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	<title>arte contemporanea Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Alla Biblioteca Marciana di Venezia al via dal 20 aprile  la mostra &#8220;Bernar Venet &#8211; 1961&#8230;Looking Forward!&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/04/18/biblioteca-marciana-di-venezia-apre-la-mostra-bernar-venet-1961-looking-forward/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=biblioteca-marciana-di-venezia-apre-la-mostra-bernar-venet-1961-looking-forward</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 13:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="777" height="539" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/F145BAF5-60D7-42F4-A0E1-9840A6B5776E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/F145BAF5-60D7-42F4-A0E1-9840A6B5776E.jpeg 777w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/F145BAF5-60D7-42F4-A0E1-9840A6B5776E-300x208.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/F145BAF5-60D7-42F4-A0E1-9840A6B5776E-768x533.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/F145BAF5-60D7-42F4-A0E1-9840A6B5776E-585x406.jpeg 585w" sizes="(max-width: 777px) 100vw, 777px" /></p>
<p>In contemporanea con la 60ma Mostra Internazionale d&#8217;Arte La Biennale di Venezia  e fino  al 16 giugno 2024, la Biblioteca Nazionale Marciana, in Piazza San Marco, presenta &#8220;Bernar Venet &#8211;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/04/18/biblioteca-marciana-di-venezia-apre-la-mostra-bernar-venet-1961-looking-forward/">Alla Biblioteca Marciana di Venezia al via dal 20 aprile  la mostra &#8220;Bernar Venet &#8211; 1961&#8230;Looking Forward!&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In contemporanea con la 60ma Mostra Internazionale d&#8217;Arte </strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Biennale di Venezia  e fino  al 16 giugno 2024, la Biblioteca Nazionale Marciana, in Piazza San Marco, presenta <em>&#8220;Bernar Venet &#8211; 1961&#8230; Looking Forward!&#8221;</em>, in uno dei siti più iconici di Venezia, la storica Sala Sansoviniana, accessibile attraverso il Museo Correr. Le opere di Venet saranno collocate in un ambiente storico-artistico fra i dipinti di Tiziano, Tintoretto e Veronese.</strong></p>
<p class="s11">Dal 20 aprile al 16 giugno 2024, la Biblioteca Nazionale Marciana, situata in Piazza San Marco, presenta &#8220;Bernar Venet &#8211; 1961&#8230; Looking Forward!&#8221;, in collaborazione con il Ministero della Cultura- Biblioteca Nazionale Marciana e l&#8217;Associazione for Art in Public, in uno dei siti più iconici di Venezia, la storica Sala Sansoviniana, accessibile attraverso il Museo Correr. Le opere di Venezia saranno collocate in un ambiente storico-artistico fra i dipinti di Tiziano, Tintoretto e Veronese. <b>Bernar Venet</b>, uno degli artisti concettuali più influenti al mondo, espone per la prima volta a Venezia alla 39^ Esposizione Internazionale d&#8217;Arte nel 1978. Ora, a distanza di più di 40 anni, l&#8217;artista francese torna a Venezia con una vasta mostra personale in occasione della <b>60^Biennale di Venezia Arte 2024</b>. Questa mostra, curata dalla Prof.ssa <b>Beate Reinfenscheid</b>, propone una visione ben lontana dagli inizi concettualmente radicali di Venet, che si allontana da qualsiasi arte mainstream dei primi anni 1960, e si concentra sulle sue influenti affermazioni per l&#8217;arte da allora.</p>
<p class="s11"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">In &#8220;<b>Bernar Venet &#8211; 1961&#8230;Looking Forward!</b>&#8221; saranno presenti gli iconici dipinti dell&#8217;artista </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Tar paintings</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Cardboard reliefs,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> così come due imponenti installazioni spaziali. Come allude il titolo della mostra, i visitatori si troveranno di fronte agli inizi di Bernar Venet. Nel 1961, mentre prestava servizio nell&#8217;esercito a Tarascon, nel sud della Francia, Venet, allora diciannovenne, iniziò a sperimentare con materiali semplici e nuovi, che divennero il segno distintivo delle sue esplorazioni artistiche: catrame e cartone. In soli due anni, rapidamente, e con grande convinzione, concepì i temi che avrebbero caratterizzato la sua attività artistica per molti anni, compiendo un’innovazione radicale nel processo. In un breve e denso periodo, furono realizzate opere come i dipinti Tar, il Mucchio di Carbone e Taramacadam. Ancora più sorprendente di questi approcci artistici era che Bernar Venet stava già registrando la sua attività attraverso la fotografia. Praticamente ogni azione è documentata: colata di catrame lungo il lato di una cava, l&#8217;esecuzione di Five India Ink Drawings in Three Seconds (1961) e la sua prima performance artistica in cui Venet giace nella spazzatura per le strade di Tarascon.</span></span></p>
<p class="s11"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">&#8220;Guardando indietro alle creazioni sperimentali di Bernar Venet dal 1961 al 1965, da una prospettiva attuale, si può affermare che sua la visione dell&#8217;arte, indubbiamente visionaria, abbia un’origine molto precoce nella sua carriera. Le sue conseguenti performance, conferenze e mostre &#8211; nella loro intensità e radicale divergenza dal percorso intrapreso – introducono nuove espressioni, forme e nozioni nell&#8217;arte contemporanea e mostrano, ancora oggi, quanto l&#8217;arte riesca a cambiare la percezione di tutti. Ciò che rende il suo lavoro vibrante e toccante, seppure concettuale e astratto attraverso la forma e il linguaggio, mentre allo stesso tempo reso materiale e smaterializzato, è il fatto che è percepito come &#8220;Gesamtkunstwerk&#8221; – come se la vita e l&#8217;arte si fondessero. In questo senso, guardare indietro al 1961 significa allo stesso tempo guardare avanti&#8221;, dice <b>Beate Reifenscheid</b>, Direttrice del Museo Ludwig di Coblenza, Germania.</span></span></p>
<p class="s11"><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Dirk Geuer</b>, curatore tedesco del programma di quest&#8217;anno della Biblioteca Nazionale Marciana, aggiunge: &#8220;Portare l&#8217;opera di <b>Bernar Venet</b>, storicamente significativa, in un luogo storicamente significativo come la <b>Biblioteca Marciana</b>, è da tempo un mio grande desiderio. Giustapponendo opere d&#8217;arte contemporanea così importanti con i dipinti rinascimentali di Tiziano, Tintoretto e Veronese, si apre un dialogo tra nuovi e vecchi maestri in cui passato e presente si incontrano visivamente.&#8221;</span></span></p>
<p class="s11"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Come suggerisce il titolo, la mostra si concentra sugli inizi innovativi e intransigenti di Venet che entrano in dialogo diretto con la <b>60^ Esposizione Internazionale d&#8217;Arte di Venezia</b> e dimostrano la loro validità e vitalità per il futuro. Già nel 1965, aveva creato </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Tar paintings</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, l&#8217;iconico </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Pile of Coal,</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">Cardboards reliefs</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, opere fotografiche, performance e registrazioni sonore. Come se tutto ciò avesse dato, velocemente, ad un insieme di lavori che sono tutt’oggi rilevanti e i cui sviluppi sono diventati fondamentali per la comprensione dell’Arte Contemporanea.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Bernar Venet <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-86451 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/AAB0C72B-B2DB-466F-804D-B270BE4EBF96-300x282.jpeg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/AAB0C72B-B2DB-466F-804D-B270BE4EBF96-300x282.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/AAB0C72B-B2DB-466F-804D-B270BE4EBF96-768x723.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/AAB0C72B-B2DB-466F-804D-B270BE4EBF96-585x550.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/AAB0C72B-B2DB-466F-804D-B270BE4EBF96.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b></span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nato nel 1941 nel sud della Francia, Bernar Venet ha mostrato fin da giovanissimo una forte attrazione per l&#8217;arte. A 17 anni si trasferisce a Nizza e lavora come scenografo all&#8217;Opéra de Nice. Dopo aver completato il servizio militare, si dedica interamente all’arte. Nel 1966 decide di stabilirsi a New York, dove sviluppa una produzione artistica che incorpora testi matematici e scientifici che lo rendono uno dei pionieri dell&#8217;arte concettuale.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">La carriera di Venet è stata segnata da una lunga serie di pietre miliari. Nel 1994, l&#8217;allora sindaco di Parigi Jacques Chirac ha invita l&#8217;artista ad esporre dodici sculture della sua serie </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Indeterminate Line</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> su Champ de Mars. Dopo il successo di quella mostra speciale a Parigi, è stata creata una mostra itinerante per portare i suoi lavori in Asia, Europa, e Sud e Nord America.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nel 2008, Sotheby invita Venet a esporre 25 grandi sculture sul terreno dell&#8217;Isleworth Country Club in Florida. É la prima volta che la venerabile casa d&#8217;aste presenta un singolo artista nel luogo.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nel maggio del 2010, il presidente francese Nicolas Sarkozy inaugura una scultura alta 30 metri per celebrare il 150º anniversario della riunificazione di Nizza con la Francia.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nel 2011, Bernar Venet diventa il quarto artista contemporaneo ad essere invitato a installare il suo lavoro sul suolo del famoso castello di Versailles.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nell&#8217;ottobre 2019 viene inaugurato in Belgio, sull’autostrada E411 tra Namur e Lussemburgo il suo </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Arc Majeur</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, che si eleva con un&#8217;altezza di 60 metri e che viene segnalato come “la più grande opera d&#8217;arte pubblica del mondo”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Venet ha tenuto la sua prima retrospettiva a Krefeld, in Germania nel 1970, seguita dal New York Cultural Center nel 1971. L&#8217;artista in seguito a questo, ha dato il suo contributo a una serie di importanti eventi artistici tra cui, Documenta VI a Kassel nel 1977, e le Biennali di Parigi, Venezia e San Paolo. Venet ha anche allestito importanti mostre retrospettive al Museum Küppersmühle für Moderne Kunst, Duisburg, Germania, e Kunsthalle Darmstadt, Germania; il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Seoul, Corea del Sud, il Museo di Arte Moderna di Busan, Corea del Sud, e il Museo d&#8217;Arte di Seoul, Corea del Sud; l&#8217;Institut Valencià d&#8217;Art Modern (IVAM), Valencia, Spagna; Műcsarnok, Budapest, Ungheria; e più recentemente in Francia al Musée d&#8217;Art moderne et d&#8217;Art Contemporain (MAMAC), Nizza, al Musée d&#8217;Art Contemporain (MAC)Lione, nel 2018-19, così come la sua più grande retrospettiva fino ad oggi, alla Kunsthalle Berlin, Tempelhof, nel 2022. Il suo ritorno sulla scena parigina nel 2023 è segnato da due installazioni monumentali in Place Vendôme.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Oltre 200 monografie e studi sulla produzione artistica dell&#8217;artista sono state pubblicati in più lingue, con introduzioni scritte dai più noti storici dell&#8217;arte.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Una biografia dell&#8217;artista, di Catherine Francblin, è stata pubblicata nel 2022 e ripercorre la sua lunga vita.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Le sue opere sono presenti in più di 70 musei in tutto il mondo, tra cui istituzioni venerabili come il Museum of Modern Art (MoMA), New York; il Solomon R. Guggenheim Museum, New York; il Centre Pompidou, Parigi; il Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C.; la Hamburger Kunsthalle, Amburgo; e il Musée d&#8217;Art moderne et contemporain (MAMCO), Ginevra.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">La Fondazione Venet è stata inaugurata nel luglio del 2014 a Le Muy, nel sud-est della Francia, dove si trova la maggior parte della collezione. La fondazione è dedicata a preservare questo gruppo unico di opere d&#8217;arte e garantire che l&#8217;opera di Bernar Venet viva dopo di lui.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">L&#8217;artista ha anche ricevuto una serie di commissioni per creare sculture monumentali che sono ora installati in modo permanente a Auckland, Austin, Bergen, Berlino, Bonn, Denver, Neu-Ulm, Nizza, Norfolk, Parigi, Seoul, Shenzhen, San Francisco, Tokyo e Tolosa.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Bernar Venet è considerato l&#8217;artista francese vivente più esposto a livello internazionale, con almeno 30 mostre pubbliche della sua scultura nelle principali città del mondo.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Biblioteca Nazionale Marciana</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Fondata nel 1468, la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia è una delle biblioteche più grandi e importanti d&#8217;Italia. Il suo patrimonio comprende importanti collezioni di manoscritti greci, latini e orientali. In totale, il magazzino della conoscenza ospita oltre un milione di oggetti, tra cui incunaboli, stampe, mappe e circa 13.000 manoscritti. I numerosi tesori storici e oggetti preziosi della biblioteca includono la volontà del famoso avventuriero ed esploratore veneziano Marco Polo e due edizioni dell&#8217;Iliade di Omero dell&#8217;XI e XII secolo. La biblioteca brilla anche con le sue magnifiche &#8220;Sale Monumentali&#8221; con pitture murali e del soffitto degli artisti rinascimentali Tiziano, Veronese e Tintoretto. Oggi, le mostre si svolgono nella sala un tempo utilizzata da grandi studiosi, strateghi brillanti, e teste coronate.</span></span></p>
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		<title>In mostra a Venezia le opere dell’artista francese Marcel Duchamp, padre dell’arte contemporanea</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/06/in-mostra-a-venezia-le-opere-dellartista-francese-marcel-duchamp-padre-dellarte-contemporanea/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-mostra-a-venezia-le-opere-dellartista-francese-marcel-duchamp-padre-dellarte-contemporanea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliana Casciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 13:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Marcel Duchamp]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C4DFBF4C-0B5F-483B-A57D-4616AF6EF981.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C4DFBF4C-0B5F-483B-A57D-4616AF6EF981.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C4DFBF4C-0B5F-483B-A57D-4616AF6EF981-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C4DFBF4C-0B5F-483B-A57D-4616AF6EF981-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La collezione Peggy Guggenheim dedica per la prima volta a Venezia, fino al 18 marzo 2024, la mostra “Marcel Duchamp e la seduzione della copia” dedicata al grande artista Marcel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/06/in-mostra-a-venezia-le-opere-dellartista-francese-marcel-duchamp-padre-dellarte-contemporanea/">In mostra a Venezia le opere dell’artista francese Marcel Duchamp, padre dell’arte contemporanea</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La collezione Peggy Guggenheim dedica per la prima volta a Venezia, fino al 18 marzo 2024, la mostra “Marcel Duchamp e la seduzione della copia” dedicata al grande artista Marcel Duchamp considerato il padre dell’arte concettuale, nel rapporto tra originale e copia artistica.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Seine, 1968) è stato uno degli artisti più rivoluzionari di sempre, considerato il padre dell’arte contemporanea e <strong>dell’arte concettuale</strong>, arte svincolata dalla rappresentazione figurativa e volta a rendere <strong>il pensiero dello spettatore</strong> il vero protagonista. Fu parte attiva delle Avanguardie del Novecento, in particolare esponente principale dell’astrattismo e del dadaismo, fondatore del ready made e dell’assemblage. L’artista utilizza oggetti disponibili sul mercato, li spoglia della loro originale funzione, assegnandogliene un’alta, svincolata dai consueti nessi logici, rivoluzionando il consueto rapporto tra originale e copia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-64238" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-798x1024.jpg" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-798x1024.jpg 798w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-234x300.jpg 234w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-768x986.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-1197x1536.jpg 1197w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-1596x2048.jpg 1596w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Duchamp-scaled.jpg 1995w" alt="" width="197" height="252" /></figure>
</div>
<p>La <strong>collezione Peggy Guggenheim di Venezia</strong>, presenta un’interessante mostra, curata da <strong>Paul B. Franklin</strong> “Si tratta della prima mostra museale focalizzata specificamente sull’ossessione di Duchamp per replicare e riprodurre il suo lavoro. Invece di un approccio cronologico, sono stati individuati temi particolari che esplorano le tante modalità individuate da Duchamp per duplicare il proprio lavoro senza semplicemente copiarlo. Questa mostra si differenzia dalla maggior parte di quelle dedicate all’artista perché dimostra che non era solo un artista concettuale, ma anche un abile e innovativo artigiano – termine da lui preferito – che non ha mai rinunciato alla manualità.”</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-64239" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/opere-Duchamp.jpg" alt="" width="242" height="134" /></figure>
</div>
<p>La mostra presenta dipinti, fotografie, opere, stampe, ready made, provenienti dalla collezione Guggenheim, dai musei italiani, internazionali e prestiti dalla collezione di <strong>Attilio Codognato</strong>. Inoltre, è esposta la celebre “valigia” a designare proprio lo stretto rapporto tra Duchamp e Peggy Guggenheim, l’artista francese fu per lei un caro amico e un mentore, fu proprio lui a introdurla nel mondo dell’arte moderna. La dialettica originale-copia nell’opera di Marcel Duchamp trova il suo massimo nella celebre serie dal titolo <strong><em>de ou par Marcel Duchamp ou Rrose Sélavy (Bo</em></strong><strong><em>î</em></strong><strong><em>te-en-valise)</em></strong>, valigie rivestite in pelle di vitello, al cui interno scatole organizzate in scomparti, contenenti riproduzioni dei suoi capolavori. Stampe, fotografie e modellini sono inseriti in un marchingegno a incastro, ordinato all’interno di una valigia con tanto di serratura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/06/in-mostra-a-venezia-le-opere-dellartista-francese-marcel-duchamp-padre-dellarte-contemporanea/">In mostra a Venezia le opere dell’artista francese Marcel Duchamp, padre dell’arte contemporanea</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Pescara. Teatro Michetti Prende Vita con la Mostra PickPocket</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 05:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Zimei]]></category>
		<category><![CDATA[Pescara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1201" height="1551" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7.jpeg 1201w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-232x300.jpeg 232w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-793x1024.jpeg 793w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-768x992.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-1189x1536.jpeg 1189w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-1170x1511.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/EBC23FBD-A1AD-477F-A5C6-7EF67C507FD7-585x755.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1201px) 100vw, 1201px" /></p>
<p>18 artisti internazionali per la mostra “Pick pocket” presentata dalla Fondazione Zimei e curata da Massimiliano Scuderi.   L’esposizione e’ l’occasione per la riattivazione del teatro Michetti, spazio identitario della città.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>18 artisti internazionali per la mostra “Pick pocket” presentata dalla Fondazione Zimei e curata da Massimiliano Scuderi.   L’esposizione e’ l’occasione per la riattivazione del teatro Michetti, spazio identitario della città.<br />
</b></em></p>
<div id="attachment_79094" style="width: 234px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-79094" class="wp-image-79094 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-224x300.jpeg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-224x300.jpeg 224w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-765x1024.jpeg 765w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-768x1028.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-1148x1536.jpeg 1148w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-1170x1566.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5-585x783.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/55CBD1F7-E03E-40BD-B4C2-319B47E8D6C5.jpeg 1177w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /><p id="caption-attachment-79094" class="wp-caption-text">Teatro Michetti</p></div>
<p><em><b>PICKPOCKET sarà visitabile fino al 31/12/2023, dal mercoledì al sabato dalle 16.00 alle 19.00.</b></em></p>
<p><span data-originalfontsize="14px" data-originalcomputedfontsize="14"><b>La Fondazione Zimei</b>, nell’ambito del suo nuovo progetto <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Someplace Sometime</em> dedicato al rapporto tra arte e spazio pubblico, presenta la mostra PickPocket, curata da <b>Massimiliano Scuderi</b>.<br />
L’occasione vede coinvolti 18 artisti internazionali nella riattivazione dello spazio del Teatro Michetti.  Il progetto, nato in collaborazione con il Comune di Pescara, è ispirato liberamente ad un film del ‘59 di Robert Bresson e nasce da una suggestione dell’artista <b>Renata Lucas</b>.</span></p>
<p>Nel film, il personaggio principale è un giovane che mette alla prova in vari modi la sua abilità nel trafugare i portafogli dei malcapitati nella metro di Parigi, affinando la tecnica giorno dopo giorno.<br />
L’opera di Bresson sembra essere la metafora più calzante nell’interpretazione della creatività contemporanea, sempre in bilico tra radicalismo e soggettività, da una parte, e l’idea di limite dall’altra, di ciò che è intoccabile.<br />
Impossessarsi di qualcosa è, infatti, strettamente connesso alla condizione esistenziale della perdita e della mancanza, come facce della stessa medaglia. Questa logica disgregativa è il fondamento delle avanguardie del Novecento.</p>
<p>La mostra è costituita da atteggiamenti e processualità artistiche differenti che spaziano all’interno di questi poli concettuali; la realtà viene fagocitata e restituita in una conformazione nuova, per un nuovo fondamento, creando i presupposti per un modello che inizia con una messa in scena.<br />
Il teatro viene così riattivato come contesto specifico per una grande scultura sociale in cui tutti i partecipanti vengono coinvolti.</p>
<p><span data-originalfontsize="14px" data-originalcomputedfontsize="14">Gli artisti invitati:</span></p>
<p>Leyla Aydoslu _ Gaëlle Choisne _ Adriano Costa<br />
Caterina De Nicola _ Claire Fontaine _ Jana Ilková<br />
Invernomuto _ Francesco João _Renata Lucas<br />
Marco Pio Mucci _ Valerio Nicolai _ Berenice Olmedo<br />
Aronne Pleuteri _ Ser Serpas _ Martin Soto Climent<br />
Andréa Spartà _ Santo Tolone_ Luca Vitone</p>
<p><span data-originalfontsize="14px" data-originalcomputedfontsize="14">La mostra è l’occasione per rigenerare uno spazio identitario della città di Pescara grazie anche al rapporto tra cultura, produzione artistica e industria.</span><br />
<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><br />
PICKPOCKET </strong>sarà visitabile fino al 31/12/2023,  dal mercoledì al sabato dalle 16.00 alle 19.00.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">INFO</strong><br />
<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12"><a href="mailto:info@fondazionezimei.it" target="_blank" rel="noopener" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12">info@fondazionezimei.it</a> | </span><a href="http://www.fondazionezimei.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.fondazionezimei.it&amp;source=gmail&amp;ust=1698527978444000&amp;usg=AOvVaw1BK-heggRMBLrlv9HWmQfB" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12">www.<wbr />fondazionezimei.it</a></p>
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