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		<title>Salire le scale fa bene al cuore?  Una ricerca ribalta un luogo comune: «I benefici esistono, ma non valgono per tutti»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Uno studio dell’ Università di Roma “Foro Italico”  mette in guardia sui rischi e invita alla prudenza Salire le scale viene spesso raccontato come un gesto semplice, quotidiano, quasi automatico:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/06/salire-le-scale-fa-bene-al-cuore-una-ricerca-ribalta-un-luogo-comune-i-benefici-esistono-ma-non-valgono-per-tutti/">Salire le scale fa bene al cuore?  Una ricerca ribalta un luogo comune: «I benefici esistono, ma non valgono per tutti»</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><strong><i>Uno studio dell’ Università di Roma “Foro Italico”  mette in guardia sui rischi e invita alla prudenza</i></strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Salire le scale viene spesso raccontato come un gesto semplice, quotidiano, quasi automatico: una piccola scelta di salute per aumentare il movimento nella vita di tutti i giorni, rinunciando all&#8217;ascensore. Eppure lo studio  dei professori <strong>Domenico Di Baggio e Vincenzo Romano Spica,</strong> del Dipartimento di Scienze del Movimento, Umane e della Salute dell’Università di Roma “Foro Italico”, invita a una lettura più prudente.</p>
<p class="isSelectedEnd">la ricerca  richiama il rischio di causalità inversa: i migliori esiti cardiovascolari registrati tra chi sale abitualmente le scale potrebbero dipendere non tanto dall’attività in sé, quanto dal fatto che i soggetti più sani e con maggiore capacità funzionale siano naturalmente più propensi a svolgerla.</p>
<p class="isSelectedEnd">«Le evidenze suggeriscono che salire regolarmente le scale possa essere un potenziale indicatore o mediatore della salute cardiovascolare e metabolica», osserva il prof. <strong>Domenico Di Baggio</strong>.  Ma, aggiunge, «l’interpretazione dei risultati può nascondere un quadro compatibile con la causalità inversa».</p>
<p class="isSelectedEnd">Diversi studi osservazionali hanno associato il salire regolarmente le scale a una riduzione del rischio cardiovascolare, della fibrillazione atriale e della mortalità generale. Una metanalisi del 2024 della Società Europea di Cardiologia, ricordata dagli autori, ha indicato una riduzione del 24% della mortalità per tutte le cause e del 39% della mortalità cardiovascolare tra chi sale abitualmente le scale. Una revisione sistematica dello stesso anno ha inoltre riportato una riduzione del rischio cardiovascolare e della mortalità complessiva.</p>
<p>Tuttavia, questi dati non bastano a dimostrare un nesso causale certo. &#8220;Le persone che salgono regolarmente le scale potrebbero essere soggetti con maggiore capacità funzionale, migliore fitness cardiorespiratoria, minori sintomi e minore fragilità subclinica. Al contrario, chi evita le scale o smette di salirle potrebbe già percepire segnali di declino fisico, anche prima di una diagnosi clinica&#8221; spiega il Prof. <strong>Vincenzo Romano Spica</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo studio sottolinea quindi che il salire le scale può essere sia un possibile fattore protettivo sia un indicatore indiretto di uno stato di salute migliore. È una distinzione decisiva, soprattutto quando questo comportamento viene trasformato in messaggio di salute pubblica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal punto di vista fisiologico, l&#8217;attività coinvolge il sistema cardiovascolare, quello neuromotorio e quello muscoloscheletrico. A ritmo moderato può rappresentare una forma efficace di attività fisica quotidiana, accessibile e facilmente integrabile nella routine. Può migliorare la capacità cardiorespiratoria, la forza degli arti inferiori, l’equilibrio, la coordinazione, la sensibilità insulinica e alcuni parametri metabolici.</p>
<p class="isSelectedEnd">Proprio perché richiede uno sforzo rilevante, soprattutto se eseguito rapidamente o per molti piani, può diventare rischioso per alcune categorie di persone. L’attività può superare i 6 MET (<em data-start="11" data-end="41">Metabolic Equivalent of Task</em>&#8211; un dispendio energetico superiore a sei volte quello del riposo) e, in determinate condizioni, raggiungere intensità ancora più elevate, con aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della richiesta di ossigeno da parte del miocardio.</p>
<p class="isSelectedEnd"> «Salire le scale coinvolge sia il sistema neuromotorio sia quello cardiovascolare, includendo anche componenti anaerobiche alle intensità più elevate che possono rappresentare un rischio per gli individui suscettibili», evidenzia  il prof. <strong>Di Baggio, </strong>che prosegue: &#8220;non esistono soltanto rischi cardiologici. La salita e la discesa delle scale sollecitano ginocchia, caviglie e articolazioni degli arti inferiori, con possibili problemi nei soggetti anziani, sovrappeso, osteoporotici o affetti da artrosi. Le cadute sulle scale, inoltre, sono associate a traumi più gravi rispetto alle cadute su superfici piane, con rischio di fratture e lesioni craniche&#8221;.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo studio richiama anche il profilo neurologico: salire le scale richiede equilibrio, coordinazione, controllo posturale e capacità di adattamento motorio. Disturbi vestibolari, neuropatie periferiche, deficit iniziali del cammino o condizioni neurodegenerative subcliniche possono aumentare il rischio di inciampi e cadute.</p>
<p class="isSelectedEnd">La conclusione degli autori non è una bocciatura del salire le scale, ma una richiesta di precisione. L’attività resta una strategia utile, economica e potenzialmente efficace per promuovere il movimento nella popolazione generale. Tuttavia, non dovrebbe essere presentata come raccomandazione universale e indistinta.</p>
<p>&#8220;L’applicazione del salire le scale a fini preventivi può comportare rischi maggiori dei benefici se non viene adeguatamente individualizzata all’interno di un quadro di Attività Fisica Adattata&#8221;, avverte il <strong>Prof. Spica</strong>:&#8221;salire le scale può essere benefico quando è compatibile con lo stato di salute, il livello di allenamento, l’età, la condizione cardiovascolare e la capacità funzionale della persona. Per alcuni soggetti può rappresentare una buona abitudine; per altri, se introdotta bruscamente o praticata con intensità eccessiva, può comportare più rischi che vantaggi&#8221;.</p>
<p>La promozione dell’attività fisica, dunque, deve restare individualizzata. Non basta dire “fate le scale”: occorre spiegare quando, come, per chi e con quali limiti. Proprio questa è la cautela raccomandata dagli studiosi: trasformare un comportamento quotidiano in prescrizione sanitaria richiede prudenza, comunicazione corretta e ulteriori ricerche capaci di distinguere il vero effetto protettivo dal semplice segnale di una salute già migliore.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Dolore cronico,  combatterlo con l&#8217;Agopuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 19:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Agopuntura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/61165F52-203D-4269-911D-F571A7BFB503.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/61165F52-203D-4269-911D-F571A7BFB503.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/61165F52-203D-4269-911D-F571A7BFB503-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/61165F52-203D-4269-911D-F571A7BFB503-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/61165F52-203D-4269-911D-F571A7BFB503-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Dott. Enrico Montanari Specialista in Psicologia Clinica Medico Esperto in Agopuntura AMAB &#8211; Associazione Medici Agopuntori Bolognesi L’Agopuntura può ricoprire un ruolo chiave nell’affrontare questa emergenza, è infatti da considerare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s6">Dott. Enrico Montanari</span><span class="s7"><br />
</span><span class="s8">Specialista</span> <span class="s8">in Psicologia Clinica<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-6286" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/B3C2D0C5-B92B-49AA-8E51-9640CD878194-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/B3C2D0C5-B92B-49AA-8E51-9640CD878194-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/B3C2D0C5-B92B-49AA-8E51-9640CD878194-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/B3C2D0C5-B92B-49AA-8E51-9640CD878194-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></span><span class="s9"><br />
</span><span class="s8">Medico Esperto in Agopuntura</span><span class="s9"><br />
</span><span class="s8">AMAB &#8211; Associazione Medici Agopuntori Bolognesi</span></p>
<p>L’Agopuntura può ricoprire un ruolo chiave nell’affrontare questa emergenza, è infatti da considerare fra le opzioni terapeutiche più efficaci e vantaggiose in termini di risparmio economico per la collettività</p>
<p class="s10"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">L’esperienza del dolore ha inizio con la nostra nascita e, indubbiamente, ci accompagna per tutta la durata della vita. È una sensazione di natura soggettiva e individuale che può derivare da stimoli nocivi, esterni o interni, connessi ad un danno presente o imminente; questa esperienza è strettamente correlata ad un’altra emozione fondamentale e peculiare della natura umana: l’ansia. Entrambe svolgono una funzione protettiva e attivano nell’individuo reazioni difensive più o meno adeguate.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Ansia e Dolore</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Possiamo affermare che non solo il dolore genera ansia ma anche che l’ansia genera e amplifica il dolore. In particolare il dolore cronico, per definizione universalmente riconosciuta, è tale quando la sua durata è superiore a tre mesi e comunque è così definibile quando “si mantiene oltre il tempo normale di guarigione” (John </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Bonica</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, 1953).</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">I numeri del problema</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Il dolore cronico colpisce oltre 15 milioni di persone, circa il 20% della popolazione, e rappresenta la seconda causa di assenza dal lavoro per motivi di salute, determinando enormi costi sociali e in termini di spesa sanitaria (18 miliardi di euro all’anno in Italia per il solo dolore cronico non oncologico).</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Appropriatezza delle scelte terapeutiche</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">La dimensione di questi numeri impone una seria riflessione sulle </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">possibilità terapeutiche disponibili</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> al fine di attuare scelte opportune sia in termini di risposta di “adeguatezza / efficacia” sul piano medico</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">&#8211;</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">sanitario che in termini di appropriatezza attraverso una valutazione costi/benefici.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">L’Agopuntura nei L.E.A</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Tra le diverse opzioni l’Agopuntura è certamente una delle possibilità terapeutiche più complete ed efficaci. Non a caso anche la Regione Emilia Romagna (oltre a Toscana, Piemonte, Lombardia e Val D’Aosta) ha deliberato (DGR 741/2014) da poco più di un anno la possibilità per il cittadino di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">accedere a questo tipo di trattamento, prevalentemente per il dolore reumatologico relativo ad alcune patologie e per tutte le forme di Cefalea e Nevralgia ma, verosimilmente, l’accesso verrà esteso ad altre patologie in base alle più recenti conferme scientifiche.</span></span></p>
<p class="s10">L ’azione antinfiammatoria</p>
<p class="s4"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Poiché le evidenze scientifiche sull’efficacia dell’Agopuntura sono inequivocabili, vale la pena ricordare che il trattamento che prevede l’utilizzo degli aghi è in grado di agire sulle cause stesse dei processi patologici attraverso una</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> importante azione antinfiammatoria</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> di modulazione del sistema immunitario, del sistema nervoso e di quello endocrino; oltre a questa caratteristica così peculiare ed alla sua efficacia, è anche uno dei pochi atti medici in grado di stabilire un vero e proprio contatto somatico (corporeo); ciò, di fatto, favorisce il dialogo tra Medico e Paziente, creando gradualmente una relazione di fiducia e di comunicazione ottimale; ovviamente la disponibilità e l’esperienza del Medico Agopuntore possono rappresentare un ulteriore vantaggio nell’alleanza terapeutica.</span></span></p>
<p class="s15"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Oncologia e Agopuntura</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Nella valutazione complessiva delle possibilità di cura con questa antica pratica medica, non possiamo dimenticare l’ambito oncologico, naturalmente non per il trattamento della malattia di base ma per un</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> efficace aiuto nel controllo dei sintomi</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, molto disturbanti, ad essa correlati. Gli studi scientifici più recenti, come rilevato nell’ultimo Simposio mondiale sulla ricerca in Agopuntura, organizzato a Bologna nell’ottobre 2015 da alcuni tra i massimi esperti di Agopuntura in Europa, quali il Dott. Carlo Giovanardi, il Dott. Umberto Mazzanti ed altri, consentono di affermare che l’Agopuntura può essere utilizzata favorevolmente, in mani esperte, anche nelle patologie con condizioni di immunodeficienza o con dolore correlato alla neoplasia. Spesso queste patologie presentano dolori muscolari da contrattura che risultano scarsamente controllati dai farmaci di uso corrente mentre l’associazione con sedute di Agopuntura può favorire la modulazione del dolore ed essere utile anche per altri sintomi quali la nausea o per mitigare il forte stress correlato alla malattia. Per concludere possiamo affermare che, in presenza di un efficace coordinamento delle strutture pubbliche regionali e attraverso una competente organizzazione, l’Agopuntura può essere senza dubbio un trattamento terapeutico vantaggioso per affrontare in modo integrato molte delle patologie correlate al dolore cronico e migliorare l’efficienza del sistema immunitario e neuroendocrino, con conseguente beneficio per i numerosi Pazienti affetti da queste frequentissime patologie e, non ultimo, con notevole aiuto economico per ridurre gli enormi costi sanitari dei prossimi anni.</span></span></p>
<p class="s4">Tratto da elisir di  salute (copyright)</p>
<p>http://www.elisirdisalute.it/</p>
<p>&nbsp;</p>
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