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	<title>Graphe.it Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La storia in chiave umoristica del libro. Il saggio di Jardiel edito da Graphe.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 23:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Breve storia umoristica del libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Untitled-design-6.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Untitled-design-6.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Untitled-design-6-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un saggio che ripercorre  millenni di storia, tra aneddoti e umorismo, sulle tracce del libro. Il libro, strumento meraviglioso di diffusione di idee, di cultura, di storie e di romanzi.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-94764" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4474-173x300.jpeg" alt="" width="173" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4474-173x300.jpeg 173w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4474-589x1024.jpeg 589w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4474-585x1017.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4474.jpeg 646w" sizes="(max-width: 173px) 100vw, 173px" />Un saggio che ripercorre  millenni di storia, tra aneddoti e umorismo, sulle tracce del libro.</em></p>
<p>Il libro, strumento meraviglioso di diffusione di idee, di cultura, di storie e di romanzi. Ambito e amatissimo da sempre, ma anche odiato e bistrattato, tanto che nel corso dei secoli, sono molti i roghi che hanno distrutto migliaia e migliaia di tomi.</p>
<p>Ne parla in modo originalissimo <strong>Enrique Gallud Jardiel</strong>, autore del saggio “<strong>Breve storia umoristica del libro</strong>” edito da <strong>Graphe.it Edizioni</strong>,  casa editrice di Perugia guidata dal vulcanico Roberto Russo.  Del resto l’autore, pressoché sconosciuto in Italia, è figlio d’arte, nipote dell’umorista spagnolo Enrique Jardiel Ponciela. Lo scrittore ha all’attivo oltre duecento libri, ha un dottorato di ricerca in filologia ispanica e attualmente si dedica alla satira e alla parodia. Attraverso la lente dell’ironia e uno stile dissacrante Jardiel ripercorre in questo delizioso saggio la storia del libro:  si parte dalla pietra e dal papiro dell’antico Egitto  fino alla scrittura alfabetica, dallo sguardo dei ricchi e potenti che si circondavano di libri-ma non li leggevano mai, alle censure e  al lavoro dei monaci, che finivano per copiare solo le opere che potessero  giustificare i loro dogmi. E poi le distruzioni e i roghi, le prime stampe, le tipografie, le biblioteche, il tutto in un ordine rigorosamente cronologico “altrimenti ci sarebbe da impazzire”, scrive Jardiel in una nota. Attraverso i secoli e in ogni angolo del mondo, dall’Oriente, all’Occidente, dalle rive del Nilo alla Spagna, dalla Persia alla Cina si dipanano le storie e gli aneddoti, in un affresco che si compone di tante  tessere colorate, in una avvincente, dissacrante  lettura. A spasso per i secoli inseguendo i libri si scopre che “il bestseller mondiale del II millennio A.C. è stato senza dubbio, un’opera egizia: Il Libro dei morti”di cui era obbligatorio portarsi una copia all’altro mondo collocandola accanto al defunto”.  Per passare poi ai libri di cera “riscrivibili, con i quali i romani giocavano al trium in acie (Tris) poi al codex di pergamena “più maneggevole, rispetto al rotolo “perché con il rotolo non potevi tornare indietro né saltare le descrizioni noiose, ma dovevi leggertelo tutto a mano a mano che si srotolava un lato e si arrotolava l’altro”.</p>
<p>L’autore strizza l’occhio al lettore e dissemina il libro di lazzi e battute, e sorridendo si scoprono altresì tante verità e storie sconosciute.</p>
<p>Per esempio, a proposito di libri infarciti di inesattezze grossolane, c’è il gustoso racconto di Archimede che dissemino’ in un suo trattato una marea di errori “per confondere i suoi avversari e smascherare quelli che pretendevano di far passare questi postulati come loro”.</p>
<p>Jardiel racconta del grande sapere di Plinio il Vecchio, il quale aveva la straordinaria capacità di leggere migliaia di libri, &#8220;solo perché soffriva di insonnia, poveretto!&#8221;.</p>
<p>E in questo caleidoscopio fatto di carta, inchiostro, storie, scrittori, storici e filosofi, monaci e papi, re e califfi si ride e si sorride anche di popoli e nazioni: dei francesi, “per loro tutto il mondo è la Francia” o degli ebrei &#8220;che saranno pure quel che sono ma non si puo’ dire che non siano pazienti”.</p>
<p>Insomma nessuno si salva, bibliotecari, grafici e librai, collezionisti incalliti che si fingono lettori, fino ad arrivare ai nostri giorni, dove la già scarsa voglia di leggere è ridotta al lumicino per colpa della televisione e il libro è tornato alla dura materia: è diventato un e-book.</p>
<p>Ogni capitolo è accompagnato dalle belle illustrazioni di Marco De Angelis, ma la storia del libro non finisce con l’ultima pagina di questo saggio, perché è intrecciata a quella dell’uomo. Lo sguardo divertito dell’autore l’ha raccontata con la leggerezza dell’umorista attraverso una cavalcata nel passato e nel presente. Al lettore non resta che immaginare cosa succederà nei prossimi capitoli.</p>
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		<title>L’Omino di Giovinazzo. Il saggio di Aguinaldo Perrone sulle tracce dell’artista Fortunato Depero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 16:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[aguinaldo Perrone]]></category>
		<category><![CDATA[Fortunato Depero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il sud dell’Italia,  la Puglia, e più precisamente un   bar del centro di Giovinazzo. E’ qui che e’ stato rinvenuto nel corso di una ristrutturazione,  diversi anni fa,  un misterioso schizzo. A&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/AAA0561C-5089-4943-9500-ABF8ADB63182-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Il sud dell’Italia,  la Puglia, e più precisamente un   bar del centro </span>di Giovinazzo. E’ qui che e’ stato rinvenuto nel corso di una ristrutturazione,  diversi anni fa,  un misterioso schizzo.</p>
<p class="p1"><span class="s1">A campeggiare sul foglio<span class="Apple-converted-space">  </span>un<span class="Apple-converted-space">  </span>omino disegnato a china con bastone da frac  e cappello a cilindro, i piedi a forma </span><span class="s1">di parallelepipedo e un’aria allegra e ottimista.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sulla carta una piccola F, forse la cifra dell’artista, una bottiglia, alcuni elementi </span>grafici che ricordano una  C. E un appunto. Indizi come lasciati per caso, quasi un rebus, con tanto di lettere alfabetiche, una sfida per i posteri raccolta da Aguinaldo Perrone,  (Aguin) artista, studioso di cartellonismo e autore di alcuni saggi, tra questi  il nuovo, godibilissimo <span class="s1">“L’Omino di Giovinazzo”,  Fortunato Depero: 1926, passaggio in Puglia, edito da Graphe.it per la collana Parva- con la bella prefazione di </span><span class="s2">Domenico Cammarota</span><span class="s1">, tra i maggiori esperti di letteratura futurista italiana.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Perrone riconosce subito negli elementi distintivi grafici<span class="Apple-converted-space">  </span>il tratto inconfondibile di Fortunato Depero, personaggio fra i più versatili del </span>900, scenografo, scultore, poeta, grafico, pubblicitario, “il piu’ futurista dei futuristi”.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Nella sua accuratissima<span class="Apple-converted-space">  </span>ricerca<span class="Apple-converted-space">  </span></span>l’autore analizza  il disegno, comparando ogni elemento stilistico e iconografico con quelli presenti  nelle altre opere dell’artista.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il risultato dell’analisi<span class="Apple-converted-space">  </span>e’ sorprendente: dalla bottiglia che compare sulla destra dell’omino,   sembra partire </span><span class="s1">verso l’alto un getto che travolge una C  futurista, simile alla lettera </span>utilizzata per altre illustrazioni della Campari, realizzate durante il  lungo sodalizio dell’artista con la casa di liquori: uno dei suoi quadri pubblicitari,   “Squisito al selz” fu presentato alla Biennale di Venezia proprio nel  1926, anno  in cui e’ datato il disegno, e  la stessa C e’ del tutto simile  a quella della scritta “Campari 1931”della copertina del Numero unico Futurista Campari 1931.</p>
<p class="p1"><span class="s1">E ancora, in alto sulla sinistra, il disegno piccolissimo “quasi </span><span class="s1">impossibile da decifrare”, rimanda proprio ad un cono e alla bottiglia </span>della Campari, progettata da Depero.</p>
<p class="p1"><span class="s1"> “Il disegno presenta in toto – scrive<span class="Apple-converted-space">  </span>Perrone &#8211; il linguaggio </span><span class="s1">di Fortunato Depero. L’utilizzo degli omini dalle forme dinamiche e </span>dalle geometrie scomponibili è peculiare nei suoi disegni, come ad esempio le sue celebri sculture/modelli per il teatro da cui potrebbe aver attinto per il disegno dell’Omino”.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Restava dunque da capire </span><span class="s1">cosa condusse proprio a Giovinazzo l’artista trentino. L’autore ricostruisce  i viaggi al sud di Depero:</span><span class="s3"> per la campagna pubblicitaria del Campari l’artista  stava realizzando delle grafiche corredate dalla musica e dalle liriche in collaborazione con il poeta messinese Giovanni Gerbino e con il compositore Franco Casavola. Nel 1926, l’anno in cui il Gran Bar Pugliese venne inaugurato, Depero si recò a Reggio Calabria per la IV Biennale d’Arte. un breve trafiletto  di giornale  conferma  che vi espose alcune opere ricevendo la medaglia d’argento. E subito dopo, come risulta da alcune cartoline inviate alla moglie Nina, andò in Sicilia per incontrare Gerbino. Ipotizzabile quindi che prima di recarsi in Calabria sia passato a Giovinazzo  per incontrare Casavola, che aveva a Bari la sua residenza. Anche  se non avvalorato  da alcun documento, e’ possibile  che in quel periodo Casavola  potesse essersi recato  a Giovinazzo per il periodo estivo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tutto quindi rIconduce a Depero. Anche se musei, collezionisti e alcuni studiosi interpellati dall’autore negano l’attribuzione all’artista futurista. Manca, secondo loro, la poetica del tratto e soprattutto, i documenti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fatto sta che ancora oggi l’Omino di Giovinazzo trionfa<span class="Apple-converted-space">  </span>sui tovaglioli, sulle bustine di zucchero e ovunque nel</span> celebre Gran Bar Pugliese,  in coerenza con l’intento e il contesto culturale di cui l’artista  è stato un grande esponente, e con la sua aria allegra che ricorda tanto la giocosa visione sulla vita propria della poetica espressiva di Depero,  l’Omino di Giovinazzo continua a stimolare la curiosita’dei suoi avventori.</p>
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		<title>Poesia e Magia,storia di maghi poeti e di poeti maghi  nel libro di Carlo Lapucci. Graphe.it edizioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/01/poesia-e-magia-di-maghi-poeti-e-di-poeti-maghi-nel-libro-di-carlo-lapucci-graphe-it-edizioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=poesia-e-magia-di-maghi-poeti-e-di-poeti-maghi-nel-libro-di-carlo-lapucci-graphe-it-edizioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 14:32:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lapucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1786" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-scaled.jpg 1786w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-209x300.jpg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-715x1024.jpg 715w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-768x1101.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1072x1536.jpg 1072w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1429x2048.jpg 1429w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1920x2752.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1170x1677.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-585x838.jpg 585w" sizes="(max-width: 1786px) 100vw, 1786px" /></p>
<p>L&#8217;’ignoto, il mistero, svelati dal potere  di una filastrocca.  Come quelle  recitate ancora oggi dai bambini che  risalgono a esorcismi arcaici: formule magiche e incantesimi veri e propri. E del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;’ignoto, il mistero, svelati dal potere  di una filastrocca.  Come quelle  recitate ancora oggi dai bambini che  risalgono a esorcismi arcaici: formule magiche e incantesimi veri e propri. E del resto i  saggi si guardavano bene dal pronunciare  alcune parole come &#8220;morte&#8221;, &#8220;diavolo&#8221; o &#8220;strega&#8221;, perché il linguaggio aveva una forza evocativa e poteva richiamare spaventose creature  sulfuree  a tormentare i  malcapitati.<img decoding="async" class="alignright wp-image-50224 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-209x300.jpg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-715x1024.jpg 715w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-768x1101.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-1072x1536.jpg 1072w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-1429x2048.jpg 1429w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-1920x2752.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-1170x1677.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-585x838.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/MAGIA-E-POESIA-1-scaled.jpg 1786w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></p>
<p>Carlo Lapucci,  insigne studioso di tradizioni popolari italiane, saggista  e autore del bel volume <strong>Magia e Poesia</strong> edito da <strong>Graphe.it</strong>  conduce il lettore alle radici del processo di conoscenza dell’uomo: la magia è la prima forma primigenia del pensiero umano.</p>
<p>Nella notte dei tempi ogni cosa era  ritenuta animata, dotata di forza e di una propria volontà e  in relazione con tutte le altre. Il poeta  sapeva come coglierne il significato, creava ponti  tra il visibile e  le forze più oscure:  la  parola era lo strumento,  la verga invisibile che piegava e forgiava destini e fortune  attraverso suoni e profezie sibilline. Il poeta era vate, veggente, studiava le stelle e interpretava  il linguaggio degli animali.   Come  Merlino o Orfeo,  che ammansivano le fiere, spostavano i sassi incantavano gli animali e  trascinavano le piante al suono della musica e della cetra. I maghi poeti conoscevano l’astrloogia e le proprietà terapeutiche  delle piante, erano alchimisti, inventori, indovini. La magia agiva su piani diversi, oltre il tempo e lo spazio.  Ma la parola dava  voce ai sogni, a mondi immaginari, e tutto diveniva  possibile. Dando un nome alle cose queste prendevano persino forma e vita e  come Dio creo’ il cosmo con  la parola: “fiat” la parola  creava nuovi mondi, forgiando l’animo delle persone.</p>
<p>Tra le pagine del  volume  con in  copertina “La seduzione di Merlino”. del preraffaellita Edward Burne-Jones (1833-1898), si intrecciano miti, storia e leggende e  sfilano i maghi bardi e poeti maghi: Trofonio, Medea, Cassandra, Michele Scotto, Ermete Trismegisto, Salomone, Tommaso Campanella, e poi San Cipriano, Pitagora, Cagliostro, Nostradamus. Tra santi e diavoli,  papi e stregoni alla ricerca della pietra filosofale  e dell’elisir di eterna giovinezza  prendono vita le appassionanti  storie di tanti  poeti del passato.  Tra questi spicca la figura del grande poeta Virgilio. Alla sua nascita uno sciame di vespe si poso’ sulla sua bocca,  e  si  narra che  Castel dell’Ovo a Napoli, sia tenuto  in equilibrio grazie ad  un uovo nascosto nel castello proprio da Virgilio:  nel caso l’uovo si rompesse  anche il maniero perderebbe le invisibili forze che lo tengono in piedi, riducendosi in polvere. Mago, indovino,  negromante, profeta, inventore di automi, la figura di Virgilio è quella più sconcertante di questa tipologia umana.</p>
<p>E ancora più singolare la scoperta che lo stesso Dante  fosse  mago: amico dell’ astrologo  Cecco d&#8217;Ascoli (suo rivale) era iscritto  all’arte dei medici e degli speziali di Firenze . Ma c’è di più: il sommo poeta fu coinvolto in un processo contro Matteo e Galeazzo Visconti per una tentata fattura nei confronti di papa Giovanni XXII. Gli atti, conservati nell&#8217;Archivio Vaticano documentano dunque che Dante Alighieri non praticasse solo la magia bianca.</p>
<p>Nell’epoca moderna, dove la magia fallisce prevale la scienza. In un mondo pratico e materialistico,  la poesia perde la sua forza demiurgica, mantenendo solo il  potere sonoro ed evocativo  delle parole. Eppure  in alcuni casi è presente ancora l’eco della figura del profeta: Carlo Lapucci ricorda   “the Waste Land”, il celebre poemetto di Eliot, in cui tra le voci si distingue quella di Tiresia, alter ego del poeta, che tutto ha visto e tutto sa.</p>
<p>Oggi le parole hanno perso la dimensione magica, “sono  diventate convenzione”, scrive l’autore.  La magia  oggi e’  passatempo per i    bambini e  fumo negli occhi degli ingenui  che credono  a superstizioni e  ad antiche credenze popolari.    Tradizioni e leggende   che  hanno valicato  i confini del tempo  e  ancora oggi  restituiscono  bagliori   di un mondo magico che fu.</p>
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		<title>La Parigi letteraria raccontata da una mosca  in &#8220;Storia di A&#8221; di Marco Belli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/06/la-parigi-letteraria-raccontata-da-una-piccola-mosca-curiosa-in-storia-di-a-di-marco-belli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-parigi-letteraria-raccontata-da-una-piccola-mosca-curiosa-in-storia-di-a-di-marco-belli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 17:12:46 +0000</pubDate>
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<p>Almeno una volta nella vita, ognuno di noi, animato dalla curiosità, ha desiderato farsi piccolo quanto una mosca per poter osservare scenari altrimenti inaccessibili, per sbirciare indisturbati tra le pieghe&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Almeno una volta nella vita, ognuno di noi, animato dalla curiosità, ha desiderato farsi piccolo quanto una mosca per poter<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-45481" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1851.heic" alt="" width="1" height="1" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-45483" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1851-1.heic" alt="" width="1" height="1" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-45484 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-168x300.jpg 168w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-574x1024.jpg 574w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-768x1370.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-861x1536.jpg 861w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-1148x2048.jpg 1148w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-1170x2087.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852-585x1043.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_1852.jpg 1419w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /> osservare scenari altrimenti inaccessibili, per sbirciare indisturbati tra le pieghe della vita di un artista o magari di un personaggio della storia.</p>
<p class="p2">Marco Belli ci permette di conoscere le più grandi figure di Parigi, dagli anni venti in poi, attraverso gli occhi di una piccola mosca in questo gustosissimo, irriverente e poetico libro ‘’la Storia di A.’’di<span class="Apple-converted-space">  </span><a href="http://graphe.it"><span class="s1">Graphe.it</span></a> edizioni, del vulcanico Roberto Russo.<br />
Plasmata da un filo di ferro di una gabbietta di champagne dalle mani di uno squattrinato poeta parigino, prende vita, il 22 ottobre del 1916 in rue de l’Odeon, ‘’A.’’ , una piccola mosca assai speciale e incuriosita dal mondo che la circonda. A è condotta dal caso nelle bettole e nelle tasche di alcuni dei più importanti artisti di Parigi diventando<span class="Apple-converted-space">  </span>osservatrice<span class="Apple-converted-space">  </span>e compagna di avventure di queste celebri figure, nonché testimone privilegiata<span class="Apple-converted-space">  </span>della creazione<span class="Apple-converted-space">  </span>delle più grandi opere di quei tempi.</p>
<p class="p2">Tutta la &#8221;gran vie&#8221;<span class="Apple-converted-space">  </span>di Parigi è riflessa dalle parole della piccola A, innamorata dell’&#8221;esprit et de la joie de vivre française&#8221;, della poesia e dell’arte della ville Lumière.</p>
<p>Scrive Antonio Castronuovo nella postilla:  &#8220;&#8230;la mosca è dotata della mirabile, inesauribile energia femminile: viene sbalzata, cade malamente al suolo, sviene e sempre rinasce, le si riaccende l&#8217;istintiva curiosità di conoscere&#8221;.</p>
<p class="p2">A partire dal compositore Erik Satie grazie al quale incontra anche Jean Cocteau, il destino la<span class="Apple-converted-space">  </span>conduce da Apollinaire, incontra Ungaretti, diventa amica della affascinante e scandalosa Colette,<span class="Apple-converted-space">  </span>vola fino alla scrivania di James Joyce, chino a scrivere l’Ulysses. Incontra poi le libraie rivoluzionarie Sylvia Beach e Adrienne Monnier con cui A percorre  le crudeltà del nazismo e della seconda guerra mondiale. Trasportata dalle note del jazz<span class="Apple-converted-space">  </span>e dall’aroma del Cuba libre<span class="Apple-converted-space">  </span>si trasferisce sulla &#8221;rive droite&#8221; di Parigi adottata dall’eclettico scrittore, traduttore e trombettista Boris Vian e dalla moglie Michelle, per poi finire nell’appartamento di Simone Boué e Emil Cioran. Incontra Sartre e Queneau.</p>
<p class="p2">Una piccola “mosca vagans” che ama la cultura, i libri, i sentimenti e gli affetti. E soprattutto ci accompagna in un racconto soave e brillante, a tratti filosofico, impreziosito dalle illustrazioni di Camilla Lunghi negli anni magici in cui Parigi<span class="Apple-converted-space">  </span>era la culla dell’arte e delle più importanti correnti<span class="Apple-converted-space">  </span>letterarie.</p>
<p class="p2">Il viaggio di questo piccolo insetto non termina qui, la vita e il destino la portano<span class="Apple-converted-space">  </span>a volteggiare libera, in cerca di nuove avventure e di<span class="Apple-converted-space">  </span>un altro artista da osservare e ispirare.</p>
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		<title>Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 10:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[L'Insolenza e L'audacia]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Gatta]]></category>
		<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-2048x1366.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/cover-gatta-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I libri. Talismani preziosi che rivelano la natura e il pensiero di chi li colleziona.  Per chi possiede migliaia di libri e ne è un appassionato cultore, il problema non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/27/del-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it/">Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri. Talismani preziosi che rivelano la natura e il pensiero di chi li colleziona.  Per chi possiede migliaia di libri e ne è un appassionato cultore, il problema non giunge certo nuovo: come raccoglierli, catalogarli, classificarli?  Costruire  architetture razionali su solide strutture alfabetiche,  o  suddividerli in base al tema trattato o seguire semplicemente il colore delle copertine? O al contrario lasciare che si sovrappongano in pile casuali e indomabili, anche in seconde e triple file, ad imitare le involuzioni tortuose del  pensiero e rassegnarsi nella “ricerca del volume perduto” che  si è sicuri di possedere ma che  forse conviene riacquistare, per evitare di cercarlo e cercarlo ancora.</p>
<p>I libri non si fanno trovare o a volte capita che nella ricerca, un altro volume balzi alla nostra attenzione, rivelandoci verità e messaggi che forse fanno proprio al caso nostro in quel determinato frangente,  nel viaggio della vita.  Un problema metafisico che nel nuovo lavoro di Massimo Gatta<em>,</em> &#8220;L’insolenza e L’audacia&#8221;  edito da Graphe.it  lo studioso e bibliofilo <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-42714 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108-171x300.jpg" alt="" width="171" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108-171x300.jpg 171w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/linsolenza-e-laudacia-619108.jpg 457w" sizes="(max-width: 171px) 100vw, 171px" /> indaga partendo da un dilemma antico come la storia:  esiste l&#8217;ordine perfetto in una biblioteca  privata, ma anche pubblica?  Tolomeo I ad Alessandria d’Egitto nel III secolo A.c. conservava le pergamene di papiro in scaffali con strisce in  cuoio e tessuto che pendevano dall’alto. Dalle tavolette d’argilla,volumen, codex  fino ad arrivare al libro e persino agli ebook l’esigenza è rimasta la stessa:   scongiurare il rischio che i libri possano perdersi o non essere ritrovati.   Un problema che ha assillato tanti illustri  studiosi, filosofi, scienziati: le testimonianze sono tante, come rivela la ricchissima bibliografia del volume che prende spunto da un recente pamphlet di  Roberto Calasso, il fondatore dell’Adelphi la cui biblioteca privata annovera 50 mila volumi. I libri rivelano tutto e la nostra libreria siamo noi.  Calasso, a proposito  dell’uso del pergamino, pellicola opaca utilizzata per preservare i  volumi dall’usura, confessa  che  “la pellicola rende più difficile per un occasionale visitatore individuare i titoli dei libri impedendo quella imbarazzante situazione in cui entrando in una stanza si riconosce rapidamente anche solo dal colore e dalla grafica dei dorsi di che cosa è fatto il paesaggio mentale del padrone di casa”.</p>
<p>Curiosiamo nella biblioteca privata di Voltaire, di Giuseppe Pontiggia, di Umberto Eco,  come in quella di Spinoza, o nella torre di libri Montaigne, dove anche le scaffalature sono segnate da sentenze in greco e latino. Apriamo le elegantissime scatole nere zeppe di edizioni rare di Ian Fleming l’autore di 007.  Massimo Gatta ci invita a diffidare delle biblioteche &#8220;star&#8221; inquadrate in televisione  alle spalle dei personaggi pubblici intervistati, perché non sono libri letti ma scelti in blocco per arredare.</p>
<p>Gianpiero Mughini ritorna sui suoi passi, e se  considerava un sacrilegio accatastare libri per terra,  negli ultimi due anni  si è convertito con soddisfazione alle pile di libri “che fanno un figurone” in  un angolo strategico della sua biblioteca.</p>
<p>Le librerie sono dunque cose vive, sembrano godere di una energia intrinseca, di una forza vitale.  Scrive Luigi Mascheroni nella bella prefazione al volume:“Se il Dio dei libri esiste, me lo immagino come il Bibliotecario dipinto dall’Arcimboldi, <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-42713 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/giuseppe-arcimboldi-copia-da-il-bibliotecario-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /> un grande volume in folio al posto di spalla e braccio, segnalibri come dita, il volto composto da piccoli libretti, un dorso, per naso, due plaquette per labbra e folte pagine bianche aperte per capigliatura- pretenderà dai suoi adepti passione, furore e Babilonia. Che raramente coincidono con ordine, disciplina e compostezza.”</p>
<p>Perché  si possono leggere libri  nel disordine caotico anche senza sfogliarli, “semplicemente sfiorandoli con i polpastrelli” (Umberto Eco). Il disordine, il caos cartaceo puo’ rivelarsi come lo specchio infinito dell’Universo. Il saggio di Massimo Gatta, è in fondo costruito quasi come una biblioteca,  con le  pagine fitte di  note a piè di pagina che rimandano a volumi, suggestioni, riferimenti  in un vortice inebriante di citazioni, titoli che spingono il  lettore a  conoscere e scoprire  tanto di più, proprio  come accade curiosando tra gli scaffali di una fornitissima libreria.</p>
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<p><em>Massimo Gatta  è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise. Studioso di editoria del Novecento, tipografia privata, bibliografia. Ha collaborato al supplemento domenicale de «Il Sole 24 Ore»,s scrive per numerosi periodicidi settore e per l’editore Palladino di Campobasso ha diretto la Collana “DAT &#8211; Documenti d’Arte Tipografica”. È  inoltre direttore editoriale della casa editrice Biblohaus di Macerata, specializzata in bibliografia e bibliofilia. per l’editore Palladino di Campobasso ha diretto la Collana “DAT &#8211; Documenti d’Arte Tipografica”. Con Graphe. it ha pubblicato &#8220;Breve storia del Segnalibro&#8221;. </em></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F27%2Fdel-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it%2F&amp;linkname=Del%20%28Dis%29ordine%20dei%20Libri.%20Il%20volume%20di%20Massimo%20Gatta%20tra%20%20%E2%80%9CL%E2%80%99insolenza%20e%20L%E2%80%99audacia%E2%80%9D%20.%20Edizioni%20Graphe.it" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F27%2Fdel-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it%2F&#038;title=Del%20%28Dis%29ordine%20dei%20Libri.%20Il%20volume%20di%20Massimo%20Gatta%20tra%20%20%E2%80%9CL%E2%80%99insolenza%20e%20L%E2%80%99audacia%E2%80%9D%20.%20Edizioni%20Graphe.it" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/27/del-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it/" data-a2a-title="Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/27/del-disordine-dei-libri-il-volume-di-massimo-gatta-tra-linsolenza-e-laudacia-edizioni-graphe-it/">Del (Dis)ordine dei Libri. Il volume di Massimo Gatta tra  “L’insolenza e L’audacia” . Edizioni Graphe.it</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Aldo Dalla Vecchia racconta la storia tutta italiana del fotoromanzo. In libreria Trionfo d’Amore. Graphe.it edizioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/02/aldo-dalla-vecchia-racconta-la-storia-tutta-italiana-del-fotoromanzo-in-libreria-trionfo-damore-graphe-it-edizioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=aldo-dalla-vecchia-racconta-la-storia-tutta-italiana-del-fotoromanzo-in-libreria-trionfo-damore-graphe-it-edizioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 04:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Dalla Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotoromanzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="709" height="1240" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107.jpg 709w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-172x300.jpg 172w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-585x1023.jpg 585w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>Sognare è un desiderio che può costare pochi spiccioli e portare lontano. E nell’Italia del dopoguerra, la voglia di evasione, di “Grandi Speranze” era certamente alle stelle. La vita in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/02/aldo-dalla-vecchia-racconta-la-storia-tutta-italiana-del-fotoromanzo-in-libreria-trionfo-damore-graphe-it-edizioni/">Aldo Dalla Vecchia racconta la storia tutta italiana del fotoromanzo. In libreria Trionfo d’Amore. Graphe.it edizioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sognare è un desiderio che può costare pochi spiccioli e portare lontano. E nell’Italia del dopoguerra, la voglia di evasione, di “Grandi Speranze” era certamente alle stelle. La vita in rosa sembrava davvero a portata di mano grazie anche allo straordinario successo che ebbero in quegli anni i fotoromanzi. Una invenzione tutta italiana, poi esportata con grande fortuna anche all’estero che non ha solo fatto vivere l’amore con la “A” maiuscola a tanti lettori e lettrici  ma ha raggiunto il sorprendente  risultato di insegnare a leggere a una larga fetta della popolazione.</p>
<p>Aldo Dalla Vecchia, autore del saggio “Trionfo d’Amore”. Breve Storia del fotoromanzo edito da Graphe. It per la collana <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-42377" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-1-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-1-172x300.jpg 172w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-1-585x1023.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/trionfo-damore-619107-1.jpg 709w" sizes="(max-width: 172px) 100vw, 172px" /> “Parva”, ne ripercorre  la storia fatta di incredibili successi, di tirature da milioni e milioni di copie, di tramonti e di inaspettate rinascite, tracciando anche la fotografia  dell’Italia a partire da alcuni  decenni fa.</p>
<p>Già perché allora non c’erano molti svaghi: in un Paese  piegato dalla seconda guerra e segnato dalla povertà, dall’analfabetismo, dal lavoro nero e dalla disoccupazione, si respirava quella voglia di ricominciare, di fiducia nel futuro, nel buonumore e nell’ottimismo, e tutto sembrava possibile. La felicità poteva essere appannaggio di tutti: bastava sognare, bastava volerlo.</p>
<p>E’ in questo contesto che nascono i primi fotoromanzi: Dalla Vecchia segnala non uno, ma ben tre  importanti anniversari: nel luglio 1946- vede la luce “Grand Hôtel”, con il primo fumetto a puntate  dal titolo “Anime Incatenate”. Un fascicolo fatto di tavole acquarellate, una scelta grafica che caratterizzerà la copertina del giornale per molti anni a venire. Nel maggio del ‘47 debutta nelle edicole il primo numero di “Sogno”- Settimanale di romanzi d’amore a fotogrammi.   A soli 17 giorni di distanza esce nelle edicole “Bolero film” edito da Mondadori. A realizzare gli scatti dei suoi fotoromanzi il futuro regista Damiano Damiani.</p>
<p>Protagoniste delle prime fotostorie le fulgide stelle del cinema agli inizi della loro carriera.  Da Giana Loris, Alias Gina Lollobrigida a Sofia Lazzaro, nome d’arte della futura Sophia Loren: perchè di  una  bellezza tale “da far resuscitare i morti”.   A portare una rivoluzione nel panorama editoriale del  genere, c’è il ciclone “Lancio” che a partire dagli anni 60 e per tutto il decennio successivo  domina le vendite con tirature da parecchi zeri: la carta vincente è  puntare non su volti famosi ma su nuovi attori amati e riconosciuti dai lettori che nei loro beniamini si identificano.</p>
<p>E proprio il colosso Lancio decreta il successo di  decine e decine di protagonisti che diventeranno famosissimi:  Katiuscia e Paola Pitti, Marina Coffa, Claudia Rivelli, Ornella Muti, Michela Roc,  Adriana Rame, Luciano Francioli, Franco Gasparri  detto il principe, Sebastiano Somma,  Massimo Ciavarro, fino alle ‘nuove star’ del mondo della televisione degli anni ’90, come Ilary Blasi, Caterina Balivo, Alessia Merz, Michele Trentini e Simone Piccioni. Le prime testate a colori spuntano nel 1974, e le principali case editrici sfornano tirature impressionanti. Nascono nuovi progetti editoriali dedicati al target delle giovanissime come Ragazza in, Cioè, Dolly, dal formato pocket, pensato per stare nelle tasche dei jeans e  nelle cartelle scolastiche.  Accanto al fotoromanzo e al poster degli idoli del momento vengono proposte rubriche incentrate sulla sfera privata. E poi arriva un altro cambiamento epocale:  la televisione con l’offerta multicanale delle emittenti private,  il successo internazionale delle telenovelas e poi  di internet sferrano un duro colpo al mondo dei fotoromanzi decretandone l’inesorabile tramonto.</p>
<p>Eppure ancora una volta il fotoromanzo riappare inaspettatamente sulla scena per la gioia di lettori vecchi e nuovi: a partire dal luglio 2020 “con il titolo “Sogno” rinasce la rivista dedicata ai celeberrimi fotoromanzi che hanno portato alla fama tante star nazionali. E&#8217; probabile che le generazioni del III millennio abbiano solo una vaga idea di come poteva essere un fotoromanzo- un fascicolo fatto di foto e di balloon con stampate le battute, forse un po’ tropo sdolcinate,  dei protagonisti.  Questo libro si rivolge agli appassionati, ma anche a chi è semplicemente curioso di approfondire la cultura pop degli ultimi decenni. Aldo Dalla Vecchia, autore  televisivo e giornalista da più di 30 anni , con il suo inconfondibile stile narrativo preciso e fluido  ripercorre le tappe e il passato glorioso  di &#8220;quelle  storie fatte per sognare&#8221;,  raccontando con un pizzico di nostalgia, attraverso la lente del fotoromanzo,  anche un pezzo della storia e del costume italiano .</p>
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<h4><strong>L&#8217;autore</strong></h4>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-42137 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Aldo Dalla Vecchia</strong>, autore televisivo e giornalista, nasce a Vicenza nel 1968. In tivù ha firmato <em>Target</em>, <em>Verissimo</em>, <em>Il Bivio</em>, <em>Cristina Parodi Live</em>, <em>The Chef</em>, <em>In Forma</em>. Ha collaborato tra gli altri con <em>Corriere della Sera</em>, <em>Epoca</em>, <em>TV Sorrisi e Canzoni</em>, <em>A</em> e <em>Mistero Magazine</em>. Ha al suo attivo vari libri. Il primo è il romanzo <em>Rosa Malcontenta</em> (Sei Editrice, 2013), mentre i più recenti sono il romanzo <em>La consapevolezza di te</em> ( i senza tregua edizioni) e l’instant book<em> Arturino l’amoroso</em> (in self publishing).Con Graphe.it ha pubblicato due saggi su Mina e Franca Valeri e l’eBook <em>Vasco l’investigacane</em>, che ha inaugurato la collana <em>Flavia</em>, dedicata al giallo con un pizzico di leggerezza.</p>
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		<title>Giallo si, ma non solo:  “Le avventure di Amerigo Asnicar”. Di Aldo Dalla Vecchia. Graphe. It edizioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/14/giallo-si-ma-non-solo-ne-le-avventure-di-amerigo-asnicar-di-aldo-dalla-vecchia-graphe-it-edizioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giallo-si-ma-non-solo-ne-le-avventure-di-amerigo-asnicar-di-aldo-dalla-vecchia-graphe-it-edizioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 21:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Dalla Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Amerigo Asnicar]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[Noir]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="581" height="800" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/05E699FF-27B9-48F7-B5B0-5ABAC9599690.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/05E699FF-27B9-48F7-B5B0-5ABAC9599690.jpeg 581w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/05E699FF-27B9-48F7-B5B0-5ABAC9599690-218x300.jpeg 218w" sizes="(max-width: 581px) 100vw, 581px" /></p>
<p>Debutta nel panorama del giallo e del noir un nuovo personaggio: si tratta di Amerigo Asnicar,  giornalista e autore televisivo di origine venete che vive a Milano nonché vero e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/14/giallo-si-ma-non-solo-ne-le-avventure-di-amerigo-asnicar-di-aldo-dalla-vecchia-graphe-it-edizioni/">Giallo si, ma non solo:  “Le avventure di Amerigo Asnicar”. Di Aldo Dalla Vecchia. Graphe. It edizioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Debutta nel panorama del giallo e del noir un nuovo personaggio: si tratta di Amerigo Asnicar,  giornalista e autore televisivo di origine venete che vive a Milano nonché vero e proprio alter ego dell&#8217; autore: stiamo parlando di Aldo Dalla Vecchia,  creatore di format televisivi di successo,  giornalista e scrittore che con il volume  “Le avventure di Amerigo Asnicar”   inaugura la collana “Flavia” di  Graphe.it   dedicata ai “Gialli”.</p>
<p>E in effetti di elementi autobiografici nel libro ne troviamo parecchi: dalla passione per le carte, a quella per Mina, all&#8217;amore per  i cani e i felini &#8211; &#8220;fratelli pelosi&#8221; &#8211; al piacere  per  il caffè, talmente irrinunciabile che  oltre a &#8220;punteggiare&#8221;  la bellissima copertina  del volume è l&#8217; elemento centrale dal quale prende vita uno dei  racconti del libro.</p>
<p>Nelle 100 pagine da leggere tutte d’un fiato,  le vicende  del  protagonista si dipanano nello scintillante mondo della televisione e dello spettacolo,  fra comparse e personaggi reali  in un insolito, abilissimo intreccio fatto di  realtà e fantasia, nel quale Amerigo Asnicar  è testimone o protagonista di storie di delitti e  di trame  svelate da un particolare, da un colpo di scena, da un piccolo dettaglio.</p>
<p>Le luci degli studi televisivi si alternano alle strade e le piazze di  Milano, alle feste e ai tornei di Burraco  dei tempi immediatamente precedenti la pandemia,  dove incontriamo anche alcuni  personaggi delllo showbiz  e del mondo della carta stampata:  da Mara Maionchi, compagna di burraco di cui Amerigo, come Dalla Vecchia, è un grande appassionato, a   Cristiano Malgioglio: sua una canzone inedita che diventa parte di uno dei racconti del libro.  Accanto ai numerosi  amici  vip del protagonista  anche tanti personaggi reali celati da uno pseudonimo che il lettore potrà divertirsi a riconoscere: come “Alda Marietti”  o  “Marianna de Leyva”- “l&#8217;avvocato più famoso d&#8217;Italia &#8221; o “Rosario Russo”, che ricorda tanto il Giovanni Ciacci televisivo con il quale ha davvero molto in comune.</p>
<p>Ogni  storia si  incastra con le altre,  in un filo cronologico coerente che nulla cede alla &#8220;sospensione del giudizio&#8221;   perchè completamente aderente alla vita reale,  dove ogni fatto puo&#8217; essere una probabilità,  puo&#8217; realmente accadere,  o forse è già accaduto e registrato in qualche pagina di cronaca nera,   perché spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia. “Omicidio col trucco”, “la mia amica con la y, “il caffè più prezioso dell’Expo”, “Formula segreta”, “Grosso guaio per la Marietti”, “dieci piccoli chef” sono i titoli dei sei  godibilissimi racconti  caratterizzati dalla leggera e raffinata ironia dell&#8217;autore che  non indulge mai ai toni  splatter  e sanguinolenti  di una certa narrativa pulp,  ispirandosi invece  alla  narrazione elegante e classica dei più grandi maestri del noir  e del thriller,  da  Agatha Christie a Georges Simenon.  &#8220;Le avventure di  Amerigo Asnicar&#8221; danno l&#8217;avvio  ad una serie editoriale  di romanzi e racconti e  sembrano già pronte per diventare una serie tv che scommettiamo troveremo presto nei prossimi palinsesti televisivi.</p>
<p><strong>Chi è Aldo Dalla Vecchia </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-42137" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/aldo-dalla-vecchia-399281-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e giornalista, nasce a Vicenza nel 1968. Abita a Milano con i gatti Achille e Amerigo. Le sue passioni: le canzoni di Mina, giocare a burraco, Simenon, la filodiffusione, il gelato alla pera, le focaccine dell’Esselunga. Vorrebbe passare la vita a scrivere libri e basta, ma al momento non è ancora possibile. In tivù ha firmato <em>Target</em>, <em>Verissimo</em>, <em>Il Bivio</em>, <em>Cristina Parodi Live</em>, <em>The Chef</em>, <em>In Forma</em>. Ha collaborato tra gli altri con <em>Corriere della Sera</em>, <em>Epoca</em>, <em>TV Sorrisi e Canzoni</em>, <em>A</em> e <em>Mistero Magazine</em>.</p>
<p>Ha al suo attivo vari libri. Il primo è il romanzo <em>Rosa Malcontenta</em> (Sei Editrice, 2013), mentre i più recenti sono il romanzo <em>La consapevolezza di te</em> (isenzatregua edizioni) e l’instant book<em> Arturino l’amoroso</em> (in self publishing).</p>
<p>Con Graphe.it ha pubblicato due saggi su Mina e Franca Valeri e l’eBook <em>Vasco l’investigacane</em>, che ha inaugurato la collana <em>Flavia</em>, dedicata al giallo con un pizzico di leggerezza.</p>
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		<title>I mostri ai confini delle nostre paure nel volume “Figure del limite. Estetica dell’Ibrido tra Arte e Filosofia” Graphe.it edizioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/27/i-mostri-ai-confini-delle-nostre-paure-nel-volume-figure-del-limite-estetica-dellibrido-tra-arte-e-filosofia-graphe-it-edizioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-mostri-ai-confini-delle-nostre-paure-nel-volume-figure-del-limite-estetica-dellibrido-tra-arte-e-filosofia-graphe-it-edizioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 18:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Figure de limite.Estetica dell&#039;ibrido tra arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-2048x1365.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-8-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Nel volume i saggi di Alessandro Gatti e Samuele Strati. Prefazione di Nicola Zengiaro e postfazione di Flavio Piero Cunimberto. Il mostro nelle fiabe, nel cinema, nell’arte ma anche nei&#8230;</p>
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<p><em><strong>Nel volume i saggi di Alessandro Gatti e Samuele Strati. Prefazione di Nicola Zengiaro e postfazione di Flavio Piero Cunimberto.</strong></em></p>



<p>Il mostro nelle fiabe, nel cinema, nell’arte ma anche nei recessi piu’ oscuri della mente, dove si annida la paura ancestrale, la voce inconscia, lo spettro di ciò che potremmo essere o diventare: la figura del mostro accompagna da sempre l’uomo, fa parte della sua storia e della sua natura umana.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/figure-del-limite-619096.jpg" alt="" class="wp-image-29668" width="168" height="283" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/figure-del-limite-619096.jpg 476w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/figure-del-limite-619096-179x300.jpg 179w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /></figure></div>



<p>Allora cosa significa essere umani, non essere mostri, non oltrepassare mai l’invalicabile? &nbsp;Nel libro “Figure del limite. Estetica dell’Ibrido tra Arte e Filosofia” edito da Graphe .it (10 €) viene analizzata la figura del mostro   dal Rinascimento fino ai giorni nostri.</p>



<p>La creatura mostruosa è l’essere deforme, l’entità dissimile che spezza l’ordine delle cose, l’ombra scura che minaccia la nostra normalità, è l’essere ibrido dei bestiari, composto da parti umane e zoomorfe, costretto a nascondersi in un mondo altro del quale diventa parte, oppure è l’abitante di cupi scenari futuristici, dove è la tecnologia a dominare la realtà in misura tale da ridurre l’uomo a un ruolo di comparsa.&nbsp; Al concetto di mostro è sempre stata associata una componente morale, chi è deforme, bestiale, spesso è anche crudele, o ha subito una punizione ultraterrena per qualche colpa impronunciabile.&nbsp; Se è un mostro è figlio del diavolo, espressione del Male. &nbsp;&nbsp;Principio alla base della fisiognomica, che ha fondato il proprio paradigma scientifico su un rapporto di necessità tra corpo e anima, su un&#8217;illusoria corrispondenza tra una dimensione interiore e una esteriore. &#8220;Ogni corpo ha una sua propria forma e figura&#8221; scriveva Aristotele, il primo fisionomo sistematico della storia a sostenere che un&#8217;anima non entra in qualunque corpo”. Concetti antichi e immutati nei secoli, di trattato in trattato. &nbsp;La figura del mostro attrae e respinge allo stesso tempo. E’il “delightful horror” del sublime, cio’ che attrae lo sguardo suscitando curiosità e al tempo stesso sgomento, ribrezzo. Mette in discussione l’essenza stessa dell’uomo, scatenando la paura di diventare o essere “diverso”. Per essere uomini, bisogna appartenere alla normalità, ad una condizione comune, essere simili agli altri, non superare il limite. Il mostro genera caos, scardina le regole e i codici, crea disordine, come del resto la vita: “la vita diviene il mostro per eccellenza, proprio perché inconcepibile, indefinibile e imprevedibile”, scrive Nicola Zengiaro nella prefazione.</p>



<p>&nbsp;Per la sua natura inafferrabile e misteriosa l’iconografia del mostro e i mondi a cui sottende non potevano non fare parte dell’arte e della letteratura di tutti i tempi, del cinema &nbsp;e della filosofia. Perché riflettere su cio’ che è mostruoso implica inevitabilmente soffermarsi sulla natura dell’uomo.</p>



<p>Il mostro è Gregor Samsa, (La Metamorfosi F. Kafka) che una mattina si sveglia e scopre di aver assunto le fattezze di uno scarafaggio, pur mantenendo una coscienza umana, è il Myster Hide di Stevenson, è la balena per il capitano Achab, (Moby Dick H.Melville) &nbsp;è &nbsp;la larva &nbsp;che nel suo mimetismo diventa parte mostruosa del suo habitat, ma è anche la furia incontrollabile &nbsp;della natura stessa nella sua vendetta contro l’uomo che con la sua indifferenza &nbsp;la distrugge, &nbsp;è l’alieno- il mostro per eccellenza- in quanto diverso, abitante di mondi sconosciuti, lontani.</p>



<p>In “Figure del limite. Estetica dell’Ibrido tra Arte e filosofia” il mostro viene esaminato in due saggi distinti e complementari: <strong>Alessandro Gatti</strong> analizza la rappresentazione di due ibridi della tradizione mitologica:l’arpia e la  sfinge- a partire da fonti artistiche rinascimentali e barocche, indagandone la sovrapponibilità iconografica.</p>



<p>  <strong>Samuele Strati </strong>propone una riflessione filosofica su ciò che è la mostruosità, confrontando la prospettiva tradizionale -il mostro come elemento da cui fuggire, per evitare di esserne contaminati, contagiati, aggrediti in una lotta impari-   e le teorie postumaniste diametralmente opposte, in cui l’ibrido, incompleto e indefinito è visto come una possibilità che puo’ contaminare l’uomo, rendendolo diverso, arricchendo la sua stessa essenza. Da questo contatto l’essere umano (<em>Homo sapiens</em>) potrebbe non essere il prodotto finale della nostra evoluzione, ma solo l’inizio.   “L’ ibrido postumano è un corpo contaminato in cui il contagiante, l’inquinante, ha solennemente perso la parvenza distruttiva- la mostruosità dell’assedio, dell’agguato” scrive Samuelae Strati. Non c’è più rifiuto, distanziamento, separazione come in passato ma scambio, conversazione, contaminazione con l’uomo che lo accoglie, lo accetta, vi si relaziona. L’ibrido nella sua drammatica fragilità, nel suo essere incompiuto, indefinito diventa parte dell’evoluzione dell’uomo . E forse oggi, fa un pò meno  paura.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/alessandro-gatti-399289.jpg" alt="" class="wp-image-30060" width="71" height="71" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/alessandro-gatti-399289.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/alessandro-gatti-399289-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 71px) 100vw, 71px" /></figure></div>



<p class="has-small-font-size"><strong>Alessandro Gatti</strong> è laureato in beni culturali presso l’Università degli Studi di Perugia con una tesi intitolata <em>Dalla casa “vivente” alla casa-museo</em>. Prosegue gli studi nello stesso ateneo, dove sta preparando una tesi sul “non-finito” nella scultura del Rinascimento.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/samuele-strati-399288.jpg" alt="" class="wp-image-30061" width="65" height="65" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/samuele-strati-399288.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/samuele-strati-399288-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 65px) 100vw, 65px" /></figure></div>



<p class="has-small-font-size"><strong>Samuele Strati</strong> è laureato in filosofia e scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli Studi di Perugia, dove attualmente prosegue la sua formazione. Dal 2018 è membro del consiglio direttivo della piattaforma di ricerca <em>Gallinae in Fabula</em>.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>
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		<title>Goffredo di Buglione, il cavaliere perfetto</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/21/goffredo-di-buglione-il-cavaliere-perfetto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=goffredo-di-buglione-il-cavaliere-perfetto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 15:08:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo di Buglione]]></category>
		<category><![CDATA[Graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Ferdinandi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="1667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5.jpg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-180x300.jpg 180w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-614x1024.jpg 614w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-768x1280.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-921x1536.jpg 921w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-585x975.jpg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Le gesta eroiche di un indiscusso protagonista medievale rivivono nel volume “Goffredo di Buglione” di Sergio Ferdinandi -edito da Graphe.it per la collana “I Condottieri” La figura e le imprese&#8230;</p>
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<p><strong> Le gesta eroiche di un indiscusso protagonista medievale rivivono nel volume “Goffredo di Buglione” di Sergio Ferdinandi -edito da Graphe.it   per la collana “I Condottieri”</strong></p>



<p>La figura e le imprese epiche di Goffredo di Buglione, duca di Bassa Lotaringia (1060 circa-1100)e  Advocatus Santi Sepulchri hanno attraversato i secoli, diventando leggenda.</p>



<p>Protagonista indiscusso della I crociata, uomo dalla fede incrollabile,  formidabile guerriero  in battaglia,  stratega militare, ma anche umile e schivo,  Goffredo incarna la figura del “cavaliere perfetto” osannato dalle chanson des gestes e dalla fiorente letteratura medievale che ne  celebra  le epiche imprese  pochi anni dopo la sua prematura morte.</p>



<p> Dante lo colloca nel XVIII canto del Paradiso &nbsp;fra i principi saggi e giusti (<em>Paradiso</em>, XVIII, 47); Torquato Tasso ne canta le gesta nella sua opera più celebre, La Gerusalemme Liberata, inizialmente intitolata proprio “Goffredo”.</p>



<p>Nel volume<strong> “Goffredo di Buglione”</strong> di <strong>Sergio Ferdinandi</strong>, edito per la collana  “I Condottieri” da <strong>Graphe.it</strong>, (15 €) l’autore ne ripercorre la vita e le imprese, in un’appassionante, curatissima narrazione storica.&nbsp;</p>



<p>Discendente da Carlo Magno e di illustrissimo  lignaggio è  figlio di Eustachio II di Boulogne (protagonista della battaglia di Hastings) e nipote di Goffredo III il Gobbo, fedelissimo dell’imperatore, che lo nomina erede di tutti i suoi beni nel 1076.</p>



<p>Sono gli anni bui del feudalesimo, della lotta alle investiture  tra il potere temporale  e quello spirituale tra il rigoroso papa Gregorio VII e l’imperatore del Sacro Romano Impero Germanico Enrico IV, verso il quale Goffredo dimostra una fedeltà incrollabile.</p>



<p>Nella prima parte della sua esistenza Goffredo di Bouillon combatte con grande determinazione per difendere i possedimenti ereditati , ai quali la zia Matilde di Canossa,  moglie cristianissima di Goffredo III il Gobbo non intende rinunciare.     </p>



<p>C’è una linea di confine marcata che segna in due parti distinte  la vita di Goffredo di Bouillon, ed è tracciata dalla I crociata. &nbsp;&nbsp;Goffredo risponde all’appassionato appello di Urbano II che da Clermont  (1095) incita i cristiani a riconquistare la Terra Santa, da secoli nelle mani degli infedeli. &nbsp;Oltre a Goffredo,  molti altri grandi feudatari rispondono all&#8217;appello del Papa. La crociata assume un valore simbolico, come descritto anche dalle opere dei cronisti. Il fervore religioso, la fede, la pietà cristiana, la necessità di rappresentare l’Impero in questa grande impresa &nbsp;sono i motivi che spingono &nbsp;Goffredo e i suoi &nbsp;uomini a partire  e &nbsp;la crociata diventa &nbsp;espressione di un &nbsp;percorso di purificazione spirituale,&nbsp;di elevazione verso Dio, &nbsp;segnato &nbsp;da numerose tappe irte di difficoltà e pericoli, nella lotta contro il male.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-25328" width="288" height="206" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-1024x731.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-300x214.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-768x549.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-1536x1097.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-2048x1463.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-1170x836.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-1920x1372.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-7-585x418.jpg 585w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></figure></div>



<p>&nbsp;A capo di un esercito imponente, composto da migliaia di fanti e cavalieri &#8211; che riuniva  il meglio delle forze lotaringie e dell&#8217;Impero Germanico-  Goffredo &nbsp;percorre &nbsp;la strada dei Balcani, &#8220;la via di Carlo Magno&#8221; per giungere fino a &nbsp;Costantinopoli e poi  a  Nicea, a Dorileo, In Antiochia, Gerusalemme, Ascalona. dal 1096 al 1099  le armate cristiane  combattono valorosamente contro gli infedeli, &nbsp;&nbsp;riportando sempre vittorie &nbsp;memorabili.&nbsp; Indomiti  guerrieri, impareggiabili strateghi, abili conoscitori delle arti della guerra,  i contingenti  crociati sono invincibili . Combattono strenuamente in condizioni sfavorevoli, vincendo il caldo torrido del deserto, la mancanza di acqua e di vettovaglie e la peste  che probabilmente sarà la causa della morte prematura di Goffredo.  Rivivono tra le pagine  gli echi dell’assedio di Nicea, il sibilo delle frecce degli arcieri, il rimbombo dei colpi delle macchine ossidionali  mentre  attaccano le mura di difesa delle città assediate. Fino alla conquista di Gerusalemme e alla elezione di Goffredo  al Governo della Città Santa.</p>



<p>Ma oltre le gesta eroiche  Goffredo, primo sovrano del Regno Crociato di Gerusalemme, resta nella storia per il grande gesto di umiltà che lo spinse a rifiutare una corona d’oro laddove Cristo ne aveva ricevuta una di spine”.</p>



<p>La figura di Goffredo,  di grande spessore umano e militare, esaltata dalla Chiesa nel corso del Medioevo, ha avuto un nuovo successo nel XIX secolo attraverso il romanticismo, la nascita dei nazionalismi e la riscoperta d’Oriente. Un’immagine che sembra riecheggiare anche nella cerimonia di investitura di Chateaubriand a cavaliere dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, celebrata nel 1806 con gli speroni e la spada di Goffredo, a pochi metri dal monumento funerario.  Un libro da non perdere, non solo per gli appassionati di storia ma anche per chi vuole conoscere più da vicino uno dei piu&#8217; grandi condottieri del Medioevo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://graphe.mediabiblos.it/autori/grapheit/sergio-ferdinandi-383512.jpg" alt="" width="136" height="136"/></figure></div>



<p class="has-small-font-size"><strong>Sergio Ferdinandi </strong>(Sedan 1963), archeologo e storico medievista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi. Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato; tra i lavori più recenti il volume&nbsp;<em>La Contea Franca di Edessa. Fondazione e profilo storico del primo principato crociato nel Levante (1098-1150)</em>, edito dalla Pontificia Università Antonianum.</p>
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