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	<title>In Evidenza Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>In Evidenza Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Vincenzo Romano Spica: &#8220;Legionella, un nuovo modello di prevenzione per proteggere salute e ambiente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 16:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/ac68e8c9-1f09-4053-9591-76866efd33c5-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Di Vincenzo Romano Spica L’acqua che scorre ogni giorno nelle abitazioni, negli alberghi, negli ospedali, negli impianti sportivi e nei luoghi di lavoro è una risorsa essenziale, ma richiede una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/29/legionella-un-nuovo-modello-di-prevenzione-per-proteggere-salute-e-ambiente/">Vincenzo Romano Spica: &#8220;Legionella, un nuovo modello di prevenzione per proteggere salute e ambiente&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Di Vincenzo Romano Spica</em></strong></p>
<p><em>L’acqua che scorre ogni giorno nelle abitazioni, negli alberghi, negli ospedali, negli impianti sportivi e nei luoghi di lavoro è una risorsa essenziale, ma richiede una gestione attenta anche dal punto di vista della sicurezza sanitaria. Tra i rischi microbiologici più rilevanti figura la legionellosi, una patologia che continua a rappresentare una sfida per la salute pubblica e che oggi viene affrontata con strumenti normativi e scientifici sempre più mirati.</em></p>
<p><em>In questo approfondimento il professor <strong>Vincenzo Romano Spica</strong>, Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica e Direttore del <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-125692" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/328826299_922651425415829_988341794118083118_n-300x274.jpg" alt="" width="300" height="274" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/328826299_922651425415829_988341794118083118_n-300x274.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/328826299_922651425415829_988341794118083118_n.jpg 365w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, illustra le più recenti evidenze scientifiche sul controllo di Legionella pneumophila, spiegando come il nuovo approccio adottato dall’Italia punti a coniugare prevenzione, sostenibilità ambientale e tutela della salute secondo la visione integrata di One Health </em></p>
<p style="font-weight: 400;">L’<b><strong>acqua</strong></b> è un bene inestimabile alla base della vita sul pianeta e della salute di ogni essere umano. Anzi, ogni forma di vita, dai microscopici batteri ai grandi cetacei, dai fiori dei campi agli alberi della foresta tropicale, sono –“siamo”- fatti soprattutto di acqua (60-80%). Il nostro stesso satellite in cui viviamo è fatto più di acqua che di terra! Non a caso, <b><strong>Jeremy Rifkin</strong></b> propone di modificare il nome del Pianeta Terra in “Pianeta Acqua”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <b><strong>biodiversità</strong></b> di animali e piante che vediamo nei diversi ambienti naturali, dipende dalla biodiversità di invisibili microflore presenti nell&#8217;acqua: il loro microbiota.</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">La nostra salute dipende dalla salute degli ecosistemi, in una prospettiva unica e interconnessa di &#8220;One Health&#8221;. Tra questi microrganismi innocui e anzi benefici, ve ne sono raramente alcuni patogeni, da cui dobbiamo difenderci. Tuttavia, sarebbe assurdo e anzi dannoso pretendere di disporre di acqua senza microbi, ossia sterile e senza vita.</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Con il progresso tecnologico e l’estendersi dell’urbanizzazione, il tema acqua ha iniziato a riguardare anche le nostre case, gli edifici in cui lavoriamo o in cui svolgiamo attività ricreative, ludiche o sportive. Dal rubinetto di un bar alla doccia di un albergo, dalle fontane di stazioni e aeroporti agli impianti idrici di industrie specializzate, l’acqua “gira” tra le mura in cui abitiamo, tra tubature e serbatoi. La sua forza vitale si mantiene anche in ambienti indoor, alimentando una biodiversità che il più delle volte è invisibile, ma sempre presente. Tra le numerosissime specie di microrganismi acquatici, alcune, in condizioni particolari possono anche divenire patogene e pericolose soprattutto per soggetti fragili.</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Tra queste <b><strong><em>Legionella pneumophila</em></strong></b>, un batterio acquatico spesso alla ribalta sui media, in quanto attraverso aerosol può in rare situazioni essere inalato e determinare una polmonite grave che prende il nome di<b><strong> Malattia dei Legionari </strong></b>dalla prima epidemia che colpì un raduno di veterani in un albergo di Filadelfia, in USA, nel 1976.</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">L’emergere della Legionella pneumophila come principale responsabile della Malattia del Legionario o Legionellosi, ha portato scienziati e decisori a rivedere le modalità di sorveglianza e gestione degli impianti idrici. Una recente analisi costi-benefici condotta dal Laboratorio di Epidemiologia dellUniversità di Roma &#8220;Foro Italico&#8221; (Romano Spica et al, Water 2024), in collaborazione con ricercatori europei, mostra perché concentrare l’attenzione proprio su <em>L. pneumophila</em> rappresenti non solo una scelta più efficace per la tutela della salute pubblica, ma anche più efficiente dal punto di vista economico e più sostenibile per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <b><strong>nuovo decreto italiano</strong></b> sulla gestione dell’acqua negli edifici (DL18-23) include misure per la prevenzione della Legionellosi, in linea con la revisione della<b><strong> Direttiva europea 2020/2184</strong></b> sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Questi documenti segnano un importante passo avanti nella regolazione della sicurezza idrica nei diversi ambienti di vita.</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><em>Legionella pneumophila</em> è inserita come parametro di sorveglianza nella routine dei controlli, accanto al gruppo più ampio delle altre decine di specie di Legionelle che appartengono a questa famiglia di batteri acquatici. Il decreto riconosce che il controllo di <em>L. pneumophila</em> è fondamentale per prevenire la Legionellosi, imponendo test sistematici e regolari in una vasta gamma di impianti, tra cui strutture pubbliche, sanitarie, ricreative, turistiche, ambienti di lavoro, impianti sportivi o per la riabilitazione.</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Questa scelta risponde direttamente all’evidenza clinica: <em>L. pneumophila </em>è responsabile della grande maggioranza dei casi e dei focolai di Legionellosi, come confermato da dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).</p>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo, le altre specie (spp) di Legionella restano parte del quadro normativo italiano, in particolare nell’ambito delle valutazioni del rischio. Il controllo delle varie Legionelle spp. resta fondamentale specie in ambienti complessi o ad alto rischio, come ospedali, anche se il modello sperimentale utilizzato suggerisce chiaramente come <em>L. pneumophila</em> resti il parametro più rilevante e critico per la sorveglianza e tutela della salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questo cambiamento riflette un allineamento razionale tra regolazione, rischio e risorse. La ricerca dimostra che, concentrando il monitoring e le azioni di controllo su <em>L. pneumophila</em>, è possibile:</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Migliorare e mirare la rilevanza preventiva degli effetti del monitoraggio ambientale su ampia scala.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Ridurre costi superflui legati a bonifiche non necessarie o derivanti da controlli troppo generici.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211; Intervenire più tempestivamente e in modo meno dispersivo, grazie a soglie più chiare e protocolli di risposta noti da tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In sintesi, nella complessa biodiversità delle acque destinate al consumo umano, controllare la principale causa specifica della malattia è una scelta efficace ed efficiente, importante sia dal punto di vista di sanità pubblica che economico, come in una prospettiva di sostenibilità ambientale.</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Con l’arrivo dell’estate e della stagione balneare, aumenta il rischio di focolai di Legionella, che preferisce crescere in acqua calda-tiepida.</p>
</blockquote>
<p>I cambiamenti climatici potrebbero favorire questo pericolo, anche se al momento le evidenze sono ancora limitate e contraddittorie. In infrastrutture turistiche, come d<strong>occe di hotel, torri di raffreddamento, spogliatoi di piscine e vasche idromassaggio</strong> il numero di utilizzatori più elevato aumenta i rischi di infezione, specie in soggetti fragili.</p>
<p>Chiusure prolungate o intermittenti -come avvenne durante la pandemia- sono particolarmente pericolose per favorire un&#8217;eccessiva proliferazione microbica, legata al ristagno e riscaldamento dell&#8217;acqua.</p>
<p>La prevenzione si basa sulla <b><strong>sorveglianza</strong></b>, su controlli periodici dell&#8217;acqua, e sulla disinfezione mirata.</p>
<p>Un altro ambito in cui il controllo del rischio Legionellosi sta acquisendo rilevanza è il riutilizzo di acque reflue in agricoltura, industrie e vari altri ambiti. Nei Paesi Bassi, ad esempio, avanzati programmi di riuso delle acque hanno iniziato a integrare sistemi di monitoraggio di <em>L. pneumophila </em>negli scarichi, anche a seguito di alcuni focolai di malattia, ripetutisi nell’ultimo decennio.</p>
<p>Questi esempi evidenziano come la consapevolezza sull’importanza di <em>L. pneumophila</em> stia crescendo, non solo come parametro per la sicurezza dell’acqua di rubinetto, ma anche come elemento chiave nella più ampia economia circolare dell’acqua. <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-125694" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-1170x663.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4-585x329.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/cd19e05c-98d7-40e8-872d-1200a67b5be4.png 1672w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>Il nuovo approccio normativo italiano: un modello a due livelli</em></h2>
<p>Il nuovo decreto italiano introduce protocolli per la prevenzione, e in alcune situazioni considera attuabile un modello di controllo a due livelli:</p>
<p>&#8211; Test di routine su <em>L. pneumophila</em>, basati sul suo ruolo dominante nella malattia, per una prevenzione continua e mirata;</p>
<p>&#8211; Test contestuali su <em>Legionella spp</em>. in presenza di fattori di rischio specifici, come impianti complessi o contaminazioni pregresse – in particolare negli ospedali- e|o quando presenti situazioni di fragilità e vulnerabilità.</p>
<p>Questo modello bilanciato permette azioni mirate senza rinunciare alla flessibilità, assicurando strategie proporzionate al rischio effettivo.</p>
<p>Questo approccio intelligente alla sorveglianza rappresenta un modello per altri Paesi. Anziché eseguire un monitoring ampio e in modo generico e reagire più lentamente, è infatti possibile:</p>
<p>&#8211; Concentrarsi sul patogeno principale e sugli ambienti che causano malattia e che può essere anche letale;</p>
<p>&#8211; Rilevare i problemi più precocemente grazie a indicatori clinicamente significativi, agili e diretti;</p>
<p>&#8211; Allineare le misure di risposta ai rischi sanitari effettivi, puntando a coprire la maggior parte delle situazioni ottimizzando l&#8217;uso delle risorse.</p>
<p>Tali considerazioni aprono a una evoluzione pragmatica delle politiche sanitarie suggerendo risultati importanti per la salute pubblica, senza sovraccaricare operatori coinvolti in analisi di laboratorio o interventi di bonifica su reti idriche di edifici contaminati da specie considerate non particolarmente virulente o patogene.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>L’Italia guida con l’evidenza scientifica e il buon senso</em></h2>
<p>Con l’introduzione formale di L. pneumophila come parametro di routine, pur mantenendo <em>Legionella spp</em>. nel quadro di rischio più ampio, il nuovo decreto italiano rappresenta un approccio sfumato e basato su prove. Nel contesto dell’attuazione della<b><strong> Direttiva Acque Potabili in tutta Europa</strong></b>, questo modello – in cui <em>L. pneumophila </em>è centrale ma non esclusiva – può ispirare altri Paesi a sviluppare sistemi di monitoraggio più intelligenti, sicuri e sostenibili.</p>
<p>Legionella insegna come la<b><strong> biodiversità dell&#8217;acqua </strong></b>possa comprendere anche microrganismi potenzialmente pericolosi, ma che fanno parte dell&#8217;ecosistema e abitano gli ambienti acquatici da molto prima di quando l&#8217;uomo abbia iniziato a costruire città e incanalato l&#8217;acqua negli impianti idrici degli edifici. Sarebbe irrealistico pensare di poter eliminare Legionella dalle acque, e controproducente per l&#8217;ambiente e per l&#8217;uomo immettere grandi quantità di biocidi pensando di annullare il rischio, imponendo la bonifica su larga scala di edifici in cui la presenza di una qualsiasi specie di Legionella fosse identificata. Focalizzare prioritariamente sul principale patogeno sembra poter essere una soluzione piu appropriata e sostenibile anche in una prospettiva di <b><strong>One Health</strong></b>, in cui la tutela della salute umana si coniughi con il rispetto dell&#8217;ambiente e di altri esseri viventi, intesi come parte di un unico ecosistema, parte costitutiva del &#8220;Pianeta Acqua&#8221;.</p>
<p>L&#8217;INTERVISTA DI VINCENZO ROMANO SPICA PUBBLICATA SU ANTERITALIA.ORG</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/29/legionella-un-nuovo-modello-di-prevenzione-per-proteggere-salute-e-ambiente/">Vincenzo Romano Spica: &#8220;Legionella, un nuovo modello di prevenzione per proteggere salute e ambiente&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Fantasmi romeni di Carolina Vincenti. L’esilio come viaggio, la nostalgia come tempo, il tragico come scena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70a05652-f5ed-4615-8ddd-ad5ee9c2bafb-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>La Romania di Vincenti è racconto corale. È dieci vite che dicono una sola cosa: si può perdere il paese e ritrovare la voce. Si può essere senza casa e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/29/fantasmi-romeni-di-carolina-vincenti-lesilio-come-viaggio-la-nostalgia-come-tempo-il-tragico-come-scena/">Fantasmi romeni di Carolina Vincenti. L’esilio come viaggio, la nostalgia come tempo, il tragico come scena</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La Romania di Vincenti è racconto corale. È dieci vite che dicono una sola cosa: si può perdere il paese e ritrovare la voce. Si può essere senza casa e avere stile. Si può essere esuli e restare maestri di vita e di conoscenza. La nostalgia vive nei particolari: una casa, il profumo di un albero, la strada Mantuleasa di Eliade. Appartenere è un balsamo che genera benessere, è un  riferimento di un nostos che resta aggrovigliato all&#8217;anima.Il libro sarà occasione di incontro a Polignano a Mare il prossimo 11 Luglio in una conversazione tra Carolina Vincenti e Pierfranco Bruni</p></blockquote>
<p>Il titolo traccia e crea immaginari che sono  già destino: &#8220;Fantasmi romeni&#8221;, La Lepre Edizioni, pagg. 112.  Carolina Vincenti apre il suo libro con una lettera. Non a un lettore. A un figlio che torna alle radici. La Romania non è cartografia. È memoria frammentata. È diaspora che non è dispersione. È viaggio che pone al centro il proprio essere e la propria consapevolezza. I dieci ritratti sono figure sospese tra Oriente e Occidente. Li accomuna l’esilio. Ma l’esilio, in Vincenti, non è pena. È un metodo. Anzi una ermeneutica. È un  modo di rispondere alla domanda: chi si è, da dove si viene, quale lingua si parla nei sogni. Con quale linguaggio arrivano i sogni nelle notti in cui il ricordo della Romania si fa memoria. Metafisica della memoria.</p>
<p>L’esule è l’uomo che non ha casa e per questo costruisce necessari archivi nel tempo. Il conforto dei ricordi è filo. La nostalgia vive nei particolari: una casa, il profumo di un albero, la strada Mantuleasa di Eliade. Appartenere è un balsamo che genera benessere. L&#8217;appartenenza è un  riferimento di un nostos che resta aggrovigliato all&#8217;anima. Carolina Vincenti struttura il libro come matrioska. Romania dentro l’esule. Esule dentro la lingua. Lingua dentro il sogno. Una impalcatura dunque a mosaico e ogni tassello ha il suo immaginario in cui l&#8217;onirico è attesa.  Il caleidoscopio ha nomi. Cioran, genio e flâneur fallito. Sergiu Celibidache, idolatrato e ostile alle registrazioni. Brancusi, avanguardia che tace. Paul Celan, poeta dell’agonia sublime. Panait Istrati, Gor’kij dei Balcani. Con loro Mircea Eliade, storico delle religioni e poeta. Con loro Ioan Petru Culianu, gnostico ucciso all’apice. Uno scenario dentro l’esistere che è tempo e vissuto. Perché ogni nome è scena. Ogni scena è esilio. Ogni esilio è ricerca di identità. Il punto centrale è proprio questo.</p>
<p>Mircea Eliade e Emil Cioran sono i due poli. Eliade viaggia tra Oriente e Occidente. India, Portogallo, America. Il suo tema è il sacro. Smantella il profano e ritrova il religioso sotto false vesti. Per Eliade non esiste società areligiosa. Il mito sopravvive travestito. Restano gli archetipi che incidono segni. Indefinibile e infiniti. Cioran si ritira a Parigi. Quartiere latino. Insonnia. Stile. Il suo tema è il nulla. È estetica del fallimento. È prosa che brucia la metafisica. È flâneur che non crede. Appunto è un tracciato in tragico di utopia. Due romeni. Due esili. Eliade cerca il centro. Cioran abita il bordo. Eliade scrive per ritrovare. Cioran scrive per perdere. Eppure l’amicizia regge più del fuoco. Perché l’esilio è patria più forte della patria. Radice intrecciato a radici.</p>
<p>L’esilio romeno del Novecento è un  fenomeno letterario e filosofico. È  metamorfosi e bilinguismo. L’uomo lascia la lingua madre e trova un’altra lingua. E in quella frattura nasce il pensiero. Non le idee o l&#8217;idea. Il pensiero. È ben altra cosa dell&#8217;idea. Cioran smette il romeno nel 1947. Scrive solo in francese. Ma dice: il meglio della dottrina è in romeno. Ricordo &#8220;Al culmine della disperazione&#8221;. È il suo libro chiave. L’esilio è tempo. È tempo della nostalgia che non guarda indietro. Guarda dentro. È viaggio tra ricerca e consapevolezza filosofica. È Romania ascoltata da chi l’ha perduta. Ciò che si perde ritorna sotto altri immaginari.<br />
Carolina Vincenti è nata a Bucarest, cresciuta a Beirut, vive a Roma. È tre città in una. È identità stratificata. Cammina per Bucarest con i fantasmi come lari tutelari. I fantasmi rendono le città vere più dei vivi. E tutto in una elegante nobiltà che rende l&#8217;estetica la bellezza dei giorni.</p>
<p>La cultura romena è sommersa e mai perduta. È Cantemir, principe orientalista di confine. È Elena Ghica, archeologa con rivoltella che entra nel Monte Athos proibito alle donne. È Marta Bibescu, musa proustiana. In una profezia che è ricerca profonda del perduto in sentiero ritrovato. Le radici non sono solo terra. Sono la lingua dei sogni. Sono domande che l’esule porta con sé. Il senso del tragico incide in una cultura della teatralità. I romeni a Parigi sono tre volti del destino europeo: il sacro, il nulla, l’assurdo. Eliade, Cioran, Ionesco. Affascinanti viaggi nel misterioso che incantata. Il tragico è sapere che l’esilio è rifugio e pericolo. È solidarietà e ombra. È patto di silenzio tra chi ha vissuto un secolo e lo ha attraversato come epoca. La teatralità è gesto. Brancusi non parla di sé. Celibidache non registra. Celan scrive l’agonia. Ogni vita è messa in scena. Ogni scena è confessione senza pubblico e questa confessione diventa un vero e proprio genero letterario. Comunque Vincenti scava tra radici e identità. Non trova marmo. Trova ombre. E le ombre parlano. Dicono che l’esilio non è fine. È inizio. Che la nostalgia non è lutto. È bussola. Che il tragico non è caduta. È scena.</p>
<p>La Romania di Vincenti è racconto corale. È dieci vite che dicono una sola cosa: si può perdere il paese e ritrovare la voce. Si può essere senza casa e avere stile. Si può essere esuli e restare maestri di vita e di conoscenza. L&#8217;eleganza del sapere è nella accettazione perché l&#8217;accettazione non è rassegnazione ma consapevolezza. E questo, nel tempo della modernità che cancella, è atto di resistenza. È poesia. Infatti. Il frammento è un vivere nel pensare il linguaggio delle radici. Le vere radici sono appunto nella &#8220;ragione poetica&#8221; che Carolina Vincenti pone come vento rumeno che ha conosciuto Ovidio.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125684 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/70ffc443-f31d-4989-8f64-9ff7fe86f440.jpeg 1640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#Il libro sarà occasione di incontro a Polignano a Mare il prossimo 11 Luglio in una conversazione tra Carolina Vincenti e Pierfranco Bruni</p>
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		<title>Fondazione Artemisia:  &#8220;Lo stalking del futuro sarà digitale, invisibile e sempre più difficile da riconoscere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/5055D797-6EC2-44E4-960C-55567745C239-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Maria Stella Giorlandino, Presidente di Fondazione Artemisia ETS: “la vera sfida dei prossimi anni sarà quella di affiancare all&#8217;innovazione tecnologica una crescita della cultura della sicurezza e della responsabilità digitale”&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Maria Stella Giorlandino, Presidente di Fondazione Artemisia ETS: “la vera sfida dei prossimi anni sarà quella di affiancare all&#8217;innovazione tecnologica una crescita della cultura della sicurezza e della responsabilità digitale”</i></p>
<p>Se fino a pochi anni fa lo stalking era associato principalmente a pedinamenti, telefonate insistenti e appostamenti, il rapido sviluppo delle tecnologie digitali sta modificando profondamente le modalità attraverso cui possono manifestarsi comportamenti persecutori e ossessivi. Lo stalking del futuro potrebbe essere meno visibile, ma potenzialmente ancora più invasivo, perché capace di entrare nella vita quotidiana delle persone attraverso strumenti che utilizziamo ogni giorno.</p>
<p>L&#8217;evoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale, dei dispositivi connessi e dei sistemi di raccolta dei dati personali apre infatti scenari inediti. Uno stalker potrebbe monitorare gli spostamenti della vittima attraverso smartphone, smartwatch, automobili connesse o dispositivi domestici intelligenti, raccogliendo informazioni sulle sue abitudini, sui luoghi frequentati e sulle relazioni personali. A differenza dello stalking tradizionale, la persecuzione potrebbe avvenire a distanza, in modo quasi invisibile e continuo.</p>
<p>Tra i rischi emergenti vi è anche l&#8217;utilizzo dei cosiddetti deepfake, immagini, video e registrazioni audio create artificialmente grazie all&#8217;intelligenza artificiale. Queste tecnologie potrebbero essere impiegate per diffondere contenuti falsi, screditare una persona, simulare conversazioni mai avvenute o esercitare forme di pressione psicologica particolarmente difficili da contrastare.</p>
<p>Anche gli ambienti virtuali e le future piattaforme immersive potrebbero diventare nuovi spazi nei quali si manifestano molestie e comportamenti persecutori. La progressiva integrazione tra vita reale e dimensione digitale rende infatti sempre più sottile il confine tra ciò che accade online e le conseguenze che tali azioni producono nella vita concreta delle persone.</p>
<p>Di fronte a questi scenari, la prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela. È fondamentale promuovere una diffusa educazione digitale, insegnando fin dall&#8217;età scolastica a proteggere i propri dati personali, a utilizzare correttamente gli strumenti tecnologici e a riconoscere i segnali di possibili violazioni della privacy. Accessi sospetti agli account, localizzazioni non autorizzate, richieste insistenti attraverso più canali o la diffusione di informazioni private possono rappresentare campanelli d&#8217;allarme da non sottovalutare.</p>
<p>In questo contesto assume particolare importanza il lavoro svolto dalla Fondazione Artemisia ETS, da anni impegnata nella promozione della salute, della prevenzione e della tutela delle persone più vulnerabili. Attraverso attività di sensibilizzazione, formazione e informazione, la Fondazione contribuisce a sviluppare una maggiore consapevolezza sui rischi connessi alle nuove tecnologie e sull&#8217;importanza di costruire strumenti di protezione adeguati alle sfide del presente e del futuro.</p>
<p>Come sottolinea la dottoressa <strong>Mariastella Giorlandino,</strong> presidente della <strong>Fondazione Artemisia</strong> ETS, la vera sfida dei prossimi anni sarà quella di affiancare all&#8217;innovazione tecnologica una crescita della cultura della sicurezza e della responsabilità digitale. Se la tecnologia può migliorare la qualità della vita, può anche essere utilizzata in modo distorto per controllare, intimidire o perseguitare. Per questo motivo è necessario investire nella prevenzione, nell&#8217;educazione e nel supporto alle vittime.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123958" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-300x203.png" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-585x396.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia.png 650w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Lo stalking del futuro potrebbe non presentarsi più sotto forma di una presenza fisica costante, ma attraverso una sorveglianza digitale silenziosa e pervasiva. Prepararsi a riconoscerlo e contrastarlo significa difendere non soltanto la propria privacy, ma anche la propria libertà personale e il proprio benessere psicologico.</p>
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		<title>Keanu Reeves, l’uomo che ha scelto di restare normale nell’epoca delle superstar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:37:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="605" height="317" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4377.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4377.jpeg 605w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4377-300x157.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4377-585x307.jpeg 585w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></p>
<p>Tornato nel 2026 sul grande schermo con Outcome, sullo sfondo dei successi di Matrix e John Wick a una vita lontana dagli eccessi di Hollywood: a sessantun anni Keanu Reeves&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/29/keanu-reeves-luomo-che-ha-scelto-di-restare-normale-nellepoca-delle-superstar/">Keanu Reeves, l’uomo che ha scelto di restare normale nell’epoca delle superstar</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tornato nel 2026 sul grande schermo con Outcome, sullo sfondo dei successi di Matrix e John Wick a una vita lontana dagli eccessi di Hollywood: a sessantun anni Keanu Reeves continua a conquistare il pubblico con una carriera densa e una quotidianità sorprendentemente semplice, che ha fatto della riservatezza il suo tratto più iconico</em></p>
<p>di <em>Mimma Cucinotta </em></p>
<p>Non è un nuovo film a riportare <strong>Keanu Reeves</strong> al centro dell’attenzione. Né un red carpet o una campagna pubblicitaria. A renderlo ancora oggi uno degli attori più amati del mondo è qualcosa di molto più raro, la sua capacità di sottrarsi ai meccanismi dello star system senza mai scomparire davvero.</p>
<p>A sessantun anni, Reeves continua a dividersi tra il cinema, la musica con i Dogstar e una vita sorprendentemente lontana dagli eccessi che spesso accompagnano Hollywood.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110830" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/outcome-keanuReeves--1024x640.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/outcome-keanuReeves--1024x640.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/outcome-keanuReeves--300x188.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/outcome-keanuReeves--768x480.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/outcome-keanuReeves-.jpg 1280w" alt="" width="1024" height="640" /></figure>
</div>
<p>Nel 2026 è tornato sul grande schermo con <strong>Outcome</strong>, la commedia nera diretta da Jonah Hill, nella quale interpreta la star del cinema Reef Hawk, costretta a fare i conti con il proprio passato dopo un tentativo di ricatto. Un ruolo che, per certi versi, riflette il tema dell’identità pubblica e privata, da sempre al centro della sua carriera.</p>
<p>Lo si incontra ai concerti della sua band con il basso tra le mani, lo si vede spostarsi in motocicletta, parlare con i fan senza barriere, concedersi una pausa seduto su una panchina come una persona qualunque. Un’immagine che negli anni è diventata certamente un simbolo. Eppure dietro questa apparente semplicità c’è una storia personale segnata da sfide, cambiamenti e prove difficili. Nato a <strong>Beirut</strong> il 2 settembre 1964, figlio di una costumista inglese e di un geologo americano dalle origini hawaiane, cinesi e portoghesi, Keanu Reeves ha attraversato un’infanzia fatta di continui trasferimenti, assenze e cambiamenti. Forse è anche per questo che non ha mai cercato rifugio nello sfarzo, preferendo costruire un’esistenza riservata. La sua carriera è un susseguirsi di personaggi entrati nell’immaginario collettivo: dal ribelle Scott Favor in <em>Belli e dannati</em>(1991) all’agente dell’FBI Johnny Utah in <em>Point Break – Punto di rottura</em> (1991), dal tormentato Jonathan Harker in <em>Dracula di Bram Stoker</em> (1992) al principe Siddhartha in <em>Piccolo Buddha</em> (1993), fino al poliziotto Jack Traven in <em>Speed</em> (1994) e all’avvocato Kevin Lomax ne <em>L’avvocato del diavolo</em>(1997). Poi sono arrivati Neo con <em>Matrix</em> (1999), destinato a cambiare per sempre il cinema di fantascienza, e John Wick, protagonista dell’omonima saga iniziata nel 2014, che ha rilanciato la sua carriera trasformandolo in un’icona anche per le nuove generazioni.</p>
<p>Ma sarebbe riduttivo raccontare Keanu Reeves soltanto attraverso i suoi film. La sua vita privata è stata segnata da momenti profondamente dolorosi. <strong>Jennifer Syme</strong> fu la sua compagna tra la fine degli anni Novanta e il 2000. Nel 1999 la coppia attendeva una figlia, che nacque morta all’ottavo mese di gravidanza. Quel dolore segnò profondamente entrambi. La relazione si interruppe poco dopo, pur mantenendo un legame affettivo. Nel <strong>2001</strong> Jennifer Syme <strong>morì</strong> in un incidente stradale a Los Angeles. <strong>River Phoenix </strong>fu uno dei più cari amici di Keanu Reeves e anche un collega molto stimato. I due avevano <strong>recitato insieme nel film Belli e dannat</strong>i e avevano instaurato un rapporto di profonda amicizia. La morte di River Phoenix, avvenuta nel 1993 per overdose a soli 23 anni, colpì molto Reeves, che negli anni successivi lo ha ricordato sempre con grande affetto e rispetto.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110834" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Keanu-Reeves-Alexandra-Grant--1024x578.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Keanu-Reeves-Alexandra-Grant--1024x578.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Keanu-Reeves-Alexandra-Grant--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Keanu-Reeves-Alexandra-Grant--768x433.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Keanu-Reeves-Alexandra-Grant-.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="578" /></figure>
</div>
<p>Da alcuni anni condivide la propria vita con l’artista <strong>Alexandra Grant</strong>, un rapporto nato da una lunga amicizia costruito in serenità. Eventi che lo hanno reso ancora più riservato. Nel tempo, però, questo modo di essere si è accompagnato a gesti di riconoscenza e solidarietà. Ha devoluto parte del compenso percepito per la trilogia di The Matrix ai reparti degli effetti speciali e dei costumi, ha sostenuto in forma riservata la ricerca sul cancro e gli ospedali pediatrici attraverso una propria fondazione e si è distinto per il rispetto e l’attenzione con cui ha sempre trattato collaboratori e fan, preferendo lasciare che fossero i fatti a raccontarlo. Keanu Reeves è dunque divenuto negli anni un personaggio quasi controcorrente: schivo, riservato, generoso, poco interessato all’ostentazione. Qualità che il pubblico apprezza tanto quanto il suo talento.</p>
<p>Nell’epoca attuale in cui la celebrità sembra spesso misurarsi in milioni di follower, Reeves dimostra che il carisma può nascere ed essere mantenuto anche dalla affermazione della riservatezza come stile di vita.</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>Ed è forse questo il segreto della sua longevità artistica. Ovvero non aver mai inseguito il mito della star, ma quello dell’uomo normale. Ed è probabilmente per questo che, dopo oltre quarant’anni di carriera, Keanu Reeves continua a occupare un posto speciale nell’immaginario del pubblico. Proprio per essersi sottratto alla ostentazione della celebrità, ed aver scelto la coerenza con cui ha interpretato sé stesso.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/29/keanu-reeves-luomo-che-ha-scelto-di-restare-normale-nellepoca-delle-superstar/">Keanu Reeves, l’uomo che ha scelto di restare normale nell’epoca delle superstar</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La casa natale di Cesare Pavese diventerà museo: un luogo della memoria del Novecento culturale italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="306" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4376.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4376.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4376-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4376-585x264.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La casa dove nacque Cesare Pavese nel 1908 diventerà museo: il Comune di Santo Stefano Belbo (Cuneo) completa il sistema dei luoghi pavesiani dedicati all&#8217;autore de La luna e i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La casa dove nacque Cesare Pavese nel 1908 diventerà museo: il Comune di Santo Stefano Belbo (Cuneo) completa il sistema dei luoghi pavesiani dedicati all&#8217;autore de La luna e i falò, rafforzando il legame tra Langhe e patrimonio letterario<br />
</em></p>
<p><b>di Susanna Consolo</b></p>
<p>Dopo molti anni di attesa, il progetto è entrato in una fase concreta: la casa dove nacque nel <strong>1908 </strong><strong>Cesare Pavese</strong>, a <strong>Santo Stefano Belbo (Cuneo),</strong>sarà acquisita dal Comune con l’obiettivo di restaurarla e trasformarla in un vero spazio museale.</p>
<p>La notizia assume un significato che va ben oltre il recupero di un edificio storico. Si tratta infatti della casa natale di uno dei maggiori protagonisti della letteratura italiana del Novecento, poeta, narratore, traduttore e intellettuale capace di lasciare un’impronta profonda nella cultura del nostro Paese. Le sue opere continuano ancora oggi a essere lette, studiate e tradotte in tutto il mondo, offrendo una riflessione sempre attuale sui temi della solitudine, della memoria, dell’identità e del rapporto con le proprie radici.<br />
La vicenda della casa possiede anche un forte valore simbolico. <strong>L’edificio era la residenza estiva della famiglia Pavese</strong> e fu venduto nel 1916, poco dopo la morte del padre dello scrittore, Eugenio Pavese. Da allora è rimasto di proprietà privata e, pur essendo uno dei luoghi più evocativi dell’universo pavesiano, non ha mai potuto essere allestito come museo. Non conserva infatti gli arredi originali dell’epoca, circostanza che ha reso ancora più complessa una valorizzazione museale tradizionale.<br />
Eppure il valore dell’immobile non risiede negli oggetti che custodisce, bensì nella forza della memoria che rappresenta.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-58803 aligncenter" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/Cesare-Pavese-.jpg" sizes="(max-width: 963px) 100vw, 963px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/Cesare-Pavese-.jpg 963w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/Cesare-Pavese--300x235.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/Cesare-Pavese--768x602.jpg 768w" alt="" width="963" height="755" /></figure>
</div>
<p>È il luogo in cui ebbe inizio la vicenda umana di Cesare Pavese, il punto di partenza di un percorso esistenziale e letterario destinato a segnare profondamente la cultura italiana del Novecento.<br />
Il <strong>23 febbraio 2026</strong> il Consiglio comunale di Santo Stefano Belbo ha deliberato l’acquisizione dell’immobile. L’intenzione dell’amministrazione è quella di restaurarlo e farne un centro museale dedicato alla vita, alle opere e ai paesaggi che hanno ispirato Pavese, integrandolo nel percorso culturale già promosso dalla Fondazione Cesare Pavese.<br />
<strong>L’obiettivo</strong> non è soltanto quello di recuperare una casa storica, ma di <strong>realizzare uno spazio culturale</strong> capace di raccontare lo scrittore attraverso documenti, fotografie, testimonianze, strumenti multimediali e percorsi didattici. Un luogo aperto agli studiosi, alle scuole, ai lettori e ai visitatori, nel quale approfondire il pensiero e l’opera di Pavese, favorendo anche nuove occasioni di ricerca e divulgazione.<br />
L’idea è quella di creare un luogo capace di raccontare non solo la biografia dello scrittore, ma anche il rapporto profondo con le Langhe, protagoniste di opere come La luna e i falò e Paesi tuoi.<br />
<strong>Santo Stefano Belbo</strong> non rappresenta soltanto il luogo di nascita di Pavese. È il paese dell’infanzia, della memoria e del ritorno, un paesaggio che attraversa gran parte della sua produzione letteraria. Le colline, i vigneti, le cascine e i sentieri delle Langhe diventano nelle sue pagine molto più di uno scenario naturale: sono luoghi dell’anima, simboli del tempo che passa, delle radici, della ricerca di sé e del difficile rapporto tra chi parte e chi ritorna.<br />
Proprio ne <strong>La luna e i falò</strong>, considerato il suo capolavoro, il ritorno nei luoghi dell’infanzia assume un valore universale, trasformando le Langhe in un paesaggio della memoria capace di parlare a ogni generazione.<br />
La casa entrerà così a far parte del sistema dei “<strong>luoghi pavesiani</strong>“, insieme al museo, alla tomba dello scrittore e agli itinerari letterari del territorio.<br />
Negli anni la Fondazione Cesare Pavese ha svolto un ruolo determinante nella conservazione e nella diffusione dell’eredità culturale dello scrittore, promuovendo studi, incontri, mostre, premi letterari e iniziative dedicate alla conoscenza della sua opera. L’ingresso della casa natale all’interno di questo sistema rappresenta un tassello importante per completare un percorso culturale che unisce luoghi, paesaggi e memoria.<br />
L’iniziativa assume inoltre un significativo valore per l’intero territorio delle Langhe. Accanto alla fama internazionale conquistata grazie ai paesaggi vitivinicoli e alle eccellenze enogastronomiche, il patrimonio letterario di Cesare Pavese costituisce infatti un ulteriore elemento di attrazione culturale, capace di richiamare studiosi, studenti e appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero.<br />
Il futuro museo potrà contribuire a rendere ancora più forte questo legame tra cultura e territorio, offrendo ai visitatori un’esperienza che unisce storia, letteratura, paesaggio e identità locale.<br />
Si tratta di un intervento considerato di particolare rilievo culturale, perché consentirà di recuperare uno dei luoghi più rappresentativi della memoria di Pavese, nel comune che gli diede i natali e che ancora oggi custodisce gran parte della sua eredità letteraria.<br />
<strong>Dopo oltre un secolo di proprietà privata</strong>, la casa dove ebbe inizio la vita di Cesare Pavese si prepara così ad aprirsi alla collettività. La dimora che rappresenta le radici dello scrittore – che a <strong>soli 42 anni, mise fine al suo percorso terreno</strong> il 27 agosto del 1950, nella camera singola 346 dell’Hotel Roma Rocca Cavour di piazza Carlo Felice a Torino – non sarà soltanto un museo, ma un luogo destinato a custodire e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio umano e letterario di uno degli autori che più profondamente hanno raccontato il Novecento italiano. Mantenendo vivo quel dialogo tra uomo e paesaggio che continua ancora oggi a rendere attuale la sua opera.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>L&#8217;Aquila, la città che si rivela al mondo Intervista a Goffredo Palmerini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="646" height="335" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4353.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4353.png 646w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4353-300x156.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4353-585x303.png 585w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p>di Stefania Del Monte *   L’Aquila è la Capitale Italiana della Cultura per il 2026: un riconoscimento che restituisce pienamente alla città il ruolo che le appartiene per storia,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/26/laquila-la-citta-che-si-rivela-al-mondo-intervista-a-goffredo-palmerini/">L&#8217;Aquila, la città che si rivela al mondo Intervista a Goffredo Palmerini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s11"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <a href="https://www.ciaomag.com/home?author=5b323d13f950b7b7fc07247c"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Stefania Del Monte</span></span></a><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> *</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s12"> </span></p>
<p class="s16"><span class="s14">L’Aquila</span><span class="s15"> è la </span><a href="https://laquila2026.it/"><span class="s15">Capitale Italiana della Cultura</span></a><span class="s15"> per il 2026: un riconoscimento che restituisce pienamente alla città il ruolo che le appartiene per storia, patrimonio artistico, vitalità culturale e capacità di rinascita. Non si tratta soltanto di un titolo prestigioso ma della consacrazione di un percorso che affonda le radici in oltre sette secoli di storia.</span></p>
<p class="s16"><span class="s15"> </span><span class="s15">Custode di uno dei più importanti centri storici d’Italia, di straordinari monumenti, di una tradizione culturale viva e della </span><span class="s14">Perdonanza </span><span class="s14">Celestiniana</span><span class="s15">, patrimonio immateriale dell’UNESCO, L’Aquila si presenta oggi come un luogo in cui memoria e innovazione convivono armoniosamente. Una città che continua a produrre cultura, ricerca, arte e conoscenza.</span></p>
<p class="s16"><span class="s15"> </span><span class="s15">A raccontare il significato profondo di questo anno speciale è </span><span class="s14"><b>Goffredo Palmerini</b></span><span class="s15">, giornalista, scrittore ed ex vicesindaco dell’Aquila, da sempre tra i più autorevoli interpreti della storia e dell’identità aquilana. Attraverso il suo racconto emerge il volto autentico di una città che ha saputo trasformare le prove più difficili in occasioni di crescita e che oggi, da Capitale Italiana della Cultura, offre all&#8217;Italia e al mondo un messaggio di bellezza, resilienza, dialogo e speranza.</span></p>
<p class="s16"><span class="s14"><i>L&#8217;Aquila è stata nominata Capitale Italiana della Cultura 2026. Da aquilano e protagonista della vita amministrativa cittadina per quasi trent&#8217;anni, che significato attribuisce a questo riconoscimento?</i></span></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><span class="s19">L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 non è soltanto un titolo</span><span class="s19">,</span><span class="s19"> è uno specchio che finalmente restituisce al Paese l’immagine autentica di una città straordinaria. Da un lato, certifica la ricchezza del suo patrimonio artistico: un centro storico vastissimo, racchiuso da oltre sei chilometri di mura trecentesche, dove quasi duemila emergenze architettoniche e monumentali sono censite e protette dal Ministero. Dall’altro, riconosce la vitalità di una produzione culturale che, per qualità e densità, non ha paragoni in Italia in rapporto al numero degli abitanti.</span></p>
<p class="s16"><span class="s19"> </span><span class="s19">C’è però</span><span class="s19"> un significato più profondo</span><span class="s19">. Q</span><span class="s19">uesto riconoscimento premia una comunità che ha saputo resistere e rinascere dopo il terremoto del 6 aprile 2009. L’Aquila non è una città che si reinventa</span><span class="s19">. </span><span class="s19">È</span><span class="s19"> una città che si rivela. La sua storia lo dimostra. Fondata nel 1254 da una settantina di Castelli, ciascuno chiamato a edificare un quartiere “al massimo della bellezza”, nacque come progetto urbano armonico, non per aggregazioni casuali. Come ricorda Pierre </span><span class="s19">Lavedan</span><span class="s19">, nella storia dell’urbanesimo europeo non era mai accaduto nulla di simile. Solo San Pietroburgo nel 1703 e Brasilia nel</span><span class="s19">la seconda metà del</span><span class="s19"> Novecento avrebbero riproposto un’idea così visionaria. Questa è la prima, irripetibile modernità dell’Aquila.</span></p>
<p class="s16"><span class="s19"> </span><i>Lei ha raccontato L&#8217;Aquila in molti suoi libri. Quali caratteristiche rendono questa città unica nel panorama culturale italiano?</i></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><span class="s19">Per tre secoli L’Aquila fu una città di rango europeo</span><span class="s19">, </span><span class="s19">seconda città del Regno dopo Napoli, protagonista dei commerci della lana e dello zafferano, dotata di una </span><span class="s15">governance</span><span class="s19"> civile e politica originalissima. La </span><span class="s15">Civitas</span><span class="s15"> nova</span><span class="s19">e i Castelli fondatori erano legati da un sistema di diritti e doveri reciproci che anticipava forme di democrazia partecipata. Le cinque Arti, depositarie del potere cittadino, seppero valorizzare il privilegio di essere città di confine, conquistando un’autonomia che oggi definiremmo “avanzata”.</span> <span class="s19">La città aveva una sua “costituzione” negli Statuti, batteva moneta, godeva di un regime fiscale favorevole e, dal 1464, del diritto di istituire un’università. Era un luogo </span><span class="s19">aperto all’innovazione: nel 1482</span> <span class="s17">Adam</span><span class="s20">Burkardt</span> <span class="s19">di</span> <span class="s19">Rottw</span><span class="s19">e</span><span class="s19">il</span><span class="s19">, allievo di Gutenberg, vi fondò una </span><span class="s19">delle prime stamperie d’Italia</span><span class="s19"> (la terza, dopo quelle</span><a name="_GoBack"></a><span class="s19"> di Venezia nel 1469 e Foligno nel 1470)</span><span class="s19">. Una borghesia colta e illuminata completava il quadro di una città dinamica, moderna, sorprendentemente europea.<br />
</span><span class="s19">Poi vennero la </span><span class="s19">rivolta </span><span class="s19">del 1528 </span><span class="s19">contro i dominatori spagnoli, la repressione e la cesura tra città e contado</span><span class="s19">, cui seguì</span> <span class="s19">una </span><span class="s19">decadenza</span><span class="s19"> lunga oltre un secolo, anche per le conseguenze del devastante terremoto del 2 febbraio 1703</span><span class="s19">. Ma L’Aquila ha una caratteristica che la rende unica</span><span class="s19">,</span><span class="s19"> la capacità di risorgere. Dai terremoti, dalle guerre, dalle dittature. </span><span class="s19">Nel secondo dopoguerra, c</span><span class="s19">on </span><span class="s19">la libertà riconquistata e con </span><span class="s19">la Repubblica, </span><span class="s19">nascono la Società dei Concerti, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese con un’orchestra stabile, il Teatro Stabile dell’Aquila, poi d’Abruzzo, l’Università degli Studi, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di Musica, l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica”, l’Accademia per le Arti e le Scienze dell’Immagine, il Teatro d’innovazione “L’Uovo”, infine il Gran Sasso Science </span><span class="s19">Institute</span><span class="s19">. </span><span class="s19">L’Aquila non distribuisce cultura</span><span class="s19">. L</span><span class="s19">a produce. La genera. La rinnova. E custodisce un patrimonio spirituale che non ha eguali: la Perdonanza </span><span class="s19">Celestiniana</span><span class="s19">, primo giubileo della cristianità (1294), oggi Patr</span><span class="s19">imonio UNESCO. Papa Francesco </span><span class="s19">ha definita </span><span class="s19">L’Aquila </span><span class="s19">«Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace». Non è un titolo del passato</span><span class="s19">,</span><span class="s19"> è un destino.</span></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><i>Da anni promuove l&#8217;immagine dell&#8217;Aquila presso le comunità italiane all&#8217;estero. Qual è oggi la percezione della città nel mondo?</i></p>
<p class="s18"><span class="s15"> </span><span class="s19">Dopo il sisma del 2009, L’Aquila è diventata una città universale. Il mondo l’ha conosciuta attraverso la sua tragedia, ma anche attraverso la dignità con cui ha saputo affrontarla. Le sue ferite, poi ricucite dalla ricostruzione, hanno fatto il giro del pianeta. E con esse la straordinaria solidarietà ricevuta da ogni parte d’Italia e del mondo.</span><span class="s19">Questo patrimonio morale è oggi una delle sue ricchezze più grandi</span><span class="s19">,</span><span class="s19"> un esempio di umanità che contrasta con un mondo segnato da guerre, violenze, tragedie civili. La Perdonanza, con il suo messaggio di pace e riconciliazione, è un ponte ideale tra L’Aquila e il mondo. Il titolo di Capitale della Cultura può amplificare questo messaggio, trasformandolo in un invito universale al dialogo</span><span class="s19"> e alla pace</span><span class="s19">.</span></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><i>Quali luoghi, eventi o simboli consiglierebbe a chi visiterà L’Aquila per la prima volta nel 2026?</i></p>
<p class="s18"><span class="s19"> </span><span class="s19">L’Aquila è un giacimento di bellezza diffusa. Nel solo centro storico si contano oltre settanta chiese, un centinaio di palazzi gentilizi, piazze, fontane, porte urbiche, scorci che sembrano usciti da un trattato di urbanistica rinascimentale.</span><span class="s19">L</span><span class="s19">uoghi simbolo </span><span class="s19">imprescindibili della città </span><span class="s19">sono</span><span class="s19"> la </span><span class="s19">Basilica di Santa</span></p>
<div id="attachment_125547" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125547" class="size-medium wp-image-125547" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4354-300x256.jpeg" alt="" width="300" height="256" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4354-300x256.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4354-768x654.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4354-585x498.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4354.jpeg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-125547" class="wp-caption-text">Basilica di Santa Maria di Collemaggio</p></div>
<p class="s18"><span class="s19">Maria di Collemaggio</span><span class="s19">, cuore spirituale della città e della Perdonanza</span><span class="s19">, che custodisce le spoglie di Celestino V; la </span><span class="s19">Basilica di San Bernardino</span><span class="s19">, con </span><span class="s19">lo splendido</span><span class="s19"> mausoleo rinascimentale</span><span class="s19">,</span> <span class="s19">che custodisce il corpo di San Bernardino da Siena, e la </span><span class="s15">Resurrezione</span><span class="s19">, </span><span class="s19">pala d’altare con le ceramiche di Andrea della Robbia;</span><span class="s19"> la </span><span class="s19">Fontana delle 99 Cannelle</span><span class="s19">, </span><span class="s19">edificata nel 1274, </span><span class="s19">enigma delle origini e simbolo identitario</span><span class="s19">;</span></p>
<div id="attachment_125548" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125548" class="wp-image-125548 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352-585x438.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4352.jpeg 1134w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-125548" class="wp-caption-text">Fontana delle 99 Cannelle</p></div>
<p class="s18"><span class="s19"> il </span><span class="s19">Castello cinquecentesco </span><span class="s19">con il </span><span class="s19">Museo Nazionale d’Abruzzo</span><span class="s19">, scrigno di collezioni e mostre</span><span class="s19"> d’arte; poi l</span><span class="s19">e piazze, le fontane, le porte della cinta muraria</span><span class="s19">, </span><span class="s19">e in ogni angolo dettagli intriganti e sorprese,</span><span class="s19"> una storia </span><span class="s19">tutta </span><span class="s19">da raccontare.</span><span class="s19">L’Aquila è una città che non si visita</span><span class="s19">,</span><span class="s19"> si attraversa. E ogni attraversamento è una scoperta.</span></p>
<div id="attachment_125551" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125551" class="size-medium wp-image-125551" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4355-300x171.jpeg" alt="" width="300" height="171" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4355-300x171.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4355-585x334.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4355.jpeg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-125551" class="wp-caption-text">Forte Spagnolo</p></div>
<p class="s18"><span class="s19"><br />
</span><i>Quando e come è nata la sua vocazione alla scrittura?</i></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><span class="s19">La scrittura è nata come un’estensione naturale del mio impegno civile. Dopo quasi trent’anni nelle istituzioni cittadine, nel 2007 ho scelto di dedicarmi al giornalismo internazionale e alla produzione letteraria. Era un modo diverso di servire la mia città, l’Abruzzo, l’Italia.</span> <span class="s19">Raccontare l’Italia meno conosciuta – quella dei borghi, delle province, delle eccellenze nascoste – è diventato un modo per colmare un vuoto comunicativo evidente. All’estero i pacchetti turistici si concentrano sulle solite mete. Ma l’Italia profonda custodisce meraviglie che meritano di essere scoperte. La scrittura odeporica è per me un atto di restituzione: informare, incuriosire, far nascere </span><span class="s19">il </span><span class="s19">desiderio di conoscenza.</span></p>
<p class="s18"><span class="s14"><i>Da cosa nasce il suo interesse per l’emigrazione italiana?</i></span></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><span class="s19">Nasce dall’incontro diretto con le nostre comunità all’estero, durante gli otto anni nel Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo. Da lì si è aperto un mondo: quello degli 80 milioni di oriundi italiani, una “seconda Italia” che vive fuori dai confini ma custodisce la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra memoria.</span> <span class="s19">Le visite sono diventate racconti, articoli, libri. Una circolarità di informazioni che ha arricchito la mia comprensione del fenomeno migratorio italiano, una delle più grandi diaspore dell’umanità.</span><span class="s19"> Una conoscenza che non tengo gelosa, ma che volentieri metto a disposizione di tutti attraverso la mia attività perché diventi consapevolezza </span><span class="s19">comune.</span></p>
<p class="s18"><span class="s19"> </span><i>Quale immagine dell’Italia ha trovato più viva tra gli emigrati e i loro discendenti?</i></p>
<p class="s18"><span class="s19"> </span><span class="s19">Gli italiani all’estero amano l’Italia più di noi che viviamo entro i confini. Ne offrono un’immagine seria, affidabile, laboriosa. Sono i migliori ambasciatori del Paese. Hanno conquistato rispetto </span><span class="s19">e stima </span><span class="s19">con il lavoro, l’ingegno, la creatività.</span> <span class="s19">Eppure in Italia persistono stereotipi che impediscono di valorizzare questa risorsa straordinaria. Le generazioni successive </span><span class="s19">alla prima emigrazione </span><span class="s19">hanno raggiunto risultati eccellenti in ogni campo: economia, ricerca, cultura, università, politica. Hanno saputo affermarsi e aggiungere quel </span><span class="s15">quid </span><span class="s19">tutto italiano: la capacità di creare relazioni, di costruire legami, di portare creatività</span><span class="s19">, stile e modo di vivere</span><span class="s19"> ovunque.</span></p>
<p class="s18"><span class="s19"> </span><i>Come interpreta i cambiamenti che stanno interessando l’Italia e le nuove forme di mobilità giovanile?</i></p>
<p class="s18"><span class="s17"> </span><span class="s19">L’Italia vive un momento difficile, soprattutto per i giovani. La mancanza di riforme strutturali </span><span class="s19">nell’economia </span><span class="s19">e </span><span class="s19">nel</span><span class="s19">l’</span><span class="s19">organizzazione statuale, l’</span><span class="s19">innovazione industriale </span><span class="s19">e nei servizi </span><span class="s19">in ritardo</span><span class="s19">, stanno generando da quasi 20 anni a questa parte</span><span class="s19"> una nuova emigrazione: fino a 150mila espatri l’anno. È un’emigrazione diversa da quella storica</span><span class="s19">. È</span><span class="s19">un’emigrazione di competenze, di intelligenze, di capitale umano qualificato.</span> <span class="s19">Molti giovani, pur diplomati o laureati, non trovano lavoro adeguato o retribuzioni dignitose. All’estero le opportunità sono migliori e più meritocratiche. Servono politiche strutturali, non episodiche, per invertire la tendenza.</span><span class="s19"> Concludendo, </span><span class="s19">abbiamo il dovere morale di conoscere e far conoscere la storia della nostra emigrazione. Un rapporto nuovo e maturo tra le due </span><span class="s19">Italie</span><span class="s19"> – dentro e fuori i confini – potrebbe generare opportunità straordinarie. Se l’Italia sapesse valorizzare gli 80 milioni di oriundi, potrebbe contare su una comunità di 140 milioni di persone unite dalla lingua, dalla cultura, dall’identità. Sarebbe una forza culturale, economica e perfino politica di portata globale.</span></p>
<p class="s16"><span class="s19"> </span></p>
<p class="s22"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">***</span></span></p>
<p class="s18"><img decoding="async" class="s23" 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/><a href="https://www.ciaomag.com/home?author=5b323d13f950b7b7fc07247c"><span class="s24"><span class="bumpedFont17">Stefania Del Monte</span></span></a></p>
<p class="s16"><span class="s25"><span class="bumpedFont17">Giornalista e scrittrice, è esperta di comunicazione e autrice di pubblicazioni in italiano, inglese e spagnolo. Da molti anni promuove attivamente l’Italia nel mondo attraverso una fitta rete di relazioni internazionali. È stata consigliere dell’Associazione Donne Italiane di Hong Kong, co-fondatrice e responsabile della comunicazione per l’</span></span><span class="s25"><span class="bumpedFont17">Italian</span></span> <span class="s25"><span class="bumpedFont17">British</span></span><span class="s25"><span class="bumpedFont17">Association</span></span><span class="s25"><span class="bumpedFont17">, co-fondatrice e direttore di Ciao Praga e responsabile globale delle Pubbliche Relazioni per l’A.I.M. &#8211; Associazione per l’Italia nel Mondo. Ha, inoltre, ricoperto incarichi per l’Università di Cambridge, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, la Banca Mondiale, l’Iniziativa Centro Europea, BP, ENI, AGIP e Alitalia. Attualmente è Direttore di Ciao Magazine e della casa editrice Ciao Publishing (CP Cambridge).</span></span></p>
<p class="s16"><span class="s9"> </span></p>
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		<title>Il Castello Angioino di Gaeta si trasforma in spazio d’arte con “Crossing Shift”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 11:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1723" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-scaled.jpeg 1723w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-202x300.jpeg 202w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-689x1024.jpeg 689w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-768x1141.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-1920x2853.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-1170x1739.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4341-585x869.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1723px) 100vw, 1723px" /></p>
<p>Dal 10 al 26 luglio Eduardo Paolozzi in dialogo con  Gian Mario Conti, Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt danno vita a un progetto espositivo che unisce patrimonio storico, ricerca contemporanea&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Dal 10 al 26 luglio Eduardo Paolozzi in dialogo con  Gian Mario Conti, Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt danno vita a un progetto espositivo che unisce patrimonio storico, ricerca contemporanea e riflessione sulla libertà.</em></strong></p>
<p class="s6"><strong><em><span class="s2">A </span></em></strong><strong><em><span class="s2">cura di </span><span class="s2">Gina Ingrassia e </span><span class="s2">Deirdre M</span><span class="s2">a</span><span class="s2">cKenna</span></em></strong></p>
<p class="s9"><span class="s7">Dal 10 al 2</span><span class="s7">6</span><span class="s7"> luglio 2026, </span><span class="s7">presso il</span><span class="s7"> <b>Castello Angioino di Gaeta</b></span><span class="s7">, </span><span class="s7">prestigiosa </span><span class="s7">sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale,</span> <span class="s7">si </span><span class="s7">terrà</span> <span class="s7">la mostra </span><span class="s7">collettiva </span><b><span class="s8">Crossin</span><span class="s8">g</span><span class="s8"> shift</span></b><span class="s8">,</span> <span class="s2">organizzata </span><span class="s7">e sostenuta </span><span class="s7">dall’<strong>Associazione </strong></span><span class="s2"><strong>Cultura è Libertà</strong>, con sede a Filignano, con il patrocinio dell’Ateneo di Cassino e la collaborazione </span><span class="s2">del Comune di Viticuso</span> <span class="s7">e del Museo Pop Art Paolozzi</span><span class="s7">. </span></p>
<p class="s9"><span class="s2">L’esposizione, curata da</span><strong><span class="s2"> Gina Ingrassia e Deirdre MacKenna</span></strong><span class="s2">, </span><span class="s7">mette in dialogo le opere di <b>Eduardo Paolozzi</b>, </span><span class="s2">tra i protagonisti della Pop Art britannica, con <strong>Gian Mario Conti, Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt</strong></span><span class="s2">.</span> <span class="s2">Quasi </span><span class="s2">cinquanta opere, quattro artisti e un luogo simbolo della storia italiana per un progetto espositivo</span> <span class="s10">site </span><span class="s10">specific</span><span class="s2"> che pone al centro </span><span class="s2">della riflessione </span><span class="s2">i temi della trasformazione, della memoria e della libertà.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2">L’iniziativa rientra nel più ampio quadro di azioni di </span><span class="s10">public engagement</span><span class="s2"> e </span><span class="s2">valorizzazione del patrimonio </span><span class="s2">culturale e </span><span class="s2">dei linguaggi dell’arte contemporanea</span><span class="s2"> promosse dalla Delega alla Diffusione della Cultura e della Conoscenza-SCIRE, rappresentata dalla Prof.ssa <strong>Ivana Bruno</strong></span><span class="s2">. Essa conferma</span><span class="s2"> il Castello Angioino quale </span><span class="s2">luogo privilegiato di produzione culturale, di dialogo interdisciplinare e di relazione tra </span><span class="s2">arte, ricerca e </span><span class="s2">comunità</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2">La mostra è </span><span class="s2">ospitata </span><span class="s2">nella </span><strong><span class="s2">Cappella</span></strong><span class="s2"><strong> San Teodoro</strong>, antica struttura del X secolo situata all&#8217;interno del complesso monumentale. Qui il dialogo tra architettura, memoria e arte contemporanea genera un percorso che invita il visitatore ad attraversare simbolicamente il passaggio dalla costrizione alla rinascita, dalla chiusura all&#8217;apertura, dalla memoria alla possibilità di un nuovo sguardo sul presente.</span></p>
<p class="s14"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Per decenni il Castello ha rappresentato uno spazio di reclusione e controllo; oggi, restituito alla collettività, si trasforma in luogo di incontro, conoscenza e libertà di espressione</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">n luogo dalla straordinaria stratificazione storica che, grazie a un percorso</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">di valorizzazione e di apertura alla collettività, è progressivamente divenuto</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">uno spazio accademico di incontro,</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">ricerca, produzione culturale e partecipazione</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, s</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">criv</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">e nel suo saluto in catalogo </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">arco dell’Isola</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s13"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">agnifico Rettore</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2">E</span><span class="s2">d è</span><span class="s2"> proprio questa metamorfosi a costituire il cuore del progetto curatoriale.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2">Figura centrale della mostra è <strong>Eduardo Paolozzi</strong>,</span></p>
<div id="attachment_125541" style="width: 219px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125541" class="size-medium wp-image-125541" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-209x300.jpeg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-209x300.jpeg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-715x1024.jpeg 715w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-768x1100.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-1920x2750.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-1170x1676.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-585x838.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4343-scaled.jpeg 1787w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /><p id="caption-attachment-125541" class="wp-caption-text">Eduardo Paolozzi- Wittgeinstein the soldier, 1964</p></div>
<p class="s9"><span class="s2">artista la cui vicenda personale risuona profondamente con</span><span class="s2"> il luogo e</span><span class="s2"> i temi affrontati dal progetto. Figlio di emigrati italiani in Scozia, durante la Seconda guerra mondiale subì l&#8217;esperienza dell&#8217;internamento. Nella sua opera il trauma della guerra, della perdita e dello sradicamento si traduce in una continua tensione tra frammentazione e ricostruzione, tra memoria e futuro.</span> <span class="s2">“</span><span class="s10">Nelle sue immagini e sculture, Paolozzi ci diceva </span><span class="s10">che il fascino della superficialità può mascherare e celare la follia </span><span class="s10">di un mondo</span> <span class="s10">plasmato da lavoro intenso, consumismo,</span> <span class="s10">mass media e conflitti</span><span class="s10">”</span><span class="s2">, scrive </span><span class="s4"><b>Deirdre MacKenna</b></span><span class="s15">,</span> <span class="s15">co-</span><span class="s15">curatric</span><span class="s15">e</span><span class="s15"> della </span><span class="s4">mostra.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2">Ed è proprio a questo che rivolge lo sguardo</span><span class="s2"> <b>Gian Mario Conti</b> sviluppa</span><span class="s2">ndo</span><span class="s2"> una riflessione sulla</span></p>
<div id="attachment_125540" style="width: 305px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125540" class="size-medium wp-image-125540" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-295x300.jpeg 295w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-1007x1024.jpeg 1007w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-768x781.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-1920x1953.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-1170x1190.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4346-585x595.jpeg 585w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /><p id="caption-attachment-125540" class="wp-caption-text">Gian Mario Conti- Attraversando il Bardo, 2019</p></div>
<p class="s9"><span class="s2">condizione dell&#8217;uomo contemporaneo, spesso intrappolato in dinamiche sociali, lavorative e psicologiche che limitano la libertà individuale</span><span class="s2"> e la autentica espressione di s</span><span class="s2">é</span><span class="s2">. Nelle sue opere emerge </span><span class="s2">però </span><span class="s2">potente</span><span class="s2"> la possibilità della trasformazione: il seme, la crescita e la rinascita diventano metafore di una riconquista dell&#8217;identità e del pensiero libero.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><b>Elaine Shemilt</b> affronta il tema della memoria</span></p>
<div id="attachment_125539" style="width: 252px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125539" class="size-medium wp-image-125539" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-242x300.jpeg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-242x300.jpeg 242w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-827x1024.jpeg 827w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-768x951.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-1920x2378.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-1170x1449.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4344-585x725.jpeg 585w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><p id="caption-attachment-125539" class="wp-caption-text">Elaine Shemilt, Cervaro 2015</p></div>
<p class="s9"><span class="s2">attraverso opere che custodiscono le tracce invisibili lasciate dalla storia sui corpi e sui luoghi. La sua ricerca restituisce voce a esperienze individuali e collettive spesso dimenticate, trasformando il ricordo in materia viva.</span></p>
<p class="s9"><span class="s2">Le sculture di <b>Roberto Franchitti</b> introducono infine il</span></p>
<div id="attachment_125538" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125538" class="size-medium wp-image-125538" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-683x1024.jpeg 683w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-768x1152.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-1920x2880.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-1170x1755.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-585x878.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4350-scaled.jpeg 1707w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-125538" class="wp-caption-text">Roberto Franchitti &#8211; Sannita, 2022</p></div>
<p class="s9"><span class="s2">tema della rigenerazione </span><span class="s2">attraverso l’espediente della</span><span class="s2"> materia. Attraverso materiali di recupero e forme simboliche, l&#8217;artista costruisce opere che raccontano la possibilità di una nuova vita, suggerendo una continuità ideale con la trasformazione stessa del Castello.</span></p>
<p class="s18"><span class="s2">Anche l’allestimento, </span><span class="s2">con strutture espositive in tubi zincati, contribuisce alla narrazione della mostra:</span> <span class="s2">“</span><span class="s16">concepite come parte integrante del progetto, </span><span class="s2">scrive, </span><span class="s17"><b>Gina Ingrassia</b></span> <span class="s17">co-</span><span class="s17">curatric</span><span class="s17">e </span><span class="s2">dell’esposizione</span><span class="s2">, </span><span class="s2">e</span><span class="s16">vocando l’immaginario della fabbrica e del cantiere,</span> <span class="s16">richiamano i temi del lavoro, dell’emigrazione, della modernizzazione e delle trasformazioni sociali del Novecento.</span></p>
<p class="s18"><span class="s16"> Inserite negli spazi del Castello Angioino-Aragonese, queste strutture instaurano un significativo dialogo tra la solidità della pietra medievale e l’essenzialità industriale del metallo, tra memoria, trasformazione e cambiamento.</span></p>
<p class="s18"><span class="s2">In quest’ottica, </span><span class="s16"><b>Crossing Shift</b></span><span class="s2"> non è soltanto una mostra d’arte contemporanea, ma un progetto che utilizza il linguaggio artistico per rileggere la storia di un luogo e interrogarne il significato nel presente. In un’epoca segnata da nuove forme di conflitto, isolamento e pressione sociale, il Castello Angioino diventa il simbolo di una possibile trasformazione: da luogo della reclusione a spazio aperto al dialogo, alla cultura e alla libertà.</span></p>
<p class="s18"><span class="s2">La mostra invita il pubblico a riflettere sul valore della memoria e sulla capacità dell’arte di generare nuove possibilità di comprensione, relazione e cambiamento. Una prospettiva che, nelle parole di </span><span class="s17"><b>Igor Todisco</b>, Vice Sindaco di Viticuso e </span><span class="s19">responsabile</span><span class="s17"> del Museo Pop Art Paolozzi</span><span class="s2">, dimostra “</span><span class="s16">che anche le storie nate ai margini possono contribuire, con forza e autonomia, alla costruzione di una visione condivisa del mondo</span><span class="s2">”.</span></p>
<p class="s18"><span class="s2">È proprio in questa capacità di creare connessioni che risiede, secondo </span><span class="s17"><b>Antonio Buono</b>, Presidente di Cultura è Libertà</span><span class="s2">, il valore più attuale dell’esperienza artistica: “</span><span class="s16">in un tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi e da relazioni spesso frammentate, l’arte continua a offrirci spazi di incontro autentico, capaci di favorire il confronto, la partecipazione e la condivisione”.</span></p>
<p class="s9">Photocover:Eduardo Paolozzi, “I was a rich man’ plaything- 1947</p>
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		<title>MODA IN LUCE 1955-1975:  ROMA FRA GLAMOUR E INNOVAZIONE INDUSTRIALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1033" height="1476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max.jpg 1033w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max-210x300.jpg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max-717x1024.jpg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max-768x1097.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/1033-1476-max-585x836.jpg 585w" sizes="(max-width: 1033px) 100vw, 1033px" /></p>
<p>Dal 26 giugno al 15 novembre 2026 presso i Musei Capitolini,  Centrale Montemartini un Viaggio dentro un mito: quando Roma divenne capitale mondiale della moda. Tra cinema, stile, immaginario, la mostra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/25/moda-in-luce-1955-1975-roma-fra-glamour-e-innovazione-industriale/">MODA IN LUCE 1955-1975:  ROMA FRA GLAMOUR E INNOVAZIONE INDUSTRIALE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<hr />
<p><em><strong>Dal 26 giugno al 15 novembre 2026 presso i Musei Capitolini,  Centrale Montemartini un Viaggio dentro un mito: quando Roma divenne capitale mondiale della moda. Tra cinema, stile, immaginario, la mostra fotografica e multimediale presentata da Archivio Luce Cinecittà: i grandi stilisti, i marchi immortali, i divi dello schermo e dell’haute couture. In 150 fotografie, filmati e abiti originali, un’esplosione di creatività che ancora oggi influenza il pianeta</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Roma, 25 giugno 2026</em> – L’età contemporanea ha reso possibile un’esperienza inedita per il pubblico: assistere alla nascita di nuovi miti. Una grande mostra a Roma offre ora l’occasione di rivivere uno di questi momenti in cui storia, documento e leggenda si uniscono: l’epoca in cui la Capitale d’Italia divenne la Capitale della moda e centro di riferimento per il cinema, la televisione e il gusto. È il racconto di come si è affermato in tutto il mondo un marchio originale e inimitabile che, da allora, porta il nome di “Made in Italy”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ospitata ai <strong>Musei Capitolini, Centrale Montemartini </strong><u>dal 26 giugno al 15 novembre 2026</u>,<strong> </strong>la mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali <strong><em>Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale</em></strong> fa rivivere una stagione di esplosione di idee, nomi, marchi, creatività, industria, un portato di beni materiali e immateriali, un “big bang” dell’immaginario della moda che riverbera ancora oggi il suo successo, il fascino, la magia delle sue forme. L’iniziativa, organizzata da <strong>Archivio Luce Cinecittà </strong>con il Ministero della Cultura<strong>, </strong>e curata da <strong>Fabiana Giacomotti</strong>, è promossa da<strong> Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</strong>. Servizi museali: <strong>Zètema Progetto Cultura</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra rappresenta il “secondo capitolo” dell’esposizione <em>Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy</em>, ospitata presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. <strong>La mostra romana, interamente nuova</strong> per opere, allestimento e temi, prosegue il racconto di un mito, nel passaggio alla sua consacrazione ed esplosione.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>IL CONTESTO</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia sta cambiando alla velocità della luce e sta entrando nel boom e nella modernità. Corre su nuove infrastrutture, autostrade, mezzi. Su professioni nuove, e nuovi abiti sociali. Due campi in particolare segnano visibilmente questo sisma storico: <strong>la moda e il cinema</strong>. Roma ne è il grande vivace contenitore e contenuto.</p>
<p style="font-weight: 400;">A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che, dopo l’epocale rivoluzione del Neorealismo italiano, si sta trasformando nella “Hollywood sul Tevere”: la città dove le major statunitensi e lo star system trovano la sede distaccata del sogno americano. Il risultato è prorompente: quella italiana diventerà la cinematografia con il maggior numero di premi Oscar vinti, dopo gli Stati Uniti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella moda avviene qualcosa di analogo. Un mondo di sartorie, di piccole botteghe, di atelier, che ha studiato alla scuola di Parigi e sui tavoli di ricamo e libri d’arte italiana, si trova proiettato sulla vetta di passerelle, riviste e clienti del mondo, in America, Europa, Russia, Giappone. L’haute couture dagli anni Cinquanta, e fino a noi, deve conoscere tra le sue lingue quella del Made in Italy.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da Roma, l’Italia riesce in due miracoli inattesi: dimostra che a Cinecittà si possono fare film come in America e che l’haute couture può sfilare per via Veneto. È un viaggio lungo, che l’esposizione alla Centrale Montemartini mostra al vivo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>LA MOSTRA</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Protagonista di <em>Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale<strong> </strong></em>è il patrimonio di memoria, fotografie, filmati dell’Archivio storico Luce. Fondamento della conoscenza del XX secolo italiano ed europeo, bene tutelato dell’Unesco, l’Archivio Luce rappresenta una ricchissima fonte di testimonianze sulla moda e lo spettacolo. Il Luce immortala la moda nel momento in cui Roma ne diventa riferimento, tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. Una stagione straordinaria in cui la sinergia tra moda, cinema, industria e creatività ha permesso all&#8217;Italia di esercitare un profondo influsso culturale a livello internazionale, ridefinendo i canoni del gusto e dello stile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>percorso espositivo </strong>immerge i visitatori dentro <strong>150 fotografie d’epoca</strong>, per la gran parte del Luce, <strong>cinque postazioni video</strong> con filmati spesso rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, <strong>oggetti, documenti, tessuti</strong> e <strong>27 abiti originali, e nella maggior parte inediti</strong>, creati da nomi leggendari<strong> </strong>come <strong>Valentino Garavani</strong>,<strong> Karl Lagerfeld per Fendi</strong>,<strong> Federico Forquet</strong>,<strong> Sorelle Fontana</strong>, <strong>Giovanna Caracciolo-Carosa</strong>,<strong> Valentina Visconti</strong>,<strong> Irene Galitzine</strong>, <strong>Fernanda Gattinoni</strong> e ancora<strong> Roberto Capucci</strong>,<strong> Maria Antonelli</strong>,<strong> Patrick de Barentzen</strong>,<strong> Renato Balestra</strong>,<strong> André Laug</strong>,<strong> Emilio Federico Schuberth</strong>,<strong> Gabriellasport</strong>,<strong> Antonio De Luca</strong>,<strong> Angelo Litrico</strong>,<strong> Domenico e Agostino Caraceni</strong>,<strong> Pino Lancetti</strong>,<strong> Laura Biagiotti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Opere d’arte di grande valore storico ed estetico, provenienti dagli archivi delle maison, incluse Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, sartorie cinematografiche storiche come Farani, musei quali il Boncompagni Ludovisi, da cui proviene anche un sontuoso completo da sera appartenuto a Franca Bettoja, che dialoga con capi coevi indossati da nomi quali Silvana Mangano, e ancora il CIAC-Centro internazionale Arti e Costume di Venezia. Rilevante il prestito della più importante collezione privata italiana, di proprietà di un protagonista del cinema italiano, <strong>Massimo Cantini Parrini</strong>, costumista di fama internazionale, più volte candidato al premio Oscar e vincitore di innumerevoli premi,<strong> </strong>che mostra l’estensione di un talento costruito sulla conoscenza profonda della storia dell’arte e del costume.</p>
<p style="font-weight: 400;">Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario Dalla Lana si conclude in una<strong> sala-biblioteca</strong> che presenta una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli archivi di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, oltre a volumi e riviste rare, di proprietà della curatrice, studiosa del costume e dell’editoria di moda dai suoi albori. Impreziosiscono il percorso inviti, memorabilia e un <em>album amicorum</em>, appartenuto ad Angelo Litrico, che include disegni e dediche dei più importanti sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella Parigini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un viaggio multimediale e fisico nell’immaginario, tra storia, stile, costume, società e sogno, una macchina del tempo che ci trasporta nel mito: quando Roma e l’Italia hanno spiegato al mondo come vestire, e come vivere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le immagini raccontano sfilate, atelier, reportages, interviste, jet-set, lavoro e glamour, artigianato e arte. A fianco, il cinema che fa di Roma un tempio, e fornisce alla moda sogno e corpi. Quelli di: <strong>Sophia Loren</strong>,<strong> Audrey Hepburn</strong>,<strong> Liz Taylor</strong>,<strong> Lucia Bosè</strong>,<strong> Kirk Douglas</strong>,<strong> Charlton Heston</strong>,<strong> Sean Connery</strong>,<strong> Elsa Martinelli</strong>,<strong> Anita Ekberg</strong>,<strong> Anna</strong></p>
<div id="attachment_125514" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125514" class="size-medium wp-image-125514" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/2300-2268-max-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /><p id="caption-attachment-125514" class="wp-caption-text">Anita Ekberg alla prima del film &#8216;La Dolce vita&#8217;, Roma, 1960</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Magnani</strong>,<strong> Ingrid Bergman</strong>,<strong> Gabriele Ferzetti</strong>,<strong> Rod Steiger</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Ci sono i momenti fondativi. <strong>La prima sfilata di Valentino</strong>, anno di grazia<strong> 1959</strong>. Il matrimonio di <strong>Tyrone Power e Linda Christian</strong>, del 1949, atto ufficiale di nascita della “dolce vita”, lei in abito Sorelle Fontana, lo sposo in Caraceni. <strong>Gattinoni reinventa lo stile impero</strong> per il film <em>Guerra e pace</em> con la musa perfetta <strong>Audrey Hepburn</strong>, e accoglie nel suo atelier perfino le due più grandi attrici del tempo (se non di sempre) in competizione drammatica per Roberto Rossellini: <strong>Anna Magnani e Ingrid Bergman</strong>. E fissa il corpo “a cuore” di Anita Ekberg, nella scena di seduzione più iconica della storia del cinema, <strong>il bagno nella Fontana di Trevi de <em>La dolce vita</em></strong>. Angelo <strong>Litrico</strong> veste la <strong>Guerra Fredda</strong>, creando gli abiti sia per Nikita Krusciov sia per Dwight Eisenhower. Federico Forquet dà al mondo l’abito toga e il <strong>pijama palazzo di Galitzine</strong>. <strong>Lucia Bosè</strong>, la Miss Italia che ha battuto sul podio “la Lollo” e Silvana Mangano, è la musa di Sarli, e incarna le inquietudini del capolavoro di Antonioni, <em>Cronaca di un amore</em> (per la critica, il primo film della modernità cinematografica), e le speranze de <em>Le ragazze di Piazza di Spagna</em>. Ci sono le grandi première cinematografiche, tra tutte al Fiamma <strong>la prima de <em>La dolce vita</em> di Fellini, 1960</strong>, da cui il paese si vide trasformato. Compaiono i “teddy boys”, prima crepa dell’insoddisfazione giovane che deflagrerà <strong>nel Sessantotto</strong>. Ma la moda italiana aveva già fatto la sua rivoluzione. Ha preso la sacralità dell’Alta Moda di Parigi, e l’ha portata a donne, e uomini, che stavano cambiando. Ha reso l’abito più mobile, dinamico, liberando il movimento dei corpi. Ha vestito persone che si aprivano al mondo, al lavoro, ad altre aspirazioni. Linee meno rigide, più fresche – ma perfette – significavano un <strong>nuovo accesso alla modernità</strong>. La donna, che fosse una regina Savoia o Windsor, diva dello schermo o futura aspirante professionista, non era più un quadro glorioso a due dimensioni, ma un corpo di fascino e pensiero. Così per l’uomo. L’Alta Moda restava alta, ma non più irraggiungibile, era un cielo cui a tutti, anche solo vedendolo in un film, era permesso aspirare.</p>
<p style="font-weight: 400;">E con intelligenza i grandi sarti, oramai divenuti per nome stilisti, accolsero anche <strong>la sfida del prêt-à-porter</strong>, di una moda che vada incontro al giorno, al quotidiano, che contempla il pratico senza perdere lo stile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sullo sfondo, ma protagonista sempre, Roma e i suoi luoghi. La città eterna che sa adattarsi al tempo. Ogni luogo diventa passerella, scena per geometrie nuove su spazi antichi come il marmo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo scenario già molto ricco, due aree tematiche presentano approfondimenti particolari. La storia della<strong> Snia-Viscosa</strong>, epopea romana del tessuto artificiale. Storia industriale, di fabbriche, chimica, lavoratrici, che nella mostra vive di <strong>documenti d’archivio rari</strong>, uno spaccato di rilevanza sociale e politica.</p>
<p style="font-weight: 400;">La seconda approfondisce la figura di <strong>Palma Bucarelli</strong>, storica critica e direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che tesse un nesso strettissimo tra moda e arte, incarnando un modello insuperabile di eleganza, stile e rigore intellettuale.</p>
<div id="attachment_125515" style="width: 306px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125515" class="wp-image-125515 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/2300-2333-max-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /><p id="caption-attachment-125515" class="wp-caption-text">Valentino Garavani con una modella nel backstage della sua prima sfilata</p></div>
<p style="font-weight: 400;">E arte sono questi abiti. Da un capo imperdibile come <strong>l’abito Fiesta di Valentino</strong>, dalla sua prima sfilata del 1959, il modello 77 che <strong>per la prima volta sfoggiò il rosso</strong> divenuto bandiera dell’imperatore della moda. O <strong>il pijama palazzo di Galitzine</strong>, del 1963, segno indelebile di cinema indosso a Claudia Cardinale ne <em>La pantera rosa</em> di Blake Edwards. Ancora di Galitzine la avveniristica <strong>tuta di tessuto spalmato effetto pelle presentata a Capri</strong> nel 1967, o l’abito da cocktail del 1953 delle Sorelle Fontana. L’iconico abito corto <strong>di Andrè Laug del 1968</strong> e, sempre del 1968, quello da sera di <strong>Capucci</strong>, arte da portare come tante sue creazioni. Il genio di<strong> Karl Lagerfeld</strong> nel completo soprabito e gonna per Fendi del 1973. <strong>L’abito da sera dipinto di Schuberth del 1952</strong> di floreale compostezza, e quello scenografico di <strong>Lancetti </strong>del 1975, mentre <strong>Litrico e Caraceni</strong> fissano per l’uomo un segno che a settant’anni di distanza fa ancora scuola e nessuna piega.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un movimento di idee e di puro artigianato che si racconta sia a chi ha vissuto quell’epoca, sia agli appassionati di moda, design e storia del gusto. Ma la mostra si rivolge anche, e soprattutto, alle nuove generazioni che guardano con interesse alle tendenze contemporanee e alle nuove professioni del fashion, dal design alla consulenza d’immagine. È a loro che parla questa storia della moda a Roma. Una straordinaria eredità creativa che continua a influenzare il gusto e le passerelle contemporanee, dimostrando l’assoluta attualità di una stagione che non ha mai smesso di ispirare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accompagna <em>Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale</em> il catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.</p>
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		<title>Demisessualità: Un’Esplorazione Filosofica Sethiana dell’Attrazione Emotiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2235" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-300x262.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-1024x894.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-768x671.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-1920x1676.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-1170x1021.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4336-585x511.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La riflessione del Prof . Krishan Chand Sethi sulla demisessualità letta attraverso la Filosofia Sethiana, che pone al centro il legame emotivo. Un’analisi che esplora il rapporto tra attrazione, intimità&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/25/demisessualita-unesplorazione-filosofica-sethiana-dellattrazione-emotiva/">Demisessualità: Un’Esplorazione Filosofica Sethiana dell’Attrazione Emotiva</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p dir="auto"><b><br />
di Krishan Chand SETHI</b></p>
<p dir="auto">Gli esseri umani sono spesso descritti come animali sociali, emotivi e razionali. Tuttavia, in queste descrizioni esiste una realtà più profonda rispetto alla semplice nozione di “connessione”; siamo creature della connessione. Numerosi filosofi, psicologi, poeti e pensatori spirituali hanno cercato di comprendere le forze enigmatiche che attraggono un essere umano verso un altro. La bellezza fisica, gli impulsi biologici e i fattori sociali sono stati indicati come basi dell’attrazione, ma l’esperienza umana suggerisce qualcosa di diverso: l’attrazione è molto più complessa. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel mondo contemporaneo, diverse identità e orientamenti sessuali sono emersi all’attenzione pubblica e possono stimolare profonde riflessioni, tra cui la demisessualità. Essa sfida le concezioni convenzionali dell’attrazione e offre una nuova prospettiva su emozioni, intimità e desiderio. Dal punto di vista della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Filosofia Sethiana</b>, la demisessualità non è soltanto un orientamento sessuale; è anche un segno di una più profonda umanità, una comprensione secondo cui la vera attrazione non risiede semplicemente negli occhi, ma nella mente e nell’anima.</span></p>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La visione Sethiana dell’attrazione umana</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Secondo la Filosofia Sethiana, l’attrazione umana si manifesta attraverso diversi “livelli”. Il primo è l’attrazione sensoriale, che coinvolge la vista, l’udito, il tatto e la percezione dei gesti e della presenza fisica di una persona. Il secondo livello è l’attrazione intellettuale, nella quale idee, pensieri e conversazioni generano ammirazione. Il terzo livello è l’attrazione emotiva, attraverso cui fiducia, empatia e comprensione danno vita a relazioni significative. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oltre questi livelli vi è l’attrazione esistenziale, una profonda sintonia di valori, scopi e visione del mondo tra due individui. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molto spesso la società moderna concentra la propria attenzione sul primo livello. Pubblicità, cinema, social media e cultura popolare ci trasmettono continuamente il messaggio che l’attrazione fisica sia l’elemento più importante. Tuttavia, per molte persone, l’attrazione si manifesta in modo diverso. Il desiderio nasce dal loro mondo emotivo e intellettuale, che diventa la porta attraverso cui l’attrazione prende forma. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno degli orientamenti che meglio rappresentano questa realtà è la </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">demisessualità</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una persona demisessuale generalmente non prova attrazione semplicemente sulla base dell’aspetto fisico. L’attrazione non si fonda principalmente sull’apparenza esteriore, ma nasce dal legame emotivo.  L’attrazione sessuale può emergere soltanto dopo la formazione di un rapporto significativo. Nella comprensione Sethiana, la comprensione precede il desiderio; il linguaggio dell’anima precede quello del corpo.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Che cos’è la demisessualità?</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>La demisessualità è un orientamento sessuale nel quale una persona prova attrazione sessuale verso un’altra soltanto dopo aver sviluppato un legame emotivo con essa. Questo legame può fondarsi sulla fiducia, sulla vulnerabilità condivisa, sulla comprensione reciproca e sulle esperienze vissute insieme. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Essere demisessuali non significa non apprezzare la bellezza o la compagnia degli altri. Non significa nemmeno rifiutare l’intimità. Significa semplicemente che il percorso verso l’attrazione segue una strada diversa rispetto a quella comunemente considerata “normale”. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molte persone possono sperimentare prima l’attrazione fisica e successivamente sviluppare un coinvolgimento emotivo. I demisessuali, invece, tendono a vivere il processo inverso: prima nasce il legame emotivo e poi, eventualmente, l’attrazione sessuale. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa distinzione è importante perché evidenzia la diversità dell’esperienza umana. L’attrazione non è un fenomeno uniforme né un processo costante. Gli esseri umani non sono macchine programmate per reagire allo stesso modo agli stimoli. Siamo esseri emotivi, coscienti, portatori di memoria e valori, modellati dalle nostre percezioni.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oltre la Biologia</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Pur riconoscendo le basi biologiche della sessualità, la Filosofia Sethiana non considera la biologia l’unico fondamento dell’attrazione umana. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli esseri umani attribuiscono significati alle proprie esperienze, distinguendosi così dalle altre creature. Non ci limitiamo a reagire: interpretiamo. Non ci limitiamo a desiderare: comprendiamo. L’attrazione, quindi, diventa qualcosa di più di un semplice impulso biologico. Si trasforma in una connessione tra corpo, mente e coscienza. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La demisessualità rappresenta magnificamente questa realtà. Essa mostra come l’attrazione possa nascere dalla connessione emotiva piuttosto che dalla risposta fisica immediata. Suggerisce che il desiderio non si costruisce attraverso l’apparenza istantanea, ma attraverso la comprensione reciproca. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In un mondo dominato dalla velocità e dall’immediatezza, la demisessualità ci ricorda che alcune delle esperienze più significative richiedono tempo.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Risonanza emotiva: la Filosofia della connessione profonda</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Uno dei concetti fondamentali della Filosofia Sethiana è quello di “risonanza emotiva”. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La risonanza emotiva si verifica quando due persone si connettono a un livello che supera la normale interazione. È la sensazione di essere compresi, rispettati, valorizzati e di sentirsi emotivamente al sicuro. È l’accettazione dell’altro non soltanto come corpo, ma come essere vivente dotato di sogni, paure, speranze e vulnerabilità. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per molte persone demisessuali, la risonanza emotiva costituisce il fondamento dell’attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non si tratta di un’attrazione legata alla bellezza del volto o all’appeal del corpo. Essa nasce dalla vita interiore dell’altra persona, che acquisisce significato. La fiducia genera conforto. La comprensione genera ammirazione. La connessione emotiva genera attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questo ci ricorda che molta della bellezza presente nel mondo non si scopre semplicemente guardando; talvolta si scopre entrando in relazione.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La differenza tra vedere e conoscere</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Nella cultura moderna, il vedere viene spesso equiparato all’attrazione. Siamo incoraggiati a formulare giudizi sulla base delle impressioni visive. Tuttavia, nella Filosofia Sethiana esiste una distinzione fondamentale tra vedere e conoscere. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vedere una persona significa osservare il suo aspetto esteriore. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Conoscere una persona significa comprendere ciò che vive nella sua mente e nel suo cuore. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La demisessualità pone l’accento sulla conoscenza dell’altro prima del desiderio sessuale. Essa rappresenta il passaggio dalla percezione superficiale alla comprensione profonda. In questo senso, l’attrazione può essere interpretata come apprezzamento piuttosto che come possesso. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una persona può apparire ordinaria esteriormente e tuttavia essere straordinariamente bella interiormente grazie alla sua gentilezza, intelligenza, umorismo, integrità e compassione. Questa trasformazione dimostra che l’attrazione non riguarda soltanto le caratteristiche fisiche, ma anche le esperienze emotive e mentali. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’esperienza demisessuale mostra che, talvolta, nella vita umana, la familiarità e la comprensione rendono le persone più belle.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le sfide in un mondo frenetico</b></div>
<div dir="auto">Pur essendo una realtà ricca e significativa, la demisessualità incontra diverse difficoltà nella società contemporanea. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il mondo delle relazioni moderne privilegia la rapidità. Prime impressioni, fotografie, brevi interazioni e giudizi immediati influenzano spesso le scelte romantiche. I social media incoraggiano valutazioni rapide e attrazioni istantanee. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questi contesti possono risultare poco accoglienti per le persone demisessuali. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Esse possono trovare difficile comprendere le aspettative sociali riguardo all’attrazione. Amici e conoscenti possono parlare di colpi di fulmine o di attrazioni fisiche immediate verso sconosciuti. Le applicazioni di incontri possono apparire superficiali poiché privilegiano l’immagine piuttosto che la connessione emotiva. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Di conseguenza, alcuni demisessuali trascorrono anni credendo erroneamente che ci sia qualcosa di sbagliato in loro. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana rifiuta completamente questa visione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La differenza non deve essere confusa con una mancanza. La diversità non è una debolezza della natura umana; è una delle sue più grandi ricchezze. La pluralità dei modi in cui nasce l’attrazione arricchisce la nostra comprensione dell’umanità.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Attrazione e intelligenza emotiva</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>La demisessualità evidenzia anche l’importanza dell’intelligenza emotiva. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni proprie e altrui. Essa comprende empatia, autoconsapevolezza, comunicazione efficace e sensibilità verso gli altri. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Queste qualità sono particolarmente apprezzate da molte persone demisessuali, poiché costituiscono spesso la base dei legami emotivi che generano attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal punto di vista Sethiano, l’intelligenza emotiva rappresenta una delle capacità umane più importanti. Essa permette di superare i giudizi superficiali e di entrare in relazione con gli altri a un livello più profondo. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le relazioni fondate sull’intelligenza emotiva tendono ad essere più resilienti, più profonde e più ricche di comprensione reciproca.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Idee errate sulla Demisessualità</b></div>
<div dir="auto">Con la crescente consapevolezza riguardo alla demisessualità, sono emersi anche numerosi fraintendimenti. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molti credono che la demisessualità descriva semplicemente ciò che tutte le persone vivono, poiché molti attribuiscono valore all’intimità emotiva. Tuttavia, apprezzare l’intimità emotiva non è la stessa cosa che averne bisogno come prerequisito dell’attrazione sessuale. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Altri ritengono che la demisessualità sia semplicemente timidezza o ansia sociale. In realtà, queste riguardano il comportamento e la personalità, mentre la demisessualità riguarda il modo in cui si sviluppa l’attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alcuni interpretano la demisessualità come una scelta morale o culturale. In realtà non è né l’una né l’altra. È un orientamento naturale che riguarda il modo in cui emerge l’attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un altro equivoco consiste nel pensare che le persone demisessuali non abbiano desiderio sessuale. Questo è falso. Una volta creato un legame emotivo, l’attrazione e il desiderio possono essere intensi quanto quelli di chiunque altro. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questi malintesi derivano dall’idea che esista un unico modello universale di attrazione. La demisessualità dimostra invece che esistono molte strade diverse.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il significato nell’esperienza umana</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Uno dei contributi più importanti della demisessualità alle moderne discussioni sulla sessualità riguarda il concetto di significato. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana sostiene che gli esseri umani siano ricercatori di significato. Cerchiamo costantemente significato nelle nostre vite, nelle nostre relazioni, nelle nostre azioni e nella nostra identità. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo stesso vale per l’attrazione. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per alcune persone, l’attrazione sessuale acquista significato solo quando è collegata alla comprensione emotiva. Il desiderio non esiste separatamente dalla fiducia, dall’empatia e dalla connessione. Al contrario, questi elementi si intrecciano e si rafforzano reciprocamente. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La demisessualità ci mostra che l’attrazione può essere molto più significativa di una semplice risposta sessuale. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ci ricorda che le relazioni umane non sono soltanto eventi fisici, ma opportunità di crescita emotiva e psicologica.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Demisessualità e relazioni umane nel futuro</b></div>
<div dir="auto"><b> </b>Con la crescente consapevolezza della diversità delle relazioni e delle esperienze umane, la società potrebbe arrivare a riconsiderare profondamente il concetto stesso di relazione, includendo anche la demisessualità. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La sua accettazione può incoraggiare le persone a mettere in discussione le proprie idee sull’attrazione e sull’intimità. Ci ricorda che non esiste un unico modo corretto o sbagliato di vivere il desiderio. Favorisce il rispetto della diversità e una più ampia comprensione dei legami emotivi. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno dei suoi insegnamenti più preziosi è la pazienza. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La demisessualità insegna il valore di permettere alle relazioni di svilupparsi naturalmente in una cultura innamorata dell’immediatezza. Ci ricorda che le connessioni significative richiedono tempo, fiducia e comprensione.” </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le attrazioni più profonde non sempre nascono da una scintilla improvvisa. Possono iniziare con una conversazione, un’amicizia, una difficoltà condivisa o una fiducia costruita lentamente. Possono svilupparsi gradualmente, ma non per questo sono meno autentiche.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Conclusione</b></div>
<div dir="auto">Da una prospettiva Sethiana, la demisessualità è molto più di un semplice orientamento sessuale. È una testimonianza di una verità fondamentale dell’essere umano: per alcune persone, il senso di connessione precede l’attrazione. <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Essa mette in discussione l’idea che il desiderio debba necessariamente iniziare dall’aspetto fisico e mostra come la connessione emotiva possa costituire il fondamento dell’attrazione. Ci aiuta a comprendere che la bellezza non è semplicemente qualcosa da osservare, ma qualcosa da scoprire. Ci ricorda che la conoscenza può essere affascinante quanto l’apparenza e che la fiducia può essere seducente quanto la bellezza fisica. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In breve, la demisessualità arricchisce il mondo ampliando la nostra comprensione della natura umana e dei diversi modi in cui le persone sperimentano l’attrazione e costruiscono relazioni. Ci incoraggia ad andare oltre le spiegazioni semplicistiche e a riconoscere la complessità delle interazioni umane. </span></div>
<div dir="auto"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come afferma la Filosofia Sethiana: </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Per alcuni, l’attrazione non è il risultato del vedere, ma del comprendere. Il desiderio non nasce dall’apparenza, ma dalla connessione.” </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa è una delle verità più importanti dell’essere umano: l’amore può diventare l’attrazione più potente quando nasce dalla comprensione, si rafforza attraverso la fiducia e si approfondisce grazie all’intimità emotiva. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Qualunque cosa accada, non si dovrebbe mai perdere la fede nel Signore. Bisogna avere fiducia nel Signore in ogni circostanza.</span></div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dr. Sethi K.C. </b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Autore &#8211; <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ideatore della Filosofia Sethiana</span></b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Auckland, Nuova Zelanda (Camp)</b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Daman, India</b></div>
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<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">***</div>
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<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">English Version</div>
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<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Demisexuality: A Sethian Philosophical Exploration of Emotional Attraction.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Human beings  are often described as social, emotional and rational animals. But there is a deeper reality in these descriptions than there is in the notion of “connection”; we are creatures of connection. Numerous philosophers, psychologists, poets and spiritual thinkers have tried to figure out the enigmatic powers that draw one human being to another. Physical beauty, biological urges and social factors have been said to have been the bases of attraction, but human experience says otherwise, as attraction is much more complicated.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In today&#8217;s world, there are a number of sexualities that have come into the public eye which can be thought provoking, including demisexuality. It is counterintuitive to the idea of attraction and offers a new perspective on emotions, intimacy and desire. From the Sethian Philosophy perspective, demisexuality is not just a sexual orientation, it&#8217;s also a sign of a deeper human Godness, understanding that true attraction is not merely in the eyes but in the mind.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Sethian Attraction View of Human Attraction</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">According to Sethian Philosophy there are several “layers” to human attraction. The </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">first</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> one is sensory attraction, which involves looking at things, seeing them, hearing them, touching them and moving their body to focus on the look, sound, gesture, touch. The </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">second</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> level is an intellectual attraction, ideas, thoughts and conversations produce admiration. The </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">third</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> step is about emotional attraction, and it is through trust, empathy and understanding that meaningful relationships are formed. Existential attraction is beyond these, and is a deep value alignment, purpose and worldview connection between two people.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Very often the primary focus of modern society is on the first level. It&#8217;s a message that is continually ingrained in us through advertisements, movies, social media, and popular culture: Physical attraction is the most important thing. However, for many people, attraction manifests itself in another way. Desire is a result of their emotional and intellectual world, which becomes the gateways through which the desire is made visible.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">One of the most obvious sexual orientations is demisexuality.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">A demisexual person typically doesn&#8217;t get attracted to someone just based on looks. They usually don&#8217;t base their attraction on physical appearance.</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> Rather, it is created in the emotional bond.Sexual attraction only can be felt after you have formed a bond. But in Sethian understanding is sought before desire is sought after, in the words of the body.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">What Is Demisexuality?</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A sexual orientation where a person feels sexual attraction towards another person only after forming an emotional bond with them. This emotional bond may be a trust, a vulnerability, a mutual understanding and a sharing of experiences.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The mere fact that they are demisexual does not mean that they don&#8217;t value beauty or companionship. It does not mean that they don&#8217;t like intimacy. Instead, their path towards attraction is much different than what is commonly thought of as “normal.”</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Many people may start to feel attraction to another person and then proceed to emotional attraction. Demisexuals will typically feel emotional first and then become attracted to the person.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This distinction is important as it accentuates the diversity of human experience. Attraction is no more a constant as it is not a constant process. People are not robots that are programmed to react the same way to other stimuli. We are emotional, conscious, have memories and values and are shaped by our perceptions.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Beyond Biology:</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">While recognising the biological basis for sexuality, Sethian Philosophy does not believe that this is the only basis of human attraction.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Human beings can have meanings for what they have experienced that sets them apart from other creatures. We don&#8217;t just respond – we interpret! We don&#8217;t simply want but we know. Attraction turns into greater than a biological desire, therefore. It turns into a connection within the body, mind and consciousness.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This is a very nice depiction of this, in the form of demisexuality. It illustrates how to draw people in with an emotional connection rather than with the initial physical response. It implies that desire can not be produced with a quick fix of appearances but rather through comprehension.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Demisexuality is a perspective that reminds us in an ever &#8216;fast&#8217; and &#8216;immediacy&#8217; driven world that there are some things that take time in the human experience.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional Resonance: The Philosophy of Emotional Resonance.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">An important concept of Sethian Philosophy is the concept of emotional resonance.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional Resonance is when two people connect on a level that is beyond the normal level of interaction. The sense of being understood, respected, valued and being emotionally safe. It is the acceptance by another person not only as a body but as an animated body; a being with one&#8217;s own dreams, fears, hopes and vulnerabilities.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional resonance is a basis for attraction for many demisexual people.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">It is not an attraction that relates to the beauty of a face, or to the appeal of a body. Instead, it comes from the inner life of another person which becomes meaningful. Trust creates comfort. Understanding creates admiration. Females attract males by being physically intimate.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This is a reminder that there&#8217;s a lot of beauty in the world to be found here, but not all of it is found by looking; sometimes it&#8217;s found by connecting.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The difference between seeing and knowing is that one is a true experience while the other is merely a thought.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In modern culture seeing is equated with attraction. We are encouraged to make our judgements on visual impressions of attractiveness. However in Sethian Philosophy, there is a difference between seeing and knowing.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The act of seeing someone is to observe his or her outward appearance.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">When one knows a person, he knows what is in his mind.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Demisexuality is a focus on getting to know someone before wanting to have a sexual relationship with them. It marks a shift toward perceptions of the surface to deeper understanding. In this respect, the term “attraction” can be used in a more positive way, as it is to mean “appreciation” rather than “possession”.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A person can be normal on the outside, but extremely beautiful on the inside, through their kindness, intelligence, humor, integrity and/or compassion. This transformation is because attraction isn&#8217;t just about physical features, it&#8217;s additionally regarding emotional and mental encounters.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This demisexual experience shows that in the human experience, sometimes familiarity and understanding makes us beautiful.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">There will be some problems in a Fast-Paced World.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">While rich, demisexuality faces problems in today&#8217;s society.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In today&#8217;s relationship world, fast-dating is a top priority. Frequently, first impressions, pictures, interactions and instant judgments dictate romance options. Social media sites promote quick evaluation and instant allure.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Such places can be unwelcoming for demisexual people.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">They could have trouble grasping the expectations of society in terms of attraction. Friends can talk about their initial crushes or feelings of physical attraction to someone that they don&#8217;t know. Dating apps can seem superficial as they focus on looking good rather than on being in the emotional connection.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">For this reason, some demisexual people may be confused for years thinking that they&#8217;re doing something wrong.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This view is completely unacceptable to Sethian Philosophy.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Don&#8217;t confuse Difference with Deficiency. Diversity does NOT have to be a weakness in human nature, it is one of the greatest strengths. The variety of routes to attraction complements our knowledge of mankind.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Attraction &amp; Emotional Intelligence</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional intelligence is also emphasized, as is demisexuality.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional intelligence is the capacity to perceive, comprehend and control emotions in one&#8217;s own and others. It requires being able to empathize, to be self-aware, to communicate and to be sensitive to other people.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">These traits are highly appreciated by many demisexual people as they tend to be the basis of attraction through emotional bonds.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In the eyes of the Sethians, the ability to have emotional intelligence is one of human capacities that is very important. It enables people to get past the initial judgments and interact with others on a deeper level.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">EI-based relationships can be more resilient, have more depth, and more understanding between people.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Emotional intelligence can be applied to any relationship situation, but is particularly important in the experience of demisexuals.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Misconceptions About Demisexuality</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Since there&#8217;s been more awareness about demisexuality, there are some misconceptions that have arisen.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Many people think that demisexuality is synonymous with everyone because of the importance that others give to emotional intimacy. But it&#8217;s not the same to value emotional intimacy and be in need of it for attraction.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">However, others think that demisexuality is just shyness or social anxiety. However, these ideas relate to behaviour/personality and demisexual relates to attraction.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Some take the demisexuality attitude as a moral stance or cultural choice. Actually, it&#8217;s neither of these things. It&#8217;s a natural orientation that involves the way that attraction is developed.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Another thing that is misconceived about demisexual people is that they don&#8217;t have sexual desires. This is inaccurate. With emotional connections formed attraction and desire can be felt as profoundly as by anyone else.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The problem is that society assumes there is one universal pattern to attraction that it goes by, which can lead to these misconceptions. However, as is shown by demisexuality, there are several routes.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">How we are driven to make sense of the world around us.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">One of the biggest things that demisexuality brought to the modern times of sexuality conversations is that of meaning.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The Sethian Philosophy is that humans are nature seekers. We are always looking for meaning in our lives, in our relationships, our actions and our self.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This is true for attraction as well.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">People having sexual attraction can only mean something when it is related to emotional comprehension. Desire doesn&#8217;t stand alone with trust, empathy and connection. Rather, these elements mingle into each other.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Demisexuality helps to show that attraction can be more meaningful than sexual.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">As it reminds us, human relationships are more than just physical, but opportunities for emotional and psychological development.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Demisexuality and Human relationship in the Future</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">The greater awareness within society of the diversity of relationships and experiences may lead to a general reconsidering of relationships, which could include demisexuality.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Its acceptance can inspire people to challenge their notions of attraction and intimacy. It is a reminder to us that desire can be experienced in only one right or one wrong way. It fosters tolerance of diversity and further discussion of emotional bonding.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">One of the lessons it may have to offer is patience.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">“Demisexuality teaches the value of allowing relationships to develop naturally, in a culture that is deeply in love with immediacy. It&#8217;s a reminder to us that it takes time, trust and understanding to make meaningful connections.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">It isn&#8217;t only the things that come with a spark. They start with a talk, friendship, a common problem, or slowly find a level of trust. These attractions can develop gradually, but are not any much less real.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Conclusion</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A demisexual is a person whose sexual orientation from a Sethian perspective is more than just a sexual orientation. It&#8217;s a testament to a fundamental human fact: You must feel connected before you&#8217;re attracted.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">It questions the notion that wanting has to start with looks, and shows that emotional connection can be the foundation for attraction. It makes us recognise that there is no such thing as beauty that is out there waiting to be seen; beauty is found. It reminds us that knowledge is sometimes as tantalising as just looking and faith as alluring as looks.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In short, demisexuality makes the world a richer place as it contributes to the understanding of human nature which is one way that people feel attraction and connect in relationships. It encourages us to transcend the simplistic level of explanation and to value that human interaction is complex.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">With the eyes seeing, understanding unveils the soul, as Sethian Philosophy says, “For some, attraction is not the result of seeing, it is the result of understanding. Desire does not start with appearance, it starts with connection.”</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">This is one of the most important truths about being human: Love can be the most compelling attraction when it&#8217;s first experienced with understanding, then enhanced with trust, and finally deepened by emotional intimacy.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">No matter what happens, you should never lose faith in the Lord.Always have faith in the Lord, regardless of what happens.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Dr Sethi K.C.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Author,</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Conceiver of Sethian Philosophy </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Auckland,New Zealand(Camp)</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Daman,India.</span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Chi serve lo Stato non può essere dimenticato&#8221;: il tribunale di Siracusa condanna la Difesa e riconosce vittima del dovere il sottufficiale di Augusta Salvatore Legnosecco</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/25/chi-serve-lo-stato-non-puo-essere-dimenticato-il-tribunale-di-siracusa-condanna-la-difesa-e-riconosce-vittima-del-dovere-il-sottufficiale-di-augusta-salvatore-legnosecco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chi-serve-lo-stato-non-puo-essere-dimenticato-il-tribunale-di-siracusa-condanna-la-difesa-e-riconosce-vittima-del-dovere-il-sottufficiale-di-augusta-salvatore-legnosecco</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1232" height="912" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335.jpeg 1232w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-300x222.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-1024x758.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-768x569.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-1170x866.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-585x433.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></p>
<p>Il militare è morto a 61 anni per tumore polmonare dopo oltre quarant&#8217;anni di servizio. Alla famiglia 500mila euro   25 giugno 2026 – Per oltre quarant&#8217;anni ha servito lo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/25/chi-serve-lo-stato-non-puo-essere-dimenticato-il-tribunale-di-siracusa-condanna-la-difesa-e-riconosce-vittima-del-dovere-il-sottufficiale-di-augusta-salvatore-legnosecco/">&#8220;Chi serve lo Stato non può essere dimenticato&#8221;: il tribunale di Siracusa condanna la Difesa e riconosce vittima del dovere il sottufficiale di Augusta Salvatore Legnosecco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1232" height="912" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335.jpeg 1232w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-300x222.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-1024x758.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-768x569.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-1170x866.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4335-585x433.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></p><p style="font-weight: 400;"><em><strong>Il militare è morto a 61 anni per tumore polmonare dopo oltre quarant&#8217;anni di servizio. Alla famiglia 500mila euro</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">25 giugno 2026 – Per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">oltre quarant&#8217;anni ha servito lo Stato</strong>indossando la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">divisa della Marina Militare</strong>, trascorrendo gran parte della propria vita <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a bordo delle navi militari</strong>. Oggi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a sei anni dalla sua scomparsa</strong>, il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tribunale di Siracusa</strong> ha riconosciuto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Luogotenente di Augusta </strong>(Sr)<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, Salvatore Legnosecco</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">vittima del dovere</strong>, accogliendo la domanda presentata <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dalla moglie</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Assunta Restivo</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dai figli Vanessa e Antonino</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La sentenza, pronunciata <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">nonostante l&#8217;opposizione dell&#8217;Avvocatura dello Stato</strong>, riconosce che il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">tumore polmonare </strong>che ha causato il decesso del militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">è collegato all&#8217;esposizione professionale all&#8217;amianto</strong> subita durante il servizio e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dispone il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa</strong> sulle vittime del dovere, per un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">valore complessivo di circa 500mila euro</strong> tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">speciale elargizione</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">vitalizi arretrati</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Entrato in Marina nel 1975, Legnosecco ha prestato servizio fino al 2017. Per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ben 29 anni è stato imbarcato</strong> sulle unità navali della Marina Militare come elettricista e capo elettricista, operando quotidianamente in ambienti caratterizzati dalla presenza diffusa di amianto.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Si è spento il 7 febbraio 2020 all&#8217;età di 61 anni</span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, lasciando la moglie Assunta, oggi sessantottenne, e i due figli, che al momento della perdita del padre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">avevano rispettivamente 34 e 30 anni</strong>. Per la famiglia di Augusta sono stati <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">anni di dolore e di battaglia giudiziaria</strong> per ottenere il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconoscimento di una verità </strong>che oggi trova <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">conferma nelle aule di giustizia</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Particolarmente significativo quanto accertato dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">consulente tecnico nominato dal Tribunale</strong>, secondo cui il militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">lavorava a stretto contatto con impianti e quadri elettrici contenenti amianto</strong> e trascorreva lunghi periodi a bordo di navi nelle quali sale macchine, tubazioni e sistemi di coibentazione erano ampiamente realizzati con materiali contenenti fibre di asbesto. Un&#8217;esposizione prolungata e continua che il consulente ha definito idonea a causare il carcinoma polmonare che ne ha provocato la morte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La sentenza richiama inoltre un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">episodio emblematico</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">della sua carriera</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Durante</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">un incendio sviluppatosi</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a bordo della Nave Virgilio Fasan</strong>, Legnosecco <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riuscì a raggiungere la sala quadri</strong> e a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">disattivare gli impianti</strong> elettrici contribuendo in maniera determinante al controllo delle fiamme, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ricevendo per questo un encomio</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa sentenza restituisce dignità alla memoria di Salvatore e riconosce il dolore di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo oltre quarant&#8217;anni di servizio allo Stato</em>» dichiara l&#8217;Avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per troppo tempo il rischio amianto nelle Forze Armate è stato sottovalutato. Oggi il Tribunale ha accertato che quell&#8217;esposizione ha avuto un ruolo determinante nella malattia che lo ha ucciso. Nessun risarcimento potrà restituirlo ai suoi affetti, ma questo riconoscimento afferma un principio fondamentale: chi si ammala servendo il Paese non può essere dimenticato</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’ONA ribadisce la necessità di rafforzare le attività di censimento, bonifica e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro ancora contaminati, per evitare nuove esposizioni e nuove vittime, e offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1782460895660000&amp;usg=AOvVaw31iNFNdq___ewkgngvmBzu" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">www.osservatorioamianto.it</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>photocover: Salvatore Legnosecco con la moglie e i figli Vanessa e Antonino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/25/chi-serve-lo-stato-non-puo-essere-dimenticato-il-tribunale-di-siracusa-condanna-la-difesa-e-riconosce-vittima-del-dovere-il-sottufficiale-di-augusta-salvatore-legnosecco/">&#8220;Chi serve lo Stato non può essere dimenticato&#8221;: il tribunale di Siracusa condanna la Difesa e riconosce vittima del dovere il sottufficiale di Augusta Salvatore Legnosecco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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