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	<title>amianto Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>amianto Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:33:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p>
<p>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia non si ferma e chiede il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/27/il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia/">Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p><p><strong>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia</strong> <strong>non si ferma e chiede il pieno riconoscimento del danno.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>27 agosto 2026 &#8211; Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi <strong>Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci</strong>, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio. Un risultato importante per la figlia, che <strong>ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre</strong>. “<em>Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L&#8217;ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui</em>”, racconta Benedetta. <strong>Luigi Ricci</strong> viveva a Roma, e dal <strong>settembre 1960 al dicembre 1966</strong> aveva prestato servizio nella Marina Militare come <strong>meccanico elettricista</strong>, prima a terra presso <strong>La Maddalena</strong> e poi a bordo di <strong>Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli</strong>. Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, <strong>entrò in contatto con polveri e fibre di amianto</strong>. <strong>Un&#8217;esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi</strong>, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia. Il <strong>12 agosto 2019</strong> a Ricci viene diagnosticato un <strong>mesotelioma maligno epitelioide</strong>. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il <strong>20 dicembre 2021</strong>. Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il <strong>Comitato di Verifica per le Cause di Servizio</strong> riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. È su questa storia che interviene la <strong>sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma</strong>. Il giudice ritiene <strong>provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto </strong>durante il servizio nella Marina <strong>e la patologia</strong> che <strong>ha portato Luigi Ricci alla morte</strong>, <strong>riconoscendo la responsabilità</strong> del <strong>Ministero della Difesa</strong>per la <strong>mancata adozione delle necessarie misure di protezione</strong>. A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa <strong>410.000 euro</strong>, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, <strong>280.000 euro</strong> riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede. Per la perdita del padre il Tribunale <strong>aveva invece quantificato il danno di Benedetta</strong> in <strong>259.857 euro</strong>, decidendo poi di <strong>dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza</strong>. Ed è soltanto qui che <strong>la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale</strong>. Perché dopo che <strong>il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza</strong> sulla parte risarcitoria <strong>chiedendo una riduzione delle somme liquidate</strong>, Benedetta <strong>ha deciso di impugnare il dimezzamento</strong> <strong>chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre</strong>.</p>
<p>“<em>È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all&#8217;assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un&#8217;assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento</em>”, spiega Benedetta.</p>
<p><em>«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro»</em>, dichiara l’<strong>avv. Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale di Benedetta Ricci &#8211; <em>«Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello</em>», conclude Bonanni.</p>
<p>Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1787920331765000&amp;usg=AOvVaw32DKWjtgqOQJQDtS3Dk7LV">www.osservatorioamianto.it</a></p>
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		<title>Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 18:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/amianto-lavoro-e1787336858909.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Esposto alla Procura di Pavia per la morte dell&#8217;ex ferroviere Gianni Oliva Ezio Bonanni (ONA): “Fare giustizia significa tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/">Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Esposto alla Procura di Pavia per la morte dell&#8217;ex ferroviere Gianni Oliva</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ezio Bonanni (ONA): <em>“Fare giustizia significa tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha perso la vita a causa del proprio lavoro. È un impegno che riguarda l&#8217;intera collettività”</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">19 agosto 2026 &#8211; Gianni Oliva per quasi <strong>trent&#8217;anni</strong> ha lavorato nelle <strong>Officine Grandi Riparazioni di Voghera</strong>, contribuendo alla manutenzione del materiale rotabile ferroviario. Oggi, a distanza di oltre due anni dalla sua scomparsa, <strong>il figlio Gianluca per fare piena luce sulle cause della morte del padre</strong>, <strong>deceduto il 9 maggio 2024 a Pavia</strong> a causa di un <strong>mesotelioma pleurico maligno</strong>, assistito dall&#8217;avvocato <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, ha presentato un <strong>esposto alla Procura della Repubblica di Pavia</strong> con la richiesta che <strong>vengano accertate eventuali responsabilità penali</strong> legate <strong>all&#8217;esposizione all&#8217;amianto durante l&#8217;attività lavorativa svolta dal padre</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Mio padre ha dedicato gran parte della sua vita al lavoro, che svolgeva con amore e dignità ogni giorno. Vederlo affrontare una malattia devastante come il mesotelioma è stato un dolore immenso, che nessuna famiglia dovrebbe vivere. Con questo esposto non cerco vendetta, ma verità e giustizia. Lo devo a lui, alla sua memoria e a tutte le persone che hanno lavorato in quegli ambienti e che ancora oggi convivono con la paura di ammalarsi. Mi auguro che venga accertata ogni responsabilità, affinché tragedie come questa non vengano mai dimenticate e nessun&#8217;altra famiglia debba affrontare lo stesso dolore</em>», spiega <strong>Gianluca Oliva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;atto <strong>chiede alla Procura</strong> di individuare <strong>le persone che</strong>, nel corso degli anni, <strong>hanno ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori</strong> all&#8217;interno delle<strong> Ferrovie dello Stato e di Trenitalia</strong> e di verificare, all&#8217;esito delle indagini, l&#8217;eventuale configurabilità di indizi di <strong>reato</strong>, tra cui profili di <strong>omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro</strong>, oltre ad altre fattispecie che gli inquirenti riterranno eventualmente sussistenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vita trascorsa nelle Officine Grandi Riparazioni </strong>&#8211; Gianni Oliva <strong>aveva iniziato a lavorare nelle Ferrovie dello</strong></p>
<div id="attachment_127113" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-127113" class="wp-image-127113 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-300x197.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-1024x671.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-768x504.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-1170x767.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-780x516.jpg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-585x384.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1.jpg 1266w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-127113" class="wp-caption-text">Gianni Oliva con la moglie Ivana</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Stato il 15 maggio 1974 presso l&#8217;OGR di Voghera</strong>. Prima operaio addetto alla verniciatura, poi primo tecnico della manutenzione, ha operato fino al 2003 nella revisione e manutenzione di carrozze ferroviarie, locomotive e altro materiale rotabile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo quanto ricostruito nell’istanza, <strong>proprio in quegli anni l&#8217;amianto era largamente impiegato nella coibentazione delle carrozze ferroviarie</strong>, nelle <strong>guarnizioni</strong>, nei <strong>pannelli isolanti</strong>, nei <strong>rivestimenti</strong>, negli <strong>impianti frenanti</strong> e in numerosi altri componenti. Durante le lavorazioni di smontaggio, manutenzione, riparazione, verniciatura e pulizia, l<strong>e fibre si sarebbero disperse negli ambienti di lavoro</strong>, <strong>esponendo</strong> <strong>non solo gli addetti</strong> direttamente <strong>impegnati sulle lavorazioni</strong>, ma <strong>tutti i lavoratori presenti nei reparti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli elementi più significativi posti <strong>a fondamento dell’esposto</strong> sono rappresentati dalla <strong>certificazione</strong> <strong>INAIL</strong>, e del <strong>Centro Operativo Regionale della Lombardia del Registro Nazionale dei Mesoteliomi</strong>, che ha classificato il caso di Gianni Oliva come <strong>&#8220;mesotelioma maligno pleurico certo ad eziologia professionale certa&#8221;</strong>. Nella documentazione del COR, <strong>l&#8217;attività espositiva è individuata nella manutenzione di carrozze e locomotive svolta tra il 1975 e il 2003</strong>. Per il figlio Gianluca e per il collegio difensivo, <strong>questa certificazione</strong> rappresenta un <strong>importante riscontro tecnico e istituzionale del legame tra l&#8217;attività lavorativa svolta</strong> e <strong>la patologia che ha causato il decesso dell&#8217;ex ferroviere</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le omissioni denunciate </strong>&#8211; Secondo l’istanza, nelle OGR di Voghera <strong>non sarebbero state adottate, per un lungo periodo, misure adeguate per prevenire o limitare l&#8217;esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto</strong>. Tra gli aspetti evidenziati figurano la presunta <strong>assenza di efficaci sistemi di aspirazione e ventilazione</strong>, la <strong>carenza di dispositivi di protezione individuale</strong> e <strong>l&#8217;insufficiente sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I precedenti giudiziari </strong>&#8211; <strong>A sostegno della richiesta di approfondimento investigativo</strong>, l’esposto richiama alcune importanti <strong>pronunce della magistratura in materia di esposizione all&#8217;amianto nelle officine ferroviarie</strong>. Tra queste, la sentenza della Corte di Cassazione n. 5037 del 6 febbraio 2001, relativa alle OGR di Torino, nella quale <strong>vennero accertati l&#8217;utilizzo diffuso dell&#8217;amianto e le gravi condizioni di esposizione dei lavoratori</strong>, nonché la <strong>sentenza del Tribunale di Torino </strong>n. 1291 del 1° aprile 2025, riguardante il <strong>decesso di dieci lavoratori colpiti da mesotelioma pleurico maligno</strong>. Precedenti che <strong>presentano significative analogie con il contesto lavorativo delle OGR di Voghera</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Questa storia non è un caso isolato. È una delle tante vicende che raccontano il prezzo pagato da migliaia di lavoratori che, per decenni, sono stati esposti all&#8217;amianto senza essere adeguatamente informati e protetti. Ogni procedimento giudiziario serve certamente ad accertare eventuali responsabilità individuali, ma ha anche un valore più ampio: restituire dignità alle vittime e impedire che la memoria di queste tragedie venga archiviata insieme ai fascicoli processuali.</em> <em>Fare giustizia significa accertare la verità, tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha perso la vita a causa del proprio lavoro. È un impegno che riguarda l&#8217;intera collettività, non soltanto una singola famiglia</em>” dichiara <strong>Bonanni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1787421664993000&amp;usg=AOvVaw2uTy5UFDX_WH5vWCChI0a6">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/">Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Fs]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer 10 agosto 2026 – Il mesotelioma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/">Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p><p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">10 agosto 2026 – Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mesotelioma causato dall’esposizione all’amianto gli ha lasciato poco più di un mese</strong>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diagnosi arriva il 3 settembre 2025</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la morte l&#8217;8 ottobre </strong>a soli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">66 anni</strong>. Dietro quei<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> trentacinque giorni</strong>c&#8217;è però una<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> storia iniziata molti anni prima</strong>, tra le<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Officine Grandi Riparazioni di Torino </strong>e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rete ferroviaria piemontese</strong>, dove <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vincenzo Faggiani </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">trascorso l&#8217;intera vita lavorativa</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">suo figlio Aldo ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, assistito dall&#8217;avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, Presidente dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;obiettivo </strong>non è soltanto<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> chiedere giustizia</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la morte del padre</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ma verificare se altri lavoratori possano essere stati esposti agli stessi rischi e contribuire a evitare nuove tragedie</strong>. La storia di Vincenzo attraversa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quasi quarant&#8217;anni di lavoro nelle Ferrovie dello Stato</strong>. Dal 1979 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha operato nelle OGR di Torino</strong>, dove partecipava allo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">smontaggio dei rotabili ferroviari</strong> in ambienti nei quali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la presenza di amianto è stata già accertata da numerose sentenze</strong>. Successivamente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha lavorato lungo la rete ferroviaria torinese</strong> fino al pensionamento, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">continuando a svolgere mansioni</strong> che, secondo la ricostruzione contenuta nell&#8217;esposto, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lo hanno mantenuto</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esposto alla fibra killer</strong>. Dopo la diagnosi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i successivi accertamenti</strong>istituzionali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno confermato</strong> il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nesso tra la malattia e l&#8217;attività lavorativa</strong>: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l&#8217;INAIL ha riconosciuto la malattia professionale </strong>con invalidità del 100% e il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">COR Piemonte </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">certificato l&#8217;origine occupazionale</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">della malattia</strong>attribuendo al caso<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il massimo livello di certezza previsto dal ReNaM </strong>(Registro Nazionale dei Mesoteliomi).</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’esposto depositato alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, Aldo Faggiani chiede che vengano<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> accertate </strong>le eventuali<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">responsabilità legate alla morte del padre e se altri lavoratori potrebbero aver subito analoghe esposizioni.</strong> La denuncia richiama anche il quadro già delineato dalla magistratura torinese, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">negli anni ha accertato responsabilità penali per casi di esposizione all&#8217;amianto nelle Ferrovie dello Stato</strong>, compresa la recente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sentenza del Tribunale di Torino n. 1291/2025</strong>. Sarà ora la Procura a valutare se <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sussistono profili di rilevanza penale</strong>, e a fare piena luce su eventuali ulteriori situazioni di rischio per altri lavoratori esposti. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mio padre ha lavorato per trentanove anni nelle Ferrovie dello Stato e oggi non c&#8217;è più a causa del mesotelioma. Chiediamo giustizia per lui, ma soprattutto vogliamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto, perché nessun&#8217;altra famiglia debba vivere un dolore come il nostro e perché tutti i lavoratori eventualmente esposti possano essere tutelati”</em>, afferma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Aldo Faggiani</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La vicenda si inserisce in unquadro già oggetto di<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> importanti pronunce della magistratura torinese</strong>, che negli anni hanno<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">accertato la presenza del rischio amianto in alcuni ambienti di lavoro delle Ferrovie dello Stato</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La nuova iniziativa giudiziaria</strong> punta ora a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">verificare ogni eventuale responsabilità con riferimento al caso di Vincenzo Faggiani </strong>e a r<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">afforzare le attività di prevenzione e tutela per tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti</strong>. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dietro ogni vittima dell&#8217;amianto non c&#8217;è soltanto una tragedia familiare, ma un dovere collettivo di verità. La morte di Vincenzo Faggiani non può essere archiviata come l&#8217;ennesimo caso di mesotelioma</em>” &#8211; sottolinea Bonanni. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quando una malattia professionale viene riconosciuta dagli organi competenti, è doveroso verificare fino in fondo come sia potuta accadere e se altri lavoratori abbiano corso o continuino a correre gli stessi rischi. Significa verificare se necessitano di controlli sanitari per impedire che esposizioni analoghe possano continuare a produrre nuove vittime. La prevenzione nasce dall&#8217;accertamento dei fatti</em>”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1786435879879000&amp;usg=AOvVaw31gckd5nSNXqrbIFBVPXa-" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.<wbr />it</a>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Photocover: Vincenzo Faggiani con il figlio Aldo</p>
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		<item>
		<title>AMIANTO NELL&#8217;ARMA DEI CARABINIERI: GIUSTIZIA PER IL M.LLO CAPO DI FANO MORTO A 56 ANNI DI MESOTELIOMA. E&#8217; VITTIMA DEL DOVERE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/09/amianto-nellarma-dei-carabinieri-giustizia-per-il-m-llo-capo-di-fano-morto-a-56-anni-di-mesotelioma-e-vittima-del-dovere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nellarma-dei-carabinieri-giustizia-per-il-m-llo-capo-di-fano-morto-a-56-anni-di-mesotelioma-e-vittima-del-dovere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Arma dei Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[ONA]]></category>
		<category><![CDATA[vittima del dovere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dopo 13 anni di battaglia ora una sentenza definitiva del Tribunale di Pesaro condanna il Ministero dell’Interno a risarcire la famiglia con oltre 500mila euro. 9 luglio 2026 &#8211; Ha&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_9198-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dopo 13 anni di battaglia ora una sentenza definitiva del Tribunale di Pesaro condanna il Ministero dell’Interno a risarcire la famiglia con oltre 500mila euro.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">9 luglio 2026 &#8211;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Ha servito lo Stato per quasi trent&#8217;anni</strong>, affrontando ogni missione con il senso del dovere che aveva giurato di onorare. Quando gli fu diagnosticato il mesotelioma pleurico sapeva che difficilmente avrebbe vinto quella battaglia, ma non perse mai la dignità né l&#8217;orgoglio di aver indossato l&#8217;uniforme dell&#8217;Arma dei Carabinieri. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Morì per un mesotelioma pleurico a soli 56 anni</strong>. Da quel giorno <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">iniziò una seconda battaglia</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">combattuta dalla moglie e dai figli</strong>, questa volta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">nelle aule di tribunale</strong>, per ottenere ciò che ritenevano un diritto: il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconoscimento che quella morte era stata causata dal servizio</strong> prestato per il Paese. </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Oggi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dopo tredici anni, quella battaglia si è conclusa</strong> perché il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tribunale di Pesaro</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha riconosciuto il Maresciallo Capo G.G. vittima del dovere di Fano (PU)</strong>, accertando che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il mesotelioma che lo ha ucciso è stato causato dall&#8217;esposizione all&#8217;amianto</strong> durante gli anni trascorsi nell&#8217;Arma dei Carabinieri. Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ministero dell&#8217;Interno è stato condannato </strong>a riconoscere agli eredi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">i benefici previsti dalla legge</strong>. La sentenza, ormai definitiva perché non impugnata, restituisce finalmente giustizia alla famiglia. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una vita al servizio dello Stato </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211;</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Entrato nell&#8217;Arma nel 1975, il Maresciallo G.G. ha prestato servizio fino al 2002. Tra gli episodi che hanno segnato la sua carriera c&#8217;è anche l&#8217;intervento immediatamente successivo alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">strage mafiosa di via dei Georgofili a Firenze</strong>, nella notte del 27 maggio 1993, quando <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">fu tra i primi Carabinieri a scavare tra le macerie per cercare i sopravvissuti</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Proprio <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">in quei luoghi devastati</strong>dall&#8217;esplosione <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">era presente anche amianto disperso nell&#8217;aria</strong>, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">si aggiungeva alle esposizioni già subite</strong> nel corso degli anni durante le esercitazioni, nelle caserme e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">attraverso materiali allora comunemente utilizzati</strong>, come guanti e panni contenenti amianto impiegati per la manutenzione delle armi che, secondo il Tribunale e la consulenza tecnica d&#8217;ufficio, hanno determinato l&#8217;insorgenza della malattia che ne ha causato la morte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per la moglie e i figli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il dolore della perdita si è trasformato in una lunga battaglia giudiziaria</strong> che è andata avanti per oltre un decennio e che solo oggi trova piena accoglienza. Il Tribunale ha dichiarato il Maresciallo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Capo vittima del dovere con invalidità del 100%,</strong> e ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">condannato il Ministero dell&#8217;Interno </strong>a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconoscere agli eredi tutti i benefici economici</strong> previsti per le vittime del dovere, tra cui la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">speciale elargizione di circa 290.000 euro</strong>, gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">assegni vitalizi</strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">2300 mensili</strong>, e i relativi arretrati maturati nel corso degli anni per un importo complessivo di circa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">500 mila euro</strong>. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> “</span></strong><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa sentenza non restituisce una vita spezzata troppo presto, né cancella il dolore di una famiglia che per tredici anni ha dovuto lottare per vedere riconosciuta una verità che era sotto gli occhi di tutti. Questa sentenza restituisce dignità alla memoria del Maresciallo Capo G.G. che non è morto per una tragica fatalità, ma per aver servito il proprio Paese in condizioni che lo hanno esposto all&#8217;amianto. Oggi la giustizia afferma un principio fondamentale: chi sacrifica la propria salute per il Paese non può essere dimenticato. Auspico che questa decisione rappresenti un punto di svolta per tutti gli appartenenti alle Forze dell&#8217;Ordine e alle Forze Armate che attendono ancora il riconoscimento dei propri diritti” – </span></em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dichiara l’</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, Presidente dell&#8217;Osservatorio Nazionale Amianto e difensore della famiglia.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1783670166182000&amp;usg=AOvVaw1D-8-fxMIGbDMQqWaTTUH0">www.osservatorioamianto.it</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/09/amianto-nellarma-dei-carabinieri-giustizia-per-il-m-llo-capo-di-fano-morto-a-56-anni-di-mesotelioma-e-vittima-del-dovere/">AMIANTO NELL&#8217;ARMA DEI CARABINIERI: GIUSTIZIA PER IL M.LLO CAPO DI FANO MORTO A 56 ANNI DI MESOTELIOMA. E&#8217; VITTIMA DEL DOVERE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Amianto, vittoria storica per un finanziere di mare: la Cassazione riconosce Apicella vittima del dovere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/23/amianto-vittoria-storica-per-un-finanziere-di-mare-la-cassazione-riconosce-apicella-vittima-del-dovere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-vittoria-storica-per-un-finanziere-di-mare-la-cassazione-riconosce-apicella-vittima-del-dovere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/23/amianto-vittoria-storica-per-un-finanziere-di-mare-la-cassazione-riconosce-apicella-vittima-del-dovere/">Amianto, vittoria storica per un finanziere di mare: la Cassazione riconosce Apicella vittima del dovere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per vedere riconosciuta una verità: la <strong>malattia contratta non è stata una fatalità</strong>, ma <strong>il prezzo del servizio</strong>.  Oggi <strong>quella verità è definitiva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo <strong>tre gradi di giudizio</strong>, la <strong>Corte di Cassazione</strong> ha chiuso il <strong>caso di Claudio Apicella</strong>, che <strong>ha 78 anni e vive a Porto Santo Stefano</strong> (GR), confermando in <strong>via definitiva</strong> il <strong>riconoscimento dello status di vittima del dovere</strong> per l’ex <strong>finanziere di mare</strong>, <strong>esposto all’amianto</strong> durante il servizio <strong>sulle unità navali di Taranto</strong>, <strong>Palermo</strong> e <strong>Porto Santo Stefano</strong> della <strong>Guardia di Finanza</strong>. Una decisione che <strong>non riguarda solo lui</strong>, ma apre una <strong>strada concreta</strong> per <strong>centinaia di militari </strong>che per <strong>anni hanno lavorato a bordo di navi</strong> e motovedette della GDF senza piena consapevolezza dei <strong>risc</strong></p>
<div id="attachment_120651" style="width: 248px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-120651" class="size-medium wp-image-120651" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg 238w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-812x1024.jpg 812w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-768x968.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-585x737.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA.jpg 895w" sizes="(max-width: 238px) 100vw, 238px" /><p id="caption-attachment-120651" class="wp-caption-text">Claudio Apicella</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>hi legati alla presenza di amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La battaglia giudiziaria di Apicella si è chiusa con una vittoria piena. Il <strong>Tribunale di Grosseto</strong> aveva riconosciuto il diritto allo status di vittima del dovere e ai benefici previsti dalla legge. La <strong>Corte d’Appello di Firenze</strong> aveva confermato quel riconoscimento. Ora <strong>la Corte di Cassazione</strong> ha <strong>respinto definitivamente il ricorso</strong> dei Ministeri dell’Economia e dell’Interno, rendendo <strong>irrevocabile la decisione</strong>. I giudici <strong>hanno ritenuto pienamente attendibili</strong> gli <strong>accertamenti tecnici</strong>: la malattia – <strong>placche pleuriche e asbestosi</strong> – è stata <strong>causata dall’esposizione alla fibra killer durante il servizio.</strong> “<em>Si tratta di un precedente unico e di valore storico: il primo caso di un finanziere di mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all’amianto</em>”, commenta l’Avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e difensore dell’uomo, che sottolinea &#8211; “<em>Questa decisione rafforza la tutela di tutti gli appartenenti alle Forze armate e di polizia impiegati in contesti operativi ad alto rischio e apre una strada concreta per chi ha vissuto le stesse condizioni</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il prezzo del servizio &#8211; </strong>Per <strong>oltre trent’anni</strong> il militare ha lavorato come <strong>motorista e direttore di macchina</strong> in <strong>ambienti chiusi</strong>, <strong>vani motore</strong>, <strong>tubazioni</strong>, <strong>coibentazioni</strong>: luoghi dove l’amianto era presente in modo diffuso e spesso invisibile<strong>. Le sentenze hanno riconosciuto che quel servizio</strong> – svolto anche in <strong>attività operative di contrasto al contrabbando</strong>, al <strong>traffico di droga e all’immigrazione clandestina</strong> – lo ha esposto a un rischio concreto e prolungato, con <strong>conseguenze permanenti sulla salute</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una battaglia lunga e non scontata &#8211; </strong>Quella di Claudio Apicella non è stata una vittoria immediata. Nonostante il riconoscimento già in primo grado, <strong>le amministrazioni competenti hanno proseguito il contenzioso nei successivi gradi di giudizio</strong>, costringendo il militare ad <strong>affrontare una lunga battaglia legale durata anni</strong>. Un percorso complesso, segnato non solo dalla <strong>difficoltà di far valere i propri diritti</strong>, ma anche <strong>dall’amarezza di non vedere riconosciuta</strong>, sin da subito, <strong>la propria condizione da parte delle stesse istituzioni che aveva servito per una vita</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad Apicella <strong>dovranno essere riconosciuti tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere</strong>, compresi gli arretrati maturati a partire dal 2015. Tra assegni vitalizi e somme spettanti, <strong>il riconoscimento economico supera complessivamente</strong> i <strong>390.000 euro</strong>. Un risultato che rappresenta <strong>non solo un ristoro economico</strong>, ma soprattutto il<strong> riconoscimento di un danno subito nello svolgimento del proprio servizio</strong>. Oggi questa decisione apre una strada: per chi ha servito, per chi si è ammalato, per chi ancora attende giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1777018795453000&amp;usg=AOvVaw2dla--g1TiBEYeky3iXfmZ">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>Amianto nella Marina: il Ministero della Difesa condannato due volte per la morte di un militare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 18:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Prima il Tribunale civile di Roma, poi il TAR del Lazio: risarcimenti per oltre un milione. La Cassazione riapre anche il caso dell’orfana esclusa   17 aprile 2026 – Due&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare/">Amianto nella Marina: il Ministero della Difesa condannato due volte per la morte di un militare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prima il Tribunale civile di Roma, poi il TAR del Lazio: risarcimenti per oltre un milione. La Cassazione riapre anche il caso dell’orfana esclusa</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">17 aprile 2026 – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Due condanne</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">due giudici diversi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una sola responsabilità</strong>: quella del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Difesa</strong> per la morte di un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">militare esposto all’amianto durante il servizio nella Marina Militare</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">passaggio giuridico rilevante</strong>quello che emerge dalle recenti decisioni che riguardano la vicenda di C.C., <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sottocapo nocchiere deceduto il 19 agosto 2015 per mesotelioma pleurico</strong>, una patologia strettamente correlata all’esposizione alla fibra killer. Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">doppia condanna per la stessa vicenda</strong> che vede il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Difesa</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rispondere due volte per la sua morte</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prima sentenza del Tribunale civile di Roma</strong>, che ha riconosciuto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">oltre un milione di euro di risarcimento ai familiari</strong> – la vedova e due figlie – è intervenuto anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il TAR del Lazio</strong>, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha disposto un ulteriore risarcimento pari a 168mila euro</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rafforzando così il quadro delle responsabilità dell’Amministrazione</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso rappresenta un passaggio significativo nella giurisprudenza sull’amianto nelle Forze armate, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">evidenziando come la stessa vicenda</strong>possa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dar luogo a diversi livelli di responsabilità</strong>, civile e amministrativa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Parallelamente, la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Corte di Cassazione</strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riaperto il contenzioso relativo a una delle figlie della vittima</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non fiscalmente a carico</strong>, e disponendo un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nuovo esame della causa presso la Corte d’Appello di Brescia</strong> dove la donna vive.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1966 e il 1971</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">imbarcato su unità navali di vecchia generazione</strong>. Per cinque anni <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha vissuto e lavorato in ambienti saturi di amianto</strong>: nei locali motori, nei corridoi, nelle condotte e negli spazi comuni. Fibre invisibili, respirate giorno e notte, senza alcuna protezione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">La pericolosità dell’amianto era già nota, ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nessuna misura era stata adottata per tutelare la salute del personale</strong>. Solo nel 2018, tre anni dopo la sua morte, è arrivato il riconoscimento della causa di servizio, poi confermato nel 2019.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricordo C.C. gravemente malato. Era molto scettico sulla possibilità di ottenere giustizia contro il Ministero della Difesa. Si sentiva tradito come uomo, come cittadino e come militare. Sapeva di dover morire</em>”, racconta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia &#8211; “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ultima telefonata, poco prima della sua morte, è qualcosa che non si dimentica: la voce era spezzata, segnata dalla mancanza di ossigeno. Dopo la sua scomparsa, ho visto lo sconforto della vedova e delle figlie. Una disperazione totale. Oggi, dopo anni di battaglie, possiamo dire di aver raggiunto risultati importanti</em>”. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa doppia condanna</em> – aggiunge &#8211; <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rappresenta un punto fermo nell’accertamento delle responsabilità e nel riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato nella tutela delle vittime e dei loro familiari tramite il sito </span><a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1776497225721000&amp;usg=AOvVaw3cADyT_pz5MU74AgRRXV5a"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</span></strong></a><strong> </strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">e il numero verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">800 034 294</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare/">Amianto nella Marina: il Ministero della Difesa condannato due volte per la morte di un militare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Amianto portato a casa con le divise militari: sentenza storica contro la Difesa condannata per contaminazione della moglie di militare Vittima del Dovere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/08/amianto-portato-a-casa-con-le-divise-militari-sentenza-storica-contro-la-difesa-condannata-per-contaminazione-della-moglie-di-militare-vittima-del-dovere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-portato-a-casa-con-le-divise-militari-sentenza-storica-contro-la-difesa-condannata-per-contaminazione-della-moglie-di-militare-vittima-del-dovere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 16:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[condanna difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="908" height="906" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966.jpeg 908w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-768x766.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></p>
<p>Risarcimento di oltre 65.000 euro. Bonanni (ONA): «Accertato che l’amianto è entrato nelle case dei militari contaminando anche mogli e familiari» &#160; 8 gennaio 2026 – Il Tribunale Civile di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/08/amianto-portato-a-casa-con-le-divise-militari-sentenza-storica-contro-la-difesa-condannata-per-contaminazione-della-moglie-di-militare-vittima-del-dovere/">Amianto portato a casa con le divise militari: sentenza storica contro la Difesa condannata per contaminazione della moglie di militare Vittima del Dovere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="908" height="906" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966.jpeg 908w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-768x766.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1966-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Risarcimento di oltre 65.000 euro.</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bonanni (ONA): «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Accertato che l’amianto è entrato nelle case dei militari contaminando anche mogli e familiari</em>»</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">8 gennaio 2026 </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tribunale Civile di Roma</strong> ha condannato il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Difesa</strong> al risarcimento dei danni in favore di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paola Maria Santospirito</strong>, moglie del Luogotenente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Leonardantonio Mastrovito</strong>, militare della Marina Militare riconosciuto <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vittima del dovere</em> e invalido al 100% per patologie contratte a causa dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esposizione ad amianto e ad altre sostanze altamente nocive durante oltre trent’anni di servizio, comprese missioni all’estero e nei Balcani</strong>. Entrambi sono attualmente residenti a Taranto. Entrambi sono attualmente residenti a Taranto. Il giudice <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Corrado Cartoni</strong> ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riconosciuto che l’esposizione professionale del militare</strong> a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">amianto, uranio impoverito e altri agenti tossico-nocivi</strong> ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">determinato</strong> una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">contaminazione domestica indiretta</strong> della moglie, avvenuta attraverso la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">manipolazione degli indumenti da lavoro e delle divise</strong>, riconoscendo un chiaro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nesso causale</strong> con le gravi patologie della donna. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La decisione del Tribunale: responsabilità accertata e nesso causale riconosciuto</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Tribunale ha ritenuto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">provata la responsabilità del Ministero della Difesa</strong> per non aver adottato tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei militari e, indirettamente, dei loro familiari. Nella motivazione, il giudice richiama in modo esplicito il principio della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“contaminazione domestica”</strong>, evidenziando come la letteratura scientifica riconosca da tempo casi di asbestosi proprio <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nelle mogli dei lavoratori esposti all’amianto</strong>, contaminate tramite il contatto con gli abiti da lavoro.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La consulenza tecnica d’ufficio, recepita integralmente dal Tribunale, ha accertato per la Santospirito le seguenti patologie, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">asbestosi con compromissione della funzionalità respiratoria</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> disturbo dell’adattamento con umore ansioso</strong>, concausato, un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">danno biologico permanente</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il giudice ha inoltre respinto tutte le eccezioni preliminari sollevate dal Ministero</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, comprese quelle relative alla competenza territoriale e alla prescrizione, ribadendo che il termine decorre dalla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prima consapevolezza scientificamente attendibile della contaminazione</strong>, individuata nel dicembre 2019.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il risarcimento </span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Tribunale ha liquidato un risarcimento complessivo di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">65.387 euro</strong>, comprensivo di: danno biologico permanente, personalizzazione del danno e danno morale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sono stati inoltre riconosciuti <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">interessi legali e rivalutazione monetaria</strong> a decorrere dal 31 dicembre 2019, nonché la condanna del Ministero al pagamento delle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">spese processuali e della consulenza tecnica</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un precedente di straordinaria rilevanza </span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa sentenza</em> <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">segna un</em></strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">punto di svolta di portata nazionale</strong> – </em>dichiara l’avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale della sig.ra Santospirito <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Tribunale ha accertato in modo netto che l’amianto e gli altri cancerogeni presenti negli ambienti e nelle unità navali non colpiscono solo i militari, ma entrano nelle loro case, contaminando mogli e familiari attraverso le divise, la pelle e i capelli. È un riconoscimento giudiziario di enorme valore civile e sociale</strong></em>». La stessa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paola Santospirito</strong>, oggi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">coordinatrice dell’Osservatorio Vittime del Dovere per la città di Taranto</strong>, sottolinea: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa sentenza, per la quale ringrazio Bonanni, che da anni si batte a mio fianco, non restituisce la salute perduta, ma verità e dignità. Per anni ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze di un’esposizione che non avevo scelto. Oggi un giudice ha scritto nero su bianco che ciò che è accaduto era evitabile</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Verso l’appello </span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il risarcimento liquidato, pur rappresentando un riconoscimento fondamentale delle responsabilità, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non esaurisce l’entità del danno subito</strong></em> &#8211; spiega Bonanni &#8211;  <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per questo motivo faremo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ricorso in appello</strong>, al fine di ottenere una piena e più equa tutela dei diritti della vittima</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1767950152831000&amp;usg=AOvVaw0GLLL2cgf6fsJKzrhxh0wV"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/08/amianto-portato-a-casa-con-le-divise-militari-sentenza-storica-contro-la-difesa-condannata-per-contaminazione-della-moglie-di-militare-vittima-del-dovere/">Amianto portato a casa con le divise militari: sentenza storica contro la Difesa condannata per contaminazione della moglie di militare Vittima del Dovere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>AMIANTO NEI TRAGHETTI FS: CONDANNA DEL TRIBUNALE DI MESSINA VS RF</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/03/amianto-nei-traghetti-fs-condanna-del-tribunale-di-messina-vs-rf/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nei-traghetti-fs-condanna-del-tribunale-di-messina-vs-rf</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 09:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maxi risarcimento di oltre 1,2 milioni di euro agli eredi di un ferroviere 2 gennaio 2026 &#8211; Il Tribunale di Messina – Sezione Lavoro ha condannato Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/03/amianto-nei-traghetti-fs-condanna-del-tribunale-di-messina-vs-rf/">AMIANTO NEI TRAGHETTI FS: CONDANNA DEL TRIBUNALE DI MESSINA VS RF</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></b><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Maxi risarcimento di oltre 1,2 milioni di euro agli eredi di un ferroviere</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">2 gennaio 2026 &#8211; </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tribunale di Messina – Sezione Lavoro</strong> ha condannato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.</strong> per la morte di un ex dipendente messinese colpito da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mesotelioma pleurico</strong>, patologia direttamente riconducibile all’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">esposizione professionale all’amianto</strong>. La sentenza accoglie il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ricorso promosso dagli eredi</strong> del lavoratore, disponendo un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">risarcimento complessivo di circa 1.200.000 euro</strong> per danni patrimoniali e non patrimoniali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’esposizione all’amianto e il nesso causale &#8211; </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il giudice del lavoro ha accertato che l’uomo</span> <span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">aveva prestato servizio nelle Ferrovie dello Stato per oltre vent’anni, dal 1977 al 2001, con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mansioni di elettricista e addetto alla manutenzione</strong>, operando <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">senza adeguate protezioni in ambienti contaminati</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">da amianto</strong>. In particolare, l’attività lavorativa si è svolta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a bordo dei traghetti ferroviari</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">negli impianti elettrici</strong>, contesti nei quali la presenza di fibre cancerogene era significativa e continuativa. Nel 2014 gli veniva diagnosticata la malattia che si è evoluta rapidamente, muore<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> il 15 aprile 2015 all’età di 68 anni </strong>lasciando moglie e 4 figli, attualmente residenti a Messina.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La sentenza riconosce in modo netto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">nesso causale</strong> tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma pleurico</strong> ribadendo come <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’azienda non abbia adottato tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore</strong>. Secondo il Tribunale, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il rischio amianto era noto da tempo</strong>e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mancata adozione di idonee misure di prevenzione</strong> costituisce una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">chiara violazione dell’art. 2087 del codice civile</strong>. Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">responsabilità datoriale</strong> che si inserisce nel solco di precedenti pronunce e che rafforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di tutela dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Un precedente di grande rilievo nella giurisprudenza</span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> &#8211; «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa sentenza segna un passaggio fondamentale nella verità giudiziaria sull’amianto nelle Ferrovie dello Stato</em> – dichiara l’avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Osservatorio Nazionale Amianto</strong></span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, che </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha assistito i familiari della vittima con il supporto dell’avv.<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Giuseppe Aveni</strong></span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> – <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">perché accerta in modo inequivocabile l’uso di amianto nei traghetti ferroviari e ne individua le responsabilità. Parliamo di una tragedia tutt’altro che isolata: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">abbiamo già censito almeno altri dieci casi di mesotelioma</strong> tra i lavoratori impiegati nei traghetti FS. A Reggio Calabria e Messina il fenomeno è ancora più grave, anche per la presenza delle Officine di Manutenzione e delle OGR di Saline Joniche. Dopo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">otto anni di battaglie giudiziarie</strong>, questa decisione restituisce finalmente giustizia alle vittime e ai loro familiari e rappresenta una speranza concreta per tutti coloro che attendono il riconoscimento dei propri diritti</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La sentenza rappresenta sul danno da esposizione professionale ad amianto.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’ONA offre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">consulenza legale e medica gratuita</strong> attraverso il numero verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">800 034 294</strong> e il sito<br />
<a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1767432467675000&amp;usg=AOvVaw1bDxGSYNdPxrCrUDcFheRp" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">www.osservatorioamianto.it</a></span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>AMIANTO IN MARINA MILITARE: ALLA VEDOVA DELLA VITTIMA DEL DOVERE E PLURIMEDAGLIATO LUIGI FIORENTINO 50MILA EURO DI ARRETRATI PENSIONISTICI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/amianto-in-marina-militare-alla-vedova-della-vittima-del-dovere-e-plurimedagliato-luigi-fiorentino-50mila-euro-di-arretrati-pensionistici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-in-marina-militare-alla-vedova-della-vittima-del-dovere-e-plurimedagliato-luigi-fiorentino-50mila-euro-di-arretrati-pensionistici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 15:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Nationale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Svolta della Corte d’Appello di Cagliari: alla vedova di Luigi Fiorentino 50mila euro di arretrati pensione ed esenzione totale farmaci al figlio Il pluridecorato militare Vittima del Dovere è deceduto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/amianto-in-marina-militare-alla-vedova-della-vittima-del-dovere-e-plurimedagliato-luigi-fiorentino-50mila-euro-di-arretrati-pensionistici/">AMIANTO IN MARINA MILITARE: ALLA VEDOVA DELLA VITTIMA DEL DOVERE E PLURIMEDAGLIATO LUIGI FIORENTINO 50MILA EURO DI ARRETRATI PENSIONISTICI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-2-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>Svolta della Corte d’Appello di Cagliari: alla vedova di Luigi Fiorentino 50mila euro di arretrati pensione ed esenzione totale farmaci al figlio</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il pluridecorato militare Vittima del Dovere è deceduto a 56 anni per esposizione al cancerogeno</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">19 dicembre 2025 – La <strong>Corte d’Appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari</strong>, segna un nuovo precedente <strong>a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari</strong>. Con la sentenza n. 146/2025, la Sezione Lavoro ha accolto parzialmente l’appello<strong> degli eredi del militare Luigi Fiorentino</strong>. La Corte ha riformato in parte la sentenza del <strong>Tribunale di Tempio Pausania</strong>, che <strong>aveva già riconosciuto le maggiorazioni</strong> <strong>degli assegni vitalizi</strong>, portandoli a 500 euro mensili. In appello, <strong>i giudici hanno esteso i benefici</strong>, accertando <strong>il diritto della vedova Lorena Guidarini</strong>, attualmente residente a La Maddalena (SS), e condannando Il Ministero della Difesa al pagamento di <strong>due annualità di pensione di reversibilità</strong> per un importo complessivo di circa <strong>50mila euro</strong>,<strong> </strong>e <strong>l’esenzione sui farmaci anche in favore dell’orfano</strong> <strong>Orlando</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una decisione che <strong>rafforza il principio di equiparazione dei diritti tra vittime del dovere e vittime del terrorismo</strong>, aprendo la strada a <strong>nuovi riconoscimenti sul piano assistenziale ed economico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La storia </strong>&#8211; <strong>Luigi Fiorentino</strong>, nativo di Sarno (SS), ha <strong>prestato servizio per oltre trent’anni</strong> imbarcato come meccanico e motorista navale su unità di vecchia generazione, <strong>esposto per lunghi periodi </strong>ad <strong>amianto e sostanze cancerogene</strong>. È <strong>morto a 56 anni, il 29 agosto 2008, per carcinoma gastrico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Decorato con <strong>Croce d’Argento</strong>, <strong>Croce d’Oro</strong>, <strong>Medaglia d’Onore</strong> e riconoscimenti per lunga navigazione, Fiorentino è stato successivamente riconosciuto <strong>vittima del dovere</strong> grazie all’azione dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e dell’avvocato <strong>Ezio Bonanni</strong>. Tuttavia, secondo la difesa del dell’uomo, <strong>i benefici inizialmente erogati dal Ministero della Difesa risultavano inferiori</strong> a quanto spettante, rendendo <strong>necessario il ricorso alla giustizia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Questa sentenza è innovativa</em> – dichiara l’avvocato <strong>Ezio Bonann</strong>i – <em>perché è un ulteriore passo avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere che devono essere equiparate a quelle del terrorismo</em><em>, e </em><em>restituisce dignità a una storia segnata da dolore e sacrificio.</em><em> </em><em>Luigi Fiorentino ha pagato il suo servizio allo Stato con una malattia devastante e una morte prematura, dopo sofferenze indicibili. Dietro questa vicenda ci sono una moglie e un figlio che, oltre alla perdita, hanno dovuto affrontare per anni una battaglia per vedersi riconosciuti diritti elementari. Lo Stato non può voltarsi dall’altra parte di fronte al sacrificio dei suoi servitori</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto <strong>proseguono i procedimenti civili</strong> per il <strong>risarcimento integrale dei danni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1766242610068000&amp;usg=AOvVaw0eZ6AUJ9qn6_eepbs2jk63">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/amianto-in-marina-militare-alla-vedova-della-vittima-del-dovere-e-plurimedagliato-luigi-fiorentino-50mila-euro-di-arretrati-pensionistici/">AMIANTO IN MARINA MILITARE: ALLA VEDOVA DELLA VITTIMA DEL DOVERE E PLURIMEDAGLIATO LUIGI FIORENTINO 50MILA EURO DI ARRETRATI PENSIONISTICI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>ALI DI AMIANTO IN AERONAUTICA &#8211; TRIBUNALE DI PALERMO CONDANNA LA DIFESA PER MORTE DI UN ELICOTTERISTA &#8211; 900MILA EURO AI FAMILIARI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/21/ali-di-amianto-in-aeronautica-tribunale-di-palermo-condanna-la-difesa-per-morte-di-un-elicotterista-900mila-euro-ai-familiari/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ali-di-amianto-in-aeronautica-tribunale-di-palermo-condanna-la-difesa-per-morte-di-un-elicotterista-900mila-euro-ai-familiari</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 17:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Una sentenza che segna una svolta per le vittime dell’amianto nelle Forze Armate. 21 novembre 2025 – È diventata definitiva la sentenza del Tribunale di Palermo che ha condannato il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/21/ali-di-amianto-in-aeronautica-tribunale-di-palermo-condanna-la-difesa-per-morte-di-un-elicotterista-900mila-euro-ai-familiari/">ALI DI AMIANTO IN AERONAUTICA &#8211; TRIBUNALE DI PALERMO CONDANNA LA DIFESA PER MORTE DI UN ELICOTTERISTA &#8211; 900MILA EURO AI FAMILIARI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0130-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una sentenza che segna una svolta per le vittime dell’amianto nelle Forze Armate.</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">21 novembre 2025</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> – È diventata <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">definitiva la sentenza del Tribunale di Palermo</strong> che ha condannato il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ministero della Difesa</strong> per la morte di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">B.B.</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">macchinista ed elicotterista dell’Aeronautica Militare</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">deceduto nel 2019</strong> a causa di un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">carcinoma renale provocato dall’esposizione ad amianto </strong>durante gli anni di servizio.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una decisione destinata a fare storia grazie all’impegno dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e al suo Presidente, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>: il giudice ha riconosciuto che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’esposizione prolungata del militare a fibre di amianto </strong>e ad altre sostanze tossiche – tra cui idrocarburi, solventi clorurati, campi elettromagnetici, radiazioni e uranio impoverito – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">è stata determinante nell’insorgenza della malattia e nella sua morte</strong>, avvenuta a soli 60 anni.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La storia di B.B.: una vita dedicata alla divisa </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; </span><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Originario di Comiso </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">(RG), B.B. si era arruolato a soli 19 anni, inseguendo il sogno del volo e il prestigio della divisa azzurra. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per quasi trent’anni ha servito l’Aeronautica Militare</strong>con ruoli tecnici, operativi e di elicotterista. Una parte centrale della sua carriera si è svolta presso <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’Aeroporto Militare di Trapani Birgi</strong>, una base strategica dove ha lavorato quotidianamente nella manutenzione dei motori, nelle attività tecniche e nelle operazioni di volo. È qui che l<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a sua esposizione a sostanze pericolose è stata più intensa e costante</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">come confermato dalle perizie medico-legali</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il suo sogno, però, si è spezzato per un cancro collegato alle condizioni ambientali in cui aveva lavorato. La sua esposizione era stata già riconosciuta dal Ministero come “dipendente da causa di servizio”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La condanna </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Tribunale ha stabilito che la Difesa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">non ha adottato le misure necessarie per proteggere il personale</strong>, nonostante già dagli anni ’80 esistessero normative europee e standard di sicurezza specifici. Una carenza grave, che ha avuto conseguenze irreversibili. Alla moglie <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">C.M.</strong> e ai due figli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">B.F.</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">B.A.</strong> è stato riconosciuto un risarcimento complessivo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">superiore ai 900.000 euro</strong>, cui seguirà una distinta liquidazione per i danni subiti direttamente dal militare.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le motivazioni: mancata tutela e esposizione prolungata </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il giudice ha accertato che l’esposizione del militare a sostanze fu <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">diretta, continuativa e del tutto evitabile</strong>. Il Ministero, si legge in sentenza, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">non ha garantito gli standard di prevenzione e protezione</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">previsti dalla legge</strong>, esponendo il personale a rischi gravissimi e omettendo i controlli e le misure che avrebbero potuto evitare la malattia.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">: &#8211; </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa sentenza è una svolta: il Tribunale di Palermo ha riconosciuto che la morte di B.B. non è stata una fatalità, ma il risultato della mancata protezione del personale militare dall’amianto e da sostanze altamente cancerogene. È un principio fondamentale: <strong>chi serve lo Stato deve essere tutelato, non esposto a rischi mortali</strong>. Questa decisione apre la strada alla giustizia per tutte le altre vittime e conferma che non ci possono più essere silenzi o rinvii</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’ONA </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">continua ad assistere le famiglie delle vittime e i lavoratori esposti. Per consulenza legale e medica gratuita: </span><a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1763802445062000&amp;usg=AOvVaw0-sLyMVAmr2MlDphhD2MHh"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">www.osservatorioamianto.it</span></strong></a><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> – numero verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">800 034 294</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/21/ali-di-amianto-in-aeronautica-tribunale-di-palermo-condanna-la-difesa-per-morte-di-un-elicotterista-900mila-euro-ai-familiari/">ALI DI AMIANTO IN AERONAUTICA &#8211; TRIBUNALE DI PALERMO CONDANNA LA DIFESA PER MORTE DI UN ELICOTTERISTA &#8211; 900MILA EURO AI FAMILIARI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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