Assisi, la Scuola di formazione UCSI e il Premio giornalistico nazionale UCSI Marche a Enrica Majo per “Vittime invisibili”

“Parole in Costruzione”. Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, Assisi ha ospitato la Scuola di Formazione Giancarlo Zizola, promossa dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana), che ha riunito giornalisti provenienti da tutta Italia per tre giornate di incontri e approfondimenti dedicate al ruolo dell’informazione nella democrazia. Nell’ambito della manifestazione, a Benedetta Torsello è stata assegnata anche la menzione speciale “Maria Grazia Capulli” per il reportage “Masala e patriarcato”

di Giorgia Piccolella

ASSISI – Si è conclusa domenica 1° novembre, ad Assisi, la Scuola di Formazione Giancarlo Zizola, organizzata dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana), con la consegna del Premio Giornalistico Nazionale UCSI Marche “Parole in Costruzione”, giunto alla sua seconda edizione. Tre giornate, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, dedicate alla formazione e al confronto sul ruolo dell’informazione nella società e nella democrazia, che hanno riunito giornalisti provenienti da tutta Italia. All’incontro hanno preso parte anche Vincenzo Varagona, presidente nazionale dell’UCSI, e Domenico Interdonato, vicepresidente nazionale dell’associazione, a testimonianza della partecipazione dei vertici dell’organizzazione alle attività formative e al confronto sui temi della professione. In questo contesto, il Premio ha trovato spazio all’interno di un programma di incontri e approfondimenti rivolto al mondo del giornalismo. Promosso dall’UCSI Marche in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti delle Marche, il Premio valorizza le buone notizie e il giornalismo costruttivi secondo i principi del position paper UCSI “Dalle 5 W alle 5 M”.
A conquistare il riconoscimento nazionale è stata Enrica Majo, giornalista della redazione di TV7, con il servizio “Vittime invisibili”, trasmesso dal settimanale di approfondimento del TG1. La menzione speciale “Maria Grazia Capulli” è stata invece assegnata a Benedetta Torsello per il reportage “Masala e patriarcato”, dedicato alle sette donne del Rajasthan che hanno sfidato pregiudizi e discriminazioni assumendo la gestione di un negozio di spezie. Alla vincitrice del Premio principale è destinato un riconoscimento di 1.000 euro.
«Sono molto soddisfatta dei 60 lavori arrivati: un numero che conferma come “Parole in Costruzione” sia un premio che sta crescendo, edizione dopo edizione», dichiara Egizia Marzocco, presidente di UCSI Marche. «Mi rende particolarmente felice la partecipazione di tante giovani e tanti giovani giornalisti, che hanno scelto di mettersi in gioco con un giornalismo attento alle persone. I lavori di Enrica Majo e Benedetta Torsello incarnano pienamente le 5 M del position paper UCSI: più fonti, più domande, più tempo, più tutele dei diritti e più umanità. È questo il “di più” che chiediamo alla nostra professione: non fermarsi al fatto, ma restituire voce a chi rischia di restare invisibile e indicare le strade possibili per ricostruire».
La giuria, composta da Giulia Cerqueti, giornalista di Famiglia Cristiana; Assunta Corbo, presidente del Constructive Network; Franco Elisei, presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche; Patrizia Senatore, giornalista della redazione di Fuori Tg (Rai3); ed Egizia Marzocco, giornalista e presidente di UCSI Marche, ha selezionato i vincitori tra 60 contributi pervenuti da tutta Italia.
La menzione speciale “Maria Grazia Capulli”, assegnata su indicazione della famiglia Capulli in collaborazione con la giuria, è riservata alla migliore opera di una giovane giornalista under 40.

Maria Grazia Capulli
(Macerata, 15 ago. 1960 – Roma, 21 ott. 2015
)

Il riconoscimento ricorda la giornalista e conduttrice del Tg2, scomparsa prematuramente il 21 ottobre 2015, a 55 anni, dopo una malattia. Laureata in Lettere classiche, Maria Grazia Capulli aveva legato il proprio percorso professionale all’informazione culturale e sociale, distinguendosi per l’attenzione alle storie delle persone e alle esperienze positive. Con la rubrica “Tutto il Bello che c’è”, da lei ideata e condotta al Tg2, aveva dato spazio a iniziative di solidarietà, testimonianze e realtà spesso lontane dai riflettori della cronaca, promuovendo uno sguardo giornalistico attento al valore umano delle notizie.
“Vittime invisibili”, al centro del servizio vincitore di Enrica Majo, realizzato per TV7, ha dato voce agli orfani di femminicidio: figlie e figli che perdono la madre per mano del padre, vittime due volte e troppo spesso dimenticate.
In Italia in gran parte minorenni, con un numero che numero continua a crescere. Il reportage attraversa le vicende personali di chi ha dovuto affrontare una perdita devastante. Tra queste, la storia di Pasquale Guadagno, che aveva 14 anni quando il padre uccise la madre Carmela e che oggi, a 30 anni, ha trasformato il proprio dolore in testimonianza; e quella di Renata Masella, che insieme al marito si è presa cura dei due nipoti rimasti orfani della mamma Micaela.
Accanto alle testimonianze trovano spazio le associazioni che sostengono i figli e i familiari delle vittime e la psicologa Paola Aquaro, che descrive il trauma vissuto da questi ragazzi e il lungo percorso necessario per ritrovare un equilibrio e tornare a vivere.
Il servizio affronta anche il tema delle tutele previste dalla legge e delle risposte concrete di cui questi minori hanno bisogno. Un lavoro giornalistico che porta all’attenzione una ferita ancora poco raccontata, restituendo centralità alle persone coinvolte e alle reti di sostegno che possono accompagnarle in un percorso di ricostruzione.
Nel commentare il lavoro premiato, Enrica Majo sottolinea il valore di un giornalismo che sappia tornare sul territorio e occuparsi delle questioni sociali, senza trascurare la cura delle immagini e il contributo degli operatori che partecipano alla realizzazione dei servizi. Il suo reportage racconta la condizione dei tanti giovani che hanno perso la madre per mano del padre, affrontando non soltanto le conseguenze emotive e psicologiche di questa tragedia, ma anche le difficoltà economiche e la carenza di tutele. Per questi ragazzi si apre un percorso lungo e complesso, nel tentativo di ritrovare una vita il più possibile vicina alla normalità.

La menzione speciale “Maria Grazia Capulli” è andata a Benedetta Torsello per “Masala e patriarcato”, reportage pubblicato il 30 agosto 2025 nell’inserto del mensile Cibo, allegato al quotidiano Domani.
Il racconto, ambientato a Jodhpur, nel Rajasthan, segue la vicenda di Neelam Verhomal, della madre e delle sorelle che, dopo la morte del padre, hanno assunto la gestione del suo negozio di spezie. Una scelta che le ha portate a confrontarsi con pregiudizi, molestie e tentativi di frode in un mercato tradizionalmente dominato dagli uomini.
La storia delle sette sorelle diventa così il punto di partenza per raccontare la discriminazione di genere e, al tempo stesso, la possibilità di trasformare una condizione di svantaggio in un percorso di autonomia ed emancipazione.
Benedetta Torsello ha spiegato che il reportage nasce da un viaggio personale, non da un incarico professionale, durante il quale ha incontrato le sette sorelle che avevano ereditato dal padre il negozio di spezie. La giornalista ha posto l’accento sulla responsabilità di chi racconta storie personali e fragili, sottolineando il valore della fiducia accordata da chi sceglie di condividere aspetti profondi della propria vita e il dovere di rispettare quella fiducia anche nei confronti dei lettori.

Il Premio Giornalistico Nazionale UCSI Marche “Parole in Costruzione” nasce con l’obiettivo di dare voce a chi, attraverso il proprio lavoro, porta all’attenzione storie e tematiche positive: inclusione, accoglienza, innovazione sociale, disabilità, sostenibilità e rispetto delle questioni di genere.
Sono valorizzati contributi capaci di ispirare e promuovere un cambiamento positivo nella società, offrendo uno sguardo alternativo all’approccio sensazionalistico che spesso caratterizza l’informazione.
Al Premio possono partecipare giornaliste e giornalisti iscritti all’Ordine, sia professionisti sia pubblicisti, presentando un solo contributo realizzato in qualsiasi formato: articoli, servizi televisivi e radiofonici, newsletter, contenuti per piattaforme digitali o podcast. Le opere ammesse alla seconda edizione sono state pubblicate o trasmesse su testate registrate nel periodo compreso tra il 1° aprile 2025 e il 15 settembre 2026.
La seconda edizione di “Parole in Costruzione”, celebrata nella cornice della Scuola di Formazione Giancarlo Zizola ad Assisi, conferma l’importanza di un’informazione che sappia andare oltre la cronaca immediata, approfondire le vicende umane e dare spazio a esperienze che, attraverso il racconto giornalistico, possono contribuire a una maggiore consapevolezza e a nuove possibilità di cambiamento.

Photo cover: Interdonato, Sgobba,Marzocco, Capulli e Varagona

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