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	<title>Taiwan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Taiwan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>&#8220;Benvenuti nella Guerra del Microchip: Come Taiwan può mettere in scacco matto il Dragone&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 10:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Benvenuti-nella-Guerra-del-Microchip-Come-Taiwan-puo-mettere-in-scacco-matto-il-Dragone.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Benvenuti-nella-Guerra-del-Microchip-Come-Taiwan-puo-mettere-in-scacco-matto-il-Dragone.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Benvenuti-nella-Guerra-del-Microchip-Come-Taiwan-puo-mettere-in-scacco-matto-il-Dragone-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Dove non arrivano le portaerei, arrivano i semiconduttori. Una piccola isola armata di wafer e intelligenza artificiale affronta il colosso cinese, nel silenzio assordante della guerra ibrida. &#160; Nel teatro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/01/benvenuti-nella-guerra-del-microchip-come-taiwan-puo-mettere-in-scacco-matto-il-dragone/">&#8220;Benvenuti nella Guerra del Microchip: Come Taiwan può mettere in scacco matto il Dragone&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Dove non arrivano le portaerei, arrivano i semiconduttori. Una piccola isola armata di wafer e intelligenza artificiale affronta il colosso cinese, nel silenzio assordante della guerra ibrida.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel teatro dell’assurdo che chiamiamo “politica internazionale”, ci sono attori che recitano in costume d’epoca e altri che, in jeans e t-shirt, riscrivono il copione mentre lo recitano. Poi c’è Taiwan. Un’isola grande quanto Lombardia e Piemonte messi insieme, con meno abitanti dell’intera area metropolitana di Tokyo, ma che regge sulle sue spalle una fetta enorme dell’economia globale. E come lo fa? Semplice: costruendo i cervelli delle nostre macchine, i cuori dei nostri smartphone, le sinapsi dei missili intelligenti. Altro che portaerei.</p>
<p style="font-weight: 400;">La guerra ibrida — quel meraviglioso ossimoro che suona come “dieta fritta” — è ormai la nuova normalità. È fatta di droni invisibili, blackout con tempismo sospetto, hashtag virali che destabilizzano governi, incendi strategici in Festival internazionali, e sabotaggi marini più adatti a romanzi di Le Carré che a notiziari serali. Ma nel centro di questo caos elegante, c&#8217;è un punto fermo: Taiwan. La piccola isola è la chiave di volta dell’equilibrio mondiale. E non per la sua forza militare (pur crescente), ma per quella tecnologica.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), che non ha neanche bisogno di cambiare nome per diventare acronimo da romanzo cyberpunk, produce oltre il 90% dei chip avanzati sotto i 7 nanometri. Detto in parole povere: se domani TSMC smette di funzionare, Apple piange, Nvidia sviene, e i centri di comando dell’intero arsenale NATO diventano scatole nere vintage.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Cina lo sa. E mentre sfoggia la sua <em>armata di TikTok</em>, dispiega flotte, e rivendica sovranità storiche con l’energia di un revisore dell’ufficio catastale, non osa (ancora) invadere Taiwan. Perché, e qui arriva il capolavoro di ironia geopolitica, il futuro della Cina — digitale, produttivo, industriale — è saldamente legato a quei minuscoli chip prodotti dai “ribelli” taiwanesi. Tagliare quei rifornimenti significherebbe strangolare non l’Occidente, ma se stessi.</p>
<p style="font-weight: 400;">E quindi? E quindi benvenuti nel nuovo volto della guerra: uno scontro senza spari ma con blackout strategici, sabotaggi di cavi sottomarini, attacchi anonimi alle infrastrutture e guerre psicologiche via social. Una guerra dove l’obiettivo non è più la conquista del territorio, ma della percezione. Del tempo di reazione. Dell’algoritmo giusto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli eventi di Cannes e Nizza, con blackout che sembrano sceneggiati da Netflix più che indagati da Europol, sono solo la punta dell’iceberg. Dietro ogni scintilla sospetta, si cela un potenziale test bellico, una provocazione a bassa intensità pensata per misurare la resilienza dell’Occidente. Una guerra dove non si alzano bandiere, ma si toglie la corrente. Dove non si occupano città, ma flussi di dati.</p>
<p style="font-weight: 400;">E mentre Russia e Cina giocano a Risiko subacqueo con le infrastrutture energetiche e digitali d’Europa, Taiwan continua a fare quello che sa fare meglio: produrre microchip e diventare l’ago della bilancia tra mondo libero e autocrazie digitali. Non male, per un’isola che molti non saprebbero collocare su una cartina muta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sì, Taiwan può tenere a bada la Cina. Non con cannoni, ma con wafer. Non con eserciti, ma con architetture a 3 nanometri. E l’Occidente farebbe bene a proteggere questo scudo invisibile, che brilla al silicio invece che all’acciaio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Conclusione?</strong><br />
La prossima guerra mondiale potrebbe iniziare non con un bombardamento, ma con un’interruzione nella catena di fornitura dei semiconduttori. Il bottone rosso sarà probabilmente touch screen. E chi comanda la fabbrica, comanda il mondo.</p>
<div id="attachment_104339" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-104339" class="size-medium wp-image-104339" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Giuseppe-Arno-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Giuseppe-Arno-300x227.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Giuseppe-Arno-585x443.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Giuseppe-Arno.jpg 740w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-104339" class="wp-caption-text">Giuseppe Arnò</p></div>
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		<title>ANDREOTTI DOCET</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 18:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Nancy Pelosi]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Raffaele Romano La visita di martedì per mostrare solidarietà a Taiwan da parte della presidente della Camera Nancy Pelosi e i motivi dell’attrito fra Usa e Cina  rivisti alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/08/06/andreotti-docet/">ANDREOTTI DOCET</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5A593F1D-8F8C-4A56-ACA2-B8A5A08F52C2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>di Raffaele Romano</p>
<p>La visita di martedì per mostrare solidarietà a Taiwan da parte della presidente della Camera Nancy Pelosi e i motivi dell’attrito fra Usa e Cina  rivisti alla luce di  una proverbiale frase di Giulio Andreotti, che oggi suonerebbe leggermente diversa…L’analisi geopolitica  di Raffaele Romano</p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
Pochi giorni fa mi sono ritrovato, mentre cliccavo su Whatsapp, in collegamento con l’al di là</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. C</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">osì per puro miracolo. Ad attendermi c’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">era L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ui, il Presidente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Giulio Andreotti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, che mi ha dato una tiratina d’orec</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">chi e, visto il putiferio scatenato dalla speaker della Camera degli Stati Uniti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nancy Pelosi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, mi ha chiesto di ritoccare un suo ormai datato pensiero</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e che ho riportato all’inizio e alla fine del mio ultimo libro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> La moltitudine di quanti che studiano le cose in America e sull’America hanno dato e continuano a dare un’interpretazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> quasi sempre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> totalmente errata degli Stati Uniti</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">ovvero di una grande potenza compatta e monolite all’interno e all’esterno. Invece diversi anni fa il Presidente Andreotti </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">che li conosceva molto bene </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">così si espresse al riguardo: “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La CIA è una cosa, il dipartimento di Stato un’altra, la DIA un’altra ancora e la Casa Bianca sta per </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">proprio conto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fotografò</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, in tal modo, una nazione fortissima ma con varie correnti e gestione del “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">potere tout court</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. Ed è su questo che il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Presidente era adirato e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> mi ha chiesto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la cortesia di riformulare, su sua specifica autorizzazione, la sua precedente affermazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in un’altra più</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> aggiornata: “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La CIA è una cosa, il dipartimento di Stato un’altra, la DIA un’altra ancora, la Casa Bianca sta per proprio conto e la Camera dei Rappresentanti vola</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">In un mio recentissimo articolo avevo ricordato a quanti si fermavano alle apparenze dello scontro fra Cina e USA che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Taiwan è una delle più forti economie del mondo ed è la patria della produzione degli ormai indispensabili </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ed insostituibili </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sem</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">iconduttori. Infatti la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tsmc </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Taiwan Semiconductor Manufacturing Company</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">) ne è la prima espressione. Dai dati del secondo trimestre del 2022 si evidenzia come questa compagnia, da sola, produca il 52,9% dell’intero fabbisogno del mercato mondiale. Circa due miliardi e mezzo di persone al mondo, insomma, utilizzano ogni giorno prodotti con dentro i semiconduttori da lei prodotti a Taiwan.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Per cui indag</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ando ho scoperto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che la Tsmc sta costruendo un grande  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">impianto per la produzion</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e di chip su un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">terreno di 1129 acri</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> pari a circa </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">460 ettari</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nello Stato dell’Arizona</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">un investimento americano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">12 miliardi di dollari</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">In più la Camera dei Rappresentanti ha approvato una legge di recente che non consentirà alla Tsmc di poter esportare quanto prod</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">otto in Arizona per molti anni e s</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">econdo i rappresentanti di TSM</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">C, la nuova struttura</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dovrebbe essere operativa entro il 2024</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">con oltre 2.000 tecnici al lavoro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Cosa costruirà la Tsmc in Arizona? Semplice, l’ultima rivoluzione: </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">microchip sotto i 5 nanometri. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Con questo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> microchip </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">le aziende produttrici</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di smartpho</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ne e di tecnologia in senso ampio avranno a disposizione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">una maggiore scelta in termini di potenza, efficienza e costi.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ecco un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> degli altri motivi di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">vera guerra</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” fra </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">gli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">USA e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Cina.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nel 1972 il tanto vituperato presidente repubblicano Nixon aprì alla Cina con un’idea di fondo efficace e valida: staccare la Cina dalla sua rivale per antonomasia dell’epoca: l’URSS. Tale operazione riuscì perfettamente perché ha consentito di isolare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> per decenni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, sempre più l’attuale Russia, e contrapporle Pechino. La probabile errata valutazione fatta </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">oggi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dalla Casa Bianca è</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> stata quella di contrattaccare </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la Russia, tramite l’Ucraina, ma senza avere prima tentato di staccare Pechino da Mosca. Quindi oggi le ha fatte alleare sempre più con un particolare aspetto negativo: la Russia ne uscirà indebolita e dipenderà sempre più dalla Cina. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se si aggiunge l’estroso show della Pelosi criticato anche da autorevoli media USA mentre in Italia tuti a celebrare la bravata della Pelosi dimostra quanta incompetenza mista ad un infantilismo pericoloso possono procurare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> al nostro Paese</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Infatti </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Una politica estera di successo combina principi alti con una prassi intelligente e tempestiva</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ha scritto il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Washington Post</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">La visita di martedì per mostrare solidarietà a Taiwan da parte della presidente della Camera Nancy Pelosi ha dimostrato la prima cosa, ma non la seconda. La prevedibile reazione della Cina, che considera Taiwan una provincia ribelle, è in corso […] Il presidente Biden deve limitare i danni a breve termine e contrastare un probabile aumento della pressione cin</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ese a lungo termine su Taiwan</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. Il Post ha aggiunto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di condividere le ragioni ideali della Pelos</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i riguardo a Taiwan e alla Cina ma</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">“Quello che non comprendiamo è la sua insistenza nel dimostrare il suo sostegno in questo modo e in questo momento, nonostante gli avvertimenti – di un presidente del suo stesso partito – con la situazione geopolitica che è già alquanto instabile. Per quanto la Pelosi, a 82 anni, possa desiderare un gesto eclatante durante il mandato come speaker – prima che si chiuda per la probabile vittoria del GOP a novembre – andare a Taiwan ora, mentre il presidente cinese Xi Jinping sta organizzando il suo terzo mandato, era poco saggio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dalla lucida analisi del quotidiano s</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tatunitense alcuni nostri impreparati</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> rappresentanti dovrebbero apprendere il significato </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e la differenza </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fra </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il concetto di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">lealtà </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e quello di fedeltà</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il primo afferisce alla sfera umana e che all’amico alleato dice OK quando è d’accordo con lui, ma dice NO quando non lo è. Mentre il secondo invece, quello preferito dai nostri cari incompetenti, è quello che afferisce la sfera animale che segue il padrone anche se lo conduce in un burrone.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nsomma, come dicono i miei amici messicani, da </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">hombre vertical!</span></span></p>
<p class="s3">
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		<title>Crisi dopo crisi, il futuro del mondo si fa sempre più cupo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 06:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[kosovo]]></category>
		<category><![CDATA[Russia Serbia]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="382" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-300x138.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-768x354.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-585x270.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>di Raffaele Romano Dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Kosovo, passando per Taiwan e recessione USA: tanti i fronti irrisolti Gravi nubi si addensano sull’orizzonte mondiale. Dopo la pandemia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="828" height="382" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-300x138.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-768x354.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/67FEC4C6-D4E2-4734-A92F-551F383AA4C5-585x270.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p><ul>
<li><i><strong>di Raffaele Romano</strong></i></li>
</ul>
<p class="jeg_post_subtitle"><span style="font-weight: normal;"><i>Dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Kosovo, passando per Taiwan e recessione USA: tanti i fronti irrisolti</i></span></p>
<p>Gravi nubi si addensano sull’orizzonte mondiale. Dopo la pandemia da Covid-19 è stata la volta dell’invasione russa dell’Ucraina, mentre pochi giorni fa il governo del <strong>Kosovo</strong> ha deciso di rimandare di 30 giorni l’introduzione di un obbligo che impone l’utilizzo di targhe per le auto kosovare al posto di quelle serbe.</p>
<p>La misura era entrata in vigore a mezzanotte dal 1° agosto ma il giorno prima erano scoppiati disordini che avevano convinto il premier <strong>Albin Kurti</strong> a posticipare il piano al primo settembre, ribadendo comunque che l’obbligo verrà applicato. La prima conseguenza è stata che la Russia di Putin ha preso posizione a favore dell’antico alleato serbo, mentre l’Unione europea si è mossa sul piano opposto.</p>
<p>Il rapporto tra Pristina e Belgrado è sempre stato storicamente molto difficile e complicato. Alla fine della Seconda guerra mondiale il Kosovo, con una forte componente etnica albanese, divenne una provincia della Serbia all’interno della Jugoslava. Quando alla fine degli anni ’80 in Serbia prese il potere <strong>Slobodan Milosevic</strong>, il Kosovo venne posto sotto il governo diretto di Belgrado.</p>
<p>Anche qui, come in Ucraina, altro fuoco sotto la cenere in Europa. Infatti il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia nel 2008 ed ha ottenuto il riconoscimento da circa 100 Paesi, tra cui 22 dei 27 Stati membri dell’Unione europea (compresa l’Italia). Senza dimenticare, anzi evidenziando, che l’indipendenza non l’hanno riconosciuta la Serbia e i suoi storici alleati la Russia e la Cina, che hanno sinora impedito al Kosovo di entrare nelle <strong>Nazioni Unite</strong>.</p>
<p>Terzo focolaio, ancor più pericoloso, è scoppiato a <strong>Taiwan</strong> l’antica Formosa. Taiwan è una delle più forti economie del mondo ed è la patria della produzione degli ormai indispensabili semiconduttori. Infatti la società <strong>Tsmc</strong> (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) ne è la prima espressione. Dai dati del secondo trimestre del 2022 si evidenzia come questa compagnia, da sola, produca il 52,9% dell’intero fabbisogno del mercato mondiale. Circa due miliardi e mezzo di persone al mondo, insomma, utilizzano ogni giorno prodotti con dentro i semiconduttori da lei prodotti a Taiwan.</p>
<p>Nel frattempo, una fortissima inflazione su scala mondiale ha costretto la BCE e la FED ad alzare i tassi per tentare di frenarla. La Federal Reserve con l’aumento della settimana scorsa ha portato il tasso di interesse al <strong>2,25-2,5%</strong>, secondo innalzamento di 3/4 di punto in appena 40 giorni. Powell ha ricordato che la Fed ha a disposizione tutti gli strumenti e la determinazione per far tornare alla stabilità i prezzi.</p>
<p>Tuttavia, queste decisioni stanno contribuendo però a creare nuove problematiche che, senza accorgercene, hanno fatto entrare gli Stati Uniti in una recessione tecnica. Quest’ultimo fenomeno si verifica quando il prodotto interno lordo fa segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi, mentre la recessione economica si ha quando si è in presenza di una variazione negativa del Pil “<strong>tendenziale</strong>”, cioè rispetto all’anno precedente. La situazione negativa negli USA potrebbe avere effetti disastrosi per l’economia globale, che risentirebbe enormemente di una eventuale <strong>recessione americana</strong>.</p>
<p>A settembre c’è la forte possibilità che la Fed statunitense possa di nuovo procedere ad un aumento del tasso superiore a quello della settimana appena trascorsa, e che alla fine del 2022 si potrebbe addirittura raggiungere un livello dei tassi intorno al <strong>3-3,5%. </strong>Dal canto suo, Biden ha lanciato un piano da <strong>369 miliardi di dollari</strong> che dovrebbe rallentare in particolare i prezzi dell’energia e dei farmaci, intento opportuno ma che potrebbe avere effetti sia sull’inflazione che sulla recessione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>photocover: Pixabay</p>
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