USPI informa: IA: 5 anni decisivi per evitare il declino tecnologico in Europa

L’Europa ha davanti a sé una finestra temporale di circa 5 anni per evitare di restare ai margini della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale (IA). È questo il messaggio centrale contenuto nel saggio “Europe 2031”, firmato da un gruppo di ricercatori europei guidati da Michiel Bakker.

Il ricercatore sottolinea come l’Europa stia sottovalutando la velocità con cui l’IA sta trasformando economia, industria e sicurezza, mentre le principali innovazioni vengono sviluppate al di fuori dei confini europei.

Investimenti: la sfida per la competitività europea

Per invertire la rotta, secondo Bakker, oggi impegnato in Google DeepMind, servono interventi immediati e su larga scala. Il segnale più importante sarebbe l’avvio di massicci investimenti pubblici e privati nei settori chiave che sostengono l’IA: data center, energia e semiconduttori.

Attualmente l’Europa dispone di una quota limitata della capacità di calcolo globale e costruisce infrastrutture digitali a un ritmo inferiore rispetto agli Stati Uniti. Infatti, senza una rete autonoma di centri di calcolo e senza una filiera tecnologica più robusta, il continente rischia di dipendere sempre più da piattaforme e servizi sviluppati all’estero, perdendo potere contrattuale e competitività economica.

Ritardo accumulato nella corsa all’IA

Il ritardo europeo sarebbe il risultato di diversi fattori accumulatisi nel tempo. Da un lato, il continente non è riuscito a sviluppare aziende tecnologiche delle dimensioni dei grandi gruppi della Silicon Valley; dall’altro, la frammentazione dei mercati finanziari ha reso più difficile raccogliere capitali per progetti innovativi ad alta intensità tecnologica.

Nel frattempo, a questo si sono aggiunti la crisi energetica e le conseguenze geopolitiche della guerra in Ucraina, che hanno spostato l’attenzione politica su altre priorità. Pur riconoscendo il ruolo strategico di ASML nella produzione di macchinari per semiconduttori avanzati, il ricercatore ritiene che sia necessario rafforzare l’intero ecosistema europeo dell’innovazione.

Rischi del futuro 

Nel dibattito sull’IA, Bakker invita a evitare sia l’allarmismo sia l’eccessiva sottovalutazione della tecnologia. I rischi più concreti riguardano la crescente concentrazione del potere economico e tecnologico nelle mani di poche aziende e di pochi Stati. L’IA verrà adottata in ogni caso e l’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire che i benefici economici e sociali ricadano anche sui cittadini europei.

Quanto all’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), il ricercatore ritiene che non sia ancora stata raggiunta, ma considera il suo arrivo una prospettiva sempre più vicina. Per questo motivo, l’Europa deve agire rapidamente per costruire infrastrutture, competenze e strumenti di governance capaci di preservarne l’autonomia e i valori democratici.

Articolo di D.C.G.

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