Home Ambiente Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia

Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia

Redazione

Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia non si ferma e chiede il pieno riconoscimento del danno.

 

27 agosto 2026 – Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio. Un risultato importante per la figlia, che ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre. “Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L’ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui”, racconta Benedetta. Luigi Ricci viveva a Roma, e dal settembre 1960 al dicembre 1966 aveva prestato servizio nella Marina Militare come meccanico elettricista, prima a terra presso La Maddalena e poi a bordo di Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli. Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò in contatto con polveri e fibre di amianto. Un’esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia. Il 12 agosto 2019 a Ricci viene diagnosticato un mesotelioma maligno epitelioide. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il 20 dicembre 2021. Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. È su questa storia che interviene la sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma. Il giudice ritiene provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto durante il servizio nella Marina e la patologia che ha portato Luigi Ricci alla morte, riconoscendo la responsabilità del Ministero della Difesaper la mancata adozione delle necessarie misure di protezione. A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa 410.000 euro, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, 280.000 euro riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede. Per la perdita del padre il Tribunale aveva invece quantificato il danno di Benedetta in 259.857 euro, decidendo poi di dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza. Ed è soltanto qui che la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale. Perché dopo che il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza sulla parte risarcitoria chiedendo una riduzione delle somme liquidate, Benedetta ha deciso di impugnare il dimezzamento chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre.

È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all’assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un’assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento”, spiega Benedetta.

«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale di Benedetta Ricci – «Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello», conclude Bonanni.

Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it

 

 

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