Roma, 23 set. (Adnkronos Salute) – “Nei bambini le infezioni, soprattutto respiratorie, sono molto frequenti. La stragrande maggioranza sono di natura virale, quindi non è necessario utilizzare antibiotici, se non in alcuni casi selezionati. I sintomi, in rari casi, possono essere determinati da malattie più importanti. Da qui la scelta del pediatra di sottoporre il bambino ad una valutazione puntuale, come nel caso dell’asma bronchiale”. Lo afferma Francesco Chiarelli, direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale di Chieti e professore di Pediatria all’università degli studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti, intervenuto al convegno “Articolo 32: il diritto di respirare. Le sfide delle malattie respiratorie tra clinica e politiche sanitarie” promosso dal senatore di FdIMarco Scurria a Palazzo Giustiniani. L’evento è stato organizzato a pochi giorni dalla Giornata mondiale del polmone, in programma il 25 settembre.”I bambini allergici frequentemente hanno anche l’asma bronchiale. In questi casi, una valutazione precoce da parte dei centri pediatrici specializzati può individuare tempestivamente un bambino che ha un problema respiratorio e trattarlo in maniera puntuale e adeguata” conclude Chiarelli.
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