USPI Informa. Editori vs sintesi IA, deindicizzare: ultima risorsa o estremo atto?

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di Tania Sabbatini

Il calo di traffico nei siti di informazione americani sta imponendo agli editori la valutazione di decisioni mai prese prima di ora.

Secondo un report del Wall Street Journal, molti editori statunitensi e alcune testate internazionali stanno prendendo provvedimenti contro le sintesi prodotte dall’Intelligenza Artificiale (IA) di Google.

I riassunti IA proposti nel momento della query, infatti, riducono il numero di clic sui siti in maniera sensibile. Da “àncora di salvezza” degli editori, il Wall Street Journal ora parla di “rinuncia” a collaborazioni con Google da parte di grandi firme quali USA Today, Politico, The Economist, People, Reuters e anche la piattaforma di messaggistica Reddit.

L’IA può tutto 

In questi anni l’IA ha sviluppato sempre più competenze fino ad arrivare a “colonizzare” parti della nostra vita quotidiana e lavorativa che non potevamo immaginare.

La legiferazione in materia ha sempre cercato di rimanere al passo, ma, considerati i problemi di editori e di altre categorie lavorative, forse il progresso di questa tecnologia sta correndo più velocemente di quanto ogni normativa può regolare.

La difficoltà di cui anche l’Europa ha già parlato ora ha anche investito gli editori oltreoceano, proprio lì dove i maggiori produttori di IA risiedono.

Le “panoramiche IA” come, per l’appunto, AI Overviews di Google, offrono soluzioni impacchettate e sfornate proprio come richiedono gli utenti e i clic sui siti per approfondire o informarsi “come un tempo” stanno calando sempre di più.

Dunque le IA stanno trasformando una pratica di ricerca online che sembrava ormai consolidata. Il Search Google è forse sull’orlo della sua stessa sconfitta?

Per questo, riporta il WSJ, questa tecnologia decreta “la fine dello storico patto di reciprocità del web”. La concessione di contenuti degli editori a Google non è più ricambiata dalla visibilità e dell’indicizzazione, riducendo il traffico sui siti di informazione.

La contromossa degli editori USA: una decisione netta o autosabotaggio?

Gli editori stanno quindi prendendo decisioni-cesoia in merito. La valutazione di una propria esclusione dai risultati di Google sembra per ora l’unica contromisura per tutelare i propri contenuti e non fornire più – gratuitamente e senza alcun ritorno – materiale per le IA.

Vista una normativa ancora mancante che possa proteggere il giornalismo online, gli editori statunitensi adottano delle loro misure che possono sì salvaguardare i contenuti, ma sembrano anche essere una lama a doppio taglio. Con la deindicizzazione da un motore di ricerca di un sito di informazione, come può sopravvivere il sito stesso?

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