Protagonisti il Ministro Li Xiaoyong, UNIDO ITPO Beijing e Beijing Shang Innovation. Tra gli industriali Raimondo Grassi, Presidente di TEA Aerospace. Focus sulla Net Zero Valley in Puglia, sugli investimenti internazionali e sulle nuove opportunità di sviluppo industriale.
Bianco: «Dalle relazioni internazionali vogliamo far nascere investimenti, innovazione e nuove opportunità di lavoro per l’Italia».
ROMA, 6 novembre 2026 – Dalla diplomazia economica agli investimenti industriali, dall’intelligenza artificiale all’aerospazio, passando per la valorizzazione delle competenze e della ricerca universitaria. Si è concluso presso l’Antica Biblioteca della Link Campus University il Forum Internazionale Italia–Cina 2026, ideato e organizzato da Bianco Consulting, guidata dalla CEO Angelica Bianco, con l’obiettivo di presentare agli investitori cinesi le opportunità della ZES Unica italiana e costruire nuove prospettive di cooperazione economica, scientifica e industriale.
Dopo la giornata istituzionale del 5 novembre al Senato della Repubblica, su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi, il Forum ha riunito rappresentanti diplomatici, istituzioni, università, imprese e organizzazioni internazionali, favorendo un confronto sulle opportunità di investimento e sulle nuove filiere produttive.
Ad aprire i lavori della seconda giornata è stato Giovanni Mearelli, Amministratore Delegato della Link Campus University, che ha accolto i rappresentanti delle istituzioni, del mondo diplomatico e imprenditoriale, sottolineando il valore strategico della cooperazione internazionale e il ruolo dell’università quale punto d’incontro tra formazione, ricerca, innovazione e sviluppo economico.

Li Xiaoyong
Particolare rilievo ha assunto l’intervento del Ministro Li Xiaoyong, Vice Capo Missione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, che ha sottolineato le opportunità offerte dalla cooperazione economica, industriale e accademica tra i due Paesi, richiamando il confronto tra la ZES Unica italiana e il Porto Franco dell’isola di Hainan, due modelli orientati all’attrazione degli investimenti e alla semplificazione amministrativa.
«La ZES Unica italiana e il Porto Franco di Hainan, pur nelle loro differenti dimensioni e fasi di sviluppo, condividono una stessa filosofia: aprire, semplificare e attrarre investimenti. Queste esperienze possono offrire nuove opportunità di cooperazione tra le nostre imprese, favorendo scambi, innovazione e crescita condivisa. Altrettanto fondamentale è investire nell’istruzione e nella mobilità dei giovani, perché formare le nuove generazioni significa costruire il futuro delle relazioni tra Italia e Cina», ha evidenziato il Ministro Li Xiaoyong.
Il rappresentante diplomatico cinese ha inoltre richiamato l’importanza delle relazioni commerciali tra Cina ed Europa e le potenzialità di una cooperazione che sappia integrare investimenti, innovazione tecnologica e formazione. Particolare attenzione è stata dedicata anche al dialogo tra il sistema portuale italiano e il Porto Franco di Hainan, quale possibile terreno di collaborazione logistica, commerciale e industriale.
UNIDO ITPO BEIJING: INVESTIMENTI, INNOVAZIONE E OBIETTIVI ONU 2030
Centrale il contributo di Mengzhen Shi, rappresentante di UNIDO ITPO Beijing, Ufficio per la Promozione degli Investimenti e della Tecnologia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, in continuità con il contributo del Direttore Wang Xin nella giornata istituzionale al Senato.
Il confronto ha approfondito le opportunità di collegamento tra piattaforme industriali cinesi e territori della ZES Unica, con particolare attenzione alle energie rinnovabili, all’industria digitale, all’automotive, alle biotecnologie e all’agricoltura sostenibile, in coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
«La cooperazione industriale internazionale deve favorire investimenti sostenibili, innovazione e trasferimento tecnologico. Il dialogo tra imprese e istituzioni può contribuire a costruire partnership concrete e opportunità di sviluppo condiviso», ha evidenziato Mengzhen Shi.
A rafforzare il dialogo imprenditoriale Zhu Fangfang, Direttrice Generale di Beijing Shang Innovation Co., Ltd., che ha sottolineato: «La collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo accademico rappresenta una leva fondamentale per sviluppare progetti industriali e tecnologici tra Italia e Cina. Il nostro obiettivo è facilitare relazioni capaci di trasformarsi in iniziative concrete».
Gao Shuai, Presidente di ASECI – Associazione per lo Sviluppo Economico e Culturale Internazionale, ha richiamato il
valore delle collaborazioni già avviate tra i due Paesi e l’importanza di promuovere nuove opportunità economiche.
«Italia e Cina devono rafforzare una cooperazione fondata sulla fiducia, sulla reciprocità e su opportunità concrete di investimento. Come ASECI lavoriamo per costruire ponti tra imprese e istituzioni, valorizzando le potenzialità della ZES Unica e promuovendo nuove collaborazioni nei settori dell’innovazione, dell’energia sostenibile e dello sviluppo industriale», ha dichiarato Gao Shuai.
GRASSI (TEA AEROSPACE): «L’AEROSPAZIO PUÒ DIVENTARE UN MOTORE DI SVILUPPO PER LA ZES UNICA»
Di particolare rilievo l’intervento di Raimondo Carlo Maria Grassi, Presidente di TEA Aerospace, holding di riferimento di ASE Aerospace Electrical Systems, e Presidente della Commissione Energia Sostenibile, AI e Aerospace dell’Intergruppo Parlamentare AI, Empowerment e Mercati Emergenti.
Grassi ha posto al centro del dibattito le prospettive dell’industria aerospaziale italiana, settore strategico per la competitività nazionale, la ricerca tecnologica e lo sviluppo di nuove filiere produttive.
«L’aerospazio rappresenta una delle maggiori opportunità di crescita industriale e tecnologica del nostro Paese, che già interagisce con la Cina in questo settore. La ZES Unica può favorire nuovi investimenti nelle tecnologie satellitari, nell’intelligenza artificiale, nei sistemi aeronautici avanzati e nell’energia sostenibile, generando occupazione altamente qualificata.
L’Italia dispone di eccellenze ingegneristiche e manifatturiere riconosciute a livello internazionale. La vera sfida è valorizzarle attraverso partnership industriali solide, capaci di attrarre capitali, sviluppare innovazione e creare nuove opportunità per i giovani professionisti», ha evidenziato Grassi.
LIVOLSI: «LA ZES UNICA DEVE ATTRARRE CAPITALI E TRASFORMARLI IN SVILUPPO»
Sul fronte economico e finanziario, Ubaldo Livolsi, CEO di Livolsi & Partners, ha richiamato l’importanza di costruire un
sistema competitivo capace di attrarre investitori internazionali.
«La ZES Unica rappresenta una grande opportunità per riposizionare l’Italia nelle strategie degli investitori globali, a partire da quelli cinesi. Ma gli incentivi fiscali, da soli, non bastano: servono infrastrutture, certezza normativa, progetti industriali credibili e capitale umano qualificato. Il Mezzogiorno deve diventare una piattaforma strategica nel Mediterraneo, capace di collegare finanza, imprese e università. La vera sfida è trasformare gli investimenti in innovazione, crescita industriale e occupazione duratura», ha dichiarato Livolsi.
Sulle prospettive di sviluppo della ZES Unica è intervenuto Michele Pigliucci, docente della Link Campus University ed
esperto della Struttura di missione ZES, che ha evidenziato: «La semplificazione amministrativa e gli strumenti di incentivazione possono rendere i territori italiani maggiormente attrattivi, ma è il sistema universitario il fulcro strategico del sistema ZES, in quanto la formazione, attrazione e valorizzazione del capitale umano sul territorio sono elementi necessari a garantire l’efficacia dello strumento».
VINGIONE (BANCA GENERALI): «METTERE IN CONNESSIONE CAPITALI, IMPRESE E COMPETENZE»
L’intervento di Marco Vingione di Banca Generali, esperto corporate e membro della Direzione Wealth Advisory guidata da Maria Ameli, ha evidenziato come l’Italia rappresenti un’importante opportunità di investimento per gli operatori esteri, grazie alla qualità delle sue imprese, alle competenze dei territori e al valore del capitale umano.
La sfida è mettere in connessione capitali, imprese e competenze per sostenere la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano. È una missione che Banca Generali, forte del suo posizionamento di «banca dell’imprenditore», porta avanti al fianco delle aziende e di chi le guida nelle sfide del mercato di oggi.
DE LUCA: «NUOVI MODELLI DI BUSINESS E PROGETTI COMUNI TRA IMPRESE ITALIANE E CINESI»
Alessandro De Luca, avvocato esperto di diritto internazionale, ha posto l’attenzione sulla necessità di sviluppare nuove forme di collaborazione imprenditoriale tra Italia e Cina, capaci di superare i tradizionali rapporti commerciali e favorire partnership strutturate.
«In tale contesto è necessario, altresì, rafforzare la cooperazione tra imprese, definire nuovi modelli di business, sviluppare progetti comuni, condividendo equamente costi e ricavi e imparando a essere soci per valorizzare i nostri prodotti sia in Europa che in Cina», ha sottolineato De Luca.
LE IMPRESE CINESI RACCONTANO LE OPPORTUNITÀ DI INVESTIRE IN ITALIA
Significative le testimonianze degli imprenditori cinesi che hanno già sviluppato esperienze professionali e imprenditoriali legate al mercato italiano, portando al Forum esempi concreti delle opportunità offerte dalle relazioni economiche bilaterali.

Chen Yi Zheng, CEO di Xinyue, ha sottolineato: «L’Italia offre competenze e qualità produttiva riconosciute a livello internazionale. Rafforzare il dialogo tra imprenditori italiani e cinesi significa creare occasioni di collaborazione e crescita reciproca».
Ye Yongxu, Presidente dell’Associazione di Promozione Congiunta per l’Italia e la Cina, ha richiamato l’importanza delle relazioni bilaterali: «Favorire l’incontro tra imprenditori dei due Paesi significa creare nuove opportunità economiche. Il dialogo deve continuare oltre il Forum, attraverso progetti e iniziative imprenditoriali concrete».
Zhou Xiaoping, CEO di Hotel Adler, ha condiviso la propria visione imprenditoriale: «Investire in Italia significa credere nel potenziale economico, culturale e turistico di questo Paese. La collaborazione tra operatori italiani e cinesi può generare valore e nuove opportunità di crescita».
GUADAGNUOLO: «IN PUGLIA UNA NET ZERO VALLEY, UNA SUPER ZES PER ATTRARRE INVESTIMENTI INTERNAZIONALI»
Particolare interesse ha suscitato l’intervento di Manlio Guadagnuolo, Segretario Generale del Tecnopolo Mediterraneo, che ha illustrato il progetto di realizzazione di una Net Zero Valley in Puglia, un nuovo distretto industriale dedicato alle tecnologie a zero emissioni e all’attrazione di investimenti internazionali.
«Stiamo lavorando, su incarico del Governo italiano, alla creazione di una Net Zero Valley in Puglia, un distretto industriale innovativo dedicato allo sviluppo di tecnologie a zero emissioni, attraverso la definizione di una perimetrazione territoriale, di un piano strategico e di ulteriori semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali che amplificano quelle già previste nella ZES Unica.
Si tratta di una sorta di “super ZES” che ospiterà investimenti soprattutto internazionali.
In questo percorso, la cooperazione con la Cina rappresenta un’opportunità strategica per favorire lo sviluppo industriale sostenibile, l’innovazione tecnologica e nuove sinergie economiche tra i nostri Paesi», ha dichiarato Guadagnuolo nel corso del Forum Internazionale Italia–Cina 2026.
Un progetto che apre nuove prospettive per la transizione energetica e per la costruzione di una filiera industriale tecnologicamente avanzata, nella quale la cooperazione internazionale possa contribuire ad attrarre capitali, competenze e nuove iniziative produttive sul territorio italiano.
CESTARI (CAMERA DI COMMERCIO ITALAFRICA CENTRALE): «NUOVE OPPORTUNITÀ DI COOPERAZIONE ANCHE VERSO L’AFRICA»
Ad ampliare il confronto sulle prospettive dei mercati internazionali è intervenuto Alfredo Carmine Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, che ha sottolineato il valore delle opportunità offerte dal continente africano.
«Il dialogo tra Italia e Cina può creare nuove opportunità anche verso l’Africa, attraverso investimenti responsabili, infrastrutture, cooperazione industriale e valorizzazione delle imprese italiane», ha dichiarato Cestari.
Un contributo significativo alla riuscita del confronto internazionale è stato offerto da Francesca Wang ed Ester Lu, che hanno curato le traduzioni dei dialoghi e degli interventi, facilitando la comunicazione tra i rappresentanti italiani e cinesi e contribuendo alla piena partecipazione dei relatori internazionali.
BIANCO: «VOGLIAMO TRASFORMARE IL DIALOGO IN INVESTIMENTI E NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO»

Angelica Bianco
A concludere il Forum Angelica Bianco, CEO di Bianco Consulting, ideatrice, organizzatrice e moderatrice del Forum Internazionale Italia–Cina 2026.
«Abbiamo scelto di realizzare questo Forum in occasione del 56° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, avvenuta il 6 novembre 1970, per trasformare una ricorrenza storica in un’opportunità concreta di cooperazione.
Il nostro obiettivo è presentare agli investitori cinesi le eccellenze italiane, le competenze delle nostre università e imprese e le opportunità offerte dalla ZES Unica. La partecipazione di UNIDO ITPO Beijing, ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, rafforza la dimensione internazionale di questo percorso, in coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
Ringrazio il Ministro Li Xiaoyong, il Presidente Gao Shuai, UNIDO ITPO Beijing, Beijing Shang Innovation e tutti i protagonisti delle due giornate. Vogliamo che il dialogo avviato si trasformi in partnership industriali, investimenti sostenibili e nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani.
Il nostro obiettivo è fare in modo che il futuro non si limiti a passare dall’Italia, ma scelga di investire qui», ha concluso Angelica Bianco.
IL RINGRAZIAMENTO AI MEDIA PARTNER
Bianco Consulting rivolge un particolare ringraziamento ai media partner MF Newswires, Agenzia DIRE, L’Identità e La Frecciaweb.it, per il supporto alla comunicazione e alla valorizzazione del Forum Internazionale Italia–Cina 2026.
La collaborazione con il mondo dell’informazione ha contribuito ad ampliare la visibilità dell’iniziativa e a promuovere le opportunità offerte dalla cooperazione economica, scientifica, tecnologica e industriale tra Italia e Cina.
Il Forum si conclude con l’impegno a dare continuità alle relazioni avviate, favorendo nuovi progetti tra istituzioni, imprese, università e investitori internazionali.
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