Maremito, quando l’arte torna a dialogare con gli dei

Dall’8 novembre al 10 gennaio, Palazzo Montalto a Ortigia ospita la collettiva di pittura e scultura curata da Tony Fanciullo. Un incontro tra maestri del Novecento, artisti contemporanei e teatro antico, nel segno della memoria e del mito

SIRACUSA – Ci sono città che custodiscono il passato nei musei. E altre nelle quali il passato continua a camminare per strada, a mostrarsi nelle pietre, nelle architetture, persino nei nomi dei luoghi. Siracusa appartiene a queste ultime. Qui il mito non è soltanto il racconto di una civiltà scomparsa, ma una presenza che attraversa i secoli, sopravvive alle trasformazioni della città e continua a offrire all’arte una materia inesauribile di interpretazione.

Non poteva esserci, dunque, cornice più coerente di Ortigia per MAREMITO, la collettiva di pittura e scultura curata da Tony Fanciullo, che dall’8 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 sarà ospitata nelle sale di Palazzo Montalto. Un progetto che mette in relazione esperienze artistiche e generazioni differenti, dai maestri del Novecento agli interpreti della contemporaneità, cercando nel confronto tra linguaggi una continuità che non significa necessariamente somiglianza.

Perché l’arte, quando è autentica, non si limita a riprodurre ciò che è stato. Lo interroga, lo contraddice, talvolta lo reinventa. E il rapporto con la tradizione non consiste nel ripeterne le forme, ma nel riconoscere che ogni opera nasce dentro una storia, anche quando pretende di liberarsene. È proprio in questo dialogo tra eredità e ricerca che MAREMITO colloca la propria proposta culturale, affiancando alla pittura e alla scultura il progetto “Skenè – vivere il dramma antico”, con laboratori teatrali dedicati ai linguaggi e alle suggestioni del mondo classico.

Una scelta tutt’altro che marginale. A Siracusa il teatro greco non è soltanto un monumento o un appuntamento nel calendario degli spettacoli. È la testimonianza di una civiltà che aveva affidato alla rappresentazione scenica il compito di interrogare l’uomo, le sue passioni, i conflitti, il rapporto con il potere e con il destino. Riportare quei linguaggi all’interno di un percorso artistico contemporaneo significa tentare di restituire al patrimonio classico una dimensione viva, sottraendolo alla semplice contemplazione.

In questo contesto si inserisce il lavoro di Tony Fanciullo, artista che da anni affianca alla propria attività creativa l’organizzazione di iniziative culturali e laboratori. Il suo ruolo di curatore assume qui un significato che va oltre la selezione delle opere: costruire occasioni di incontro tra artisti, discipline e pubblico, in una città nella quale l’immenso patrimonio storico non sempre si traduce automaticamente in una produzione culturale altrettanto dinamica.

Anche la scelta di Palazzo Montalto contribuisce al senso dell’iniziativa. L’edificio medievale, nel cuore di Ortigia, non è un contenitore neutro. La sua architettura porta i segni di un’altra epoca, di un diverso modo di concepire lo spazio e la bellezza. Accogliere al suo interno opere moderne e contemporanee significa mettere in relazione tempi differenti, senza pretendere che uno prevalga sull’altro. La storia diventa così parte dell’esperienza espositiva, non soltanto il suo scenario.

Naturalmente, il valore critico di una mostra si misura anzitutto attraverso le opere e la qualità del dialogo che riescono a instaurare. Saranno quindi le scelte espositive, gli artisti presenti e il rapporto tra le diverse forme espressive a determinare quanto delle intenzioni dichiarate troverà effettiva realizzazione. Ma l’impostazione di MAREMITO suggerisce già una direzione interessante: considerare l’arte non come un’esperienza riservata a pochi, bensì come un linguaggio capace di costruire relazioni e di restituire significato ai luoghi.

L’inaugurazione è prevista domenica 8 novembre alle ore 18:30, con la presentazione di Raimondo Raimondi. L’esposizione proseguirà fino al 10 gennaio 2027, accompagnata dal progetto teatrale e dalle attività laboratoriali.

In fondo, il significato di un’iniziativa come MAREMITO sta anche in questo: ricordare che una città non vive soltanto della bellezza che ha ereditato, ma di quella che continua a produrre. Siracusa possiede una storia straordinaria. La sfida, oggi, non è semplicemente celebrarla, ma trovare nuovi linguaggi attraverso i quali renderla parte del presente.

Perché il mito appartiene alla memoria. Ma l’arte, quando riesce a interpretarlo, gli restituisce il futuro.

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MAREMITO – Palazzo Montalto, via dei Mergulensi, Ortigia (Siracusa). Dall’8 novembre 2026 al 10 gennaio 2027.

Inaugurazione domenica 8 novembre, ore 18:30. Informazioni: 333 2347418.

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