Farmaci: equivalenti, Lorenzin (Pd) ‘restare competitivi con prezzi accessibili’ ‘Produzione interna per resistere a incertezze geopolitiche’

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) – “Il comparto farmaceutico costituisce una componente significativa del sistema industriale italiano che, per molti versi, è terzista, sviluppa grandi volumi di produzione destinati all’esportazione, garantendo occupazione a migliaia di persone. Serve una politica industriale e regolatoria che tenga conto dello scenario globale. Da una parte la carenza di materie prime, dall’altra l’aumento dei costi energetici: sono elementi che minano la nostra competitività e la capacità di essere autosufficienti. Dobbiamo agire con leve di mercato pronte a rispondere a queste criticità, riuscendo al contempo a mantenere prezzi accessibili per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, membro della Commissione Bilancio del Senato, all’evento istituzionale per i 30 anni di attività di Doc Pharma, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia che, “a fronte di effetti terapeutici identici, rappresenta un grandissimo risparmio sia per i cittadini stessi che per il Servizio sanitario nazionale e regionale”, spiega la senatrice Pd.La produzione di equivalenti adottata da aziende “originariamente focalizzate sui farmaci di marca” ha innescato “un meccanismo di mercato che ha regolato i prezzi – sottolinea Lorenzin – Ovviamente, non possiamo pensare di ottenere l’impossibile: il prezzo non può essere così basso da compromettere il sostentamento dell’industria, dobbiamo sempre mantenere questo equilibrio: è fondamentale non solo per la crescita industriale e per mantenere la competitività dei sistemi del settore farmaceutico e delle scienze della vita in Italia e in Europa, ma anche per garantire, in qualsiasi contesto geopolitico, l’autosufficienza e la capacità di autoproduzione. Dobbiamo essere in grado di resistere a qualsiasi situazione esterna di cui non possiamo prevedere gli esiti, come abbiamo imparato negli ultimi anni. D’altro canto – aggiunge – disporre di una solida industria interna ci permette di garantire ai pazienti un accesso universalistico a tutta la gamma dei farmaci: da quelli più semplici, non più coperti da brevetto, fino alle terapie avanzate e digitali”.”Questa è la sfida del Servizio sanitario nazionale italiano – conclude Lorenzin – Una sfida che abbiamo sempre vinto e che ci ha posizionato ai primi posti nel mondo per la salute e la qualità della vita dei nostri pazienti. E’ una sfida che oggi dobbiamo rinnovare con una nuova visione strategica, economica, finanziaria, industriale e, soprattutto, sociale”.

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