De Palma, ‘ministero motivi contagi tra sanitari attraverso studi ed approfondimenti specifici’ Il sindacato, ‘Servono indicazioni certe su terza dose’

Roma, 20 set. (Adnkronos Salute) – “Si sono infettati in media, nell’ultimo mese, 46 infermieri al giorno. La settimana scorsa la media era di 50”. E’ l’allarme lanciato dal sindacato degli infermieri Nursing Up. “Dal 20 agosto al 20 settembre – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up – si sono ammalati in media 56 operatori sanitari al giorno, dei quali, lo dice l’Inail, l’82% sono infermieri”. “Solo una settimana fa i nuovi infettati tra gli operatori sanitari erano 1.820, adesso sono 1.694”, sottolinea tuttavia il sindacato. “Noi non possiamo che gioire del calo, seppur minimo, e ci auguriamo – afferma De Palma – che tale trend si riveli continuativo e costante, sino a riportare alla normalità la complessa situazione degli operatori sanitari già vaccinati, perché – ricorda il sindacalista – è notorio che la stragrande maggioranza dei contagiati è stata già sottoposta a doppia somministrazione, così come sono tante le persone che si chiedono, di fronte a numeri, come quelli dei quali parliamo, quali sono i livelli di immunità che vengono garantiti dai vaccini a distanza di tempo dalla seconda dose”.”Insomma – afferma De Palma – tutti gli operatori sanitari hanno diritto di sapere se e quando dovranno ricevere quella dose aggiuntiva di vaccino che rinfranchi i livelli di copertura. Ecco, di questo noi chiediamo contezza, sia all’Istituto Superiore di Sanità sia al ministero della Salute”.”Ribadiamo pubblicamente – insiste il sindacato – la nostra richiesta al ministero della Salute, affinché delle motivazioni dei contagi tra gli operatori sanitari sia data contezza attraverso studi ed approfondimenti specifici. Non riteniamo bastevoli meri e variegati pareri, ancorché meritevoli della massima attenzione quando resi da autorevoli personalità del mondo scientifico: i nostri infermieri chiedono posizioni ufficiali sostenute da evidenze scientifiche”. “Ci aspettiamo, pertanto – conclude De Palma – che le istituzioni diano, senza ulteriore indugio, indicazioni chiare, precise e dettagliate sull’esigenza o meno della terza dose per gli operatori sanitari e confidiamo, in caso positivo, che tali indicazioni non transigano ulteriormente dall’indicare le date precise e le modalità con le quali i soggetti interessati saranno chiamati a vaccinarsi”.

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