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		<title>Meltem, la sposa del Bosforo il romanzo di  Franca Colozzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Colozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Istanbul]]></category>
		<category><![CDATA[La sposa del Bosforo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="971" height="1500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro.jpg 971w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro-194x300.jpg 194w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro-663x1024.jpg 663w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro-768x1186.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/cover-libro-585x904.jpg 585w" sizes="(max-width: 971px) 100vw, 971px" /></p>
<p>Recensione al romanzo di Goffredo Palmerini Ci sono romanzi che non si limitano a raccontare una storia: la attraversano, la respirano, la fanno vibrare nel lettore come un richiamo lontano.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione al romanzo </strong><strong>di Goffredo Palmerini</strong></p>
<p class="p1">Ci sono romanzi che non si limitano a raccontare una storia: la attraversano, la respirano, la fanno vibrare nel lettore come un richiamo lontano.</p>
<p class="p1"><em>Meltem, la sposa del Bosforo</em> di <strong>Franca Colozzo</strong> è uno di questi.</p>
<p class="p1">Un libro che nasce dall’esperienza profonda dell’autrice &#8211; architetta, ma che per 7 anni è stata docente del Ministero degli Affari Esteri presso il Liceo Italiano di Istanbul &#8211; e che porta con sé la conoscenza viva, concreta, sensoriale della città sul Bosforo.</p>
<p class="p1">Un romanzo che si legge come un viaggio, come un film, come un mosaico di culture, tensioni, bellezze e contraddizioni.</p>
<p class="p1">La storia si apre con un gesto simbolico: un’artista italiana, in abito da sposa, decide di realizzare una performance pacifista e umanitaria. Un atto poetico, fragile e insieme audace, che prende forma a Istanbul, dove <strong>Meltem</strong> ritrova l’amica turca <strong>Deniz</strong>, complice e alleata di un progetto coltivato a lungo.</p>
<p class="p1">Ma ciò che nasce come un’azione artistica si trasforma presto in un vortice di eventi inattesi. Le due donne si ritrovano braccate da spie misteriose, sospettate dalla polizia turca, travolte da intrighi politici, omicidi, complotti che sembrano provenire da un mondo sotterraneo e indecifrabile.</p>
<p class="p1">Dietro le quinte, un enigmatico ministro ingegnere turco le osserva, le protegge, forse le guida.</p>
<p class="p1">Il romanzo è immerso nella Istanbul più autentica, una città che respira tra Oriente e Occidente: quella delle viuzze che odorano di spezie, dei mercati brulicanti, dei palazzi antichi che si specchiano nel Bosforo, delle piazze dove convivono modernità e tradizione, delle ombre che si allungano tra moschee e quartieri popolari.</p>
<p class="p1"><strong>Franca Colozzo</strong> descrive la città con una precisione lirica. Non solo la si vede, ma la si sente. Si percepiscono i rumori, i profumi, le voci, il vento del Bosforo che sembra portare con sé storie antiche e presagi inquieti. La sua Istanbul non è uno sfondo, è un personaggio aggiuntivo, ma davvero rilevante. Una “vecchia signora” sospesa tra Oriente e Occidente, che osserva le protagoniste e le accompagna nel loro cammino, sono donne che vivono ed esprimono la loro libertà, o talvolta la cercano.</p>
<p class="p1">Attorno a <strong>Meltem e Deniz</strong>, infatti, si muove un coro di figure femminili, tutte diverse, tutte significative: <strong>Fatoş</strong>, vittima del marito-padrone, simbolo di una condizione ancora troppo diffusa; <strong>Vera</strong>, insegnante distaccata all’estero, che affronta la vita con due figlie al seguito e la necessità di immergersi nella cultura locale; altre donne ancora, ognuna con la propria storia, la propria tenacia, la propria lotta quotidiana.</p>
<p class="p1">Il romanzo diventa così un viaggio nella condizione femminile, nelle sue fragilità e nelle sue aspirazioni, nella ricerca di libertà e dignità in un mondo che spesso proclama “pari opportunità” solo a parole.</p>
<p class="p1">Meltem, artista sospesa tra realtà e sogno, incarna questa tensione. È la sposa del Bosforo, ma anche la sposa della libertà.</p>
<p class="p1">Il suo viaggio verso <strong>Nemrut Daǧi,</strong> tra le statue colossali che custodiscono un’antica eternità, è una metafora potente: la ricerca delle radici comuni, della verità, della redenzione.</p>
<p class="p1">La narrazione procede come una spirale. Dalla leggerezza iniziale, quasi fiabesca, si passa a un crescendo di tensione, di mistero, di pericolo. Gli eventi politici &#8211; dalla Primavera araba ai venti di guerra civile in Siria &#8211; fanno da sfondo a un’escalation di estremismi, infiltrazioni, complotti che rendono il cammino delle protagoniste sempre più incerto.</p>
<p class="p1">Il lettore è trascinato in un labirinto di situazioni tragiche e assurde, senza mai perdere il filo della storia.</p>
<p class="p1">La scrittura di Franca Colozzo è ricca, intensa, coinvolgente. Descrittiva senza essere pedante, cinematografica senza essere artificiosa.</p>
<p class="p1">Ogni dettaglio è funzionale alla narrazione, ogni scena è viva, ogni luogo è reale. E poi c’è il finale. Un finale che non si può anticipare, che non si deve rivelare. Un finale che sorprende, che rimette insieme gli indizi disseminati con maestria, che lascia il lettore con un senso di rivelazione.</p>
<p class="p1">Alla fine della lettura, oltre alla storia, il lettore porta con sé qualcosa di più: un’idea di Istanbul, della sua bellezza, della sua cultura, delle sue abitudini. Quasi l’avesse visitata davvero. Quasi avesse camminato accanto a Meltem e Deniz, respirando il vento del Bosforo. Meltem, la sposa del Bosforo è un romanzo che si legge d’un fiato, ma che resta a lungo nella memoria. Un libro che unisce suspense, poesia, denuncia sociale, introspezione. Un libro che parla di donne, di libertà, di coraggio, di identità. Un libro che consiglio vivamente.</p>
<p>*****</p>
<p><strong>Franca Colozzo</strong>, architetto, membro di UIA – Union of International Architects | ex Docente di Disegno e Storia<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-127736" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Franca-Colozzo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
dell&#8217;Arte, anche all&#8217;estero a Istanbul (Turchia) per conto del Ministero degli Affari Esteri Italiano | Poeta | Scrittrice |<br />
Autrice multilingue | vincitrice di n°4 dottorati di ricerca honoris causa | altamente premiata a livello internazionale |<br />
libera professionista | Blogger UN SDGs e UN DESA | membro di UN ECOSOC (CSW67) | GGAF (USA) Capitolo Italiano<br />
| WEF &#8211; Membro Onorario a Vita | Direttore Esecutivo per la Sostenibilità, Cambiamenti Climatici e persona di contatto<br />
per il Registro della Trasparenza della Commissione Europea e del Parlamento, per conto di GPLT &#8211; GLOBAL PEACE<br />
LET’S TALK (Londra, Regno Unito), fondata e presieduta dalla Dott.ssa Nikki De Pina | Membro dell&#8217;INTERNATIONAL<br />
ACADEMY of ETHICS, fondata e presieduta dal Dott. Jernail S Anaand (India) | Direttore esecutivo di RRM3 &#8211;<br />
RINASCIMENTO RENAISSANCE &#8211; Millennium III, fondato e presieduto dal Prof. George Onsy (Egitto).</p>
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		<title>A VILLAPIANA (CS) SI “EDIFICA LA GIOIA”: PIERFRANCO BRUNI in una serata su FRANCESCO D’ASSISI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/a-villapiana-cs-si-edifica-la-gioia-pierfranco-bruni-in-una-serata-su-francesco-dassisi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-villapiana-cs-si-edifica-la-gioia-pierfranco-bruni-in-una-serata-su-francesco-dassisi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 17:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="670" height="580" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design-300x260.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design-585x506.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il Comune di Villapiana porta in Piazza Dante Alighieri uno degli autori più ascoltati della cultura italiana contemporanea. Martedì 11 Agosto, ore 19:30, Villapiana Centro, sarà presentato il libro:  “EDIFICARE&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="670" height="580" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design-300x260.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Untitled-design-585x506.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p><p>Il Comune di Villapiana porta in Piazza Dante Alighieri uno degli autori più ascoltati della cultura italiana contemporanea.</p>
<p>Martedì 11 Agosto, ore 19:30, Villapiana Centro, sarà presentato il libro:  “EDIFICARE LA GIOIA &#8211; Francesco d’Assisi”di Pierfranco Bruni, edito da Pellegrini.<br />
Scrittore, candidato al Nobel per la Letteratura per ben due volte, Pierfranco Bruni racconta il suo San Francesco d’Assisi.<br />
Il suo libro non è una biografia. È un saggio-canto.  Bruni rilegge Francesco d’Assisi non come figura devozionale, ma come architetto di una gioia che si costruisce: nella povertà, nella fraternità, nel rapporto con le creature.<br />
“Edificare la gioia”, Introduzione di Marilena Cavallo, è il verbo francescano per eccellenza. Non subire la vita, ma fondarla sulla lode.  Al centro c’è il Cantico delle Creature, laicità della povertà, il dialogo con il creato. Temi che Bruni, con il suo stile denso e poetico, riporta al presente.<br />
Villapiana farà da scenografia per l&#8217;incontro.<br />
Il programma prevede i Saluti di benvenuto di Mariolina De Marco, Sindaca di Villapiana Dialogano con Pierfranco Bruni: Donatella Novellis, Direttrice Scientifica Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi &#8211; CS; Damiano Pisarrra, Funzionario Archeologo Soprintendenza ABAP per la Provincia di Cosenza. La serata avrà una libera incursione del Prof. Giuseppe De Rosis. Un confronto tra archeologia, storia, letteratura e spiritualità. Perché Francesco attraversa tutti i saperi: è patrimonio, è pensiero, è attualità.<br />
Perché a Villapiana? Villapiana, tra mare e entroterra calabrese, sceglie di mettere al centro la cultura come “edificio” civile. Con due bandiere blu in alto e le radici contadine, il Comune costruisce un’agorà estiva dove la parola torna ad avere valore metafisico.<br />
11 AGOSTO | ORE 19:30.  VILLAPIANA CENTRO &#8211; PIAZZA DANTE ALIGHIERI.<br />
In un’estate di cronaca veloce, Villapiana propone una sosta: fermarsi, ascoltare, “edificare la gioia”.  Proprio come faceva Francesco. Proprio come scrive Bruni che ha scritto testi di notevole importanza sulla filosofia e sul legame tra questa e la letteratura nel segno del legame tra mito e sacro.</p>
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		<title>Premio Bancarella, Lorenza Gentile conquista la 74ª edizione con «La volta giusta»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[La volta Giusta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="670" height="560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta-300x251.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta-585x489.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il romanzo pubblicato da Feltrinelli ottiene 181 voti e precede Felicia Kingsley e Gianlivio Fasciano. La proclamazione nella tradizionale cornice di Pontremoli Lorenza Gentile vince la 74ª edizione del Premio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/05/premio-bancarella-lorenza-gentile-conquista-la-74a-edizione-con-la-volta-giusta/">Premio Bancarella, Lorenza Gentile conquista la 74ª edizione con «La volta giusta»</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="670" height="560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta-300x251.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/lorenza-gentile-la-volta-giusta-585x489.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p><p><strong><em>Il romanzo pubblicato da Feltrinelli ottiene 181 voti e precede Felicia Kingsley e Gianlivio Fasciano. La proclamazione nella tradizionale cornice di Pontremoli</em></strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Lorenza Gentile vince la 74ª edizione del Premio Bancarella con <strong>«La volta giusta»</strong>, romanzo pubblicato da Feltrinelli. L’autrice milanese ha conquistato il riconoscimento letterario grazie ai <strong>181 voti</strong> espressi dai librai e dai bancarellai italiani.</p>
<p class="isSelectedEnd">La proclamazione si è svolta in piazza della Repubblica a Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara, luogo simbolo di un premio nato e cresciuto attraverso il rapporto diretto tra i libri e coloro che ogni giorno li propongono ai lettori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al secondo posto, con 150 preferenze, si è classificata Felicia Kingsley con <strong>«Scandalo a Hollywood»</strong>, edito da Newton Compton. Terza posizione per Gianlivio Fasciano, che con <strong>«Mi chiamo Ruggine»</strong>, pubblicato da Castelvecchi, ha ottenuto 125 voti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La graduatoria prosegue con <strong>«L’Anna che verrà»</strong> di Annalisa Menin, edito da Giunti, e <strong>«Io che ti ho voluto così bene»</strong> di Roberta Recchia, pubblicato da Rizzoli. A completare la selezione dei sei finalisti è <strong>«Io sono perfetto»</strong> di Paolo Ruffini, uscito per La nave di Teseo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il successo di Gentile arriva in un periodo particolarmente favorevole per Feltrinelli, che pochi giorni prima aveva conquistato anche il Premio Viareggio con <strong>«L’imperdibile»</strong> di Eleonora Marangoni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nata a Milano nel 1988, Lorenza Gentile ha affidato ai social il proprio ringraziamento, sottolineando il ruolo dei librai che hanno sostenuto la candidatura e la fiducia ricevuta dalla casa editrice. Per la scrittrice, la vittoria rappresenta un traguardo di grande rilievo nel proprio percorso letterario.</p>
<p>Gentile raccoglie il testimone da Milena Palminteri, vincitrice dell’edizione precedente con <strong>«Come l’arancio amaro»</strong>, pubblicato da Bompiani. La scrittrice palermitana aveva conquistato il Bancarella con il suo romanzo d’esordio, arrivato nelle librerie all’età di 75 anni.</p>
<p>riproduzione riservata</p>
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		<title>San Francesco a 800 anni dalla morte. A Taranto,  un nuovo Appuntamento con la Cultura: incontro con Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/04/san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[incontro Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="670" height="560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni-300x251.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni-585x489.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p> Venerdì 7 Agosto 2026 &#8211; ore 19.00. Ipogeo Palazzo Stola &#8211; Via Paisiello, Taranto. Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/04/san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni/">San Francesco a 800 anni dalla morte. A Taranto,  un nuovo Appuntamento con la Cultura: incontro con Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Venerdì 7 Agosto 2026 &#8211; ore 19.00. Ipogeo Palazzo Stola &#8211; Via Paisiello, Taranto. Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un invito: tornare all’essenziale. &#8220;Edificare la gioia&#8221; quando tutto intorno sembra costruito per consumarla.</em></p>
<p>Nel cuore del Borgo Antico, dove la pietra custodisce secoli di storia, l’Ipogeo Palazzo Stola apre le sue porte a una sera di luce.<br />
Un luogo sotterraneo che diventa luogo interiore. Il luogo giusto per parlare di Francesco.<br />
Protagonista dell’incontro è Pierfranco Bruni, poeta, scrittore, saggista, con il suo libro:<br />
EDIFICARE LA GIOIA &#8211; Francesco d’Assisi<br />
2ª edizione aggiornata &#8211; Prefazione di Marilena Cavallo &#8211; Zaffiri Pellegrini.<br />
Non è una biografia. È un attraversamento.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126816" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217-203x300.png" alt="" width="203" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217-203x300.png 203w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217.png 526w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" /><br />
Bruni non racconta solo la vita di Francesco. Ne abita il cuore.  Ne legge la gioia come scelta radicale contro la tristezza del mondo.  Ne legge la povertà come libertà vera, non come mancanza.  Ne legge il rapporto con il creato come linguaggio: il sole fratello, la luna sorella, gli animali compagni di parola.<br />
Francesco, in Bruni, diventa figura antropologica e universale.  Un uomo che parla ancora a noi, otto secoli dopo.  Parla attraverso il simbolo, attraverso il mito, attraverso la parola semplice che smuove le cose profonde.  Parla a un tempo che ha smarrito l’essenziale e ha bisogno di ritrovarlo.<br />
Programma della serata:<br />
Introduce: Nello De Gregorio.<br />
Intervento: Marilena Cavallo, autrice della prefazione .<br />
Dialogo con l’autore: Pierfranco Bruni.<br />
Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un invito:<br />
tornare all’essenziale. &#8220;Edificare la gioia&#8221; quando tutto intorno sembra costruito per consumarla.<br />
Perché parlare di Francesco a Taranto, nell’800° anniversario della sua morte, significa parlare di pace, di cura, di fratellanza.  Significa fermarsi. Ascoltare. Riconoscere nell’altro un fratello. Cultura, dialogo e riflessione in uno dei luoghi più suggestivi della città dei Due Mari.</p>
<p>Evento a cura di ITACA &#8211; Le Botteghe del Borgo Antico, Nobiltissima Taranto. L’incontro si inserisce nel solco delle iniziative volte a promuovere la cultura e la riflessione attraverso il confronto diretto con protagonisti del panorama intellettuale e letterario.</p>
<p>L’ingresso è libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’atleta della vita di Vincenzo Di Michele. Il romanzo vero di una donna che non ha mai smesso di credere nel domani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/01/latleta-della-vita-di-vincenzo-di-michele-il-romanzo-vero-di-una-donna-che-non-ha-mai-smesso-di-credere-nel-domani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=latleta-della-vita-di-vincenzo-di-michele-il-romanzo-vero-di-una-donna-che-non-ha-mai-smesso-di-credere-nel-domani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 14:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="427" height="608" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cover-Atleta-della-vita.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cover-Atleta-della-vita.png 427w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cover-Atleta-della-vita-211x300.png 211w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></p>
<p> La recensione di Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore Conosco Vincenzo Di Michele da anni. Ho letto e recensito molte delle sue opere, spesso dedicate alla memoria storica, alle verità taciute&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i> La recensione di Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore</i></b></p>
<p>Conosco <strong>Vincenzo Di Michele</strong> da anni. Ho letto e recensito molte delle sue opere, spesso dedicate alla memoria storica, alle verità taciute della guerra, ai reduci che hanno attraversato la storia con la stessa dignità silenziosa dei grandi protagonisti. <strong>Di Michele</strong> è uno scrittore che ha sempre saputo ascoltare. Ascoltare i documenti, le testimonianze, le voci che rischiavano di perdersi. Tuttavia con il suo primo romanzo compie qualcosa di diverso, di nuovo, di sorprendente: entra nella vita vera di una donna e la racconta con una delicatezza che non avevo ancora visto così pienamente nella sua scrittura.</p>
<p>Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, invece la custodiscono. <em>L’atleta della vita</em>, il romanzo di <strong>Vincenzo Di Michele</strong>, appartiene a questa categoria rara. È un’opera che nasce da un diario reale, da una voce che ha attraversato la vita con intensità, disciplina, amore e dolore. Una voce che l’autore ha saputo ascoltare e trasformare in un racconto limpido, rispettoso, profondamente umano.</p>
<p><strong>Anna </strong>– questo il nome scelto per tutelarne la privacy – non è solo la protagonista del romanzo, è una presenza che rimane. Una donna che ha vissuto intensamente, in ogni ruolo che la vita le ha affidato: atleta di livello internazionale, medico appassionato, madre e moglie, professionista rigorosa, anima luminosa di una famiglia che la amava profondamente. E poi paziente oncologica. E poi testimone. E infine voce.  <strong>Di Michele</strong> non la racconta come un personaggio, la accompagna, quasi con pudore. Chi conosce l’autore sa quanto la sua prosa sia abituata a muoversi tra archivi, documenti, ricostruzioni storiche. Qui invece la parola si fa più intima, più raccolta, più rispettosa. C’è la volontà di custodire una vita e di offrirla agli altri come un dono.</p>
<p><strong>Di Michele</strong>, autore noto per i suoi saggi storici dedicati alle vicende di guerra, ai reduci, alle verità nascoste del Novecento, compie qui un passaggio decisivo, di grande significato anche sul piano della qualità letteraria. Passa, infatti, dalla storia collettiva alla storia intima di una persona. E lo fa con una scrittura che sorprende per misura, delicatezza e profondità emotiva. Non c’è retorica, non c’è compiacimento nel dolore. C’è invece la volontà di accompagnare il lettore dentro un percorso che riguarda tutti, perché tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo incrociato in qualche modo il tornante del cancro nel mondo delle nostre amicizie e talvolta direttamente.</p>
<p><em>L’atleta della vita</em> è un libro che va letto con calma, distillato parola per parola, frase per frase, per coglierne l’essenza progressiva della storia ma anche il bagaglio di emozioni che reca con sé. Inoltre, c’è l’insegnamento profondo di una donna che, colpita dal tumore al seno, da medico lo studia, lo propone come esempio di “terapia” aggiuntiva a quella farmacologica, quali per lei sono lo sport, la meditazione spirituale, l’intensità della relazione in famiglia (con il marito, medico anch’egli e docente universitario, con i due figli). Non infrangerò la regola che postula di non entrare nei dettagli di una storia narrata, che invece va letta e scoperta man mano. E tuttavia qualche flash è necessario per inquadrare la vicenda e la sua evoluzione narrativa. Il libro si apre con una nota dell’Autore che già è una dichiarazione di trasparenza.</p>
<p>La storia narrata non è una biografia, ma un cammino. Non una sequenza di date, ma un respiro. <strong>Anna</strong>, la protagonista, inizia ad annotare nel suo diario dal novembre 2024, perché non sa quale evoluzione avrà la sua malattia fino al congresso medico del marzo 2025. Scrive perché teme che le emozioni possano impedirle di parlare. Scrive perché la malattia, che lei non vuole esibire, le chiede invece di essere raccontata per diventare testimonianza, per essere un’esperienza d’aiuto verso tutte le donne che si trovino a vivere la medesima condizione.</p>
<p>Il capitolo del congresso medico è uno dei più intensi dell’intero libro. Anna sale sul palco, ferma, asciutta, illuminata da luci che sembrano crude. Stringe il microfono con una mano sola, prende fiato e pronuncia due parole che attraversano la sala come un’onda: <em>«Sono piena di metastasi in tutte le parti del mio corpo.» </em>Non c’è enfasi, non c’è dramma: c’è verità. Una verità detta con una lucidità che immobilizza la platea. Medici, studenti, fisioterapisti, pazienti, tutti si ritrovano uniti da un silenzio che non è assenza di suono, ma presenza di ascolto. In quel momento, Anna non è solo una paziente, è un medico che parla ai medici, un’atleta che parla agli atleti, una donna che parla alla vita. E lo fa con la sincerità, richiamando l’importanza terapeutica di continuare a vivere le proprie passioni, nel suo caso lo sport, la professione medica anche durante il Covid, la vita spirituale, il mondo delle relazioni di amicizia e familiari. Una “terapia integrativa” personale, utile a contenere all’essenziale le necessarie cure farmacologiche.</p>
<p>La narrazione segue Anna nel suo percorso: la paura iniziale, la disciplina dello sport che diventa terapia, il sostegno delle terapie integrate, la volontà di mantenere autonomia, lucidità, equilibrio psicofisico. La sua storia non è mai raccontata come una battaglia &#8211; <strong>Di Michele</strong> evita con cura la retorica bellica &#8211; ma come un cammino. Un cammino fatto di scelte, di consapevolezza, di amore per l’esistenza. Accanto alla malattia, il libro restituisce la vita nella sua quotidianità, nel suo divenire: la Basilicata dell’infanzia, la campagna, gli animali, la transumanza; la corsa che nasce come gioco e diventa vocazione; gli allenatori che preparano e guidano Anna, le gare, le medaglie, la disciplina; Roma, l’università, la medicina, il lavoro; la famiglia, i figli, gli affetti che la accompagnano fino all’ultimo.</p>
<p><strong>Di Michele</strong> riesce a dare voce a questa complessità con una scrittura che alterna momenti di intensa partecipazione emotiva a pagine di grande sobrietà. Il lettore avverte la presenza dell’autore, ma mai in modo invadente. È infatti un narratore che osserva, ascolta, restituisce. Un narratore che conosce bene il valore della memoria e sa che raccontare significa anche proteggere.</p>
<p><em> </em><em>L’atleta della vita</em> è un romanzo che parla al lettore con delicatezza, ma anche con forza. Una storia di vita che invita a guardare la malattia senza paura, senza vergogna, senza silenzi. Una storia vera che ricorda che la vita, anche quando si ferma, continua a lasciare tracce luminose. Anna, attraverso la sua diretta esperienza nella malattia, affida un forte messaggio di speranza e di valori da vivere, quali sono quelli per lei importanti, compresa la sua fede cristiana vissuta in autenticità.</p>
<p>Con quest’opera <strong>Vincenzo Di Michele</strong> aggiunge alla sua produzione un libro diverso, più intimo, più civile, più universale. Una testimonianza che può essere d’aiuto a chi direttamente affronta il cancro, ma anche a chi accompagna, a chi sostiene, a chi ama. Una storia che non si dimentica, perché non parla di morte, ma sa parlare di vita. Di una vita che sa sempre resistere e lasciare così una testimonianza utile e luminosa.</p>
<p>***</p>
<p><strong>Vincenzo Di Michele</strong>, romano ma di origini abruzzesi, è giornalista e scrittore con una lunga esperienza nella ricostruzione<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126771" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-300x170.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-1024x580.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-768x435.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-1170x663.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele-585x331.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Vincenzo-Di-Michele.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> di vicende storiche del Novecento. Laureato in Scienze Politiche alla Sapienza, ha firmato numerosi volumi che spaziano dalla memoria bellica alla storia sociale, fino alle biografie. Saggista fecondo, ha pubblicato: <em>La famiglia di fatto</em> (2006), un’analisi della convivenza more uxorio; <em>Io prigioniero in Russia</em> (2009), oltre 55.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica; <em>Guidare oggi</em> (2010), un manuale per le problematiche stradali; <em>Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso</em> (2011), una revisione storica sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore; <em>Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi</em> (2013), biografia ufficiale del calciatore della Lazio, campione d’Italia nel 1974; <em>Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota</em> (2014), un’inchiesta sull’iter di annullamento dei matrimoni innanzi ai Tribunali ecclesiastici; <em>L’ultimo segreto di Mussolini</em> (2015), quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi e i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini, anche tradotto in inglese (<em>The Last secret of Mussolini, the undercounter pact between Badoglio and the Germans)</em>; <em>Cefalonia. Io e la mia storia</em> (2017), racconto autobiografico di un militare sullo sfondo degli avvenimenti bellici dell’eccidio di Cefalonia nel settembre 1943; <em>Animali in guerra, vittime innocenti </em>(2019), le uccisioni nelle due Guerre mondiali di cani, cavalli, muli, piccioni e di tante altre bestie; <em>Alla ricerca dei dispersi in guerra</em> (2020), dal fronte greco a El Alamein fino alla Russia: i familiari dei caduti raccontano le loro storie. <em>Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale </em>(2024), <strong>“</strong><em>Campo Imperatore 1943 &#8211; Quel falso mito della liberazione del Duce” </em>(2025), <em>“Majorana, il prezzo del genio &#8211;</em><em> La fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare</em><em>”</em> (2026).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>L’atleta della vita</em></strong><strong> – Vincenzo Di Michele </strong>(Edizioni Vincenzo Di Michele, Roma 2026, € 12 &#8211; ebook € 4,90)</p>
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		<title>Cioran. Tragico e destino. Abitare le macerie in utopia di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cioran]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Pierfranco Bruni dialoga con Cioran, Eliade, Ionesco, Horia e Zambrano, intrecciando esilio, memoria e ricerca di senso. Abitare le rovine diventa così un modo per riconoscere ciò che resta della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><em> Pierfranco Bruni dialoga con Cioran, Eliade, Ionesco, Horia e Zambrano, intrecciando esilio, memoria e ricerca di senso. Abitare le rovine diventa così un modo per riconoscere ciò che resta della bellezza e opporsi al relativismo che svuota il presente.Un viaggio filosofico tra le macerie dell’uomo contemporaneo, dove il crollo delle utopie lascia spazio alla lucidità e alla responsabilità individuale</em></p>
<p>In Cioran il senso tragico non è balcanico o adriatico. C&#8217;è il drammatico. Il tragico di Cioran è profondamente greco. Quel mondo greco del latino Ovidio che conosce l&#8217;esilio in Romania. Siamo invasi dalle macerie. Non quelle dei muri. Quelle dell’anima. Rotolano dentro, silenziose. Sono rovine che il tempo moderno chiama “relativismo”. Un relativismo senza tempo, senza misura, senza peso. Tutto vale uguale. Nulla vale davvero. E l’uomo resta scoperto.</p>
<p>Cioran abita qui. Non come maestro. Come testimone del tragico. Il tragico non è sventura. È lucidità. È lo sguardo che non si lascia consolare dalle utopie. Il tragico dell’utopia è la nostra epoca. Ha promesso approdi e ha lasciato deserti. Ho dovuto scendere nei suoi inferi. Ma non solo nei suoi. Negli inferi dei labirinti dove ho incontrato ombre che parlavano. E oltre le ombre, fantasmi. I nostri. I miei.<br />
Sono sceso in quell&#8217;esilio senza approdo. Ho parlato con Eliade, con Ionesco, con Horia, con Zambrano. Esili, una sola condizione. esistere senza finzioni. Eliade cercava il simbolo per non smarrire il centro. Horia cercava la memoria per non tradire l’origine. Ionesco ha cercato la parola nell&#8217;assurdo. Zambrano cercava la ragione poetica per non spegnere la luce interna. Nessuno chiedeva una patria. Chiedevano una lingua per dire la distanza. L’esilio non è geografia. È stato ontologico. La condizione umana è condizione di esistere. Stare nella soglia, senza riempirla di rumore.</p>
<p>In tragico di utopia (Solfanelli) ho abitato le presenze nelle assenze. Per Cioran il destino non è fatalità. È responsabilità. È la maceria che decidi di non rimuovere, perché ti dice chi sei. Senza destino siamo cronaca. Con il destino diventiamo figura. Il moderno ha rimosso il destino. Lo ha sciolto nell’indifferenza. Ha sostituito il tragico con l’opinione. Così le rovine non si abitano. Si calpestano. E l’anima si assottiglia. Si vive completamente una filosofia delle rovine. Perché mi sono posto una domanda. Che fare delle macerie? Non restaurarle. Non musealizzarle. Abitarle. Abitare le rovine significa riconoscere che la bellezza c’è stata e ha lasciato traccia. Significa accettare l’oblio come parte del rito. Significa parlare piano, come tra ombre. Qui la filosofia non costruisce sistemi. Rigenera Pensiero. Entra nel labirinto e non pretende l’uscita. Pretende la luce che cambia mentre cammini. È filosofia degli specchi: rimanda, deforma, rivela. È sciamanesimo della misura tra Oriente e Occidente, i quali si guardano nella stessa conchiglia. Si ascoltano con il rumoreggiare degli echi. Sempre oltre l’utopia e dentro il tragico.</p>
<p>L’utopia è crollata perché voleva abolire il tempo. Il tragico lo attraversa. Non promette salvezza. Offre intensità. E l’intensità, quando è vera, diventa destino. Vivere è scegliere di restare svegli tra le rovine. È dire no al relativismo che anestetizza. È dire sì a un peso che dà forma. C&#8217;è un punto che diventa un appunto. Non cerchiamo case nuove tra le macerie. Cerchiamo sguardi antichi. Sguardi che sanno dire: “sono qui”. E nel dirlo sembrano tenere in piedi il mondo. Cioran non consola. Dis-vela. E nel dis-velo l’uomo ritrova la sua misura. Ovvero né Dio né nulla. Uomo. Con il tragico sulle spalle e il destino nelle mani. Dove si andrà. Dove andremo? L&#8217;utopia è già superata? Proprio per questo a dis-misura di umano il tragico è un sabotaggio della quiete. Non sapremo mai essere quiete. Io e Cioran. Ma isola che conoscono la dissolvenza del giorno che scende verso il tramontare del tramonto stesso. Capricci di un troppo vissuto. Con il volto e l’abisso del naufrago.</p>
<p>La filosofia che non volle rinunciare alla confessione abita il tragico e il resto si fa utopia. Tragico e destino. Siamo invasi dalle macerie. Le macerie rotolano nelle nostre anime. Sono rovine. Il tempo moderno è solo relativismo moderno senza tempo. In tragico di utopia. È il mio scendere negli inferi non solo di Cioran. Ma nei labirinti che hanno incontrato le ombre. Oltre le ombre i fantasmi. Ho parlato con Eliade con Horia con Ionesco con Zambrano con Leucò&#8230; Con l&#8217;esilio senza cercare un approdo. La condizione umana è nella condizione di esistere del singolo.</p>
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		<title>Da Giampilieri agli abissi dello Stretto: Nicola Micali riporta in vita il mito di Colapesce</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/30/da-giampilieri-agli-abissi-dello-stretto-nicola-micali-riporta-in-vita-il-mito-di-colapesce/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-giampilieri-agli-abissi-dello-stretto-nicola-micali-riporta-in-vita-il-mito-di-colapesce</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 17:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Algra editore]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sulle tracce di COlapesce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Un racconto tra arte, mare e memoria. In uscita il 7 agosto Il 7 agosto 2026 esce per Algra Editore Sulle tracce di Colapesce, il primo racconto scritto e illustrato dall’artista&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/30/da-giampilieri-agli-abissi-dello-stretto-nicola-micali-riporta-in-vita-il-mito-di-colapesce/">Da Giampilieri agli abissi dello Stretto: Nicola Micali riporta in vita il mito di Colapesce</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un racconto tra arte, mare e memoria. In uscita il 7 agosto</em></p>
<p><strong>Il 7 agosto 2026 esce per Algra Editore <em>Sulle tracce di Colapesce</em>, il primo racconto scritto e illustrato dall’artista messinese. Un viaggio tra leggenda, esperienza nella Marina, illustrazione e ricerca interiore, con il patrocinio del Comune di Messina.</strong></p>
<p>Il mito di Colapesce torna a vivere attraverso lo sguardo di un artista messinese. Il 7 agosto 2026 sarà pubblicato da Algra Editore <em>Sulle tracce di Colapesce</em>, il primo racconto scritto e illustrato da Nicola Micali, artista e scultore originario di Giampilieri, che attraverso parole e immagini costruisce un nuovo viaggio nelle profondità dello Stretto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-112300" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Copertina-sulle-tracce-di-Colapesce-692x1024.jpg" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Copertina-sulle-tracce-di-Colapesce-692x1024.jpg 692w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Copertina-sulle-tracce-di-Colapesce-203x300.jpg 203w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Copertina-sulle-tracce-di-Colapesce-768x1136.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Copertina-sulle-tracce-di-Colapesce.jpg 940w" alt="" width="692" height="1024" /></figure>
<p>L’opera nasce dall’incontro tra tradizione marinaresca, ricerca storica, memoria personale e immaginazione. Un progetto che affonda le proprie radici nel rapporto dell’autore con il mare e nella sua lunga ricerca artistica sul dialogo tra uomo, materia e tempo.</p>
<p>Dopo anni dedicati alla scultura, alla lavorazione del ferro e al recupero di materiali segnati dal passaggio del tempo e dell’acqua, Nicola Micali approda alla narrativa illustrata con un racconto in cui il mito diventa uno strumento per esplorare il rapporto tra identità, memoria e trasformazione.</p>
<p><strong>Al centro della storia vi è un giovane palombaro della Marina Militare</strong>, chiamato ad affrontare un viaggio leggendario alla ricerca di Colapesce attraverso le tracce di tre antiche reliquie: una coppa, una corona e un anello. Tra creature marine, leggende dimenticate, prove fisiche e sfide interiori, il protagonista raggiunge il misterioso castello di cristallo di Morgana, dove la ricerca del mito si trasforma in un confronto con sé stesso.</p>
<p>La figura del palombaro rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti dell’opera. Le descrizioni delle immersioni, dello scafandro rigido, delle tecniche di discesa e dell’assetto neutro nascono dall’esperienza diretta di Micali maturata durante il suo percorso nella Marina in Liguria. Un patrimonio tecnico e umano che viene trasformato in racconto, offrendo autenticità alle pagine del volume.</p>
<p>Il mare diventa così il filo conduttore tra due territori profondamente legati alla storia dell’autore: la Sicilia dello Stretto, luogo del mito di Colapesce e della sua formazione culturale, e la Liguria, dove Micali ha vissuto una parte significativa della propria esperienza nella Marina e dove ha sviluppato anche il proprio percorso artistico.</p>
<p>Le illustrazioni del libro rappresentano un altro elemento centrale del progetto. Attraverso un linguaggio visivo che richiama la grande tradizione dell’immagine narrativa, <strong>Micali rende omaggio ad Achille Beltrame, storico illustratore della <em>Domenica del Corriere</em></strong>. La scena della lotta del palombaro contro una gigantesca piovra richiama quell’immaginario epico che ha accompagnato generazioni di lettori, reinterpretandolo in chiave contemporanea.</p>
<p><strong>Nel racconto trovano spazio anche riferimenti alla storia e alla scienza del mare di Messina, tra cui l’omaggio a Jeanne Villepreux-Power</strong>, pioniera della biologia marina e degli studi sugli argonauti, creando un dialogo tra mito, ricerca scientifica e divulgazione.</p>
<p><strong>La prefazione dello storico e giornalista Roberto Sciarrone definisce Nicola Micali un “moderno Colapesce dello Stretto”</strong>, sottolineando il modo in cui l’artista trasforma il proprio rapporto con il mare in una ricerca capace di riportare alla luce simboli, memorie e storie.</p>
<p>“Curare la prefazione di questo volume significa percorrere un ponte sospeso tra la storia e l’immaginazione. Micali agisce come un moderno Colapesce dello Stretto: si inabissa nel mito e riemerge restituendoci una narrazione potente, arricchita da illustrazioni che dialogano con la grande tradizione visiva del passato. Una favola contemporanea che custodisce e rinnova le nostre radici.” Afferma Sciarrone.</p>
<p><em>Sulle tracce di Colapesce</em> gode del patrocinio del Comune di Messina e della The Historical Diving Society Italia, con il sostegno della galleria Zancle Art Project e del Cantiere della Memoria di Le Grazie.</p>
<p>Un viaggio tra profondità marine e profondità interiori, nel quale il mito antico dello Stretto incontra l’esperienza contemporanea di un artista che, attraverso il mare, racconta le proprie radici e restituisce nuova vita a una delle leggende più amate della tradizione siciliana.</p>
<p><strong>Il volume è disponibile in preordine sul sito di Algra Editore</strong> e attraverso i principali canali di vendita libraria online. Sarà disponibile dal 7 agosto 2026 nelle librerie e negli store autorizzati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-112301" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-1024x898.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-1024x898.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-300x263.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-768x674.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-1536x1347.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG20260321145158-2048x1796.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="898" /></figure>
<p><strong>Sinossi</strong></p>
<p><em>Nel cuore degli abissi siciliani un palombaro intraprende un viaggio leggendario alla ricerca di Colapesce seguendo le tracce di tre antiche reliquie: una coppa, una corona e un anello. Tra enigmatici pesci parlanti, piovre gigantesche, argonauti e duelli scintillanti tra pesci spada, dovrà affrontare sfide che mettono alla prova corpo e mente. Dal bianco e nero del mondo ordinario ai colori brillanti del regno marino, il viaggio conduce al misterioso castello di cristallo di Morgana, dove dovrà confrontarsi con i riflessi che celano il lato più oscuro di sé. In fondo al mare e dentro di sé, scoprirà qualcosa di più grande di quanto avesse mai immaginato: la possibilità di ritrovarsi.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leone XIV, il Papa che interroga il nostro tempo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/25/leone-xiv-il-papa-che-interroga-il-nostro-tempo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leone-xiv-il-papa-che-interroga-il-nostro-tempo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 12:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="790" height="1163" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE.jpeg 790w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-204x300.jpeg 204w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-696x1024.jpeg 696w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-768x1131.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-585x861.jpeg 585w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></p>
<p>In uscita il nuovo volume di Sebastiano Catte: dalla Chicago di Robert Francis Prevost alla Magnifica Humanitas, dieci chiavi per comprendere un pontificato tra memoria agostiniana e sfide del presente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="790" height="1163" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE.jpeg 790w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-204x300.jpeg 204w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-696x1024.jpeg 696w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-768x1131.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover_VITAVISIONE-585x861.jpeg 585w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></p><p><strong>In uscita il nuovo volume di Sebastiano Catte: dalla Chicago di Robert Francis Prevost alla <em>Magnifica Humanitas</em>, dieci chiavi per comprendere un pontificato tra memoria agostiniana e sfide del presente</strong></p>
<p>L&#8217;8 maggio 2025 Robert Francis Prevost si affaccia dalla loggia di San Pietro con un nome nuovo, Leone XIV. Il mondo cerca di decifrarne il volto, le parole, i silenzi. Chi è davvero quel Papa americano, missionario in Perù per decenni, di formazione agostiniana, così lontano dal clamore?</p>
<p>Da quelle domande nacque un <em>instant book</em>, scritto a caldo nei giorni dell&#8217;elezione. Oggi diventa un libro più ampio<strong>: &#8220;Leone XIV. Vita e visione di un Papa agostiniano. 10 voci dentro un anno di pontificato, dalla pace alla Magnifica Humanitas&#8221;</strong> (244 pagine, 16 euro, già su Amazon e presto in libreria). Non un aggiornamento, ma un doppio racconto: la vita di Prevost e la rotta impressa alla Chiesa nel suo primo anno.</p>
<p>La storia parte da Chicago, da un ragazzo con radici europee e una solida formazione scientifica, attratto presto dalla vita religiosa. Passa per l&#8217;Ordine di Sant&#8217;Agostino, per il lungo Perù vissuto tra la gente più che tra le statistiche, per il ritorno a Roma, l&#8217;episcopato a Chiclayo, la guida del Dicastero per i Vescovi e infine il conclave: una traiettoria costruita lontano dai riflettori, che porta al vertice della Chiesa un uomo abituato ad ascoltare più che a imporsi. Ne emerge il ritratto di un Papa rigoroso e mite, colto e concreto &#8211; non un&#8217;agiografia, ma il profilo di una delle poche autorità morali ancora riconosciute in un mondo di guerre, autocrazie e disuguaglianze.</p>
<p>Alla biografia si affianca una seconda parte, aggiornata al 4 luglio 2026, che legge il pontificato attraverso dieci voci: <em>Agostinianesimo; Chiesa missionaria; Comunità e fraternità; Cura del creato; Dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas; Ecumenismo, unità dei cristiani e dialogo interreligioso; Educazione, giovani trasmissione della fede; Educazione, giovani e trasmissione della fede; Etica della verità e comunicazione; Geopolitica e pace; Governo della Chiesa. </em>Non un semplice glossario, ma dieci finestre che dalle parole del Papa si aprono sul nostro tempo: guerre senza fine, democrazie in crisi, nuove solitudini, informazione fragile, intelligenza artificiale.</p>
<p>È proprio l&#8217;intelligenza artificiale al centro della prima enciclica di Leone XIV, la <em>Magnifica Humanitas</em>, firmata nel 135° anniversario della <em>Rerum Novarum</em> di Leone XIII. Se allora la Chiesa si interrogava sulla rivoluzione industriale, oggi la domanda è altrettanto radicale: cosa resta della dignità umana quando le macchine sembrano pensare al posto nostro? La risposta non è condanna né nostalgia, ma un confine da tracciare: l&#8217;innovazione al servizio della persona, mai un potere senza responsabilità. La macchina calcola, imita, prevede. Non può sostituire coscienza, relazione, libertà.</p>
<p>…………………………</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Com.Unica Libri</strong>, by Fondazione Giuseppe Levi Pelloni</p>
<p>Via Valdinievole, 39 – 00141 Roma</p>
<p><a href="http://www.comunicalibri.org">www.comunicalibri.org</a>  I  email <a href="mailto:contatti@comunicalibri.org">contatti@comunicalibri.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono questioni che oltrepassano i confini della Chiesa e parlano a credenti e non credenti, giovani digitali e adulti smarriti nello stesso paesaggio. Il libro segue Leone XIV anche nel terreno scivoloso della geopolitica, dove insiste su una pace non rituale ma politica e morale &#8211; che non è resa del più debole, ma diplomazia, giustizia, diritto internazionale. E ritrova, dietro ogni tema, la visione agostiniana della comunità: nessuno si salva da solo, né nella fede né nella società; contro individualismo e volontà di potenza, ascolto e fraternità.</p>
<p><strong>&#8220;Leone XIV. Vita e visione di un Papa agostiniano&#8221;</strong> è il racconto di una vita e la cronaca ragionata di un anno che ne ha già rivelato carattere e priorità. Un libro scritto con il passo del reportage, per chiedersi se, in una stagione di rumore e velocità, esista ancora spazio per una leadership fondata sull&#8217;ascolto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>………………………………..</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SCHEDA DEL VOLUME</strong></p>
<p><strong>Titolo: </strong>Leone XIV. Vita e visione di un Papa agostiniano</p>
<p><strong>Sottotitolo: </strong>10 voci dentro un anno di pontificato, dalla pace alla Magnifica Humanitas</p>
<p><strong>Autore: </strong>Sebastiano Catte</p>
<p><strong>Editore: </strong>Com.Unica Libri, Roma</p>
<p><strong>Pagine: </strong>240</p>
<p><strong>Formato: </strong>15,24 × 22,86 cm</p>
<p><strong>Prezzo di copertina: </strong>16,00 euro, <strong>E-book</strong>: 4,99</p>
<p><strong>Disponibilità: </strong>già acquistabile su Amazon (<a href="https://www.amazon.it/gp/product/B0H8531NYW">https://www.amazon.it/gp/product/B0H8531NYW</a>)</p>
<p>e prossimamente in alcune librerie italiane</p>
<p><strong>Sito dell&#8217;editore: </strong><a href="http://www.comunicalibri.org">www.comunicalibri.org</a></p>
<p><strong>L’AUTORE</strong></p>
<p>Informatico e giornalista, originario di Oliena (Nuoro), Sebastiano Catte è vicedirettore dell&#8217;agenzia Com.Unica. Scrive, in particolare, su temi legati alla spiritualità, alla tecnologia e allo sport. Tra le sue pubblicazioni <em>La memoria lieve del calcio</em> (con  Nils Liedholm) e <em>Gli esploratori dell&#8217;era digitale.</em> A Leone XIV ha dedicato numerosi articoli e anche un <em>instant-book</em>, scritto in collaborazione con il giornalista Anthony Muroni.</p>
<p><strong>L&#8217;EDITORE</strong></p>
<p><strong>Com.Unica</strong> <strong>Libri</strong> nasce dall&#8217;esperienza dell&#8217;agenzia giornalistica Com.Unica per raccontare, con il passo del reportage, i volti e i luoghi del Novecento e del nuovo secolo. Al catalogo si è affiancato quello di Ethos Edizioni, di cui la casa editrice raccoglie l&#8217;eredità nelle biografie e nei saggi storici, e la collana &#8220;Festa mobile&#8221;, con i titoli già pubblicati dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni. Com.Unica Libri offre anche servizi editoriali su misura, dall&#8217;idea alla promozione, pensati in particolare per imprenditori e professionisti che scelgono il libro come strumento di comunicazione.</p>
<p>www.comunicalibri.org</p>
<p>L&#8217;8 maggio 2025 Robert Francis Prevost si affaccia dalla loggia di San Pietro con un nome nuovo,<br />
Leone XIV. Il mondo cerca di decifrarne il volto, le parole, i silenzi. Chi è davvero quel Papa<br />
americano, missionario in Perù per decenni, di formazione agostiniana, così lontano dal clamore?<br />
Da quelle domande nacque un instant book, scritto a caldo nei giorni dell&amp;#39;elezione. Oggi diventa un<br />
libro più ampio: &amp;quot;Leone XIV. Vita e visione di un Papa agostiniano. 10 voci dentro un anno di<br />
pontificato, dalla pace alla Magnifica Humanitas&amp;quot; (244 pagine, 16 euro, già su Amazon e presto in<br />
libreria). Non un aggiornamento, ma un doppio racconto: la vita di Prevost e la rotta impressa alla<br />
Chiesa nel suo primo anno.<br />
La storia parte da Chicago, da un ragazzo con radici europee e una solida formazione scientifica,<br />
attratto presto dalla vita religiosa. Passa per l&amp;#39;Ordine di Sant&amp;#39;Agostino, per il lungo Perù vissuto tra la<br />
gente più che tra le statistiche, per il ritorno a Roma, l&amp;#39;episcopato a Chiclayo, la guida del Dicastero<br />
per i Vescovi e infine il conclave: una traiettoria costruita lontano dai riflettori, che porta al vertice<br />
della Chiesa un uomo abituato ad ascoltare più che a imporsi. Ne emerge il ritratto di un Papa<br />
rigoroso e mite, colto e concreto &#8211; non un&amp;#39;agiografia, ma il profilo di una delle poche autorità morali<br />
ancora riconosciute in un mondo di guerre, autocrazie e disuguaglianze.<br />
Alla biografia si affianca una seconda parte, aggiornata al 4 luglio 2026, che legge il pontificato<br />
attraverso dieci voci: Agostinianesimo; Chiesa missionaria; Comunità e fraternità; Cura del creato;<br />
Dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas; Ecumenismo, unità dei cristiani e dialogo<br />
interreligioso; Educazione, giovani trasmissione della fede; Educazione, giovani e trasmissione della<br />
fede; Etica della verità e comunicazione; Geopolitica e pace; Governo della Chiesa. Non un semplice<br />
glossario, ma dieci finestre che dalle parole del Papa si aprono sul nostro tempo: guerre senza fine,<br />
democrazie in crisi, nuove solitudini, informazione fragile, intelligenza artificiale.<br />
È proprio l&amp;#39;intelligenza artificiale al centro della prima enciclica di Leone XIV, la Magnifica<br />
Humanitas, firmata nel 135° anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII. Se allora la Chiesa si<br />
interrogava sulla rivoluzione industriale, oggi la domanda è altrettanto radicale: cosa resta della<br />
dignità umana quando le macchine sembrano pensare al posto nostro? La risposta non è condanna né<br />
nostalgia, ma un confine da tracciare: l&amp;#39;innovazione al servizio della persona, mai un potere senza<br />
responsabilità. La macchina calcola, imita, prevede. Non può sostituire coscienza, relazione, libertà.</p>
<p>…………………………<br />
Com.Unica Libri, by Fondazione Giuseppe Levi Pelloni<br />
Via Valdinievole, 39 – 00141 Roma<br />
www.comunicalibri.org I email contatti@comunicalibri.org</p>
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		<title>Intelligenza artificiale dalla A alla Z. Magi edizioni lancia il primo glossario italiano</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/22/intelligenza-artificiale-dalla-a-alla-z-magi-edizioni-lancia-il-primo-glossario-italiano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intelligenza-artificiale-dalla-a-alla-z-magi-edizioni-lancia-il-primo-glossario-italiano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 17:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="704" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1.jpg 704w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1-206x300.jpg 206w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1-585x851.jpg 585w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p>A cura di Guido Perboli e Angelica Bianco,  il volume  che rende accessibile il linguaggio dell’intelligenza artificiale a cittadini, studenti e professionisti. Un’opera interdisciplinare che  attraversa gli aspetti tecnici, i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="704" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1.jpg 704w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1-206x300.jpg 206w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COVER-Glossario_IA-704x1024-1-585x851.jpg 585w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p><p><strong>A cura di Guido Perboli e Angelica Bianco,  il volume  che rende accessibile il linguaggio dell’intelligenza artificiale a cittadini, studenti e professionisti. Un’opera interdisciplinare che  attraversa gli aspetti tecnici, i dilemmi etici e i vincoli regolatori .</strong></p>
<p><strong>Disponibile sul sito di Magi Edizioni e attraverso i principali canali di distribuzione editoriale www.magiedizioni.com</strong></p>
<p>ROMA – In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando economia, lavoro, sanità, istruzione e pubblica amministrazione, nasce uno strumento pensato per aiutare cittadini, studenti, professionisti e istituzioni a comprendere il linguaggio dell’innovazione. <strong>Magi Edizioni annuncia la pubblicazione di ‘L’Intelligenza Artificiale dalla A alla Z’, il primo glossario italiano sull’intelligenza artificiale</strong>, scritto a quattro mani dal professor <strong>Guido Perboli</strong>, tra i maggiori esperti italiani di intelligenza artificiale e innovazione, e dall’AI Ethicist<strong> Angelica Bianco</strong>, giornalista, direttrice editoriale di Magi Edizioni e presidente della Commissione Etica, Empowerment e Legalità dell’Intergruppo Parlamentare sull’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>Il volume, impreziosito dalla <strong>prefazione del professor Giuseppe Ghisolfi</strong>, autorevole banchiere, saggista e promotore dell’educazione finanziaria, nasce con l’obiettivo di rendere accessibili i principali concetti dell’intelligenza artificiale attraverso un linguaggio chiaro, rigoroso e divulgativo. L’opera è dedicata in particolare alle nuove generazioni, chiamate a vivere e guidare una delle più grandi trasformazioni tecnologiche della storia contemporanea. Il libro si propone come un <strong>glossario di riferimento per comprendere termini, strumenti, modelli e applicazioni dell’intelligenza artificiale</strong>, promuovendo al tempo stesso una riflessione sull’etica, sulla responsabilità, sulla trasparenza e sull’impatto sociale delle nuove tecnologie.</p>
<p>‘L’Intelligenza Artificiale dalla A alla Z’ rappresenta una delle prime opere italiane interamente dedicate alla <strong>costruzione di un linguaggio condiviso sull’AI</strong>, con un approccio interdisciplinare che unisce competenze scientifiche, tecnologiche, giuridiche, etiche e divulgative. Dalle definizioni di Machine Learning, Bias, Prompt, Large Language Models, Explainable AI, AI Act, Knowledge Graph, Responsible AI e Privacy by Design, fino ai concetti più avanzati che stanno ridefinendo il rapporto tra uomo e tecnologia, il volume offre al lettore <strong>strumenti concreti per comprendere il presente e affrontare con maggiore consapevolezza il futuro</strong>.</p>
<p>“L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi rivoluzioni della nostra epoca. Per questo <strong>non possiamo limitarci a sviluppare tecnologie: dobbiamo costruire una vera cultura dell’innovazione</strong>. La sovranità digitale non dipende soltanto dalle infrastrutture o dagli investimenti, ma dalla capacità di formare cittadini consapevoli, professionisti competenti e giovani preparati a governare il cambiamento. L’educazione all’intelligenza artificiale deve diventare una priorità strategica del Paese, perché solo attraverso la conoscenza sarà possibile coniugare progresso tecnologico, tutela dei diritti, competitività e sviluppo umano”, dichiarano congiuntamente Guido <strong>Perboli </strong>e Angelica <strong>Bianco</strong>.</p>
<p>Con questa pubblicazione, Magi Edizioni conferma il proprio impegno nella divulgazione scientifica e nella promozione di una cultura dell’Intelligenza Artificiale fondata sulla centralità della persona, sull’etica, sulla formazione e sulla responsabilità. ‘L’Intelligenza Artificiale dalla A alla Z’ è disponibile sul sito di Magi Edizioni e attraverso i principali canali di distribuzione editoriale <a href="http://www.magiedizioni.com/" data-cmp-ab="2">www.magiedizioni.com</a>.</p>
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		<title>Bestiario di Parthenope, il nuovo libro di Fiorella Franchini. Una mappa affascinante della memoria di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[BESTIARIO DI PARTHENOPE]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="1456" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario.jpg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario-206x300.jpg 206w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario-703x1024.jpg 703w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario-768x1118.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/cover-bestiario-585x852.jpg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il saggio &#8220;Bestiario di Parthenope. Storie e creature tra leggenda e realtà&#8220; di Fiorella Franchini (Edizioni Intra Moenia) è un&#8217;operazione culturale raffinata che va ben oltre la semplice catalogazione del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio <strong><em>&#8220;Bestiario di Parthenope. Storie e creature tra leggenda e realtà</em></strong><em>&#8220;</em> di <strong>Fiorella Franchini</strong> (Edizioni Intra Moenia) è un&#8217;operazione culturale raffinata che va ben oltre la semplice catalogazione del folklore napoletano. L’autrice, già nota per i suoi romanzi storici ambientati nel mondo antico, applica qui lo stesso rigore documentaristico a una materia fluida e profondamente viscerale: l&#8217;immaginario zoologico e fantastico di <strong>Napoli</strong>. La prima caratteristica del testo è lo scarto netto rispetto alla tradizione dei bestiari medievali europei. Se i cataloghi di mostri del Medioevo cristiano avevano come fine ultimo la moralizzazione, la catechesi e la redenzione dell&#8217;anima attraverso la paura del peccato, il bestiario partenopeo si rivela laico, utilitaristico e profondamente pragmatico.</p>
<p>Le creature che popolano i vicoli, i palazzi e il sottosuolo di Napoli non servono a guadagnarsi il Paradiso, ma a sopravvivere al quotidiano. Il legame tra l&#8217;uomo e l&#8217;animale, vero o immaginario che sia, nasce da un senso di precarietà storica ed esistenziale. L&#8217;ironia e la superstizione diventano scudi protettivi contro la sfortuna, la povertà o l&#8217;inspiegabile. L&#8217;autrice organizza il volume per voci, muovendosi con agilità tra archeologia, storia e letteratura. Il racconto mostra come a Napoli il dato biologico reale subisca costantemente una trasfigurazione magica o domestica. Con il <strong>geco</strong> l&#8217;animale che pulisce la casa dagli insetti, si eleva a spirito protettore del focolare, <strong>la Bella &#8216;Mbriana</strong>, l&#8217;ombra benevola della casa che non bisogna disturbare.</p>
<p>Affondando le mani nelle credenze di epoca romana, <strong>Fiorella Franchini</strong> rievoca la leggenda di un polpo talmente scaltro da risalire i canali fognari delle ville patrizie di Pozzuoli per depredare le dispense. Il <strong>cardillo,</strong> invece, si trasforma in simbolo della malinconia e della resilienza di un intero popolo. L&#8217;uccellino in gabbia che canta diventa metafora della privazione della libertà e della capacità di resistere attraverso l&#8217;arte. Particolarmente curioso è il capitolo dedicato all&#8217;identificazione dei napoletani con il &#8220;<strong>ciuccio&#8221;,</strong> emblema di un popolo abituato a faticare e a rispondere alle avversità della vita con una sana, dissacrante autoironia.</p>
<p>Il viaggio della scrittrice tocca anche i simboli della forza e del potere profano, come il <strong>mastino,</strong> fedele compagno che nell&#8217;iconografia della malavita storica fungeva da estensione visiva della propria invincibilità nel vicolo. O ancora <strong>il toro</strong>, figura sacrificale primigenia legata al culto fondativo della Sirena Partenope. Il sottosuolo, la &#8220;Napoli di sotto&#8221;, non è da meno: l&#8217;autrice scende nei pozzi della città per stanare la <strong>Papera cogliuta,</strong> mostro orrorifico nato per tenere i bambini lontani dalle pericolose cisterne d&#8217;acqua, a testimonianza di come il mostro napoletano abbia anche una funzione pedagogica o protettiva.</p>
<p>Un tassello fondamentale del bestiario è il <strong>corallo</strong>. Franchini ne scava le origini antropologiche: secondo il mito classico, il corallo nacque dal sangue pietrificato della testa di Medusa, recisa da Perseo e adagiata sulle alghe. A Napoli questo &#8220;sangue di mare&#8221; diventa l&#8217;antidoto per eccellenza contro il malocchio<strong>. </strong>Nel saggio, la <strong>tartaruga</strong> assume un valore ambivalente e potentissimo. Da un lato rappresenta la lentezza, la pazienza e la saggezza millenaria; dall&#8217;altro, è il simbolo di una natura resiliente, capace di sopravvivere agli abusi umani. Il catalogo è ricchissimo e spazia dagli animali dell’antica <strong>Pompei</strong> a quelli della camorra napoletana, dal gioco del lotto alle opere d’arte.</p>
<p>Affascinante è l&#8217;apporto visivo delle fotografie di <strong>Sergio Siano</strong>. Le immagini non fanno da semplice &#8220;sfondo&#8221;, ma dialogano attivamente con la prosa. Siano riesce a catturare la pietra scolpita, i dettagli architettonici (mascheroni, battenti, rilievi zoomorfi) e le atmosfere fumose e laviche della città, dimostrando visivamente che il bestiario è letteralmente impresso sui muri e nel tufo di Napoli.</p>
<p><strong> </strong><em>&#8220;Bestiario di Parthenope&#8221;</em> è un&#8217;opera preziosa perché non scivola mai nel saggismo accademico e polveroso, pur mantenendo un&#8217;ammirevole densità di contenuti. <strong>Fiorella Franchini</strong> firma un testo fluido, accessibile e appassionato. È una mappa culturale indispensabile per chi vuole capire perché a Napoli la linea di demarcazione tra il visibile e l&#8217;invisibile, tra l&#8217;umano e il bestiale, non sia un muro invalicabile, ma un velo sottilissimo che basta sollevare per scoprire la vera anima della città.</p>
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<p><em>Bestiario di Parthenope. Storie e creature tra leggenda e realtà</em></p>
<p>Fiorella Franchini &#8211; Edizioni Intra Moenia (2026) &#8211; Euro 18,90</p>
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<p><strong>Fiorella Franchini</strong> vive e lavora a Napoli. Giornalista pubblicista dal 2004, è laureata in Lettere Moderne presso<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126263" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Fiorella-Franchini.1-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Fiorella-Franchini.1-300x247.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Fiorella-Franchini.1-585x482.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Fiorella-Franchini.1.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> l’Università di Napoli Federico II. Collabora con il quotidiano <em>Il Denaro.it</em> e con le riviste online <em>Pannunzio Magazine</em> e <em>Verbum Press</em>. Per oltre dieci anni ha diretto il web magazine <em>Napoliontheroad</em> e ha scritto per le riviste <em>Arte&amp;Carte</em> e <em>Sussurri e Grida</em>. Nel 2013 ha pubblicato undici interviste nell’antologia <em>Donna è Anima</em> (Savarese Editore). Ha esordito nella narrativa con i romanzi <em>L’orchidea bianca</em> (Il Girasole Editore, 1995) e <em>I fuggiaschi di Lokrum</em> (Marotta Editore, 1998), ispirati a eventi bellici del secondo Novecento. A questi sono seguiti i thriller <em>Nanhai</em> (Il Mezzogiorno Editore, 2002) e <em>I fuochi di Atrani</em> (Kairòs Editore, 2006). Negli ultimi anni si è dedicata al romanzo storico, pubblicando <em>Korallion</em> (Kairòs Edizioni, 2014), <em>Il velo di Iside</em> (Homo Scrivens, 2018), <em>Pulsa de nura &#8211; La maledizione di Berenice di Cilicia</em> (Guida Editore, 2022), ambientati nella Napoli greca e romana, e il thriller <em>Deep Drilling</em> (Edition Bärenklau, Germania, 2023), <em>Bestiario di Partenope. Storie e creature tra leggenda e realtà </em>(Intra Moenia Edizioni, aprile 2026). Ha partecipato a programmi televisivi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi e premi letterari, sia nella narrativa sia nel giornalismo. Dal 2020 è membro della giuria e del comitato scientifico del Premio internazionale “Città del Galateo – Antonio de Ferraris”. I suoi ultimi due romanzi storici sono stati protagonisti di un progetto PCTO di Educazione al Patrimonio nel Sannio, <em>I Culti Egizi a Benevento</em>, all’interno dell’iniziativa <em>I Simulacri di Iside &#8211; Romanzando di Storia sull’Appia Regina Viarum con Fiorella Franchini</em>, e del percorso esperienziale “<em>ONORE A ISIDE al MANN”</em> &#8211; 2 marzo 2026- Educazione al Patrimonio con l’I.I.S. Carlo Levi di Portici, organizzati entrambi dall’Associazione ISIDIS ROUTE, di cui è socia.</p>
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