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	<title>Lavoro Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>LAVORO SENZA VALORI? LA GEN Z DICE NO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 18:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Gen Z]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2016" height="1134" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui.jpg 2016w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1920x1080.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" /></p>
<p>1 giovane su tre cerca un’occupazione in linea con i propri ideali I dati della ricerca Webboh Lab &#8211; presentati al Fuori Festival del Festival dell’Economia di Trento &#8211; raccontano&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2016" height="1134" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui.jpg 2016w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1920x1080.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Fuori-Festival-Trento-23mag26-Webboh-Lab-Giulio-Pasqui-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" /></p><h3 dir="ltr"><em><strong>1 giovane su tre cerca un’occupazione in linea con i propri ideali</strong></em></h3>
<h3 dir="ltr">I dati della ricerca Webboh Lab &#8211; presentati al Fuori Festival del Festival dell’Economia di Trento &#8211; raccontano come stia cambiando il significato del lavoro per le nuove generazioni</h3>
<p dir="ltr">Segrate, 25 maggio 2026 &#8211; Il modo in cui le nuove generazioni guardano al mondo del lavoro, costruiscono la propria identità professionale e immaginano il rapporto tra vita, crescita personale e organizzazioni sta cambiando. È questo il quadro emerso da “Le dimensioni della New Talent Equation”, la nuova ricerca sviluppata da Webboh Lab, il primo Osservatorio Permanente sulla Gen Z in Italia di Webboh insieme all’Istituto di Ricerca Sylla (sotto la guida scientifica del professore Furio Camillo), presentata al Fuori Festival del Festival dell’Economia di Trento, durante il panel “La fine dell’inizio del lavoro” dedicato alle trasformazioni del lavoro nelle nuove generazioni.</p>
<p dir="ltr">L’indagine, costruita a partire dalle ricerche dell’Osservatorio Webboh Lab su un campione di oltre 3.000 giovani italiani tra i 14 e i 30 anni, ha analizzato aspettative, linguaggi e modelli culturali che stanno ridefinendo il rapporto con il lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale e delle professioni identitarie.</p>
<p dir="ltr">Secondo la ricerca, il talento oggi non viene più percepito solo come competenza tecnica, ma come equilibrio tra quattro dimensioni fondamentali: meaning (ricerca di senso); balance (equilibrio vita-lavoro); growth (crescita personale); trust (fiducia e coerenza).</p>
<p dir="ltr">“La Gen Z non sta rifiutando il lavoro. Sta cambiando le regole del lavoro”, ha spiegato Furio Camillo, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico di Webboh Lab. “Oggi il lavoro deve avere senso, equilibrio, crescita e fiducia. Il talento non è più soltanto competenza: è aspettativa.”</p>
<h2 dir="ltr">I QUATTRO DRIVER DELLA “TALENT EQUATION”</h2>
<p dir="ltr">La ricerca mostra come il rapporto tra giovani e lavoro si stia spostando da una logica puramente professionale ad una fortemente identitaria e relazionale.</p>
<h3 dir="ltr">Meaning: il lavoro deve avere senso</h3>
<p dir="ltr">Sempre più giovani dichiarano infatti di voler riconoscersi in ciò che fanno. Anche in presenza di buone condizioni economiche, molti sono disposti a lasciare un’azienda se non percepiscono coerenza tra se stessi e il proprio lavoro.</p>
<h3 dir="ltr">Balance: equilibrio vita-lavoro</h3>
<p dir="ltr">Le nuove generazioni non cercano meno lavoro, ma un lavoro sostenibile. Il sacrificio non è più considerato un valore in sé, se non inserito in un equilibrio complessivo della vita.</p>
<h3 dir="ltr">Growth: crescita personale</h3>
<p dir="ltr">La crescita non coincide più soltanto con la carriera. I giovani mostrano una forte mobilità e sono pronti a cambiare rapidamente esperienza se percepiscono una mancanza di evoluzione personale.</p>
<h3 dir="ltr">Trust: fiducia e coerenza</h3>
<p dir="ltr">La permanenza nelle organizzazioni dipende sempre più dalla fiducia percepita. Quando esiste distanza tra ciò che un’azienda promette e ciò che offre concretamente, la relazione tende a interrompersi rapidamente.</p>
<h2 dir="ltr">I SEI PROFILI DELLA TALENT EQUATION</h2>
<p dir="ltr">Come sottolineato da Furio Camillo, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico di Webboh Lab: “La differenza oggi non è tra chi vuole lavorare e chi no. La differenza è tra modi diversi di dare significato al lavoro.”</p>
<p dir="ltr">La ricerca ha individuato sei cluster psicografici che rappresentano i diversi modi con cui i giovani italiani vivono e interpretano le nuove dimensioni del talento e il rapporto tra individuo e organizzazione:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">Gli Equilibristi consapevoli (22%): priorità al balance, rifiuto del lavoro totalizzante;</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">Gli Esploratori di crescita (20,9%): orientati alla crescita, dinamici e mobili;</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">I Cercatori di senso (19,3%): centralità del meaning, lavoro come identità;</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">I Pragmatici della sicurezza <b>(16,2%)</b>: centralità della fiducia nei valori dell’azienda (trust), ricerca di stabilità;</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">I Disallineati distanti (12,4%): basso coinvolgimento su tutte le dimensioni;</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">I Coinvolti totali (9,2%): molto esigenti su tutti i fattori chiave.</p>
</li>
</ul>
<h2 dir="ltr">IL LAVORO COME QUESTIONE CULTURALE</h2>
<p dir="ltr">Secondo la ricerca, le difficoltà che oggi molte aziende incontrano nel recruiting e nella retention non dipendono soltanto da una discrepanza di competenze, ma da una trasformazione più profonda del rapporto tra persone, identità e organizzazioni.</p>
<p dir="ltr">Il lavoro viene sempre meno interpretato come semplice ruolo e sempre più come spazio di costruzione personale.</p>
<p dir="ltr">In questo scenario, anche il conflitto cambia natura: non è più soltanto organizzativo, ma culturale e interpretativo.</p>
<p dir="ltr">Il panel “La fine dell’inizio del lavoro” al Fuori Festival del Festival dell’Economia di Trento</p>
<p dir="ltr">L’indagine è stata presentata dal professore Furio Camillo, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico di Webboh Lab in occasione del Fuori Festival nel corso del <a href="https://www.festivaleconomia.it/it/programma/programma-2026/fuorifestival/la-fine-dell-inizio-del-lavoro" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.festivaleconomia.it/it/programma/programma-2026/fuorifestival/la-fine-dell-inizio-del-lavoro&amp;source=gmail&amp;ust=1779815493793000&amp;usg=AOvVaw3WekJIPBV7JE4SNzDzzF3G">panel</a> “La fine dell’inizio del lavoro. Accesso, intelligenza artificiale e qualità della vita nelle nuove generazioni” a cui hanno partecipato, insieme a Giulio Pasqui, co-founder di Webboh, Stefano Visconti, Ceo di Incrementoo, piattaforma di servizi markerting per la ristorazione, Sabrina Dallagiovanna, Sales Manager di Molino Dallagiovanna, uno dei molini più antichi d’Italia e il creator Nikola Greku.</p>
<h2 dir="ltr">CREATOR VALUE MAP: I CREATOR COME MODELLI DEL LAVORO CONTEMPORANEO</h2>
<p dir="ltr">Durante l’incontro dedicato alla ricerca di Webboh Lab è stata inoltre presentata la Creator Value Map, in base alla quale si è cercato di analizzare i creator digitali non in base alla notorietà o ai follower, ma ai significati e ai valori che attivano presso il pubblico giovane.</p>
<p dir="ltr">Ogni partecipante alla survey ha valutato 5 creator attraverso circa 20 parole chiave, secondo un approccio basato su concetti come: autenticità, utilità, espressività, riflessività, coinvolgimento e affidabilità.</p>
<p dir="ltr">Per leggere queste differenze, la ricerca ha costruito una mappa basata su due dimensioni chiave:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">da un lato il rapporto con il lavoro, che può essere più orientato al senso e all’identità personale oppure alla sicurezza e alla stabilità</p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation">dall’altro il modo di vivere il lavoro, che può essere più individuale (centrato su sé stessi) oppure più collettivo e relazionale</p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr">Incrociando queste due dimensioni emerge una vera e propria “mappa culturale” dei modi di lavorare, che consente di leggere sia i giovani sia i creator come modelli simbolici del lavoro contemporaneo, capaci di anticipare nuove forme di relazione tra identità, riconoscimento, esposizione pubblica e professione.</p>
<p dir="ltr">In questo scenario, non esiste più un solo modo di lavorare: emergono mappe culturali diverse, che cambiano con l’età e con il modo in cui i giovani danno senso al lavoro.</p>
<p dir="ltr">Tra i creator inclusi nello studio figurano: Khaby Lame, Elisa Maino, Luca Campolunghi, Awed, Benedetta Rossi, Nikola Greku, Luis Sal, Camihawke, Giulia De Lellis e Alfa.</p>
<p dir="ltr">Per maggiori informazioni: <a href="https://webboh-lab.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://webboh-lab.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779815493793000&amp;usg=AOvVaw3zJ46S4ud-dEtEPRI_AQCJ">https://webboh-lab.it/</a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://webboh-lab.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://webboh-lab.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779815493793000&amp;usg=AOvVaw3zJ46S4ud-dEtEPRI_AQCJ">Webboh Lab</a>, nato dall’incontro tra Webboh e l’istituto di ricerca Sylla, sotto la guida scientifica del prof. Furio Camillo, è il primo Osservatorio Permanente sulla Gen Z in Italia. Il suo obiettivo è restituire la fotografia autentica e reale della Generazione Z, dando voce ai giovani attraverso indagini e ricerche che trasformano le loro opinioni in insight concreti per aziende, istituzioni e media.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.sylla.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.sylla.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779815493793000&amp;usg=AOvVaw0g1dTv6m1ladWAIWjmS1fy">Sylla</a> è un istituto di ricerca specializzato in indagini di mercato, analisi economiche, studi di marketing e sviluppo aziendale. Collabora attivamente con centri di ricerca nazionali e internazionali, enti pubblici e istituzioni, agenzie di comunicazione, e le principali università italiane: Bologna, Genova, Trento, Torino, Politecnico di Milano, Cattolica di Milano e Bicocca di Milano. Sylla è associata a ESOMAR e opera nel rispetto dei codici deontologici internazionali.</p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.webboh.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.webboh.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779815493793000&amp;usg=AOvVaw2Cmn1jm_rXSye3fz47XNXB">Webboh</a> è il media di riferimento delle NewGen. Nato nel 2019, dal 2023 è parte di Gruppo Mondadori. Vanta una reach mensile web e social di oltre 5 milioni (fonte: social incremental reach Comscore marzo 2026i) e una fanbase &#8211; tra TikTok, Instagram, Youtube e Whatsapp &#8211; di 6 milioni di follower. È stabilmente nella top ten dei media italiani più influenti sui social, nonché il primo in target Generazione Z per engagement e video views (fonte: Classifica Top Media Italiani di Prima Comunicazione).</p>
<p dir="ltr">Nella foto  di copertina, da sinistra: <b>Giulio Pasqui</b>, co-founder di Webboh, <b>Stefano Visconti</b>, Ceo di Incrementoo, <b>Sabrina Dallagiovanna</b>, Sales Manager di Molino Dallagiovanna, <b>Nikola Greku</b>, creator e co-founder di AITALIA, <b>Furio Camillo</b>, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico di Webboh Lab.</p>
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		<title>Lavoro, presentata a Camera proposta legge per riconoscimento carattere usurante lavoro ferroviario</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/lavoro-presentata-a-camera-proposta-legge-per-riconoscimento-carattere-usurante-lavoro-ferroviario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lavoro-presentata-a-camera-proposta-legge-per-riconoscimento-carattere-usurante-lavoro-ferroviario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 17:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Roma, 19 mag. (Adnkronos) &#8211; Presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge per il riconoscimento del carattere usurante del lavoro ferroviario. Si è svolta oggi, presso la Sala&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/lavoro-presentata-a-camera-proposta-legge-per-riconoscimento-carattere-usurante-lavoro-ferroviario/">Lavoro, presentata a Camera proposta legge per riconoscimento carattere usurante lavoro ferroviario</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenza_stampacamera_proposta_legge_lavoro_fer_us-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 19 mag. (Adnkronos) &#8211; Presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge per il riconoscimento del carattere usurante del lavoro ferroviario. Si è svolta oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, infatti, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge recante &#8216;Disposizioni per il riconoscimento del carattere usurante delle mansioni del personale viaggiante e di macchina impiegato nei servizi ferroviari&#8217;, promossa dall&#8217;On. Enzo Amich e dall’On. Silvio Giovine. L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per avviare un confronto istituzionale su una lacuna normativa che riguarda una categoria professionale sottoposta a condizioni di particolare gravosità, responsabilità operativa e complessità organizzativa. Le mansioni svolte dal personale ferroviario di condotta, accompagnamento e manovra incidono, infatti, direttamente sulla sicurezza della circolazione ferroviaria e sulla regolarità del servizio, richiedendo elevati livelli di attenzione, prontezza decisionale e tenuta psicofisica.Proprio su questo punto si è soffermato l’On. Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, richiamando la necessità di: &#8220;Aggiornare la riflessione sui lavori gravosi e usuranti alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro e delle mansioni. Nel caso del personale ferroviario emergono elementi oggettivi di particolare gravosità: turnazioni, isolamento operativo, responsabilità sulla sicurezza e tenuta psicofisica lungo l’intero percorso professionale. Non parliamo soltanto di pensioni, ma di qualità del lavoro, tutela e salute nei luoghi di lavoro. Per questo la Commissione Lavoro è disponibile ad approfondire il tema, anche sulla base dei necessari elementi scientifici e delle adeguate coperture&#8221;.Una prospettiva che si lega direttamente al ruolo del sistema ferroviario come infrastruttura essenziale per il Paese, nella quale la tutela delle professionalità operative rappresenta un elemento decisivo anche per la qualità e la sicurezza del servizio. A tal proposito è intervenuto anche l’On. Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati: &#8220;Il tema riguarda non solo il settore ferroviario, ma più in generale l’intero sistema dei trasporti, dove è necessario affrontare insieme il nodo delle risorse, delle coperture e del ricambio generazionale, evitando che comparti strategici restino scoperti. Il contributo della medicina del lavoro può rappresentare uno strumento scientifico importante per programmare questo percorso. Come Commissione Trasporti c’è la massima disponibilità a lavorare, anche in vista della prossima legge di bilancio, insieme al Ministero del Lavoro e all’Inps, per avviare un percorso di riconoscimento&#8221;.La proposta di legge punta a riconoscere la specificità delle mansioni svolte dal personale ferroviario, prevedendo l’accesso alle tutele già riconosciute ai lavori usuranti, anche in assenza del requisito del lavoro notturno. &#8220;Chi ogni giorno garantisce la sicurezza della circolazione ferroviaria svolge un lavoro usurante, gravoso e ad altissima responsabilità che merita finalmente un riconoscimento normativo chiaro. Per diciotto anni ho lavorato nelle ferrovie e conosco direttamente il peso delle responsabilità che ricadono su macchinisti, capitreno e personale operativo. Dietro ogni treno che parte ci sono attenzione costante, pressione psicologica e professionalità che non possono restare invisibili. Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma un riconoscimento equo e aderente alla realtà concreta del lavoro ferroviario. Non basta investire in infrastrutture e tecnologia: il trasporto pubblico si rafforza anche tutelando chi ogni giorno lo rende possibile e garantisce la sicurezza dei cittadini. Questa iniziativa legislativa rappresenta uno dei traguardi più significativi del mio mandato parlamentare e l’auspicio è che possa ora trovare piena valorizzazione anche nell’ambito delle iniziative che i Ministeri competenti vorranno promuovere su questo tema&#8221;, sottolinea l’On. Enzo Amich, che ha presentato la proposta di legge.Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, affrontato il tema del rapporto tra lavoro e fragilità, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori fragili e all’inclusione delle persone con disabilità e cronicità nel mondo del lavoro. &#8220;L’Intergruppo &#8216;Lavoro e Fragilità&#8217; nasce dalla consapevolezza che la fragilità non possa più essere considerata soltanto una questione sanitaria o assistenziale, ma riguardi anche l’organizzazione del lavoro, la prevenzione, la qualità dell’occupazione e la coesione sociale. Il tema del personale ferroviario rappresenta un primo banco di prova concreto: partire da una categoria specifica per aprire una riflessione più ampia sulle tutele da riconoscere ai lavoratori esposti a condizioni professionali complesse. Il metodo che intendiamo seguire è quello del confronto stabile tra Istituzioni, comunità scientifica, parti sociali e mondo produttivo, fondato su evidenze, buone prassi e criteri oggettivi&#8221;, ha affermato l’On. Silvio Giovine, Presidente dell’Intergruppo parlamentare &#8216;Lavoro e fragilità&#8217;.All’incontro ha preso parte anche la Società Italiana di Medicina del Lavoro (Siml), che ha recentemente avviato i lavori di un gruppo di esperti dedicato alla produzione di documenti di orientamento professionale e buone prassi, con l’obiettivo di accompagnare il percorso legislativo attraverso il contributo scientifico della medicina del lavoro. &#8220;La medicina del lavoro consente di valutare l’impatto delle mansioni sulla persona non soltanto in termini di rischio immediato, ma anche rispetto agli effetti cumulativi nel medio e lungo periodo. La gravosità di un’attività non dipende solo dalla sua classificazione formale, ma da fattori concreti: carico fisico, stress operativo, turnazioni, responsabilità, attenzione prolungata, esposizione a imprevisti e gestione di situazioni critiche. Nel caso del personale ferroviario, la salute e la tenuta psicofisica del lavoratore incidono anche sulla sicurezza della circolazione, sulla regolarità del servizio e sulla tutela degli utenti. Per questo servono criteri oggettivi, prevenzione, sorveglianza sanitaria, adattamento delle mansioni e buone prassi&#8221;, ha sottolineato il dottor Coggiola, Presidente della Siml. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di medicina del lavoro e lavoratori del comparto ferroviario, attraverso le testimonianze dirette di quei professionisti che hanno portato all’attenzione pubblica le condizioni operative, i carichi di responsabilità e le difficoltà quotidiane vissute nello svolgimento delle proprie mansioni.</p>
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		<title>Formazione, console Benning: &#8220;Studenti costruiscono i legami del futuro tra Italia e Usa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; “Il rapporto tra gli Stati Uniti e l’Italia è estremamente forte, ma si basa davvero sul tipo di legami che vengono creati dagli studenti che&#8230;</p>
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		<title>Formazione, Frappelli (Knowhow.org): &#8220;Investiamo 15 milioni a Milano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; “Knowhow.org nasce da un&#8217;esperienza decennale ed è un progetto portato avanti da me e mia moglie. Siamo una piattaforma integrata, il che significa che uniamo&#8230;</p>
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		<title>Formazione, Biffi (Assolombarda): &#8220;Usa mercato chiave da 8 miliardi di export per territorio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; “Gli Stati Uniti sono da sempre il nostro mercato di sbocco principale per le aziende del territorio di Assolombarda: vale 8 miliardi di export. Il&#8230;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/formazione-biffi-assolombarda-usa-mercato-chiave-da-8-miliardi-di-export-per-territorio/">Formazione, Biffi (Assolombarda): &#8220;Usa mercato chiave da 8 miliardi di export per territorio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Formazione, Zarrelli (Knowhow.org): &#8220;A Milano struttura da 200 posti e una Bloomberg room&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; “La struttura ospita un auditorium da circa 200 posti e il nostro fiore all&#8217;occhiello, attualmente in via di definizione: la cosiddetta ‘Bloomberg room’, dove gli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/formazione-zarrelli-knowhow-org-a-milano-struttura-da-200-posti-e-una-bloomberg-room/">Formazione, Zarrelli (Knowhow.org): &#8220;A Milano struttura da 200 posti e una Bloomberg room&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Zarelli_comm-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; “La struttura ospita un auditorium da circa 200 posti e il nostro fiore all&#8217;occhiello, attualmente in via di definizione: la cosiddetta ‘Bloomberg room’, dove gli studenti di finanza potranno simulare le attività di trading online. Tutti questi spazi sono rigorosamente made in Italy; abbiamo curato l&#8217;uso delle luci e dei colori per trasmettere un&#8217;idea di calore e comfort, creando un ambiente in cui studenti e professori possano studiare e insegnare con gli stessi standard che troverebbero nei campus degli Stati Uniti”. Candida Zarrelli, Co-Fondatore di Knowhow.org, descrive così il primo Knowledge Center di Knowhow.org &#8211; inaugurato oggi a Milano &#8211; la piattaforma educativa globale che integra formazione accademica, esperienza nelle imprese e immersione culturale, con l&#8217;obiettivo di formare la prossima generazione di leader. La prima sede permanente della piattaforma, è situata nell&#8217;Edificio Spark 3 nel quartiere in rigenerazione di Santa Giulia a Milano. Per Zarrelli il Center di Milano “è il primo di una lunga serie”. Una struttura in cui si è cercato di replicare “il modello dei campus americani all&#8217;avanguardia, ovviamente con un tocco made in Italy”, racconta. “Oltre alle aule &#8211; prosegue &#8211; abbiamo progettato soprattutto auditorium e spazi di aggregazione per gli studenti, insieme a laboratori polifunzionali. Questi ultimi non sono rivolti solo agli studenti di business &#8211; che rappresenta la nostra facoltà principale &#8211; ma sono concepiti per essere versatili e facilmente trasformabili”.Zarrelli esprime poi soddisfazione per il risultato raggiunto: “Siamo molto felici e orgogliosi di questo investimento, di ciò che questo spazio rappresenta oggi e di ciò che potrà diventare in futuro. Come dico sempre, tutto questo accade un passo alla volta, uno studente alla volta, con l&#8217;auspicio di dare un contributo concreto alla formazione della nuova generazione di leader”, conclude.</p>
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		<title>Formazione, Knowhow.org: a Milano primo knowledge center di rete globale﻿  1.500 studenti internazionali attesi ogni anno</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/formazione-knowhow-org-a-milano-primo-knowledge-center-di-rete-globale-1-500-studenti-internazionali-attesi-ogni-anno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=formazione-knowhow-org-a-milano-primo-knowledge-center-di-rete-globale-1-500-studenti-internazionali-attesi-ogni-anno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
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<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Inaugurato oggi a Milano il primo Knowledge Center di Knowhow.org, la piattaforma educativa globale che integra formazione accademica, esperienza nelle imprese e immersione culturale, con&#8230;</p>
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(Adnkronos/Labitalia) &#8211; Inaugurato oggi a Milano il primo Knowledge Center di Knowhow.org, la piattaforma educativa globale che integra formazione accademica, esperienza nelle imprese e immersione culturale, con l&#8217;obiettivo di formare la prossima generazione di leader. La prima sede permanente della piattaforma, situata nell&#8217;Edificio Spark 3 nel quartiere in rigenerazione di Santa Giulia, è stata aperta ufficialmente alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e del Console Generale degli Stati Uniti Douglass Benning.L&#8217;evento inoltre ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Alvise Biffi (Presidente di Assolombarda), Fanta Aw (ceo di Nafsa &#8211; Association of International Educators), Dante Roscini (Harvard Business School), Marcello Presicci, Fondatore di Scuola Politica – Vivere nella Comunità School, Daniel Butler, già Professore e Associate Dean for International Studies presso Auburn University, Danilo Gallinari (Senior Vice President di Knowhow.org ed ex giocatore Nba), Luigi de Siervo (ad Lega Serie A) e l’atleta olimpico Filippo Magnini.Knowhow.org non è un&#8217;università, ma un abilitatore che crea le condizioni per la formazione accademica internazionale attraverso infrastrutture permanenti, partnership pluriennali e integrazione profonda con il territorio. Fondata dagli imprenditori italiani Daniele Frappelli e Candida Zarrelli, Knowhow.org nasce da oltre dieci anni di esperienza nel settore dell&#8217;education: dal 2015 a oggi, i programmi sviluppati in partnership con l&#8217;Auburn University e l&#8217;Harbert College of Business hanno coinvolto oltre 1.600 studenti e docenti statunitensi tra Italia e Spagna.Il programma oggi accoglie 402 studenti statunitensi a Milano, con una crescita del +186% nel quinquennio 2022-2026 rispetto al periodo 2015-2019. Un dato, secondo un’analisi condotta da Assolombarda per Knowhow.org, in linea con l’andamento delle presenze di studenti internazionali a Milano che nel post Covid sono cresciute del +145%, segno dell’attrattività della città metropolitana che si posiziona al primo posto in Italia per PIL ed export e come location di rilievo nei ranking internazionali che valutano le città mondiali in termini di centralità nelle reti globali e di place for business.Le prospettive di crescita degli studenti della piattaforma Knowhow.org per il 2027 indicano un&#8217;ulteriore accelerazione, arrivando ad un totale di almeno 2.300 studenti coinvolti tra il 2015 e il 2027.Siamo convinti che i leader del futuro non si formino più soltanto tra i banchi universitari, ma nel confronto diretto con la complessità del mondo reale, colmando il divario tra eccellenza accademica e competenze pratiche. È questa convinzione che ci ha spinto a costruire qualcosa di strutturalmente nuovo: un modello scalabile e replicabile su scala globale, pensato in particolare per rispondere alla crescente domanda di internazionalizzazione delle università statunitensi” sottolinea Daniele Frappelli, co-fondatore di Knowhow.org.” Il cuore del progetto è rappresentato dalle partnership e connessioni che possiamo attivare con realtà chiave del territorio e Milano in questo senso rappresenta un laboratorio formativo dove imprese, cultura e società costituiscono un ecosistema unico, di cui possono beneficiare gli studenti e cui allo stesso tempo possono contribuire positivamente”.Il Knowledge Center Milano, distribuito su 3.000 metri quadrati e certificato LEED Gold, replica lo stile dei campus americani con un’anima tutta italiana e Made in Italy. La struttura ospita aule all&#8217;avanguardia, Bloomberg Room per simulazioni di online trading, laboratori tecnologici, un auditorium, aree di coworking e per la socializzazione, ed è dimensionata per accogliere a regime fino a 2.400 studenti l&#8217;anno. Il quartiere di Santa Giulia, interessato da un importante progetto di rigenerazione urbana per 2,7 miliardi di euro e sede di iniziative legate alle recenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026, rappresenta il contesto ideale per un progetto che punta a radicarsi nel tessuto urbano della città.Milano rappresenta il primo nodo di una rete globale e fungerà da modello pilota per un piano di espansione che prevede l&#8217;apertura di un totale di 20 Knowledge Center in 10 anni su più continenti, a partire da Madrid nel 2027, per poi estendersi a Singapore, Roma e Riyadh e altri centri della finanza e della politica internazionale, hub tecnologici emergenti. Le 20 città target individuate rappresentano da sole il 6% del PIL mondiale e il 2% della popolazione.&#8221;Il Knowledge Center è più di uno spazio fisico, è la traduzione della nostra visione sull’educazione: vogliamo mettere lo studente al centro di un ecosistema formativo che si focalizza non solo sul trasferimento di competenze, ma che vuole favorire una vera e propria contaminazione culturale, attivando soft skills e nuovi modelli culturali&#8221;, spiega Candida Zarrelli, Co-Fondatrice di Knowhow.org. &#8220;In un mondo dove conta e conterà sempre di più la capacità di essere resilienti per rispondere a nuove sfide, lavoriamo con passione con l’obiettivo di contribuire a costruire, uno studente alla volta, la futura classe di leader globali”, conclude.Attraverso gli investimenti nella realizzazione del Knowledge Center di Milano oltre che le spese sostenute per e dagli studenti e professori durante la loro permanenza in città, le spese complessive dirette solo nel 2026 sono stimati a circa 8,7 milioni di euro. Secondo un’analisi condotta da Assolombarda, a partire da questo investimento di Knowhow.org, l&#8217;impatto economico complessivo diretto, indiretto e indotto sul territorio è stimato in 20,1 milioni di euro di valore della produzione attivato, di cui 2,5 milioni di euro investiti in attività culturali, artistiche e di intrattenimento: dati che dimostrano la forte integrazione del progetto con l’ecosistema di Milano e della Lombardia, dimostrando le potenzialità che in prospettiva un progetto di questo tipo può rappresentare per lo sviluppo del territorio. In dieci anni di attività, Knowhow.org ha già coinvolto 75 aziende partner attraverso visite aziendali e progetti di consulenza, con un tasso di ricorrenza superiore al 30% — segno della qualità dello scambio generato.Contestualmente all&#8217;inaugurazione, è stata annunciata la collaborazione tra Knowhow.org e Assolombarda per il Future Leaders Program, programma cardine di Knowhow.org che mette in contatto le aziende del territorio con i talenti internazionali attraverso progetti di consulenza reali. Attraverso il Future Leaders Program, gli studenti lavorano — guidati dai propri professori — su progetti di consulenza reali con aziende italiane in settori come supply chain, product design, marketing e strategie di business. La collaborazione oggi con Assolombarda prevede per le imprese associate l&#8217;accesso diretto ai talenti internazionali della piattaforma.Dal 2027, la Global Athlete Academy — guidata da Danilo Gallinari (16 stagioni NBA) e con il coinvolgimento di atleti come Filippo Magnini — rappresenta il primo progetto a livello global dedicato a consentire agli studenti-atleti delle Università americane di proseguire l&#8217;attività agonistica in 7 discipline (calcio, pallavolo, pallacanestro, nuoto, ginnastica, atletica leggera e tennis) durante il periodo di studio, allenandosi in strutture di livello olimpico sul territorio milanese, coniugando il percorso accademico con quello sportiv</p>
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		<title>Lombardia, Manageritalia: crescita frenata da scarsa managerializzazione Il tema è affrontato all&#8217;assemblea di Manageritalia Lombardia in svolgimento all’Hotel Enterprise di Corso Sempione a Milano</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/lombardia-manageritalia-crescita-frenata-da-scarsa-managerializzazione-il-tema-e-affrontato-allassemblea-di-manageritalia-lombardia-in-svolgimento-allhotel-enterprise-di-corso-sempione-a/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lombardia-manageritalia-crescita-frenata-da-scarsa-managerializzazione-il-tema-e-affrontato-allassemblea-di-manageritalia-lombardia-in-svolgimento-allhotel-enterprise-di-corso-sempione-a</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
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<p>Milano, 19 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Troppe microimprese (93,9%), pochissime grandi (0,2%) e poche piccole (5,1%) o medie (0,8%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Lombardia, che non si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/lombardia-manageritalia-crescita-frenata-da-scarsa-managerializzazione-il-tema-e-affrontato-allassemblea-di-manageritalia-lombardia-in-svolgimento-allhotel-enterprise-di-corso-sempione-a/">Lombardia, Manageritalia: crescita frenata da scarsa managerializzazione Il tema è affrontato all&#8217;assemblea di Manageritalia Lombardia in svolgimento all’Hotel Enterprise di Corso Sempione a Milano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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(Adnkronos/Labitalia) &#8211; Troppe microimprese (93,9%), pochissime grandi (0,2%) e poche piccole (5,1%) o medie (0,8%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Lombardia, che non si discosta molto da quello nazionale e vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. In Lombardia ci sono 59.696 dirigenti, di cui circa il 24,8% donne (aumentate del 129,3% negli ultimi 16 anni), e 54.387 imprese sopra i 9 dipendenti: il dato testimonia come ancora la stragrande maggioranza delle Pmi sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle Pmi italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna. Quanto una gestione manageriale sia determinante per competere lo spiegano i dati che vedono le nostre grandi e medie imprese avere una produttività in linea e a volte superiore alla media europea, mentre il livello crolla nelle piccole e microimprese.La crescita e, quindi, la managerializzazione delle Pmi sono alcuni dei temi al centro dell’assemblea di Manageritalia Lombardia in svolgimento all’Hotel Enterprise di Corso Sempione a Milano.Nel corso dell’assemblea, oltre al tema della scarsa managerializzazione delle Pmi, è stato affrontato anche il nodo strategico della sostenibilità, dell’innovazione e della crescente attenzione ai benefici dell’economia circolare, asset ormai indispensabili per la crescita e la competitività delle imprese. Asset che richiedono competenze, visione strategica e una rinnovata cultura aziendale che solo i manager possono garantire accompagnando le imprese nei processi di trasformazione.In Lombardia il gap manageriale rispetto ai principali competitor si fa sentire meno che nelle altre regioni: in Italia nel settore privato ci sono 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti contro l’1,8 in Lombardia ma rimane comunque inferiore al 2-4% nei principali Paesi europei. Questa carenza non è colmata dalla crescita dell’ultimo anno (+3,4% dei dirigenti privati nella regione e +22,7% negli ultimi 16 anni) anche se risulta superiore alla crescita media nazionale (rispettivamente 2,6% e +17,4%).“Tra novembre 2025 e marzo 2026, con il rinnovo dei Contratti Collettivi – spiega commenta Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia &#8211; è stata introdotta una misura sperimentale pensata per le aziende che vogliono inserire per la prima volta un dirigente nel proprio organico. L’agevolazione riguarda i dirigenti con una retribuzione lorda annua omnicomprensiva fino al 3% del minimo contrattuale, cioè 67.197 euro lordi, e si traduce in un taglio dei contributi dovuti al Fondo Mario Negri e all’Associazione Antonio Pastore. Il risultato è che, con circa 7mila euro l’anno in più rispetto ad un quadro, anche una piccola impresa può puntare su competenze manageriali di alto profilo. Sarebbe inoltre utile &#8211; conclude Bonardo &#8211; un intervento di Regione Lombardia per rafforzare il sostegno all’inserimento dei dirigenti nelle PMI, anche riprendendo strumenti ispirati all’articolo 20 della Legge 266/1997. Con questa legge, tramite accordi tra le agenzie per l’impiego, le associazioni rappresentative delle imprese e dei dirigenti, le PMI fino a 250 dipendenti potevano ottenere uno sgravio contributivo della durata di 12 mesi per favorire percorsi mirati di reinserimento di dirigenti disoccupati”.L’assemblea è stata inoltre l’occasione per approfondire un tema sempre più strategico nella gestione d’impresa: lo stretto legame tra benessere organizzativo e produttività. Al centro del confronto il welfare come driver strategico per la competitività, con un dibattito dedicato a come costruire sinergie efficaci tra welfare pubblico, contrattuale e aziendale. Moderato dal giornalista Dario Donato, l’incontro ha messo a confronto le visioni di Monica Nolo, vicepresidente Manageritalia, Simone Pizzoglio, vicepresidente Manageritalia, Massimo Fiaschi, segretario generale Manageritalia, Stefano Castrignanò, presidente dell’Osservatorio Italian Welfare, insieme alle testimonianze aziendali di Giuseppe Bertolino, Hr Manager Hilton Milano, Chiara Daviddi, Head of HR Development and Management Agos, e Cristian Valsiglio, responsabile dell’Amministrazione del Personale e delle Relazioni Sindacali di Esselunga. Dal dibattito è emerso come investire nel benessere delle persone rappresenti oggi una leva concreta di attrattività, retention, innovazione e crescita per le imprese.</p>
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		<title>Export, Sace: &#8220;Nord Est resta in Europa solo una pmi su tre guarda oltre&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 16:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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<p>Roma, 18 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Per il Nord Est l’export è una componente strutturale dell’economia: in Veneto vale il 41,4% del Pil regionale, quota che si mantiene elevata anche in&#8230;</p>
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(Adnkronos/Labitalia) &#8211; Per il Nord Est l’export è una componente strutturale dell’economia: in Veneto vale il 41,4% del Pil regionale, quota che si mantiene elevata anche in Friuli Venezia Giulia (40,8%) e Trentino Alto Adige (21,9%). Ma in una fase segnata da dazi, tensioni geopolitiche e costi energetici elevati, le imprese si trovano davanti a una sfida sempre più evidente: diversificare i mercati senza perdere competitività. Oggi il 67% delle aziende del Nord Est esporta prevalentemente verso l’Unione Europea, mentre il 33% guarda ai Paesi extra-Ue, dove si stanno aprendo opportunità importanti soprattutto nei mercati ancora poco presidiati. Sono dati emersi dall’incontro &#8216;Sviluppo internazionale delle pmi&#8217;, ospitato nella prestigiosa cornice di Villa Ca’ Dura, a Villafranca Padovana, e organizzato dalla Fondazione Civitas Ets, col sostegno di Ambico e Gift Solutions. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, esperti di finanza agevolata, rappresentanti del mondo accademico e manager di primo piano per analizzare le sfide e le opportunità che attendono le imprese italiane sui mercati globali, alle prese con un clima economico definito dagli stessi relatori come di “certezza dell’incertezza”.Secondo Sace, il quadro internazionale conferma una fase di crescita, ma in rallentamento dopo il rimbalzo del commercio globale del 2025 (quasi +5% in volume): tra il 2026 e il 2028 è attesa su ritmi più contenuti, attorno al +2,3% medio annuo. Marco Martincich, regional director Business Network Nord Est, non a caso ha sottolineato come «in questo contesto aumenti l’importanza della diversificazione geografica, anche perché molte imprese italiane restano esposte su un numero limitato di mercati», illustrando la complessità del calcolo del rischio Paese e il valore delle garanzie offerte dall’ente. Perché la risposta dell’ente è la diversificazione &#8216;selettiva&#8217;: puntare su Paesi con opportunità alte e rischi gestibili. Sace individua 16 mercati strategici ad alta crescita per l’export italiano &#8211; tra cui India, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Messico, Vietnam, Brasile e Turchia &#8211; che hanno generato complessivamente circa 83 miliardi di export e il 12,9% del totale nel 2025.A oggi, in Veneto, sono quasi 23 mila le imprese attive sui mercati esteri, un nucleo produttivo che rappresenta il cuore dell’apertura internazionale del territorio. Imprese che possono beneficiare in modo diretto delle nuove misure Simest. L’apertura dei lavori ha voluto porre l’accento proprio su queste opportunità. Federica Ingrosso, senior specialist eelazioni esterne Simest, ha illustrato la linea di finanziamento da 800 milioni di euro dedicata alle pmi orientate ai mercati internazionali. &#8220;Con questa nuova misura  &#8211; ha sottolineato Ingrosso &#8211; mettiamo a disposizione delle imprese un plafond pensato per dare stabilità in un momento in cui l’incertezza è diventata la condizione strutturale con cui confrontarsi. Parliamo di un contributo fino al 30% tra fondo perduto in conto capitale e conto interessi. Questa misura si integra con l’intera “cassetta degli attrezzi” di Simest: dalla partecipazione alle fiere allo sviluppo dell’e commerce, dall’apertura di sedi all’estero alle certificazioni, fino agli investimenti strategici in Africa, America Latina e India. Le opportunità e le risorse ci sono: vanno conosciute, programmate e utilizzate con una visione chiara&#8221;.Il dibattito si è arricchito con l’intervento del professor Francesco Zen, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Padova, che ha offerto una lettura lucida delle trasformazioni in atto nel sistema del credito: alla luce dell’eccessiva standardizzazione dell’offerta bancaria, Zen ha evidenziato l’urgenza di rafforzare la cultura finanziaria degli imprenditori e la necessità di una politica strutturale sul venture capital, ancora troppo debole nel panorama italiano. A portare la voce dell’industria è stato Nicola Marzaro, ceo di Sirman spa e tra i top manager di Forbes Italia, che ha richiamato le difficoltà legate a dazi, incertezze geopolitiche e costi energetici. Alla luce di questo scenario, Marzaro ha invitato le PMI a puntare con decisione sul valore aggiunto del prodotto, unico vero elemento capace di difendere la competitività del Made in Italy nei mercati globali. Il quadro operativo è stato completato dagli interventi di Marija Klaric (Ambico) e Riccardo Grigolon e Alesandro Salvalaio, amministratori di Gift solutions, che hanno analizzato il funzionamento delle Esco e le barriere &#8211; economiche, normative e strutturali &#8211; che ancora ostacolano l’efficientamento energetico delle imprese.Nel suo intervento conclusivo, Jonathan Morello Ritter, presidente di Fondazione Civitas Ets, ha sintetizzato il messaggio emerso dal confronto: &#8220;Oggi le pmi non possono affrontare da sole la complessità dei mercati globali. Strumenti come quelli messi in campo da Simest rappresentano un supporto decisivo per trasformare l’incertezza in opportunità. Crediamo nel valore della collaborazione tra imprese, istituzioni e finanza pubblica: solo così possiamo accompagnare le aziende in percorsi di crescita sostenibile e consapevole». Morello Ritter ha poi richiamato la necessità di tornare a investire sul valore aggiunto del Made in Italy: «Il nostro vero vantaggio competitivo non può essere schiacciato dal gap energetico o dall’incertezza dei dazi. Se vogliamo colmare questi divari, dobbiamo rimettere al centro ricerca e sviluppo: è attraverso l’innovazione di prodotto che il Made in Italy può generare quel valore aggiunto capace di compensare costi e barriere. E&#8217; da qui che passa la nostra capacità di competere nei mercati internazionali: non sul prezzo, ma sulla qualità e sulla forza dei nostri prodotti&#8221;.</p>
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		<title>Engineering, Cristiano Zanetti nominato executive vice president software products</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:31:00 +0000</pubDate>
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<p>Roma, 18 mag. (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Engineering, tra i leader della digital transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, annuncia l&#8217;ingresso nel Gruppo di Cristiano Zanetti nel ruolo&#8230;</p>
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