Microbiota intestinale, in arrivo un test diagnostico innovativo

Il brevetto è stato realizzato da un pool di medici e ricercatori italiani, in collaborazione con la Rete Artemisia Lab

Un test diagnostico innovativo, semplice ed esportabile per la medicina di laboratorio, che consente di valutare in tempi rapidi ed in maniera precisa la composizione qualitativa e quantitativa del microbiota intestinale correlato a determinate forme batteriche responsabili di patologie metaboliche ed infiammatorie. Si tratta di un test rapido che consente di fornire target terapeutici individuali, riducendo l’impatto socio-economico estremamente elevato nell’attuale gestione sanitaria delle decine di patologie correlate al microbiota intestinale. È quanto realizzato da un pool di medici e ricercatori (Tina Cafiero, Erika Cione, Marina Trombetti), che grazie alla collaborazione diretta di Artemisia Lab e GalaScreen srl hanno già avuto la possibilità di registrare un primo brevetto d’uso, nel 2017, e di avviare subito dopo la fase di trial clinico.

“Grazie al nostro test innovativo – inquadra Cafiero, specialista in Genetica medica e PhD in genetica molecolare, ideatrice del progetto – riusciamo a valutare la presenza o l’assenza di batteri correlati alle patologie metaboliche o infiammatore dell’intestino, sia a livello qualitativo che quantitativo in termini assoluti, una rivoluzione visto che fino a quel momento si quantizzava in maniera relativa”.

“Tra le novità principali, la possibilità di effettuare il test su piattaforma Nanostring, una piattaforma molecolare molto flessibile – aggiunge -. Il materiale genetico, una volta estratto, non ha bisogno di lavorazione umana ma, dopo una digestione, viene analizzato direttamente nello strumento Nanostring su chip ad hoc”.

“A differenza di altre tecnologie, che hanno bisogno di amplificazione e fasi pre-analitiche di laboratorio, e di molta manualità, il nostro test – conclude Cafiero – può essere inserito in tutti i laboratori perché non ha bisogno di una particolare expertise”.

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