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	<title>Walter Eddie Cosina e Claudio Traina Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Walter Eddie Cosina e Claudio Traina Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La memoria che ci impedisce di fuggire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 12:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[19 luglio Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Loi]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[strage di via D’Amelio]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Li Muli]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Eddie Cosina e Claudio Traina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Walter Eddie Cosina. Claudio Traina. Prima ancora che nomi da ricordare, sono vite che continuano a chiedere a ciascuno di noi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/19/la-memoria-che-ci-impedisce-di-fuggire/">La memoria che ci impedisce di fuggire</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Walter Eddie Cosina. Claudio Traina. Prima ancora che nomi da ricordare, sono vite che continuano a chiedere a ciascuno di noi di non fuggire davanti alle responsabilità della propria coscienza</em></p>
<header class="pip-editoriale-header">
<div class="pip-kicker"><span style="letter-spacing: 0px;"> </span><span style="font-family: Raleway, sans-serif; font-size: 24px; font-weight: bold; letter-spacing: 0px;"> </span><span style="font-weight: bold; letter-spacing: 0px;">di Francesco Mazzarella </span></div>
</header>
<p class="pip-dropcap">Ci sono parole che raccontano il nostro tempo.</p>
<div class="pip-word-box">
<p>Velocità.</p>
<p>Prestazione.</p>
<p>Efficienza.</p>
<p>Sicurezza.</p>
</div>
<p>E poi ce n’è una che, forse più di tutte, sembra guidare molte delle nostre scelte senza che ce ne accorgiamo.</p>
<p><strong>Evitare.</strong></p>
<p>Evitare un conflitto.</p>
<p>Evitare una responsabilità.</p>
<p>Evitare una scelta difficile.</p>
<p>Evitare una verità che potrebbe metterci in discussione.</p>
<p>Evitare una relazione quando diventa faticosa.</p>
<p>Evitare tutto ciò che ci espone, che ci rende vulnerabili, che ci obbliga a prendere posizione.</p>
<p>È umano.</p>
<p>La paura appartiene alla vita di ciascuno di noi.</p>
<p>Il problema nasce quando non è più la nostra coscienza a guidare le scelte, ma la paura.</p>
<p>Per questo il 19 luglio non dovrebbe essere soltanto una data da ricordare.</p>
<p>Dovrebbe diventare una domanda.</p>
<div class="pip-question">Che cosa siamo disposti ad abitare pur di non tradire ciò in cui crediamo?</div>
<h2 class="pip-section-title">Sei vite, non una formula</h2>
<p>Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo, un’autobomba uccise il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della Polizia di Stato che avevano il compito di proteggerlo.</p>
<div class="pip-names">
<p>Paolo Borsellino.</p>
<p>Agostino Catalano.</p>
<p>Emanuela Loi.</p>
<p>Vincenzo Li Muli.</p>
<p>Walter Eddie Cosina.</p>
<p>Claudio Traina.</p>
</div>
<p>Li ricordiamo spesso attraverso l’espressione «Paolo Borsellino e la sua scorta».</p>
<p>È una definizione corretta.</p>
<p>Ma non è sufficiente.</p>
<p>Perché quelle cinque persone non erano uno sfondo, una funzione o una presenza indistinta.</p>
<p>Erano uomini e una donna.</p>
<p>Avevano famiglie, affetti, progetti, responsabilità e paure.</p>
<p>Conoscevano il rischio che stavano vivendo.</p>
<p>Eppure continuarono a svolgere il proprio dovere.</p>
<p>Non perché fossero incoscienti.</p>
<p>Non perché cercassero il pericolo.</p>
<p>Ma perché avevano scelto di non lasciare che fosse la paura a decidere al loro posto.</p>
<div class="pip-callout">Non morirono perché cercavano il rischio. Morirono mentre abitavano la responsabilità che avevano scelto di assumere.</div>
<h2 class="pip-section-title">Abitare il rischio</h2>
<p>Ed è qui che la loro storia smette di appartenere soltanto alla lotta contro la mafia.</p>
<p>Diventa una domanda rivolta a ciascuno di noi.</p>
<p>Oggi quasi nessuno è chiamato ad affrontare il rischio che affrontarono Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.</p>
<p>Sarebbe ingiusto e retorico paragonare le nostre difficoltà quotidiane alla minaccia concreta che accompagnava le loro vite.</p>
<p>Ma ciascuno di noi incontra situazioni nelle quali deve scegliere se abitare una responsabilità oppure fuggirla.</p>
<div class="pip-risk-list">
<ul>
<li>Il rischio di dire una verità che potrebbe costarci qualcosa.</li>
<li>Il rischio di denunciare un’ingiustizia.</li>
<li>Il rischio di educare senza scegliere la strada più facile.</li>
<li>Il rischio di restare fedeli ai propri valori quando sarebbe più conveniente voltarsi dall’altra parte.</li>
<li>Il rischio di costruire relazioni autentiche invece di rifugiarsi nell’indifferenza.</li>
<li>Il rischio di servire il bene comune anche quando nessuno applaude.</li>
</ul>
</div>
<p>Abitare il rischio non significa cercare il pericolo.</p>
<p>Non significa esaltare il sacrificio o negare il valore della prudenza.</p>
<p>Significa non permettere che la ricerca della sicurezza diventi una rinuncia alla verità, alla responsabilità e alla propria coscienza.</p>
<h2 class="pip-section-title">La cultura della paura</h2>
<p>La mafia, prima ancora di essere un’organizzazione criminale, è anche una cultura della paura.</p>
<p>Vive del silenzio.</p>
<p>Cresce nell’indifferenza.</p>
<p>Si rafforza quando le persone rinunciano a parlare, a denunciare, a scegliere e a esporsi.</p>
<p>Per questo la legalità non nasce soltanto nelle aule dei tribunali.</p>
<p>Nasce nelle coscienze.</p>
<p>Nasce ogni volta che qualcuno decide di non vendere la propria libertà per un po’ di tranquillità.</p>
<p>Nasce quando un cittadino rifiuta un favore illegittimo.</p>
<p>Quando un imprenditore denuncia una richiesta estorsiva.</p>
<p>Quando un dipendente non accetta una pratica scorretta.</p>
<p>Quando un educatore insegna che il rispetto delle regole non è debolezza, ma protezione della dignità di tutti.</p>
<p>Quando una comunità sceglie di non lasciare solo chi ha avuto il coraggio di parlare.</p>
<div class="pip-callout">Una società non perde la propria libertà soltanto quando il male diventa più forte. La perde quando le persone perbene smettono di abitare il rischio della responsabilità.</div>
<h2 class="pip-section-title">Il rischio di trasformarli in eroi irraggiungibili</h2>
<p>Ricordare queste sei vite non significa trasformarle in figure lontane, immobili e irraggiungibili.</p>
<p>L’eroismo, quando viene collocato troppo in alto, rischia di diventare una giustificazione per la nostra immobilità.</p>
<p>Ci convince che quelle scelte appartengano soltanto a persone straordinarie e che, proprio per questo, non abbiano nulla da chiedere alla nostra vita.</p>
<p>Ma la loro testimonianza ci riguarda.</p>
<p>Non perché tutti siamo chiamati agli stessi gesti.</p>
<p>Non perché ogni scelta quotidiana possa essere paragonata al rischio che essi affrontarono.</p>
<p>Ci riguarda perché tutti siamo chiamati a scegliere se lasciare che sia la paura o la coscienza a indicare la direzione.</p>
<h2 class="pip-section-title">La memoria come scelta presente</h2>
<p>La memoria, allora, non è un esercizio rivolto soltanto al passato.</p>
<p>È una responsabilità che riguarda il presente.</p>
<p>Una corona di fiori, un minuto di silenzio, una fotografia o una commemorazione hanno valore se ci aiutano a riconoscere la domanda che quelle vite continuano a rivolgerci.</p>
<div class="pip-question">Qual è il rischio che oggi sto evitando per paura di assumermi una responsabilità?</div>
<p>Forse il modo più autentico per onorare Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina non è limitarsi a deporre un fiore o condividere una loro fotografia.</p>
<p>È scegliere, nelle nostre vite, di non lasciare che sia la paura a decidere chi vogliamo essere.</p>
<p>Di non fuggire ogni volta che la verità costa.</p>
<p>Di non arretrare quando il bene comune chiede il nostro contributo.</p>
<p>Di non lasciare solo chi si espone per difendere la legalità, la dignità e la giustizia.</p>
<div class="pip-final">
<p>Il coraggio non consiste nel non avere paura.</p>
<p>Consiste nel decidere che esiste qualcosa che vale più della paura stessa.</p>
<p>È questa la memoria che non ci permette di celebrare e poi fuggire.</p>
<p>La memoria che ci chiede di restare davanti alle cose difficili e di abitare, ogni giorno, il rischio della responsabilità.</p>
</div>
<div class="pip-note"><strong>Nota redazionale:</strong> questo testo è un editoriale di riflessione civile. I riferimenti alla strage di via D’Amelio, alla data e alle persone uccise sono distinti dalle valutazioni dell’autore sul significato contemporaneo della memoria, del coraggio e della responsabilità. L’espressione «abitare il rischio» non intende esaltare il pericolo o il sacrificio, ma indicare la scelta di non sottrarsi alle proprie responsabilità per paura o convenienza.</div>
<section class="pip-sources">
<h3>FONTI UFFICIALI</h3>
<ul>
<li>Polizia di Stato, ricordo della strage di via D’Amelio e dei cinque poliziotti uccisi insieme a Paolo Borsellino: <a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/la-polizia-ricorda-i-caduti-della-strage-di-via-d-amelio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poliziadistato.it</a></li>
<li>Polizia di Stato, ricostruzione della strage del 19 luglio 1992 e memoria delle vittime: <a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/via-d-amelio--una-strage-mai-dimenticata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poliziadistato.it</a></li>
<li>Senato della Repubblica, ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina: <a href="https://www.senato.it/presidente/discorsi/ricordo-di-paolo-borsellino-e-degli-agenti-della-scorta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">senato.it</a></li>
<li>Presidenza della Repubblica, dichiarazione del Presidente della Repubblica in memoria delle vittime della strage di via D’Amelio:<a href="https://www.quirinale.it/elementi/59130" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quirinale.it</a></li>
</ul>
</section>
<div class="pip-copyright">@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/19/la-memoria-che-ci-impedisce-di-fuggire/">La memoria che ci impedisce di fuggire</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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