Zocchetti (ViiV): “Lo stigma sull’Hiv nasce da scarsa conoscenza dei progressi scientifici” ‘Grazie all’innovazione chi convive con infezione conduce una vita senza limitazioni’

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) – “Non tutti sanno che vivere con l’Hiv non rappresenta più il problema di un tempo, trattandosi di una condizione che permette di condurre una vita assolutamente normale. Il concetto di U=U (Undetectable = Untransmittable, Non rilevabile = non trasmissibile) esiste, consentendo alle persone di avere una vita sociale e relazionale normale e senza limitazioni, poiché si sa che l’infezione non viene trasmessa. Tutto questo non è percepito dal pubblico, probabilmente perché la comunicazione ad oggi non è andata di pari passo con l’evoluzione scientifica. Invece questo è un passaggio altamente importante e fondamentale: le persone all’esterno devono conoscere la realtà di oggi e i progressi straordinari compiuti su questa patologia”. Lo afferma Cristina Zocchetti, direttore medico di ViiV Healthcare Italia e Olanda, oggi a Casa Gsk a Roma, in occasione dell’incontro “Oltre lo stigma: salute, prevenzione e inclusione”. Un appuntamento durante il quale sono stati presentati i risultati della campagna ‘Tackle Hiv 2026 italia’, condotta online da Research Without Barriers (Rwb) su 2.012 adulti italiani tra il 10 e il 23 marzo 2026 per conto della farmaceutica, in collaborazione con Terrence Higgins Trust.”L’innovazione può giocare un ruolo nella vita di una persona che vive con infezione da Hiv – riprende Zocchetti – Oggi tutti i trattamenti sono efficaci, quindi il problema non è l’efficacia della terapia, perché se adeguatamente seguiti e con un monitoraggio attento, tutti i pazienti possono stare bene. Il vero valore dell’innovazione, invece, è andare oltre l’efficacia biologica o clinica per normalizzare il più possibile la vita della persona che vive con l’Hiv, integrandosi nelle sue necessità, nelle sue abitudini e nella sua quotidianità”. In tal senso, “avere somministrazioni gestite da un operatore sanitario aiuta a mantenere l’aderenza. Disporre di terapie sempre meno frequenti contribuisce a garantire una qualità di vita quasi normale, facendo sentire la persona meno stigmatizzata, meno ‘paziente’ e permettendole di agire in assoluta libertà”, aggiunge.”Pensiamo anche alla persona anziana che ha già molte altre patologie e deve assumere diversi trattamenti essere libera dalla gestione quotidiana dell’infezione da Hiv rappresenta un supporto importante per sentirsi più vicina ai suoi coetanei. L’innovazione passa proprio attraverso la capacità di integrarsi nella vita di chi vive con l’Hiv, riducendo al minimo lo stigma e il peso della terapia”. conclude.

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