Istituzioni, specialisti e giornalisti medico-scientifici a confronto sulle malattie infettive, la comunicazione sanitaria, il contrasto alla disinformazione e le strategie per la tutela della salute pubblica
“Dobbiamo fare sistema, perché abbiamo gli strumenti per prevenire e dobbiamo riuscire a trasferire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili”. È il monito dell’assessore regionale della Salute Marcello Caruso, lanciato durante la sessione inaugurale della 17 esima edizione del congresso regionale SIMIT (Societa’ Italiana Malattie Infettive e Tropicali) svoltosi a Palermo l’1 ed il 2 ottobre. Caruso che ha aperto la sessione inaugurale della due giorni, portando il saluto istituzionale del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato come sia necessario contrastare la disinformazione, soprattutto sul fronte vaccinale, oltre a sottolineare l’importanza delle politiche di prevenzione per la tutela della salute pubblica.
Durante questa edizione regionale e’ stato annunciato anche il passaggio di consegne tra il prof. Giuseppe Nunnari, gia’ ordinario dell’Universita’ degli Studi di Messina e oggi ordinario dell’ateneo di Catania – che fino a ieri ha guidato la sezione regionale SIMIT – e la dott. ssa Chiara Iaria, che gli subentra alla guida, quale nuova presidente regionale (anche direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ARNAS Civico di Palermo).La cerimonia inaugurale e’ stata moderata dalla nostra collega giornalista medico scientifica dott.ssa Maria Grazia Elfio(attuale coordinatore regionale per la Sicilia dell’UNAMSI-Unione Nazionale Medico Scientifica Di Informazione), professionista di lungo corso sul campo, che ha all’attivo specifiche skill e una formazione accademica ad hoc conseguita presso l’ateneo di Messina nella disciplina di infettivologia ed in particolare sul tema dell’infection control, antimicrobial stewardship, e della spesa antibiotica nell’ambito dei sistemi sanitari. Nonché ‘ già responsabile, in prima fase pandemica, della comunicazione dell’associazione scientifica italiana di Epidemiologia ( AIE).
Tra le autorità e’ intervenuto il Magnifico Rettore dell’Università’ degli studi di Palermo, Massimo Midiri, che si e’ soffermato sull’importanza della formazione e sulla necessità di fare rete per consolidare esperienze e percorsi di cooperazione universitaria costruttivi per sostenere il valore della salute pubblica; temi rimarcati anche dal sindaco Lagalla che ha aperto il suo intervento con il benvenuto nella citta’ di Palermo agli autorevoli ospiti anche internazionali.
E’ intervenuto anche il coordinatore regionale della FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere) dr. Walter Messina ( anche direttore generale dell’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo). Quest’ultimo, economista di consolidata esperienza, ha rilevato l’importanza dell’ IA, evidenziando eppero’ l’ esigenza di conciliare i percorsi health technology con la sicurezza del dato personale sanitario, ovvero senza automatismi; la centralità dei modelli organizzativi di Antimicrobial Stewarship per il contrasto alle ICA anche per la connessione coi costi sanitari, nonché quella della comunicazione sanitaria pubblica per sostenere l’empowerment dei cittadini a tutela della propria salute.
Presente anche il direttore generale dell’ASP di Palermo, prof. Alberto Firenze, che ha ricordato la mission territoriale della prevenzione. Nonché il presidente nazionale di SIMIT: la prof.ssa Cristina Mussini, ordinario a Modena, grazie al cui impegno l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena si è attestata come struttura all’avanguardia a livello europeo per la prevenzione e il controllo delle infezioni da germi multiresistenti e per il corretto uso degli antibiotici, conseguendo un importante riconoscimento dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), realizzando nella sua Regione il dimezzamento dei costi per la spesa per gli antibiotici: passata da 2,7 milioni di euro iniziali a 1,3 milioni di euro all’anno, e affermando risultati clinici che hanno abbattuto drasticamente le infezioni da batteri killer multi-resistenti grazie all’applicazione rigorosa e sistematica dei protocolli di antimicrobial stewardship, igiene delle mani e controllo degli isolamenti.
La collega Elfio ha aperto la cerimonia inaugurale ringraziando, con garbata commozione, l’infettivologia italiana per l’impegno profuso durante la pandemia da Coronavirus, sottolineando il salto storico di tale branca medica da disciplina in passato troppo spesso sottovalutata, ad attore strategico in fase pandemica, per il contributo operoso reso al fine di salvare la nostra umanità’, di fronte ad un virus in quel momento ancora sconosciuto.
Elfio ha sottolineato, a nome dei giornalisti medico scientifici, l’attenzione riservata- in particolare dall’assessore della Salute Caruso e dal coord. reg. FIASO – alla comunicazione sanitaria e alla corretta informazione di Salute, rammentando, altresì, l’importanza del codice europeo per la lotta alla disinformazione, elevata dalla commissione Ue proprio in fase pandemica, per il contrasto ai fenomeni di fake news, misinformazione e infodemia: obiettivo che coinvolge un impegno deontologico intenso dei giornalisti tutti e soprattutto degli esponenti della Stampa scientifica, in particolare sul profilo dell’autorevolezza e validità’ delle fonti e sulla tutela delle persone fragili.
Oltre ad evidenziare la sensibilità dei quattro responsabili scientifici: i professori ordinari di Malattie Infettive dell’ateneo palermitano, Antonio Cascio e Claudia Colomba (rispettivamente anche direttori UOC Malattie Infettive del Policlinico di Palermo e Malattie Infettive Pediatriche dell’ospedale “Di Cristina” dell’ARNAS di Palermo), e i dottori Chiara Iaria e Giovanni Mazzola (quest’ultimo direttore UOC Malattie Infettive agli Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello di Palermo) grazie a cui e’ stato possibile realizzare uno spazio sinergico tra istituzioni, clinici e professionisti dell’informazione, profilo non affatto scontato.
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