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Torna la Giornata Nazionale dei locali storici d’Italia

Redazione

Dalla Torino sabauda alla Napoli borbonica, dalla Venezia dei Dogi alla Sicilia dei Florio, la Sesta Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia è un invito a scoprire l’eredità e l’identità di quella storia d’Italia che lega per sempre il passato e il futuro del nostro Paese attraverso due filoni inseparabili: le grandi casate nobiliari e i luoghi che hanno custodito la memoria della loro grandezza, a partire proprio dai Locali Storici d’Italia

Promossa dall’Associazione Nazionale Locali Storici d’Italia, si svolgerà sabato 3 ottobre in tutta Italia la sesta Giornata Nazionale dei Locali Storici. Si apriranno le porte alle visite guidate, alle degustazioni, e al racconto di storie e aneddoti che entrano a pieno titolo nella storia d’Italia, spesso anche con la storia d’Europa.

Cultura, storia, bellezza e arte, eleganza e gusto, passione e gesti antichi e moderni. Da una sala da tè al bancone per l’aperitivo, dalla confetteria alla cioccolateria, dalla pasticceria al ristorante, dalla liquoreria all’antica osteria, agli hotel che hanno ospitato illustri personaggi della storia con le loro storie rimaste a lungo segrete e che ancora oggi si sussurrano.

I Locali Storici d’Italia, tra caffè letterari, cenacoli artistici, giacimenti gastronomici e mondi preziosi ed esclusivi, sono tornati ad essere tra i luoghi più amati dagli italiani e dai viaggiatori di tutto il mondo, che li visitano al pari dei musei quali monumenti al gusto, al piacere e all’ospitalità tutta italiana.

Come tutti gli anni la Giornata Nazionale si svolge sempre il primo sabato di ottobre ed è l’occasione per aprire una pagina speciale che racconti l’identità dei locali.

L’edizione 2026 è dedicata all’eleganza e a quei tratti storici dell’aristocrazia che diedero in tempi anche diversi un impulso speciale al fiorire di tanti nuovi locali.

Non c’è una sola epoca, o una precisa geografia, a segnare la nascita dei locali storici d’Italia. Tra i duecento locali storici che fanno parte dell’Associazione ci sono locali come L’Hotel Cavalletto e Doge Orseolo di Venezia nato nel 1200, la Locanda del Cerriglio di Napoli del 1288 o l’Antica Locanda Mincio, di Valeggio sul Mincio, del 1407, o quelli più recenti come la Pensione America di Forte dei Marmi nata nel 1922, ma è importante osservare come molti locali in città come Torino, Napoli, Venezia, Palermo, siano tra gli esempi che segnano una geografia e un tempo dove la nascita dei locali è costante, e questo è riferibile ad una temporalità che coincide con la vita delle case reali e nobiliari. Dalla Torino sabauda alla Napoli borbonica, dalla Venezia dei Dogi alla Sicilia dell’aristocrazia feudataria e dei Florio, c’è un’identità che vede come città e territori in alcuni periodi abbiano dato un forte impulso al fiorire dei locali storici.

Tra il fruscio delle preziose sete di principi e principesse, duchi e ambasciatori, dame e cavalieri, i locali storici erano veri e propri prolungamenti delle dimore nobiliari dove si gustava il piacere della vita e si discuteva di politica e di affari.

Per raccontare questa preziosa parte di storia l’Associazione, che ad ogni anno nomina un nuovo Ambasciatore, ha rivolto l’invito quali Ambasciatori Ufficiali per il 2026-2027 ai Principi Guglielmo e Vittoria Giovanelli Marconi, che hanno accettato con grande entusiasmo di rappresentare per questa edizione i locali storici d’Italia. Il Principe Guglielmo, nipote del Nobel Guglielmo Marconi, condivide con i locali storici alcuni passaggi importanti della vita del nonno che videro alcuni locali storici come scenari anche dei suoi esperimenti più importanti.

In questo 3 ottobre 2026 la Sesta Giornata Nazionale dei Locali Storici è costruita sui ricordi ma protesa verso il domani, il nostro Paese racconta il suo passato e il suo futuro attraverso due filoni inseparabili: le grandi casate nobiliari e i luoghi che hanno custodito la memoria della loro grandezza, a partire proprio dai Locali Storici d’Italia. Le più importanti famiglie nobili italiane, infatti, hanno scritto i contorni di città e regioni, intrecciando destini e alleanze tra alberghi e caffè. E proprio i Locali Storici d’Italia rappresentano una mappa di questi luoghi, dove la memoria non resta incastonata in una lapide ma respira tra le stanze, i saloni e le terrazze che hanno superato epoche diverse arrivando intatte fino ad oggi.

Prendiamo, ad esempio, una perla della Liguria come il Grand Hotel Miramare di Santa Margherita,luogo nel quale realizzò uno dei suoi più importanti esperimenti Guglielmo Marconi. Dalla terrazza panoramica del Miramare, nel 1933, lo scienziato trasmise per la prima volta nel mondo segnali radio-telegrafici e radio-telefonici su una distanza di 150 chilometri, facendo di questo albergo uno dei luoghi legati alla storia delle telecomunicazioni. Ma la memoria di Marconi non si è fermata a quell’esperimento, perché vive ancora oggi nella suite 105 del Grand Hotel, che porta ancora oggi il nome del grande scienziato italiano e che ospita regolarmente la figlia, la principessa Elettra Giovannelli e il nipote Guglielmo, elemento che contribuisce a mantenere vivo tutt’oggi il legame storico tra la famiglia Marconi e l’hotel.

Con questa Giornata, infatti, celebriamo come i Locali Storici d’Italia possano offrire al mondo una riflessione sull’eredità e sui legami tra i personaggi illustri e i luoghi che li hanno resi eterni. Pensiamo soltanto all’esempio di Casa Savoia, una delle famiglie che hanno maggiormente plasmato sia la scena italiana sia i Locali Storici. Pensiamo al Mulassano o al Bicerin, caffè torinesi dove i membri della famiglia reale erano clienti abituali, ma anche alla Confetteria Mucci di Andria e al Grand Hotel & La Pace di Montecatini Terme, frequentato anche da importantissime famiglie nobiliari straniere. Qui, infatti, soggiornarono tra gli altri i Duchi di Windsor, lo scià di Persia, il principe Ranieri III di Monaco e la principessa Grace Kelly.

E così, tra le famiglie che hanno plasmato la scena internazionale e i Locali Storici italiani che ne hanno custodito la presenza, si intreccia una vicenda unica: quella di un Paese capace di ricordare, trasmettere e reinventare sé stesso attraverso il dialogo tra ascendenti illustri e luoghi carichi di storia. La Grapperia Nardini di Bassano del Grappa, ad esempio, conserva intatto ancora oggi il ricordo della visita della Regina Madre d’Inghilterra, che il 27 maggio 1987 si fermò in questo storico locale per bere una grappa e firmò il libro degli ospiti come “Elizabeth R.”. Alla Pasticceria Sandri di Perugia, invece, si racconta ancora la visita di re Gustavo di Svezia, che negli anni Sessanta entrò nel locale, consumò caffè e brioche e riportò personalmente tazza e piattino al banco.

Perché questo sono ancora oggi i Locali Storici d’Italia: non semplici alberghi, ristoranti, caffè o confetterie, ma veri e propri testimoni silenziosi dei sontuosi ricevimenti e delle semplici colazioni che ancora oggi uniscono indissolubilmente tradizione e modernità.

L’Associazione Locali Storici d’Italia riunisce circa 200 tra i più significativi caffè, ristoranti e alberghi del Paese, tutti accomunati da una lunga storia documentata, da ambienti originali conservati e da un legame diretto con personaggi o eventi che hanno segnato la cultura e la società italiane.

La partecipazione agli eventi promossi varia da locale a locale: sul sito dell’Associazione dei Locali Storici (www.localistorici.it) si può consultare il programma aggiornato, i locali aderenti, le regioni coinvolte e le iniziative previste.

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