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“Origine”: la pittura di Madalena Negrone alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Redazione

L’opera dell’artista entra nella collezione permanente della GNAMC. Fino all’11 ottobre, un percorso espositivo ripercorre dieci anni di ricerca tra Genova e New York, nel segno di “Human Made”.


16 settembre – 11 ottobre 2026

CERIMONIA DI PRESENTAZIONE

Mercoledì 16 settembre 2026

Ore 18.00: Conferenza Stampa Sala delle Colonne

Ore 19.00: Inaugurazione della mostra – Sala 9

 Origine è il titolo dell’opera di Madalena Negrone, olio su tela, 160 x 180 cm, che entra a far parte delle collezioni permanenti della GNAMC. In occasione della cerimonia di presentazione della donazione, il Museo esporrà sette opere che sintetizzano il percorso di ricerca dell’artista negli ultimi dieci anni tra Genova e New York.

Mercoledì 16 settembre 2026, alle 18.00 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta Origine (2025) di Madalena Negrone, olio su tela, 160 x 180 cm, che entra a far parte della collezione permanente del Museo tramite donazione alla GNAMC. Origine sarà affiancata da altre quattro opere, che restituiscono alcuni dei nuclei centrali della ricerca degli ultimi dieci anni dell’artista.

 Interverranno alla cerimonia Renata Cristina Mazzantini, Direttrice generale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi, che presenterà il lavoro dell’artista.

 Madalena Negrone (1982) è un’artista italiana. La sua ricerca nasce dall’incontro tra arte, scienza, movimento e metafisica. Originaria di Genova, città mediterranea caratterizzata dall’incontro di culture, architetture e percorsi differenti, l’artista porta nella propria pittura una sensibilità profondamente legata all’idea di relazione. Il gesto pittorico conserva una funzione centrale: le linee curve, i movimenti circolari e gli addensamenti di materia registrano l’azione fisica del dipingere e, insieme, evocano forze non direttamente visibili. La tela trattiene la memoria del movimento che l’ha generata, in una tensione tra materia e immateriale, ordine e trasformazione. Anche la formazione musicale contribuisce alla costruzione ritmica delle composizioni: ripetizione, pausa, variazione e contrappunto si traducono in rapporti tra forme, intensità e intervalli.

 In Origine, una fitta trama di segni turchesi e blu attraversa la tela come un organismo in continua trasformazione. Fili, nodi e vortici si intrecciano, mentre al centro sembra manifestarsi una forza generativa: qualcosa prende forma, si espande e contemporaneamente si dissolve. L’origine non è così rappresentata come un momento definito, ma come un processo continuo di nascita, relazione e trasformazione.

 Accanto a Origine saranno presentate Blue 5172, grande tela di cinque metri di larghezza, e le tre opere Egg — Green, Red, Yellow. Con la sua dimensione immersiva, Blue 5172 introduce il visitatore nello spazio mentale ed estetico di Negrone e nel sistema di forme, movimenti e relazioni che attraversa la sua pittura.
Una parte centrale della ricerca si sviluppa attorno alla serie
Entangled, nata dall’interesse, reinterpretato in chiave artistica, per l’entanglement, fenomeno della meccanica quantistica nel quale due o più particelle presentano correlazioni profonde anche quando sono separate nello spazio. Tale concetto è assunto dall’artista non come soggetto da illustrare, ma come principio poetico di interconnessione.

 Human Made

Da diversi anni, ben prima che le immagini generate dall’intelligenza artificiale entrassero nel dibattito quotidiano sull’arte, Madalena Negrone appone sul retro delle proprie opere la dichiarazione “Human Made — No Robots or AI involved”.

La formula, coniata dall’artista, e richiamata in un intervento tenutosi alle Nazioni Unite in occasione dell’high-level dialogue “Connecting Cultures in the Digital Era” il 21 maggio 2025, assume oggi un significato preciso. La complessità delle immagini, la proliferazione dei segni e le forme che sembrano svilupparsi autonomamente nello spazio possono evocare, a un primo sguardo, immagini prodotte attraverso processi digitali o generativi. Al contrario, ogni elemento nasce da un processo interamente manuale: gesto, tempo, sovrapposizione della materia, scelta e imprevedibilità dell’atto pittorico.

Human Made non è quindi una semplice dichiarazione contro la tecnologia, ma un’affermazione dell’origine umana dell’opera. In un momento in cui la produzione delle immagini può diventare istantanea e immateriale, Negrone rivendica la fisicità e il tempo della pittura. Il titolo Origine sembra così riguardare non soltanto la forza generativa della composizione, ma anche l’origine stessa dell’immagine, ricondotta alla presenza fisica dell’artista.

 Tra le esposizioni di Madalena Negrone, si ricordano la personale presso il Museo Arte e Scienza di Milano (2023); Forma 1 Più UNO alla Galleria Guidi di Genova (2024); Destiny vs. Will presso il Sotheby’s Institute of Art di New York (2024); Madalena Negrone meets Bruno Munari (2025); Luce, a Villa Arconati (2026) e Quantum Coherence a Parigi, organizzata dalla Tourné Gallery di New York.

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