolare.</p>
<p>La difficoltà di cui anche l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/agcom-chiede-verifiche-ue-su-ai-overviews-e-ai-mode-di-google/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Europa</a></strong> ha già parlato ora ha anche investito gli editori oltreoceano, proprio lì dove i maggiori produttori di IA risiedono.</p>
<p>Le “panoramiche IA” come, per l’appunto, <strong>AI Overviews </strong>di Google, offrono soluzioni impacchettate e sfornate proprio come richiedono gli utenti e i clic sui siti per approfondire o informarsi “come un tempo” stanno calando sempre di più.</p>
<p>Dunque le IA stanno trasformando una <strong>pratica di <a href="https://notiziario.uspi.it/google-ai-overviews-sta-cambiando-il-modo-di-fare-ricerca-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca online</a></strong> che sembrava ormai consolidata. Il Search Google è forse sull’orlo della sua stessa sconfitta?</p>
<p>Per questo, riporta il WSJ, questa tecnologia decreta “la <strong>fine dello storico patto di reciprocità </strong>del web”. La concessione di contenuti degli editori a Google non è più ricambiata dalla <strong>visibilità </strong>e dell’<strong>indicizzazione</strong>, riducendo il traffico sui siti di informazione.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La contromossa degli editori USA: una decisione netta o autosabotaggio?</strong></h4>
<p>Gli editori stanno quindi prendendo decisioni-cesoia in merito. La valutazione di una propria <strong>esclusione dai risultati di Google</strong> sembra per ora l’unica contromisura per tutelare i propri contenuti e non fornire più – gratuitamente e senza alcun ritorno – materiale per le IA.</p>
<p>Vista una normativa ancora mancante che possa <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ia-relazione-annuale-agcom-tutelare-pluralismo-e-democrazia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proteggere </a>il giornalismo online</strong>, gli editori statunitensi adottano delle loro misure che possono sì salvaguardare i contenuti, ma sembrano anche essere una lama a doppio taglio. Con la <strong>deindicizzazione </strong>da un motore di ricerca di un sito di informazione, come può sopravvivere il sito stesso?</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" class="" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
</div>
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		<title>Fondazione Artemisia ETS e Gruppo I-FT insieme per la sanità globale: progetti da 150 milioni in Mozambico e Perù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione sanitaria internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Artemisia Gruppo I-FT]]></category>
		<category><![CDATA[progetti sanitari Peru' Mozambico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Dieci nuove strutture sanitarie in Mozambico e nuovi interventi in Perù per rafforzare assistenza, formazione, infrastrutture e innovazione tecnologica Dieci nuove strutture sanitarie in Mozambico, una per ogni provincia del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/08/fondazione-artemisia-ets-e-gruppo-i-ft-insieme-per-la-sanita-globale-progetti-da-150-milioni-in-mozambico-e-peru/">Fondazione Artemisia ETS e Gruppo I-FT insieme per la sanità globale: progetti da 150 milioni in Mozambico e Perù</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/FOTIHOSPITAL-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><em><strong>Dieci nuove strutture sanitarie in Mozambico e nuovi interventi in Perù per rafforzare assistenza, formazione, infrastrutture e innovazione tecnologica</strong></em></p>
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<p class="max-w-full min-w-0 [overflow-wrap:anywhere] whitespace-pre-wrap">Dieci nuove strutture sanitarie in Mozambico, una per ogni provincia del Paese, e un investimento previsto di ben 150 milioni di Euro: è l’impegno annunciato dalla <strong>Fondazione Artemisia ETS</strong> per rafforzare il proprio impegno nella <strong>cooperazione sanitaria internazionale</strong>, grazie anche alla collaborazione con il <strong>Gruppo I-FT</strong>.</p>
<p class="max-w-full min-w-0 [overflow-wrap:anywhere] whitespace-pre-wrap">L’obiettivo è quello di sviluppare progetti di ampio respiro dedicati alla salute, all’innovazione e all’implementazione dei sistemi sanitari locali. Il progetto punta a migliorare l’accesso alle cure, creando nuove competenze e contribuendo alla crescita di un sistema sanitario più efficiente e vicino ai bisogni della popolazione. Parallelamente sono allo studio nuovi interventi in Perù, con programmi dedicati allo sviluppo delle infrastrutture sanitarie, alla formazione del personale e all’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative per accompagnare la modernizzazione della sanità. “Ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui nasce, ha diritto alle stesse opportunità di cura. La salute non può essere un privilegio. Dalle missioni umanitarie alla costruzione di infrastrutture sanitarie, ogni nostro progetto nasce dalla volontà di trasformare la solidarietà in azioni concrete, costruendo ponti tra chi possiede competenze e chi ha bisogno di assistenza”, sottolinea la presidente della Fondazione Artemisia ETS, <strong>Mariastella Giorlandino</strong>. “La collaborazione con la Fondazione Artemisia ETS è strategica” afferma <strong>Francesco Cipriano</strong> di I-FT ”perché unisce una visione chiara a una straordinaria umanità. Insieme possiamo contribuire allo sviluppo sul territorio di sistemi sanitari moderni e più adeguati”.</p>
<p>L’attività internazionale della Fondazione si inserisce in una missione più ampia: garantire il diritto universale alla salute attraverso prevenzione, assistenza e trasferimento di competenze. In collaborazione con enti pubblici, università, società scientifiche e organizzazioni del Terzo Settore, Fondazione Artemisia ETS promuove formazione medico-scientifica, educazione sanitaria e iniziative di sostegno alle persone più fragili. Negli anni ha partecipato a missioni umanitarie in Africa, Asia e Sud America, sostenendo la fornitura di farmaci, dispositivi medici, materiali sanitari e strumenti di telemedicina. Tra gli interventi realizzati figurano le attività in Kenya, con la donazione di farmaci pediatrici per patologie oftalmologiche infantili, e i programmi in Sri Lanka dedicati alla prevenzione e alla formazione sanitaria. La Fondazione sostiene inoltre le attività coordinate dal professor Aldo Morrone in Etiopia, contribuendo alla formazione di medici e operatori locali e al rafforzamento delle strutture territoriali. Con i nuovi programmi in Mozambico e Perù, la Fondazione conferma una visione della cooperazione fondata su dignità, autonomia e sviluppo sostenibile, mettendo al centro la persona e il futuro delle comunità coinvolte.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/08/fondazione-artemisia-ets-e-gruppo-i-ft-insieme-per-la-sanita-globale-progetti-da-150-milioni-in-mozambico-e-peru/">Fondazione Artemisia ETS e Gruppo I-FT insieme per la sanità globale: progetti da 150 milioni in Mozambico e Perù</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Mata Hari. L’occhio del giorno e la danza infinita</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 06:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="943" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901-300x240.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901-1024x819.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901-768x614.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901-1170x936.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4901-585x468.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>A centocinquant’anni dalla nascita, Pierfranco Bruni traccia il ritratto di una donna diventata leggenda: danzatrice, amante e presunta spia, sospesa tra eros, mistero e verità. A centocinquant’anni dalla nascita di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/08/mata-hari-locchio-del-giorno-e-la-danza-infinita/">Mata Hari. L’occhio del giorno e la danza infinita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A<em> centocinquant’anni dalla nascita, Pierfranco Bruni traccia il ritratto di una donna diventata leggenda: danzatrice, amante e presunta spia, sospesa tra eros, mistero e verità.</em></p>
<p>A centocinquant’anni dalla nascita di Mata Hari.  Una vita tra gli amori e la bellezza, gli intrighi e la musica ballata.  Una leggenda nel mito. E una morte tagliata dal vento dell’alba.  Fu una danza fatale. Percorse i suoi ultimi passi con la cadenza lenta. Non volle che le si fasciassero gli occhi. Volle vedere i propri fucilatori negli sguardi. Volle osservare il plotone di esecuzione che sparò senza indugio. Era stata condannata per spionaggio.   C’era una volta una danzatrice che portò l’Oriente sulla scena dei teatri della Grande Guerra. Il corpo fu oriente tra i venti e parole. Il suo canto, la sua musica, i suoi abiti nella nudità del corpo e della fattezza della sua bellezza, portavano l’incanto, il segreto, il sogno.  Penetrare per pochi istanti la dimenticanza della tragedia che invadeva il mondo significava assentarsi dalla triste realtà.   Era bella. I suoi vestimenti leggeri sembravano il trionfo di Cleopatra. I bracciali, le collane, gli orecchini: un suono d’Oriente.   La danzatrice che fu definita “la spia più enigmatica e più elegante”, la cortigiana più amata dall’aristocrazia militare di quegli anni. Si chiamava Mata Hari. In lingua malese significa “Occhio del Giorno”.  E proprio come il sole, attraversò il cielo dei palcoscenici e abbagliò. Nacque in Olanda, a Leeuwarden, il 7 agosto 1876. Il suo vero nome era Margaretha Gertruida Zelle.   Dal 1895 al 1900 fu sposata, infelicemente, con un ufficiale olandese di vent’anni più grande di lei.  Fu a Parigi che trovò la sua vera vocazione: intrecciare danza e canto tra i diversi palcoscenici.  Da Parigi a Berlino, sino in Italia, dove approdò a Milano. Portava con sé un corpo che parlava e un silenzio che mentiva. Si narra che sia stata coinvolta in un complicato giro di spionaggio tra Medio Oriente, Germania e Francia durante la Grande Guerra.  Lei negò sempre. Con la stessa grazia con cui danzava. Venne fucilata in Francia, a Vincennes, il 15 ottobre 1917.   Mentre il plotone sparava, gridava di essere innocente.  Oggi il suo Paese, l’Olanda, ne chiede la riabilitazione: “passata per le armi senza alcuna prova”.  Ma la storia non assolve. Il mito sì. Una donna che seppe vivere</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126896 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-207x300.jpeg" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-207x300.jpeg 207w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-706x1024.jpeg 706w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-768x1113.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-1170x1696.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903-585x848.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4903.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /></p>
<p>amando. Amò fino a morirne.  Fino a non temere la morte perché sapeva che la vita è un attraversare la morte quotidianamente.  Si ama fino a superare la morte nell’esercizio stesso della vita. Aveva negli occhi la sensualità di quell’Oriente che portava la trasparenza del mistero e dell’onirico.  Non rinunciò mai alle notti e ai giorni della passione. Seppe cogliere, danzando, ogni gesto di una profonda eroticità.  Perché l’eros non è peccato. L’eros è</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126898 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-214x300.jpeg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-214x300.jpeg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-732x1024.jpeg 732w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-768x1075.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-1170x1637.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904-585x819.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4904.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></p>
<p>attrazione del vivere. È scavo tra corpo e anima. Mata Hari non seppe mai fingere. Restò sulla scena anche osservando i fucili sparare.  Forse una donna simbolo in un tempo di grandi complicità e ambiguità. Un Secolo contraddittorio che aveva bisogno di capri espiatori belli. Diceva tutto in una frase: “La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento”.   Questa sua frase resta incisa. È la sintesi di una vita: trasformare il corpo in verso. E quando le comunicarono la condanna disse: “State sicuri che saprò morire senza paura. Farò quella che si chiama una bella morte!”.   E la fece. Con la schiena dritta. Con gli occhi aperti. Con la dignità di chi non si è mai piegata. Greta Garbo la rappresentò nel film del 1931 in modo sublime.  Ma nessuna attrice ha</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126897 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-197x300.jpeg" alt="" width="197" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-197x300.jpeg 197w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-674x1024.jpeg 674w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-768x1167.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-1170x1777.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902-585x889.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4902.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" /></p>
<p>potuto rendere il suo vero movimento: quello tra mito e verità. Allora. Danzatrice? Cortigiana? Spia?  Fu tutte e tre le cose. E nessuna.  Fu una donna che scelse di vivere sul filo. E sul filo morì. Ho scritto spesso di Mata Hari. Ho realizzato una Cartella con schede tra racconto, poesie e immagini la cui realizzazione grafica è stata curata, in modo sublime, da Anna Montella, la quale ha realizzato anche un affascinante video.</p>
<p>https://pierfrancobruni.weebly.com/mata-hari-cartelle.html</p>
<p>Un tracciato poetico.  Un sogno raccontato e vissuto solo in sogno. Perché Mata Hari non appartiene alla cronaca. Appartiene all’immaginario.  È il corpo che diventa simbolo. È l’Oriente che entra in Occidente senza permesso.  È la donna che danza mentre il mondo spara. Una danza infinita.  Aveva soltanto 41 anni.   Nel vento dell’alba la danza fu infinita.  Mi ha attraversato con il suo fascino e il suo misterioso cammino. Mata Hari: un mito.   Una donna nel fascino dell’attrazione.  Seppe vivere con la dignità con la quale si presentò davanti ai suoi carnefici. E forse aveva ragione.  Perché ci sono morti che uccidono e morti che consacrano.  La sua fu consacrazione. L’Occhio del Giorno si è chiuso.  Ma la danza continua. Fu Demetra o Atena. O Circe. Anzi fu Calipso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/08/mata-hari-locchio-del-giorno-e-la-danza-infinita/">Mata Hari. L’occhio del giorno e la danza infinita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La scomparsa di Francesco Guccini. La nostalgia come poesia e linguaggio musicale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Francesco Guccini ha trasformato la nostalgia in poesia, la memoria in racconto e la canzone in letteratura. Il ricordo di Pierfranco Bruni ripercorre l’eredità culturale di un artista che ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/06/la-scomparsa-di-francesco-guccini-la-nostalgia-come-poesia-e-linguaggio-musicale/">La scomparsa di Francesco Guccini. La nostalgia come poesia e linguaggio musicale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p><p><em><b>Francesco Guccini ha trasformato la nostalgia in poesia, la memoria in racconto e la canzone in letteratura. Il ricordo di Pierfranco Bruni ripercorre l’eredità culturale di un artista che ha fatto del tempo e delle radici il cuore della sua opera.</b></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A 86 anni Francesco Guccini è andato via con il silenzio di quella terra che amava. Lo ascoltavo nei miei anni universitari. Poi ho scritto su di lui. Poi l&#8217;ho incontrato. Di Proust e del canto popolare tra un mio caffè e un suo &#8220;rosso&#8221; in bicchiere di vetro o di ceramica. Ha raccontato. Abbiamo discusso da due posizioni diverse. Ma con onestà  culturale. Sempre. Tra i ricordi e i sogni che si rincorrono per non disperdere i segni del tempo. Un lungo canto in cui la musica è scenario e il battuto narrante è un ritornello di ritmi. È già da molti anni che Francesco Guccini, sì il Guccini cantautore, quello di Dio è morto, di Noi non ci saremo, di Radici, di Primavera di Praga, della straordinaria La canzone del bambino nel vento, è entrato nella temperie narrativa.<br />
Una epifania di immagini dentro una coralità di linguaggi. Un ripensare la realtà attraverso i codici della memoria che ci permette di raccontare ricordando. Perché il tempo non si perde. È un viaggiare senza dimenticare nella consapevolezza di ciò che si è stati.<br />
Le vie dell’infanzia sono infinite come quelle della giovinezza. Le vie del tempo perduto ridisegnano dentro di noi immagini vissute. Le vie del tempo sono anche le vie dei luoghi che ci hanno attraversato e che noi abbiamo attraversato. La letteratura custodisce i segreti, le emozioni, le albe e le lune del nostro viaggio tra ciò che siamo stati e ciò che siamo. E in questo che siamo i fili si aggomitolano. Penetrano dentro di noi con i loro destini e con i loro vocalizzi. Questi fili non sono altro che i ricordi. Gli immensi e a volte gli indefinibili ricordi che creano un raccordo tra la storia o le storie e le giornate infinite che riempiono il nostro essere.<br />
La letteratura è una conchiglia che raccoglie gli echi del tempo. Forse viviamo cercandoci nell’immenso e forse siamo immensi nei tralicci che intrecciano note scordate. Un tempo vissuto non è un tempo perduto. È soltanto un tempo nella lontananza. O è soltanto una lontananza nel frantumarsi del tempo che ci appartiene. Così  in Cittanòva blues e il mosaico-memoria. I ricordi che fila e sfila il romanzo di Francesco Guccini, Cittanòva blues, Mondadori 2003, sono anditi nel tempo rivelato. Non è un romanzo che convince dal punto di vista prettamente letterario. Ma suscita attenzione. Non è un romanzo rivelatore. È un tassello del mosaico-memoria dentro il quale i segni del perduto si raccontano. Non affascina per lingua levigata o per architettura estetica. Ma bussa costantemente alle pareti del labirinto che interseca nelle nostre nostalgie. La letteratura che ricostruisce grazie ai ricordi e alla fabula ha qualcosa di magico. Non ci troviamo di fronte a un grande romanzo. È un romanzo che però ci tocca. Come ci toccano e ci hanno interessato le sue poesie-canzoni. Ed è così che “i giorni passavano, incredibile ma scivolavano, uno dopo l’altro, di noia e abitudini, ma più che altro bechìsia, ormai rassegnati, allineati e coperti…”.<br />
“Bechìsia” sta per rincoglionito: lo spiega lo stesso Guccini nel Glossario in appendice. Si racconta qui dei giorni di caserma. Uno spaccato di un tempo attraversato e ora ricostruito con un linguaggio che ha rimandi poetici. Quel mondo fortemente esistenziale è un ritagliare spigoli di vita, frasi di generazioni, calpestio di anni. Non parodia. Non realtà pura. Metafora. Girotondo dentro il mondo. C’è un itinerario letterario: dalla canzone al libro. Quelle sue recitate musicate continuano ad appartenerci. Hanno durezza. Sono sceneggiatura allegorica della cronaca nella storia.<br />
La storia che raccoglie il fogliame della cronaca. Anche Cittanòva blues è oltre la musica ma nella musica. Perché raccontando la musica e parlando di musica si tracciano profili di generazioni. Una musica fatta non solo di note ma di linguaggio parlato. Di parole che raccontano in una lingua di paese, di dialetto, di popolo. E il popolo ha radicamento di tradizione.</p>
<p>Il romanzo richiama altri libri dello stesso Guccini. Richiama la sua poesia cantata.<br />
L’itinerario è preciso e consistente. Da Cròniche epafàniche, Feltrinelli, 1989 a Vacca d’un cane, Feltrinelli, 1993. Da La legge del bar e altre comiche, Comix, 1996 a Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti, con Loriano Macchiavelli, Mondadori, 1997 fino ancora a Un disco dei Platters &#8211; Romanzo di un maresciallo e una regina, con Macchiavelli, Mondadori, 1998 e a  Dizionario del dialetto di Pàvana, 1998,  Questo sangue che impasta la terra, con Macchiavelli, Mondadori, 2001, Storia di altre storie, con Vincenzo Cerami, Piemme, 2001, Lo Spirito e altri briganti, con Macchiavelli, Mondadori, 2002 sino Tango e gli altri, con Macchiavelli, Mondadori, 2007 e Icaro, Mondadori, 2008.<br />
A questi si aggiungono Un altro giorno è andato del 1999, poi riedito come Portavo allora un eskimo innocente nel 2007, e L’uomo che reggeva il cielo del 2005.<br />
In autori come Guccini il dialetto non è solo circuito culturale. Diventa circuito esistenziale. Si fissa come essenza nel tempo del ricordo che conduce alla nostalgia. In Guccini il ricordo è fatto di dialetto oltre che di immagini. Lingua e immagini si realizzano in un contesto in cui si vive un incontro di parole perdute ed emozioni che ritornano tra gli anni che camminano. “Invecchiare è perseverare ostinati nella vita, andare avanti ad occhi chiusi verso non sai qual giorno, quale ultima scadenza. Rimanere nel vivere vuol dire che ti sei lasciato indietro un’amucchia di gente nel tuo continuo procedere di giorno dopo giorno (…) anno dopo anno; è come una gara ciclistica a cronometro…”. Nel tempo e ancora nel tempo. Una città che si racconta attraverso i ricordi: Bologna. Dal 1950 ai primi del 1970. E vi è tutto il suo retroterra. Che qui si fa malinconia. Non è vero che tra le pagine non ci sia nostalgia. La nostalgia c’è. Non c’è rimpianto, che è altra cosa. La nostalgia è nel riconquistare quel tempo nel ricordo. E avrebbe senso il ricordo senza la tensione della nostalgia? Il ricordo serve a non dimenticare. Il non dimenticare è nel catturare il non visibile. Questo non visibile che ci appartiene si dipana involontariamente nel tempo che viviamo. E alla fine si tirano le somme. La cronaca così scompare: “Ora c’è in cielo una nuovola color rosa dentro la quale ti perdi e qui il tuo cuore s’arposa, come nel rimasuglio di un sogno forse rimasto impigliato, da sempre, da qualche parte della tua mente”. Il sogno e il ritorno sono dentro i suoi versi cantati. Le lunghe attese riportano luoghi e sensazioni.<br />
Come nei versi di Vorrei: “Vorrei conoscere l’odore del tuo paese / camminare di casa nel tuo giardino / respirare nell’aria sale e maggese / gli aromi della tua salvia e del rosmarino”. Il sogno. Una magia che accarezza il tempo andato. Oltre le parole il silenzio nel sogno che incanta.<br />
Guccini fa rivivere una storia, non inventa. La riascolta. La riporta. Quel Dio è morto che “nel mondo che faremo dio è risorto” è metafora che continua nel nostro presente proprio attraverso la nostalgia della memoria.<br />
Ma il ricordo è questo viaggio. Come in una favola. Viaggiare nel ricordo è saper ricongiungere quello che è stato con quello che siamo. Proprio come in Noi non ci saremo: “E dai boschi e dal mare ritorna la vita, e ancora la terra sarà / popolata, / fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora / il mondo percorrerà / gli spazi di sempre per mille secoli almeno, ma noi / non ci saremo”.<br />
Guccini un cantautore? No. Un romanzo? Sì. La nostalgia è il romanzo della vita. Come se fossimo dentro un poema nel quale si cercano i fili da intrecciare nella ragnatela dei giorni. E in questo romanzo, che sfilaccia e rattoppa le passioni legandole a quella nostalgia della memoria, ci sono elementi con i quali dobbiamo fare i conti in termini esistenziali. Ovvero senza disperdersi in quel tempo che comunque ci appartiene. Guccini ha fatto della memoria un mestiere. Della canzone un archivio. Del dialetto una patria.<br />
E di ogni pagina, cantata o scritta, un modo per dire che il tempo non si perde. Si sposta. E noi con lui. La cultura popolare in Guccini diventa linguaggio popolare con la profondità del vivere ascoltare raccontare. Ha sempre raccontato. Nei versi &#8211; canzone. Nelle pagine dei suoi libri.</p>
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		<title>Quando una canzone diventa un modo di abitare la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="950" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-300x223.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-1024x760.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-768x570.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-1170x868.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-585x434.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con Francesco Guccini non se ne va soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Si spegne una voce che ha insegnato a intere generazioni il coraggio del dubbio, della memoria&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con Francesco Guccini non se ne va soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Si spegne una voce che ha insegnato a intere generazioni il coraggio del dubbio, della memoria e dell’umanità.</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p class="pip-guccini-dropcap">Ci sono artisti che riempiono gli stadi. E ci sono artisti che, senza bisogno di clamore, abitano le coscienze.</p>
<p>Francesco Guccini apparteneva a questa seconda categoria.</p>
<p>La notizia della sua morte, all’età di 86 anni, segna la conclusione di una delle pagine più significative della cultura italiana contemporanea.</p>
<div id="attachment_126878" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126878" class="wp-image-126878" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-300x246.png" alt="" width="250" height="205" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-300x246.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-1024x840.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-768x630.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-1170x960.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-585x480.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874.png 1280w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><p id="caption-attachment-126878" class="wp-caption-text">Francesco Guccini con Fabrizio De Andre’</p></div>
<p>Sarebbe però riduttivo ricordarlo soltanto come un cantautore.</p>
<p>Guccini è stato un narratore del nostro tempo, un autore capace di trasformare la memoria personale in memoria collettiva, le storie di paese in domande universali, le inquietudini di un uomo nelle inquietudini di intere generazioni.</p>
<p>Ha raccontato la vita senza semplificarla e senza renderla più facile di quanto fosse realmente.</p>
<div class="pip-guccini-lead">In un’epoca nella quale tutto sembra dover essere veloce, immediato e consumabile, le sue canzoni chiedevano l’esatto contrario: tempo per ascoltare, pensare, dubitare e ricordare.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Il coraggio delle domande</h2>
<p>Francesco Guccini non apparteneva alla categoria degli artisti che distribuiscono certezze.</p>
<p>Le sue canzoni erano attraversate da domande, contraddizioni, inquietudini e ricerca.</p>
<p>Parlava dell’amore senza idealizzarlo.</p>
<p>Della politica senza trasformarla in propaganda.</p>
<p>Della memoria senza ridurla a nostalgia.</p>
<p>Dell’amicizia senza retorica.</p>
<p>Della morte senza nasconderla e del tempo senza illudersi di poterlo fermare.</p>
<div class="pip-guccini-words">
<p>Le osterie.</p>
<p>La montagna.</p>
<p>Le piazze.</p>
<p>Gli amici.</p>
<p>La provincia.</p>
<p>La storia e le piccole vite che la attraversano.</p>
</div>
<p>Erano questi alcuni dei luoghi nei quali Guccini cercava l’essere umano.</p>
<p>Forse è per questo che generazioni molto diverse hanno continuato a riconoscersi nelle sue parole.</p>
<p>Non offriva risposte semplici.</p>
<p>Offriva uno sguardo.</p>
<div class="pip-guccini-callout">Guccini ci ha insegnato che una canzone può diventare un luogo nel quale pensare e, nello stesso tempo, uno spazio nel quale sentirsi meno soli.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Un uomo rimasto fedele a se stesso</h2>
<p>Nel panorama culturale italiano Guccini ha rappresentato anche qualcosa di raro: la fedeltà alla propria voce.</p>
<p>Ha attraversato decenni di profondi cambiamenti sociali, politici e musicali senza rincorrere ogni nuova moda.</p>
<p>Non ha cercato di diventare ciò che il pubblico o l’industria culturale avrebbero potuto aspettarsi da lui.</p>
<p>È rimasto Francesco Guccini.</p>
<p>Con un linguaggio colto e popolare insieme.</p>
<p>Con la capacità di passare dalla filosofia alle storie di paese, dalla grande storia alle vicende quotidiane, dal conflitto politico alla fragilità privata senza perdere autenticità.</p>
<p>Proprio questa coerenza lo ha reso credibile anche agli occhi di chi non condivideva ogni sua posizione.</p>
<p>La sua voce non chiedeva necessariamente adesione.</p>
<p>Chiedeva attenzione.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">La musica come relazione</h2>
<p>Le canzoni di Guccini non erano soltanto prodotti musicali.</p>
<p>Erano letteratura, storia, riflessione civile e memoria.</p>
<p>Ma soprattutto erano luoghi di relazione.</p>
<p>Nei suoi concerti il rapporto tra pubblico e interprete non aveva bisogno di grandi effetti scenici. A tenere insieme migliaia di persone erano le parole, i racconti, le battute, le pause e quella sensazione di essere entrati, almeno per qualche ora, nella stessa storia.</p>
<p>Una canzone poteva nascere dall’esperienza di un uomo e diventare parte della vita di chi l’ascoltava.</p>
<p>In questo passaggio avveniva qualcosa che nessun dato sulle vendite può misurare.</p>
<p>La musica diventava relazione.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">La cultura come spazio dell’incontro</h2>
<p>Oggi il dibattito pubblico viene spesso ridotto a slogan, polarizzazioni e contrapposizioni.</p>
<p>L’opera di Guccini ci ricorda invece che la cultura non serve ad alimentare tifoserie.</p>
<p>Serve ad abitare la complessità.</p>
<p>A comprendere meglio la vita e, forse, anche quella degli altri.</p>
<p>Le sue canzoni non nascondevano le contraddizioni dell’esistenza.</p>
<p>Le attraversavano.</p>
<p>E proprio per questo riuscivano a creare uno spazio comune tra persone di età, sensibilità e storie differenti.</p>
<div class="pip-guccini-callout">La profondità non nasce dalla pretesa di avere sempre una risposta. A volte nasce dal coraggio di restare abbastanza a lungo dentro una domanda.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">L’eredità più preziosa</h2>
<p>Viviamo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi e delle risposte immediate.</p>
<p>Francesco Guccini ci lascia invece il valore delle domande.</p>
<p>Ci ricorda che una società cresce quando continua a interrogarsi.</p>
<p>Che la memoria non è un esercizio rivolto soltanto al passato, ma uno strumento per abitare il presente con maggiore consapevolezza.</p>
<p>Che la profondità richiede lentezza.</p>
<p>Che le parole possono ancora costruire relazioni.</p>
<p>E che una canzone può diventare molto più di una melodia.</p>
<p>Può diventare una casa nella quale generazioni diverse continuano a riconoscersi.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Un saluto che non è un addio</h2>
<p>Oggi l’Italia perde uno dei suoi più grandi cantautori.</p>
<p>Ma le grandi voci non scompaiono quando si spengono.</p>
<p>Continuano ad abitare il tempo attraverso ciò che hanno saputo consegnare agli altri.</p>
<p>Le canzoni di Francesco Guccini continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto.</p>
<p>Non offriranno scorciatoie.</p>
<p>Non prometteranno felicità facili.</p>
<p>Continueranno, con discrezione, ad accompagnare uomini e donne nel difficile mestiere di vivere.</p>
<div class="pip-guccini-final">
<p>Forse è questa la forma più alta che possa assumere l’arte.</p>
<p>Non farci evadere dalla realtà, ma aiutarci ad abitarla con uno sguardo più profondo e più umano.</p>
<p>Francesco Guccini non ci lascia soltanto delle canzoni.</p>
<p>Ci lascia parole nelle quali continuare a cercarci, a ricordare e a porci domande.</p>
</div>
<div class="pip-guccini-note"><strong>Nota redazionale:</strong> Francesco Guccini è morto il 6 agosto 2026, all’età di 86 anni. La notizia è stata resa nota dalla famiglia. I funerali si svolgeranno in forma privata; una cerimonia commemorativa pubblica è prevista nel mese di settembre. Il presente testo affianca alle informazioni biografiche una riflessione dell’autore sull’eredità culturale, musicale e umana del cantautore.</div>
<section class="pip-guccini-sources">
<h3>FONTI E APPROFONDIMENTI</h3>
<ul>
<li>ANSA, notizia della morte di Francesco Guccini e comunicazione della famiglia, 6 agosto 2026.</li>
<li>Sky TG24, notizia della scomparsa del cantautore e informazioni sulle cerimonie, 6 agosto 2026.</li>
<li>Sito ufficiale di Francesco Guccini, biografia e percorso artistico: <a href="https://www.francescoguccini.it/biografia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescoguccini.it</a></li>
<li>Sito ufficiale di Francesco Guccini, mostra «Canterò soltanto il tempo», dedicata al rapporto tra parola, memoria ed esperienza:<a href="https://www.francescoguccini.it/dal-18-aprile-al-18-ottobre-a-reggio-emilia-la-mostra-francesco-guccini-cantero-soltanto-il-tempo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescoguccini.it</a></li>
</ul>
<p>photo: Wikipedia</p>
</section>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/06/quando-una-canzone-diventa-un-modo-di-abitare-la-vita/">Quando una canzone diventa un modo di abitare la vita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Perdonanza Celestiania 732:  presentato il cartellone artistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 15:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila Capitale della Cultura 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Perdonanza Celestiniana]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1152" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1920x1080.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>“La forza del perdono” apre la manifestazione in diretta su RAI 1 nell’anno dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026 È stato presentato questa mattina, a Palazzo Margherita, il cartellone artistico&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1152" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1920x1080.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/P1080128-2048x1152-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p><strong>“La forza del perdono” apre la manifestazione in diretta su RAI 1 </strong><strong>nell’anno dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026<br />
</strong></p>
<p dir="ltr">È stato presentato questa mattina, a Palazzo Margherita, il cartellone artistico della 732ª Perdonanza Celestiniana, l’edizione che si inserisce nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e che accompagnerà la città dal 23 al 30 agosto con un ricco calendario di spettacoli, musica, teatro e appuntamenti diffusi nei luoghi simbolo del centro storico.<br />
La grande novità di quest’anno sarà la diretta in Prime Time su Rai 1 della cerimonia inaugurale del<strong> 23 agosto</strong>, intitolata “La Forza del Perdono”. Un appuntamento che porterà nelle case degli italiani il messaggio universale della Perdonanza e le immagini del Teatro del Perdono, allestito ai piedi della <strong>Basilica di Santa Maria di Collemaggio</strong>, confermando il prestigio nazionale raggiunto dalla manifestazione e la crescente attenzione del servizio pubblico verso uno degli eventi culturali e spirituali più importanti del Paese.<br />
Con la conduzione di <strong>Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi</strong>, la serata sarà un grande racconto di musica, parole e testimonianze dedicato al valore universale del perdono, con la partecipazione di<strong> Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, Marco Masini, Simone Cristicchi, Laura Chiatti, Raoul Bova, Giorgio Pasotti, Edoardo Prati, Luca Violini</strong> e di numerosi altri prestigiosi ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo.<br />
Cuore musicale della serata sarà una grande orchestra sinfonica, costituita dalla prestigiosa <strong>Istituzione Sinfonica Abruzzese</strong>, con la partecipazione dei<strong> giovani musicisti del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila</strong>, affiancata dai <strong>Cori Riuniti dell’Aquila</strong>, in un grande organico pensato per conferire all’evento un respiro artistico e spettacolare di altissimo livello.<br />
L’ideazione, la direzione artistica e la direzione musicale sono affidate al maestro<strong> Leonardo De Amicis</strong>.<br />
Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo del cartellone spicca il concerto-evento di <strong>Geolier</strong>, in programma il <strong>25 agosto</strong> al <strong>Teatro del Perdono</strong>, uno degli artisti più seguiti e rappresentativi della scena musicale italiana contemporanea. <strong>Il 26 agosto</strong> sarà invece la volta di<strong> Alessandro Siani</strong>, protagonista dello spettacolo Fake News nell’ambito della giornata dedicata ai bambini e alle famiglie.<br />
A chiudere la manifestazione, il <strong>30 agosto</strong>, sarà <strong>Il Volo</strong> con il “<strong>Concerto per L’Aquila</strong>”, accompagnato dalla Grande orchestra giovanile del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, a testimonianza del percorso che da anni la Perdonanza promuove, mettendo i giovani talenti del territorio nelle condizioni di condividere il palcoscenico con artisti di fama internazionale.<br />
Il programma prevede inoltre il <strong>Galà della Danza del 24 agosto</strong> sulla <strong>Scalinata di San Bernardino</strong>, con alcuni dei più apprezzati interpreti della danza contemporanea, e “<strong>L’Aquila in scena”, il 27 agosto</strong>, quando piazze, cortili, chiostri e luoghi monumentali del centro storico si trasformeranno in un grande palcoscenico urbano con spettacoli, musica, teatro, danza e performance itineranti.<br />
A darne notizia il maestro<strong> Leonardo De Amicis</strong>, direttore artistico della manifestazione, insieme al vicesindaco<strong> Raffaele Daniele</strong>, coordinatore del Comitato Perdonanza, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella sede municipale di Palazzo Margherita.<br />
<strong>I biglietti per gli spettacoli di Alessandro Siani, Il Volo, il Gala della Danza, saranno in vendita, da mercoledì 5 agosto, sulla piattaforma Ciaotickets, a partire dalle ore 15.</strong>  Il costo dei biglietti è soggetto a fasce di prezzo differenziate.<br />
“In questi anni abbiamo scelto di imprimere alla Perdonanza Celestiniana una visione nuova, investendo sulla sua crescita culturale, artistica e organizzativa senza mai snaturarne l’identità spirituale, che resta il cuore della manifestazione. È un percorso che ha consentito alla Perdonanza di conquistare una dimensione sempre più nazionale e internazionale, richiamando grandi protagonisti dello spettacolo e trasformando il palcoscenico di Collemaggio in una straordinaria vetrina per L’Aquila. La diretta su Rai 1, insieme a un cartellone artistico di grande qualità, conferma la solidità di questo progetto, che trova nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura la sua naturale consacrazione. Quel riconoscimento non è frutto del caso, ma il risultato di una strategia costruita negli anni per fare della cultura uno strumento di crescita, promozione e sviluppo del territorio. La Perdonanza è oggi uno degli esempi più significativi di questo percorso”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza,<strong> Pierluigi Biondi</strong>.<br />
“La Perdonanza Celestiniana rappresenta una sfida artistica e culturale straordinaria. Essere chiamati a costruire il programma dell’edizione che coincide con L’Aquila Capitale italiana della Cultura significa confrontarsi con aspettative ancora più alte, ma anche con una straordinaria opportunità: raccontare, attraverso lo spettacolo, l’identità più autentica della nostra città. Abbiamo costruito un cartellone che unisce grandi eventi, qualità artistica e partecipazione popolare, senza mai perdere di vista il cuore della Perdonanza. La diretta su Rai 1 con ‘La Forza del Perdono’ nasce proprio da questa visione: trasformare un messaggio universale in un grande racconto televisivo capace di emozionare milioni di persone. Negli ultimi anni il palco di Collemaggio è diventato un luogo simbolo, capace di ospitare i più grandi protagonisti della musica e dello spettacolo italiano. Le immagini della Basilica illuminate dagli spettacoli hanno raggiunto il pubblico ben oltre i confini nazionali, contribuendo a raccontare L’Aquila come una città viva, contemporanea e culturalmente autorevole. Anche quest’anno proseguiamo su questa strada, con la convinzione che la cultura, quando riesce a emozionare e coinvolgere, diventa il modo più autentico per raccontare un territorio e la sua identità”, ha sottolineato il direttore artistico della Perdonanza,<strong> Leonardo De Amicis</strong>.<br />
“La Perdonanza è il cuore identitario della nostra città e assume un significato ancora più profondo nell’anno di Capitale italiana della Cultura. La diretta su Rai 1 rappresenta un’ulteriore conferma della crescita di una manifestazione che negli ultimi anni ha saputo conquistare una straordinaria visibilità, diventando una vetrina d’eccezione per L’Aquila e per l’intero Abruzzo. L’obiettivo è proporre un programma capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo saldo il legame con il valore spirituale della manifestazione e rafforzandone al tempo stesso la dimensione culturale e internazionale. Il cartellone che presentiamo oggi testimonia questa visione e contribuirà a rendere la 732ª Perdonanza una delle edizioni più significative della sua storia recente”, ha dichiarato il vicesindaco e coordinatore del Comitato Perdonanza, <strong>Raffaele Daniele</strong>.</p>
<p>photocredits:  https://perdonanza-celestiniana.it/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Assisi: in cammino verso l&#8217;apertura della Global House of Friendship and Hope</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="787" height="552" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/20260717_GHFH_assisi_TEX_cortile_giorno.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/20260717_GHFH_assisi_TEX_cortile_giorno.jpg 787w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/20260717_GHFH_assisi_TEX_cortile_giorno-300x210.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/20260717_GHFH_assisi_TEX_cortile_giorno-768x539.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/20260717_GHFH_assisi_TEX_cortile_giorno-585x410.jpg 585w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /></p>
<p>Il  nuovo progetto internazionale promosso dall&#8217;Elijah Interfaith Institute ad Assisi. Un percorso espositivo multimediale e un programma di incontri e studi danno forma a un progetto dedicato allo scambio interreligioso e interculturale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/05/assisi-in-cammino-verso-lapertura-della-global-house-of-friendship-and-hope/">Assisi: in cammino verso l&#8217;apertura della Global House of Friendship and Hope</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il  nuovo progetto internazionale promosso dall&#8217;<b>Elijah Interfaith Institute</b> ad <b>Assisi</b>. Un percorso espositivo multimediale e un programma di incontri e studi danno forma a un progetto dedicato allo scambio interreligioso e interculturale   </em></p>
<p><u>6 agosto 2026 – 6 gennaio 2028</u></p>
<p>[<em>Assisi, 06 agosto 2026</em>] Nel cuore di Assisi, nell’anno in cui si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco, nasce la <a href="https://friendshipandhope.org/"><strong>Global House of Friendship and Hope</strong></a>, un nuovo luogo internazionale dedicato al dialogo tra le religioni, alla preghiera, all’ascolto reciproco e alla costruzione della pace attraverso la comunione spirituale. Promosso dall&#8217;<a href="https://elijah-interfaith.org/"><strong>Elijah Interfaith Institute</strong></a> – fondato e diretto dal <strong>Rabbino Alon Goshen-Gottstein</strong> e che da oltre trent&#8217;anni unisce i massimi leader spirituali del mondo in percorsi di amicizia e studio – il progetto di respiro internazionale e unico al mondo nel suo genere viene ufficialmente presentato giovedì <strong>6 agosto 2026</strong>, alle<strong> ore 18.00</strong>, con un <strong>percorso espositivo immersivo</strong> curato dallo Studio di multimedia design <a href="https://www.karmachina.it/"><strong>Karmachina</strong></a>, insieme a Marina Cinciripini, che culmina con un’installazione del celebre artista multimediale <a href="https://www.siccardiicreations.com/"><strong>Massimiliano Siccardi</strong></a>.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126858" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164836-300x243.png" alt="" width="300" height="243" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164836-300x243.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164836-768x622.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164836-585x474.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164836.png 997w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il percorso multimediale espositivo sarà aperto fino a gennaio 2028 e nei prossimi 18 mesi si svilupperà un <strong>programma di incontri, ricerca e formazione, </strong>anticipazione di quello che diverrà la futura Global House of Friendship and Hope.</p>
<p>Situata in prossimità della Basilica di Santa Maria degli Angeli, la <strong>presentazione della Global House of Friendship and Hope</strong>, che intende diventare un punto di riferimento permanente per il dialogo tra le religioni e le culture, avverrà alle 19.30 con il <strong>grande evento pubblico <em>“Preghiera e amicizia interreligiosa come vie per la pace”</em></strong> che <strong>riunirà alcune tra le più autorevoli personalità spirituali </strong>del panorama internazionale.</p>
<p>Alla cerimonia di inaugurazione interverranno e prenderanno la parola: <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126857 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164108.png" alt="" width="401" height="571" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164108.png 401w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-05-164108-211x300.png 211w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></p>
<ul>
<li>il <strong>Cardinale</strong> <strong>Pierbattista Pizzaballa</strong>, Patriarca Latino di Gerusalemme</li>
<li>l’<strong>Imam</strong> <strong>Mustafa Cerić</strong>, Gran Muftì Emerito di Bosnia-Erzegovina</li>
<li><strong>Sister Jayanti</strong>, guida spirituale internazionale dei Brahma Kumaris</li>
<li>il <strong>Rabbino</strong> <strong>Alon Goshen-Gottstein</strong>, fondatore della Elijah Interfaith Institute</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><u>Un progetto che guarda al futuro nel segno di San Francesco<br />
</u></em>La scelta di Assisi nasce dal significato universale che la città ha assunto nella storia del dialogo tra le religioni. Dal celebre incontro tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil nel 1219 fino alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace convocata da Giovanni Paolo II nel 1986 che ha dato il via alla nascita dello ‘Spirito di Assisi’, Assisi rappresenta uno dei principali luoghi simbolo della fraternità tra popoli e fedi. Nel contesto dell&#8217;ottavo Centenario della morte del Santo, la Global House of Friendship and Hope si inserisce in questa eredità proponendone una nuova espressione rivolta al presente e al futuro.</p>
<p>«<em>Scegliere Assisi significa riconoscere nel dialogo un&#8217;espressione autentica della fede e offrire, in un tempo segnato da conflitti e incomprensioni, una concreta alternativa di speranza</em>», afferma il <strong>Rabbino Alon Goshen-Gottstein</strong>. «<em>La Global House sarà un luogo in cui persone di ogni tradizione religiosa potranno approfondire la propria spiritualità aprendosi al tempo stesso all&#8217;incontro con l&#8217;altro, scoprendo ciò che unisce le diverse fedi e rafforzando una cultura dell&#8217;amicizia e della pace</em>».</p>
<p>«<em>Sono lieto nasca questa Casa di preghiera e fratellanza per tutte le fedi: la dedizione e la passione che Alon Goshen-Gottstein ha messo in questo progetto, come promotore e attivista del dialogo interreligioso, sono indiscutibili</em>», spiega il <strong>Cardinale Pierbattista Pizzaballa, </strong>Patriarca Latino di Gerusalemme. «<em>Apprezzo l&#8217;impegno che ha profuso nel promuovere l&#8217;unità nella diversità, contribuendo alla costruzione di un mondo armonioso, secondo lo spirito dell&#8217;Elijah Interfaith Institute ed è davvero significativo che abbia scelto di intraprendere il cammino verso Gerusalemme partendo da Assisi, un percorso che farà conoscere al mondo nobili valori di dialogo e di pace. </em></p>
<p><em>Come frate francescano e Patriarca di Gerusalemme vedo lo spirito di San Francesco riflesso in quanto la Global House of Friendship and Hope propone</em>».</p>
<p><em>«Accogliamo con gioia e orgoglio», sottolinea <strong>Valter Stoppini, sindaco di Assisi</strong>, «la Global House of Friendship and Hope, un progetto importante, teso a promuovere i valori della fratellanza, dell’amicizia e del dialogo fra popoli e religioni. Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco e a quarant’anni dallo storico incontro interreligioso qui convocato da Papa Giovanni Paolo II, questo spazio conferma e rilancia la vocazione universale di Assisi come città di pace e dialogo. In un momento storico difficile, segnato da conflitti e divisioni, vogliamo lanciare al mondo un messaggio di speranza, rinnovando il nostro impegno per costruire insieme un futuro di cooperazione e di pace».</em></p>
<p><u>Un percorso immersivo tra storia, spiritualità e dialogo<br />
</u>Il percorso espositivo, progettato e realizzato da Karmachina insieme a Marina Cinciripini, conduce il visitatore attraverso un&#8217;esperienza immersiva dedicata ai temi della preghiera, dell&#8217;amicizia tra le religioni e della trasformazione interiore. Tutto quello che è stato portato in <strong>mostra rappresenta la valorizzazione dei trent’anni di attività dell’Elijah Interfaith Institute</strong>, dalle campagne di sensibilizzazione religiosa e amicizia, agli incontri formativi rivolti alle nuove generazioni. Installazioni multimediali, ambienti contemplativi, testimonianze storiche e opere audiovisive costruiscono un itinerario che invita a riflettere sul ruolo della spiritualità nella costruzione della pace. Il percorso accompagna il visitatore in un&#8217;esperienza che coinvolge mente, cuore e spirito, ripercorrendo la nascita dello &#8220;<strong>Spirito di Assisi</strong>&#8220;, il valore dell&#8217;<strong>amicizia tra le religioni</strong>, la <strong>preghiera come patrimonio universale dell&#8217;umanità</strong> e l&#8217;insegnamento dei santi e dei grandi maestri spirituali delle diverse tradizioni.</p>
<p><u>Il Giardino dei Santi<br />
</u>Centro del progetto è il <strong>Giardino dei Santi</strong>, uno spazio pensato per il silenzio, la meditazione e la contemplazione. Tra piante, tigli, totem con testi sacri, musiche e insegnamenti provenienti da differenti tradizioni religiose, il giardino diventa il luogo in cui il visitatore è invitato a sostare e a trasformare l&#8217;esperienza della visita in un tempo personale di ascolto, preghiera e meditazione.</p>
<p><u>An Instrument of Your Peace     </u><strong><br />
</strong>Il percorso culmina con “<strong>An Instrument of Your Peace</strong>”, un&#8217;installazione immersiva generativa ideata dal famoso artista multimediale <strong>Massimiliano Siccardi</strong> – riconosciuto per la sua opera “<em>Immersive Van Gogh</em>” – che intreccia immagini, musiche originali, inni e preghiere appartenenti a differenti tradizioni religiose. L&#8217;esperienza prende ispirazione dalla celebre preghiera attribuita a San Francesco e invita ogni visitatore a riflettere sul tema della trasformazione interiore come primo passo verso la costruzione della pace.</p>
<p><u> </u><u>Un centro internazionale di ricerca, formazione e dialogo<br />
</u>La <strong>Global House of Friendship and Hope</strong> nasce dall&#8217;esperienza internazionale maturata dall&#8217;<strong>Elijah Interfaith Institute </strong>in oltre vent&#8217;anni di dialogo tra leader religiosi di tutto il mondo. Con l&#8217;apertura di questo nuovo centro ad Assisi, tale esperienza trova una sede permanente destinata a diventare un luogo di incontro, ricerca e formazione, aperto a credenti di ogni tradizione e a chiunque riconosca nel dialogo una via concreta per costruire la pace.</p>
<p><u>Il programma dei prossimi 18 mesi comprenderà</u>:</p>
<ul>
<li>incontri internazionali tra leader religiosi;</li>
<li>momenti di preghiera interreligiosa;</li>
<li>seminari e corsi di alta formazione;</li>
<li>attività educative dedicate a scuole, studenti e seminaristi;</li>
<li>visite guidate e laboratori per l&#8217;educazione alla pace e alla risoluzione dei conflitti</li>
</ul>
<p><u>L’Opening della <strong>Global House of Friendship and Hope </strong>ha ottenuto il<strong> Patrocinio</strong> di:</u></p>
<ul>
<li>Regione Umbria &#8211; Comune di Assisi</li>
<li>Città Serafica e Patrimonio Mondiale UNESCO</li>
<li>Diocesi di Assisi</li>
<li>Comune di Nocera Umbra</li>
<li>Comune di Gualdo Tadino</li>
<li>Sacro Convento di San Francesco in Assisi</li>
<li>Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi dei Frati Minori</li>
</ul>
<p><u>Informazioni per il pubblico</u></p>
<p><a href="Global%20House%20of%20Friendship%20and%20Hope"><strong>Global House of Friendship and Hope</strong></a></p>
<p>Piazza Garibaldi 8, Santa Maria degli Angeli, Assisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Periodo di apertura</strong><br />
6 agosto 2026 – 6 gennaio 2028</p>
<p><strong>Orari</strong><br />
lunedì-domenica, 10.00- 22.00</p>
<p><strong>Biglietti</strong></p>
<ul>
<li>Intero: €18</li>
<li>Ridotto: €14 (ragazzi fino a 15 anni, studenti fino a 24 anni, over 65, gruppi di almeno 15 persone)</li>
<li>Gratuito: bambini fino a 5 anni, persone con disabilità e un accompagnatore</li>
<li>Family Pass (fino a 5 persone): €45</li>
<li>Visita solo al Giardino dei Santi: €10</li>
<li>Abbonamento mensile al Giardino: €40</li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em>*Il primo mercoledì di ogni mese, dalle ore 16.00, ingresso gratuito per i residenti del Comune di Assisi </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/05/assisi-in-cammino-verso-lapertura-della-global-house-of-friendship-and-hope/">Assisi: in cammino verso l&#8217;apertura della Global House of Friendship and Hope</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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