Agenas, si allarga gap tra eccellenza e bassa qualità ospedali Cresce eterogeneità anche all’interno delle stesse regioni

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) – Si allarga la ‘forbice’ tra ospedali di eccellenza, che offrono elevate qualità di cure, e strutture in cui l’assistenza è deficitaria. “Sono aumentate queste differenze, c’è più eterogeneità tra regioni, ma soprattutto all’interno delle regioni stesse”, spiega all’Adnkronos Salute Marina Davoli, responsabile tecnico del Programma nazionale esiti, a margine della presentazione del Report 2023, oggi a Roma. “In molte regioni ci sono strutture, su 1.400 ospedali pubblici e privati valutati – sottolinea – che hanno valori molto buoni e altre molto meno. Parliamo, in entrambi i casi, anche di strutture importanti, che ricoverano un numero di casi adeguato. In alcuni casi, all’interno della stessa regione le differenze sono maggiori rispetto al confronto con altre regioni. Questo vuol dire che un cittadino, restando nel suo territorio, avrà un’assistenza molto diversa in qualità a seconda della struttura scelta. Ci sono regioni dove addirittura nessuna struttura raggiunge il livello necessario, ma nella maggior parte dei casi sono tutte vicine ai livelli medi”. “Purtroppo – aggiunge Davoli – anche quando si raggiungono valori buoni in alcune aree per qualità di assistenza, a livello regionale si osservano contemporaneamente differenze importanti. Bisogna ancora lavorare sull’equità dell’accesso. Un esempio estremo lo vediamo in Sicilia per i tempi di intervento per la rottura del femore, che è uno degli indicatori valutati, dove ci sono strutture che operano nelle prime 48 ore oltre l’80% dei casi e altre, in questo caso 3, che si fermano a meno del 10%. E’ una differenza enorme”.

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