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	<title>Psicologia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>“Il coraggio di un sorriso”, il libro della psicologa esperta di consapevolezza del femminile Paola Lanfranco</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/30/il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 18:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Il coraggio di un sorriso]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Lanfranco so]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="853" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1.jpeg 853w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1-768x1152.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/cover-lanfranco-1-1-585x878.jpeg 585w" sizes="(max-width: 853px) 100vw, 853px" /></p>
<p>Psicologa, psicomotricista e da circa un ventennio impegnata in percorsi di consapevolezza del femminile, Paola Lanfranco arriva in libreria dal 30 settembre con Il coraggio di un sorriso, pubblicato da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/30/il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p/">“Il coraggio di un sorriso”, il libro della psicologa esperta di consapevolezza del femminile Paola Lanfranco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Psicologa, psicomotricista e da circa un ventennio impegnata in percorsi di consapevolezza del femminile, <strong>Paola Lanfranco arriva in libreria dal 30 settembre con <em>Il coraggio di un sorriso</em>, pubblicato da Rossini Editore</strong>.</p>
<p>Siamo certi che tutte le donne abbraccino le teorie del nuovo femminismo e si sentano appagate con una declinazione al femminile del titolo di studio o della carica svolta? Pensiamo davvero che per essere pienamente sé stesse le donne debbano emulare gli uomini? Oppure <strong>esiste una via diversa per trovare la propria strada, senza passare attraverso battaglie che individuano il problema nel maschilismo introiettato nella società maschilista?</strong></p>
<p>Sono queste le domande a cui Paola Lanfranco cerca di dare risposta attraverso <strong>una raccolta di racconti le cui protagoniste sono donne che hanno avuto il coraggio di porre al primo posto i propri bisogni e aspirazioni</strong>.</p>
<p><strong>Donne che hanno saputo affrontare e gestire i problemi apparentemente insormontabili, uscendone vincitrici. Nessuna di loro è famosa, secondo il concetto moderno di successo, ma il loro riscatto ha il potere di incoraggiare altre donne che vivono simili situazioni emotive.</strong></p>
<p><strong> </strong>“Cosa mi ha spinta a scrivere questo libro? <strong>Il desiderio di trovare una nuova via per imparare ad essere nella nostra pienezza senza doversi rifare a modelli e strutture mentali che potrebbero essere fuorvianti per la nostra crescita</strong> – spiega l’autrice. Sono convinta che molte donne non si sentano riconosciute nel rispecchiarsi in influencer, attrici o donne in carriera. Credo che molte siano anche un tantino frustrate da questa società dove imperano scontri verbali, lotte di potere e disprezzo. Una società basata sulla conquista attraverso la devastazione, spesso simbolica, di colui o colei che percepiamo come minaccioso. Il movimento femminista è stato sicuramente molto importante per far emergere una diseguaglianza, ma è stato anche la causa, inconsapevole, di uno scontro fra i sessi che si ripercuote ancora negli animi di molte. Credo che le donne, almeno alcune, non si sentano nei ‘propri vestiti’ perché <strong>la società ci ha allontanate dalla nostra essenza, illudendoci che per ottenere un riconoscimento dovessimo adeguarci ad un pensiero patriarcale</strong>. Dobbiamo imparare che per essere noi stesse, <strong>è necessario riprendere contatto con la nostra essenza che è caratterizzata da grande introspezione, desiderio di condivisione e ascolto</strong>. <strong>Se vogliamo veramente costruire un mondo migliore dobbiamo necessariamente ritornare a noi stesse, accogliere la nostra essenza, condividerla con le altre donne e poi ripartire</strong>”.</p>
<p><strong>Pagine che raccontano storie di rinascita di donne che hanno trovato la loro scintilla, con età e vissuti differenti, ma con una caratteristica che le accomuna: il desiderio di non arrendersi e trovare una soluzione dignitosa alla loro esistenza spezzata.</strong> <strong>“Eroine silenti”</strong> – come le definisce Paola Lanfranco &#8211; conosciute da poche, ma <strong>che sicuramente possono aiutare altre donne</strong> a trovare le forze necessarie per poter ricostruire la propria o semplicemente attivare in loro il desiderio di comunicare e raccontarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u>Dati tecnici</u></p>
<p>TITOLO: Il coraggio di un sorriso</p>
<p>AUTRICE: Paola Lanfranco</p>
<p>EDITORE: Rossini</p>
<p>GENERE: Narrativa</p>
<p>FORMATO: 14&#215;21</p>
<p>PAGINE: 141</p>
<p>PREZZO: 15,99 Euro</p>
<p>USCITA: 30 settembre 2024</p>
<p>ISBN: 9791259695079</p>
<p><u> </u></p>
<p><u>Paola Lanfranco<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-93617 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/PAOLA-LANFRANCO-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></u></p>
<p>Paola Lanfranco (1968, Pavia). Psicologa, psicomotricista e psicomamma. Da circa un ventennio si occupa di consapevolezza del femminile. Ha creato e condotto corsi per sensibilizzare le donne a ritrovare le proprie radici profonde, nella convinzione che, attraverso la riscoperta, si possa costruire un nuovo modello di società basato sull’integrazione e non la contrapposizione. Da circa tre anni gestisce il blog “Donna Incanto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F09%2F30%2Fil-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p%2F&amp;linkname=%E2%80%9CIl%20coraggio%20di%20un%20sorriso%E2%80%9D%2C%20il%20libro%20della%20psicologa%20esperta%20di%20consapevolezza%20del%20femminile%20Paola%20Lanfranco" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F09%2F30%2Fil-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p%2F&#038;title=%E2%80%9CIl%20coraggio%20di%20un%20sorriso%E2%80%9D%2C%20il%20libro%20della%20psicologa%20esperta%20di%20consapevolezza%20del%20femminile%20Paola%20Lanfranco" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/30/il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p/" data-a2a-title="“Il coraggio di un sorriso”, il libro della psicologa esperta di consapevolezza del femminile Paola Lanfranco"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/30/il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-il-coraggio-di-un-sorriso-il-libro-della-psicologa-ed-esperta-di-consapevolezza-del-femminile-paola-lanfranco-p/">“Il coraggio di un sorriso”, il libro della psicologa esperta di consapevolezza del femminile Paola Lanfranco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 08:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, con proposte formative che abbiano un dialogo con le loro vite, in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/">Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><i>Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, con proposte formative che abbiano un dialogo con le loro vite, in un ambiente sicuro, moderno e attrezzato con gli strumenti che servono ad apprendere.</i></span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
In linea di continuità con l’articolo che propone di modificare la domanda “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Come vai a scuola</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">?” con la formula “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Come stai a scuola?</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">dando</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> centralità al “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">benessere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">dello</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> studente, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">si indirizza l’attenzione alla risposta</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che i docenti dovrebbero </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">saper dare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ai genitori che nel corso degli incontri “scuola-famiglia” per le valutazioni trimestrali o quadrimestrali </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">chiedono :</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">“Mio figlio come va?”</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La domanda è pensata bene, anche </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">se viene</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> formulata male.  I nostri nonni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dicevano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Vai a scola ca t’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ansignuno</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">adducazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. Il termine “educazione”, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anche nella</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">colorita espressione dialettale, voleva significare non soltanto il buon comportamento, ma faceva pre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">vedere</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la crescita, lo sviluppo delle competenze, un reale riscatto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sociale in</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vista della professione da svolgere al termine degli studi.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se la risposta del docente viene formulata </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l’espressione: “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Va bene. Ha preso 7 – </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">8 .</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Ha fatto un buon compito, una buona interrogazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” oppure “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Deve riparare in matematica, deve studiare meglio l’inglese o le scienze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,  il</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> messaggio che arriva alla famiglia è un rinforzo dell’idea che la scuola sia soltanto istruzione, contenuti, conoscenze, materie e compiti.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se la comunicazione è trasmissione di idee e di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pensieri,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">q</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">uesto è quello che il docente pensa e comunica ai genitori. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La duplice connotazione d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ella</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> scuola, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">luogo privilegiato di istruzione e di formazione,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non si evince nelle risposte dirette date ai genitori. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dov’è la dimensione formativa e orientativa della scuola </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">se alla mamma dell’alunna </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">brava viene</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">risposto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er sua figlia tutto ok</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, non c’è niente da dire, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">se</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ne può andare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">?</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il dialogo educativo scuola-famiglia necessita di una radicale modifica di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">linguaggio e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di comunicazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a risposta pedagogica che il docente educatore dà ai genitori coinvolgendoli nel percorso </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">formativo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dovrebbe </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">riguardare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la descrizione del processo di crescita</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dello studente:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Suo figlio sta crescendo, Ha conseguito questi traguardi, ha migliorato questi aspetti del suo carattere, ha bisogno </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di….</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.”</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">questa espressione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">pensata per</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> lui, per lei</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” si </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">offre ai genitori, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i quali</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> hanno formulato male </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">domanda</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pensata</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">bene, il</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">docente manifesta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vera </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">idea di scuola</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, esplicitandone le finalità </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">formative </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> qualifica</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in tal modo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la sua profession</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di  “educatore”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, attento alla crescita armonica e integrale dello studente.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ricordo il grido angosciante di una mamma che, durante un incontr</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o di</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> valutazione intermedia, alla professoressa che cercava il compito di latino da mostrare per indicare gli errori </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">commessi ha</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> risposto urlando: “Non mi interessa il voto del compito di latino, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">mio</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">figlio si </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">droga, frequenta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> una brutta compagnia e chiedo a voi aiuto per salvarlo e riportarlo sulla buona strada” </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">E’ desiderio di ogni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">genitore il</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> miglior bene per il proprio figlio e non solo la promozione ed il successo scolastico, ma essenzialmente il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">successo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">formativo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> lo sviluppo delle competenze, in vista della realizzazione del personale progetto di vita </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">de</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l domani professionale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La relazione educativa che costituisce una delle connotazioni essenziali della </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">scuola ,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> intesa come “atto intenzionale” offre la garanzia della crescita della persona.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nella relazione docente-</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">studente, con la</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> risposta alla domanda</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ome stai?”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  si apre il dialogo e la comunicazione nella prospettiva del futuro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ed emergono dubbi, perplessità, bisogni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ai quali occorre dare risposta nella “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scuola per ciascuno”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ell’incontro con i genitori, la relazione educativa </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">si orienta verso </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la convergente ricerca del vero bene del figlio-studente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, e non solo della promozione.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Star bene a scuola, Star bene con se stessi, Star bene con le istituzioni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, slogan del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">rogetto giovani 9</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">3</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">promosso da </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Luciano Corradini,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che ha dato vita al “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Progetto Ragazzi 2000</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dopo trent’anni è ancora vivo e attuale.</span></span></p>
<p>*****</p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-75237" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-300x195.jpeg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-1024x666.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-768x499.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-1170x761.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-585x380.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Fra le tante cose che i ricercatori fanno prima di avviare un’inchiesta è quella di chiedere agli studenti: “Qual è la domanda che vorreste vi fosse posta?», e loro da sempre, da molto prima della pandemia, dicono “come stai, davvero?”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Un articolo </span></span><a href="https://www.vita.it/idee/come-stai-davvero-la-domanda-che-la-scuola-deve-fare-a-ragazzi-e-docenti/"><span class="s11"><span class="bumpedFont20">su Vita.it,</span></span></a><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> cerca di vedere il rapporto con gli alunni da una angolazione diversa e infatti l’estensore dell’articolo spiega: “L’avevo segnalata ai docenti che conosco, perché è una domanda che non esisteva a scuola, se non nei casi estremi, forse perché si presume che a 15 anni non puoi che star bene di salute, i guai fisici si presentano dopo. E invece…</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Il cambio di domanda è decisivo per capire se da adulto chiedo “come va a scuola?” e mi sento rispondere “male” penso ad un brutto voto.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Certamente, il docente pensa di avere davanti non già 28 </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">pazienti  ma</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> 28 studenti da cui occorre guadagnare l’attenzione per insegnare col rischio  che le domande sul benessere diventa l’ennesima materia.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Tuttavia, </span></span><a href="https://www.vita.it/idee/come-stai-davvero-la-domanda-che-la-scuola-deve-fare-a-ragazzi-e-docenti/"><span class="s11"><span class="bumpedFont20">riporta sempre Vita.it,</span></span></a><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> “a 16 anni si può star male come sempre per un sacco di ragioni, molte passano, ma la scuola ha il dovere di non essere parte di quelle. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, non messe in competizione le une con le altre, messe a studiare su questioni che abbiano un dialogo con le loro vite, in un ambiente sicuro, moderno e attrezzato con gli strumenti che servono ad apprendere, ecc. E questo vuol dire classi meno numerose e per un docente conoscere chi si ha di fronte, prevedere colloqui individuali e momenti collettivi per sciogliere questioni, assegnare lavori in coppia e a gruppi, lavorare su più linguaggi per scoprire le vocazioni espressive individuali, usare più dialoghi e meno lezioni frontali quando è possibile, metter mano al sistema di valutazione sperimentando ad esempio l’autovalutazione, conoscere le risorse di aiuto specialistiche in caso di problemi, ecc.” </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">È però importante pure fare la stessa domanda: “Come stai?” anche ai docenti e lavorare su quella, perché è chiaro che stanno male anche loro. E dopo il benessere siamo pronti per la prossima domanda, che sta terremotando la presenza in classe: “che senso ha stare qui?”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Se lo stanno chiedendo in </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">molti  e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> da un po’ di tempo  </span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F08%2Falla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo%2F&amp;linkname=Alla%20domanda%3A%20%E2%80%9CMio%20figlio%20come%20va%3F%E2%80%9D%20la%20risposta%20pedagogica%3A%20%E2%80%9CSta%20crescendo%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F08%2Falla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo%2F&#038;title=Alla%20domanda%3A%20%E2%80%9CMio%20figlio%20come%20va%3F%E2%80%9D%20la%20risposta%20pedagogica%3A%20%E2%80%9CSta%20crescendo%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/" data-a2a-title="Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/">Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Palermo, Villa Sofia-Cervello: Parte la Task Force di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 21:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[task force]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Sofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/39D88ADE-53CE-4090-8379-8BC02EDDD82A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/39D88ADE-53CE-4090-8379-8BC02EDDD82A.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/39D88ADE-53CE-4090-8379-8BC02EDDD82A-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/39D88ADE-53CE-4090-8379-8BC02EDDD82A-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Un team di esperti psicologi dal background eterogeneo per rispondere a bisogni complessi a sostegno della Salute di pazienti, familiari e operatori sanitari, ispirato alla psicologia dell’organizzazione, in linea con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/28/46497/">Palermo, Villa Sofia-Cervello: Parte la Task Force di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un team di esperti psicologi dal background eterogeneo per rispondere a bisogni complessi a sostegno della Salute di pazienti, familiari e operatori sanitari, ispirato alla psicologia dell’organizzazione, in linea con i più innovativi modelli organizzativi di risk management.</em></p>
<p>Palermo, 27 novembre 2021- Rappresenta una sorta di “caleidoscopio” della psicologia il nuovo team<br />
istituzionalizzato dall’Azienda Ospedaliera “<strong>Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello</strong>” di Palermo, volto oltre che al supporto del benessere psico-fisico di operatori sanitari,<br />
pazienti e familiari, anche al miglioramento delle dinamiche organizzative in situazioni ad alta criticità come quelle che hanno contrassegnato il lungo periodo pandemico.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-39566" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/azienda-ospedaliera-villa-sofia-cervello.jpg" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/azienda-ospedaliera-villa-sofia-cervello.jpg 800w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/azienda-ospedaliera-villa-sofia-cervello-300x167.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/azienda-ospedaliera-villa-sofia-cervello-768x427.jpg 768w" alt="" width="399" height="221" /></figure>
</div>
<p class="has-text-align-left">L’azienda palermitana, con la delibera 1373 del 4 ottobre 2021, visto l’impatto psico-sociale della pandemia da Covid-19 sulla popolazione generale, aveva reclutato diversi specialisti del settore (oltre ad aver già storicamente riservato una significativa attenzione al supporto psicologico, quale servizio associato alle prestazioni erogate), ma oggi riunisce in un unico<br />
Team professionisti con competenze differenti per rispondere a bisogni sempre più complessi, in linea con i più recenti indirizzi legislativi, che pongono particolare attenzione al sovraccarico operativo ed emotivo dei sanitari connesso al perdurare nel tempo di fattori di rischio stress-correlato ad elevata intensità, generati dalla cura del paziente contagiato e legati a forti, repentini e sostanziali cambiamenti organizzativi, relazionali, altresì connessi ad una rivisitazione delle best practice per una gestione ottimale del rischio clinico e la prevenzione di eventi avversi. Codice rosa; valutazione del rischio suicidario,<br />
psicologia prenatale; problem solving, decision marking e fatica da crisi, infatti, sono al centro dell’agenda operativa della task force, in risposta ad una domanda di salute<br />
psicologica sempre più massiva, come dimostrato dai dati empirici post pandemici.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-39563" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Walter-Messina.jpg" alt="" width="180" height="196" /></figure>
</div>
<p class="has-text-align-left">“Emerge – commenta <strong>Walter Messina</strong>direttore generale dell’AOOR Villa<br />
Sofia- Cervello – il valore dell’integrazione tra clinica ospedaliera e organizzazione e tra<br />
benessere dell’utente e del singolo operatore, quali fattori volti anche al benessere<br />
organizzativo. La centralità del paziente, già insita nel concetto di umanizzazione delle cure, può trovare certamente un valore aggiunto in questo percorso progettuale. La psicologia organizzativa oggi si pone come elemento strategico dei processi più innovativi<br />
di aziendalizzazione sanitaria, per tradurre in opportunità le evidence maturate in un contesto di crisis, in risposta alle variabili imposte dalla pandemia e necessariamente al<br />
centro di una visione più ottimizzata del management rispetto alle istanze di qualità del rischio clinico, volte a prevenire, prima che a gestire, eventi avversi intra aziendali”.<br />
Spiccano concetti come Valutazione, Prevenzione, Salute e Sicurezza. Motivazione e Soddisfazione, Dinamiche di gruppo e processi comunicativi. Ergonomia (interazione<br />
lavoro umano, macchina e ambiente), analisi delle organizzazioni, delle relazioni, del clima e della cultura organizzativi, al centro da sempre della psicologia organizzativa.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-39564" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Ilena-Di-Lena-1005x1024.jpeg" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Ilena-Di-Lena-1005x1024.jpeg 1005w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Ilena-Di-Lena-294x300.jpeg 294w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Ilena-Di-Lena-768x783.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/11/Ilena-Di-Lena.jpeg 1105w" alt="" width="180" height="183" /></figure>
</div>
<p class="has-text-align-left">“La presenza di questi professionisti nella nostra realtà ospedaliera – afferma <strong>Ilaria<br />
Dilena</strong> responsabile del team, nonché dei presidi aziendali – rappresentata l’opportunità<strong><br />
</strong>p<b></b>er migliorare l’assistenza ospedaliera e offrire un valido supporto a fronte di istanze fortemente variegate, che insieme alla malattia, svelano anche la dimensione umana e sociale dei pazienti e, sovente, fanno transitare alla nostra pertinenza anche situazioni di forte disagio socio-culturale e costituiscono, altresì, un importante alleato della relazionemedico-paziente e della comunicazione dei sanitari verso i familiari. Un profilo quest’ultimo, che oggi esige nuovi algoritmi, volti a superare anche le limitazioni dettate dall’isolamento e dalla limitazione del contatto fisico, che impongono la ricerca di linguaggi<br />
inediti. I sanitari – continua Dilena – hanno dovuto rimodellare, pertanto, l’approccio con la malattia, la sofferenza e la morte e hanno dovuto metabolizzare variabili a forte densità emotiva rispetto ai processi di cura ante Covid, con conseguente implementazione di<br />
carico stress-correlato”.</p>
<p class="has-text-align-left">Già INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) e Cnop (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) hanno sollecitato l’attivazione nelle aziende<br />
sanitarie di task force dedicate alla gestione dello stress e prevenzione del burnout negli operatori sanitari nell’emergenza Sars-CoV-2, auspicando la costruzione di una rete omogeneamente applicata per individuare strumenti e metodologie utili a preservare la sicurezza sul lavoro, anche tenuto conto dell’ormai storico assunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui la Salute per definizione è: “lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità”, rimarcato nel più moderno Dlgs. 81/08 relativo alla sicurezza sul lavoro. In<br />
questo quadro, la psicologia in team consente di garantire una rinnovata attenzione ai rischi psico-sociali come aspetti di organizzazione e gestione del lavoro, con l’obiettivo di comprendere, analizzare e modificare le interazioni tra la persona e l’organizzazione,<br />
ovvero il suo ambiente di vita, i suoi modi di costruire una condotta lavorativa efficace, efficiente e soddisfacente in rapporto alle altre persone e ai mezzi di lavoro, al suo<br />
sviluppo personale e professionale e a tutti i fattori ambientali, sociali, tecnici e culturali che possono incrementare le possibilità di padroneggiare scelte personali e gestionali in fase di emergenza, o di criticità.</p>
<p class="has-text-align-left">Il Gruppo di lavoro è costituito dai dottori: Alessia Alongi;<br />
Marilisa Cammarata, Valentina Ficili, Giulio Gambino, Antonella Lumetta, Federica Licata,Angela Moscato, Elisa Modica, Gessica Marceca, Marcella Marramaldo, Susanna Marotta, Patrizia Nacci, Alessandra Pizzuto, Silvia Puccinelli, Angelo Scuzzarella, Laura Termini,<br />
Valentina Vegna, Ivana Zingales, Miriana Cirella e Sonia Balatti.</p>
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