Moschese (UniMi): “Tutti possono essere a rischio Hiv, superare i pregiudizi e fare prevenzione” ‘Profilassi pre-esposizione strumento efficace ma poco conosciuto’

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) – “Per dare alle persone una maggiore coscienza del proprio rischio, la prima cosa da fare è abbandonare le vecchie categorie diffuse in passato: non esistono categorie a rischio, tutti possono essere a rischio di Hiv. Chiaramente questo è un messaggio che deve passare assolutamente nella popolazione, perché se non c’è consapevolezza del proprio rischio, non ci può essere un accesso efficace al testing. Bisogna normalizzare il test. Ovviamente, superata questa fase, dobbiamo parlare apertamente di Hiv e parlare normalmente di rapporti sessuali, che sono la principale via di trasmissione in Italia. Per questo motivo, tutte le persone che fanno sesso dovrebbero sottoporsi a uno screening almeno una volta all’anno per quanto riguarda l’infezione da Hiv”. Lo ha detto Davide Moschese, dirigente medico del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Luigi Sacco, università degli studi di Milano, durante l’incontro organizzato a Casa Gsk a Roma ‘Oltre lo stigma: salute, prevenzione e inclusione’. L’appuntamento – rivolto ai dipendenti Gsk e Viiv – è stato l’occasione per presentare i risultati della campagna ‘Tackle Hiv 2026 italia’, condotta online da Research Without Barriers (Rwb) su 2.012 adulti italiani tra il 10 e il 23 marzo 2026 per ViiV Healthcare, in collaborazione con Terrence Higgins Trust.La profilassi pre-esposiione (PrEP) “è uno strumento efficacissimo nella prevenzione dell’Hiv, ma purtroppo incontra alcuni ostacoli – sottoolinea l’infettivologo – è poco diffusa perché è poco conosciuta e le persone non ne sono consapevoli. A questo si affianca anche una bassa percezione del rischio di Hiv, soprattutto nella popolazione generale. Pensiamo alle persone eterosessuali o alle donne, che hanno una percezione decisamente più bassa del proprio rischio di contrarre l’Hiv. Normalizzare il test significa anche normalizzare la possibilità di entrare in contatto con il virus”. Se “qualcuno pensa di poter entrare in contatto con l’Hiv, tra i vari strumenti di prevenzione che abbiamo a disposizione la PrEP è uno dei più efficaci. Ricordiamo che la PrEP è gratuita e accessibile, per cui i cittadini possono rivolgersi ai centri clinici per richiederne la profilassi pre-esposizione”, ha poi concluso.

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