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	<title>Massimo Gatta Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Massimo Gatta Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 10:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Graphe.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-2048x1366.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I libri. Talismani preziosi che rivelano la natura e il pensiero di chi li colleziona.  Per chi possiede migliaia di libri e ne è un appassionato cultore, il problema non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri. Talismani preziosi che rivelano la natura e il pensiero di chi li colleziona.  Per chi possiede migliaia di libri e ne è un appassionato cultore, il problema non giunge certo nuovo: come raccoglierli, catalogarli, classificarli?  Costruire  architetture razionali su solide strutture alfabetiche,  o  suddividerli in base al tema trattato o seguire semplicemente il colore delle copertine? O al contrario lasciare che si sovrappongano in pile casuali e indomabili, anche in seconde e triple file, ad imitare le involuzioni tortuose del  pensiero e rassegnarsi nella “ricerca del volume perduto” che  si è sicuri di possedere ma che  forse conviene riacquistare, per evitare di cercarlo e cercarlo ancora.</p>
<p>I libri non si fanno trovare o a volte capita che nella ricerca, un altro volume balzi alla nostra attenzione, rivelandoci verità e messaggi che forse fanno proprio al caso nostro in quel determinato frangente,  nel viaggio della vita.  Un problema metafisico che nel nuovo lavoro di Massimo Gatta<em>,</em> &#8220;L’insolenza e L’audacia&#8221;  edito da Graphe.it  lo studioso e bibliofilo <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-42714 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108-171x300.jpg" alt="" width="171" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108-171x300.jpg 171w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108.jpg 457w" sizes="(max-width: 171px) 100vw, 171px" /> indaga partendo da un dilemma antico come la storia:  esiste l&#8217;ordine perfetto in una biblioteca  privata, ma anche pubblica?  Tolomeo I ad Alessandria d’Egitto nel III secolo A.c. conservava le pergamene di papiro in scaffali con strisce in  cuoio e tessuto che pendevano dall’alto. Dalle tavolette d’argilla,volumen, codex  fino ad arrivare al libro e persino agli ebook l’esigenza è rimasta la stessa:   scongiurare il rischio che i libri possano perdersi o non essere ritrovati.   Un problema che ha assillato tanti illustri  studiosi, filosofi, scienziati: le testimonianze sono tante, come rivela la ricchissima bibliografia del volume che prende spunto da un recente pamphlet di  Roberto Calasso, il fondatore dell’Adelphi la cui biblioteca privata annovera 50 mila volumi. I libri rivelano tutto e la nostra libreria siamo noi.  Calasso, a proposito  dell’uso del pergamino, pellicola opaca utilizzata per preservare i  volumi dall’usura, confessa  che  “la pellicola rende più difficile per un occasionale visitatore individuare i titoli dei libri impedendo quella imbarazzante situazione in cui entrando in una stanza si riconosce rapidamente anche solo dal colore e dalla grafica dei dorsi di che cosa è fatto il paesaggio mentale del padrone di casa”.</p>
<p>Curiosiamo nella biblioteca privata di Voltaire, di Giuseppe Pontiggia, di Umberto Eco,  come in quella di Spinoza, o nella torre di libri Montaigne, dove anche le scaffalature sono segnate da sentenze in greco e latino. Apriamo le elegantissime scatole nere zeppe di edizioni rare di Ian Fleming l’autore di 007.  Massimo Gatta ci invita a diffidare delle biblioteche &#8220;star&#8221; inquadrate in televisione  alle spalle dei personaggi pubblici intervistati, perché non sono libri letti ma scelti in blocco per arredare.</p>
<p>Gianpiero Mughini ritorna sui suoi passi, e se  considerava un sacrilegio accatastare libri per terra,  negli ultimi due anni  si è convertito con soddisfazione alle pile di libri “che fanno un figurone” in  un angolo strategico della sua biblioteca.</p>
<p>Le librerie sono dunque cose vive, sembrano godere di una energia intrinseca, di una forza vitale.  Scrive Luigi Mascheroni nella bella prefazione al volume:“Se il Dio dei libri esiste, me lo immagino come il Bibliotecario dipinto dall’Arcimboldi, <img decoding="async" class="alignright wp-image-42713 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /> un grande volume in folio al posto di spalla e braccio, segnalibri come dita, il volto composto da piccoli libretti, un dorso, per naso, due plaquette per labbra e folte pagine bianche aperte per capigliatura- pretenderà dai suoi adepti passione, furore e Babilonia. Che raramente coincidono con ordine, disciplina e compostezza.”</p>
<p>Perché  si possono leggere libri  nel disordine caotico anche senza sfogliarli, “semplicemente sfiorandoli con i polpastrelli” (Umberto Eco). Il disordine, il caos cartaceo puo’ rivelarsi come lo specchio infinito dell’Universo. Il saggio di Massimo Gatta, è in fondo costruito quasi come una biblioteca,  con le  pagine fitte di  note a piè di pagina che rimandano a volumi, suggestioni, riferimenti  in un vortice inebriante di citazioni, titoli che spingono il  lettore a  conoscere e scoprire  tanto di più, proprio  come accade curiosando tra gli scaffali di una fornitissima libreria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Massimo Gatta  è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise. Studioso di editoria del Novecento, tipografia privata, bibliografia. Ha collaborato al supplemento domenicale de «Il Sole 24 Ore»,s scrive per numerosi periodicidi settore e per l’editore Palladino di Campobasso ha diretto la Collana “DAT &#8211; Documenti d’Arte Tipografica”. È  inoltre direttore editoriale della casa editrice Biblohaus di Macerata, specializzata in bibliografia e bibliofilia. per l’editore Palladino di Campobasso ha diretto la Collana “DAT &#8211; Documenti d’Arte Tipografica”. Con Graphe. it ha pubblicato &#8220;Breve storia del Segnalibro&#8221;. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F27%2Fdel-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it%2F&amp;linkname=Del%20%28Dis%29ordine%20dei%20Libri.%20Il%20volume%20di%20Massimo%20Gatta%20tra%20%20%E2%80%9CL%E2%80%99insolenza%20e%20L%E2%80%99audacia%E2%80%9D%20.%20Edizioni%20Graphe.it" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F27%2Fdel-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it%2F&#038;title=Del%20%28Dis%29ordine%20dei%20Libri.%20Il%20volume%20di%20Massimo%20Gatta%20tra%20%20%E2%80%9CL%E2%80%99insolenza%20e%20L%E2%80%99audacia%E2%80%9D%20.%20Edizioni%20Graphe.it" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/27/del-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it/" data-a2a-title="Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/27/del-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it/">Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Nastri, fiori, bottoni e pure sarde e salamelle. E’ l’arte del segnalibro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 15:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Gatta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/segnacover-1536x1536.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Un imperdibile pamphlet di Massimo Gatta ricostruisce la storia dell’oggetto che segna il tempo delle nostre letture Mai perdere il segno. Nella vita come nella pagina, tenere il punto è&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Un imperdibile pamphlet di Massimo Gatta ricostruisce la storia dell’oggetto che segna il tempo delle nostre letture</em></h4>
<div>Mai perdere il segno. Nella vita come nella pagina, tenere il punto è fondamentale. E da punto a punto ciascuno di noi ha i suoi metodi per aggiornare gli avamposti della lettura; a volte sono veri e propri riti per fermare il momento in cui dobbiamo lasciare (per fortuna momentaneamente) le pagine: si va dal biglietto del tram al fiore essiccato, dallafoto del cuore al laccetto di seta, per superare quella ‘orecchia’ tirata nel volume di cui poi resta cicatrice nel tempo. Dietro questi segnalibri, fatti di carta, cuoio, bottoni, pesci e pure capelli  – veri e propri segnatempo dell’anima – c’è una storia profonda, magistralmente raccontata da Massimo Gatta, bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise in un gioiellino imperdibile: “Breve storia del segnalibro”, edito da Graphe.it Edizioni, diretta dal vulcanico Roberto Russo (pp. 62, euro 7, <a href="http://www.graphe.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.graphe.it&amp;source=gmail&amp;ust=1584369450226000&amp;usg=AFQjCNECkdv5b41kzfqDtJr_xLGfRy30DQ">www.graphe.it</a>). Un pamphlet che ricostruendo l’origine dell’utile strumento con l’aiuto di celebri dipinti, primo tra tutto il Bibliotecario di Giuseppe Arcimboldi, dipinto nel 1566 e oggi conservato nel Castello di Skokloster di Habo, in Svezia. Lo studio si legge con piacere immenso, portandoci a scoprire la ‘marcatura’ della pagina dall’antichità fino ai nostri giorni.<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-4765" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/10D78AB8-C22E-49E1-A330-7D867BF1EB56-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></div>
<div></div>
<div>Un elemento filosofico, il segnalibro, per non smarrire la traccia del nostro passaggio di lettori all’interno di un testo che ci sta parlando. Il viaggio inizia con le “manicule” disegnate ai margini di antichi manoscritti, pratica diffusa tra XII e XVIII secolo, per imprimere il passo conquistato, per passare al segnalibro in cuoio. Secondo Arthur W. Coysh, la prima testimonianza dell’uso dei segnalibri risalirebbe a Cristopher Barker Esq., &#8211; mitico ‘stampatore della regina – che nel 1584 avrebbe inserito in una miscellanea rilegata per Elisabetta I, che univa Bibbia, libro delle preghiere e statuti del regno, un nastro in seta cucito dalla parte della rilegatura, che avrebbe facilitato la lettura della sovrana. Nell’inquieto Novecento, Gabriele D’Annunzio amerà invece lasciar seccare tra le pagine dei libri più amati dei segnalibri vegetali, fiori e foglie.</div>
<div></div>
<div>Gli amatori dei buoni libri devono soprattutto ritenere con un sorriso la storia del Pubblico Bibliotecario Magliabechi di Firenze, il quale leggendo a volte anche a mensa, “non avendo alcuna materia, si valea delle sardelle salate innanzi a lui apposte”. Un personaggio il Magliabechi, il più sudicio ed erudito uomo del suo tempo – come racconta Gaetano Volpi, sacerdote ed editore padovano che nel 1576 bacchettava le abitudini del lercio bibliotecario &#8211; che lardellava le pagine anche con fette di salame, aggiungendo così appetitose postille alle lettere divorate con occhi e brama di sapere. Si racconta che qualche rinsecchito avanzo fu trovato poi come “signacula” tra carte altrimenti venerabili.</div>
<div></div>
<div>Dalla metà dell’Ottocento, ai tradizionali nastrini verrà sostituendosi il segnalibro di carta, mentre negli anni Trenta del Novecento il segnalibro diventa un veicolo pubblicitario per ditte che producevano materiale di cancelleria, dolci o liquori. Dopo un altro giro di tempo arriveranno le microstorie del segnalibro, con l’opera meritoria dell’editore napoletano Gaetano Colonnese e con il palermitano Sellerio, ideatore del risvolto editoriale volante, che ne realizzò oltre cento per ciascun titolo della sua prima Collana editoriale ‘La civiltà perfezionata’, ideata da Leonardo Sciascia.</div>
<div></div>
<div>Oggi non sono molti gli editori che proseguono questa tradizione, mentre nel mondo delle pubblicazioni scientifiche il segnalibro con la frase di un autore è un dotto ed elegante segnatempo che costituisce una ulteriore chicca di Gnosis, la Rivista dell’Intelligence italiana. Un tratto di carta che si stacca dalla quarta di copertina dei raffinati volumi degli 007 delle lettere, in dialogo con il nostro tempo, per tenere utilmente il passo alla lettura delle pagine di analisi e pensieri lunghi.</div>
<div></div>
<div>Narra avventure di vita e pensiero, questo oggetto passato dai breviari di manzoniana memoria fino ai segnalibri virtuali, che fortunatamente convivono sulla stessa scrivania, in un libro o in un Kindle. Queste necessarie ‘minuzzarie’ fanno bene alla nostra lettura e anche all’occhio. Enzimi positivi, direbbe un saggio genovese contemporaneo, nel segno di contaminazioni tra mondi e storie, passando le dita sulla bellezza di una cultura che narra vissuti e continua a sterrare percorsi di incontro con l’altro.</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F15%2Fnastri-fiori-bottoni-e-pure-sarde-e-salamelle-e-larte-del-segnalibro%2F&amp;linkname=Nastri%2C%20fiori%2C%20bottoni%20e%20pure%20sarde%20e%20salamelle.%20E%E2%80%99%20l%E2%80%99arte%20del%20segnalibro" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F15%2Fnastri-fiori-bottoni-e-pure-sarde-e-salamelle-e-larte-del-segnalibro%2F&#038;title=Nastri%2C%20fiori%2C%20bottoni%20e%20pure%20sarde%20e%20salamelle.%20E%E2%80%99%20l%E2%80%99arte%20del%20segnalibro" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/15/nastri-fiori-bottoni-e-pure-sarde-e-salamelle-e-larte-del-segnalibro/" data-a2a-title="Nastri, fiori, bottoni e pure sarde e salamelle. E’ l’arte del segnalibro"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/15/nastri-fiori-bottoni-e-pure-sarde-e-salamelle-e-larte-del-segnalibro/">Nastri, fiori, bottoni e pure sarde e salamelle. E’ l’arte del segnalibro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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