Riflettere tra l’uomo e il sacro: Incontri “Ragusa dietro il sipario” con Pierfranco Bruni, Giordano Bruno Guerri, Marcello Veneziani e molti altri

« Gli perdono tutto, perché ho amato »L’incontro del 27 settembre ai Giardini Iblei e’ dedicato a Eleonora Duse

Vari luoghi del territorio – Ragusa. Dal 25 settembre al 5 ottobre 2024.

È dedicata al “Giubileo” del 2025, con una profonda riflessione tra l’uomo e il sacro grazie al teatro e alla narrazione, la terza edizione del festival “Ragusa dietro il sipario”.
Compagni di questo viaggio sono il regista e documentarista Gabriele Vacis, l’attrice e regista Laura Morante, il poeta paesologo Franco Arminio, Padre Guidalberto Bormolini, religioso, scrittore e tanatologo, lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri, lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani, la grecista e filologa Monica Centanni, il comico e scrittore Dario Vergassola, l’archeologo già direttore Coordinatore del Ministero Beni Culturali e scrittore Pierfranco Bruni, lo studioso e scrittore Giovanni Ventimiglia, lo storico dell’arte giapponese Paolo Linetti, i registi Manuel Giliberti e Daniele Salvo, la Compagnia PoEM – Potenziali Evocati Multimediali. L’INCONTRO del 27 settembre alle ORE 19:30 ai Giardini Iblei è dedicato a Eleonora Duse con Giordano Bruno Guerri, Monica Centanni, Fulvia Toscano, Pierfranco Bruni – “Gli perdono tutto, perché ho amato”, sulle tracce di Eleonora Duse, in collaborazione con Naxoslegge. Un appuntamento straordinario che annovera nomi importanti che hanno caratterizzato l’impegno di studi sulla Duse.

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Ginecologia e ostetricia.La medicina del futuro è sempre più personalizzata. A villa Mondragone la VII edizione del convegno per la salute della donna

Petra Magoni, storia di un’artista libera di essere libera. Il libro di Stefano Dentice

Il prof. Francesco Pira: “La diretta streaming di un’esecuzione trasforma la morte in contenuto. Una società che mette in scena la propria sentenza educa tutti al peggio”