Torino, 11 giu. (Adnkronos Salute) – “La presenza del medico di medicina generale nella CaNBonsa di comunità può essere anche intesa come collegamento funzionale attraverso strumenti di telemedicina e l’ingaggio nei percorsi condivisi di cura e assistenza del cittadino. Le Case di comunità garantiscono sanità territoriale anche senza la presenza fisica del medico di medicina generale, purché sia collegato funzionalmente rispetto ai percorsi”. Lo ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, all’Adnkronos Salute intervenendo in merito alle indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbe stata ritirata l’ipotesi di riforma della medicina territoriale, a margine del convegno Aiic-Associazione italiana ingegneria clinica, in corso a Torino
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