Fnomceo, ‘pensione a 72 anni palliativo a carenze, serve di più’ Anelli (Fnomceo), ‘difficile contrastare così la fuga dei colleghi e le difficoltà dei giovani’

Roma, 16 feb. (Adnkronos Salute) – “Un palliativo, di buon senso sicuramente, ma di fronte a difficoltà oggettive per la medicina generale servono risposte concrete. E questa possibilità introdotta con il Milleproroghe non credo sia sufficiente”. Così all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), commenta il via libera del Senato al decreto Milleproroghe che prevede per le aziende del Servizio sanitario nazionale fino al 31 dicembre 2026 la possibilità trattenere in servizio, a richiesta degli interessati, medici di famiglia e pediatri di libera scelta in regime convenzionato col Ssn fino al compimento del 72esimo anno di età.Secondo Anelli, il tema centrale “è quello della scarsa attrattività del Ssn per i giovani medici” e poi “il fenomeno diciamo così un po’ anomalo del prepensionamento, altro indicatore importante delle difficoltà che hanno i medici nel lavorare con una mole di attività, burocratiche e amministrative, che prende metà del loro tempo – avverte il presidente della Fnomceo – I giovani medici che entrano si ritrovano davanti queste difficoltà e spesso mollano subito. I sindacati di categoria hanno registrato che oggi un medico di famiglia arriva ad avere anche 13-16mila contatti in un anno. Numeri che danno il senso e la dimensione di quello che sta avvenendo nella medicina generale: c’è un senso di solitudine del medico – rimarca Anelli – rispetto alla richiesta enorme di prestazioni, consigli, risposte, che il cittadino chiede. Per questo oggi pensare di introdurre la possibilità di rimanere a lavoro fino a 72 anni è un palliativo. Non è la soluzione a un problema molto ampio, complesso e legato anche alle risorse”. Le risposte possono arrivare dal ministro della Salute, Orazio Schillaci? “Il ministro ha espresso su questo tema idee che condividiamo – risponde il numero uno dei medici – E’ sul ‘pezzo’, ma dobbiamo anche vedere cosa ne pensa il Mef”, precisa Anelli. “Nel 2012 – ricorda – l’allora ministro della Salute Balduzzi aveva introdotto i modelli organizzati della medicina generale, ma se non ci sono le risorse come fa un medico a pagare la segretaria o l’infermiere che lo aiutano nello studio?”.

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