Famiglia nel bosco, primi segnali positivi nel percorso di recupero della genitorialità

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Dopo sette mesi dall’allontanamento dei tre figli, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham avrebbero superato una prima fase del percorso disposto dal Tribunale. Attesi l’ascolto protetto dei bambini e la presentazione a Roma del libro della madre “La mia verità”

Sette mesi dopo l’allontanamento dei tre figli disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, emergono i primi sviluppi nel percorso di recupero della genitorialità intrapreso da Nathan Trevallion e Catherine Louise Birmingham, la coppia anglo-australiana conosciuta come la “famiglia nel bosco” per la scelta di vivere immersa nella natura nelle campagne di Palmoli, in Abruzzo.
Secondo quanto riportato nelle ultime ore, i due coniugi avrebbero concluso una prima fase del programma di sostegno predisposto dai servizi competenti e una prima valutazione degli specialisti li avrebbe ritenuti idonei al ruolo genitoriale. Si tratta di un passaggio significativo, che rappresenta però soltanto una tappa di un percorso ancora in corso e finalizzato a verificare, nel tempo, la capacità della coppia di garantire ai figli un ambiente stabile, sicuro e adeguato alla loro crescita.
Il programma predisposto prevede un affiancamento educativo volto a consolidare le competenze genitoriali nella gestione della vita quotidiana, dell’organizzazione domestica e delle relazioni familiari. Parallelamente è stato attivato un supporto psicologico attraverso colloqui dedicati, mentre una successiva fase di osservazione servirà a valutare se sussistano le condizioni per un eventuale rientro dei bambini nel nucleo familiare.
I tre figli della coppia erano stati allontanati il 20 novembre 2025 e collocati in una casa famiglia di Vasto, dopo la vicenda dell’intossicazione da funghi che aveva portato all’intervento dei servizi sociali e all’apertura del procedimento civile davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Nell’ambito dello stesso procedimento è prevista nei prossimi giorni anche l’audizione protetta dei tre bambini davanti al giudice, alla presenza della curatrice speciale Marika Bolognese. L’ascolto rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’iter giudiziario, destinato a contribuire alla valutazione complessiva della situazione familiare.
Intanto Catherine Louise Birmingham ha scelto di raccontare la propria esperienza nel libro La mia verità per Solferino Edizioni.

Memorie e pensieri della mamma nel bosco, che sarà presentato il 16 luglio alle ore 19 presso

l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma. All’incontro prenderanno parte, oltre all’autrice, la scrittrice Susanna Tamaro e Anna Maria Giannini, professoressa ordinaria di Psicologia Generale dell’Università Sapienza di Roma.
Secondo quanto reso noto dagli organizzatori, Nathan e Catherine hanno inoltre chiesto l’autorizzazione affinché possano partecipare all’iniziativa anche i loro tre figli, qualora ciò venga ritenuto compatibile con le decisioni dell’autorità giudiziaria e con il superiore interesse dei minori.
La vicenda della “famiglia nel bosco”, che negli ultimi mesi ha suscitato un ampio dibattito tra opinione pubblica, esperti e istituzioni, entra così in una fase nuova. Il percorso di sostegno alla genitorialità prosegue sotto il controllo del Tribunale e dei servizi competenti, mentre le prossime decisioni saranno assunte sulla base delle ulteriori valutazioni tecniche e dell’evoluzione del progetto di recupero familiare.

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