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	<title>Maria Sole Stancampiano, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Nel nome di Pirandello, il teatro che guarda al futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 04:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="660" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215-1024x573.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215-768x430.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215-1170x655.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4215-585x327.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Presentata a Roma la XXIV edizione del Premio Nazionale di Teatro intitolato al grande drammaturgo siciliano. Un prestigioso concorso biennale che coniuga la tradizione dei grandi maestri con l&#8217;innovazione delle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentata a Roma la XXIV edizione del Premio Nazionale di Teatro intitolato al grande drammaturgo siciliano. Un prestigioso concorso biennale che coniuga la tradizione dei grandi maestri con l&#8217;innovazione delle nuove generazioni. Quattro le categorie ufficiali in gara.</em></p>
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<p><em>Maria Sole Stancampiano</em></p>
<p>ROMA – «Sappiamo che l’arte può salvare il mondo. Con questo premio riconosciamo il valore dei maestri del passato come Pirandello, ma al contempo costruiamo il futuro». Con queste parole si è aperta, nella prestigiosa cornice di Palazzo Fiano, in piazza San Lorenzo in Lucina, la presentazione della <strong>XXIV edizione del Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello</strong>.</p>
<p>L’Italia si conferma custode di un patrimonio culturale e letterario che non può essere relegato alla sola memoria. Deve invece continuare a rappresentare uno stimolo per l’innovazione e la crescita dei giovani talenti. Alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Cultura, il palermitano <strong>Giampiero Cannella</strong>, l’incontro ha illustrato le linee guida di uno dei più autorevoli riconoscimenti internazionali nel campo della drammaturgia, nato per valorizzare autori, registi, attori e compagnie impegnati nel rinnovamento del linguaggio teatrale. Istituito nel <strong>1966 a Palermo</strong> dalla <strong>Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele</strong> in occasione del centenario della nascita di Luigi Pirandello, il Premio conserva la sua natura biennale. La sua missione è onorare la memoria e l’eredità intellettuale del Nobel agrigentino, promuovendo al tempo stesso il valore educativo, civile e culturale del teatro e sostenendo la produzione contemporanea di qualità.</p>
<p>Dalla XXII edizione l’organizzazione e il coordinamento tecnico-scientifico sono affidati alla Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese, guidata da<strong> Raffaele Bonsignore</strong>, che presiede anche la giuria. La presidenza del Premio è invece affidata a <strong>Maria Concetta Di Natale</strong>, presidente della Fondazione Sicilia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-28195" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-982x1024.jpg" sizes="(max-width: 982px) 100vw, 982px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-982x1024.jpg 982w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-288x300.jpg 288w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-768x801.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-1473x1536.jpg 1473w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-1964x2048.jpg 1964w" alt="" width="982" height="1024" /></figure>
</div>
<p>«Onorare la memoria di Luigi Pirandello, drammaturgo, poeta e scrittore siciliano insignito del Premio Nobel nel 1934, lo considero un dovere – ha dichiarato Bonsignore –. Con questo riconoscimento ricordiamo una delle eccellenze culturali della Sicilia e rinnoviamo il nostro impegno affinché questo patrimonio continui a vivere, soprattutto tra i giovani, come strumento di crescita, memoria e innovazione».</p>
<p>Il prestigio del Premio Pirandello è testimoniato anche dalla qualità dei suoi vincitori. Nell’albo d’oro figurano personalità che hanno segnato la storia del teatro e della cultura internazionale, tra cui <strong>Ingmar Bergman</strong>, <strong>Giorgio Strehler, Eduardo De Filippo, Harold Pinter, Luca Ronconi, Vittorio Gassman, Dario Fo, Eugenio Barba, Toni Servillo, Roberto Andò e Sonia Bergamasco.</strong></p>
<p>Per la XXIV edizione la commissione giudicatrice è composta dal regista Roberto Andò, dalla direttrice del Salone del Libro di Torino Annalena Benini, dal compositore Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, da Beatrice Bulgari, presidente della Fondazione In Between Art Film, da Felice Cavallaro della Strada degli Scrittori, da Antonella Ferrero di Taobuk, da Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, e Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro di Milano.</p>
<p>Completano la giuria S.A.R. il Principe della Cambogia Ravivaddhana Monipong Sisowath, gli scrittori Giuseppina Terranova e Emanuele Trevi e da Aliza Wong, direttrice dell’American Academy in Rome. Segretario del Premio è Bernardo Tortorici Montaperto.</p>
<p><strong>Le categorie del Premio</strong></p>
<p>I riconoscimenti ufficiali saranno assegnati nelle categorie:</p>
<p>Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – <strong>Opera teatrale;</strong></p>
<p>Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – <strong>Regia;</strong></p>
<p>Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – <strong>Recitazione;</strong></p>
<p>Premio Internazionale di Teatro Luigi Pirandello.</p>
<p>A queste si aggiunge il Premio Speciale alla Carriera, attribuibile congiuntamente dalla Fondazione Sicilia e dalla Fondazione Lauro Chiazzese.</p>
<p>La sezione dedicata all’Opera teatrale è aperta agli autori di lingua italiana con testi originali o pubblicati nel biennio precedente. Il vincitore riceverà un premio di 10 mila euro. Le opere dovranno essere inviate entro il 15 settembre 2026 alla segreteria del Premio presso la Fondazione Sicilia.</p>
<p>Per i vincitori delle sezioni Regia, Recitazione e Premio Internazionale è previsto un riconoscimento di forte valore simbolico e artistico: una scultura realizzata dal maestro Emilio Isgrò raffigurante il celebre Seme d’Arancia.</p>
<p>La cerimonia conclusiva si svolgerà, come da tradizione, in Sicilia. Un ritorno alle radici che conferma il legame profondo tra la terra di Pirandello e un Premio capace di guardare al futuro, facendo dialogare memoria, creatività e innovazione nel segno del teatro.</p>
</div>
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		<title>Radici siciliane e battito londinese: il Nu-Jazz di Chicco Allotta e The Groovers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 18:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Chicco Allotta e The Groovers]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Nu-Jazz]]></category>
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<p>Con l&#8217;album di debutto “Segundagenie” e il singolo “Jungle Ciuri 2.0”, il tastierista degli Incognito fonde tradizione folk, elettronica e contaminazioni globali in un personalissimo manifesto sonoro C’è un filo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/27/radici-siciliane-e-battito-londinese-il-nu-jazz-di-chicco-allotta-e-the-groovers/">Radici siciliane e battito londinese: il Nu-Jazz di Chicco Allotta e The Groovers</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="656" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820-300x167.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820-1024x570.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820-768x427.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820-1170x651.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3820-585x325.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><p><em>Con l&#8217;album di debutto “Segundagenie” e il singolo “Jungle Ciuri 2.0”, il tastierista degli Incognito fonde tradizione folk, elettronica e contaminazioni globali in un personalissimo manifesto sonoro<br />
</em></p>
<p>C’è un filo che unisce la Sicilia a Londra. Su questo binario geografico ed emotivo si sviluppa l’universo musicale di Chicco Allotta, pianista, compositore e tastierista della band britannica Incognito. Attivo dal 1987, dopo aver suonato in eventi come il Concerto del Primo Maggio a Roma e in festival e club internazionali, Allotta realizza il suo primo progetto solista con la band The Groovers: “Segundagenie” (etichetta TRP Music). Il disco, composto da sei tracce, ridefinisce i confini del Nu-Jazz, intrecciando Jazz-Fusion, Drum&amp;Bass, Funk e World Music. Lo accompagnano Massimiliano Laganà al basso, Luca Barbato alla batteria e Luca Meneghello alla chitarra. Il singolo che apre il progetto è “Jungle Ciuri 2.0”, nato da una jam session in studio, che decostruisce un simbolo folk della tradizione siciliana trasformandolo in un canto di protesta</p>
<p><em>Il senso profondo del progetto “Segundagenie” è un titolo enigmatico, e l’album nasce da un’idea rimasta nel cassetto per anni: cosa rappresenta davvero questo lavoro per te oggi? È più un punto di arrivo o una nuova partenza, soprattutto alla luce del tuo percorso tra Sicilia e Londra?</em></p>
<p>Segundagenie per me significa seconda versione, quindi è un punto di partenza, un altro.</p>
<p><em>Identità</em><em> e trasformazione culturale. Nel disco fondi tradizione siciliana, elettronica londinese, Nu-jazz ed Etano: in che modo questa contaminazione musicale riflette la tua identità personale e artistica, segnata anche dall’esperienza migratoria ?</em></p>
<p>Tutto si fonde e si trasforma, credo la musica parli da sè.</p>
<p><em>Riscrivere la tradizione Con Jungle Ciuri 2.0 trasformi un simbolo popolare come Ciuri Ciuri in un brano ironico e introspettivo, quanto </em><em>è importante per te mettere in discussione la tradizione, e che ruolo ha la musica nel raccontare le contraddizioni della sua terra?</em></p>
<p>Non volevo trasformare nulla, era una jam session fortunata tra amici, scherzavamo su un groove reggae in minore, io ero di pessimo umore e i ragazzi suonando mi sfidarono a inventarmi qualcosa, sono partito a razzo col ritornello di ciuri ciuri con note diverse e ritmo diverso, per poi letteralmente svuotare la mia mente di tutto quello che sentivo, in quel momento. Quanto sia importante lo diranno gli ascoltatori, che credo sentano la mia autoironia, bel lontana dal voler trasformare tradizioni.</p>
<p><em>Complessità musicale VS Emozione, brani come Mezzu Tempo in 13 o Father an Son mostrano una certa complessit</em><em>àritmica e armonica: come riesci a bilanciare questa ricerca tecnica con l’urgenza emotiva e comunicativa della musica ?</em></p>
<p>Sono attratto dall’imprevedibilità, mi piace un sacco groovare, accompagnare , perdermi nel senso ipnotico dei groove che stiamo suonando, ma lo sghiribizzo, il groove non regolare, cambiare atmosfere più che ricerca tecnica, un po’ come cercare per radio frequenze, o andare nei negozi di dischi fino agli anni 90, ti prendevi un’ora e ti ascoltavi di tutto. E poi tornavi lì e ancora.</p>
<p><em>Il ritorno e la restituzione dal vivo, portare queste canzoni, nate a Londra, di nuovo in Sicilia: che significato ha per te questo ritorno? una riconciliazione, una restituzione o un nuovo dialogo con il pubblico di casa?</em></p>
<p>Non tutte le tracce dell’album sono nate a Londra , Jungle Ciuri 2.0 , Mezzutempo in 13 e Trapani Maybe sono nate in Sicilia. Ho sempre mantenuto buoni rapporti, niente da riconciliare, sono emigrato perché per fare cosa faccio dovevo andare in un posto enorme con migliaia di spazi e posti dove la musica è un elemento importante. Punto. Il pubblico di casa mi conosce, sono un musicista attivo dal 1987, mi è venuto infatti molto naturale suonare per la presentazione del mio nuovo progetto sia a Trapani che a Trecastagni,CT.</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Roma, Voci dal silenzio: seminario su Filippo Di Benedetto e la dittatura  argentina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:20:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="669" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640-300x170.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640-1024x581.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640-768x436.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3640-585x332.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Il 19 maggio un confronto promosso dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, sul sindacalista calabrese che durante la dittatura argentina sostenne perseguitati politici e famiglie&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/18/roma-voci-dal-silenzio-seminario-su-filippo-di-benedetto-e-la-dittatura-argentina/">Roma, Voci dal silenzio: seminario su Filippo Di Benedetto e la dittatura  argentina</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 19 maggio un confronto promosso dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, sul sindacalista calabrese che durante la dittatura argentina sostenne perseguitati politici e famiglie di emigrati italiani</em></p>
<p>ROMA – Si terrà <strong>martedì 19 maggio 2026</strong>, dalle ore 15.00 alle 19.00, presso la Sala Ignazio Ambrogio dell’Università Roma Tre (Via del Valco di San Paolo, 19), il <strong>seminario</strong> “Argentina 1976–2026. Voci dal Silenzio – Filippo Di Benedetto e la generazione dei figli. Tra documentario, testimonianza e scrittura”.</p>
<p>L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, in collaborazione con il Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano e il CSACA, nel quadro delle riflessioni dedicate al cinquantenario del colpo di Stato militare argentino del 1976.</p>
<p>Al centro dell’incontro la figura di <strong>Filippo Di Benedetto</strong>, emigrato italiano in Argentina, sindacalista e attivista impegnato nell’assistenza agli emigrati e nella tutela dei perseguitati politici durante gli anni della dittatura militare argentina (1976–1983). Originario di Saracena, in Calabria, Di Benedetto fu attivo nel sindacalismo e nell’impegno civile già in Italia, ricoprendo anche incarichi amministrativi locali prima del trasferimento a Buenos Aires nei primi anni Cinquanta.</p>
<p>Nella capitale argentina divenne responsabile del patronato INCA-CGIL e presidente della FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie). Durante il regime militare collaborò nell’attività di sostegno e protezione di cittadini italiani e italo-argentini vittime della repressione, favorendo contatti con le rappresentanze diplomatiche e percorsi di espatrio per persone minacciate. La sua esperienza è stata successivamente al centro di studi, testimonianze e opere documentarie dedicate alla memoria dei desaparecidos e della diaspora italiana in Argentina.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-108805" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Voci-del-silenzio-dittatura-argentina--798x1024.jpg" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Voci-del-silenzio-dittatura-argentina--798x1024.jpg 798w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Voci-del-silenzio-dittatura-argentina--234x300.jpg 234w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Voci-del-silenzio-dittatura-argentina--768x985.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Voci-del-silenzio-dittatura-argentina-.jpg 1080w" alt="" width="798" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Il seminario prenderà avvio con i saluti istituzionali di <strong>Camilla Cattarulla</strong>dell’Università Roma Tre e di <strong>Carlo Mearill</strong>i, presidente del Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno.</p>
<p>La sezione “<strong>La testimonianza visiva</strong>” prevede la proiezione di estratti dal documentario <strong>L’Angelo di Buenos Aires </strong>di Enrico Blatti, dedicato a Filippo Di Benedetto. Seguirà un approfondimento sul rapporto tra cinema e memoria civile, dal titolo “<strong>Il cinema come officina della memoria e specchio dell’impegno civile</strong>”.</p>
<p>Sono previsti gli interventi di <strong>Enrico Blatti</strong>, che illustrerà il processo di documentazione del lavoro cinematografico, del regista  Fabrizio<strong> Catalano</strong>, con una riflessione sul documentario come strumento di denuncia e “teatro della realtà”, e di <strong>Claudio Balzamonti</strong>, che porterà la propria testimonianza dal titolo Io mi ricordo.</p>
<p>Una seconda parte dell’incontro, dedicata al tema “Percorsi di memoria tra scrittura e rito”, vedrà gli interventi di <strong>Camilla Cattarulla</strong>, sul tema della scrittura del trauma e della generazione dei figli, di <strong>Angela Di Matteo</strong> (Università Roma Tre), con una relazione intitolata La parola incarnata. Dal grido alla poesia, e di <strong>Rosa Maria Grillo </strong>(Università degli Studi di Salerno), che interverrà su Il glossario del terrore.</p>
<p>L’iniziativa si concluderà con un dibattito aperto al pubblico.</p>
<p>® Riproduzione riservata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/18/roma-voci-dal-silenzio-seminario-su-filippo-di-benedetto-e-la-dittatura-argentina/">Roma, Voci dal silenzio: seminario su Filippo Di Benedetto e la dittatura  argentina</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Catania, Vincenzo Caruso al “Maggio dei Libri 2026” con la silloge “Fiori di Pace”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 14:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[fiori di pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un incontro tra cultura, spiritualità e impegno sociale accompagnerà la presentazione della raccolta poetica Fiori di Pace di Vincenzo Caruso, medico e componente del direttivo UCSI Catania. A moderare l’appuntamento&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un incontro tra cultura, spiritualità e impegno sociale accompagnerà la presentazione della raccolta poetica Fiori di Pace di Vincenzo Caruso, medico e componente del direttivo UCSI Catania. A moderare l’appuntamento del “Maggio dei Libri 2026” sarà Lucio Di Mauro, presidente UCSI Catania</em></p>
<p>Catania – Nell’ambito della campagna nazionale “<strong>Il Maggio dei Libri 2026</strong>”, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura sul tema “<strong>Ogni libro è una creatura viv</strong>a”, Catania ospiterà il prossimo <strong>14 maggio</strong>, alle ore 16.30, un incontro dedicato alla poesia e alla riflessione civile presso la Chiesa di Santa Chiara.<br />
Protagonista dell’appuntamento sarà il medico e poeta <strong>Vincenzo Caruso</strong> con la presentazione della silloge “<strong>Fiori di Pace</strong>”, opera che unisce sensibilità umana, spiritualità e attenzione verso i temi della solidarietà e della pace.<br />
Il dottor Vincenzo Caruso rappresenta una figura profondamente radicata nel tessuto sanitario e sociale catanese. Medico impegnato da anni nel volontariato e nella donazione del sangue, è responsabile donatori della FIDAS Catania ed è stato primario e direttore sanitario della UOD Talassemia dell’ARNAS Garibaldi di Catania. Un percorso professionale costruito accanto ai pazienti e alle loro famiglie, nel segno della cura e dell’impegno civile.<br />
Accanto alla medicina, Caruso coltiva da tempo una dimensione poetica e interiore che trova espressione nella scrittura. Nei suoi versi convivono esperienza umana, e tensione metafisica.</p>
<div class="wp-block-image">
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</div>
<p>Caruso è inoltre componente del direttivo UCSI Catania, <strong>l’Unione Cattolica Stampa Italiana, </strong>realtà impegnata nella promozione dei valori etici e culturali nel mondo dell’informazione.<br />
L’incontro sarà aperto dai saluti di <strong>Sabina Murabito, Walter Cerreti, Lucio Di Mauro — </strong>presidente UCSI Catania — e <strong>Nella Inserra.</strong> Interverranno inoltre il professore di Sociologia dell’Università di Messina <strong>Francesco Pira</strong> e il critico letterario <strong>Milly Bracciante</strong>. Le letture saranno affidate all’attrice <strong>Lina Giuffrida</strong>, mentre i momenti musicali vedranno al pianoforte <strong>Giuseppe Caruso. </strong><br />
La manifestazione si inserisce nel calendario culturale del “Maggio dei Libri”, iniziativa che anche quest’anno coinvolge Catania con incontri, presentazioni e momenti di confronto dedicati al valore della lettura come strumento di diffusione culturale.<br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>Crociata contro il Vaticano? Trump accusa, Leone XIV risponde, Rubio media il disgelo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="583" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-300x148.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-1024x506.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-768x380.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-1170x579.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-585x289.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Il Presidente USA alza il tiro: &#8220;Il Papa mette in pericolo i cattolici&#8221;. La Santa Sede non arretra: &#8220;Predichiamo il Vangelo, non la politica&#8221;. Mentre il governo italiano si schiera&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="583" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-300x148.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-1024x506.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-768x380.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-1170x579.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3498-585x289.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><p><em>Il Presidente USA alza il tiro: &#8220;Il Papa mette in pericolo i cattolici&#8221;. La Santa Sede non arretra: &#8220;Predichiamo il Vangelo, non la politica&#8221;. Mentre il governo italiano si schiera con il Pontefice, il Segretario di Stato americano Marco Rubio in Vaticano sceglie la via diplomatica. In ballo anche il voto cattolico in vista delle Midterm Elections</em></p>
<p>Sembra di essere tornati ai tempi delle crociate e delle lotte tra Impero e Papato. Come è noto, Il braccio di ferro tra i due americani più potenti del pianeta ha raggiunto un nuovo, pericoloso livello di tensione. Se lo scorso aprile era stato il mese dello scontro ideologico, questo maggio segna un attacco frontale di <strong>Donald Trump</strong> che scuote le fondamenta del rapporto tra Stato e Chiesa.</p>
<p>In un’intervista rilasciata a Hugh Hewitt su <em>Salem News Channel</em>, il Presidente Trump ha usato toni senza precedenti: <em>“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici; per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”</em>. Un’accusa che trasforma il dissenso diplomatico in una questione di sicurezza non solo spirituale, ma anche geopolitica. Ancora una volta Trump punta il dito contro la linea del Vaticano favorevole al dialogo con Teheran per evitare l’escalation in Medio Oriente.</p>
<p>La Santa Sede ha replicato con quella che il Segretario di Stato, il cardinale <strong>Pietro Parolin</strong>, ha definito una “risposta cristianissima”. <strong>Papa Leone XIV</strong>, uscendo dalla residenza di Castel Gandolfo, è stato fermo: <em>“La missione della Chiesa è predicare il Vangelo. Se qualcuno vuole criticarmi per questo, lo faccia con la verità. La Chiesa ha parlato da anni contro il nucleare”</em>. Il Pontefice ha così ribadito <strong>la condanna totale di tutte le armi nucleari</strong>, senza eccezioni geopolitiche. <strong>Parolin</strong> ha aggiunto che il Papa proseguirà sulla sua strada, parlando in ogni occasione <em>“opportuna e inopportuna”</em>, come indicato da San Paolo. Il governo italiano ha reagito con insolita compattezza contro le affermazioni della Casa Bianca. Il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha definito gli attacchi “né condivisibili né utili”, confermando il pieno sostegno a Leone XIV in vista dell’ incontro bilaterale con Rubio previsto per venerdì. Il vicepremier <strong>Matteo Salvini </strong>è stato ancora più netto: <em>“Il Papa non si discute, si ascolta”</em>. In questo clima incandescente, il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> è arrivato giovedì 7 maggio in Vaticano, per il previsto incontro con il Pontefice. L’udienza è durata circa 45 minuti. Secondo il Dipartimento di Stato USA, “l’incontro ha sottolineato il solido rapporto tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro impegno comune a favore della promozione della pace e della dignità umana”. Papa Leone XIV ha donato al Segretario di Stato americano una penna di legno d’ulivo perché “è la pianta della pace”, mostrando anche che ad una estremità è raffigurato il suo stemma. Rubio ha regalato al Papa un piccolo pallone da football di cristallo. L’agenzia Ansa riporta che la Santa Sede ha emesso un comunicato stampa di sole sette righe. Secondo fonti vaticane si è parlato di Medio Oriente, dei conflitti in Africa e della “necessità di sostenere il popolo cubano in questo momento difficile”.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata </strong></p>
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		<title>Er Pablo: il rap che naviga tra impressionismo e realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:11:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Er Pablo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3403.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3403.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3403-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3403-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Johnny, il nuovo singolo dove la realtà urbana si tinge di sensazioni. Tra i chiaroscuri di Roma e l&#8217;urgenza di un racconto senza filtri È appena uscito, ma già fa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/30/er-pablo-il-rap-che-naviga-tra-impressionismo-e-realta/">Er Pablo: il rap che naviga tra impressionismo e realtà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Johnny, il nuovo singolo dove la realtà urbana si tinge di sensazioni. Tra i chiaroscuri di Roma e l&#8217;urgenza di un racconto senza filtri</em></p>
<p>È appena uscito, ma già fa parlare <strong>“Johnny”</strong>, per l’etichetta Red&amp;Blue, distribuito da Ada Music Italy. “Johnny” è il titolo del nuovo singolo di <strong>Er Pablo</strong>, un artista che sta ridefinendo i confini dell’hip-hop romano contemporaneo. Pablo Deleuse, in arte Er Pablo, non è il classico rapper: la sua formazione affonda le radici nel teatro e nella regia, elementi che trasforma in musica attraverso una scrittura fortemente visiva e cinematografica.</p>
<p>Con “Johnny”, l’artista ci trascina in un viaggio introspettivo dove il tempo non è un concetto astratto, ma un pirata che salpa per non tornare. Il brano nasce da una suggestione colta — lo studio de <em>“La Mer”</em> di Debussy — e si sviluppa su un tappeto sonoro organico, dove gli strumenti suonati dal vivo sostituiscono la freddezza dei campionamenti digitali. Accompagnato dal suono del produttore Violea e da una presenza vocale femminile eterea, Er Pablo ci regala un pezzo che è insieme duro e melodico, una “mappa del tesoro” lasciata aperta all’interpretazione di ogni ascoltatore. E ci parla di “Johnny”, un brano che esplora l’incessante scorrere del tempo attraverso la metafora del pirata<em>.</em></p>
<p><em>Com’è nata l’esigenza di personificare un concetto così astratto in una figura leggendaria come quella del pirata e quanto c’è di personale in questo senso di “mancato ritorno”?</em></p>
<p>“La scrittura di un testo per me è composta da più elementi. Ovviamente il mio vissuto personale incide molto sul come e cosa scrivo, ‘Johnny’ è l’esempio perfetto. Ho ritrovato nel pirata Johnny molti elementi della mia vita e senza dubbio è una figura che sento molto vicina. Più che un mancato ritorno a me preme molto il lasciar andare, che credo sia una costante della vita di molti. Esplorare una figura come quella di Johnny e legarla con più concetti su cui rifletto fa sì che un mio testo abbia più significati”.</p>
<p><em>Hai dichiarato che la genesi del brano è legata al tuo studio de “La Mer” di Debussy. Come sei riuscito a far dialogare l’impressionismo classico francese con le metriche veloci e incisive del tuo rapping? Qual è il punto d</em><em>’</em><em>incontro tra questi due mondi apparentemente così </em><em>distanti?</em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107437" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-1024x1024.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-300x300.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-150x150.jpeg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-768x768.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Er_Pablo_.jpeg 2048w" alt="" width="1024" height="1024" /></figure>
</div>
<p>“Io credo che la musica non abbia alcun tipo di limite, e credo anche che l’essere umano per sua natura abbia bisogno di limiti. I generi musicali sono una nostra decisione, ma questo non vuol dire che nella realtà sia così. Non riesco a vedere questa distanza tra il mondo orchestrale e quello del rap, sicuramente hanno immaginari molto diversi, ma alla fine hanno lo stesso scopo, ovvero comunicare qualcosa. Lo studio di Debussy è stato fondamentale per trovare una prima idea del brano, ma dentro di me e dentro le mie orecchie ci sono anni di rap, e dunque è inevitabile che per me risulti facile vedere una strofa rap con sotto un’orchestra. Il punto d’incontro secondo me è facile e scontato. Entrambe sono musiche.”</p>
<p><em>Nella struttura sonora di “Johnny” la voce femminile gioca un ruolo fondamentale per l</em><em>’</em><em>emotivit</em><em>à del pezzo. Ci puoi raccontare come è nata questa collaborazione e in che modo, secondo te, la melodia femminile riesce a completare il messaggio che volevi trasmettere con le tue rime?</em></p>
<p>“La voce femminile è il tassello che regge l’intera piramide. Avendo una musica tendenzialmente morbida ed una voce principale dura ed incisiva, la voce femminile deve giostrarsi tra queste due sensazioni, cercando di cucire tutto insieme. Se analizziamo il brano nel dettaglio notiamo che l’inizio presenta dei vocalizzi molto morbidi, che troviamo a tratti anche nella prima strofa, nel ritornello la situazione cambia, la voce femminile diventa incisiva e coprotagonista. Per sottolineare il suo ruolo viene divisa in più linee sovrapposte, una morbida, una piena a livello canoro ed infine una di sottofondo che fa da pedale per le altre due. Grazie a questi passaggi il brano ha una evoluzione continua che si sviluppa attorno al rap. Anche se la linea guida viene tratteggiata dalla voce femminile, che deve – appunto -legare tutto.”</p>
<p><em>Essendo tu stesso il regista del videoclip, hai curato un’estetica che gioca sul contrasto tra staticità e dinamismo. Come si riflette la tua formazione nella recitazione e nel cinema sulla tua scrittura musicale? Ti consideri un artista che scrive per “immagini”?</em></p>
<p>“Assolutamente sì, le immagini sono protagoniste della mia penna e direi della mia vita stessa. Mi succede molto spesso di immaginare un’immagine specifica, la regia e la fotografia sono il risultato di questa mia caratteristica. La recitazione e il teatro mi hanno insegnato ad interpretare parole ed emozioni, quando scrivo tengo sempre bene a mente lo studio emotivo che ho iniziato dentro al teatro.”</p>
<p><em>Partendo dalla “vecchia scuola” romana (come Primo Brown e i Colle der Fomento) sei approdato a un rap strumentale ricco di pianoforte, chitarra e batteria suonati dal vivo. In un’epoca dominata da suoni digitali e campionamenti, quanto è importante per te mantenere questa “magia” sonora autentica insieme al produttore del suono Violea?</em></p>
<p>“Personalmente amo gli strumenti per una questione emotiva. La musica è un mezzo di comunicazione e attraverso gli strumenti e i musicisti è capace di trasmettere emozioni diverse. Non odio i synth o i campionatori, anzi li reputo eccezionali in quello che possono fare, ma purtroppo non esiste apparecchio elettronico che può entrare in contatto con la musica a livello emotivo, un computer non ha emozioni. Per questo amo gli strumenti, hanno storie da raccontare e vissuti totalmente diversi, proprio come chi li suona. Questa unione crea l’arte, che è esattamente quello che voglio sentire io”.</p>
<p><em>Hai spesso affermato che la cosa più </em><em>importante per te </em><em>è l’interpretazione che gli altri danno alle tue parole. C’è un messaggio o una sensazione particolare che speri il pubblico colga ascoltando “Johnny”, o preferisci che il brano rimanga una “mappa” aperta in cui ognuno può trovare il proprio tesoro?</em></p>
<p><strong>“</strong>Il termine mappa è sicuramente quello più appropriato. Essendo l’italiano una lingua molto complessa e ampia, le stesse parole possono avere significati diversi e permette a ogni singola persona di dare un’interpretazione propria. Più che un messaggio o una sensazione io spero di far riflettere l’ascoltatore, di farlo interrogare sulle mie parole così da fargli costruire la sua mappa del tesoro. La parte più bella è ovviamente scoprire le interpretazioni diverse dalla tua, così puoi cercare le strade degli altri dentro di te.”</p>
<p><strong>BIOGRAFIA </strong></p>
<p><strong>Pablo Deleuse</strong>, in arte <strong>“</strong><strong>Er Pablo</strong><strong>”</strong>, è un cantautore romano esponente della nuova scena hip-hop. Il suo percorso artistico affonda le radici nella recitazione ma, ancora giovanissimo, scopre una viscerale passione per la musica, traendo ispirazione dal rap romano della “vecchia scuola” e dallo studio dei testi di pilastri come Primo Brown, i Villa Ada Posse e i Colle der Fomento.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107474" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er-1024x680.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er-1024x680.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er-300x199.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er-768x510.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er-1536x1020.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/er.jpeg 2048w" alt="" width="1024" height="680" /></figure>
</div>
<p>Inizia a scrivere i suoi primi brani a soli 11 anni, influenzato dagli autori che ancora oggi studia costantemente. All’età di 16 anni, affascinato dalla musica suonata dal vivo, intraprende da autodidatta lo studio di diversi strumenti: chitarra, pianoforte e batteria. Questo amore per la strumentazione lo porta ad approfondire vari generi, trovando la propria dimensione ideale nel rap strumentale.</p>
<p>Ascoltando i suoi ultimi lavori — <em>Veterano, Fumo e Malditesta</em> e <em>Johnny</em> — emerge immediatamente una sonorità ricca di strumenti suonati dal vivo, che accompagnano testi profondi e specchio della sua realtà quotidiana. Crescendo sia anagraficamente che artisticamente, Er Pablo si spinge sempre più verso la sperimentazione di nuove sonorità, abbinandole a liriche capaci di trasmettere sensazioni diverse a ogni singolo ascoltatore. È proprio questa versatilità a rendere il suo pubblico estremamente eterogeneo per età e genere, come lui stesso ricorda spesso nelle interviste: “La cosa più importante per me è l’interpretazione delle mie parole; sono davvero curioso di sapere cosa le persone vedono nei miei testi”.</p>
<p>Per l’artista, il fine ultimo della musica è una comunicazione che apra mondi immaginativi diversi, permettendo a chiunque di trovare un significato unico e personale nelle sue rime. Nonostante un animo incline alla solitudine, Er Pablo ama la dimensione collaborativa: per la comunicazione si avvale del supporto del team Red&amp;Blue, mentre per la creazione della “magia” sonora si affida al produttore Violea, il cui sound — ora morbido, ora più rock — contribuisce a rendere ogni produzione autentica e originale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/30/er-pablo-il-rap-che-naviga-tra-impressionismo-e-realta/">Er Pablo: il rap che naviga tra impressionismo e realtà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La sfida del lavoro giovanile: a Palermo i Salesiani rilanciano la Cittadella del sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadella del sociale]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
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<p>Sessant’anni di impegno educativo dell’Opera “Gesù Adolescente”: al Teatro Savio istituzioni, associazioni e Chiesa discutono di inclusione, disagio giovanile e accesso a percorsi formativi e occupazionali. Al centro il nuovo&#8230;</p>
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<p><em>Maria Sole Stancampiano</em></p>
<p>A Palermo la sfida del disagio giovanile e dell’accompagnamento al lavoro torna al centro del dibattito pubblico. Al Teatro Savio, in occasione dei 60 anni dell’Opera salesiana “Gesù Adolescente”, una tavola rotonda ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della Chiesa per fare il punto su bisogni e strumenti di sostegno a ragazzi e famiglie, soprattutto nei contesti più fragili. L’incontro dal titolo: <em>Un sogno che continua</em>, è stato moderato dal giornalista ed ex allievo <strong>Valerio Martorana</strong>. Tra gli interventi quelli dell’arcivescovo di Palermo <strong>Corrado Lorefice</strong>, dell’ispettore dei Salesiani di Sicilia <strong>Domenico Saraniti</strong>, dell’assessore comunale alle Politiche sociali <strong>Mimma Calabrò</strong> e di <strong>Patrizia Di Dio</strong>, presidente di Confcommercio Palermo. Al centro del confronto il progetto della “Cittadella del sociale”, un nuovo polo pensato per rafforzare servizi, orientamento e percorsi formativi rivolti ai giovani.</p>
<p>Per l’ispettore dei Salesiani di Sicilia <strong>Domenico Saraniti</strong>, l’anniversario è soprattutto un’occasione per aggiornare le priorità educative alla realtà di oggi. “È un tempo per ricordare, ripensare e rilanciare con determinazione l’impegno educativo verso i giovani, soprattutto quelli che vivono situazioni di maggiore difficoltà”, ha affermato, ringraziando istituzioni e sostenitori. Saraniti ha ricordato i percorsi di apprendimento e di inserimento al lavoro promossi negli anni dall’Opera e ha indicato nella “Cittadella del sociale” uno snodo per costruire una rete più stabile di servizi e opportunità: “Educare significa ampliare le possibilità di vita, creare opportunità e offrire nuovi orizzonti di crescita”.</p>
<p>Nel suo intervento, l’arcivescovo <strong>Corrado Lorefice</strong> ha richiamato l’urgenza di una responsabilità collettiva verso gli adolescenti, soprattutto dove si sommano fragilità sociali e assenza di riferimenti educativi. “Partiamo dalle ferite reali della città”, ha detto, avvertendo del rischio che una cultura centrata su profitto e potere lasci indietro i più deboli. Il riferimento al cristianesimo di don Bosco, ha spiegato, è un invito a stare nei quartieri e nelle periferie con una presenza educativa continua: “Servono adulti capaci di guardare con responsabilità alla realtà e di offrire contesti educativi solidi”.</p>
<p>Sul fronte dell’inclusione lavorativa, <strong>Patrizia Di Dio</strong> (Confcommercio Palermo) ha sottolineato la necessità di collegare formazione e opportunità concrete, perché l’accesso a un’occupazione resta uno dei fattori decisivi per l’autonomia dei giovani. “Il valore dell’educazione non consiste soltanto nell’insegnare un mestiere, ma nel trasmettere il senso della responsabilità”, ha detto. Per Patrizia Di Dio è decisivo rafforzare il dialogo tra scuole, enti formativi e imprese, anche sostenendo percorsi di autoimprenditorialità.</p>
<p>L’anniversario dell’Opera “Gesù Adolescente” si è così trasformato in un punto di ripartenza: più coordinamento tra pubblico, privato, sociale e realtà educative, e più continuità nei percorsi per chi rischia di restare indietro. La “Cittadella del sociale” è il progetto indicato come risposta strutturale: un luogo in cui mettere insieme orientamento, accompagnamento e servizi, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle opportunità meno episodico e più vicino ai bisogni quotidiani di adolescenti e famiglie.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fede, speranza e ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
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<p>Cristiani per l’ecologia e la sostenibilità. A Palermo riparte la sfida della “Laudato Si’” con un corso di Alta Formazione. La lezione inaugurale all’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale&#8230;</p>
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<p>L’11 aprile prende il via la seconda edizione del corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale in un luogo così suggestivo come l’Abbazia di San Martino delle Scale. Il corso è promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana. Un progetto che unisce riflessione spirituale, ricerca scientifica e impegno civile, ispirandosi all’enciclica <strong>Laudato Si’ </strong>di Papa Francesco.</p>
<p>Fino al 27 maggio, studiosi, professionisti e cittadini potranno immergersi in un itinerario che intreccia teoria e pratica. Il programma prevede quattro incontri in presenza e undici moduli online, per un totale di sedici appuntamenti dedicati ai temi più urgenti del nostro tempo: energia, clima, salute, biodiversità, agricoltura e giustizia ambientale.</p>
<p>L’obiettivo è formare figure capaci di leggere la crisi globale in chiave integrale, coniugando sviluppo economico, equità sociale e tutela del creato.</p>
<p>L’apertura ufficiale sarà presieduta dall’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e dall’Abate Don Vittorio Rizzone. Ospite d’onore Suor Alessandra Smerilli, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che offrirà una <em>lectio magistralis</em> sul valore dello sviluppo umano nella prospettiva dell’ecologia integrale.</p>
<p>Grande rilievo avrà anche il dialogo interreligioso: rappresentanti delle tradizioni cristiana, islamica ed ebraica si confronteranno su un terreno comune, quello della responsabilità condivisa verso la “casa comune”.</p>
<p>Il corso è gratuito e accessibile anche online, grazie alle registrazioni disponibili in modalità asincrona sulla piattaforma della Gregoriana. È rivolto a studenti, operatori pastorali, professionisti e cittadini interessati. Gli iscritti agli ordini professionali potranno ottenere crediti formativi dai rispettivi ordini.</p>
<p>Con questa iniziativa, la Fondazione Dusmet e la Gregoriana rilanciano un messaggio di speranza e responsabilità condivisa: solo unendo competenze, etica e spiritualità sarà possibile custodire il futuro del pianeta.</p>
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		<title>Un soffio di cambiamento al Teatro Biondo di Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Aria nuova, ma non tanto, al Teatro Biondo di Palermo. L’assemblea dei soci ha nominato all’unanimità la nuova governance dello Stabile siciliano, cioè il nuovo consiglio di amministrazione e il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Aria nuova, ma non tanto, al Teatro Biondo di Palermo. L’assemblea dei soci ha nominato all’unanimità la nuova governance dello Stabile siciliano, cioè il nuovo consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori dei conti e ha confermato il presidente Giovanni Puglisi che guida l’ente da circa sei lustri. Un passaggio che vuole segnare la continuità nella guida dell’istituzione e rilanciare le prospettive di sviluppo culturale, tra attenzione ai giovani, radicamento nel territorio e apertura allo scenario nazionale e internazionale.</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il Teatro Biondo di Palermo ha rinnovato la governance, auspicando una fase nuova, pur nel segno della continuità istituzionale e del consolidamento del proprio ruolo. L’assemblea dei soci dell’associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo — composta dalla Regione Siciliana, dal Comune di Palermo e dalla Fondazione Andrea Biondo — ha provveduto alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori dei conti, chiamati a guidare l’ente per il prossimo quinquennio.</p>
<p>Il consiglio di amministrazione è presieduto sempre dal professore Giovanni Puglisi figura di spicco nel panorama culturale italiano, attivissimo in molteplici incarichi. Per citare i più importanti, Puglisi è presidente dell’Università IULM di Milano, di cui è stato Rettore;  vicepresidente vicario dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Giovanni Treccani” e presidente di “Treccani Scuola”; Rettore dell’Università Kore di Enna; presidente della Società Siciliana per la Storia Patria e del consiglio scientifico della Società Dante Alighieri; presidente emerito della Fondazione Sicilia e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO; presidente della Fondazione per l’Arte e la cultura “Lauro Chiazzese”; vicepresidente di Banca Sistema; socio ordinario di ASPEN Institute Italia.</p>
<p>Al Teatro Biondo di Palermo Giovanni Puglisi mantiene lo stesso ruolo da decenni al di là dell’avvicendarsi dei direttori artistici, dallo “storico” Pietro Carriglio che ha concluso il suo mandato nel 2013, a Roberto Alajmo, a Pamela Villoresi fino all’attuale Valerio Santoro nominato nel gennaio 2025. Del nuovo Cda fanno parte Valeria Minà, Lorenzo Giovanni Catalano, Giuseppe Scalzo e Rosa Maria Di Benedetto. Un consiglio che riunisce indubbie competenze giuridiche, amministrative e progettuali per sostenere lo sviluppo e la gestione di una delle principali istituzioni teatrali italiane.</p>
<p>Al contempo, è stato rinnovato anche il collegio dei revisori dei conti, con Antonino Giuffrè nel ruolo di presidente, affiancato dai revisori effettivi Antonella Catalano e Roberto Crivello, e dai supplenti Angela Di Stefano e Liliana Sciortino. L’organo avrà il compito di garantire la correttezza e la trasparenza della gestione economica del Teatro.</p>
<p>In una nota il Teatro Biondo sottolinea come la riconferma di Puglisi alla guida dell’ente segni una linea di continuità rispetto al percorso già avviato, orientato al rafforzamento dell’identità culturale dell’istituzione e alla sua proiezione oltre il contesto locale. Nel raccogliere la fiducia dell’assemblea dei soci, il presidente ha rivolto un augurio di buon lavoro ai nuovi componenti degli organi, estendendo il ringraziamento anche a coloro che hanno ricoperto incarichi nel precedente mandato. “Sono convinto – afferma Puglisi nella nota – che le potenzialità del Teatro Biondo potranno essere adeguatamente espresse, sotto la guida artistica del direttore Valerio Santoro, anche negli anni a venire, con lo stesso successo del primo anno di mandato, nella prospettiva di sviluppare politiche culturali e artistiche in favore dei giovani e con lo sguardo rivolto tanto al territorio quanto allo scenario nazionale e internazionale”.</p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
</div>
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		<title>L’ultimo “livello” di una leggenda: il mondo piange Chuck Norris, il guerriero che ha sfidato l’impossibile</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/lultimo-livello-di-una-leggenda-il-mondo-piange-chuck-norris-il-guerriero-che-ha-sfidato-limpossibile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lultimo-livello-di-una-leggenda-il-mondo-piange-chuck-norris-il-guerriero-che-ha-sfidato-limpossibile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dallo storico duello con Bruce Lee al successo globale di Walker Texas Ranger: si è spento a 86 anni l&#8217;uomo che ha trasformato le arti marziali in un mito eterno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/lultimo-livello-di-una-leggenda-il-mondo-piange-chuck-norris-il-guerriero-che-ha-sfidato-limpossibile/">L’ultimo “livello” di una leggenda: il mondo piange Chuck Norris, il guerriero che ha sfidato l’impossibile</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dallo storico duello con Bruce Lee al successo globale di Walker Texas Ranger: si è spento a 86 anni l&#8217;uomo che ha trasformato le arti marziali in un mito eterno tra cinema e realtà</em></p>
<p>Il cinema d’azione perde il suo re indiscusso, l’uomo capace di unire generazioni diverse attraverso la forza della disciplina e un carisma d’acciaio. Chuck Norris è morto all’età di 86 anni. Carlos Ray Norris (questo il suo vero nome) si è spento nella mattinata di oggi, venerdì 20 marzo, in un ospedale delle Hawaii dove era stato ricoverato il giorno precedente. La notizia è stata confermata dalla famiglia con un toccante messaggio: “Era circondato dai suoi affetti ed era in pace. Ha vissuto con fede, determinazione e un impegno incrollabile verso le persone che amava”.</p>
<p>“Non invecchio, salgo di livello”</p>
<p>Soltanto dieci giorni fa, il 10 marzo, in occasione del suo compleanno, Norris era apparso in un video sui social mentre si allenava con uno sparring partner. Con la solita autoironia, aveva ribadito la sua filosofia di vita: “Non invecchio. Salgo di livello”. Un testamento di vitalità per un uomo che già nel 2017 era sopravvissuto a un doppio infarto in soli 45 minuti, dimostrando una tempra fisica che sembrava davvero indistruttibile.</p>
<p>Dalle polverose strade dell’Oklahoma alla gloria coreana</p>
<p>Nato in Oklahoma nel 1940, Norris ha affrontato un’infanzia difficile segnata dai problemi di alcolismo del padre. La svolta arrivò con l’arruolamento nell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti: durante il servizio in Corea del Sud nacque l’amore per il Tangsudo e il soprannome che lo avrebbe reso celebre: Chuck. Al ritorno in patria, aprì diverse scuole di arti marziali, diventando un campione pluripremiato di karate e taekwondo. Fu proprio uno dei suoi allievi celebri, Chad McQueen (figlio di Steve McQueen), a spingerlo verso la recitazione professionale alla fine degli anni Sessanta.</p>
<p>Il mito: dal Colosseo al Texas</p>
<p>La carriera cinematografica di Norris è costellata di momenti cult che hanno definito un genere:</p>
<p>• Lo scontro con Bruce Lee: Nel 1972, in L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, partecipò al duello più iconico della storia delle arti marziali, ambientato nel Colosseo.</p>
<p>• L’eroe degli anni ’80: Titoli come Rombo di tuono (dedicato al fratello Wieland, caduto in Vietnam), Missing in Action e Delta Force lo hanno consacrato come l’emblema dell’eroe d’azione americano.</p>
<p>• Walker Texas Ranger: Per quasi un decennio, la serie TV lo ha trasformato in un fenomeno globale, rendendolo il simbolo della legge morale e fisica nei pomeriggi televisivi di tutto il mondo.</p>
<p>• Il ritorno: Nonostante il rallentamento degli ultimi anni, era tornato sul set per Sylvester Stallone ne I Mercenari 2 e, nel 2024, aveva interpretato sé stesso nella commedia Zombie Plane.</p>
<p>Oltre lo schermo: filosofia e immortalità digitale</p>
<p>Non solo attore, ma anche scrittore di successo e fondatore della disciplina marziale Chun Kuk Do, Norris ha vissuto una “terza vita” grazie al web. I celebri “Chuck Norris Facts”, meme ironici sulla sua presunta onnipotenza, lo hanno trasformato in una divinità laica per i millennial e la Generazione Z. Norris accoglieva questo fenomeno con grande umiltà, consapevole che il suo personaggio avesse ormai superato i confini della realtà.</p>
<p>Oggi il mondo saluta un simbolo di resilienza e forza d’animo. Se n’è andato l’unico uomo che, secondo la leggenda della rete, poteva “contare fino a infinito, due volte”. Forse, come amava dire lui, non se n’è andato davvero: è solo passato al livello successivo.</p>
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