Catania e la comunità salesiana salutano uno storico Direttore e Preside del “San Francesco di Sales”. Formatore e guida spirituale, ha dedicato la sua vita ai giovani nei principali istituti salesiani della Sicilia, accompagnando generazioni di studenti, famiglie ed ex allievi con autorevolezza, semplicità e profonda umanità. Fino agli ultimi giorni vissuti nella preghiera e nel servizio. Una presenza preziosa, un’amicizia profonda, un sacerdote autentico: il ricordo di Mimma Cucinotta- direttore della nostra testata partner Paese Italia Press
Catania, 15 giugno 2026 – Con la scomparsa di Don Paolo Cicala, ( 81 anni) la Comunità Salesiana del “San Francesco di Sales” di Catania perde una delle figure più autorevoli e amate della propria storia educativa contemporanea. Il vuoto lasciato dal sacerdote catanese supera ben oltre i confini dell’istituto salesiano. Coinvolge generazioni di giovani, famiglie, confratelli, ex allievi e amici che in lui hanno trovato un educatore, una guida spirituale autentica e, soprattutto, una presenza umana rara per semplicità, equilibrio e capacità di ascolto.
La Comunità Salesiana del “San Francesco di Sales” ne ha annunciato con dolore il ritorno alla Casa del Padre, affidandolo all’amore misericordioso del Signore perché lo ricompensi del bene compiuto nei confronti di tanti giovani e di tante famiglie incontrate lungo il suo cammino di salesiano presbitero nella Chiesa e nella Famiglia Salesiana.
L’ultimo saluto a Don Paolo sarà tributato dalla sua comunità e da quanti gli hanno voluto bene attraverso la camera ardente allestita presso la Parrocchia “Sacro Cuore” alla Barriera, con ingresso da via del Bosco 69, aperta oggi dalle ore 10 alle ore 18. Nella giornata di martedì 16 giugno 2026, la camera ardente sarà invece predisposta presso l’Istituto “San Francesco di Sales”, in via Cifali 5, dalle ore 10 alle ore 15 nella sala adiacente al parcheggio.
Le esequie saranno celebrate martedì 16 giugno 2026 alle ore 15.30, presso la chiesa dell’Istituto “San Francesco di Sales” di via Cifali 5 a Catania, nel luogo che più di ogni altro ha rappresentato negli ultimi decenni il cuore del suo instancabile servizio educativo e spirituale.
Nato a Santa Teresa di Riva in provincia di Messina ma fin da bambino vissuto a Catania, Don Paolo ha operato fin dalla giovane età nei principali istituti salesiani della Sicilia, allora collegi e convitti che hanno formato intere generazioni di giovani. Dal Domenico Savio al San Luigi di Messina, dal Ranchibile di Palermo fino al “San Francesco di Sales” di Catania, dove dalla metà degli anni Duemila ha lasciato un segno significativo del suo servizio educativo e pastorale.
Direttore, Preside, formatore, uomo delle istituzioni salesiane, ha ricoperto sempre incarichi di grande responsabilità, svolgendo anche funzioni legate all’ispettoria salesiana nel mondo. Laureato in Lettere, è stato anche docente nei licei classici salesiani, convinto che educare significasse anzitutto accompagnare giovani donne e giovani uomini nella crescita culturale e morale, aiutandoli a diventare persone responsabili.
Ma Don Paolo non era soltanto il sacerdote dei ruoli e delle responsabilità. Era soprattutto un uomo sensibile che sapeva stare accanto agli altri con straordinaria semplicità. Diplomato giovanissimo in pianoforte, nutriva una profonda passione per la musica classica, che amava condividere, in modo quasi riservato, com’era nel suo carattere, al piano per gli amici più cari e per gli allievi e le allieve che tanto lo hanno stimato
Dotato di un temperamento saldo, concreto, temprato dalle responsabilità, si è distinto negli anni per capacità organizzativa, dinamicità gestionale e spirito di servizio. Eppure, dietro la fermezza del Direttore e del Preside, vi è sempre stato un uomo profondamente umano, attento alle fragilità altrui, pronto a incoraggiare senza mai giudicare.
Fino agli ultimi giorni della sua vita, Don Paolo è rimasto una guida spirituale incomparabile.
Resta impresso nel cuore un episodio che oggi assume il valore di una importante ed estrema testimonianza. Lo scorso giovedì 4 giugno 2026, pur ormai allo stremo delle forze, ha voluto riunire ancora una volta lo storico gruppo di preghiera del giovedì sera nella chiesa del “San Francesco di Sales” di Catania per il Santo Rosario e l’adorazione dello Spirito Santo.
Un appuntamento nato diciotto anni fa durante un pellegrinaggio a Medjugorje, segnato dalla profonda devozione mariana che ha accompagnato tutta la sua esistenza sacerdotale.
Fino alla fine, quasi consumando ogni residua energia, Don Paolo ha scelto di esserci. Di pregare. Di accompagnare spiritualmente chi gli era stato affidato.
Per chi scrive, e per molti della nostra generazione, Don Paolo ha rappresentato molto di più di un sacerdote o di un educatore.
Per noi che lo abbiamo conosciuto alla fine degli anni Novanta al San Luigi di Messina, egli è stato un amico profindamente prezioso. Un uomo di riferimento, capace di esprimere affetto autentico e sostegno concreto con parole semplici ma sempre giuste, con quella saggezza densa d’affetto.
Vi sono incontri che segnano una vita e amicizie spirituali che superano il tempo. Don Paolo appartiene a questa dimensione. Rara.
La sua scomparsa rappresenta una perdita grave, umanamente difficile da accettare. Per chi gli ha voluto bene davvero, il dolore è quello delle presenze destinate ad attraversarti sempre nella fede che lui stesso ci ha insegnato a vivere. Don Paolo oggi è nella luminosa dimensione del Padre, accolto nell’amore misericordioso di quel Cristo che ha servito con fedeltà lungo tutta la sua vita sacerdotale, accompagnato da quella Madonnina verso cui nutriva una devozione intima e profonda.
Resterà nel cuore di tanti giovani, di tante famiglie, dei confratelli salesiani, degli amici e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo.
Resterà nei ricordi, nelle parole donate, nelle preghiere condivise, nella musica che amava, nella sua discreta capacità di esserci.
Riposa in pace, caro Don Paolo.
Con il tuo animo splendente continuerai ad accompagnarci nel silenzio della preghiera e nella memoria grata.
Alla Comunità Salesiana, ai fratelli Salvo e Pippo, alla sorella Maria, agli amati nipoti, ai familiari tutti, giunga il cordoglio della redazione di PaeseItaliaPress.it, unito a quello personale di chi oggi piange non soltanto un sacerdote esemplare, ma un’amicizia preziosa e irripetibile.
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