Roma, (Adnkronos Salute) – Dopo l’estate, il periodo di calo delle donazioni, c’è la necessità di sacche di sangue negli ospedali. Sono tre i requisiti fondamentali per iniziare a donare: un’età compresa tra i 18 e 60 anni; un peso corporeo superiore a 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. Lo ricorda l’Avis Roma che poi smentisce il falso mito della donazione a digiuno completo e raccomanda una corretta preparazione alimentare. Ma ogni quanto si può donare? Cosa fare e cosa non fare prima della donazione: È consigliato fare colazione prima della donazione. La colazione deve essere leggera e può essere a base di: thè, caffè, succo di frutta o spremuta poco zuccherata, 2 fette biscottate con marmellata poco zuccherata, qualche biscotto secco. È invece assolutamente vietata l’assunzione di latte e derivati. È sconsigliato il digiuno completo.Dopo la donazione: una buona colazione, che può andare dal mangiare cornetti, dolci o anche salato (nessun divieto). Altri suggerimenti: non portare pesi con il braccio della donazione per evitare un potenziale ematoma.Cosa non fare durante la giornata: nessuna attività fisica (o sport intenso), nessuno sforzo (no lavori particolarmente pesanti); Non fumare nelle due ore successive; non è necessario nutrirsi più del solito. È preferibile un pasto leggero, facilmente digeribile e assumere molti liquidi (non alcolici).Ogni quanto si può donare: l’intervallo di tempo minimo fra due donazioni di sangue intero è di 90 giorni; uomini e donne non in età fertile: fino a 4 volte all’anno; donne in età fertile: fino a 2 volte all’anno (con un intervallo minimo di 180 giorni consigliato o 90 giorni a seconda delle valutazioni mediche locali. Per la donazione di soli componenti (plasma o piastrine), gli intervalli e i limiti annuali variano in base al protocollo medico e al tipo di aferesi, ma consentono una maggiore frequenza (fino a 6 volte o più all’anno in base al giudizio clinico). Esclusione definitiva: positività ad epatiti B/C, Hiv, sifilide; patologie croniche severe (malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino dipendente, epilessia, malattie autoimmuni); alcolismo cronico o uso di sostanze stupefacenti.L’Avis Roma sottolinea infine “che la legge tutela il donatore dipendente garantendo il diritto a una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita (la retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale tramite Inps)”.
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