Dalla prima boutique in Corso Italia a Palazzo Lambardi, una storia costruita tra moda, arte e ricerca. L’ultimo saluto nella Cattedrale, con la città riunita nel giorno del lutto cittadino
0 ott. 2026 – Arezzo ha dato ieri l’ultimo saluto a Giuseppe Angiolini, per tutti Beppe “Sugar“, imprenditore, buyer, stilista e protagonista della moda italiana, scomparso il 16 ottobre nella sua abitazione all’età di 73 anni dopo una lunga malattia. La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato era gremita per le esequie, celebrate alle 15.30 nel giorno del lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale.
Attorno alla famiglia si sono ritrovati gli amici di una vita, i collaboratori, gli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni e numerosi esponenti della moda e dello spettacolo. Tra i presenti Ermanno Scervino, Eva Maria Düringer, Jo Squillo, Paola Barale e Pupo, insieme a rappresentanti delle principali realtà economiche e culturali della città. Il feretro, accompagnato da fiori bianchi, è stato salutato all’uscita dalla Cattedrale da un lungo applauso. La tumulazione è avvenuta nel cimitero di Staggiano.
La cerimonia ha restituito il ritratto di un uomo che aveva fatto della curiosità e della ricerca della bellezza il filo conduttore della propria vita professionale. Il vescovo di Arezzo Andrea Migliavacca ha ricordato proprio questa dimensione, insieme alla capacità di Angiolini di guardare lontano mantenendo un rapporto forte con la propria città.
Il nome di Beppe Angiolini è indissolubilmente legato a Sugar, la realtà nata ad Arezzo dalla sua intuizione e progressivamente diventata un punto di riferimento per la moda italiana e internazionale.
Gli inizi risalgono alla fine degli anni Settanta e ai primi anni Ottanta, quando Angiolini avviò la sua attività lungo Corso Italia.
Da quella prima esperienza sarebbe nato un progetto destinato a superare i confini della tradizionale boutique, intrecciando selezione fashion, ricerca, arte e design.
La crescita di Sugar accompagnò l’affermazione di Angiolini nel sistema della moda. Il suo ruolo di buyer lo portò a confrontarsi con stilisti, maison e operatori internazionali, mentre la sua attenzione alle tendenze lo rese una presenza conosciuta anche al di fuori del settore. Fu presidente effettivo della Camera italiana dei buyer della moda e successivamente presidente onorario dell’organizzazione.
Nel 2018 Sugar trovò la sua nuova sede a Palazzo Lambardi, nel cuore storico di Arezzo.
Il trasferimento segnò un ulteriore passaggio nella concezione dello spazio commerciale.
il palazzo divenne un ambiente nel quale moda, arte, architettura e ospitalità potevano convivere, trasformando l’esperienza della boutique in qualcosa di più ampio rispetto alla semplice vendita.
Parallelamente Angiolini mantenne un forte legame con la vita culturale ed economica della città. Fu direttore artistico di OroArezzo e ricoprì incarichi legati alla promozione della città e delle sue attività, intervenendo spesso sul rapporto tra commercio, turismo, cultura e immagine internazionale di Arezzo. La sua attività si estese anche alla televisione e agli eventi dello spettacolo, dove veniva chiamato come esperto di stile e immagine, compreso il Festival di Sanremo.
Arezzo fu sempre il centro della sua visione. Anche quando il suo lavoro lo portava nelle principali capitali della moda, Angiolini continuava a considerare la città il punto di partenza e il luogo nel quale costruire nuovi progetti. La Confcommercio Firenze-Arezzo, ricordandolo dopo la scomparsa, ha sottolineato proprio il rapporto tra la dimensione internazionale della sua attività e il legame con le radici aretine.
Nel febbraio scorso aveva deciso di affacciarsi direttamente alla politica cittadina, annunciando una candidatura civica alla carica di sindaco. La scelta era stata presentata come un modo per mettere la propria esperienza a disposizione di Arezzo e lavorare per una città più internazionale, attenta alla cultura, alle nuove tecnologie e alle opportunità per i giovani.
Poche settimane dopo, il 4 marzo, Angiolini aveva però ritirato la candidatura, dichiarando concluso quel percorso.
La politica, dunque, è rimasta una parentesi breve nell’ultimo capitolo della sua esperienza pubblica. Il rapporto con Arezzo, invece, non si è mai interrotto.
Nel giorno dell’addio, quella relazione è apparsa evidente nella partecipazione della città. Il Comune aveva disposto il lutto cittadino e invitato gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche durante la celebrazione delle esequie, mentre le bandiere degli edifici comunali erano state esposte a mezz’asta.
Nel ricordo del fratello Alessandro, durante la cerimonia, è emersa anche una dimensione più privata di Beppe Angiolini, quella dell’uomo che fin da ragazzo aveva scelto di vestirsi e di vivere secondo un proprio gusto, senza adeguarsi alle convenzioni.
Una libertà personale che, negli anni, sarebbe diventata anche il tratto distintivo del suo modo di intendere la moda e il lavoro.
Sugar è stato lo strumento attraverso il quale quella idea ha preso forma concreta, portando nel centro storico aretino nomi, linguaggi e sensibilità della moda internazionale.
Con Beppe Angiolini scompare una figura che ha attraversato più mondi, quello dell’impresa, della moda, dell’arte, degli eventi e della promozione territoriale. Ma soprattutto scompare un uomo che aveva scelto di costruire ad Arezzo il proprio percorso, facendo della città non soltanto il luogo in cui era nato, ma il punto fermo di una storia professionale arrivata molto lontano.
Annalisa Crupi
@Riproduzione Riservata
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