Sanità, Donetti (Reg. Umbria): “Nuovo sistema di garanzia dei Lea fondamentale per Ssr” ‘Gli indicatori punti di riferimento molto importanti per la programmazione e la valutazione’

Roma, 19 giu. (Adnkronos Salute) – “Indubbiamente quando si parla di indicatori, di Nuovo sistema nazionale di garanzia dei Lea, parliamo di punti di riferimento molto importanti per quanto riguarda la programmazione e la valutazione di dove stiamo andando con la qualità dei nostri servizi sanitari regionali. Noi abbiamo inserito questi indicatori sia negli obiettivi dei direttori generali sia in tutti i nostri sistemi di valutazione della performance, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto delle reti regionali, di patologie e di specialità e li abbiamo inseriti anche in un’ottica di programmazione nel nuovo Piano sociosanitario regionale. È logico che i monitoraggi devono essere fatti costantemente, la valutazione ci consente di modificare sostanzialmente quelli che sono poi i nostri andamenti a livello regionale e a livello di qualità del servizio che noi andiamo ad erogare”. Lo ha detto Daniela Donetti, direttrice Direzione Regionale Salute e Welfare Regione Umbria, durante un incontro promosso oggi a Roma da Salutequità dal titolo “Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea”, con i principali stakeholder, per richiamare l’attenzione sul fatto che la valutazione delle performance non basta, ma servono interventi tempestivi e decisivi sulle Regioni per ristabilire l’effettiva applicazione dei Lea laddove non sono garantiti.Nel corso dell’evento, che ha il contributo non condizionato del Gruppo Servier in Italia, si è ricordato che, fino al 2023 gli indicatori ‘core’ di base, ai quali è collegato anche il meccanismo di premialità delle Regioni (cioè una quota integrativa di risorse che viene loro erogata solo dopo la verifica del raggiungimento degli obiettivi) erano solo 22. Dal 2023 sono diventati 24 e nel 2024 sono passati a 27.”L’aderenza terapeutica – spiega Donetti – è un elemento fondamentale, consente non solo la sostenibilità ma anche la qualità delle prestazioni che noi eroghiamo. Noi lo abbiamo inserito anche negli atti di negoziazione con la Medicina generale e con i nostri professionisti, ma è un percorso culturale che dobbiamo fare anche con i cittadini in logica di consapevolezza delle terapie e delle cure. L’altro termine, parlando di equità, è anche quello della consapevolezza. Cioè la costruzione di un sistema di equità è la costruzione di un sistema partecipato dove la consapevolezza delle cure è costruita col cittadino e per il cittadino con i professionisti e questo è un elemento su cui noi stiamo lavorando in modo veramente molto importante” conclude.

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