Una ricerca del Tow-Knight Center analizza come l’intelligenza artificiale stia trasformando il sistema dell’informazione, tra personalizzazione delle notizie, nuove sfide per le redazioni e opportunità per il futuro del giornalismo.
Il Tow-Knight Center for Journalism Futures della Craig Newmark Graduate School of Journalism ha pubblicato una ricerca sui possibili sviluppi del giornalismo nei prossimi anni.
La tesi alla base della ricerca è che l’Intelligenza Artificiale (IA) non sta solo introducendo un nuovo mezzo per distribuire notizie. Secondo gli autori, sta modificando l’intero sistema dell’informazione.
Viene evidenziato come ci si stia spostando sempre più verso un’informazione personalizzata. Gli utenti infatti si rivolgono sempre più spesso verso un’IA per ricevere notizie.
Una “torta a tre strati”
È così che viene chiamata la tesi centrale della ricerca, secondo cui il futuro dell’ecosistema dell’informazione è diviso su tre livelli:
- Il livello di consumo, ovvero che cosa vogliono sapere le persone. È il livello più vicino all’utente e “possedere” questa relazione sarà uno dei punti focali dell’era IA.
- Il livello della sintesi, dove l’IA svolge quasi un lavoro editoriale nel raccogliere le informazioni e poi scegliere come presentarle.
- Il livello della creazione, che comprende le redazioni, i giornalisti e, in generale, la produzione di contenuti. Ma è anche il settore più a rischio, avendo l’IA la capacità di generare informazione mettendo insieme pezzi provenienti da diversi articoli.
Pro e contro dell’informazione personalizzata
Come viene evidenziato nel rapporto, si è passati da un’economia di attenzione(attention economy), dove si cercava di attirare l’interesse del pubblico, a un’economia di intenzione (intention economy), dove si cerca di capire cosa cerca il pubblico.
L’informazione personalizzata che si viene a creare diventa più capillare e migliora l’accesso a notizie più specifiche che il giornalismo tradizionale avrebbe potuto ignorare.
Dall’altro canto, si potrebbe creare una “filter bubble” individuale tale che potrebbe diventare sempre più difficile avere una base comune di fatti e conoscenze, frammentando la verità di una notizia.
Quattro soluzioni per le redazioni
Il rapporto propone delle soluzioni per adattarsi a questa nuova era del giornalismo:
- Creare un arcipelago di fiducia, ovvero creare una rete di contenuti cosiddetti unsummarizable per cui il valore del contenuto sta nella sua fruizione, come ad esempio un podcast, un’intervista oppure un reportage.
- Diventare il custode dei bisogni informativi di una determinata comunità, raccogliendo e selezionando notizie per il proprio target, aiutandolo a trovare ciò che gli serve.
- Una variante del punto precedente è adottare un modello iperlocale o specialistico per cui il valore delle notizie sta nella conoscenza del contesto sociale o del settore scelto, dato che un’IA difficilmente potrebbe sapere cosa è importante per una comunità.
- Diventare un “wholesale supplier” ovvero un fornitore all’ingrosso di informazioni, che anziché pubblicare per “l’attenzione umana”, si concentra nel produrre informazioni affidabili destinate anche a utenti IA.
Articolo di E.M.
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