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	<title>presidente del consiglio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>presidente del consiglio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Amatrice e Taranto. Con Giorgia Meloni. Due Italie nella stessa settimana. Due stili nei confronti delle istituzioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/25/amatrice-e-taranto-con-giorgia-meloni-due-italie-nella-stessa-settimana-due-stili-nei-confronti-delle-istituzioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amatrice-e-taranto-con-giorgia-meloni-due-italie-nella-stessa-settimana-due-stili-nei-confronti-delle-istituzioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 16:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Amatrice e Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="410" height="410" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg 410w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></p>
<p>Dalla commozione del ricordo ai fischi durante i Giochi del Mediterraneo: la riflessione di Pierfranco Bruni sul senso dello Stato, sulla misura del dissenso e sulla dignità delle occasioni pubbliche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/25/amatrice-e-taranto-con-giorgia-meloni-due-italie-nella-stessa-settimana-due-stili-nei-confronti-delle-istituzioni/">Amatrice e Taranto. Con Giorgia Meloni. Due Italie nella stessa settimana. Due stili nei confronti delle istituzioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="410" height="410" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg 410w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></p><p><strong><em>Dalla commozione del ricordo ai fischi durante i Giochi del Mediterraneo: la riflessione di Pierfranco Bruni sul senso dello Stato, sulla misura del dissenso e sulla dignità delle occasioni pubbliche</em></strong></p>
<p>C&#8217;è un&#8217;Italia che si raccoglie e un&#8217;Italia che si scompone. E nella stessa settimana, in due luoghi diversi, abbiamo visto entrambe. Giorgia Meloni ad Amatrice. Nella piena commozione ed emozione. Non era soltanto la presenza del Presidente del Consiglio. Era la presenza dello Stato che torna dove lo Stato è stato invocato tra le macerie. Amatrice non è un luogo come gli altri. È una ferita ancora aperta nella geografia della nostra coscienza. È un nome che contiene una data, un&#8217;ora, un silenzio. Andarci non è fare politica. È fare memoria in piena visione religiosa.</p>
<p>E lì, in quel dolore che non ha mai smesso di essere dolore, la politica ha ritrovato le sue parole più alte: eleganza, stile, dignità, coraggio, rispetto delle istituzioni. Eleganza non come abito, ma come misura. Stile non come forma, ma come contenuto che si fa forma. Dignità come capacità di stare davanti al dolore senza retorica, senza sfruttarlo, ma condividendolo. Coraggio come capacità di non fuggire il luogo simbolo della fragilità nazionale. Rispetto delle istituzioni come riconoscimento che chi è lì, in quel momento, non rappresenta una parte, ma rappresenta tutti. Amatrice, pur nel dolore, ha mostrato una grande dignità di civiltà. Una comunità che ha sofferto e che soffre ancora, ma che non ha smarrito il senso dell&#8217;accoglienza, del limite, del sacro. Ha accolto il Presidente del Consiglio come si accoglie l&#8217;istituzione. Con compostezza. Con lacrime che non sono protesta, ma memoria viva. Lì si è vista l&#8217;Italia profonda, quella che non urla, quella che resiste. L&#8217;Italia vera e con umanità.</p>
<p>Al contrario, ciò che è accaduto a Taranto per i Giochi del Mediterraneo appartiene ad un&#8217;altra grammatica. Taranto doveva essere vetrina di bellezza. Doveva mostrare il suo mare, il suo recupero, la sua voglia di riscatto. Doveva mostrare eleganza. I Giochi del Mediterraneo sono fratellanza, sono l&#8217;antica koinè del nostro mare che torna a farsi agonismo, cultura, incontro. E invece, per colpa di un manipolo ideologizzato che non conosce il senso della valenza istituzionale, tutto è stato offuscato dai fischi al Presidente del Consiglio.</p>
<p>Non è questione di consenso o dissenso. Il dissenso è sacro in democrazia. È questione di luogo, di tempo, di misura, di stile. Fischiare l&#8217;istituzione mentre rappresenta l&#8217;Italia davanti al Mediterraneo non è colpire una persona. È colpire l&#8217;immagine stessa del Paese, ovvero Nazione, che si vuole celebrare. È trasformare una festa di tutti in un comizio di pochi.</p>
<p>Taranto, per colpa di quel gruppetto, è scesa nel baratro dell&#8217;immagine. Una città che doveva mostrare bellezza ha dato, suo malgrado, il brutto di sé. Perché basta un gesto stonato a coprire un&#8217;orchestra intera. Basta un urlo fuori tempo a rompere una cerimonia.</p>
<p>E questo ci addolora due volte. Perché Taranto non è quel fischio. Taranto è lavoro, è acciaio e mare, è fatica e speranza. Taranto è molto più grande di chi l&#8217;ha voluta ridurre a palcoscenico di una contestazione senza stile. Però &#8211; e qui sta l&#8217;onestà dello sguardo &#8211; credo che ci siano state responsabilità nell&#8217;organizzazione. Chi organizza un grande evento internazionale ha anche il dovere di prevedere, di custodire, di proteggere la sacralità istituzionale del momento. Le istituzioni non si espongono, si custodiscono. Non si lasciano sole davanti alla prevedibilità del rumore. Si accompagnano con intelligenza, con regia, con senso dello Stato.</p>
<p>La differenza tra Amatrice e Taranto è tutta qui. Ad Amatrice la politica si è fatta silenzio che ascolta. A Taranto la politica è stata costretta a farsi rumore che si difende. Ad Amatrice ha vinto la civiltà del dolore che diventa comunità. A Taranto ha perso l&#8217;occasione della comunità che diventa civiltà.</p>
<p>Abbiamo bisogno di tornare a quella lezione di stile che don Luigi Giussani chiamava &#8220;totalità dello sguardo&#8221;. Guardare l&#8217;altro non come avversario da fischiare, ma come persona che porta un destino comune, anche quando la si contesta. Il rispetto delle istituzioni non è ossequio al potere. È rispetto di se stessi. Perché le istituzioni siamo noi quando sappiamo essere più grandi della nostra parte.</p>
<p>Ecco perché Amatrice resta e Taranto deve riflettere. Una ci ha mostrato cosa siamo quando siamo al meglio. L&#8217;altra cosa rischiamo di diventare quando confondiamo la libertà di dissentire con la licenza di offendere il momento di tutti. Per Taranto è il segno di una gravissima lacuna: mancanza di rispetto alle Istituzioni. Amatrice pur nel dolore ha mostrato una grande dignità ed eleganza.</p>
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		<title>Dio creò la donna!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore della Gazzetta italo brasiliana e presidente dell'Associazione Stampa Italiana in Brasile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 01:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="492" height="483" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478.jpeg 492w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478-300x295.jpeg 300w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></p>
<p>Il successo al femminile è tuttora un evento indigesto e suona l’allarme, nonostante oggi il mondo non sia più quello di prima.La bravura e la capacità nelle alte cariche dello Stato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="492" height="483" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478.jpeg 492w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/3D40687F-4A23-48E3-96E8-DFA688D57478-300x295.jpeg 300w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></p><p><i>Il successo al femminile è tuttora un evento indigesto e suona l’allarme, nonostante oggi il mondo non sia più quello di prima.La <span class="s4"><span class="bumpedFont15">bravura</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e la capacità nelle alte cariche dello Stato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sono</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> una questione di genere.<span class="s11">La sfida per Meloni sarà</span><span class="s11"> da una parte </span><span class="s11">riuscire a </span><span class="s12">equilibrare</span> <span class="s11">le differenti anime che compongono lo schieramento di destra, stante la complessa situazione geopolitica attuale, e dall’altra affrontare adeguatamente i problemi creati dal caro energia e dall’inarrestabile inflazione.</span></span></span></i></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
L’ultima creazione di Dio è il suo capolavoro: la Donna.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Papa Francesco</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in una delle sue tante omelie mette in risalto la figura della donna e</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> evidenza il fatto che nella nostra società </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">essa </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">non sia valorizzata come merita. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">«</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Senza le donne il mondo non sarebbe così armonico</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">»</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> aggiunge</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e precisa: «sembra fragile (la donna), ma è dura come una quercia». </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La donna ha</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> invero</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> sempre rivestito un ruolo importante nella nostra vita e ha rappresentato, per un verso o per l’altro, una parte </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">radiosa</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> della storia dell’umanità. Le società matriarcali</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, egregiamente trattate</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">nella </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">famosa opera di J. J. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Bachofen</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Myth</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Religion</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> and </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Mother</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Right</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e nel</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lo studio di H. L. Morgan (ambito antropologico/etnologico)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">si colloca</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">no</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nel campo della storia delle culture</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, anche se volutamente obliterate, in quanto avrebbero offuscato, e probabilmente incrinato, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la visione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">egocentrica </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">del mondo patriarcal</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Tuttavia, la società matriarcale rappresenta pur sempre un aspetto illuminante della storia dell’umanità, nonostante le donne, garanti e fattrici della vita stessa, siano state nel tempo sistematicamente sottomesse dal potere maschile, ispirato dal fallocentrismo e dal solipsismo. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ecco</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dunque,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">il motivo per cui</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">nella nostra società quando viene alla ribalta una donna, apriti cielo! Il successo al femminile è tuttora un evento indigesto e suona l’allarme, nonostante oggi il mondo non sia più quello di prima. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ahinoi, come cambiano le cose! </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">E non ce lo dice soltanto il nuovo singolo di Max B, ma ancor di più </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dilagante </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">diversità delle culture</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tant&#8217;è vero che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">no dei mantra più </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">noti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> della comunità LGBT è che «il genere è uno spettro», cioè che non esistono solo un genere femminile e un genere maschile, ma uno spettro continuo di generi tra questi due estremi.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Ma non divaghiamo: questo è un altro discorso alquanto impegnativo e va trattato in separata sede. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Tornando a noi, nell’odierna disamina riteniamo che l’allarme sarebbe comunque scattato, anche nel caso in cui al posto della </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dama ci fosse stato un cavaliere: conseguenza del preconcetto o pregiudizio ideologico. E sì, nell’uno e nell’altro caso ci troviamo di fronte a errori di valutazione e nella politica frequentemente si è soliti formare opinioni senza basarle su dati di fatto o facendo propria un’idea prevalente senza sottoporla ad alcuna analisi personale. Ci riferiamo, oggi più che mai, al pensiero unico, al primato dell’economia sulla politica ovvero, parafrasando</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Leopardi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, a quel</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">sudiciume universale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">che purtroppo ci</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ammorba</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Urrà, è quasi fatta!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Meloni, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">possibile</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> premier in Italia, non rappresenta che il naturale avvicendamento delle forze politiche alla guida di un Paese democratico, ovvero l’essenza della democrazia. Sarebbe la prima donna a svolgere la funzione di presidente del Consiglio. Ebbè, qual è dunque il problema? Tanto per rimanere in Europa, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Liz</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Truss</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è la terza donna a diventare prima ministra in </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Uk</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dopo Margaret Thatcher e Theresa </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">May</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">; Sanna Marin, dolce premier finlandese, balla bene (cosa che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">infastidisce i </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pinzocheri) e governa altrettanto bene; la simpaticissima fiumana </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Kolinda</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Grabar-Kitarović</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> stata</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">residente della Croazia dal 2015 al 2020</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Kaja</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Kallas</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">prim</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ministr</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dell&#8217;Estonia dal 26 gennaio 2021</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sophie </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Wilmès</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è stata primo ministro del Belgio dal 2019 al 2020; Angela Merkel, con tutti i pregi e difetti del merkelismo, è stata </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Cancelliere federale della Germania dal 22 novembre 2005 all&#8217;8 dicembre 2021</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Katrìn</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Jakobsdòttir</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">primo ministro dell’Islanda dal 30 novembre 2017</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ingrida</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Šimonytė</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dal dicembre 2020 </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">rimo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">inistro della Lituania</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Erna Solberg</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> è stata </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">primo ministro della Norvegia dal 16 ottobre 2013 al 14 ottobre 2021</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">; e, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">per non entrare anche nell´ambito delle regine regnanti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, non menzioniamo la stimata regina Elisabetta d´Inghilterra, che ci ha lasciati da solo pochi giorni. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Morale della favola: l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a bravura</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e la capacità nelle alte cariche dello Stato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sono</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> una questione di genere</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">! È necessario farsene una ragione e gli esempi di cui sopra fanno testo, anche se, in realtà, crediamo che, tutto sommato, non sia soltanto il genere a far fermentare una parte del mondo politico, quanto i colori (non sinistri) della coalizione che ha vinto le elezioni.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Abraham Lincoln definì la democrazia «il governo del popolo, dal popolo, per il popolo»</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Forse oggidì, dato che le cose cambiano, non è più così: il popolo ormai fa solo da </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">figurante</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> al momento </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">della scelta elettorale e poi a dirigere l’orchestra subentrano i poteri forti, le oligarchie partitiche, l’immancabile corruzione, la </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">distorsione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dell’opinione pubblica, lo svilimento della cultura politica… e non solo!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">«C</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ambia il direttore</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ma la musica è sempre la stessa</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">» recita un noto adagio. Ma, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">vivaddio!,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che sia questa la volta buona a far «cambiare musica». Nuovo direttore, anzi direttrice, e nuova orchestra ci fanno ben sperare!</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">La sfida per Meloni sarà</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> da una parte </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">riuscire a </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">equilibrare</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">le differenti anime che compongono lo schieramento di destra, stante la complessa situazione geopolitica attuale, e dall’altra affrontare adeguatamente i problemi creati dal caro energia e dall’inarrestabile inflazione.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">La donna è armonia, ricorda in sostanza Papa Francesco, e Meloni saprà certamente armonizzare anime e programmi di governo a dispetto dei tanti detrattori “nostrani e foresti”. E tanto per non fare nomi, mettiamo a capofila la &#8216;tutta poderosa&#8217; </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">frau</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Ursula </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Gertrud</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">V</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">on </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">der</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">eyen</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> per la &#8216;triste&#8217; sortita</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">: “Se in Italia va male…”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. Beh, parafrasando dalle scritture sarebbe il caso di orare per le anime degli insolenti e dei menagrami:</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">“Perdona loro perché non sanno quello che dicono”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s14"><span class="bumpedFont15">La grande occasione!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">L’afflitto popolo, nel </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">caravanserraglio della politica che ha ridotto questo </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Belpaese</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> allo stato attuale</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, ha puntato tutto sull’ultima chance per potersi emancipare dal servaggio; il </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">mondo produttivo e imprenditoriale</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> ha già promosso </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Meloni </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">nei</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> Meeting di Rimini prima e del Forum Ambrosetti poi</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">; Illary Clinton la menziona con garbo: </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">“Una rottura con il passato</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> ma</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> Meloni </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">[n.d.r.</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">]</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> va giudicata per quello che fa”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">&#8220;Meloni? Preparata e affidabile&#8221; </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">lo </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">dice il quotidiano &#8220;Le Monde&#8221;</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">e, non ultimo per importanza, il rispettabile Financial Times su Giorgia nazionale scrive: </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">“È la sua grande occasione”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Or appunto, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">animo! non c’è da aver paura</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">H. Jackson Jr. Brown</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">ci ricorda che n</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">iente è più costoso di un&#8217;occasione persa</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. Eppoi, perché non essere ottimisti? Noi lo siamo, eccome! </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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