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	<title>Lavoro Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>WELFARE AZIENDALE, INSODDISFAZIONE PER 9 PERSONE SU 10: LO SCARSO ENGAGEMENT PROVOCA PERDITE PER 10 TRILIONI DI DOLLARI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Con l&#8217;88% dei lavoratori e delle lavoratrici in Europa ormai distante dai valori aziendali (Gallup 2026), il benessere delle persone diventa l&#8217;unica vera leva per la competitività: nel 2025, il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/28de79ae-af7e-4b59-98f4-1a1650aec56d-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><em>Con l&#8217;88% dei lavoratori e delle lavoratrici in Europa ormai distante dai valori aziendali (Gallup 2026), il benessere delle persone diventa l&#8217;unica vera leva per la competitività: nel 2025, il coinvolgimento a livello globale è sceso al 20%, il livello più basso dal 2020, causando all&#8217;economia mondiale una perdita di produttività enorme. Grazie a Zeta Service e Satispay, la Puglia diventa protagonista dell&#8217;innovazione HR: il 23 aprile fa tappa a Bari la prima tappa del Roadshow dedicato a trasformare il welfare aziendale da semplice adempimento burocratico a strategia d’impatto. Ospite anche l’avvocata e attivista Cathy La Torre. “Va superata una visione meramente adempitiva. Gli strumenti vanno sfruttati</em></strong> <strong><em>come opportunità per garantire un reale benessere economico alle persone”, afferma Emanuela Molteni, Consulente del Lavoro di Zeta Service Lumina</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il rischio, oggi più che mai, è quello del cosiddetto <strong><em>carewashing</em></strong>: un profondo disallineamento tra la retorica aziendale sulle politiche di cura e benessere e la reale esperienza vissuta quotidianamente dalle persone. A confermare questa urgenza sono i dati internazionali: secondo il report <strong><em>State of the Global Workplace</em></strong> <strong><em>2026</em></strong> di <strong>Gallup</strong>, in <strong>Europa</strong> solo il 12% della forza lavoro si dichiara attivamente coinvolta e soddisfatta, lasciando un allarmante <strong>88% di lavoratori e lavoratrici</strong> in uno stato di disimpegno e malumore evidenti con un impatto diretto sul clima aziendale (15%) o di distacco e scarsa motivazione (73%). E, sempre secondo il report di Gallup, anche il trend dell’<strong><em>engagement</em></strong> sul posto di lavoro a livello globale è negativo registrando un <strong>calo dal 22% del 2022 al 20% del 2025</strong> causando all&#8217;economia mondiale una <strong>perdita di produttività</strong> stimata in <strong>10 trilioni di dollari</strong>. Per rispondere a questa emergenza e guidare le aziende verso un approccio più autentico, <strong><em>Zeta Service</em></strong>, realtà italiana leader in payroll e HR admin, consulenza HR, sviluppo organizzativo, <em>head hunting</em> e consulenza giuslavoristica insieme a <strong><em>Zeta Service Lumina</em></strong>, fa tappa a <strong>Bari</strong> il <strong>23 aprile</strong> presso l’<strong>Hotel The Nicolaus </strong>con il Roadshow dedicato all&#8217;evoluzione del welfare aziendale, realizzato<strong> in collaborazione con Satispay</strong>. L&#8217;evento è pensato per CEO, HR Director, Manager e Responsabili amministrativi che desiderano aggiornarsi sulle ultime novità e scoprire come costruire piani welfare efficaci e davvero utilizzati dalle persone.</p>
<p style="font-weight: 400;">All&#8217;incontro interverrà l’esperta <strong>Emanuela Molteni</strong>, <strong>Consulente del Lavoro di <em>Zeta Service Lumina</em></strong>, che analizzerà le ultime <strong>novità introdotte dalla Legge di Bilancio</strong>, con un focus operativo sui <strong>Flexbenefit</strong> e sul nuovo limite dei buoni pasto a 10 euro — leve sempre più strategiche per le aziende che vogliono ottimizzare il costo del lavoro e aumentare il potere d&#8217;acquisto dei propri collaboratori e delle proprie collaboratrici. “Per le imprese oggi &#8211; spiega Molteni &#8211; è fondamentale sviluppare una conoscenza approfondita delle normative sul welfare italiano, superando una visione meramente adempitiva. Comprendere e interpretare correttamente i cambiamenti consente infatti di trasformare i vincoli normativi in leve strategiche, capaci di rafforzare l’organizzazione, aumentare l’attrattività verso i talenti e sostenere una crescita duratura. In questa prospettiva, la normativa rappresenta un’opportunità concreta per evolvere le politiche HR e renderle più efficaci e integrate. Gli strumenti messi a disposizione non vanno letti come semplici agevolazioni, ma come elementi chiave per ottimizzare la gestione dei costi e migliorare il benessere economico delle persone”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;edizione barese segnerà un momento di riflessione profonda grazie anche al contributo dell’avvocata e attivista <strong>Cathy La Torre,</strong> dal titolo &#8220;<strong><em>Welfare come strumento di equità e inclusione: oltre il beneficio economico</em></strong><em>&#8220;</em>, un approfondimento necessario per comprendere come le imprese possano generare un impatto sociale positivo partendo dalla propria organizzazione interna. La sua partecipazione punta appunto a <strong>scardinare l’idea di welfare come mero adempimento</strong>, elevandolo a pilastro per la tutela dei diritti e la costruzione di ambienti di lavoro realmente inclusivi e paritari. In un contesto economico in rapida evoluzione, l’incontro si propone di dimostrare come il benessere dei collaboratori e delle collaboratrici sia la vera chiave per la competitività e la sostenibilità del territorio. A supportare il panel sul fronte dell&#8217;innovazione degli strumenti di erogazione e pagamento digitale sarà presente anche <strong>Michela Cosa</strong>, <strong>Welfare Corporate Regional Manager di Satispay</strong>, partner dell&#8217;iniziativa: “In soli due anni abbiamo dimostrato che fare welfare in modo diverso non solo è possibile, ma funziona: più semplice per le persone, più efficace per le aziende. La vera sfida oggi non è tecnologica, ma culturale: le imprese che stanno vincendo sono quelle che hanno smesso di considerare il welfare un obbligo contrattuale, facendolo diventare parte della propria strategia di crescita. Con la nostra doppia anima B2C e B2B, Satispay parla il linguaggio quotidiano dei lavoratori e delle lavoratrici, offrendo un&#8217;esperienza digitale e coerente con le loro abitudini”.</p>
<p>Per iscriversi e partecipare all’evento: https://www.zetaservice.com/eventi/roadshow-satispay-x-zeta-<br />
service-a-bari/.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>La sfida del lavoro giovanile: a Palermo i Salesiani rilanciano la Cittadella del sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadella del sociale]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sessant’anni di impegno educativo dell’Opera “Gesù Adolescente”: al Teatro Savio istituzioni, associazioni e Chiesa discutono di inclusione, disagio giovanile e accesso a percorsi formativi e occupazionali. Al centro il nuovo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/la-sfida-del-lavoro-giovanile-a-palermo-i-salesiani-rilanciano-la-cittadella-del-sociale/">La sfida del lavoro giovanile: a Palermo i Salesiani rilanciano la Cittadella del sociale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3357-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Sessant’anni di impegno educativo dell’Opera “Gesù Adolescente”: al Teatro Savio istituzioni, associazioni e Chiesa discutono di inclusione, disagio giovanile e accesso a percorsi formativi e occupazionali. Al centro il nuovo polo di servizi per adolescenti e famiglie</em></p>
<p><em>Maria Sole Stancampiano</em></p>
<p>A Palermo la sfida del disagio giovanile e dell’accompagnamento al lavoro torna al centro del dibattito pubblico. Al Teatro Savio, in occasione dei 60 anni dell’Opera salesiana “Gesù Adolescente”, una tavola rotonda ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della Chiesa per fare il punto su bisogni e strumenti di sostegno a ragazzi e famiglie, soprattutto nei contesti più fragili. L’incontro dal titolo: <em>Un sogno che continua</em>, è stato moderato dal giornalista ed ex allievo <strong>Valerio Martorana</strong>. Tra gli interventi quelli dell’arcivescovo di Palermo <strong>Corrado Lorefice</strong>, dell’ispettore dei Salesiani di Sicilia <strong>Domenico Saraniti</strong>, dell’assessore comunale alle Politiche sociali <strong>Mimma Calabrò</strong> e di <strong>Patrizia Di Dio</strong>, presidente di Confcommercio Palermo. Al centro del confronto il progetto della “Cittadella del sociale”, un nuovo polo pensato per rafforzare servizi, orientamento e percorsi formativi rivolti ai giovani.</p>
<p>Per l’ispettore dei Salesiani di Sicilia <strong>Domenico Saraniti</strong>, l’anniversario è soprattutto un’occasione per aggiornare le priorità educative alla realtà di oggi. “È un tempo per ricordare, ripensare e rilanciare con determinazione l’impegno educativo verso i giovani, soprattutto quelli che vivono situazioni di maggiore difficoltà”, ha affermato, ringraziando istituzioni e sostenitori. Saraniti ha ricordato i percorsi di apprendimento e di inserimento al lavoro promossi negli anni dall’Opera e ha indicato nella “Cittadella del sociale” uno snodo per costruire una rete più stabile di servizi e opportunità: “Educare significa ampliare le possibilità di vita, creare opportunità e offrire nuovi orizzonti di crescita”.</p>
<p>Nel suo intervento, l’arcivescovo <strong>Corrado Lorefice</strong> ha richiamato l’urgenza di una responsabilità collettiva verso gli adolescenti, soprattutto dove si sommano fragilità sociali e assenza di riferimenti educativi. “Partiamo dalle ferite reali della città”, ha detto, avvertendo del rischio che una cultura centrata su profitto e potere lasci indietro i più deboli. Il riferimento al cristianesimo di don Bosco, ha spiegato, è un invito a stare nei quartieri e nelle periferie con una presenza educativa continua: “Servono adulti capaci di guardare con responsabilità alla realtà e di offrire contesti educativi solidi”.</p>
<p>Sul fronte dell’inclusione lavorativa, <strong>Patrizia Di Dio</strong> (Confcommercio Palermo) ha sottolineato la necessità di collegare formazione e opportunità concrete, perché l’accesso a un’occupazione resta uno dei fattori decisivi per l’autonomia dei giovani. “Il valore dell’educazione non consiste soltanto nell’insegnare un mestiere, ma nel trasmettere il senso della responsabilità”, ha detto. Per Patrizia Di Dio è decisivo rafforzare il dialogo tra scuole, enti formativi e imprese, anche sostenendo percorsi di autoimprenditorialità.</p>
<p>L’anniversario dell’Opera “Gesù Adolescente” si è così trasformato in un punto di ripartenza: più coordinamento tra pubblico, privato, sociale e realtà educative, e più continuità nei percorsi per chi rischia di restare indietro. La “Cittadella del sociale” è il progetto indicato come risposta strutturale: un luogo in cui mettere insieme orientamento, accompagnamento e servizi, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle opportunità meno episodico e più vicino ai bisogni quotidiani di adolescenti e famiglie.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cassazione, svolta sull’amianto nell’Aeronautica Militare: ribaltata interpretazione della Difesa, diritti anche per due orfani di una vittima del dovere di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:32:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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<p>Riaperto il caso di un maresciallo morto per mesotelioma: una decisione che può cambiare il destino di centinaia di famiglie 9 aprile 2026 – Una decisione della Corte di Cassazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Riaperto il caso di un maresciallo morto per mesotelioma: una decisione che può cambiare il destino di centinaia di famiglie</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">9 aprile 2026 – Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">decisione della Corte di Cassazione</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riapre il caso degli orfani di una vittima del dovere esposta all’amianto</strong> e segna un passaggio rilevante nell’interpretazione dei diritti previdenziali dei familiari. Gli Ermellini <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno stabilito che i benefici previsti per le vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ribaltando l’interpretazione finora adottata dal Ministero della Difesa</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso riguarda un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">1° Maresciallo dell’Aeronautica Militare di Napoli</strong> che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per oltre 38 anni</strong> ha prestato servizio presso diverse basi dell’Aeronautica Militare – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Capodichino </strong>(Napoli), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pratica di Mare</strong> (Roma), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia del Colle</strong>(Bari) e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazzanise</strong> (Caserta) – svolgendo attività di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">manutenzione degli aeromobili esposto quotidianamente all’amianto</strong>. È <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">morto nel 2015 per mesotelioma</strong>, lasciando la moglie e due figli.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Solo nel 2021</strong> l’Aeronautica Militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha riconosciuto il militare come vittima del dovere</strong>, erogando le prestazioni alla vedova, poi scomparsa nel 2023 dopo anni di gravi sofferenze fisiche e psicologiche. Diversa, invece, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la posizione assunta</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nei confronti dei figli M.M. e M.M.</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">entrambi di Napoli</strong>, ai quali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il Ministero della Difesa ha negato il riconoscimento dei benefici</strong>, ritenendoli non superstiti in quanto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non fiscalmente a carico del padre al momento del decesso</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">scelta contestata dai due orfani</strong>, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno avviato un articolato contenzioso</strong>: da un lato le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">azioni risarcitorie per i danni subiti dal loro congiunto</strong>e per il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">danno da lutto</strong>; dall’altro la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">richiesta di accesso alle prestazioni previdenziali previste per le vittime del dovere</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ragioni che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno trovato ora pieno riconoscimento nella pronuncia della Corte di Cassazione</strong>, che con la sentenza pubblicata notificata due giorni fa, ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affermato un principio</strong> di diritto destinato a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">incidere su numerosi casi analoghi</strong>, e che rappresenta anche un importante riconoscimento dell’azione legale condotta dall’avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa decisione rappresenta un passaggio di grande rilievo</em> – dichiara – <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">perché riconosce un principio di diritto che amplia la tutela dei familiari, includendo anche gli orfani non a carico fiscale. Il giudizio dovrà essere riassunto davanti alla Corte d’Appello di Napoli, che dovrà attenersi ai principi stabiliti dalla Suprema Corte e pronunciarsi anche sugli arretrati maturati dal 2015. La richiesta economica è significativa: circa 150mila euro per ciascun orfano, per un importo complessivo di circa 300mila euro</em>”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il valore della decisione va oltre il singolo caso</strong>. La pronuncia interviene infatti su una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">questione che riguarda numerosi procedimenti analoghi</strong> e contribuisce a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ridefinire l’accesso ai benefici per i familiari delle vittime del dovere</strong>. E riporta al centro dell’attenzione anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il tema dell’esposizione all’amianto nell’Aeronautica Militare</strong>: un ambito <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">a lungo ritenuto marginale</strong>, ma che, alla luce delle evidenze emerse, si è rivelato invece <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">segnato da casi di malattia e decessi legati ai lunghi tempi di latenza delle patologie asbesto-correlate</strong>. Una decisione che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non riapre solo partite giudiziarie</strong>, ma soprattutto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">restituisce prospettive di riconoscimento e tutela a centinaia di famiglie</strong>ancora in attesa di giustizia.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer noreferrer noreferrer noreferrer noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1775823419369000&amp;usg=AOvVaw2XOpN9GcCdrTK8m5bPa2Eu" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
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		<title>Appello contro la delocalizzazione di funzioni strategiche per la ricerca clinica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/28/appello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=appello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 16:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA. delocalizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="487" height="245" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/deloca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/deloca.jpg 487w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/deloca-300x151.jpg 300w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></p>
<p>Le scriventi Rappresentanze Sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori delle sedi italiane di Syneos Health, Parexel, PPD-Thermo Fisher Scientific, ICON ed IQVIA intendono sottoporre all’attenzione dell’AIFA una situazione di crescente&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le scriventi Rappresentanze Sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori delle sedi italiane di Syneos Health, Parexel, PPD-Thermo Fisher Scientific, ICON ed IQVIA intendono sottoporre all’attenzione dell’AIFA una situazione di crescente e concreta criticità che sta interessando la ricerca clinica italiana ed europea.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-119372 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/aifa-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/aifa-300x202.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/aifa.jpg 521w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Negli ultimi anni si è consolidata, in tutte le aziende sopra menzionate, tra le principali CRO a livello globale, una tendenza strutturale alla delocalizzazione di ruoli professionali essenziali per l’avvio e la conduzione degli studi clinici, dall’Italia e da altri paesi dell’Unione Europea verso hub localizzati al di fuori dell’Unione Europea, in Paesi caratterizzati da minori costi e da livelli inferiori di tutela del lavoro.</p>
<p>Tale strategia ha causato l’apertura di procedure di licenziamento in Italia che hanno coinvolto decine di lavoratrici e lavoratori. Sebbene in alcuni casi si sia riusciti a ricollocare parte del personale all’interno delle stesse CRO, permane una criticità di fondo: la maggior parte delle nuove assunzioni viene effettuata presso gli hub extra-UE. Ne consegue che lo sviluppo, il mantenimento e il ricambio delle competenze specialistiche nel settore della ricerca clinica in Italia e in Europa risultano seriamente compromessi e destinati, in assenza di interventi correttivi, ad un progressivo depauperamento.</p>
<p>Il rischio appare ancor più rilevante se contestualizzato nell’attuale fase storica, in cui la Commissione Europea e la rete dei Capi delle Agenzie dei Medicinali (HMA) stanno promuovendo un rilancio della competitività europea in ambito biotecnologico e della ricerca clinica, anche attraverso iniziative quali il Biotech Act e il programma Fast-EU.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-162823 alignright" src="https://www.agenpress.it/wp-content/uploads/2026/03/MA.jpg" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" srcset="https://www.agenpress.it/wp-content/uploads/2026/03/MA.jpg 312w, https://www.agenpress.it/wp-content/uploads/2026/03/MA-300x156.jpg 300w" alt="MA" width="312" height="162" /></p>
<p>Risulta difficilmente sostenibile perseguire un rafforzamento degli studi clinici in Europa in assenza delle professionalità che, storicamente, hanno garantito la gestione operativa, regolatoria e scientifica degli studi stessi in ogni Paese europeo. Alla luce di quanto esposto, le scriventi chiedono che AIFA prenda formalmente atto della situazione descritta, valutando possibili soluzioni a livello nazionale, anche nell’attuale fase di revisione del Decreto Ministeriale sulle CRO, e si faccia altresì portavoce delle istanze rappresentate presso le competenti sedi europee.</p>
<p>Fonte: AgenPress</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F28%2Fappello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica%2F&amp;linkname=Appello%20contro%20la%20delocalizzazione%20di%20funzioni%20strategiche%20per%20la%20ricerca%20clinica" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F28%2Fappello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica%2F&#038;title=Appello%20contro%20la%20delocalizzazione%20di%20funzioni%20strategiche%20per%20la%20ricerca%20clinica" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/28/appello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica/" data-a2a-title="Appello contro la delocalizzazione di funzioni strategiche per la ricerca clinica"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/28/appello-contro-la-delocalizzazione-di-funzioni-strategiche-per-la-ricerca-clinica/">Appello contro la delocalizzazione di funzioni strategiche per la ricerca clinica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>AMIANTO IN MARINA MILITARE, CONDANNA DEL TRIBUNALE DI LECCE: LA DIFESA RISARCIRÀ CON 500MILA EURO LA FAMIGLIA DI UN MARESCIALLO TARANTINO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/amianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 11:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Nationale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1.jpeg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-300x276.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-768x707.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-585x539.jpeg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Riconosciuto  l’amianto come concausa determinante del carcinoma polmonare che ha portato al decesso un maresciallo tarantino della Marina Militare. L’Osservatorio Nazionale Amianto, per voce del suo presidente Avv. Ezio Bonanni,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/amianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino/">AMIANTO IN MARINA MILITARE, CONDANNA DEL TRIBUNALE DI LECCE: LA DIFESA RISARCIRÀ CON 500MILA EURO LA FAMIGLIA DI UN MARESCIALLO TARANTINO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1.jpeg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-300x276.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-768x707.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0131-1-585x539.jpeg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p><strong><i>Riconosciuto  l’amianto come concausa determinante del carcinoma polmonare che ha portato al decesso un maresciallo tarantino della Marina Militare.</i></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><i>L’Osservatorio Nazionale Amianto, per voce del suo presidente Avv. Ezio Bonanni, ha tuttavia annunciato appello sulla riduzione del 40% del risarcimento ai familiari perché la vittima era un fumatore, ritenuta ingiustificata alla luce della consolidata letteratura scientifica convalidata dalla Cassazione sul sinergismo tra amianto e fumo</i></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">22 dicembre 2025 &#8211;</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> Nuova e importante <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">condanna per il Ministero della Difesa</strong> sul fronte dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">amianto nelle Forze Armate</strong>. Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tribunale Civile di Lecce</strong> ha riconosciuto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diritto al risarcimento dei familiari di un maresciallo tarantino della Marina Militare</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">morto per carcinoma polmonare</strong>, stabilendo un indennizzo complessivo di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">circa 500mila euro</strong> per la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vedova e i figli</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">La Prima Sezione Civile ha accertato che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’esposizione all’amianto durante il servizio in Marina è stata concausa determinante della malattia</strong> che ha portato alla morte del militare, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">deceduto nel 2015 all’età di 65 anni.</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Servizio senza protezioni, amianto presente sulle navi </span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il maresciallo aveva prestato servizio nella Marina Militare dal 1969 al 1998, anni in cui <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’amianto era ampiamente presente su navi e infrastrutture militari</strong>, spesso <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">senza adeguate misure di protezione</strong>. Secondo il Tribunale, la presenza dell’amianto nei luoghi di lavoro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non è mai stata smentita e risulta anzi confermata da atti della stessa Amministrazione</strong>. Un’esposizione non occasionale che, secondo i giudici, consente di affermare il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nesso causale tra il servizio svolto e l’insorgenza del tumore</strong>, in assenza di fattori alternativi autonomamente sufficienti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">La consulenza medica: amianto e fumo, azione sinergica </span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Determinanti le conclusioni della consulenza medico-legale disposta dal Tribunale. I periti hanno accertato che il carcinoma polmonare è <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">causalmente riconducibile all’attività lavorativa</strong>, precisando che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’amianto e il fumo di sigaretta sono entrambi cancerogeni certi</strong> e che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la loro compresenza</strong>produce un’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">azione sinergica</strong>. La sentenza <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sottolinea inoltre che il militare aveva già sviluppato una patologia amianto-correlata</strong>, le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">placche pleuriche</strong>, rafforzando il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">legame tra esposizione professionale e malattia</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Risarcimento ridotto, ma battaglia ancora aperta </span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Pur riconoscendo la responsabilità del Ministero della Difesa, il Tribunale ha applicato una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riduzione del 40% del risarcimento</strong>per il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">concorso del fumo di sigaretta</strong>. «La riduzione del risarcimento operata dal Tribunale per il presunto concorso del fumo di sigaretta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non può essere condivisa e sarà oggetto di appello</strong>. La giurisprudenza più recente e la letteratura scientifica internazionale sono chiare nel riconoscere che, nei casi di esposizione professionale ad amianto, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il fumo non spezza il nesso causale</strong>, ma agisce in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sinergia moltiplicativa</strong> con le fibre asbestine, aumentando in modo esponenziale il rischio oncologico – rileva <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, Presidente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale della Famiglia, che evidenzia: “Attribuire una quota di responsabilità al comportamento personale del lavoratore, senza considerare che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il Ministero della Difesa non ha mai informato il militare del rischio sinergico tra amianto e fumo</strong>, significa spostare impropriamente l’onere della prevenzione dalla Pubblica Amministrazione alla vittima. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Cassazione ha più volte affermato</strong>che, in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">presenza di esposizione qualificata ad amianto</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la responsabilità datoriale non può essere ridotta automaticamente</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la presenza di abitudini tabagiche</strong>. In questi casi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il fumo rappresenta una concausa che non attenua la responsabilità del datore di lavoro</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Faremo appello</strong> perché riteniamo che la riduzione del 40% finisca per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">penalizzare ingiustamente i familiari di un servitore dello Stato</strong> che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha pagato con la vita l’esposizione a un agente altamente cancerogeno</strong>. La giustizia non può trasformare una vittima del dovere in corresponsabile del proprio destino.»</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">I risarcimenti alla famiglia </span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211;  I</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">l giudice ha liquidato: oltre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">100mila euro alla vedova, </strong>somme comprese tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">110mila e 115mila euro a ciascun figlio</strong>. A queste cifre si aggiungono rivalutazione monetaria, interessi e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">condanna del Ministero al pagamento delle spese legali e della consulenza tecnica</strong>, per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un importo complessivo che sfiora il mezzo milione di euro</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Una sentenza che pesa sul piano sociale </span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">La decisione del Tribunale di Lecce rappresenta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un nuovo tassello nella lunga battaglia per il riconoscimento dei diritti dei militari esposti all’amianto</strong>, confermando la responsabilità dello Stato nei confronti di chi ha servito il Paese senza adeguata tutela della salute. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’ONA offre assistenza legale e medica gratuita attraverso il numero verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">800 034 294</strong> e il sito </span><a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1766479083247000&amp;usg=AOvVaw0KI-RmSVHtAzaoEfS3Mm24"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</span></strong></a><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F22%2Famianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino%2F&amp;linkname=AMIANTO%20IN%20MARINA%20MILITARE%2C%20CONDANNA%20DEL%20TRIBUNALE%20DI%20LECCE%3A%20LA%20DIFESA%20RISARCIR%C3%80%20CON%20500MILA%20EURO%20LA%20FAMIGLIA%20DI%20UN%20MARESCIALLO%20TARANTINO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F22%2Famianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino%2F&#038;title=AMIANTO%20IN%20MARINA%20MILITARE%2C%20CONDANNA%20DEL%20TRIBUNALE%20DI%20LECCE%3A%20LA%20DIFESA%20RISARCIR%C3%80%20CON%20500MILA%20EURO%20LA%20FAMIGLIA%20DI%20UN%20MARESCIALLO%20TARANTINO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/amianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino/" data-a2a-title="AMIANTO IN MARINA MILITARE, CONDANNA DEL TRIBUNALE DI LECCE: LA DIFESA RISARCIRÀ CON 500MILA EURO LA FAMIGLIA DI UN MARESCIALLO TARANTINO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/amianto-in-marina-militare-condanna-del-tribunale-di-lecce-la-difesa-risarcira-con-500mila-e-famiglia-di-un-maresciallo-tarantino/">AMIANTO IN MARINA MILITARE, CONDANNA DEL TRIBUNALE DI LECCE: LA DIFESA RISARCIRÀ CON 500MILA EURO LA FAMIGLIA DI UN MARESCIALLO TARANTINO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Smart Working addio. Dal 1 aprile cambiano le regole</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/30/smart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=smart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 11:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="765" height="501" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C.jpeg 765w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C-300x196.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C-585x383.jpeg 585w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></p>
<p>Nel pubblico come nel privato tutto sarà demandato ad accordi tra il dirigente o datore di lavoro e i dipendenti Ultimi giorni di smart working nel settore privato. Dal 31&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/30/smart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole/">Smart Working addio. Dal 1 aprile cambiano le regole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="765" height="501" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C.jpeg 765w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C-300x196.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/58E6F9D0-E686-43D2-9B91-31F3D92D6F5C-585x383.jpeg 585w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></p><p><em><b>Nel pubblico come nel privato tutto sarà demandato ad accordi tra il dirigente o datore di lavoro e i dipendenti</b></em></p>
<p>Ultimi giorni di smart working nel settore privato. Dal 31 marzo infatti lo stop arriverà anche per genitori con figli minori di 14 anni e lavoratori fragili. Bocciato l’emendamento al decreto milleproroghe per estendere ulteriormente la scadenza, dal 1° aprile lo smart working potrà essere concesso dal datore di lavoro solo in base a esigenze aziendali.<br />
Nel settore privato quindi lo smart working tornerà ad essere semplicemente un elemento di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, disciplinato dai <strong>contratti aziendali</strong>.</p>
<p>Nella pubblica amministrazione, l<strong>a situazione è cambiata dal 31 dicembre scorso</strong>, quando è scaduta la disposizione che obbligava a garantire lo smart working ai lavoratori fragili. Nonostante ciò, il governo ha permesso ai dirigenti di stipulare accordi individuali per proteggere i dipendenti più vulnerabili alla salute attraverso il lavoro agile, mantenendo così una certa flessibilità organizzativa.</p>
<p>Eppure lo smart working sta diventando sempre più attraente per alcune imprese desiderose di attrarre e trattenere talenti. Molte aziende hanno già delegato la regolamentazione di questa pratica a accordi collettivi aziendali, stabilendo i giorni in cui i dipendenti possono lavorare in sede e quelli in cui possono lavorare da remoto. Secondo quanto pubblicato dal Politecnico di Milano nel report: “Smart Working: gli impatti su organizzazioni e società” si assiste a un consolidamento del lavoro agile. Le aziende infatti prevedono di mantenerlo e solo il 6% non sa se avrà un modello in futuro.<br />
Una tendenza che riflette un  forte cambiamento nel mondo del lavoro, con ormai poche realtà che non adottano questo modello organizzativo.</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F30%2Fsmart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole%2F&amp;linkname=Smart%20Working%20addio.%20Dal%201%20aprile%20cambiano%20le%20regole" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F30%2Fsmart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole%2F&#038;title=Smart%20Working%20addio.%20Dal%201%20aprile%20cambiano%20le%20regole" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/30/smart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole/" data-a2a-title="Smart Working addio. Dal 1 aprile cambiano le regole"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/30/smart-working-addio-dal-1-aprile-cambiano-le-regole/">Smart Working addio. Dal 1 aprile cambiano le regole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Lavoro-Rapporto Censis Eudaimon: oltre 8 dipendenti su 10 chiedono più attenzione alle aziende. Cresce l&#8217;occupazione e la conoscenza del welfare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/21/lavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 17:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto Censis-Eudaimon]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="444" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/FFBA3256-C37E-4178-9492-B2B0FEB31025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/FFBA3256-C37E-4178-9492-B2B0FEB31025.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/FFBA3256-C37E-4178-9492-B2B0FEB31025-300x266.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Il 7° Rapporto Censis-Eudaimon presentato a Roma presso la Biblioteca del Senato ha svelato che i lavoratori in Italia sono sempre di più e che tra loro aumentano consapevolezza e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/21/lavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare/">Lavoro-Rapporto Censis Eudaimon: oltre 8 dipendenti su 10 chiedono più attenzione alle aziende. Cresce l&#8217;occupazione e la conoscenza del welfare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i><span data-originalfontsize="13pt" data-originalcomputedfontsize="17.333334">Il 7° Rapporto Censis-Eudaimon presentato a Roma presso la Biblioteca del Senato ha svelato che i lavoratori in Italia sono sempre di più e che tra loro aumentano consapevolezza e apprezzamento del welfare aziendale. Se nel 2018 solo il 19,6% conosceva bene questo strumento, ora la percentuale è salita al 32,7% e l’84,3% degli occupati lo vorrebbe potenziato. Una crescita che s’inserisce in un quadro occupazionale in costante evoluzione positiva: tra 2012 e 2022 il tasso d’impiego è cresciuto del 3,5%.  I lavoratori, però, sono sempre più disaffezionati al lavoro, chiedono di essere ascoltati (89%) e reclamano più attenzione alla qualità della loro vita (61%).</span></i></b></p>
<p><span data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">In Italia cresce il numero di occupati e, di pari passo, aumentano la consapevolezza e l’apprezzamento del welfare aziendale. È questo il quadro che emerge dal 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon (<a style="font-weight: 400;" href="http://eudaimon.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://eudaimon.it&amp;source=gmail&amp;ust=1708598339110000&amp;usg=AOvVaw0as-BiwBPfTAMVlen-uKjI" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15.333333">eudaimon.it</a>), leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison, Michelin e OVS. Il 2022 ha fatto registrare, infatti, il dato più alto di sempre con <b>23,1 milioni di occupati in Italia</b> (+3,5% rispetto al 2012). In 10 anni il tasso di occupazione è passato, tra 2012 e 2022, dal 56,1% al 60,1%, con incrementi percentuali sia per gli uomini (dal 65,5% al 69,2%) sia per le donne (dal 46,8% al 51,1%). L’evoluzione del mondo del lavoro e le dinamiche relative alla staticità dei salari e alla diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori hanno anche aumentato la consapevolezza attorno al welfare aziendale, vale a dire l&#8217;insieme di benefit e prestazioni erogati ai dipendenti dai datori di lavoro. Una svolta graduale iniziata nel 2016 quando la Legge di Stabilità lo ha trasformato in uno degli strumenti più efficaci per integrare i redditi dei lavoratori, da troppo tempo fermi o comunque segnati da un ritmo di crescita molto lento. Dopo un periodo contraddistinto da un diffuso scarso interesse, anno dopo anno i lavoratori hanno imparato a conoscerlo e ad apprezzarne i benefici: oggi <b>l’81,8% degli occupati dichiara di sapere cosa sia il welfare aziendale</b>, in particolare il 32,7% in modo preciso e il 49,1% per grandi linee mentre solo il 18,2% dichiara di non sapere cosa sia. Tutti numeri in positivo rispetto al passato. Se nel 2018 solo il 19,6% conosceva bene questo strumento, ora la percentuale è cresciuta del <b>67%</b>. Di conseguenza cresce anche la percentuale di chi lo conosce (+21%), mentre ovviamente crolla quella di chi non lo conosce per nulla: 6 anni fa era addirittura del 39,8% mentre ora si è più che dimezzata con un calo del 54%<b>.</b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">“Conoscenza e apprezzamento sono segnali incoraggianti, sintomi di un fenomeno in costante diffusione e ormai consolidato, soprattutto come conseguenza di esigenze socio-politiche negli ultimi anni – spiega </span><span data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333"><b>Alberto <img decoding="async" class="alignright wp-image-83792 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B795AF06-08D1-4353-9CF9-16603527F3C7-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Perfumo</b>, fondatore e Amministratore Delegato di <em style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15.333333">Eudaimon –  </em></span><span style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">Ciò che senza dubbio emerge dal Rapporto, è la necessità di un salto culturale del welfare aziendale, che poi è la riscoperta della sua identità, per cogliere le sfide del momento e per rispondere efficacemente ai bisogni di aziende e lavoratori. Le prime si trovano a fare i conti con un mercato del lavoro sempre più competitivo ma con sempre meno mezzi per giocare la partita dell’attraction e della retention. I secondi, disaffezionati al lavoro, esprimono una domanda di ascolto, riconoscimento e attenzione al proprio benessere. Entrambi sono consapevoli che il welfare aziendale, oltre alle ormai consolidate ma fuorvianti finalità retributive, possa contribuire concretamente al benessere dei lavoratori attraverso un approccio nuovo, individuale, attivo, che superi l’obsoleto approccio riparativo o rivolto solo a lavoratori in difficoltà e che invece migliori la qualità della vita di tutti”.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">Tra i lavoratori che beneficiano di welfare aziendale vorrebbe che fosse potenziato l’<b>84,3%</b>, mentre tra coloro che non ne beneficiano l’<b>83,8%</b> vorrebbe fosse introdotto nella propria azienda. L&#8217;apprezzamento arriva al punto che il <b>79,5% d</b>egli occupati vedrebbe con favore un aumento retributivo sotto forma di una o più prestazioni di welfare. I lavoratori guardano anche alla sua evoluzione e <b>l’89,2%</b> degli occupati vorrebbe la personalizzazione del welfare aziendale, con offerte modulate sulle singole esigenze di ciascuno. Ma non è tutto: il <b>72,4%</b> apprezzerebbe un consulente di welfare che li supportasse nell’affrontare eventuali problemi con la sanità, la previdenza, la scuola dei figli, ecc. Un altro desiderio riguarda la semplificazione: il <b>79,3% </b>vorrebbe che i servizi di welfare aziendale fossero accessibili e gestibili tramite app su smartphone perché ne faciliterebbe l’utilizzo. Sono tutti dati che confermano come il welfare aziendale non sia più un oggetto misterioso per i lavoratori e che certificano un alto apprezzamento trasversale. All’espansione di questi anni il welfare aziendale ha accompagnato il suo consolidamento in termini di riconoscimento e positiva valutazione da parte dei lavoratori.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="11.5pt" data-originalcomputedfontsize="15.333333">In particolare la personalizzazione del welfare, modulata sul singolo lavoratore, garantirebbe diversi benefici. Diventerebbe essenziale un&#8217;attività di dialogo diretto con cui si enucleano bisogni, desideri e aspettative da un lato e si indicano possibili soluzioni dall’altro. Un confronto può diventare vantaggioso visto quanto è apprezzata dai lavoratori la percezione di essere ascoltati, di avere canali efficaci di dialogo, ancor più se poi sono in grado di attivare supporti e soluzioni per problematiche. Infine, i lavoratori sono sempre più disaffezionati al lavoro, chiedono di essere ascoltati (89%) e reclamano più attenzione alla qualità della loro vita (61%).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F02%2F21%2Flavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare%2F&amp;linkname=Lavoro-Rapporto%20Censis%20Eudaimon%3A%20oltre%208%20dipendenti%20su%2010%20chiedono%20pi%C3%B9%20attenzione%20alle%20aziende.%20Cresce%20l%E2%80%99occupazione%20e%20la%20conoscenza%20del%20welfare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F02%2F21%2Flavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare%2F&#038;title=Lavoro-Rapporto%20Censis%20Eudaimon%3A%20oltre%208%20dipendenti%20su%2010%20chiedono%20pi%C3%B9%20attenzione%20alle%20aziende.%20Cresce%20l%E2%80%99occupazione%20e%20la%20conoscenza%20del%20welfare" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/21/lavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare/" data-a2a-title="Lavoro-Rapporto Censis Eudaimon: oltre 8 dipendenti su 10 chiedono più attenzione alle aziende. Cresce l’occupazione e la conoscenza del welfare"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/21/lavoro-oltre-8-dipendenti-su-10-chiedono-piu-attenzione-alle-aziende-cresce-loccupazione-e-la-conoscenza-del-welfare/">Lavoro-Rapporto Censis Eudaimon: oltre 8 dipendenti su 10 chiedono più attenzione alle aziende. Cresce l&#8217;occupazione e la conoscenza del welfare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>WORLD’S BEST WORKPLACES, PUBBLICATA LA CLASSIFICA DELLE 25 MIGLIORI AZIENDE AL MONDO PER CUI LAVORARE NEL 2023</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/16/worlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=worlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 18:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Best place to work]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale, ascoltando il parere di oltre 6,2 milioni di collaboratori ha stilato il ranking dei “World’s Best Workplaces&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/16/worlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023/">WORLD’S BEST WORKPLACES, PUBBLICATA LA CLASSIFICA DELLE 25 MIGLIORI AZIENDE AL MONDO PER CUI LAVORARE NEL 2023</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/915852C4-C1FF-464D-B09C-61524F45A40E-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale, ascoltando il parere di oltre 6,2 milioni di collaboratori ha stilato il ranking dei “World’s Best Workplaces 2023”, ovvero le 25 multinazionali in cui i dipendenti sono più felici di lavorare.</span></em></strong><strong><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sano equilibrio tra lavoro e vita privata, coinvolgimento diretto dei dipendenti nei processi decisionali dell’azienda ed equità retributiva sono i fattori chiave che contraddistinguono le migliori organizzazioni presenti in classifica. L’Italia, sebbene non abbia nessuna azienda presente nel ranking, è il quarto paese nel continente europeo, dopo Regno Unito, Francia e Germania, per numero di filiali di multinazionali premiate (11). “Investire nel benessere dei dipendenti e instaurare con loro un rapporto di fiducia è la chiave per migliorare le performance del business aziendale”, afferma Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia</span></em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> 🇮🇹 </em></strong><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ascolto dei dipendenti</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</span><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> sano work-life balance ed equità retributiva</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">: sono questi i fattori chiave che contraddistinguono le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">25 migliori aziende </strong>per le quali lavorare </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">al mondo. </span><a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQIkYwIALijS-xgozgxfFGMsQWcrpI1fZ6nX_04dBTrPKE6cATkrQk5o9pxrL_uonYfkt7aAgI2aMOerMjKx9s0pUwhIRL-pdlMHfIVG22tgI5GC13gHhtOI8J0w-Zed4CUoqDQAWwHhwQmoPYJAU2dmggaf9UaV-PttSq_XnKCmO0o7naw_vMc7O9BdTC1PLfd9iuyiOc4-JRrvb9S3KYGrhV9hjviilEm9amZHbQxOpVf7PexUM4K2zmo_wFwAA__8gDVjN" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQIkYwIALijS-xgozgxfFGMsQWcrpI1fZ6nX_04dBTrPKE6cATkrQk5o9pxrL_uonYfkt7aAgI2aMOerMjKx9s0pUwhIRL-pdlMHfIVG22tgI5GC13gHhtOI8J0w-Zed4CUoqDQAWwHhwQmoPYJAU2dmggaf9UaV-PttSq_XnKCmO0o7naw_vMc7O9BdTC1PLfd9iuyiOc4-JRrvb9S3KYGrhV9hjviilEm9amZHbQxOpVf7PexUM4K2zmo_wFwAA__8gDVjN&amp;source=gmail&amp;ust=1700223494237000&amp;usg=AOvVaw2UxQ9ikd0KY1DKABqt-mP4"><strong><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Great Place to Work</span></em></strong></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, azienda leader nello studio e nell’analisi del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">clima aziendale</strong>, della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">trasformazione organizzativa</strong> e dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">employer branding</strong>, ha stilato la classifica “<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">World’s</em></strong><em> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Best Workplaces 2023</strong></em>”, in cui emergono le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">25 multinazionali</strong> a livello globale, per cui i dipendenti sono più felici di lavorare. Queste aziende sono state scelte da oltre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">6,2 milioni di collaboratori</strong>, appartenenti a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">oltre 15mila</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aziende</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">impiegati in 150 paesi del mondo. </strong>Per poter entrare in questo speciale ranking le aziende devono <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">operare in cinque o più paesi al mondo</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">impiegare almeno 5mila lavoratori a livello globale</strong> e avere il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">40% della forza lavoro o 5mila dipendenti impiegati al di fuori del paese in cui ha sede l’headquarter aziendale. </strong>La ricerca completa è consultabile al seguente </span><a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQGkxA8amoEjjM6RbTWBYIxljAZtEOX3kKqle9z990avZYZole1iUAj2jWyUXysejXxzzT64ne0UxRUqkkzCq9KfFqXDMFGPj3qc85O6NJacZw-oQ0TEbNZNLTCGZlJxTMntUqAHAApgVlknpFcBERrbORAN3-1-V-3VvDbWU15kDjVzP--vw-xhXF_pN4CZw63tt49WOiYbArX1-v2vZ_EGpcQiZvvhDGPW8TVOoRf65Hjl6WO1itRz-NwAA__9TC1WA" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQGkxA8amoEjjM6RbTWBYIxljAZtEOX3kKqle9z990avZYZole1iUAj2jWyUXysejXxzzT64ne0UxRUqkkzCq9KfFqXDMFGPj3qc85O6NJacZw-oQ0TEbNZNLTCGZlJxTMntUqAHAApgVlknpFcBERrbORAN3-1-V-3VvDbWU15kDjVzP--vw-xhXF_pN4CZw63tt49WOiYbArX1-v2vZ_EGpcQiZvvhDGPW8TVOoRf65Hjl6WO1itRz-NwAA__9TC1WA&amp;source=gmail&amp;ust=1700223494237000&amp;usg=AOvVaw0MZ8mjDXN4zo3AL7CCyi1D"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">link</span></strong></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">: </span><a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQGkxA8amoEjjM6RbTWBYIxljAZtEOX3kKqle9z990avZYZole1iUAj2jWyUXysejXxzzT64ne0UxRUqkkzCq9KfFqXDMFGPj3qc85O6NJacZw-oQ0TEbNZNLTCGZlJxTMntUqAHAApgVlknpFcBERrbORAN3-1-V-3VvDbWU15kDjVzP--vw-xhXF_pN4CZw63tt49WOiYbArX1-v2vZ_EGpcQiZvvhDGPW8TVOoRf65Hjl6WO1itRz-NwAA__9TC1WA" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzFuxCAQheHTQGkxA8amoEjjM6RbTWBYIxljAZtEOX3kKqle9z990avZYZole1iUAj2jWyUXysejXxzzT64ne0UxRUqkkzCq9KfFqXDMFGPj3qc85O6NJacZw-oQ0TEbNZNLTCGZlJxTMntUqAHAApgVlknpFcBERrbORAN3-1-V-3VvDbWU15kDjVzP--vw-xhXF_pN4CZw63tt49WOiYbArX1-v2vZ_EGpcQiZvvhDGPW8TVOoRf65Hjl6WO1itRz-NwAA__9TC1WA&amp;source=gmail&amp;ust=1700223494237000&amp;usg=AOvVaw0MZ8mjDXN4zo3AL7CCyi1D"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">https://shorturl.at/rvxX3</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. Nelle aziende <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">World’s Best Workplaces 2023</em></strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il 90% dei dipendenti dichiara di lavorare in un ambiente di lavoro eccellente</strong>, un dato straordinario se confrontato rispetto alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">media della forza lavoro globale che è di poco superiore al 50%</strong>. Inoltre, nelle organizzazioni vincitrici, c’è un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">grande senso di orgoglio dei collaboratori</strong> nei confronti dell’azienda in cui lavorano tanto che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’88% raccomanderebbe l’azienda per cui lavora ad amici e parenti (+34% rispetto al dato della media della forza lavoro globale </strong>che è pari al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">54%</strong>).  </span></p>
<p style="font-weight: 400;">Qual è la migliore azienda al mondo per cui lavorare secondo il parere espresso dai dipendenti? Si tratta di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hilton</em></strong>, multinazionale leader nel <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">settore alberghiero</strong> e dell’ospitalità che ha conquistato il primo posto davanti a <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">DHL Express</em></strong> (<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">IT e trasporti</strong>) e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cisco </em></strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">IT</strong>). Completano la classifica, nell’ordine: <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">AbbVie</em></strong> (biotecnologie e farmaceutico, sanitario), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Teleperformance</em></strong> (IT, servizi professionali, telecomunicazioni), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Deloitte</em></strong>(servizi professionali), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Salesforce </em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stryker </em></strong>(biotecnologie e farmaceutico, sanitario, produzione e lavorazione), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cadence</em></strong> (elettronica, IT, servizi professionali), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Accenture</em></strong> (IT, servizi professionali), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SC Johnson</em></strong> (servizi industriali, produzione e lavorazione), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hilti </em></strong>(costruzioni e infrastrutture, produzione e lavorazione, retail), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Admiral Group</em></strong> (servizi finanziari e assicurativi, IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ThoughtWorks </em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SAP </em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Atlassian</em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dow</em></strong> (biotecnologie e farmaceutico, produzione e lavorazione), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bacardi</em></strong>(produzione e lavorazione, retail), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">NVIDIA</em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Insight Enterprises </em></strong>(Pubblicità e marketing, IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ServiceNow </em></strong>(IT), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ernst &amp; Young</em></strong> (servizi finanziari e assicurativi, servizi professionali),<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Kiabi</em></strong> (retail), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al Dabbagh Group </em></strong>(costruzioni e infrastrutture, produzione e lavorazione), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Coats</em></strong> (produzione e lavorazione). Il nostro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paese è 4° a livello di continente europeo</strong>, dopo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Regno Unito</strong> (<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">16</strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francia </strong>e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Germania</strong> (<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">13</strong>), per<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> numero di filiali di multinazionali premiate nel ranking</strong> (<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">11</strong>), insieme alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Svizzera</strong> e davanti alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Spagn</strong>a con 10.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“I risultati della classifica dei <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">World&#8217;s Best Workplaces 2023</em></strong> dimostrano, una volta di più, l’importanza di riuscire ad instaurare uno stretto rapporto di fiducia con i propri collaboratori. Negli ambienti di lavoro ad alta fiducia, infatti, la leadership aziendale è in grado di ascoltare e decidere tenendo in considerazione i pareri espressi dai collaboratori, con effetti diretti sulla capacità di innovare e di migliorare le performance aziendali; allo stesso tempo, spiace molto non vedere aziende italiane in classifica. Il fatto che ci siano molte filiali di multinazionali straniere, ma nessuna azienda italiana dimostra inequivocabilmente dove stiamo perdendo in termini di competitività: non è la capacità operativa, l’inventiva e la capacità di risolvere i problemi, è l’incapacità di creare ambienti di lavoro caratterizzati da una cultura basata sulla credibilità, sul rispetto e sull’equità di trattamento, indipendentemente dalle caratteristiche personali o dal ruolo ricoperto  in azienda – afferma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alessandro Zollo</strong>, CEO di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Great Place to Work Italia</em></strong> – Dai nostri studi e analisi emerge infatti come, in tutto il mondo, essere inseriti all’interno di un ambiente di lavoro eccellente cambi, in meglio, la vita dei dipendenti con riflessi diretti ad esempio sull’equilibrio tra lavoro e vita privata e sull’equità nelle retribuzioni”. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Analizzando nel dettaglio i principali fattori che contraddistinguono i <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">World’s Best Workplaces 2023</em></strong> rispetto al resto dei luoghi di lavoro a livello globale, possiamo vedere come, in primis, vi sia la capacità di queste eccellenze aziendali nel <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riuscire a garantire ai propri collaboratori un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, </strong>come confermato dalle dichiarazioni espresse <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dall’84% dei dipendenti</strong>. Un altro aspetto che caratterizza le 25 organizzazioni vincitrici riguarda il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">coinvolgimento diretto dei collaboratori nelle decisioni che riguardano i processi aziendali (81%),</strong> che di riflesso genera un elevato indice di fiducia espresso dai lavoratori nei confronti della leadership aziendale con il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">79% dei dipendenti dei migliori luoghi di lavoro al mondo che affermano che il proprio manager non &#8220;fa favoritismi&#8221;</strong>. Infine occorre segnalare l’importanza del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">tema dell’equità nelle retribuzioni</strong>, segnalato da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">3 collaboratori su 4 (75%) delle 25 eccellenze aziendali a livello mondiale.  </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F16%2Fworlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023%2F&amp;linkname=WORLD%E2%80%99S%20BEST%20WORKPLACES%2C%20PUBBLICATA%20LA%20CLASSIFICA%20DELLE%2025%20MIGLIORI%20AZIENDE%20AL%20MONDO%20PER%20CUI%20LAVORARE%20NEL%202023" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F16%2Fworlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023%2F&#038;title=WORLD%E2%80%99S%20BEST%20WORKPLACES%2C%20PUBBLICATA%20LA%20CLASSIFICA%20DELLE%2025%20MIGLIORI%20AZIENDE%20AL%20MONDO%20PER%20CUI%20LAVORARE%20NEL%202023" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/16/worlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023/" data-a2a-title="WORLD’S BEST WORKPLACES, PUBBLICATA LA CLASSIFICA DELLE 25 MIGLIORI AZIENDE AL MONDO PER CUI LAVORARE NEL 2023"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/16/worlds-best-workplaces-pubblicata-la-classifica-delle-25-migliori-aziende-al-mondo-per-cui-lavorare-nel-2023/">WORLD’S BEST WORKPLACES, PUBBLICATA LA CLASSIFICA DELLE 25 MIGLIORI AZIENDE AL MONDO PER CUI LAVORARE NEL 2023</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Giordania, Il progetto delle Lady Chef italiane:corsi di cucina per le donne siriane</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/giordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 20:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[donne fragili]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Lady Chef]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiate siriane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="512" height="334" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/29DB01EC-13CB-49C6-9D0D-477DC7D000AE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/29DB01EC-13CB-49C6-9D0D-477DC7D000AE.jpeg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/29DB01EC-13CB-49C6-9D0D-477DC7D000AE-300x196.jpeg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Hana, fornaia di origine palestinese: “qui, soprattutto per le donne, è complesso ottenere il denaro per avviare e sostenere un&#8217;attività commerciale e fare poi marketing&#8221;.  Roma &#8211; Mani veloci, esperte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/giordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane/">Giordania, Il progetto delle Lady Chef italiane:corsi di cucina per le donne siriane</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><i>Hana, fornaia di origine palestinese: “qui, soprattutto per le donne, è complesso ottenere il denaro per avviare e sostenere un&#8217;attività commerciale e fare poi marketing&#8221;. </i></div>
<div></div>
<div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Roma &#8211; Mani veloci, esperte e non, stendono impasti fragranti, modellano dolci e li ricoprono di mandorle e frutta secca prima di infornare, sotto lo sguardo attento dell&#8217;insegnante: siamo in una delle lezioni del laboratorio delle Lady Chef, cuoche italiane che danno corsi di cucina alle rifugiate siriane e alle donne vulnerabili in Giordania, affinché entrino nel mondo del lavoro e, con il proprio salario, ritrovino una vita dignitosa e soddisfacente per se stesse e le loro famiglie.</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Il laboratorio è uno dei corsi di formazione promossi da Coopi in partenariato con Aidos e altre associazioni nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Saqel &#8211; Percorsi di crescita professionale per favorire uno sviluppo economico inclusivo nei Governatorati di Zarqa e Irbid&#8217;, finanziato dall&#8217;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73352" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/238B0C9B-3799-4587-8B20-A87563ADEC7D-300x160.jpeg" alt="" width="300" height="160" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/238B0C9B-3799-4587-8B20-A87563ADEC7D-300x160.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/238B0C9B-3799-4587-8B20-A87563ADEC7D-768x409.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/238B0C9B-3799-4587-8B20-A87563ADEC7D-585x311.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/238B0C9B-3799-4587-8B20-A87563ADEC7D.jpeg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un corso &#8220;molto interessante, uno scambio culturale&#8221;, commenta per l&#8217;agenzia Dire Hana, fornaia di origine palestinese, tra le beneficiarie di Saqel. La Giordania è tra i principali Paesi ad accogliere dal 1948 i profughi della Palestina, rappresentando oggi una comunità di svariate decine di migliaia di persone. Altre 670mila provengono invece dalla Siria, colpita da un conflitto a partire dal 2011. Con la pandemia, entrambi questi gruppi hanno sofferto la perdita del lavoro per via delle restrizioni o le conseguenze della crisi economica. Solo tra i siriani la disoccupazione è salita al 24%. A soffrire di più, donne, giovani e persone con disabilità, rifugiate e non. Saqel punta quindi a rafforzare micro e piccole attività imprenditoriali, promuovendo una crescita economica inclusiva nel rispetto degli standard del lavoro dignitoso.</span></div>
<div>
<span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Hana conosce bene questa situazione, lei che gestisce in casa la sua produzione di pane e prodotti da forno tradizionali: &#8220;Qui, soprattutto per le donne, è complesso ottenere il denaro per avviare e sostenere un&#8217;attività commerciale e fare poi marketing&#8221;.</span></div>
<div>
<span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Ma ci sono anche altre questioni, e Hana le affronta con un approccio innovativo: &#8220;In Giordania si consuma tanto pane e prodotti da forno, ma molte persone sono in sovrappeso oppure hanno patologie o allergie alimentari. Conosco il problema: mio figlio è celiaco e ho visto quanto soffriva mangiando cose sbagliate. Per questo ho iniziato a usare impasti più leggeri e farine diverse o senza glutine&#8221;.</span></div>
<div>
<span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Col tempo, e una pagina Facebook in cui la cuoca espone e racconta le sue creazioni, &#8220;sto abituando la gente ad assaggiare ricette nuove ma più salubri. Se un cliente ha bisogno di mangiare un certo alimento al posto di un altro, lavoro per accontentarlo&#8221;, assicura Hana.</span></div>
<div>
<span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Ora, conclude, &#8220;grazie al corso con Lady Chef, oltre ad apprezzare le differenze tra la cucina giordana e italiana ho imparato nuove ricette più salutari. E&#8217; un ottimo progetto che può aiutarmi ad aumentare la clientela: sogno di avere un laboratorio mio, ma anche di sensibilizzare sui problemi alimentari e dimostrare alle donne che avviare una propria attività è possibile&#8221;.</span></div>
<div>
<span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Dal lancio di Saqel nell&#8217;aprile 2022, sono state rafforzate 121 imprese, di cui 107 gestite da donne.</span></div>
</div>
<div></div>
<div>Fonte: Agenzia Dire</div>
<div></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Fgiordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane%2F&amp;linkname=Giordania%2C%20Il%20progetto%20delle%20Lady%20Chef%20italiane%3Acorsi%20di%20cucina%20per%20le%20donne%20siriane" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Fgiordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane%2F&#038;title=Giordania%2C%20Il%20progetto%20delle%20Lady%20Chef%20italiane%3Acorsi%20di%20cucina%20per%20le%20donne%20siriane" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/giordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane/" data-a2a-title="Giordania, Il progetto delle Lady Chef italiane:corsi di cucina per le donne siriane"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/giordania-il-progetto-delle-lady-chef-italianecorsi-di-cucina-per-le-donne-siriane/">Giordania, Il progetto delle Lady Chef italiane:corsi di cucina per le donne siriane</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 18:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtqia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un nuovo sondaggio condotto da Indeed &#8211; portale per chi cerca e offre lavoro &#8211; ha rilevato che oltre un lavoratore italiano su tre (35%) che si identifica come LGBTQIA+&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/">LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Un nuovo sondaggio condotto da Indeed &#8211; portale per chi cerca e offre lavoro &#8211; ha rilevato che oltre un lavoratore italiano su tre (35%) che si identifica come LGBTQIA+ ha subìto discriminazioni sul posto di lavoro. Lo studio è stato realizzato su un campione di oltre mille persone, più della metà delle quali appartenenti alla comunità LGBTQIA+.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il sondaggio ha evidenziato come le discriminazioni più diffuse siano quelle “nascoste”, il 33% degli intervistati LGBTQIA+ riferisce di aver subito micro-aggressioni sul posto di lavoro a causa della propria identità, sottolineando la necessità di una sensibilizzazione continua e di una maggiore consapevolezza sui vari tipi di pregiudizi e discriminazioni. Oltre la metà degli intervistati LGBTQIA+ (55%) crede che il proprio datore di lavoro prenderebbe provvedimenti nel caso in cui dovessero denunciare, mentre uno su cinque (21%) non ne è sicuro.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i cinquecento partecipanti al sondaggio che si sono identificati come LGBTQIA+, l&#8217;82% afferma di aver dichiarato il proprio orientamento e le proprie preferenze sessuali sul posto di lavoro. Di questi, il 38% assicura di aver fatto <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">coming out</i> con tutti i colleghi, mentre il 44% solo con quelli di cui si fida. In generale, chi lavora nell’ambito dell’arte, dell&#8217;istruzione è più propenso a rivelare il proprio orientamento ai colleghi.</p>
<p>Mentre chi sceglie di non dichiararsi lo fa per precise ragioni, tra le quali: scelta personale o desiderio di <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">privacy</i> su determinati aspetti della propria identità (46%), paura di essere discriminato (17%), perché non ha trovato il momento opportuno per parlarne (10 %) e per paura del giudizio dei colleghi (10%)</p>
<p>Interrogati sulle attività che li farebbero sentire più supportati nel proprio ambiente lavorativo, gli intervistati LGTBQIA+ hanno sottolineato l&#8217;importanza di: una forte politica aziendale contro il bullismo o la discriminazione (44%); un team aperto e inclusivo, in grado di valorizzare persone provenienti da contesti eterogenei (41%); formazione aziendale sui temi dell&#8217;inclusione e delle questioni LGBTQIA+ per tutto il personale (35%); un gruppo che accogliesse i membri e gli amici della comunità LGBTQIA+ (25%); la celebrazione attiva di eventi come il Pride (19%).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Tam Hanlon, Diversity Equity Inclusion and Belonging Manager </span></strong><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">di Indeed</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> ha commentato: <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;I risultati dello studio evidenziano i progressi che devono ancora essere fatti in molti luoghi di lavoro per creare un ambiente più inclusivo per i lavoratori LGBTQIA+. È importante che le organizzazioni non solo celebrino momenti come il mese del Pride, ma adottino misure per supportare la comunità durante tutto l&#8217;anno, compresa l&#8217;implementazione di politiche contro la discriminazione, la crescita di team aperti e inclusivi e l&#8217;educazione del personale su temi come i pregiudizi inconsci. Coltivando un ambiente inclusivo, i datori di lavoro possono garantire che ogni dipendente si senta apprezzato, rispettato e al sicuro.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Lei aggiunge,<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Una nota positiva è data dall’elevata percentuale di persone che si sentono a proprio agio nel fare coming out con i colleghi. Ciò dimostra che c’è un cambio di mentalità e un atteggiamento positivo nei confronti delle persone che decidono di rivelare i propri orientamenti sul luogo di lavoro, il che è fondamentale per favorire il senso di appartenenza e promuovere un&#8217;autentica realizzazione personale”.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Un terzo (33%) degli oltre mille lavoratori che hanno partecipato al sondaggio afferma che la propria azienda celebra il Pride. Quando gli è stato chiesto come vorrebbero che si festeggiasse il Pride, le risposte più frequenti sono state: organizzando un evento per festeggiare (31%); con una donazione per supportare la causa LGBTQIA+ (30%); lasciando il giorno libero per celebrare l&#8217;occasione (29%); esponendo bandiere e decorazioni del Pride in ufficio e nel branding (26%). Questi risultati riflettono un forte desiderio di celebrare e riconoscere il Pride sia da parte di coloro che si identificano come LGBTQIA+ sia di tutti gli altri lavoratori.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il 45% degli intervistati si è detto complessivamente soddisfatto sul modo in cui il proprio datore di lavoro ha celebrato il Pride, un dato particolarmente significativo. La percentuale di soddisfazione sale al 59% tra le persone LGBTQIA+, sottolineando l’importanza cruciale che le attività di supporto e inclusione rivestono per questa comunità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Flgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni%2F&amp;linkname=LGBTQIA%2B%3A%20un%20lavoratore%20italiano%20su%20tre%20afferma%20di%20aver%20sub%C3%ACto%20discriminazioni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Flgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni%2F&#038;title=LGBTQIA%2B%3A%20un%20lavoratore%20italiano%20su%20tre%20afferma%20di%20aver%20sub%C3%ACto%20discriminazioni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/" data-a2a-title="LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/">LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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