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	<title>legalità Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>legalità Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>San Giorgio Bigarello promuove i “Semi di legalità”: tre giorni di incontri, teatro e memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 14:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia lo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Comune di San Giorgio Bigarello, in provincia di Mantova, rinnova il proprio impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata promuovendo la rassegna “Semi di legalità”, un ciclo di appuntamenti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/24/san-giorgio-bigarello-promuove-i-semi-di-legalita-tre-giorni-di-incontri-teatro-e-memoria/">San Giorgio Bigarello promuove i “Semi di legalità”: tre giorni di incontri, teatro e memoria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p>Comune di San Giorgio Bigarello, in provincia di Mantova, rinnova il proprio impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata promuovendo la rassegna “Semi di legalità”, un ciclo di appuntamenti culturali e di riflessione incentrati sulla memoria delle vittime delle mafie e sulla diffusione della cultura della giustizia. Dopo l’apertura dedicata alla presentazione del libro “Operazione Mafia” di Ivan Brentari, la manifestazione entra nel vivo stasera, sabato 23 maggio, in coincidenza con il XXXIV anniversario della strage di Capaci, spostandosi all’Auditorium Frida Kahlo. Alle ore 20:45 andrà in scena “Gli invisibili: la solitudine dei giusti”, uno spettacolo teatrale in atto unico scritto e diretto da Enzo Rapisarda. L’opera offre una profonda riflessione scenica dedicata alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la difesa dello Stato e della legalità, offrendo ai cittadini un momento di forte aggregazione e condivisione civile a ingresso gratuito.</p>
<p>Il momento centrale della manifestazione nel territorio mantovano si terrà lunedì 25 maggio alle ore 10:00, quando l’Auditorium Frida Kahlo ospiterà una platea interamente composta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di San Giorgio per un incontro speciale con Claudio Salvia. Funzionario dello Stato e figlio di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale barbaramente ucciso dalla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo nel 1981 per aver preteso il rispetto del regolamento carcerario, Claudio Salvia porterà ai ragazzi la sua preziosa testimonianza diretta sul valore del dovere e sul prezzo della schiena dritta davanti alla prepotenza criminale. Al termine del dibattito, la mattinata si concluderà in Piazza Giotto dove, alla presenza del Sindaco e della giunta comunale, si svolgerà la solenne cerimonia di posa della corona presso la Quercia della Legalità, a suggello del patto generazionale e istituzionale della comunità contro ogni forma di mafia.</p>
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		<title>Zen, il quartiere conteso: quando la mafia perde ordine e resta la paura</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[ZenPalermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dagli spari contro le attività commerciali ai blitz interforze, Palermo torna a guardare lo Zen non come un luogo da condannare, ma come una ferita urbana e sociale dove criminalità&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/zen-quartiere-conteso-paese-italia-press-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dagli spari contro le attività commerciali ai blitz interforze, Palermo torna a guardare lo Zen non come un luogo da condannare, ma come una ferita urbana e sociale dove criminalità organizzata, spaccio, racket e vuoti istituzionali provano ancora a trasformare il bisogno in potere</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p class="pip-lead">Lo Zen non è il problema. Lo Zen è il luogo dove il problema si vede meglio.</p>
<p>Perché quando una città torna a sentire il rumore degli spari, delle intimidazioni, delle bottiglie incendiarie, delle saracinesche colpite, delle vetrine crivellate, la tentazione più semplice è sempre la stessa: puntare il dito contro il quartiere. Dire “è lo Zen”, come se bastasse un nome per spiegare tutto. Come se dentro quel nome non vivessero famiglie, bambini, anziani, giovani che studiano, madri che resistono, padri che lavorano, persone che non hanno nulla a che fare con chi prova a trasformare un territorio in una zona di comando.</p>
<p>Ma un quartiere non spara. Un quartiere non chiede il pizzo. Un quartiere non gestisce piazze di spaccio. Un quartiere non organizza intimidazioni. A farlo sono uomini, reti criminali, gruppi in cerca di potere, pezzi di Cosa nostra che cambiano pelle, arretrano, tornano, si riorganizzano, perdono controllo e generano nuove violenze.</p>
<p>Lo Zen, semmai, è una ferita aperta. Una ferita sociale, urbanistica, educativa, economica. E dentro le ferite, quando lo Stato arriva tardi o arriva solo con le divise, la criminalità prova a costruire il suo alfabeto: paura, favore, silenzio, debito, appartenenza forzata.</p>
<p>Negli ultimi giorni Palermo è stata attraversata da una nuova tensione. Le indagini citate da RaiNews collegano gli attacchi contro esercizi commerciali e imprese a una strategia di pressione legata al racket delle estorsioni e al controllo del territorio. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 si sarebbe registrata un’escalation di colpi d’arma da fuoco contro attività tra centro e periferie; nelle zone di Sferracavallo, Barcarello e Tommaso Natale sarebbero state lasciate bottiglie incendiarie davanti ai locali. In alcuni casi, come al ristorante “Al Brigantino”, si sarebbe arrivati a raffiche di kalashnikov contro le vetrine. Gli investigatori sospettano che il gruppo armato provenga dallo Zen 2, dove da mesi si concentra la pressione delle forze dell’ordine.</p>
<p>È qui che il racconto deve farsi serio. Non basta dire “emergenza sicurezza”. Non basta invocare più pattuglie, più controlli, più telecamere. Tutto questo può essere necessario, ma non è sufficiente. Perché quando si parla dello Zen, di Tommaso Natale, di San Lorenzo, di Partanna Mondello, non si parla soltanto di cronaca recente. Si entra dentro una geografia criminale precisa, documentata da inchieste, processi, arresti, sentenze, richieste di condanna, ricostruzioni investigative.</p>
<p>Il quadrante è quello del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Nel gennaio 2021 l’operazione “Bivio”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ed eseguita dai carabinieri, mise nel mirino proprio quel mandamento e le famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen-Pallavicino. I 16 fermati furono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate e detenzione abusiva di armi da fuoco.</p>
<p>In quella operazione comparivano nomi precisi: Francesco Adelfio, Andrea Barone, Carmelo Barone, Marcello Bonomolo, Pietro Ciaramitaro, Giuseppe Cusimano, Francesco Finazzo, Salvatore Fiorentino, Sebastiano Giordano, Francesco L’Abbate, Andrea Mancuso, Francesco Palumeri, Giuseppe Rizzuto, Baldassare Rizzuto, Antonino Vitamia e Michele Zito. Sono nomi da maneggiare con rigore, citandoli solo per ciò che risultava dagli atti e dalle cronache giudiziarie dell’epoca, perché la responsabilità penale resta sempre personale e perché per ogni posizione valgono i gradi di giudizio e la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
<p>Ma dentro quell’inchiesta emerse un elemento ancora più inquietante della violenza: il cosiddetto “welfare mafioso”. Secondo gli investigatori, Giuseppe Cusimano avrebbe tentato, durante la prima fase del lockdown del 2020, di organizzare una distribuzione alimentare per le famiglie indigenti dello Zen, accreditandosi come punto di riferimento per chi aveva bisogno. I carabinieri parlarono del tentativo di Cosa nostra di ottenere consenso sociale e riconoscimento sul territorio, elementi considerati indispensabili per l’esercizio del potere mafioso.</p>
<div class="pip-quote">La mafia non comanda soltanto quando minaccia. Comanda quando si sostituisce allo Stato. Comanda quando trasforma un pacco di pasta in debito morale. Comanda quando un favore diventa appartenenza.</div>
<p>Qui si capisce il cuore del problema. Il potere mafioso più pericoloso non è solo quello che spara. È quello che si presenta come aiuto.</p>
<p>Per questo lo Zen non va raccontato come una periferia “perduta”. Va raccontato come un territorio conteso. Conteso tra chi lo abita onestamente e chi prova a usarlo. Conteso tra chi chiede diritti e chi offre favori. Conteso tra chi vorrebbe scuola, lavoro, servizi, spazi pubblici, cultura, sport, presenza educativa, e chi invece preferisce il vuoto, perché nel vuoto il controllo criminale cresce meglio.</p>
<p>Le cronache più recenti confermano che il nodo non è chiuso. LiveSicilia, nel marzo 2025, ha raccontato il quadro di tensione interna allo Zen e nel mandamento, collegando le vicende all’arresto dei fratelli Nunzio e Domenico Serio e a contrasti legati anche allo spaccio. Nell’articolo vengono citati, tra gli altri, Francesco Stagno, Domenico Ciaramitaro, Giovanni Cusimano, Gennaro Riccobono e Michele Micalizzi, all’interno di dialoghi e ricostruzioni investigative che descrivono un quartiere attraversato da conflitti, paura e tentativi di “rimettere ordine”.</p>
<p>Nel febbraio 2026, ancora LiveSicilia ha scritto che le vicende di San Lorenzo sono strettamente connesse a quelle dello Zen, parte del mandamento mafioso, dove gruppi giovani e violenti si sarebbero ritagliati spazi di potere. Nello stesso articolo si riportano le richieste di condanna per 37 imputati, tra cui Nunzio e Domenico Serio, Francesco Stagno, Giovanni Cusimano, Mariano Lo Iacono, Mirko Lo Iacono, Paolo Lo Iacono e altri. Il processo, viene precisato, si svolge con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare.</p>
<p>Sono dati che non autorizzano semplificazioni, ma impongono una domanda: che cosa accade quando la criminalità organizzata perde il suo “ordine” interno e il territorio resta esposto a una violenza più disordinata, più giovane, più imprevedibile?</p>
<p>Per anni siamo stati abituati a immaginare Cosa nostra come una struttura verticale, disciplinata, silenziosa. Ma le inchieste degli ultimi anni mostrano anche altro: frammentazioni, tensioni, nuove leve, gruppi che si contendono spazi, droga, estorsioni, riconoscimento criminale. Quando il potere mafioso tradizionale viene colpito, arrestato, indebolito, non sempre nasce automaticamente libertà. A volte nasce una fase intermedia, sporca, caotica, in cui diversi soggetti provano a occupare il vuoto.</p>
<p>Ed è in quel vuoto che possono arrivare gli spari.</p>
<p>Gli spari contro le attività commerciali non sono solo atti intimidatori. Sono messaggi. Dicono: “Noi ci siamo”. Dicono: “Possiamo colpire”. Dicono: “Il territorio deve ricordarsi di chi comanda”. La vetrina infranta diventa un manifesto criminale. La bottiglia incendiaria diventa una firma. Il kalashnikov diventa un linguaggio. Un linguaggio brutale, primitivo, ma chiarissimo.</p>
<p>Eppure la domanda più scomoda resta un’altra: perché quel linguaggio trova ancora spazio?</p>
<p>Trova spazio quando un commerciante si sente solo. Quando denunciare fa paura. Quando il lavoro manca. Quando il quartiere è raccontato solo come emergenza. Quando i servizi arrivano a intermittenza. Quando la scuola combatte da sola. Quando le associazioni restano isolate. Quando la politica si ricorda delle periferie solo dopo gli spari. Quando lo Stato entra con i lampeggianti, ma non sempre resta con continuità.</p>
<p>La sicurezza è necessaria. I blitz sono necessari. Le indagini sono necessarie. Gli arresti sono necessari. Ma se dopo il blitz non resta una presenza stabile, quotidiana, sociale, educativa, culturale, economica, il territorio torna a essere esposto.</p>
<div class="pip-quote">Perché la mafia non occupa solo le strade. Occupa le assenze.</div>
<div class="pip-list">
<p>Occupa l’assenza di lavoro.</p>
<p>Occupa l’assenza di fiducia.</p>
<p>Occupa l’assenza di ascolto.</p>
<p>Occupa l’assenza di futuro.</p>
<p>Occupa l’assenza di una comunità che si senta protetta senza dover chiedere protezione ai peggiori.</p>
</div>
<p>E allora Palermo deve smettere di guardare lo Zen solo quando fa paura. Deve guardarlo prima. Deve guardarlo quando i ragazzi lasciano la scuola. Quando una famiglia non arriva a fine mese. Quando un giovane trova più riconoscimento in una piazza di spaccio che in un percorso formativo. Quando un commerciante capisce che denunciare è giusto, ma teme di restare solo. Quando un quartiere viene nominato dai media solo per essere associato alla cronaca nera.</p>
<p>Lo Zen non ha bisogno di pietismo. Ha bisogno di giustizia.</p>
<p>Ha bisogno che si faccia piena luce sui collegamenti criminali, sui nomi, sulle reti, sui mandamenti, sulle famiglie, sulle responsabilità individuali. Ma ha anche bisogno che chi non c’entra nulla con la criminalità venga liberato da un marchio collettivo che pesa come una condanna sociale.</p>
<p>Perché criminalizzare un quartiere è un favore alla mafia. Significa consegnarle il racconto. Significa dire agli abitanti onesti: “Voi siete quel problema”. E quando una comunità viene identificata con la sua parte peggiore, chi vuole dominarla ha già vinto metà della battaglia.</p>
<p>Il vero articolo da scrivere, allora, non è soltanto sulla violenza allo Zen. È sulla responsabilità di Palermo davanti allo Zen. Una responsabilità che riguarda le istituzioni, la politica, la scuola, le parrocchie, le associazioni, l’impresa, l’informazione, la società civile. Perché ogni territorio lasciato solo diventa più vulnerabile al potere criminale.</p>
<p>Le inchieste ci dicono che il mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo ha avuto una storia criminale strutturata, fatta di capi, reggenti, estorsioni, droga, armi, tentativi di consenso. Le cronache recenti ci dicono che quella storia non è semplicemente archiviata. Cambia forma, cambia nomi, cambia equilibri, ma continua a interrogare Palermo. Il processo “Bivio”, secondo La Voce di Palermo, ha visto nel dicembre 2024 la conferma in appello di diverse condanne legate ai mandamenti di San Lorenzo e Tommaso Natale, con riduzioni per alcuni imputati ma con un quadro generale di responsabilità mafiose ritenuto confermato dalla Corte d’Appello.</p>
<p>Questo non significa che tutto sia uguale a prima. Significa che il passato criminale non passa davvero se non viene trasformato il terreno su cui quel passato ha potuto mettere radici.</p>
<p>E il terreno non si trasforma solo con le retate. Si trasforma con una presenza lunga. Con investimenti seri. Con scuole aperte. Con doposcuola, sport, biblioteche, lavoro vero, sostegno alle imprese sane, protezione concreta per chi denuncia, percorsi per i giovani, urbanistica intelligente, case dignitose, spazi comuni curati, relazioni istituzionali non episodiche.</p>
<p>Lo Zen non chiede di essere assolto. Chiede di essere visto interamente.</p>
<p>Visto nelle sue ombre, certo. Nei nomi delle inchieste. Nei legami con il mandamento. Nelle piazze di spaccio. Negli spari. Nel racket. Nei tentativi di controllo.</p>
<p>Ma anche nella sua umanità. Nei cittadini che non vogliono piegarsi. Nei ragazzi che non vogliono essere arruolati. Nelle madri che provano a proteggere i figli. Nei commercianti che vorrebbero lavorare senza paura. Negli educatori che restano. In chi ogni giorno abita quel quartiere senza appartenere al suo racconto peggiore.</p>
<div class="pip-quote">La domanda vera, oggi, non è se lo Zen sia un quartiere pericoloso. La domanda vera è chi ha avuto interesse, per anni, a lasciarlo diventare un territorio dove la paura potesse sostituire la fiducia, il favore potesse sostituire il diritto e il silenzio potesse diventare una forma di sopravvivenza.</div>
<p>Palermo deve rispondere a questa domanda senza ipocrisie.</p>
<p>Deve colpire i clan, ma proteggere il quartiere. Deve fare i nomi dei responsabili, ma non infangare una comunità intera. Deve chiedere sicurezza, ma anche giustizia sociale. Deve pretendere arresti, ma anche alternative. Deve sostenere chi denuncia, ma anche costruire le condizioni perché denunciare non significhi sentirsi abbandonati il giorno dopo.</p>
<p>Perché una città non si libera dalla mafia solo quando arresta i mafiosi. Si libera davvero quando toglie alla mafia il potere di apparire utile. Quando nessuno deve più chiedere un favore per ottenere un diritto. Quando nessun giovane trova nella violenza l’unico modo per sentirsi qualcuno. Quando nessun commerciante pensa che il silenzio sia più sicuro della verità. Quando nessun quartiere viene guardato solo attraverso il lampeggiare delle volanti.</p>
<p>Lo Zen, oggi, è una prova per Palermo.</p>
<p>Non perché sia il simbolo del male. Ma perché mostra, più di altri luoghi, il punto in cui la città deve decidere che cosa vuole essere: una città che interviene solo dopo gli spari, o una città che costruisce presenza prima che gli spari arrivino.</p>
<p>La mafia conosce bene le periferie dell’anima. Entra dove trova fame, paura, solitudine, bisogno, rabbia, mancanza di futuro. Per questo la risposta non può essere solo militare. Deve essere anche relazionale, educativa, civile, economica, culturale.</p>
<div class="pip-list">
<p>Servono indagini.</p>
<p>Servono processi.</p>
<p>Servono condanne quando le responsabilità vengono accertate.</p>
<p>Servono controlli.</p>
<p>Servono pattuglie.</p>
<p>Ma serve anche una città che non lasci lo Zen da solo appena si spengono le telecamere.</p>
</div>
<p>Perché il contrario della mafia non è soltanto la legalità.</p>
<p>Il contrario della mafia è una comunità che non lascia nessuno in ostaggio del bisogno.</p>
<p>E Palermo, se vuole davvero vincere questa sfida, deve partire proprio da qui: non dal marchio infame su un quartiere, ma dalla liberazione concreta delle persone che lo abitano.</p>
<div class="pip-note"><strong>Nota di metodo:</strong> tutti i nomi citati sono riportati esclusivamente in relazione ad atti giudiziari, inchieste, processi o fonti giornalistiche qualificate. Per le persone indagate o imputate vale sempre la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.</div>
<div class="pip-source-box">
<h2>Fonti principali consultate</h2>
<ul>
<li><a href="https://www.rainews.it/tgr/sicilia/articoli/2026/05/kalashnikov-operazione-di-polizia-e-carabinieri-allo-zen-2-d99f6ad1-b1ee-4315-b18e-a35d422eee69.html" target="_blank" rel="noopener">RaiNews Sicilia – Operazione allo Zen 2 e intimidazioni con armi da fuoco</a></li>
<li><a href="https://www.dire.it/26-01-2021/597612-mafia-operazione-bivio-a-palermo-16-fermi/" target="_blank" rel="noopener">Agenzia Dire – Operazione “Bivio” sul mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo</a></li>
<li><a href="https://livesicilia.it/palermo-mafia-faida-zen-arresti/" target="_blank" rel="noopener">LiveSicilia – Mafia, faida e tensioni allo Zen</a></li>
<li><a href="https://livesicilia.it/mafia-san-lorenzo-boss-palermo-zen-chieste-le-condanne/" target="_blank" rel="noopener">LiveSicilia – Richieste di condanna nel processo sul mandamento San Lorenzo-Zen</a></li>
<li><a href="https://www.lavocedipalermo.it/mafia-a-san-lorenzo-e-tommaso-natale-confermate-condanne-nel-processo-bivio/" target="_blank" rel="noopener">La Voce di Palermo – Processo Bivio, conferme in appello </a></li>
</ul>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/zen-il-quartiere-conteso-quando-la-mafia-perde-ordine-e-resta-la-paura/">Zen, il quartiere conteso: quando la mafia perde ordine e resta la paura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Paolo Borsellino era uno di noi. Era il 1992. Quanti ricordi!</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/paolo-borsellino-era-uno-di-noi-era-il-1992-quanti-ricordi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=paolo-borsellino-era-uno-di-noi-era-il-1992-quanti-ricordi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 19:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Affiorano ricordi che sono ormai entrati nella memoria. Sono quei ricordi che mi costringono a pensare, a ripensare, a ripercorrere i silenzi che hanno accompagnato passaggi di vita. Era uno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/paolo-borsellino-era-uno-di-noi-era-il-1992-quanti-ricordi/">Paolo Borsellino era uno di noi. Era il 1992. Quanti ricordi!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;">Affiorano ricordi che sono ormai entrati nella memoria. Sono quei ricordi che mi costringono a pensare, a ripensare, a ripercorrere i silenzi che hanno accompagnato passaggi di vita. Era uno di noi. PAOLO BORSELLINO. Tradizionalista e cattolico. 19 luglio 1992, era di domenica. Sono trascorsi anni lunghi. La storia non fa mai sconti e le voci del destino sono, a volte, voci urlate in un deserto la cui sabbia è uno strappo di vento.</p>
<p style="padding-left: 120px;">Pierfranco Bruni</p>
</blockquote>
<p class="p2"><span class="s1"><br />
Ci sono ricordi antichi e condivisioni che non si dimenticano. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Se “&#8230;la paura è umana&#8221;, bisogna<span class="Apple-converted-space">  </span>&#8220;combatterla con il coraggio” disse Paolo Borsellino. Grande uomo. Grande magistrato. Sono passati anni. Era di maggio di un anno che tutti ricordano.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Strage di via D’Amelio. Palermo. Tragedia. Paolo Borsellino e tutta la scorta. Dopo Falcone, 23 maggio, e il dramma nella morte di esistenze tra salti di auto e schegge di vite il tempo si fermò sino al 19 luglio.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Era uno di noi. PAOLO BORSELLINO. Tradizionalista e cattolico. 19 luglio 1992, era di domenica. Sono trascorsi anni lunghi. La storia non fa mai sconti e le voci del destino sono, a volte, voci urlate in un deserto la cui sabbia è uno strappo di vento. Affiorano ricordi che sono ormai entrati nella memoria. Sono quei ricordi che mi costringono a pensare, a ripensare, a ripercorrere i silenzi che hanno accompagnato passaggi di vita.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ho incontrato Paolo Borsellino al Sindacato Libero Scrittori. Era uno di noi. Molto amico di Francesco Grisi, di Giuseppe Tricoli, storico rappresentante della Fuan e più volte deputato regionale eletto nel MSI, di Tommaso Romano. Paolo è cresciuto in questo mondo. Un gruppo nella destra storica, tradizionalista e cattolica. Paolo aveva avuto radici nel movimento sociale italiano, quello di Giorgio Almirante e di Romualdi.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Diceva dopo la morte di Falcone: “Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.”</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Era l’estate del 1992. Tra ritagli di articoli, mucchi di libri, pagine strappate mi imponevo di scrivere un romanzo saggio, ma più tomanzgeromanze che saggio, su un personaggio meta-invenzione di nome Cecilio Lutri. Un magistrato che cercava di ricostruire tutto il suo viaggio riassumendolo in una notte. Nelle ore brevi della notte. Di una sola notte. L’ultima. Una vita.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Perché in una notte? Perché era convinto che all’indomani sarebbe stato ucciso. E tra le vite e le storie che rimbalzavano nel mio immaginario c’erano tre nomi che non mi abbandonavano: Cesare Terranova, Rosario Livatino, il giudice ragazzino, e Giovanni Falcone, ucciso nel maggio di quell’anno.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il mio romanzo aveva già un titolo ben stabilito dal mio editore. Quindi partivo da una traccia. Cosa che non ho mai fatto nella mia vita di scrittore. Avere già impostato il titolo e lavorare con i capitoli intorno a quel titolo mi rendeva tutto complicato. Ebbene il romanzo, che ebbe più edizioni negli anni, si doveva intitolare: “L’ultima notte di un magistrato”. Così si intitolò.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Tante interviste lette, tanti articoli che tagliavano a fette la mia formazione: da Enzo Biagi (nella sua intervista con il boss dei boss) a Sciascia (quel cattivo o incompreso articolo di uno scrittore come Sciascia che scivolò nell’ideologia di pessimo gusto: “I professionisti dell’antimafia”, pubblicato sul “Corriere della Sera”, uno Sciascia che non condivisi e che tuttora mi lascia perplesso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">In quel luglio di tanti anni fa scrivevo, dunque, un romanzo che doveva avere come filo conduttore la riflessione di un magistrato nella sua ultima notte. Il dibattito, intorno al tema dei rapporti tra politica e magistratura e politica e mafia, era molto pesante, soprattutto dopo la strage di Capaci. Anni lunghi, dicevo. Sì. E sono anni che ci separano dalla morte di Paolo Borsellino. Mio figlio aveva appena un anno e mia figlia soltanto nove. Con la mia Olivetti scrivevo pagine che poi cancellavo e riscrivevo. Mi dicevo: ci riuscirò prima o poi a dare un senso a Cecilio Lutri. Al personaggio del mio romanzo che doveva sintetizzare tanti percorsi e paesaggi umani.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Di Paolo Borsellino mi aveva parlato Giuseppe Tricoli, un docente universitario e un politico nel mondo del tradizionalismo di destra. Siciliano e conosciuto al Sindacato Libero Scrittori al quale era iscritto. Più volte ho incontrato Tricoli. Il 18 luglio del 1992 il mio libro era quasi a metà e cercavo di scriverlo come se fossero puntate da pubblicare su un quotidiano. Anzi, a dire il vero, nacque proprio così. Nacque, inizialmente, come idea di un lungo racconto da pubblicare nei mesi estivi su un quotidiano nazionale e doveva riempire un paginone settimanale. Mi trovavo in una villetta a Sibari, nel centro di quella che è stata la Magna Grecia. Mi trovavo nella mia terra, con il mio mare di fronte e il mio paese a pochi chilometri. Ma tutto il percorso di scrittura stentava.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Dopo tante e tante letture e appunti su quaderni dalla copertina nera le parole cominciavano a scivolare e tra un immaginario fatto di percezioni, una fantasia che colmava i vuoti numerosi nel legare la mia scrittura onirica ad un realismo, al quale dovevo attenermi, la realtà di quei giorni mi dava una visione e una conoscenza che ha inquadrato subito la storia. “L’ultima notte di un magistrato”. Ma avevo sempre davanti a me le immagini di Livatino e Falcone.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il 19 luglio fu fatale nella tragedia che stavamo già vivendo anche sul piano politico. La strage di Via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino segnavano il disfacimento di storie. In quel momento compresi subito che dovevo snodare i miei nodi poetici ed entrare nel quotidiano, nella tragedia del quotidiano.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Borsellino l’ho sempre sentito vicino. Con la sua formazione culturale, con la sua forza da cristiano, con il suo coraggio e la sua lealtà. La sua morte cambiò il registro che mi ero imposto nello scrivere il romanzo. Anche se si sottolinea che personaggi ed eventi e riferimenti sono puramente casuali il tempo di quei giorni è nella realtà delle parole incise come solchi nella coscienza.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Davanti a quelle immagini viste in televisione e con le pagine che stavo scrivendo il mio sentire venne completamente lacerato. L’orologio aveva ormai le lancette spezzate. Il mio libro non uscì subito perché avevo la necessità di ripensare e di viaggiare tra i luoghi della Sicilia. In quella Sicilia dei mercati e delle strade invase da auto parcheggiate a spina, come in via D’Amelio.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sono stato più volte a Palermo. Comunque diedi le pagine al giornale ma come articolazione narrante dovevo vivere e rivivere sensazioni, emozioni, incastrare destini. Di Paolo Borsellino mi parlò qualche mese dopo, in più occasioni, Giuseppe Tricoli, il quale scrisse una lunghissima recensione al mio romanzo pubblicato in prima edizione nel 1993, come testo complessivo e completo, e poi successivamente arricchito di altri capitoli. Quella tragedia ferì il mio non impegno degli anni precedenti e forse cambiò anche la mia vita di scrittore e di uomo. Sono passati anni lunghi e la foto di Paolo Borsellino mi accompagna, le parole di Paolo mi inseguono, i dialoghi con Tricoli ancora si intrecciano tra i miei anni. La sua morte è l’offesa alla civiltà dell’uomo. La Sicilia, la geografia del pianto, le mafie, i poteri che fanno rabbia e strappano umanità, le notti che seguono i giorni, le cicche delle sigarette lasciate a metà e consumatesi lentamente sono in quel mio tempo. In quel tempo che conobbi Paolo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cosa raccogliere dopo anni? Ci sono stati giorni di impazzimento, di spazi mai colmati, di stanchezze ma l’insegnamento di Paolo è sempre vivo nel nostro essere e nel nostro quotidiano: avere coraggio sempre e mai arretrare, non temere il rischio quando la vita è oltre il rischio.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Tra i libri che Paolo amava leggere c’era la “Storia di Cristo e delle origini del cristianesimo” di Pietro Cristiano Drago. Sono ritornato sui passi del mio romanzo “L’ultima notte di un magistrato” (edito da Il Coscile) e vi ho ritrovato una profonda malinconia. Non rileggo mai i miei libri. Ma questa volta l’ho fatto. E quegli uomini dei quali ho cercato di tratteggiare un segno, oggi più di ieri, sono la testimonianza vera di una umanità travolta dal sangue, sono i testimoni di un coraggio che non tutti hanno avuto e hanno, sono la fede non solo in uno Stato astratto ma la fede nella vita.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">E Paolo Borsellino, cristiano aveva sempre come esempio, me ne parlava spesso Tricoli, ma anche lui stesso in quelle stanze del Sindacato in via IV Novembre, ma capivo profondamente Tricoli anche dai nostri incontri, (scomparso poi nel dicembre del 1995), la Croce e la Maddalena. In Borsellino c’è il tracciato della fede e dell’amore. Anni lunghi, dunque, nei quali ritrovo i segmenti di un pazientare e la forza di una rappresentazione in cui la volontà scava le rocce e il coraggio penetra gli animi.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Volontà e coraggio per Borsellino. In quei giorni, nel ricordo di quei giorni il mio camminare tra le parole è diventato possedere le parole. Non ho terminato il mio libro nella villetta di Sibari. Sono ritornato al mio paese dell’infanzia, nella grande casa della mia giovinezza che non dimentico, e lì ho cercato di fermare il silenzio e di dare voce alla tempesta che agitava la mia esistenza.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">In quel mio romanzo Paolo Borsellino non è una tregua e non è neppure la pausa del “se” questo è un uomo, ma la fede che fa dire a Robert Brasillach, conosciuto e amato da Borsellino, proprio per la sua formazione culturale “… di conservare le due sole virtù alle quali io credo: la fierezza e la speranza”. Brasillach ritornava spesso nel suo pensiero e lo si nota in un suo appunto come questo: “È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sono simile alle parole doloranti di Tricoli che mi confessava nel dicembre del 1992 che in un suo diario aveva annotato delle riflessioni di Paolo che dicevano: “… la criminalità mafiosa… E sono ottimista perché vedo che verso di essa i giovani, siciliani e non, hanno oggi una attenzione diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni fino ai quarant’anni. Quando questi saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e le mie generazioni ne abbiamo avuta”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ecco. Sono passati anni lunghi. Più antichi, più stanchi, più tristi? Ma la speranza è l’unica verità che potrà accompagnarci. Dal 19 luglio del 1992 altre generazioni hanno tagliato il tempo ma noi non siamo stati soltanto ad osservare. Dobbiamo continuare in una sfida quotidiana oltre il dolorante esodo. E Paolo che conosceva bene i valori e la dignità e le parole di Cristo ha depositato nei nostri cuori un testamento di lealtà e di amore nel coraggio di vincere sempre il male. “Non ho mai lasciato il mio impegno…” scriveva in una lettera ad un professoressa. L’impegno di essere uomini fino in fondo in una civiltà che ha bisogno di uomini veri.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come tanti anni fa il giardino di casa ha le rose di luglio e i limoni hanno l’odore del Mediterraneo. I figli sono diventati adulti, i miei capelli sono brizzolati e quasi cadenti, il mio sguardo ha assenze tra il vento e la sabbia. Ho sfogliato appunti lasciati ai lati dei quaderni. Dopo la pubblicazione del mio romanzo sono stato chiamato in molte città e scuole a parlare di questo personaggio di nome Cecilio Lutri. Ho raccontato storie, ho inventato storie ma la forza di Borsellino è l’esempio che continua nella testimonianza di una vita. Una testimonianza che non si ferma. È diventata una immagine come testamento. La morte ci accompagna vivendo. Quella di Paolo è il testamento che si fa memoria e destino.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">In quell’estate la mia Micol aveva 9 anni. Il mio Virgilio soltanto un anno. Ho scritto quel mio libro, il più delle volte, scrivendo tenendo sulle gambe Virgilio e raccontando la storia del giudice ragazzino a Micol. Sono passati anni. Annilunghi. Era di luglio. In quel luglio anche la politica e lo Stato, già agonizzanti, sono morti.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Paolo era uno di noi! Era nato il 19 gennaio del 1940. Ci univa anche il mese di gennaio nel compleanno.</span></p>
<p>…..</p>
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<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-106560 size-thumbnail alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4277-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4277-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4277-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4277-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco </strong><strong>Bruni</strong> è nato in Calabria. Vive tra Roma e la Puglia.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Politicamente Scorretto 2023.A Casalecchio di Reno (Bo) torna la rassegna curata da Carlo Lucarelli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/13/politicamente-scorretto-2023-a-casalecchio-di-reno-bo-torna-la-rassegna-curata-da-carlo-lucarelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=politicamente-scorretto-2023-a-casalecchio-di-reno-bo-torna-la-rassegna-curata-da-carlo-lucarelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 16:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lucarelli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-300x115.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-1024x391.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-768x294.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-1536x587.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-1170x447.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/629941C5-60EF-472C-8FBB-DB5586701E58-585x224.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 14 al 19 novembre la XVIII edizione  con talks, spettacoli teatrali, workshop di giornalismo, podcast e presentazioni di libri dedicati ai temi della legalità e cittadinanza Torna a Casalecchio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/13/politicamente-scorretto-2023-a-casalecchio-di-reno-bo-torna-la-rassegna-curata-da-carlo-lucarelli/">Politicamente Scorretto 2023.A Casalecchio di Reno (Bo) torna la rassegna curata da Carlo Lucarelli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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</strong></p>
<p>Torna a Casalecchio di Reno, dal 14 al 19 novembre 2023, la rassegna <strong>Politicamente Scorretto</strong>, ideata nel 2005 da Casalecchio delle Culture in collaborazione con <strong>Carlo Lucarelli</strong>. Giunta alla XVIII edizione, la manifestazione è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per intellettuali, scrittori, giornalisti, scuole, istituzioni, attivisti, artisti e cittadini interessati ad affrontare temi d&#8217;attualità e di impegno civile attraverso i diversi linguaggi della cultura.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui le sfide sociali, politiche e culturali richiedono un dialogo aperto e costruttivo, Politicamente Scorretto offre un luogo privilegiato per l&#8217;approfondimento e la condivisione di idee, e promuove valori come la giustizia, la solidarietà e la legalità. Il programma della nuova edizione prevede una serie di eventi e ospiti di rilievo nazionale, che renderanno Casalecchio di Reno il cuore pulsante della discussione su temi di grande importanza per la società.</p>
<p>Il tema centrale di quest&#8217;anno sarà &#8220;Articolo 21. Libertà di pensare, diritto di sapere&#8221;, in riferimento all&#8217;Articolo 21 della Costituzione italiana. Questo argomento mette in luce l&#8217;importanza di preservare e promuovere la libertà di pensiero e l&#8217;accesso all&#8217;informazione come fondamentali pilastri di una società libera e informata. &#8220;Politicamente Scorretto offre un&#8217;opportunità straordinaria per analizzare in profondità la libertà di pensiero e il diritto di sapere nel contesto attuale, e come preservare e promuovere questi diritti fondamentali in un&#8217;epoca in cui l&#8217;informazione è manipolata e distorta&#8221;. Ha dichiarato<strong> Simona Pinelli</strong>, assessora alle Culture e alle Nuove Generazioni,</p>
<p>Durante gli eventi, si rifletterà su questi temi insieme a numerosi ospiti, tra cui lo scrittore e attore Paolo Nori, i giornalisti Marco Rizzo, Marco Bova, Paolo Morando, Paolo Mondani, Azzurra Meringolo, Silvestro Ramunno, Giovanni Tizian, il procuratore antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, e gli scrittori Paolo Borrometi, Marzia Sabella, Giovanni Chinnici, Francesco Marchi, Giuliano Turone e i giovani artisti del Club Tenco, insieme al conduttore Carlo Lucarelli.</p>
<p>Politicamente Scorretto si &#8220;allarga&#8221; quest&#8217;anno e diventa anche un podcast, coinvolgendo le nuove generazioni per promuovere la cultura della legalità e stimolare la curiosità di conoscere i fatti che hanno segnato il Paese. Così <strong>Massimo Masetti, </strong>assessore alla Legalità, che prosegue- &#8220;Si comincia con un incontro tra Carlo Lucarelli e gli studenti e le studentesse. Una sorta di vera e propria lezione di comunicazione curata da un maestro in questo argomento che fornirà spunti e strumenti per la realizzazione del prodotto finale presentato dai ragazzi anche in un panel pubblico durante la rassegna<em>&#8220;.</em></p>
<p>Politicamente Scorretto è un progetto del Comune di Casalecchio di Reno in collaborazione con Carlo Lucarelli, con il sostegno e la co-progettazione della Regione Emilia-Romagna. La manifestazione conta su partner come Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Avviso Pubblico Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, ATER Fondazione, Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, Fondazione Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna e Club Tenco.</p>
<p>Molti degli eventi saranno trasmessi in diretta streaming  sul <a href="https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q=0%3dNQKaG%26B%3dI%26K%3dMTO%26L%3dGSMYL%26K%3dzQ9FA_Ofsh_ZP_Hize_RX_Ofsh_YUMET.DECQ02w.04C_0xhp_Jm5E4PrE0OtJBL_7qkw_HfCQ2_I7R73w_Ofsh_ZSDwT8BwQ950_Ofsh_YKKBJ_25vF0C_0xhp_KktCsF1_Hize_RNR9C_u82FsFvD_0xhp_Kk211I0F%26v%3dJ0ID0G.DwQ%26xI%3dIYIWM%26Q8%3d8p1sRRYHQRXHQKgJZO%26E%3drWx9sZN0JQJCOQRdNTJAGXu9uQxBHStbNQvdMUwBrRQdK3Pfq1vcGUu8FWwCITQb&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q%3D0%253dNQKaG%2526B%253dI%2526K%253dMTO%2526L%253dGSMYL%2526K%253dzQ9FA_Ofsh_ZP_Hize_RX_Ofsh_YUMET.DECQ02w.04C_0xhp_Jm5E4PrE0OtJBL_7qkw_HfCQ2_I7R73w_Ofsh_ZSDwT8BwQ950_Ofsh_YKKBJ_25vF0C_0xhp_KktCsF1_Hize_RNR9C_u82FsFvD_0xhp_Kk211I0F%2526v%253dJ0ID0G.DwQ%2526xI%253dIYIWM%2526Q8%253d8p1sRRYHQRXHQKgJZO%2526E%253drWx9sZN0JQJCOQRdNTJAGXu9uQxBHStbNQvdMUwBrRQdK3Pfq1vcGUu8FWwCITQb%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1697295442023000&amp;usg=AOvVaw0OW9jp2-QzBaym8GB_J-qb">canale Youtube</a> e la <a href="https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q=6%3dSS8WL%26D%3d6%26G%3dRVB%26H%3dLU0UQ%26M%3dmMDHx_KkuU_VU_JVvj_TK_KkuU_UZO2P.z3h8vGtD.wGr_KkuU_UZHtE3Ln6uEjGD7x69Jw8DLt.HB9_wtmr_8iELr_L9Mw6y_JVvj_UIGyOxEyLy8B_JVvj_TANDE_r8xAzF_BsXs_MfjFuAq_KkuU_UPMyF_w3rIuAlG_BsXs_Mfr43DzI%26x%3dEzLF57.GyL%26nL%3dKT9ZO%26Lx%3dUTT8TTS8TMb0cQ%260%3d05TZEZxW9ZzZ8cNajazb8ZMT6cw565T866M8B7MaAUu39VLW69MWjUwSCUQS4u3fh8M3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q%3D6%253dSS8WL%2526D%253d6%2526G%253dRVB%2526H%253dLU0UQ%2526M%253dmMDHx_KkuU_VU_JVvj_TK_KkuU_UZO2P.z3h8vGtD.wGr_KkuU_UZHtE3Ln6uEjGD7x69Jw8DLt.HB9_wtmr_8iELr_L9Mw6y_JVvj_UIGyOxEyLy8B_JVvj_TANDE_r8xAzF_BsXs_MfjFuAq_KkuU_UPMyF_w3rIuAlG_BsXs_Mfr43DzI%2526x%253dEzLF57.GyL%2526nL%253dKT9ZO%2526Lx%253dUTT8TTS8TMb0cQ%25260%253d05TZEZxW9ZzZ8cNajazb8ZMT6cw565T866M8B7MaAUu39VLW69MWjUwSCUQS4u3fh8M3%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1697295442023000&amp;usg=AOvVaw17lLdSsp7qu3U1NIG3m3hh">pagina Facebook</a> della manifestazione.</p>
<p>Il <strong>programma completo</strong> sarà presto consultabile sul sito <a href="https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q=4%3dNWBUG%26H%3d0%26E%3dMZF%26F%3dGYDSL%26Q%3dqK9L_1rhv_Bb_7wbq_Gl_1rhv_AgBS6.G4HrKx9jDtJ3689xI7A3K4.K18_7wbq_Gl_1rhv_Bg0Pv_J4Q14t_NZte_YMEtS2CtP367_NZte_XEL9I_v6sE4D_7wbq_HjnDpEu_IfyY_SKQ3D_r7vGpEpE_7wbq_Hjv2xH4G%26s%3dI4JA9A.EtP%26rJ%3dFXCXJ%26P2p7j2%3dSOXBROWBRHfDaL%26D%3do3NXkZrBl5sfn3JX04qcCaNckXtamaFaG6L7FZNfl4rXE2NbASNA07J7FUudkXNB&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q%3D4%253dNWBUG%2526H%253d0%2526E%253dMZF%2526F%253dGYDSL%2526Q%253dqK9L_1rhv_Bb_7wbq_Gl_1rhv_AgBS6.G4HrKx9jDtJ3689xI7A3K4.K18_7wbq_Gl_1rhv_Bg0Pv_J4Q14t_NZte_YMEtS2CtP367_NZte_XEL9I_v6sE4D_7wbq_HjnDpEu_IfyY_SKQ3D_r7vGpEpE_7wbq_Hjv2xH4G%2526s%253dI4JA9A.EtP%2526rJ%253dFXCXJ%2526P2p7j2%253dSOXBROWBRHfDaL%2526D%253do3NXkZrBl5sfn3JX04qcCaNckXtamaFaG6L7FZNfl4rXE2NbASNA07J7FUudkXNB%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1697295442023000&amp;usg=AOvVaw30AWSP3yRMg9pNqgT3TJJd">www.politicamentescorretto.org</a><wbr />.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u><strong>INFORMAZIONI UTILI</strong></u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>POLITICAMENTE SCORRETTO 2023 – XVIII EDIZIONE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>QUANDO: <strong>dal 14 al 19 novembre 2023</strong></p>
<p>DOVE: <strong>Casalecchio di Reno (BO)</strong></p>
<p><strong>Casa della Conoscenza, Via Porrettana 360</strong></p>
<p><strong>Teatro comunale Laura Betti, Piazza del Popolo 1</strong></p>
<p><strong>Casa per la Pace “La Filanda”, Via dei Canonici Renani 8</strong></p>
<p><strong>Tutti gli eventi sono gratuiti, fino ad esaurimento posti.</strong></p>
<p><strong>Gli spettacoli teatrali al Teatro Laura Betti sono a pagamento. Per informazioni sugli spettacoli si rimanda al sito: </strong><a href="https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q=4%3d9TMU2%26E%3dK%26E%3d8WQ%26F%3d2VOS7%26N%3d2KtI_BrSs_Mb_rtmq_2i_BrSs_LgwPG.Ke4DIo6uJaEy4cA3F.iM_BrSs_Lg_rtmq_3iEKm_L9Lr6y_IQvj_TDGyNsEyKt8B_IQvj_S6NDD_m8x0uF_BrSs_MeeFu0l_KktP_UPLtF_w2mIu0gG_BrSs_Mem43CuI%26x%3dDuLF42.GyK%26iL%3dKS4ZO%26Ks%3dUTS32a4uTTR3TMa5cQ%269%3dbYRXd6NTfTy355Pa4TwR98MY8USX27SS5bzW35NTf7LZ5Zu37Wu484u449wU6UzV&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://culturaliart.musvc2.net/e/tr?q%3D4%253d9TMU2%2526E%253dK%2526E%253d8WQ%2526F%253d2VOS7%2526N%253d2KtI_BrSs_Mb_rtmq_2i_BrSs_LgwPG.Ke4DIo6uJaEy4cA3F.iM_BrSs_Lg_rtmq_3iEKm_L9Lr6y_IQvj_TDGyNsEyKt8B_IQvj_S6NDD_m8x0uF_BrSs_MeeFu0l_KktP_UPLtF_w2mIu0gG_BrSs_Mem43CuI%2526x%253dDuLF42.GyK%2526iL%253dKS4ZO%2526Ks%253dUTS32a4uTTR3TMa5cQ%25269%253dbYRXd6NTfTy355Pa4TwR98MY8USX27SS5bzW35NTf7LZ5Zu37Wu484u449wU6UzV%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1697295442023000&amp;usg=AOvVaw3DDuB1kZ0trIMvv5r_DWBu">www.teatrocasalecchio.it</a> <strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>“Svegliati e Vola”. La legalità si impara facendo. I testimoni insegnano</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/15/svegliati-e-vola-la-legalita-si-impara-facendo-i-testimoni-insegnano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=svegliati-e-vola-la-legalita-si-impara-facendo-i-testimoni-insegnano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 02:22:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi sindaci]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni Rotondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="504" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D.jpeg 1120w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D-768x346.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/2C13AFF2-D7EB-4016-BB03-67388421816D-585x263.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>VI Convegno del Parlamento della Legalità Internazionale a San Giovanni Rotondo con gli ambasciatori e i ragazzi sindaci “Educare alla legalità per dare senso alla vita e per dare vita&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/15/svegliati-e-vola-la-legalita-si-impara-facendo-i-testimoni-insegnano/">“Svegliati e Vola”. La legalità si impara facendo. I testimoni insegnano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>VI Convegno del Parlamento della Legalità Internazionale a San Giovanni Rotondo con gli ambasciatori e i ragazzi sindaci</p>
<p>“<em>Educare alla legalità per dare senso alla vita e per dare vita alla pace” </em>è  stato il tema del VI convegno nazionale delle Ambasciate del Parlamento della Legalità Internazionale che  ha avuto luogo nei giorni 9 e 10 settembre a San Giovanni Rotondo, con la partecipazione dei Sindaci del Gargano, del  Procuratore generale della Repubblica di Vibo Valentia <strong>Camillo Falvo</strong>, il sostituto procuratore della procura di Santa Maria Capua Vetere <strong>Anna Ida Capone</strong>, il Generale di corpo d’armata <strong>Domenico Rossi</strong>, già Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa,</p>
<p>Sono arrivati studenti da tutta Italia con quella voglia di mettersi in gioco per dare voce alla vita e dare vita alla Pace.</p>
<p>La delegazione di ragazzi sindaci di Licodia Eubea e Mazzarrone e gli studenti delle scuole di Paternò,  Giarre, Cefalù,  Palermo, Nola hanno reso vivo il convegno con  significative testimonianze sui temi della legalità.</p>
<p><strong>Maria Francesca Grasso</strong>, alunna dell’Istituto comprensivo di Nola, con vivace spigliatezza ha letto una lettera indirizzata a Renato Cortese già Questore di Palermo <strong>Renato Cortese, </strong>dirigente generale di Pubblica sicurezza della Polizia di Stato,noto alla cronaca per aver arrestato il mafioso Bernardo Provenzano.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-47470" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/b.png" sizes="(max-width: 342px) 100vw, 342px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/b.png 297w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/b-80x60.png 80w" alt="" width="342" height="254" /></figure>
</div>
<p>“<em>Noi bambini amiamo leggere i fumetti e i cartoni animati e spesso troviamo degli eroi ma quando ho letto la sua storia, ho compreso che il vero Eroe vivente per noi è Lei, nostro punto di riferimento.</em></p>
<p><em> Come portavoce dei bambini e degli adolescenti ha chiesto a Renato Cortese di accettare la nomina di Presidente Onorario del Parlamento della legalità internazionale”</em>.</p>
<p>Il coordinatore dei Ragazzi Sindaci, <strong>Giuseppe Adernò</strong>, ha consegnato la fascia tricolore di “<strong><em>Sindaco dell’anno 2022</em></strong>”, al sindaco di Bovino, <strong>Vincenzo Nunno</strong>, il quale nel corso del suo mandato ha testimoniato una particolare attenzione al bene comune.</p>
<p>Molto apprezzata la testimonianza dell’ambasciatrice all’Inclusione, <strong>Clarissa Burgheria</strong>, con la dirigente <strong>Rita Vitaliti</strong> del CIPIA di Giarre, e la partecipazione dell’assessore di Licodia Eubea, <strong>Patrizia Leone e </strong>del sindaco di Quarto<strong>Antonio Sabino, “</strong><em>sindaco dell’anno 2021”</em></p>
<p>Nel corso del convegno, con il patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministro dell’Interno, promosso e coordinato da <strong>Nicola Mannino e Salvatore Sardisco</strong>, presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità, è stato presentato dall’editore Carlo<strong> Guidotti</strong> il libro “SVEGLIATI e VOLA” , raccolta di saggi e testimonianze di legalità da parte di magistrati, militari, dirigenti, docenti e studenti,</p>
<p>Presso Istituto Tecnico “Luigi Di Maggio”, con la guida del preside Rocco<strong> D’Avolio</strong>. è stato consegnato a dieci personalità l’<em>Oscar dell’Alba e della bellezza,</em> promosso <em>dall’Ambasciata dell’alba</em>   istituita presso la scuola.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-47472" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/d.png" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/d.png 640w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/d-300x225.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/d-326x245.png 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/d-80x60.png 80w" alt="" width="604" height="452" /></figure>
</div>
<p>I genitori di <strong>Luca Attanasio</strong>, ambasciatore ONU, barbaramente ucciso in un agguato nella Repubblica Democratica del Congo hanno conferito il <strong>Premio Memorial di Luca</strong> al Procuratore Camillo Falvo ed è stato consegnato il Premio internazionale culturale “<em>Tanti cuori per un cuore</em>” al dottor Vincenzo Mallamaci, che dedica la sua professione anche nei villaggi dell’Africa ed anche al preside Rocco D’Avolio e Giuseppe Adernò,</p>
<p>Il vicepresidente della provincia regionale di Foggia, <strong>Giuseppe Mangiacotti</strong> ha consegnato a Renato Cortese una statuetta in marmo di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato-</p>
<p><strong>Mons. Francesco Miccichè</strong>, Vescovo emerito di Trapani, Canonico della Basilica papale di Santa Maria Maggiore, ha guidato la preghiera e i momenti di spiritualità nella terra di Padre Pio, e al santuario di Monte Sant’Angelo, esortando tutti a vivere la fede nella quotidianità con gioia e amando la verità che impegna ad essere veri testimoni di valori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Monreale il V CONVEGNO NAZIONALE DEL PARLAMENTO DELLA LEGALITÀ . Una festa per la vita. La scuola agorà formativa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/28/a-monreale-il-v-convegno-nazionale-del-parlamento-della-legalita-una-festa-per-la-vita-la-scuola-agora-formativa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-monreale-il-v-convegno-nazionale-del-parlamento-della-legalita-una-festa-per-la-vita-la-scuola-agora-formativa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 08:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Monreale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="446" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/D4D18E52-A1F7-4103-A446-6F0C4FBC4CD1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/D4D18E52-A1F7-4103-A446-6F0C4FBC4CD1.jpeg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/D4D18E52-A1F7-4103-A446-6F0C4FBC4CD1-300x167.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/D4D18E52-A1F7-4103-A446-6F0C4FBC4CD1-768x428.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/D4D18E52-A1F7-4103-A446-6F0C4FBC4CD1-585x326.jpeg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>“Io non sol se le cose andranno meglio, quando andranno diversamente; ma una cosa è certa, dovranno andare diversamente”.  Questa espressione di George Christoph Lichtenberg guida il V convegno nazionale del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/28/a-monreale-il-v-convegno-nazionale-del-parlamento-della-legalita-una-festa-per-la-vita-la-scuola-agora-formativa/">A Monreale il V CONVEGNO NAZIONALE DEL PARLAMENTO DELLA LEGALITÀ . Una festa per la vita. La scuola agorà formativa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Io non sol se</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">le cose andranno meglio,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> quando andranno diversamente; ma una cosa è certa, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">dovranno andare </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">diversamente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.  </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Questa espressione di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">George </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Christoph </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Lichtenberg</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">guida il V convegno nazionale del Parlamento della Legalità Internazionale, che si volgerà a Monr</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">eale nei giorni 3 e 4 settembre.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Far andare le cose “diversamente” è l’impegno di ciascuno nel ricostruire il tessuto sociale lacerat</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o dalle norme dettate dalla pandemia Covid-19, che ha modificato gli stili di vita relazionale, imponendo una prassi distanziamento fisico, ora diventato anche sociale, con l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e gravi conseguenze economiche,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> lavorative</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e di sviluppo sociale.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Parlamento della legalità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> come afferma il presidente Nicolò Mannino, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">aggrega giovani da ogni parte d’Italia e anche dell’Egitto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Il convegno si colloca appunto ad apertura del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nuovo scolastico che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dopo l’intermezzo della </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">didattica a distanza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ripartirà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con la </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">didattica in presenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,  ed</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> intende lanciare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un messaggio di vita e di speranza, di gioia e di entusiasmo nel </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">fare bene le cose ordinarie come se fossero straordinarie</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Le testimo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nianze di legalità vissuta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di Magistrati, di rappresentanti delle Forze dell’Ordine,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di Autorità civili e religiose, di familiari di vittime della mafia, costituiranno le piccole gocce che arricchiranno il mare della cultura della legalità, che a scuola si impara non solo sui libri, ma vivendola nel quotidiano, ampliando di orizzonti di servizio e di disponibilità verso gli altri, di accoglienza e di solidarietà nei confronti di chi soffre. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La trasversalità dell’Educazione Civica impegna, infatti, ad attivare proge</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tti e iniziative formative come</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le “Ambasciate”, ciascuna con un valore guida specifico: la gioia, il sorriso, la fratellanza, il dono, la pace, il dialogo, la li</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bertà, la resilienza, l’armonia.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">In seno al Parlamento della legalità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, con la collaborazione del vice presidente Salvo Sardisco,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> n</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e sono state attivate </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più di cinquanta e sono presenti in quasi tutte le Regioni d’Italia, </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">I veri </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">protagonisti del convegno </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">nazionale sono i bambini, i ragazzi sindaci, gli adolescenti e i giovani che agiscono a favore di una cultura della vita senza “ma” e senza “se “, i quali mettono in atto i principi della legalità nell’ordinarietà della vita e degli impegni quotidiani.  </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nel corso del </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">convegno sarà presentato il libro: ”</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Non li tradite sono innocenti: I giovani sanno ancora sognare ” </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">casa editrice Ex Libris di Carlo Guidotti, nato proprio in casa Parlamento della Legalità Internazionale, dove i giovani sono i protagonisti indiscussi di un appello per la vita, come ben evidenzia  </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">il Procuratore Capo della Procura Generale di Caltanissetta, Lia Sava, che ha arricchito il testo  con una meravigliosa riflessione ricca di incoraggiamento a vivere la bellezza della vita anche alla luce della fede.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-43140" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/585D74E1-373C-4174-9AE5-6CF0D8061B97-300x150.jpeg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/585D74E1-373C-4174-9AE5-6CF0D8061B97-300x150.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/585D74E1-373C-4174-9AE5-6CF0D8061B97.jpeg 318w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Momento significativo del convegno</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">che ha</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> ottenuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio, ed il logo di Palazzo Chigi, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">sarà la consegna dell’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Oscar dell’Onestà <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-43141" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/A74AB2AB-3DA8-4F76-8D8B-D25643DBC703-168x300.jpeg" alt="" width="168" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/A74AB2AB-3DA8-4F76-8D8B-D25643DBC703-168x300.jpeg 168w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/A74AB2AB-3DA8-4F76-8D8B-D25643DBC703.jpeg 360w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">personalità che si sono distante nei diversi settori della vita so</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ciale e culturale</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’O</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nestà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è, appunto, il valore base sul quale si fonda</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">’impegno sociale e civile che il cittadino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> mette a servizio degli altri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e motiva il positivo contributo del singolo alla costruzione del “bene comune”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Con una particolare attenzione pedagogica Don Bosco nel suo “metodo prev</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">entivo” enuncia la finalità di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">voler “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">formare buoni cristiani e onesti cittadini”</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’onestà,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che Kant de</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">finisce “la miglior politica” , è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il primo capitolo del libro della saggezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, il vestito più che bello</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che una persona possa indossare in ogni circostanza, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ed è la dote che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">caratterizza il vero </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">“uomo d’onore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s9">
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		<title>Il sogno dei siciliani onesti. Maria Giovanna Mirano racconta</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/14/il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 04:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/B13C80C8-623B-42A6-814B-D6262A9F3930.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>&#160; Quella che racconta Maria Giovanna Mirano nel volume “Storia di una ribelle ‘nfame”, Edizioni Leima, è sì la testimonianza abilmente romanzata, con nomi di fantasia, di una terribile realtàsiciliana, che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/14/il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta/">Il sogno dei siciliani onesti. Maria Giovanna Mirano racconta</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="150" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/B13C80C8-623B-42A6-814B-D6262A9F3930.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p>&nbsp;</p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quella che racconta Maria Giovanna Mirano nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> volume “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Storia di una ribelle </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> E</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dizioni </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Leima</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">sì </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la testimonianza </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">abilmente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">romanzata</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">con</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> n</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">omi di fant</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">asia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> una terribile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> realtà</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">siciliana, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che trova la sua sintesi nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’espressione di Anna </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ribaudo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Questa è la fine</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Cosa nostra ha vinto. Oggi ha dimostrato che è più forte dello Stato”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">alla </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">notizia della </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">tragica morte del giudice Paolo Borsellino, il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">1</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">9 luglio 1992</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ma</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> condensa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> anche </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una significativa lezione </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di rinnovamento culturale,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> perché “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli uomini passano ma le loro idee restano”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ne</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">corso della narrazione, il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">colloquio con il C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">apitano dei Carabinieri</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Grimaldi assume</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’amaro sapore della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sco</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfitta l’Autrice</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, già nota alle scuole italiane per i su</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i contributi ai progetti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di cultura e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> legalità, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">adotta nomi fittizi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> riferimento ai </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">tragici </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">fatti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che si collegano alle stragi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di Palermo del 23 maggio e del 19 luglio del 1992</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">n questa cornice si inserisce la storia d</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, figlia di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> don Saro Danaro, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un boss vecchio </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">stampo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che aveva osato contrastare </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nuova e più redditizia </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">linea del narcotraffico </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">imposta dal capomafia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> don Salvo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Madruso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, e che finisce</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per questo crivellato di colpi insieme al figlio</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Peppe </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> bar del paese</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Basseria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Chi osa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ribellarsi a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Cosa nostra</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">considerato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e quindi deve morire.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l giudice</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Caruso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Borsellino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> raccogliendo le testimonianze della ragazza</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che chiedeva giustizia e verità,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ha</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> garantito la sua protezione provvedendo a farla </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">trasferire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">come “collaboratrice di giustizia” </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una località segreta</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sotto nome fittizio, ma l’ha soprattutto sostenuta ed aiutata moralmente.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">L’espressione </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">chiude </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’incontro con il Capitano dei C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">arabinieri </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> primo capitolo: “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Oggi è morto il sogno di tutti quei siciliani onesti che preferivano il fresco p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ro</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fumo della l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bertà che s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ont</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ra</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ppone al puzzo del compromesso”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sigil</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">il dramma di Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> perché</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Una donna che si schiera con lo Stato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">resta sola, abbandonata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a se stessa”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nella cultura della mafia </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chi si ribella</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a Cosa nostra, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">viene rinnegato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e diventa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nei</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> vari capitoli del libro, che si legge con scorrevolezza per lo stile semplice, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">immediato ed armoniosamente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> gradevole</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, si snodano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i percorsi</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">romanzati</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> di un amore giovanile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> contrastato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> da </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">eppe,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> fratello di </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ucciso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> insieme al padre</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dai sicari del boss,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">estenuante ricerca di verità</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> della ragazza</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che desidera a tutti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">costi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scoprire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">chi li ha uccisi, ne è il filo conduttore.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quello dei mafiosi è un mondo parallelo in cui si annullano i principi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">fondanti della società civile. In particolare, le donne pagano un prezzo molto alto. C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ostrette al silenzio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> custodire i segreti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">più turpi dei propri uomini, annullano se stesse </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> soffocano qualsiasi trasporto emotivo pur di non tradire le regole imposte dai capi, accettando ogni atrocità</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e con “innaturale naturalezza”, anche le perdite più care.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Infrange </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">regola la t</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">en</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ce volontà di Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, giovane studentessa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che vuole lottare per cambiare le cose, che si ribella</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">perché</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> non può condividere il clima di omertà</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e di sudditanza alla volontà di quel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> capo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mafia che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dalla sua poltrona dietro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i vetri di una finestra, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">controlla e governa la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">vita cittadina.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sa che non può farcela da sola, Maria, ed è per questo che assume un ruolo significativo anche la figura </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">iniziale </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">del Capitano Fedi, che con la sua temerarietà colpisce ed incoraggia la giovane a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">d andare avanti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> verso il riscatto della legalità.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quando, alla fine del racconto, Maria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scopre </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con sgomento che era</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> stato</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">proprio </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Calogero</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">suo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">primo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e grande</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> amore</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a fare esplodere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i colpi della calibro 38 che le aveva strappato i suoi cari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che era proprio lui il sicario che cercava</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">picciotto rampante</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> del capomafia, con il quale tratten</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">eva </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">contatti e relazioni, ormai non ha più dubbi: non vendetta ma Giustizia. Solo le Istituzioni avrebbero potuto aiutarla.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er amore,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">lo stesso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">alogero, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">senza infrangere le regole che condannano gli ‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfami</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> co</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">me ormai è ritenuta </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> finanche dalla stessa madre che l’ha rinnegata</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">da tempo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">intima la ragazza a sparire, altrimenti dovrà farlo lui, pena la su</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a stessa vita. Funziona così </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in quel mondo che Maria rifiuta e condanna.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">                                                                                                                                                                                               </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel romanzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i frequenti incisi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in corsivo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> condensano i pensieri segreti  e i sentimenti dei protagonisti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ed il lettore, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">quasi scorrendo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> le</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> intime</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> pagine di un diario</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">condivide il dra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mma interiore di Maria, animata </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la ricerca della verità  e dal </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">forte senso di giustizia che diventa  bisogno e desiderio di vendicare la morte del padre e del fratello</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">;</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma anche i sentimenti di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> un </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Calogero</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a suo modo innamorato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che vorrebbe sposarla</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rimane</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ndo però</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> fortemente legato a quel sistema</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> mafioso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> schiavizza</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> genera</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> potere, ricchezza e morte e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal quale non ci s</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i può distaccare.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Degna di attenzione</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> la pagina dedicata alla lezione sulla libertà che merita di essere letta e commentata agli studenti di oggi, come monito e messaggio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> p</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er dare un senso ai valori che dovrebbero guidare il cammino di ciascuno.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">     </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La Forze dell’Ordine</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in generale,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> chiamati </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ora </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sbirri</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ora “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">an</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">geli custodi”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">vengono magistralmente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> presentate nell’esercizio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> delle funzioni di tute</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la dell’ordine pubblico</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e della legalità, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma anche spesso condizionate</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">dalla fitta coltre di omertà e di sile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nzio che domina </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in contesti assai difficili come quelli direttamente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> interessati dal fenomeno mafioso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il messaggio di legalità è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dominante nel testo e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">le espression</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i usate</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sembrano ripetere gli slo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gan che</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">intonano </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gli studenti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> della “Nave della legalità” durante il corteo del 23 Maggio: </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La S</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">icili</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a è nostra e non di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">osa nostra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La presa d coscienza che “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il vero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non è chi lotta per un mondo migliore, ma colui che per paura ed egoismo non combatte i mafiosi, divenendo colluso con chi, usando la forza,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sottomette la vita degli altri”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">guida verso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la piena consapevolezza che occorre</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> modifica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">re il</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> modo di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pensare</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> la mafia, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">le gravi conseguenze che produce e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">agire</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> secondo i principi dell’onestà, del rispetto, della dignità.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Autrice </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">conclude </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in maniera incisiva</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">affermando </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “il cambiamento richiede tem</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o, ma prima di tut</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o bisogna volerlo. E noi siciliani onesti lo vogliamo.” </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ecco gli effetti del</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> vero </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">profumo di libertà</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/14/il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta/">Il sogno dei siciliani onesti. Maria Giovanna Mirano racconta</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La vendetta del boss” L’omicidio di Giuseppe Salvia”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/05/20/la-vendetta-del-boss-lomicidio-di-giuseppe-salvia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-vendetta-del-boss-lomicidio-di-giuseppe-salvia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 19:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[criminalita’ organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Salvia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/05/8E23C3C5-74A6-4AD4-88D1-FCEA66DB2D5B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/05/8E23C3C5-74A6-4AD4-88D1-FCEA66DB2D5B.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/05/8E23C3C5-74A6-4AD4-88D1-FCEA66DB2D5B-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/05/8E23C3C5-74A6-4AD4-88D1-FCEA66DB2D5B-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Intervista al dott. Claudio Salvia figlio del Vicedirettore del carcere di Poggioreale assassinato dal boss Raffaele Cutolo il 14 aprile 1981 di Domenica Puleio “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista al dott. Claudio Salvia figlio del Vicedirettore del carcere di Poggioreale assassinato dal boss Raffaele Cutolo il 14 aprile 1981</em></p>
<p>di Domenica Puleio</p>
<p>“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” (Giovanni Falcone)</p>
<p>Quando nasciamo non scegliamo noi dove farlo, nasciamo e basta, veniamo al mondo tutti alla stessa maniera, la differenza la fa la strada che percorriamo da quel momento in poi.</p>
<p>Nessuno, appena nato, conosce il suo destino, nessuno sa cosa succederà nel corso della sua vita, a fare la differenza siamo noi e noi soltanto.</p>
<p>40 anni… 40 lunghissimi anni dall’omicidio di Giuseppe Salvia, Vicedirettore del carcere di PoggioReale, trucidato barbaramente il 14 aprile 1981, per essersi opposto alla richiesta del boss Raffaele Cutolo di non essere perquisito.</p>
<p>Un Uomo di Stato nello Stato, che ha opposto la sua “resistenza”, che ha seguito le regole e che ha tracciato il suo cammino sulla scia della legalità.</p>
<p>In occasione dell’uscita del libro “La vendetta del boss” L’omicidio di Giuseppe Salvia di Antonio Mattone con prefazione di Andrea Riccardi Guida editori abbiamo avuto il piacere di intervistare il figlio del Vicedirettore assassinato, il dott. Claudio Salvia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-34399" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio-781x1024.jpg" sizes="(max-width: 781px) 100vw, 781px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio-781x1024.jpg 781w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio-229x300.jpg 229w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio-768x1007.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio-1171x1536.jpg 1171w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/claudio.jpg 1486w" alt="" width="781" height="1024" /></figure>
<p><strong>Criminalità organizzata. Cosa è cambiato?</strong></p>
<p>Rispetto al passato non vi sono grosse differenze. La criminalità organizzata (chiamiamola Mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita n.d.r) rimane oggi quella di ieri, spietata, sanguinaria, assassina, probabilmente è il modus operandi che è cambiato; gli “strumenti” si sono raffinati, si è ancor più radicata nel tessuto istituzionale. Dico ancor di più perché, così come anche evidenziato nel libro che racconta di mio padre, i boss, i “grandi capi” godevano di “privilegi, di benefici” già all’interno delle strutture istituzionali come il carcere. (Ricordiamo che l’omicidio del Vicedirettore Giuseppe Salvia, a cui adesso il carcere è intitolato, avvenne proprio a seguito dell’imposizione del rispetto delle regole carcerarie al boss Raffaele Cutolo il quale, di ritorno da un’udienza, si era rifiutato di essere perquisito. Il Vicedirettore Salvia perquisì egli stesso Cutolo e si oppose fermamente ai “privilegi” che permettevano al boss di essere un “uomo libero” dentro il carcere in grado, addirittura, di poter riorganizzare l’associazione criminale di cui si ergeva a capo, attraverso una serie di procedimenti atti a sfaldare le “trame” che venivano “ordite” in sordina dentro le mura della struttura carceraria, dando esempio di grande forza e imponendosi, a sua volta, quale figura di legge e di Stato. n.d.r.)</p>
<p><strong>Oggi, quindi, la criminalità organizzata si è meglio “mimetizzata” nei palazzi e “nell’alto borgo” condivide questa affermazione?</strong></p>
<p>Si, la condivido. Oggi la camorra, la mafia, si è riorganizzata come Società, come ”impresa pubblica” e se Lo Stato vuole fronteggiarla deve necessariamente evolversi e crescere di pari passo.</p>
<p>Abbiamo necessità di “Eroi” che rappresentino lo Stato con la loro resistenza, EROI come quelli già avuti nel passato, negli anni bui del nostro Paese che, ricordiamolo, è uno dei più corrotti d’Europa, EROI che non per forza debbano essere “vittime sacrificabili”, ma anche onesti cittadini che si impegnino a rispettare le regole.</p>
<p><strong>È un chiaro messaggio rivolto in particolare ai giovani giusto? Come la rimozione del murales dedicati ai baby boss.</strong></p>
<p>Si, soprattutto a loro. La rimozione recente del murales dedicato al baby boss Sibillo è servito da messaggio. Bisogna cancellare quelli che si ergono a “falsi miti” e portare ai ragazzi esempi concreti di uomini comuni che hanno, comunque, fatto qualcosa per la società.</p>
<p>Purtroppo, mi riferisco soprattutto ai quartieri di periferia dove troppo spesso le Istituzioni tardano ad arrivare, l’assenza delle famiglie porta i ragazzi a perdere di vista la realtà. Qui, direi, diviene un obbligo quasi istituzionale della scuola e, quindi, dello Stato divulgare, diffondere messaggi di legalità, investendo in progetti fattivi, aumentando il controllo del territorio, così come oggi stanno facendo molti Prefetti e molti Questori.</p>
<p><strong>Da figlio di un Eroe di Stato e da cittadino stesso che rappresenta lo Stato nella società, che messaggio sente di dover dare ai ragazzi oggi?</strong></p>
<p>Ai ragazzi, di solito, faccio presente una statistica… Personaggi come Cutolo, (falso Robin Hood dei poveri n.d.r.), hanno passato in carcere circa 60 anni di vita, altri come il baby boss Sibillo, sono morti prima ancora di cominciare a vivere… quindi, conviene? Che beneficio se ne trae? Nessuno. Pertanto è meglio vivere nel rispetto delle regole e realizzare il proprio percorso, qualunque esso sia, ma sulla scia della legalità.</p>
<p>E noi, figli di una terra martoriata dal sangue, dalle tragedie, conosciuta, purtroppo, troppo spesso non per le sue meraviglie, ma per eventi tragici, non possiamo che essere d’accordo con lui ed adoperarci sempre affinché “le idee”, affinché Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Salvia, il Generale Della Chiesa e tanti altri, non siano solo Eroi, ma siano esempio, siano essi stessi la rotta che i giovani debbano seguire senza mai indietreggiare, senza avere paura.</p>
<p>La criminalità organizzata non ha alcun potere, non ha alcuna capacità se tutti rispettiamo le regole, se tutti, indistintamente, siamo Stato.</p>
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		<title>La moneta elettronica come lotta alle mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 17:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[contante]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[moneta elettronica]]></category>
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<p>L’ ultima legge di bilancio ha ridotto l’attuale limite di 2.999,99 euro a 1.999,99 euro dal 1° luglio di quest’anno ed a 999,99 euro a partire dal 1° gennaio 2021.</p>
<p>Ma l’obiettivo del Governo è quello di arrivare alla definitiva e progressiva eliminazione del contante, quindi solo attraverso pagamenti tracciabili (carte di credito, bancomat, assegni, bonifici etc.).</p>
<p>Proviamo a “calare” questa prospettiva nella nostra Italia…</p>
<p>Se sparisse il contante, una consistente fetta della popolazione si estinguerebbe: lavoratori autonomi e imprese con il conto corrente pignorato per debiti con privati o con lo Stato, in assenza di contanti morirebbero di fame. Con la sola moneta elettronica, tutto il denaro che andrebbe sul loro conto corrente finirebbe ai creditori, Stato o privato che sia. Non mi soffermo se sia giusto o sbagliato, non è quanto il punto.</p>
<p>Il problema irrisolto è che quelle persone non esisterebbero più e non avrebbero più alcuna possibilità per sostenersi. In assenza di contanti, bisognerebbe ripensare anche a forme di elemosina virtuale.</p>
<p>Lo slogan che eliminando il contante, si darebbe un colpo forte alla criminalità, non è proprio così reale: infatti le mafie oggi non sono più quelle con la lupara o con la coppola, come nei film tanto seguiti sulla mafia che continuiamo a raccontarci da anni … oggi, in realtà da un bel po&#8217; di tempo, hanno il colletto bianco e agiscono in modo apparentemente legale. Era quell’aspetto su cui il pool antimafia aveva basato la propria indagine, e fu uno dei motivi, forse il principale per cui i giudici, con le loro scorte, furono fatti saltare in aria. La ricerca dei soldi, il come i soldi diventassero puliti e quali strade “legali” utilizzassero. Infatti, oggi per pagare una mazzetta, una tangente, si fa regolare fattura elettronica di consulenza e bonifico tracciabile. Con la particolarità che non c’è stata nessuna consulenza e quella società che incassa il bonifico chiuderà tra qualche anno, per poi aprirne altre e così via. Mafiosi felici e contenti di continuare coi loro sporchi affari, tutto secondo le leggi. Insomma, tutto regolare, e come si nota facilmente di contante non ne circola.</p>
<p>E allora a cosa serve questa continua criminalizzazione del contante. Per sconfiggere l’evasione fiscale? Macché, nemmeno quello. La grande evasione, come dimostrano diversi studi, non deriva dal mancato scontrino del bar o del parrucchiere, ma dai movimenti di grosse multinazionali con sedi legali nei paradisi fiscali. Prendersela col pasticcere o con l’idraulico è come sparare ad una mosca sul muro con un colpo di bazooka: sfasci il muro ma la mosca non muore, e se anche morisse, allo Stato costerebbe di più rifare il muro.</p>
<p>Forse un approccio più scientifico, costante nella lotta e nella ricerca dell’evasione, potrebbe essere un primo passo che porti all’eliminazione del contante. Oggi una scelta de genere, senza appunto le dovute contromisure, o meglio senza la dovuta preparazione anche amministrativa, porterebbe a meno consumi, ovvero meno occupazione. Anche perché, soprattutto in alcuni settori, parecchi italiani saranno invogliati ad andare a comprare in Austria o in Germania (nel primo caso il limite è alto, nel secondo non esiste), mentre chi verrà da fuori avrà paura di spendere i suoi soldi in Italia.</p>
<p>Sono certo che il Governo abbia pensato a tutte queste situazioni, e che prima di mettere in atto, l’eliminazione della moneta, riesca a creare un sistema di controllo e supporto che miri al bene delle persone e delle società, più che a slogan vincenti.</p>
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