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	<title>Palazzo dei Diamanti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Palazzo dei Diamanti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>FERRARA: APRE AL PUBBLICO LA MOSTRA   &#8220;CHAGALL. Testimone del suo tempo&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/11/ferrara-apre-al-pubblico-la-mostra-chagall-testimone-del-suo-tempo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ferrara-apre-al-pubblico-la-mostra-chagall-testimone-del-suo-tempo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 11:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chagall]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo dei Diamanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="504" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0747.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0747.jpeg 504w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0747-300x168.jpeg 300w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></p>
<p>Palazzo dei Diamanti  dall’11 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026 : una grande mostra su uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento. Sento che il nostro problema&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Palazzo dei Diamanti  dall’11 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026 : una grande mostra su uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento.</em></strong></p>
<blockquote><p>Sento che il nostro problema oggi è soltanto uno: unirci. Radunare quello che resta di noi dopo il disastro, riempire i nostri cuori di propositi nobili.” (Marc Chagall Discorso pronunciato al ricevimento del Comitato degli Scrittori e Artisti Ebrei a New York organizzato in suo onore, 27 maggio 1947)</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026 la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo di sorprendente intensità emotiva che invita il pubblico a immergersi nell’universo poetico di uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento.   Un viaggio straordinario che rivela come Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint–Paul de Vence, 1985), <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-110148" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0745.jpeg" alt="" width="504" height="283" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0745.jpeg 504w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0745-300x168.jpeg 300w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" />universalmente noto per le figure fluttuanti e le colorate atmosfere incantate, abbia saputo mantenere viva la memoria della sua terra natale, della tradizione e degli affetti, proiettandoli sempre verso nuovi orizzonti espressivi.   Attraverso 200 opere – tra dipinti, disegni, incisioni, alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia, e sale immersive che consentono di ammirare due sue creazioni monumentali in una dimensione coinvolgente e spettacolare (il soffitto dell&#8217;Opéra di Parigi e le 12 vetrate per la sinagoga di Hadassah) – la mostra evidenzia la profonda umanità di un artista plurale, visionario e testimone del suo tempo, cantore della bellezza e custode della memoria. Volti scissi, profili che si moltiplicano, ritratti che si specchiano: attraverso il tema del doppio egli rivela la sua straordinaria capacità di cogliere la dualità dell’esistenza umana. E ancora amanti volanti, animali parlanti, bouquet esplosivi, diventano, trascendendo il visibile, metafore universali. Attraverso il suo sguardo poetico, Chagall trasforma l’esperienza personale in riflessione condivisa, svelando come dietro l’apparente semplicità delle sue creazioni si celino temi che toccano ogni essere umano: l’identità, l’esilio, la spiritualità e la gioia di vivere.   In un’epoca di frammentazione, egli ci ricorda che l’arte può essere ponte tra mondi diversi, sintesi di tradizioni apparentemente inconciliabili, specchio fedele delle aspirazioni e delle contraddizioni dell’umanità. La sua opera celebra quella verità emotiva che rende tangibili i sentimenti più profondi dell’animo umano, elevando lo spirito verso una bellezza capace di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace e comprensione.   La mostra è prodotta e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia, in collaborazione con il Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, da una idea di Paul Schneiter e a cura di Francesca Villanti con Paul Schneiter. La mostra vede come special partner Ricola, mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e conta sul supporto di Copma.</p>
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		<title>Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 15:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Boldini]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo dei Diamanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="756" height="425" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386.jpeg 756w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></p>
<p>A Palazzo dei Diamanti i capolavori di due protagonisti dell&#8217;arte europea tra Otto e Novecento:Alphonse Mucha e Giovanni Boldini, straordinari cantori del fascino e della bellezza femminile. 22 marzo –&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/">Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">A Palazzo dei Diamanti i capolavori di<br />
due protagonisti dell&#8217;arte europea tra Otto e Novecento:Alphonse Mucha e Giovanni Boldini,<br />
straordinari cantori del fascino e della bellezza femminile. 22 marzo – 20 luglio 2025</span></b></p>
<p><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">A <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Palazzo dei Diamanti</b> di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ferrara</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">dal 22 marzo al 20 luglio 2025</b>, aprono al pubblico due mostre straordinarie: una monografica su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Alphonse Mucha</b>, uno dei padri dell’Art Nouveau, nelle 11 sale dell’ala Rossetti, e una mostra-dossier su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giovanni Boldini</b>, dedicata al tema del ritratto femminile, nelle 3 sale dell’ala Tisi.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sia il ceco Alphonse Mucha (Ivančice, 1860 – Praga, 1939), sia il ferrarese Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) si affermarono nella Parigi della Belle Époque ottenendo un successo di portata internazionale. Mucha giunse nella capitale francese nell’autunno del 1887, quando il ferrarese era già molto famoso e stava maturando l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>intenzione di dedicarsi prevalentemente al genere del ritratto. </span></p>
<p>Mucha ammirò certamente le opere di Boldini presenti all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove fu a sua volta coinvolto in mostre e progetti, tra cui la decorazione del padiglione della Bosnia-Erzegovina commissionatagli dal governo austriaco.</p>
<p>Entrambi furono straordinari cantori della bellezza e del fascino della donna e riuscirono a dar forma, ognuno a proprio modo, all’ideale femminile del tempo presentandoci figure attraenti e seducenti, eleganti e energiche, emancipate e padrone del proprio destino.<br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">****</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ALPHONSE MUCHA</span></b><b></b></span></div>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-101082 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390-300x228.jpeg" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390-300x228.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390.jpeg 373w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La retrospettiva racconta la biografia, il percorso artistico e i molteplici aspetti della produzione di Alphonse Mucha, che, nato nel 1860 nella piccola città morava di Ivančice, raggiunse fama internazionale nella Parigi <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">fin de siècle</i> grazie ai manifesti per gli spettacoli teatrali della celebre attrice Sarah Bernhardt e a pannelli decorativi raffiguranti donne attraenti e raffinate. Queste opere divennero presto emblematiche della nascente Art Nouveau, alla cui affermazione contribuì elaborando uno stile inconfondibile e seducente, subito ribattezzato <span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“</span>Le style Mucha”. Quando nel 1900 venne inaugurata l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>Esposizione Universale di Parigi, il grafico ceco era già considerato una delle figure di spicco di questo nuovo movimento artistico. Nel 1904 visitò per la prima volta gli Stati Uniti e la stampa lo definì «il più grande artista decorativo del mondo». Sebbene sia noto principalmente per i manifesti eseguiti nella <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ville lumiere</i>, Mucha fu straordinariamente poliedrico e versatile: oltre che illustratore, grafico e pittore, fu anche fotografo, scenografo, progettista d<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>interni, creatore di gioielli, packaging designer. </span></p>
<p>Fu anche un brillante insegnante, un filosofo e un pensatore politico: era convinto che la bellezza e la forza ispiratrice dell’arte potessero favorire il progresso dell’umanità e la pace; inoltre credeva fermamente nell’indipendenza della sua patria dall’Impero asburgico e seppe esprimere con forza il sogno di unità dei popoli slavi.</p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra di Palazzo dei Diamanti illustra attraverso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">circa 150 opere</b>– tra dipinti, disegni, fotografie, manifesti, oggetti – l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>intera vicenda biografica e artistica di Mucha: dal decisivo incontro a Parigi con la “divina Sarah” all’affermazione del suo linguaggio attraverso i manifesti pubblicitari; dai progetti in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ai soggiorni negli Stati Uniti, sino alla produzione degli anni maturi trascorsi in Cecoslovacchia, dove rientrò nel 1910 con l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>obiettivo di mettere la propria arte al servizio del paese, specialmente attraverso la creazione del monumentale ciclo di dipinti dell’<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Epopea slava</i>, il suo indiscutibile capolavoro. </span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">L’esposizione, con il patrocinio della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Regione Emilia-Romagna</b>, è organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara</b> e<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Arthemisia,</b> in collaborazione con la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Mucha Foundation</b> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Tomoko Sato</b> con il coordinamento scientifico di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Francesca Villanti</b>.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">technical support </i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Mucha Museum</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Prague City Tourism</b> e come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Frecciarossa Treno Ufficiale</b>.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><br />
Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Moebius</b>.</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">*****</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">GIOVANNI BOLDINI</span></b></span></div>
<div align="center"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-101080 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1536x865.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-2048x1153.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1920x1081.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nelle sale dell<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>ala Tisi di Palazzo dei Diamanti, oltre 40 opere di Giovanni Boldini – tra dipinti ad olio, pastelli, acquerelli, disegni e incisioni – selezionate fra quelle custodite nel Museo a lui intitolato raccontano il suo talento di pittore della <span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“</span>donna moderna” e del suo fascino. La mostra approfondisce<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, infatti</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">,</span> il tema del ritratto femminile, cui il pittore ferrarese si dedicò in maniera quasi esclusiva, e con successo, nella Parigi <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">fin de siècle</i>. Ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale, Boldini fu capace di restituire, come pochi altri, la viva concretezza, il carattere e lo status dei suoi modelli, che consegnò alla storia come icone di un<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>epoca. Il pubblico e la critica, in Europa come in America, apprezzarono soprattutto l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>innovativa formula stilistica con la quale diede forma all’ideale femminile del tempo: elegante, spigliato, colto, emancipato, inquieto, talvolta eccentrico.</span></p>
<p>Lo dimostrano i ritratti a figura intera per i quali divenne celebre in tutto il mondo, come quelli della contessa Berthier de Leusse, della principessa Eulalia di Spagna, della misteriosa protagonista di <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fuoco d</i><i><span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">artificio</span></i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, e di Olivia Concha de Fontecilla, detto <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La signora in rosa</i>. Accanto a questi capolavori, contraddistinti da quella peculiare scrittura rapidissima e insieme controllata che rende inconfondibile e unico il suo stile, saranno presenti altri esemplari a mezza figura a olio e a pastello, due straordinari ritratti di Boldini (il bronzo realizzato da Vincenzo Gemito e il famoso <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Autoritratto a sessantanove anni</i>), alcuni interni dell’atelier, un genere dalla forte valenza autobiografica a cui si dedicò dalla fine degli anni Ottanta, e altri lavori, vitali e vibranti, concepiti come studi, tra cui il <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nudino scattante</i> e la tela intitolata<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ninfe al chiaro di luna</i>.</span></p>
<p>C<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ompletano il percorso espositivo una selezione di disegni che dimostrano il suo rapporto iperattivo con la realtà circostante e una serie di mirabili incisioni che documentano un aspetto della sua produzione assai significativo ma meno conosciuto.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra, curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Pietro Di Natale</b>, è organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara</b>.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte editore</b>.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/">Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Ferrara. Al Palazzo dei Diamanti  la  grande  mostra dedicata a Escher</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/23/ferrara-palazzo-dei-diamanti-ospita-una-grande-mostra-dedicata-a-escher/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ferrara-palazzo-dei-diamanti-ospita-una-grande-mostra-dedicata-a-escher</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 08:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Escher]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo dei Diamanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="504" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/7C0A88D2-B639-447A-8BF4-FD86FF78C2CE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/7C0A88D2-B639-447A-8BF4-FD86FF78C2CE.jpeg 504w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/7C0A88D2-B639-447A-8BF4-FD86FF78C2CE-300x168.jpeg 300w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></p>
<p>Dal 23 marzo  al 21 luglio 2024 le sale espositive del Palazzo dei Diamanti di  Ferrara, accolgono per la prima volta le opere di Escher, artista geniale e visionario, da sempre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/23/ferrara-palazzo-dei-diamanti-ospita-una-grande-mostra-dedicata-a-escher/">Ferrara. Al Palazzo dei Diamanti  la  grande  mostra dedicata a Escher</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong><i><span class="s1">Dal 23 marzo<span class="Apple-converted-space">  </span>al 21 luglio 2024 le sale espositive del Palazzo dei Diamanti </span>di  Ferrara, accolgono per la prima volta le opere di Escher, artista geniale e visionario, da sempre amato dai matematici e ri-scoperto dal grande pubblico in tempi relativamente recenti.</i></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nato nel 1898 a Leeuwarden in Olanda, MAURITS CORNELIS ESCHER ha </span>conquistato l’apprezzamento di milioni di visitatori grazie alla sua straordinaria capacità di trasportarli all’interno di mondi immaginifici <span class="s1">e apparentemente impossibili.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nelle creazioni del grande maestro olandese, che ha vissuto in ltalia fra </span>le due guerre, confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Le sue inconfondibili opere, che hanno influenzato anche il mondo del </span>design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti i tempi.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-85207" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/F6E84AB3-E7CE-4303-A308-2E29B4225F15-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con il Patrocinio della REGIONE EMILIA-ROMAGNA, la mostra /ESCHER/ è </span>organizzata da ARTHEMISIA, FONDAZIONE FERRARA ARTE e SERVIZIO MUSEI D&#8217;ARTE DEL COMUNE DI FERRARA, in collaborazione con la M.C. ESCHER FOUNDATION e MAURITS ed è curata da FEDERICO GIUDICEANDREA, uno dei più importanti esperti dell’artista, e MARK VELDHUYSEN, presidente della M.C. Escher <span class="s1">Foundation. Catologo Skira.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con il biglietto d’ingresso di /Escher/ si potrà visitare, nelle sale </span>dell’ala Tisi di Palazzo dei Diamanti, una mostra dossier intitolata /Mirabilia estensi/ che approfondirà la conoscenza di un particolarissimo <span class="s1">genere di opere d’arte del Rinascimento, quello dei cofanetti istoriati </span>“in pastiglia”, calati nella scenografica ambientazione creata dalle <span class="s1">fotografie di Wunderkammer di Massimo Listri.</span></p>
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