<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>romanzo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/romanzo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/romanzo/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 Nov 2024 22:47:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>romanzo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/romanzo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 22:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Toscanini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=96102</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7.png 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7-300x240.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>di Angelo Barraco Il 14 maggio del 1931 Arturo Toscanini è a Bologna per dirigere un concerto al Teatro Comunale, e dei ministri in visita da Roma vogliono imporgli di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/">A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">di <b>Angelo Barraco</b></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il 14 maggio del 1931 Arturo Toscanini è a Bologna per dirigere un concerto al Teatro Comunale, e dei ministri in visita da Roma vogliono imporgli di suonare l&#8217;inno fascista &#8220;Giovinezza&#8221; in apertura della serata. Toscanini &#8211; geniale, quanto testardo &#8211; si rifiuta, dando inizio a una negoziazione spasmodica e surreale che coinvolge tutta la città. Il romanzo &#8220;<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A morte Toscanini!</b>&#8221; (Bertoni Editore) di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stefano Casertano</b> racconta questa vicenda, ispirandosi a diversi resoconti sulla giornata raccolti in archivi e biblioteche italiane.</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il tuo rapporto con la scrittura?</b><br />
Penso che leggere sia ancora più importante di scrivere: nella società della distrazione, sviluppare la capacità di seguire una narrazione complessa è importantissimo. Da questo dipende la nostra capacità di pensiero astratto e critico: leggere è libertà; e poi senza saper leggere non si può scrivere (almeno penso; ma ci saranno sicuramente eccezioni). Poi scrivo per mestiere: lavoro nel cinema anche come sceneggiatore.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come nasce l&#8217;idea del tuo nuovo manoscritto?</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;episodio degli schiaffi a Toscanini è noto e ignoto allo stesso tempo: se ne è sentito parlare, ma nessuno sa esattamente cosa sia successo. Ho cercato testimonianze in archivi in tutt&#8217;Italia, cercando di capire meglio come sia andata &#8211; e ogni testimonianza sembrava diversa dall&#8217;altra. La difficoltà è anche dovuta al problema che già la mattina dopo Mussolini cercò di alterare la vicenda; e perfino Leo Longanesi, presente ai fatti, si attribuì surrettiziamente il &#8220;merito&#8221; di aver schiaffeggiato il Maestro. Alla fine ho derivato una versione dell&#8217;incidente che, a mio avviso, non è solo plausibile, ma anche l&#8217;unica possibile. Il libro è però in parte romanzato, offrendo un ritratto movimentato dei rapporti tra cultura e potere all&#8217;inizio degli anni trenta.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Raccontaci i luoghi dov&#8217;è ambientato?</b><br />
Le vicende si svolgono nell&#8217;arco di 24 ore, il 14 maggio del 1931, a Bologna. La città era in veloce rinnovamento: dopo le rivolte rosse degli anni precedenti, il fascio voleva farne un esempio di progresso, tanto che i podestà che si erano succeduti &#8211; prima Arpinati, e poi Berardi &#8211; avevano messo in piedi strutture come la fiera del Littorale, il nuovo mercato ortofrutticolo (con una splendida &#8220;copertura a vele&#8221; in cemento armato) e la funicolare per Colle San Luca. La funicolare in particolare è presente più e più volte nel racconto; ma si toccano tutti questi luoghi.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Parlaci dei personaggi del tuo romanzo</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il protagonista indiscusso è il divo Toscanini, prima &#8220;rock star&#8221; della musica, dal carattere capriccioso e d&#8217;indole testardissima, ma dotato di un talento impareggiato. A lui si oppongono il ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano, borioso e prepotente, cui fa da contraltare il sottosegretario agli Interni, Leandro Arpinati, freddo e calcolatore. Questi due rappresentanti del regime sono in visita a Bologna e pretendono che Toscanini esegua l&#8217;inno fascista &#8220;Giovinezza&#8221; in apertura di un concerto al Comunale, ma Toscanini &#8211; insofferente a qualsiasi imposizione &#8211; si rifiuta. A mediare è chiamato un uomo del tutto impreparato alle circostanze: il direttore del comunale e vice-podestà Giuseppe Lipparini, pressato anche dalla moglie di Toscanini, la carismatica Carla De Martini. La natura più popolare del fascismo bolognese è rappresentata invece da un personaggio composito, il miliziano Casellati; e quella più arrivista dal federale Ghinelli, preso da tormenti d&#8217;amore proprio in quelle ore concitate. L’intervista all’autore.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Com&#8217;è nata la scelta del titolo?</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;A morte Toscanini!&#8221; è il contraltare oscuro e ideale al &#8220;Viva Verdi!&#8221; che aveva ispirato il Risorgimento. Dopo i fatti di Bologna Toscanini annullò tutti i suoi impegni in Italia e sei anni dopo emigrò perfino negli Stati Uniti. Ebbe la sua rivincita dopo la guerra, quando diresse il concerto di riapertura della Scala, rimessa in piedi dopo i bombardamenti.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quali saranno le prossime iniziative relative al libro (presentazioni, fiere, firma copie, &#8230;).</b><br />
Questo è rimesso alla saggezza dell&#8217;editore!</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se dovessi scegliere una frase del tuo nuovo ultimo romanzo, quale sceglieresti e perché?</b><br />
La frase che racchiude tutto è nel titolo.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se dovessi scegliere tre aggettivi per rappresentare il tuo ultimo libro quali sceglieresti.</b><br />
Ribelle, divertente, libero.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In quale o quali generi letterari incaselleresti il tuo libro?</b><br />
Nel genere assai poco frequentato della &#8220;commedia storica&#8221;.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È importante scrivere, ma è sicuramente più importante leggere: le tue letture preferite?</b><br />
Sono cresciuto con gli umoristi inglesi come JK Jerome, Gerald Durrell e PG Wodehouse, di cui adoro il ciclo di Blandings. Mi piace molto la letteratura americana: John Fante, David Foster Wallace, e Henry Miller, tanto che recentemente sono stato a Big Sur a esplorare i suoi luoghi. Poi Philip Roth (che avrebbe dovuto vincere il Nobel), Paul Auster (anche lui Nobel mancato) e John Steinbeck (che invece l&#8217;ha vinto). Sono tra i pochi a pensare che  la &#8220;Crocifissione Rosea&#8221; di Henry Miller si avvicini molto all&#8217;idea di &#8220;Grande Romanzo Americano&#8221;, con la sua poesia dell&#8217;individualismo (ma ci si avvicinano ovviamente anche &#8220;Underworld&#8221; di Don DeLillo, &#8220;Furore&#8221; di Steinbeck, &#8220;Chiedi alla Polvere&#8221; di Fante e &#8220;Pastorale Americana&#8221; di Roth; e sicuramente &#8220;Infinite Jest&#8221; di DFW). Mi ha commosso &#8220;Il museo dell&#8217;Innocenza&#8221; di Pamuk, che parla del diventare (o dello scoprirsi?) artisti. Tra gli italiani, ho adorato Daniele Del Giudice e trovo Massimiliano Parente e Francesco Pecoraro straordinari; e ho un apprezzamento particolare per Elsa Morante, Maria Bellonci e Lalla Romano. Ho letto James Joyce e trovo che l&#8217;Ulisse &#8211; romanzo del tutto &#8211; sia a ragione uno dei canoni della cultura occidentale. Joyce però non è uno scrittore: è una setta.</p>
</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96105" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5150-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Stefano Casertano è regista e sceneggiatore, con particolare interesse per i temi storici. Ha realizzato film dedicati, tra gli altri, all&#8217;Impresa di Fiume di d&#8217;Annunzio; alle marce di deportazione durante l&#8217;Olocausto; e alla resistenza partigiana a Roma. Ha un dottorato di ricerca in politica &#8220;Magna cum Laude&#8221; in politica, conseguito presso l&#8217;Università di Potsdam, in Germania. La tesi, dedicata all&#8217;espansione dei nazionalismi, è stata pubblicata da Springer. Vive a Roma e Berlino.</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F13%2Fa-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano%2F&amp;linkname=A%20MORTE%20TOSCANINI%21%20il%20nuovo%20libro%20di%20Stefano%20Casertano.%20L%E2%80%99intervista%20all%E2%80%99autore" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F13%2Fa-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano%2F&#038;title=A%20MORTE%20TOSCANINI%21%20il%20nuovo%20libro%20di%20Stefano%20Casertano.%20L%E2%80%99intervista%20all%E2%80%99autore" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/" data-a2a-title="A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/">A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">96102</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Presentato alla Stampa Estera “Il mercante di seta nera” opera prima del regista Antonio Centomani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/19/presentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=presentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 13:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Centomani]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=89489</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="756" height="1008" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E0A84175-4261-4EA5-B2A5-1C8898FCA928.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E0A84175-4261-4EA5-B2A5-1C8898FCA928.jpeg 756w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E0A84175-4261-4EA5-B2A5-1C8898FCA928-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E0A84175-4261-4EA5-B2A5-1C8898FCA928-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></p>
<p>Avvincente storia di un amore tra un nobile e una schiava nell’Inghilterra del ‘700 Regista, autore, sceneggiatore di successo, la vena creativa di Antonio Centomani si arricchisce di un nuovo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/19/presentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani/">Presentato alla Stampa Estera “Il mercante di seta nera” opera prima del regista Antonio Centomani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Avvincente storia di un amore tra un nobile e una schiava nell’Inghilterra del ‘700</span></b></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Regista, autore, sceneggiatore di successo, la vena creativa di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antonio Centomani</strong> si arricchisce di un nuovo progetto, la sua <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prima opera letteraria</strong> del genere narrativa di ambientazione storica, “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il mercante di seta nera</strong>” (Musitalia Editore).<br />
</span></p>
<div id="attachment_89492" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-89492" class="wp-image-89492 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/AC20DC68-E8A6-48DD-B832-D0ECC36E9801-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/AC20DC68-E8A6-48DD-B832-D0ECC36E9801-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/AC20DC68-E8A6-48DD-B832-D0ECC36E9801-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/AC20DC68-E8A6-48DD-B832-D0ECC36E9801-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/AC20DC68-E8A6-48DD-B832-D0ECC36E9801.jpeg 1008w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-89492" class="wp-caption-text">Da sx: Centomani, Marteen Van Aalderen, Tiziana Luxardo,Anna Fendi</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il libro è stato<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> presentato</strong> ieri in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">anteprima nazionale</strong> a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Palazzo Grazioli</strong>, prestigiosa sede della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stampa Estera </strong>nel cuore della capitale, dal presidente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maarten Van Aalderen</strong>, affiancato da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dario Salvatori</strong>, che ne ha curato la prefazione.</span></p>
<div id="attachment_89491" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-89491" class="wp-image-89491 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/285ED92B-C2EE-425E-922F-5BF342916A90-300x254.jpeg" alt="" width="300" height="254" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/285ED92B-C2EE-425E-922F-5BF342916A90-300x254.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/285ED92B-C2EE-425E-922F-5BF342916A90-585x496.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/285ED92B-C2EE-425E-922F-5BF342916A90.jpeg 663w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-89491" class="wp-caption-text">Antonio Centomani con Dario Salvatori</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Ambientato in una Inghilterra di fine del XVIII secolo il romanzo racconta la storia si Oliver Wellesley, futuro duca di Wellington, che vive la maturità all’insegna del disprezzo per le regole sociali. La sua vita è fatta di viaggi nelle lontane Indie e forse per questo motivo non ha mai voluto una moglie. Durante un nuovo viaggio arrivati sulle coste del Ghana nel piccolo porto di Axim, la flotta si ferma per rifornirsi di cibo e per comprare altri schiavi. Sir Oliver, come al suo solito, preferisce sceglierli personalmente, ed è tra queste persone che incontra Afua, una giovane di una bellezza mozzafiato, occhi come perle e una pelle come seta nera. L’incontro inaspettato condanna il protagonista ad affrontare quei demoni della coscienza rimasti sopiti per troppi anni.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La sede dell’Associazione in Italia a Palazzo Grazioli era la più giusta per la presentazione del romanzo di esordio di Antonio perché non solo da anni segue la regia del Gala del Globo d’Oro, il nostro premio cinematografico, ma anche perchè il suo libro ha ambientazioni esotiche che si addicono alla nostra natura internazionale&#8221; </em>– ha spiegato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Claudio Lavanga</strong>, corrispondente della NBC News, che anche quest’anno Direttore Artistico e presentatore, con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alina Trabatttoni</strong> di TRT World, della kermesse cinematografica della Stampa Estera</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> che si terrà il prossimo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">3 luglio all’Accademia Tedesca di Villa Massimo</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“Nel mio percorso da autore ho avuto l&#8217;opportunità di scrivere per il cinema, ed è proprio grazie a questa esperienza che nasce l&#8217;idea di questa avventura editoriale – </span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ha raccontato Centomani<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> &#8211; ho confessato a Dario Salvatori di aver sognato l&#8217;incipit della storia immaginando lo scenario in cui si muovono i personaggi, una Londra del &#8216;700 nel pieno dei traffici della compagnia delle indie orientali tra nobiltà e schiavismo”. </em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> “Come se fossi dietro la telecamera ho immaginato una avvincente storia d&#8217;avventura e d&#8217;amore, ma volevo anche renderla impossibile – </span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ha aggiunto <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8211; ed è proprio d&#8217;amore che volevo parlare nell&#8217;accezione massima del significato. Di pagina in pagina, durante la scrittura, i personaggi e le loro vite mi hanno portato a caratterizzarli forti e spregiudicati a partire proprio dal protagonista Oliver, ma l&#8217;incontro con Afua sarà determinante per la svolta della sua rocambolesca vita”.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Tra i tanti amici che non sono voluti mancare all’incontro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Anna Fendi</strong>, con il marito <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pino Tedesco</strong>, la fotografa internazionale <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tiziana Luxardo</strong>, il regista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gianfrancesco Lazotti</strong>, la Presidente di Salvamamme, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazia Passeri</strong>, le giornaliste <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Josephine Alessio </strong>(Rai News), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sebastiana Cutugno</strong> (Quarto Grado Mediaset) e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paola Zanoni</strong>, gli attori <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Graziano Scarabicchi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Camilla Petrocelli</strong>e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Daniele Ferrari</strong>, la costumista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paola Nazzaro</strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</em></span></p>
<div id="attachment_89493" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-89493" class="wp-image-89493 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74836BE9-9BE6-4901-8FB3-FB73ECD1E51D-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74836BE9-9BE6-4901-8FB3-FB73ECD1E51D-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74836BE9-9BE6-4901-8FB3-FB73ECD1E51D-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74836BE9-9BE6-4901-8FB3-FB73ECD1E51D.jpeg 756w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-89493" class="wp-caption-text">Sebastiana Cutugno, A.Centomani,Graziano Scarabicchi</p></div>
<p>Photocover: Antonio Centomani e Josephine Alessio</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F06%2F19%2Fpresentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani%2F&amp;linkname=Presentato%20alla%20Stampa%20Estera%20%E2%80%9CIl%20mercante%20di%20seta%20nera%E2%80%9D%20opera%20prima%20del%20regista%20Antonio%20Centomani" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F06%2F19%2Fpresentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani%2F&#038;title=Presentato%20alla%20Stampa%20Estera%20%E2%80%9CIl%20mercante%20di%20seta%20nera%E2%80%9D%20opera%20prima%20del%20regista%20Antonio%20Centomani" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/19/presentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani/" data-a2a-title="Presentato alla Stampa Estera “Il mercante di seta nera” opera prima del regista Antonio Centomani"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/19/presentato-alla-stampa-estera-il-mercante-di-seta-nera-opera-prima-del-regista-antonio-centomani/">Presentato alla Stampa Estera “Il mercante di seta nera” opera prima del regista Antonio Centomani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">89489</post-id>	</item>
		<item>
		<title>“L’amore verso il prossimo come antidoto contro il dolore” nel romanzo “il Sole Beffardo” di Elena Ungari</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/22/libri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=libri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pina D’Alatri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 20:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Ungari]]></category>
		<category><![CDATA[il sole beffardo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=82614</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="615" height="934" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/160B5760-604B-4E5C-ACA4-FCA8C4BC2896.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/160B5760-604B-4E5C-ACA4-FCA8C4BC2896.jpeg 615w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/160B5760-604B-4E5C-ACA4-FCA8C4BC2896-198x300.jpeg 198w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/160B5760-604B-4E5C-ACA4-FCA8C4BC2896-585x888.jpeg 585w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>Recensione  di Pina D’Alatri Il romanzo di Elena Ungari ”Il sole beffardo”C.E. Albatros Il Filo, Roma 2023 pg. 229, si rivela un testo molto intenso e variegato sia, per le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/22/libri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri/">“L’amore verso il prossimo come antidoto contro il dolore” nel romanzo “il Sole Beffardo” di Elena Ungari</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione  di Pina D’Alatri</p>
<p>Il romanzo di Elena Ungari ”Il sole beffardo”C.E. Albatros Il Filo, Roma 2023 pg. 229, si rivela un testo molto intenso e variegato sia, per le tematiche proposte  che, per il gran numero di personaggi che animano le vicende raccontate . La protagonista è Mrs. Caroline Grant, una donna colta , determinata, sincera e dal grande cuore. Il romanzo è ambientato a Londra e dintorni con propaggini che si estendono per  un ampio territorio. Mrs. Caroline, attraverso un dolore straziante che la lacera, riesce a migliorare se stessa ed a comprendere il dolore ed il disagio altrui ,maturando uno spirito umanitario profondo.</p>
<p>I numerosi personaggi, protagonisti o comparse che siano, sono tutti ben caratterizzati e, fin dalle prime pagine, orientano il lettore,  aiutandolo nella ricerca di un saldo filo conduttore della vicenda dolorosa e complessa. Il “focus” del testo non è univoco, le angolature, come in un film drammatico, sono varie e divergenti come vari e diversi risultano gli attanti. Nonostante la diversità che li distingue, i personaggi hanno in comune una visione ieratica della vita. Il titolo ben focalizza il messaggio, apparentemente, criptato del testo: Il sole beffardo è una metafora della contraddittorietà della vita umana   promette tanto ma spesso non mantiene le sue promesse.</p>
<p>Caroline è una donna colta ed intelligente: ha molti interessi culturali e sociali ma è separata dal marito e la sua unica figlia, la splendida Kitty, vive ad Oxford, allieva della ben nota università. Tuttavia la donna non è sola, ha tante care amiche che l’apprezzano e le vogliono bene e vari interessi socio-culturali. Vive con lei, nella sua grande casa,la fedelissima Betty, una domestica affezionata e leale. Inoltre Caroline non trascura gli amici vecchi e nuovi ed organizza interessanti incontri culturali, sempre attenta e ricercata nell’abbigliamento . Shirley, Ann, Caroline ed Elizabeth  erano molto affiatate tra di loro ed a Oxford dove studiavano venivano considerate un gruppo solidale.</p>
<p>Attualmente, però, Caroline sentiva il bisogno della figlia e ne soffriva molto il distacco, tanto da percepire la presenza di  un avvoltoio che le girava sulla testa con una duplice valenza: servirsi di lei e metterla in guardia. Betty,la domestica, le era però molto vicina, aiutandola, sostenendola e facendole compagnia in quel periodo affettivamente un po’ triste e segnato dalla solitudine. Le amiche cercavano di colmare questo vuoto, invitandola a cena e facendola distrarre con piccanti pettegolezzi. Maggio è già alle porte, Caroline, approfitta del bel sole primaverile per fare degli acquisti. Squilla il telefono, una voce le comunica una tremenda notizia: Kitty ha avuto un incidente gravissimo……è in obitorio, ha 20 anni e la sorte le ha stroncato la vita. Il sole arde nel cielo e la stessa fiamma divora il cuore dei genitori: Kitty è in obitorio con il corpo ma la sua anima è volata via. Il funerale è straziante, dov’è Kitty, la sua intelligenza, la sua classe, la sua bravura?</p>
<p>Tutti piangono inconsolabilmente: arriva un giovane, gravemente ferito , che si appoggia sulle stampelle, è il fidanzato della ragazza;arriva il rettore dell’università, arrivano Peter e Liza ,gli zii. Un sole spavaldo brucia la terra ma non riesce a disgelare i cuori, stroncati dal dolore. Caroline è distrutta, cosa si deve aspettare di più dalla vita ? Ormai è tutto finito,nel suo cuore si è aperta una voragine. Il dottor Colby le dice di reagire, di impegnarsi nel sociale ma per lei non esiste più nulla;la sua vita è diventata un deserto , infiammato da un sole bugiardo. Gli amici ed anche il marito cercano di aiutarla ma lei non fa altro che nascondersi da quel sole bugiardo, odioso che le ricorda la vita, mentre lei è morta nel cuore.</p>
<p>L’invito a Chaltenham da parte dei due fratelli per fare equitazione, la solleva e decide di andarci. Questo  sarà per lei un luogo salvifico dove incontrerà la piccola Sophia, a cavallo del suo pony. La mamma della bimba è nervosa e scorbutica, la bimba è triste ed infelice. Caroline decide di aiutare la bimba e di dare qualche consiglio alla madre. Aiuta Sophia   ad andare a cavallo ma soprattutto  riconcilia la madre con la figlia, entrambe stressate da una vita difficile. Ora Caroline può guardare il cielo, il sole non è più beffardo ma benevolo. La bimba sarà ospitata da lei  e la mamma accetterà ben volentieri questa cortesia.</p>
<p>Caroline può aprire la finestra e far entrare il sole: il suo cuore non è più freddo e ferito perché il sole riscalda anche i cuori afflitti . Lei ora ha un obiettivo:scrivere un libro per parlare di Kitty.</p>
<p><strong><mark class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Biografia</mark></strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65119" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Elena-Ungari-scrittrice--150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Elena-Ungari-scrittrice--150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Elena-Ungari-scrittrice--300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Elena-Ungari-scrittrice-.jpg 512w" alt="" width="150" height="150" /><figcaption class="wp-element-caption"></figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Elena Ungari</strong> nasce nel 1967 a Manerbio(BS)dove vive. Lavora come traduttrice presso l’università cattolica di Brescia. Laureata in lingue e letterature straniere presso la medesima università, è diventata docente di lingua inglese alla facoltà di lingue della medesima università. Nel 2006 ha conseguito il PhD all’università di Lampeter (Galles).</p>
<p>Ha pubblicato articoli accademici ed un libro sulla letteratura postcoloniale australiana, ha collaborato a “Il Giornale di Brescia”, è stata presidente della Libera Società  di Manerbio. Ha scritto un racconto breve :”Cara Mamma”con menzione particolare ad un concorso indetto dalla Croce Bianca di Brescia. Il suo primo libro di narrativa “All’ombra dell’oleandro rosa” è uscito nel 2021 per Gruppo Albatros Il Filo.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F22%2Flibri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri%2F&amp;linkname=%E2%80%9CL%E2%80%99amore%20verso%20il%20prossimo%20come%20antidoto%20contro%20il%20dolore%E2%80%9D%20nel%20romanzo%20%E2%80%9Cil%20Sole%20Beffardo%E2%80%9D%20di%20Elena%20Ungari" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F22%2Flibri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri%2F&#038;title=%E2%80%9CL%E2%80%99amore%20verso%20il%20prossimo%20come%20antidoto%20contro%20il%20dolore%E2%80%9D%20nel%20romanzo%20%E2%80%9Cil%20Sole%20Beffardo%E2%80%9D%20di%20Elena%20Ungari" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/22/libri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri/" data-a2a-title="“L’amore verso il prossimo come antidoto contro il dolore” nel romanzo “il Sole Beffardo” di Elena Ungari"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/22/libri-elena-ungari-il-sole-beffardo-la-recensione-di-pina-dalatri/">“L’amore verso il prossimo come antidoto contro il dolore” nel romanzo “il Sole Beffardo” di Elena Ungari</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">82614</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 06:45:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=75767</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Lucia è famiglia. Gertrude è sensualità. Creazione di un&#8217;atmosfera. Manzoni non fu solo lo scrittore dei Promessi, ma anche costruttore tragico dell&#8217;Adelchi e del Carmagnola. Il tragico a confronto con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/">Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Lucia è famiglia. Gertrude è sensualità. Creazione di un&#8217;atmosfera. Manzoni non fu solo lo scrittore dei Promessi, ma anche costruttore tragico dell&#8217;Adelchi e del Carmagnola. Il tragico a confronto con il piacere. Enrichetta e Teresa. La prima moglie e madre. Teresa sensualità e piacere. La metafisica dell&#8217;anima in un mosaico zambraniano, deleddiano, tra il senso dell&#8217;assurdo di Kafka, Ionesco, Camus e Pavese in un Secolo che ha fatto del tempo stesso il tragico e l&#8217; inquieto. Questo l&#8217;incipit del prossimo libro di Pierfranco Bruni. L&#8217;antropologo rappresenterà ancora una volta una fonte epistemologica sul viaggio manzoniano, in cui tragicità dolore, passione, provvidenza,  cristianità si fondono in un messaggio subliminale e contraddittorio com&#8217;è nelle umane sorti&#8230;</em></p>
<p>Mosso da un irrefrenabile dinamismo culturale  intimamente coniugato alla propria esistenza pervasa da rare esperienze umane e professionali,  <strong>Pierfranco Bruni</strong> antropologo e saggista tra i maggiori del panorama letterario contemporaneo, si appresta ad una nuova opera. Dopo il collettaneo con Solfanelli editore, è la volta di un Manzoni che  entra nel romanzo con la sua vita.  Un dispiegarsi di intrecciate comparazioni metaforiche ed epistemologiche per raccontare il viaggio manzoniano nel superamento della storia, intesa come transizione epocale. Un passaggio in cui  i simboli  ideologico-politico-culturali del Romanticismo e Risorgimento  vengono raffigurati  plasticamente nella loro centralità.<br />
Un’ anteprima del prossimo volume che il Professor Bruni  ci ha donato in questa intervista.<br />
Il suo nuovo libro rappresenterà ancora una volta una fonte epistemologica sul romanzo  manzoniano, un viaggio dentro i personaggi stessi in cui tragicità,  dolore, passione, provvidenza,  cristianita’ si fondono in un messaggio subliminale e contraddittorio com’è nelle umane sorti.</p>
<p><strong>Professor Bruni</strong>, <strong>partendo dalle protagoniste chiave dei Promessi Sposi, Lucia e la Monaca di Monza, qual è la luce ispiratrice dello scrittore riconducibile alla sua stessa vita ?</strong></p>
<p>– PB:  Aveva gli occhi profondi. Sguardo malinconico e lancinante. La Signora. Gertrude. La Monaca di Monza. Quanto è contata nella vita manzoniana questo personaggio? Lo sguardo è la sensualità. Elementi che Lucia non aveva. Lo sguardo melenso e attraversante. Non costruita con l’eleganza di Gertrude. In entrambe il dolore è dominante. Gertrude tragico. In Lucia drammatico. Fanno il romanzo. Agnese è la penitente. Una comparazione di figure che devono necessariamente intrecciarsi. Alessandro Manzoni con loro crea atmosfera. Lucia è famiglia. Gertrude è sensualità. Sono fantasia e luce, segreto e mistero. Se si dovesse pensare alla nostalgia del viaggio sul lago e dei nascondimenti il gioco diventerebbe, solo per questi episodi, intrigante e affascinante tra la morale e formazione e avventurosa e rischiosa come ogni avventura. Manzoni giocò con la sensualità ma era un costruttore di metafisiche e di contraddizioni certamente ma ciò che lo salva è la provvidenza impregnata però di tragedia. Non gli mancò però l’ironia e venne aggredito dalla fatalità. La morte, la speranza, il dolore e la resurrezione. Si sposò due volte. La sua formazione laica e rivoluzionaria però non lo abbandonò mai anche dopo la conversione.  Nella vita dello stesso Manzoni ci sono state due donne completamente diverse. Enrichetta e Teresa. La prima completamente moglie e madre. La seconda fisicità e moglie amante.<br />
Enrichetta era la morale. Teresa era la passione. In mezzo la madre. La madre cerca di dimenticare il suo passato e di farlo dimenticare. Non ci riesce. Perché Alessandro con il secondo matrimonio rompe ogni indugio. Teresa è passione certamente ma è anche abbandono. Con Enrichetta la cristianità è canto sublime. I versi interrotti di “1833” sono una testimonianza confessione. Alla morte di Teresa, Alessandro resterà distaccato. Non andrà neppure al funerale. Le due donne sono epicentro del viaggio sentimentale manzoniano tra la vita e la morte. Tra la conversione e la ragione.</p>
<p>Chi sarà stata la donna della sua vita? Forse nessuna. La bruna è la bionda. Alessandro non era soltanto lo scrittore dei Promessi. Era il costruttore tragico dell’Adelchi e del Carmagnola. Il tragico si confronta con il piacere. Teresa era il piacere.</p>
<p><strong>La Provvidenza, la  religiosità. Sono due parametri dello stesso scrittore.  Quali i principi etico-religiosi ruotanti intorno alla visione manzoniana?</strong><br />
– PB:  I Promessi Sposi ruotano intorno a tre principi estetico e teologici. La confessione, la resurrezione e il piacere.<br />
Ma oltre queste sottolineature c’è da andare oltre? Infatti il Manzoni del viaggio tra Romanticismo e Risorgimento rappresenta, non solo in termini metaforici, una epistemologia della Tradizione in un tempo che viveva un passaggio epocale in una transizione culturale, in cui il concetto di tempo filosofico ritornava a posarsi su un Secolo che ha fatto del tempo stesso il tragico e l’inquieto. Senza l’Adelchi e il personaggio, come destino e provvidenza, dei Promessi Sposi non avremmo conosciuto i sentieri della solitudine e dell’esilio nella coscienza musiliana.</p>
<p><strong>Professore secondo il suo pensiero esiste la possibilità di un uomo senza qualità già in Manzoni?</strong></p>
<p>– PB: Direi di sì. Esiste la metafisica dell’anima zambrianana già in Manzoni? Direi di sì. Esiste il senso dello straniero e dell’assurdo tra Kafka, Ionesco, Camus e Pavese già in Manzoni? Direi di sì. Esiste il mosaico deleddiano  già in Manzoni? Direi di sì. Un intreccio che è da leggersi come comparazione nel terribile tempo proustiano vibrante tra l’attraversamento del lago e il raccontare la nostalgia in un immaginario manzoniano.  L’immaginario.  Lucia e Gertude sono appunto un immaginario che  permea tutto il romanzo. Il romanzo va oltre la storia dunque. È il personaggio che si fa romanzo e il romanzo è un viaggio dentro i personaggi stessi. È il piacere che pone delle questioni di fondo. Il piacere della confessione,  il piacere della cristianità, il piacere della sensualità. La religiosità stessa è il piacere dell’armonia. Il tutto si conclude ancora con il piacere del matrimonio.  A lieto fine dopo il tanto doloroso cammino. Il male e il bene. Manzoni entra nel romanzo con la sua vita.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F28%2Fcon-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni%2F&amp;linkname=Con%20Manzoni%20il%20romanzo%20entra%20nella%20vita.%20Metafisica%20e%20Religiosit%C3%A0%20nella%20confessione%20della%20sensualit%C3%A0.%20Intervista%20a%20Pierfranco%20Bruni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F28%2Fcon-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni%2F&#038;title=Con%20Manzoni%20il%20romanzo%20entra%20nella%20vita.%20Metafisica%20e%20Religiosit%C3%A0%20nella%20confessione%20della%20sensualit%C3%A0.%20Intervista%20a%20Pierfranco%20Bruni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/" data-a2a-title="Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/">Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">75767</post-id>	</item>
		<item>
		<title>ANTICLERA LA MAMMINA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/anticlera-la-mammina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=anticlera-la-mammina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mira Carpineta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 20:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[la Mammina]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Zimei]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=68697</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="707" height="457" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887.jpeg 707w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887-300x194.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887-585x378.jpeg 585w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></p>
<p>Nel libro di Roberta Zimei una storia di straordinaria contemporaneità di Mira Carpineta Fino agli anni 70 e all’avvento della medicina pubblica e degli ospedali, la gravidanza, il parto, il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/anticlera-la-mammina/">ANTICLERA LA MAMMINA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="707" height="457" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887.jpeg 707w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887-300x194.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/4CA84A5E-EE73-4F6B-B98E-A1CF64018887-585x378.jpeg 585w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></p><p>Nel libro di Roberta Zimei una storia di straordinaria contemporaneità<br />
di Mira Carpineta<br />
Fino agli anni 70 e all’avvento della medicina pubblica e degli ospedali, la gravidanza, il parto, il puerperio, l’allattamento rientravano in un ambito di cura esclusivamente femminile. Tutto avveniva tra le mura di casa con l’aiuto e la presenza imprescindibile della “mammina”, colei che seguiva e aiutava le donne nel momento della maternità.<br />
In un mondo in cui tutto apparteneva alle donne, la mammina era una figura importante, un’autorità all’interno della comunità, da cui dipendeva la vita, la morte e la salute di mamme e bambini.<br />
Nel libro di Roberta Zimei, la storia di Anticlera, ambientata negli anni 50, non è solo la storia di una donna straordinaria per la sua professione e la sua preziosa professionalità, ma anche una “raccolta” di temi profondamente attuali.<br />
La protagonista è una ragazza che si emancipa precocemente e suo malgrado forse, per le difficoltà e le sfide che la vita le pone davanti sin da giovanissima. Le sue scelte, dettate dalla necessità e dalla sopravvivenza nell’Italia del dopoguerra, ne faranno una donna indipendente, autonoma e determinata nel lavoro e nella comunità di cui si pone al servizio.<br />
La sua competenza non deriva da studi, ma dall’esperienza e dalla pratica che le faranno conquistare rispetto, affetto e autorevolezza non solo tra le donne che assiste. La sua modernità, di pensiero, carattere, attitudini, deve però necessariamente convivere e integrarsi nel contesto culturale in cui opera e il suo percorso di vita la porta comunque a guardare gli altri con fiducia. Una fiducia che le fa scegliere un compagno di vita apparentemente affine, a cui si lega con la stessa abnegazione che profonde nel suo lavoro.<br />
Ma quel marito “perfetto” e amato che sembra aver coronato il suo percorso di riscatto, si rivela infine drammaticamente inadeguato, culturalmente povero, impotente a sostenere il confronto con la sua condizione e non solo con quella.<br />
Nell’epilogo tragico della storia di Anticlera si riverbera il fallimento di una cultura ancora oggi insopportabilmente presente in tutte le società del pianeta, anche quelle più evolute.<br />
Ogni pagina del libro “La mammina” (edizioni Tabula Fati) potrebbe contenere un saggio socio- antropologico sulle irrisolte questioni femminili: le vittime di stupro colpevolizzate, lo sfruttamento patriarcale e le limitazioni di libertà delle donne, i sensi di colpa delle vittime stesse che arrivano a “giustificare” i loro carnefici, una certa narrazione dei delitti e dei femminicidi: “ dramma della gelosia, lei era ubriaca, portava la minigonna, non ha reagito, non ha detto di no, lui era pazzo di lei, l’amava troppo e così via, di cui ancora oggi sono piene le pagine dei giornali.<br />
“ Ho cercato di capire quali sono i meccanismi che scattano nella donna e che la portano a subire e sottovalutare la gravità delle situazioni violente e conflittuali nella coppia – spiega l’autrice Roberta Zimei – il senso di colpa che tende a giustificare maltrattamenti fisici e psicologici, i meccanismi che sfociano in atti estremi. Non sempre le donne hanno consapevolezza della gravità di questi comportamenti. Anche se oggi molto è stato fatto, sia giuridicamente che culturalmente, ciò che ancora rimane sono gli squilibri tra i rapporti di forza di una persistente forma di cultura patriarcale”.</p>
<p>Roberta Zimei – LA MAMMINA – Edizioni TABULA FATI – 2022<br />
&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Roberta Zimei è nata a L’Aquila e vive a Pescara. Laureata in Letere Modernee è professionista della comunicazione isttuzionale e della scritura per il web. Ha ricoperto l’incarico di Responsabile per la Comunicazione e Capo Ufcio otampa per l’Università D’Annunzio. Giornalista pubblicista ha collaborato con varie testate regionali e nazionali tra cui Il Centro e il Messaggero e con le pagine leterarie di Repubblica e della Rivista leteraria ormicaleone. Per Tabula at ha pubblicato i raccont Il Condominio. È sposata e ha una figlia e una dolcissima labrador chocolate di nome Cuba.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F04%2Fanticlera-la-mammina%2F&amp;linkname=ANTICLERA%20LA%20MAMMINA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F04%2Fanticlera-la-mammina%2F&#038;title=ANTICLERA%20LA%20MAMMINA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/anticlera-la-mammina/" data-a2a-title="ANTICLERA LA MAMMINA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/anticlera-la-mammina/">ANTICLERA LA MAMMINA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">68697</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quando a Venezia la si faceva a cazzotti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/28/quando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gustavo Vitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 06:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dorsoduro]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore di Notte]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=68177</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/8B833204-D800-4420-A2E3-286578975192-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Nel giallo storico il Signore di Notte, di Gustavo Vitali, sono numerose le  curiosità, i fatti e fatterelli che hanno costituito la storia  dell’antica Repubblica di Venezia e dei suoi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/28/quando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti/">Quando a Venezia la si faceva a cazzotti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Nel giallo storico il Signore di Notte, di Gustavo Vitali, sono numerose le  curiosità, i fatti e fatterelli che hanno costituito la storia  dell’antica Repubblica di Venezia e dei suoi undici secoli di vita. Nell’articolo la storia dell’antico sestiere  della Serenissima, Dorsoduro, e dei suoi rissosi abitanti.</i></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
<b>Castellani e Nicolotti</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il sestiere di Dorsoduro a Venezia resta affacciato a settentrione sul canale della Giudecca, isola una volta chiamata Spinalonga per la sua forma di pesce. Il cambio del nome era dovuto al fatto che il governo dell’antica Serenissima un bel giorno decise di confinare lì chi veniva condannato per reati minori contro lo stato, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">zudecá” in lingua veneta, cioè “giudicato”.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Invece recenti studi hanno smentito definitivamente la credenza popolare che vi fossero vissuti degli ebrei, cioè giudei. Infatti costoro erano confinati altrove, precisamente nei tre ghetti, quello Nuovo, quello Vecchio e infine quello Nuovissimo.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Barcaioli e pescatori per tradizione, gli abitanti di Dorsoduro erano chiamati Nicolotti, una delle due fazioni nelle quali era diviso il popolo veneziano. L’altra, quella dei Castellani, abitava prevalentemente la zona orientale della città, in particolare il sestiere di Castello, quello dell’Arsenale. Tra loro la maggioranza era costituita da marinai e da carpentieri addetti a quella che era considerata la più grande industria d’Europa. I Castellani portavano berretto e “fusciacca” rossa, mentre il copricapo e la fascia dei Nicolotti era di color nero. Ancora oggi le magliette dei gondolieri osservano la tradizione: righe bianche e rosse, oppure bianche e nere.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Un’altra suddivisione era costituita dai sestieri di qua e di là del canale rispetto Palazzo Ducale: Castello, San Marco e Cannaregio i tre “de çitra”, Dorsoduro, Santa Croce e San Polo quelli “de ultra”. A loro volta, per motivi fiscali, questi erano stati ripartiti in contrade che nel corso dei secoli aumenteranno fino a 69 per la città, più una per l’isola della Giudecca. Credo siano rimaste le stesse ancora oggi.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Il “Ponte di Pugni”</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Tra Nicolotti e Castellani non correva buon sangue, frequenti le risse, un residuo delle antiche lotte civili. La tradizione voleva che si sfidassero in regate e altre gare di abilità fisica, ma i cimenti prediletti delle due fazioni erano ben più violenti, ancorché riconosciuti e addirittura codificati. Le più impegnative erano le cosiddette “guerre dei ponti”, cioè la conquista di certi ponti armati di canne o a mani nude, giochi brutali, ma ciò nonostante accettati comunemente e senza remore. Il più celebre di questi, sul rio Santa Barnaba nella parrocchia Carmini, aveva preso il nome di “Ponte dei Pugni”.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sulle scazzottate tra le due fazioni si diceva aleggiasse la longa manu del potere, pronto a favorire e addirittura alimentare le contese come sfogo degli umori popolari, ma anche come esibizione di fierezza. Infatti una guerra dei pugni era stata offerta nel 1574 in onore di Enrico III di Francia in visita alla città. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Qualcuno sosteneva pure che nei tempi antichi la rivalità tra sestieri “de citra” e “de ultra”, quindi tra Castellani e Nicolotti, facesse comodo ai governanti che, in caso di sollevazione di una parte, avrebbero potuto contare sull’altra.</span></span></p>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il “Doge dei Nicolotti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span></b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Disgraziatamente Dorsoduro era un sestiere per nulla ricco. Più che barcaioli, in prevalenza era abitato da poveri pescatori che praticavano la minuta pesca lagunare senza che le reti fossero mai abbastanza gonfie da migliorare le loro condizioni. In particolare, era povera la gente della contrada di San Raffaele Arcangelo, ma anche quelli di Santa Marta e San Nicolò dei Mendicoli non se la cavavano meglio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68182" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25355789-64EC-4F48-A45E-2427B40B9C62-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25355789-64EC-4F48-A45E-2427B40B9C62-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25355789-64EC-4F48-A45E-2427B40B9C62-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25355789-64EC-4F48-A45E-2427B40B9C62-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25355789-64EC-4F48-A45E-2427B40B9C62.jpeg 1125w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">L’arte dei pescatori era costituita in confraternita, detta “fraglia”, dotata come tutte le altre corporazioni veneziane di uno statuto, detto “mariegola” approvato dal magistrato dei Giustizieri Vecchi e presieduta da un Gastaldo eletto alla presenza di un notaio ducale che raccoglieva il suo giuramento. Per antica tradizione quello dei pescatori era chiamato “Doge dei Nicolotti” o “Doge dei Pescatori”. Godeva di alcuni privilegi, come l’invito a pranzare con il doge, quello vero, una volta all’anno insieme a dodici dei suoi e al cancelliere dell’arte, e affiancare su una barchetta il Bucintoro con a bordo il collega più importante durante la cerimonia dello Sposalizio con il Mare nel giorno della “Sensa”, cioè la festa dell’Ascensione. Questi “privilegi” erano davvero poca cosa se paragonati alle prebende delle cariche di governo e dell’alta burocrazia, ma erano accettati con fierezza dalla gente di quelle contrade. Meglio poco che niente!</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dopo l’elezione il prescelto indossava calze, scarpe, toga e berretto rossi e percorreva l’intera città in corteo fino a Palazzo Ducale, accompagnato dai suoi pescatori al suono di trombe, tamburi e scoppi di mortaretti. Qui il Serenissimo Principe, cioè il doge, lo abbracciava e baciava come fosse un suo parigrado, ma quello era solo un povero pescatore che il giorno dopo sarebbe tornato a sfamarsi con i pesci della laguna.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Il</b> <b>Malcanton e i contrabbandieri<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A823A6E-1657-4129-91F4-7A7B4A3C9C61-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Anche Dorsoduro, come altri luoghi di Venezia, dal punto di vista storico aveva qualche scheletro nell’armadio. Per esempio, il rio e la fondamenta Malcanton, al confine con il sestiere di Santa Croce, dovevano il tristo nome alla cruenta fine del vescovo Ramperto Polo.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il prelato si era recato in loco per intimare a don Bartolomeo Dandolo, parroco di San Pantalon, di versare le decime sui morti della parrocchia come d’uso ai tempi. Il parroco, invece, si era ritenuto esentato dal predecessore del Polo, ma costui non ne aveva voluto sapere. Così era stato affrontato da una folla schierata dalla parte del parroco, povera gente per la quale anche pochi soldi di decima avrebbero rappresentato un esborso gravoso. Per questo erano stati saggiamente esentati e per questo detta folla inferocita aveva linciato il vescovo.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dopo il cruento episodio, fondamenta e canale avevano goduto della peggior fama, ma c’era dell’altro.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Dorsoduro, lungo le fondamenta delle Zattere affacciate sul canale della Giudecca, frammisti a navi e imbarcazioni di ogni tipo, era facile trovare nella baraonda degli attracchi “trabacoli” e “brazere”, imbarcazioni tradizionali della laguna e del piccolo cabotaggio. Per condurre questi piccoli navigli, adibiti di norma alla navigazione sotto costa, bastava un equipaggio di una mezza dozzina di uomini. Venivano utilizzati per la pesca, per il trasporto, ma anche per il contrabbando, più redditizio e meno faticoso del calar reti in mare o il carico e scarico di merci.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Non lontano c’erano i Saloni del Sale, emporio dov’era custodito il prezioso prodotto trasportato in città dalle navi tonde, le grosse imbarcazioni a vela adibite ai traffici commerciali e pesantemente tassato prima della vendita al pubblico. Quello illecito proveniva soprattutto dall’Istria o dalle saline di Cervia, ma anche da altrove. Il popolo, di norma fieramente veneziano e favorevole al governo, in questo caso e per ragioni di saccoccia stava, invece, dalla alla parte dei contrabbandieri: il loro sale costava meno!. Una di queste imbarcazioni caricava circa 20 mila libbre grosse di sale per viaggio che fruttava attorno agli ottocento ducati, rivendendo il sale a cinque soldi la libbra e pagandola tre all’acquisto.</span></span></p>
<p class="s3">Queste notizie le ho apprese per scrivere il libro Il Signore di Notte, un giallo nella Venezia del 1605, che, pur essendo un thriller con tutte le caratteristiche del genere come omicidi, agguati, ecc. contiene anche brevi divagazioni su curiosità, usi, costumi, fatti e fatterelli dell’antica Repubblica di Venezia e dei suoi undici secoli di vita. Diciamo pure che mi è costato più tempo a documentarmi che non a scrivere, come testimonia la vasta bibliografia in coda al volume. Poi ci sono state le lunghe scarpinate per Venezia alla ricerca dei luoghi dove erano vissuti i principali personaggi nel 1605 e ambientare la trama che, al contrario, è di pura invenzione.</p>
<p class="s3">
<p class="s3"><em><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Nelle foto scattate dall’autore nel sestiere veneziano di Dorsoduro nel 2013: uno scorcio del Rio de l’Anzolo Rafael, la chiesa omonima e le fondamenta Barbarigo.</span></span></em></p>
<p class="s3">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F28%2Fquando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti%2F&amp;linkname=Quando%20a%20Venezia%20la%20si%20faceva%20a%20cazzotti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F28%2Fquando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti%2F&#038;title=Quando%20a%20Venezia%20la%20si%20faceva%20a%20cazzotti" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/28/quando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti/" data-a2a-title="Quando a Venezia la si faceva a cazzotti"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/28/quando-a-venezia-la-si-faceva-a-cazzotti/">Quando a Venezia la si faceva a cazzotti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">68177</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quando a Venezia fu inventato il “bacalà”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/12/quando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gustavo Vitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2022 00:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bacala’ origini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore di Notte]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=62314</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="641" height="653" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/A93FA229-0D16-41E7-ABCA-506A6D75B4CE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/A93FA229-0D16-41E7-ABCA-506A6D75B4CE.jpeg 641w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/A93FA229-0D16-41E7-ABCA-506A6D75B4CE-294x300.jpeg 294w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/A93FA229-0D16-41E7-ABCA-506A6D75B4CE-585x596.jpeg 585w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></p>
<p>È stato un terribile naufragio a introdurre sulle tavole veneziane il baccalà, che in lingua locale si scrive rigorosamente con una sola “c”: bacalà, il piatto re della cucina veneta.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/12/quando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala/">Quando a Venezia fu inventato il “bacalà”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">È stato un terribile naufragio a introdurre sulle tavole veneziane il baccalà, che in lingua locale si scrive rigorosamente con una sola “c”: bacalà, il piatto re della cucina veneta.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Incerta l’origine della parola</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che pare derivare dal portoghese “bacalhau” e dallo spagnolo “bacalao”, termini che trovano la loro etimologia nel latino “baculus”, cioè bastone.</span></span></p>
<p class="s3"><b>Pietro Querini e la “caracca”</b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Pietro Querini era un raffinato nobile di antica famiglia veneziana, senatore della Serenissima e signore dei feudi di Catel Temini e Dafnes nell’isola di Candia, l’odierna Creta allora possedimento veneziano. In detti feudi si produceva la Malvasia, un vino molto apprezzato originario di un paese del Peloponneso, Monemvasia o Monemvaxia, che significa “porto con una sola entrata”, annesso alla Repubblica di Venezia nel 1419.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il 25 aprile 1431 Querini salpa da Candia a bordo della sua Gemma Querina, una “caracca”, cioè un grande veliero di 700 tonnellate di stazza adatto alle lunghe navigazioni oceaniche. Suoi subalterni sono </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nicolò de Michele, patrizio veneto, e Cristofalo Fioravante nelle funzioni di “comito”, dal latino “comes, comitis”, cioè compagno di viaggio, oggi diremmo nostromo, primo dei sottufficiali di bordo e secondo solo al “sopracomito”, detto anche “patrono”, che era il comandante, in questo caso lo stesso Querini.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Trasporta 80 barili della sua Malvasia che di norma vende nei Paesi Bassi. Completano il carico legni aromatici, s</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pezie, cotone, cera, allume di rocca e altre mercanzie di valore per un peso totale di circa 500 tonnellate.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> L’intento è ancora una volta quello di raggiungere le Fiandre per vendere la preziosa mercanzia.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>La navigazione</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Si è trattato di un viaggio zeppo di imprevisti fin da cinque giorni prima della partenza quando era morto all’improvviso un figliolo del Querini che comunque non aveva rinunciato all’impresa.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La caracca attraversa una parte del Mediterraneo e naviga poi lungo un tratto della costa Berbera, all’incirca tra Algeria e Marocco fino a superare lo stretto di Gibilterra. Il 2 giugno, manovrando in bassi fondali nei pressi di San Pietro sulla costa atlantica della Spagna, toccano uno scoglio riportando danni alla chiglia e al timone. Tuttavia il 5 giugno raggiungono Cadice dove la caracca viene messa in carenaggio e in venticinque giorni i danni sono riparati.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nel frattempo scoppia una nuova guerra tra Venezia e Milano, una delle cosiddette “guerre di Lombardia”, che però coinvolge anche Genova da alcuni decenni sotto il dominio milanese dei Visconti. Sebbene nella battaglia al largo di San Fruttuoso, detta anche battaglia di Rapallo, la Superba sarà sconfitta dai veneziani nell’agosto del 1431, per prudenza Querini decide di arruolare nuovi armati, formando così un equipaggio di 68 uomini di varie nazionalità. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il 14 luglio la Gemma Querina salpa nuovamente navigando lontano dalle coste per evitare incontri indesiderati con vascelli nemici. Invece venti contrari da nord est spingono il vascello attorno alle isole Canarie dalle quali dopo quindici giorni, cambiato finalmente il vento, riescono faticosamente a risalire attraccando a Lisbona ad agosto inoltrato.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Qui sono obbligati a nuove riparazioni, oltre che ai necessari rifornimenti e ad attendere venti favorevoli fino al 14 settembre quando possono riprendere il mare. Costeggiando il Portogallo, giungono a Muros nei pressi de La Coruña nel nord della Spagna quando è oramai ottobre. A poco servirà la visita di Pietro Querini, uomo molto devoto, al locale santuario di San Giacomo per scongiurare l’imminente tragedia che sta per abbattersi su di lui e sul suo equipaggio.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Il naufragio</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Lasciata Muros e doppiato il vicino capo Finisterre, la caracca attraversa quasi tutto il golfo di Biscaglia percorrendo oltre 200 miglia con l’intento di dirigersi verso le Fiandre. Invece, mentre stanno per imboccare La Mancia, il 9 novembre vengono investiti da una tempesta che li spinge a nord ovest verso le isole Scilly e l’Irlanda. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il giorno dopo, per la furia del mare, si rompono i sostegni del timone, lasciando il vascello senza governo. Poi, con il trascorrere dei giorni, le condizioni del veliero sono sempre più disperate: la furia degli elementi strappa le vele e sfonda le mura, l’acqua penetra nello scafo riducendolo a un relitto che si mantiene a stento a galla e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> va alla deriva per settimane. L’albero è tagliato dallo stesso equipaggio nel tentativo di alleggerirlo, invece la situazione peggiora ulteriormente. Gli uomini a bordo non si perdono d’animo e tentano di salvare il disastrato natante, ma la tempesta non si placa e vanifica i loro sforzi, fintanto che il Querini decide di abbandonarlo.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">È il 17 dicembre del 1431 e l’equipaggio viene diviso in due gruppi per sorteggio: 44 marinai e i tre ufficiali si imbarcano su una grossa lancia, mentre i restanti 21 su una più piccola scialuppa, detta “schifo”. L’intento è quello di raggiungere l’Irlanda. Le due barche vengono calate in mare costruendo un paranco di fortuna e abbattendo una parte delle mura.  Dello “schifo” si perderà presto ogni traccia. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La lancia, invece, una volta placatosi le intemperie, va a lungo alla deriva con morti continue tra l’equipaggio. Dei 47 uomini solo 16 riusciranno a sopravvivere alle dure condizioni climatiche e al razionamento dei viveri dopo che gran parte delle vettovaglie erano state buttate a mare per alleggerire la barca. A tormentare i naufraghi è soprattutto la sete, tanto da essere costretti a bere l’acqua salmastra della sentina o le proprie urine.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il 6 gennaio 1432 i superstiti riescono fortunosamente a toccare terra più di 100 miglia oltre il Circolo Polare Artico, nell’isola di Sandøy nell&#8217;arcipelago norvegese delle Lofoten, isola completamente coperta di neve e del tutto disabitata. Cinque marinai si buttano in acqua per raggiungere la riva e finalmente dissetarsi mangiando la neve. La notte trascorre tentando di salvare quello che resta della lancia, che, invece, sbatte contro gli scogli e affonda definitivamente.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-62317" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/965E1FD6-72C0-432D-BD46-4FED6F0DD08A-250x300.jpeg" alt="" width="250" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/965E1FD6-72C0-432D-BD46-4FED6F0DD08A-250x300.jpeg 250w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/965E1FD6-72C0-432D-BD46-4FED6F0DD08A.jpeg 458w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></span></span></p>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">100 giorni in paradiso”</span></span></b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il Querini e i suoi compagni vivono per undici giorni al bivacco, infestati dai pidocchi, costruendo ripari di fortuna con remi e avanzi delle vele della lancia, bruciando il fasciame per scaldarsi cosa che gli causerà gonfiore agli occhi per il fumo emanato dalla legna bagnata. Bevono neve sciolta, si nutrono di molluschi e di un grosso pesce trovato in una capanna sulla costa fino a essere avvistati dal pescatore di un’isola distante solo otto miglia da quella dove sono naufragati i veneziani. Per gli undici superstiti è la salvezza, perché nel frattempo si sono verificati ulteriori cinque decessi.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il 3 febbraio partirono della vicina isola di Røst, in veneziano Rustene, i primi soccorsi. Insieme un sacerdote di origini tedesche che, parlando in latino, apprenderà dal Querini le loro disavventure. I soccorritori li accolgono nella loro piccola comunità di Røst, che il navigatore definirà “luogo forian ed estremo è chiamato in suo lenguaggio culo mundi”. Si tratta di una dozzina di case abitate da circa 120 abitanti dediti alla pesca nei mesi di giugno, luglio e agosto quando non tramonta mai il sole. Qui i naufraghi trascorrono un soggiorno che, dopo tante traversie, chiameranno “100 giorni in paradiso”, dove possono curare ferite e denutrizione.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Pietro Querini racconterà al ritorno dei liberi costumi di questa gente del nord che, come non si cura di custodire i propri averi (evidentemente non c’erano ladri!), così le loro donne non si curano di spogliarsi tutte nude per andare a letto nelle stesse camere dove, insieme alla loro famiglia, alloggiavano anche i veneziani. Lo stesso fanno ogni giovedì: si spogliano a casa e poi vanno di corsa nel locale comune del villaggio dove si pratica una specie di antenata della sauna, mescolandosi agli uomini. Scriverà. “«I 120 abitanti dell’isola sono tutti cattolici fedelissimi e devoti, senza alcuna lussuria, tanto è la region fredda e contraria a ogni libidine.» </span></span></p>
<p class="s3"><b>Lo stoccafisso</b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Durante questo soggiorno Pietro Querini nota che la principale attività dei suoi salvatori è la pesca di passere di enormi dimensioni, ma soprattutto del merluzzo che viene mangiato fresco oppure essiccato e poi, a suo tempo, battuto con il rovescio della scure prima di essere consumato condito con il burro. Nella sua relazione al Senato, obbligatoria per tutti i comandanti di navi che rientravano dai loro viaggi, il veneziano chiamerà questi pesci essiccati “stocfisi”, stoccafisso, parola pare derivante dagli olandesi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">stock”, cioè bastone, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma anche scorta</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, e visch, pesce, nel senso di pesce essiccato sul bastone come di fatto avveniva, retaggio delle relazioni commerciali tra la Serenissima e i Paesi Bassi.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Incuriosito e affascinato dal metodo di conservazione di questo pesce a lui poco noto, quando ripartirà per Venezia, ne porterà con sé pare una sessantina, scambiandoli lungo il tragitto con vitto, alloggio, cavalli e quant’altro.</span></span></p>
<p class="s3"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il ritorno</span></span></strong></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Arriva la fine di maggio, il tempo quando i pescatori scendono verso meridione con una nave carica di stoccafissi fino al mercato di Bergen dove li barattano con altri prodotti provenienti dal continente e dall’Inghilterra. Caricano anche legna da ardere per tutto l’anno. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Questa volta, invece, arrivati dopo quindici giorni a Trondheim con il vento quasi sempre in poppa, vengono a sapere che la Norvegia è in stato di guerra con la Germania e decidono di non proseguire oltre. Cercano anche informazioni per consentire ai veneziani di raggiungere il continente o l’Inghilterra e viene loro suggerito di andare presso un certo Zuan (Giovanni) Franco, un veneziano fatto cavaliere dal re di Svezia dove era rimasto a vivere. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dopo oltre cinquanta giorni di cammino i superstiti giungono a Stichimborgo in Svezia e restano al castello del Franco trattati con ogni riguardo, fintanto che vengono a sapere che dal porto di Lodesa (Lödöse) stavano per salpare due navi, una per la Germania e l’altra per l’Inghilterra. Preso congedo dal Franco il 17 agosto e raggiunta Lödöse, sulla prima si imbarcano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nicolò de Michele, Cristofalo Fioravante e Gherardo da Lione, mentre il 14 settembre Querini salpa verso l’Inghilterra con i restanti sette compagni.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>La separazione e un… doppio matrimonio</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Accolti da sier Vittore Cappello e dalla fiorente comunità di mercanti veneziani di Londra, vengono vestiti di tutto punto e dotati di cavalcature e guide che li conducono ad attraversare la Manica per poi dirigersi verso Venezia. Del gruppo sono rimasti solo in tre: Pietro Querini con il suo fidatissimo servitore, lo schiavo tartaro Nicolò, e Alvise Nascimben di Zara. Il viaggio in terraferma dura 24 giorni attraverso la Germania e Basilea fino a Venezia raggiunta nell’ottobre del 1432. Gli altri avevano scelto altre vie e rientreranno alla spicciolata alle loro case, gli ultimi nel gennaio del 1433. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Singolare la vicenda del nocchiero Bernardo da Caglieri che aveva lasciato a casa una moglie fresca di matrimonio alla quale era stato fatto intendere che il marito fosse oramai morto. La donna si era risposata e alla ricomparsa di Bernardo avrebbe voluto chiudersi in convento per espiare la propria colpa. Perdonata dal marito, vivranno insieme fino alla fine dei loro giorni.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Il baccalà consigliato dal Concilio di Trento</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Lo stoccafisso importato dal Querini e lavorato come baccalà assurgerà presto a grande successo come bontà gastronomica. Inoltre per le sue caratteristiche di cibo a lunga conservazione diventerà molto utile nei viaggi di mare e di terra. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il baccalà sarà uno dei piatti consigliati per affrontare gli oltre 200 giorni di magro, fissati, assieme ai cibi, il 4 dicembre 1563 dal Concilio di Trento. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Entrerà così </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di diritto nella cucina quotidiana e non solo veneziana, consumato il mercoledì e il venerdì, con un ruolo salvifico nelle mense della popolazione meno abbiente vessata dalle intransigenti regole alimentari imposte dalla Riforma. Piatto popolare e conservabile, di larga resa e costo contenuto, il merluzzo viene consacrato a piatto della cucina italiana dal cuoco Bartolomeo Scappi (1500 &#8211; 1577) che lo inserisce tra le sue ricette.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>La lapide commemorativa e il ritorno culturale</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nel 1932, a commemorazione dei 500 anni dall’evento, gli abitanti di Røst hanno eretto sull’isolotto del naufragio alla presenza di Alberto De Marsanich, allora ambasciatore italiano in Norvegia, una lapide in memoria di Pietro Querini e dei suoi uomini.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nel 2012 ancora a Røst è stata rappresentata l’opera lirica “Querini”.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Le storie dell’avventuroso viaggio (ce ne sono altre oltre al diario del Querini) hanno aiutato i norvegesi a ricostruire quella che era la vita dei pescatori dell’epoca e su quelle isole. Infatti nel medioevo la cultura locale era tramandata sostanzialmente in modo orale.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Oggi Røst fa parte di un progetto internazionale, la “Via Querinissima”, volto a favorire la collaborazione nel turismo e la tutela dell’ambiente e della cultura. Da circa vent’anni è gemellata con Sandrigo, comune del vicentino famoso per il suo “bacalà”… quello con una sola “C”!</span></span></p>
<p class="s3">L’input a scrivere questa storia me lo hanno dato le ricerche sulla cucina veneta che mi sono servite per scrivere il libro Il Signore di Notte, un giallo nella Venezia del 1605. Nella trama si aprono brevi finestre su usi, costumi, aneddoti, fatti e fatterelli della vita quotidiana di allora.</p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">foto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di Piero Querini è</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> tratta da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">&#8220;</span></span><a href="https://caterina.altervista.org/"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il Blog di Caterina</span></span></a><span class="s6"><span class="bumpedFont15">&#8220;</span></span></p>
<p class="s3">
<p class="s3">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F12%2Fquando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala%2F&amp;linkname=Quando%20a%20Venezia%20fu%20inventato%20il%20%E2%80%9Cbacal%C3%A0%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F12%2Fquando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala%2F&#038;title=Quando%20a%20Venezia%20fu%20inventato%20il%20%E2%80%9Cbacal%C3%A0%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/12/quando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala/" data-a2a-title="Quando a Venezia fu inventato il “bacalà”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/12/quando-a-venezia-fu-inventato-il-bacala/">Quando a Venezia fu inventato il “bacalà”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">62314</post-id>	</item>
		<item>
		<title>A Cosenza anteprima nazionale de &#8220;Al canto del Muezzin&#8221; di Pierfranco Bruni con Associazione Xenia e Pellegrini editore il 10 ottobre prossimo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/04/a-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 04:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[all’ombra del muezzin]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=60329</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1528" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-768x1087.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-585x828.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Una alchimia fra Occidente ed Oriente, un viaggio in aereo che diventa metafora del tempo ritrovato, lento, pieno di riflessioni ed aspettative ma denso di mistero. E’ ciò che Bruni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/04/a-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo/">A Cosenza anteprima nazionale de &#8220;Al canto del Muezzin&#8221; di Pierfranco Bruni con Associazione Xenia e Pellegrini editore il 10 ottobre prossimo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="1528" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-768x1087.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/70B39051-3592-4558-B2D2-8374FD506193-585x828.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p><p><em>Una alchimia fra Occidente ed Oriente, un viaggio in aereo che diventa metafora del tempo ritrovato, lento, pieno di riflessioni ed aspettative ma denso di mistero. E’ ciò che Bruni in una elegante e sofisticata scrittura ci offre nel nuovo romanzo “Al canto del Muezzin”. Il 10 ottobre a Cosenza la presentazione del libro in anteprima nazionale.</em></p>
<p>L&#8217;Associazione Culturale Xenìa presenterà in anteprima nazionale, il 10 ottobre 2022 alle ore 18.00 presso &#8216;Terrazzo Pellegrini&#8217; di Cosenza, il sensuale, dolcissimo ma intenso ultimo romanzo di Pierfranco Bruni: “Al Canto del Muezzin&#8221;.<br dir="auto" />Lo scrittore, qui antropologo del sentimento, ci parla di un Oriente dove lungo il vento ed il suono ammaliante del canto del Muezzin l&#8217;incontro tra Garcia e Sarashil rappresenta l&#8217;intreccio di due destini tra mediterranei e deserti. <br dir="auto" />Una alchimia fra Occidente ed Oriente, un viaggio in aereo che diventa metafora del tempo ritrovato, lento, pieno di riflessioni ed aspettative ma denso di mistero è ciò che Bruni in una elegante e sofisticata scrittura ci offre in questo romanzo (forse un po&#8217;, probabilmente, autobiografico) seducendo il lettore tra trame spirituali, versi poetici, racconti di sogni e realtà incompiute, di magie fatte di sguardi celati da un velo e parole disperse nello spazio del tempo. <br dir="auto" />Si legge in un dettaglio struggente: “Scruto il mare tra le vie e gli spazi dell&#8217;anima. Sei il mio Oriente&#8230; “. <br dir="auto" />Dialogheranno con l&#8217;autore Gabriella Coscarella (Presidente dell&#8217; Associazione Culturale Xenìa) e Antonietta Cozza (Consigliera comunale delegata alla cultura).<br dir="auto" />Un romanzo affascinante da non perdere!<br dir="auto" /><br dir="auto" />Ricordiamo la figura poliedrica di Pierfranco Bruni: nato in Calabria, componente della Commissione Unesco per la diffusione della Cultura Italiana all&#8217;estero; Presidente del Centro Studi “Grisi”; VicePresidente del Sindacato Liberi Scrittori Italiani; giornalista; poeta; biografo; Direttore archeologo; coordinatore del Mibac. Recentemente è stato candidato al Premio Nobel per la Letteratura per la copiosa produzione e le numerose traduzioni dei suoi lavori all&#8217;estero (spagnolo, arabo, albanese, rumeno, francese ed inglese) infatti è tra gli scrittori maggiormente tradotti nei paesi esteri. Importanti i suoi saggi sulla poetica della Magna Grecia, considerandosi profondamente mediterraneo. Tanti i suoi saggi letterari e filosofici legati ai processi antropologici in una visione di letture comparate. Numerosi i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del &#8216;900.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F04%2Fa-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo%2F&amp;linkname=A%20Cosenza%20anteprima%20nazionale%20de%20%E2%80%9CAl%20canto%20del%20Muezzin%E2%80%9D%20di%20Pierfranco%20Bruni%20con%20Associazione%20Xenia%20e%20Pellegrini%20editore%20il%2010%20ottobre%20prossimo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F04%2Fa-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo%2F&#038;title=A%20Cosenza%20anteprima%20nazionale%20de%20%E2%80%9CAl%20canto%20del%20Muezzin%E2%80%9D%20di%20Pierfranco%20Bruni%20con%20Associazione%20Xenia%20e%20Pellegrini%20editore%20il%2010%20ottobre%20prossimo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/04/a-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo/" data-a2a-title="A Cosenza anteprima nazionale de “Al canto del Muezzin” di Pierfranco Bruni con Associazione Xenia e Pellegrini editore il 10 ottobre prossimo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/04/a-cosenza-anteprima-nazionale-de-al-canto-del-muezzin-di-pierfranco-bruni-con-associazione-xenia-e-pellegrini-editore-il-10-ottobre-prossimo/">A Cosenza anteprima nazionale de &#8220;Al canto del Muezzin&#8221; di Pierfranco Bruni con Associazione Xenia e Pellegrini editore il 10 ottobre prossimo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">60329</post-id>	</item>
		<item>
		<title>PRESENTATO A L’AQUILA “SILENZIO, LA MUSICA VI PARLA!”, IL PRIMO ROMANZO DI FABRIZIO CASU</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/19/presentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=presentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 19:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Casu]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[la musica vi parla]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Silenzio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=59627</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1191" height="920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1.jpg 1191w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1-300x232.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1-1024x791.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1-768x593.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1-1170x904.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/4-1-585x452.jpg 585w" sizes="(max-width: 1191px) 100vw, 1191px" /></p>
<p>Nel corso dell’evento, presso il Convento di Santa Chiara a Borgo Rivera, anche un breve concerto L’AQUILA – E’ stato presentato a L’Aquila sabato pomeriggio, 17 settembre, presso la splendida&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/19/presentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu/">PRESENTATO A L’AQUILA “SILENZIO, LA MUSICA VI PARLA!”, IL PRIMO ROMANZO DI FABRIZIO CASU</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nel corso dell’evento, presso il Convento di Santa Chiara a Borgo Rivera, anche un breve concerto</em></strong></p>
<p>L’AQUILA – E’ stato presentato a <strong>L’Aquila</strong> sabato pomeriggio, 17 settembre, presso la splendida sala delle<br />
conferenze del <strong>Convento di Santa Chiara</strong> adiacente all’omonima <strong>antica chiesa in Borgo Rivera</strong>, il volume<br />
“<strong>Silenzio, la musica vi parla</strong>”, primo romanzo di <strong>Fabrizio Casu</strong>, violinista e già docente al <strong>Conservatorio</strong><br />
<strong>Alfredo Casella dell’Aquila</strong>.</p>
<p>fotocover, da sinistra: Jean Pierre Colella, Goffredo Palmerini, Fabrizio Casu, Francesca Lalli, Andrea Petricca</p>
<p>Una bella cornice di pubblico ha assistito all’evento. Gli interventi di presentazione del libro sono stati <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-59632" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-300x294.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-1024x1005.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-768x753.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-1170x1148.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6-585x574.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/6.jpg 1527w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
intervallati da alcuni brani richiamati nel romanzo. Relatori il giornalista e scrittore <strong>Goffredo<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-59634" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1-282x300.jpg" alt="" width="282" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1-282x300.jpg 282w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1-962x1024.jpg 962w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1-768x817.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1-585x623.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/1.jpg 1153w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /> Palmerini</strong>, che del<br />
libro ha curato la Prefazione, il Maestro violinista <strong>Andrea Petricca</strong>, il prof. <strong>Jean Pierre Colella</strong>, che ha<br />
realizzato i disegni che corredano il volume, e l’autore, il Maestro <strong>Fabrizio Casu</strong>.<br />
Negli intervalli musicali sono stati eseguiti brani di <strong>Sergej</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-59633" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-300x186.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-1024x637.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-768x477.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-1536x955.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-1920x1193.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-1170x727.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5-585x364.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/5.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong> Vasil’evič Rachmaninov, Johann Sebastian Bach</strong><br />
e<strong> Vittorio Monti</strong>, con F<strong>abrizio Casu e Andrea Petricca al violino</strong> e <strong>Francesca Lalli al pianoforte</strong>.<br />
<strong>Gianfranco Totani</strong>, prima dell’esecuzione di ciascun brano, ha letto la pagina che nel romanzo parla di quella<br />
composizione.<br />
La presentazione del volume, organizzata dall’<strong>Associazione musicale Deltensemble</strong>, fa seguito all’uscita<br />
ufficiale del libro avvenuta con successo a Gorizia e realizzata dalla locale <strong>Associazione Culturale Maestro</strong><br />
<strong>Lipizer Onlus,</strong> che ha peraltro finanziato la pubblicazione del romanzo filosofico-musicale di <strong>Fabrizio Casu</strong>,<br />
pubblicato per <strong>i</strong> tipi di<strong> Nuove Edizioni della Laguna</strong>, con il patrocinio e il contributo del Ministero dei Beni<br />
Culturali.<br />
Il volume “Silenzio, la musica vi parla” a Gorizia è stato molto apprezzato, come d’altronde conferma il vivo<br />
consenso raccolto nell’evento di presentazione a L’Aquila. Dagli interventi dei relatori e dalle annotazioni<br />
dell’autore il pubblico presente ha preso consapevolezza che nelle vicende dei protagonisti narrate nel<br />
romanzo, ciascuno può immedesimarsi. Il libro infatti è rivolto a tutti, non solo ai musicisti. E la narrazione,<br />
fluida e coinvolgente, davvero intriga il lettore, come peraltro <strong>Goffredo Palmerini</strong> ben sottolinea nella<br />
Prefazione che apre il romanzo.</p>
<p>***<br />
<strong>PREFAZIONE</strong><br />
<strong>di Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>Diversi anni fa acquistai, in vista d’un periodo di vacanza, diversi libri della Sellerio: Andrea<br />
Camilleri soprattutto, ma anche altri autori. Il formato tascabile ben si adattava a portarseli anche<br />
sotto l’ombrellone. Tra essi c’era un romanzo di Luisa Adorno, “L’ultima provincia”, che mi intrigò<br />
non poco. Raccontava di un prefetto siciliano, della sua vita e del servizio reso alla fine della<br />
carriera in una non menzionata città di provincia. Si parlava delle abitudini del luogo e dei suoi<br />
abitanti, di alcune bellezze d’arte e d’architettura di quella città senza nome. Mi intrigò quel<br />
romanzo, quella narrazione ricca d’ironia, ma soprattutto mi destò grande piacere, e stupore,<br />
scoprire che la città mai citata per nome, che faceva da sfondo alla storia, era proprio L’Aquila, la<br />
mia città.<br />
Ho voluto riferire questo fatto perché leggendo questo singolare romanzo di Fabrizio Casu –<br />
“Silenzio, la musica vi parla” – subito ho avuto la medesima impressione: che cioè la città in cui si<br />
dipana la storia del protagonista – Johannes nascituro, bambino, poi adolescente, quindi giovane</p>
<p>brillante violinista, e dei suoi genitori Roberto e Clara – sia anch’essa la mia (ormai nostra, anche<br />
di Fabrizio) città dell’Aquila. D’altronde molti sono gli indizi, per quanto dissimulati, che<br />
conducono a questa convinzione: le meraviglie architettoniche della città, le numerose e belle<br />
chiese, la fortezza, la grande tradizione musicale della città con il suo Conservatorio, il Complesso<br />
da Camera, l’Orchestra Sinfonica, la Scuola d’Archi, tale da farla comparare a Salisburgo, la<br />
Passeggiata musicale (che da anni realizzano I Solisti Aquilani).<br />
Una cultura e una sensibilità musicale profonda che faceva essere L’Aquila città di prelazione per i<br />
suoi concerti ad Arthur Rubinstein e tanti altri straordinari musicisti. Una città che tra i suoi<br />
Cittadini onorari annovera proprio Rubinstein, ma anche Ennio Morricone e Goffredo Petrassi.<br />
Non mi sviano da questa convinzione alcuni diversivi, quali la definizione di “rinascimentale” per la<br />
città o la sua ubicazione costiera, con all’orizzonte il profilo delle isole (nella magnifica vista che si<br />
gode dalla bella casa rinascimentale del secondo Maestro di Johannes), particolarità che piuttosto<br />
m’inducono a ritenere siano un richiamo affettivo del nostro Autore alla natìa Livorno.<br />
Ecco, può darsi che chi scrive, lettore primigenio del romanzo, sia fuori strada su queste<br />
preliminari considerazioni di contesto. Ciò non toglie, anzi arricchisce, il grande interesse avuto<br />
nella lettura di questo bel romanzo, dove non si articolano nella loro finitezza i personaggi della<br />
storia narrata, se non appunto Johannes e i suoi genitori Clara e Roberto Nardini soltanto, con<br />
l’amica cara di famiglia Rita, il primo e il secondo Maestro di violino di Johannes. Una ventina di<br />
amici di Clara e Roberto, che partecipano ai periodici Cenacoli di casa Nardini, restano<br />
opportunamente senza volto ed identità definite, sebbene chiaramente evidenti siano la sensibilità<br />
culturale, le loro qualità etiche, le ispirazioni civili, il desiderio di contribuire a migliorare la<br />
propria città, la loro libertà intellettuale che aborre e rifiuta i condizionamenti del potere,<br />
particolarmente di un potere politico talvolta greve, interessato alle logiche più becere del consenso<br />
elettorale piuttosto che al bene comune. Un potere, espresso nell’amministrazione della città, assai<br />
distante dall’interesse a valorizzare la cultura in generale, e particolarmente quella musicale, come<br />
un importante cespite anche di crescita economica e di uno sviluppo turistico sostenibile che<br />
proprio sulla prelazione culturale si basi.<br />
Interessante, da parte dell’Autore, questa scelta narrativa del Cenacolo, dove far discutere di temi<br />
alti, di valore universale, le persone che frequentano casa Nardini, ambiente in cui Johannes si<br />
forma culturalmente, nella sua “predestinazione” alla musica, assecondando uno spiccato talento<br />
naturale. Un ambiente volutamente tenuto estraneo ai dogmi, politici o religiosi, ma invece aperto<br />
alle stimolazioni del nuovo in un confronto maturo e costruttivo, attraverso un dialogo fecondo e<br />
attento ad ogni sollecitazione, con l’obiettivo di raggiungere sempre una sintesi che ne connoti il<br />
valore civile, sociale e culturale. Un luogo dialogico che richiama alla mente il concetto della “Città<br />
del sole”, l’utopia di Tommaso Campanella. Notevole, nello sviluppo della narrazione il ruolo di<br />
Rita, essenziale nella “rinascita” alla musica del giovane Johannes, dopo la crisi subita alla morte<br />
del primo Maestro, rinascita portata all’acme del risultato dal secondo Maestro, il quale<br />
sorprenderà infine riaccendendo il desiderio di un’insospettata relazione affettiva.<br />
Questa la storia, nella quale s’innerva una congerie di sentimenti e situazioni psicologiche, che<br />
attengono a due tipicità di approccio nella formazione musicale di Johannes. Questo, a mio parere,<br />
è l’aspetto più significativo e rilevante del romanzo, il suo valore profondo che lo propone come un<br />
testo non solo di narrativa, ma di vera e propria formazione culturale, di grande utilità per giovani<br />
che si avviino alla musica e allo studio di uno strumento, scoprendo lo straordinario ventaglio di<br />
sensibilità ed emozioni che solo la musica sa generare. In questo particolare campo l’Autore ha<br />
investito tutto il suo bagaglio culturale, la sua lunga esperienza di docente e formatore, il suo<br />
talento di violinista, la sua cospicua sensibilità musicale, il suo modo di vedere la vita del musicista<br />
ancorata a valori universali, alla “bellezza”, all’eccellenza tecnica coniugata all’espressione più<br />
profonda dell’anima. Questo romanzo percorre intensamente le strade dell’animo umano, specie<br />
quando le aspirazioni sono le più alte, le più difficoltose, ma anche le più appaganti.<br />
Orbene, comprendo certamente che approfondimenti così densi di significato e suggestione non<br />
possano risiedere in una pagina d’Introduzione. Sono invece aspetti che vanno scoperti godendo<br />
pagina dopo pagina il dispiegarsi della narrazione. D’altro canto la scrittura di Fabrizio è così ben</p>
<p>scorrevole, invitante e ricca di dettagli che davvero intriga nell’intraprendere questo singolare<br />
viaggio nel mondo della musica colta, dei suoi più insigni compositori – Johann Sebastian Bach in<br />
primis, alla ricerca delle cui orme Johannes e Rita vanno a Lipsia e Weimar – nelle pagine più<br />
suggestive del repertorio strumentale destinate al violino. Chi scrive non ha le necessarie<br />
competenze musicali per apprezzare le innumerevoli sottolineature richiamate nel testo, anche se<br />
per questo la storia non perde affatto d’interesse e appeal, tanto che molto pesa la sosta nella<br />
lettura per quanto la narrazione avvince.<br />
Lascio dunque al lettore il piacere d’avventurarsi in questa storia avvincente e coinvolgente, anche<br />
con il piacere di scoprire singolarità così come sono apparse all’intuizione di chi scrive queste<br />
modeste annotazioni introduttive. Voglio solo esprimere compiacimento verso l’amico Fabrizio per<br />
questa ulteriore prova narrativa, peraltro ringraziandolo dell’amore che nutre verso L’Aquila, città<br />
d’elezione dove ha scelto di vivere e di insegnare, fino ad un anno fa, tenendo la cattedra di violino<br />
al Conservatorio “Alfredo Casella”. Ma dove ha scelto anche d’arricchire il patrimonio musicale<br />
aquilano con la formazione e direzione del complesso strumentale Deltensemble, che io stesso ho<br />
avuto il privilegio d’accompagnare negli Stati Uniti nel 2010, in una memorabile tournée che toccò<br />
Detroit, Cleveland e Rochester, in ciò dimostrando quanto sia connaturato in Fabrizio Casu il<br />
legame con la città dell’Aquila, con la sua storia e con la ragguardevole cultura musicale che la<br />
contraddistingue. Un amore verso L’Aquila persino più intenso rispetto agli stessi aquilani.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F19%2Fpresentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu%2F&amp;linkname=PRESENTATO%20A%20L%E2%80%99AQUILA%20%E2%80%9CSILENZIO%2C%20LA%20MUSICA%20VI%20PARLA%21%E2%80%9D%2C%20IL%20PRIMO%20ROMANZO%20DI%20FABRIZIO%20CASU" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F19%2Fpresentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu%2F&#038;title=PRESENTATO%20A%20L%E2%80%99AQUILA%20%E2%80%9CSILENZIO%2C%20LA%20MUSICA%20VI%20PARLA%21%E2%80%9D%2C%20IL%20PRIMO%20ROMANZO%20DI%20FABRIZIO%20CASU" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/19/presentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu/" data-a2a-title="PRESENTATO A L’AQUILA “SILENZIO, LA MUSICA VI PARLA!”, IL PRIMO ROMANZO DI FABRIZIO CASU"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/19/presentato-a-laquila-silenzio-la-musica-vi-parla-il-primo-romanzo-di-fabrizio-casu/">PRESENTATO A L’AQUILA “SILENZIO, LA MUSICA VI PARLA!”, IL PRIMO ROMANZO DI FABRIZIO CASU</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">59627</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L’isola del sortilegio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/06/lisola-del-sortilegio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lisola-del-sortilegio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pina D’Alatri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 20:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Caltabiano]]></category>
		<category><![CDATA[La feluca e la Fiocina”]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=58943</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="364" height="542" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230.png 364w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230-201x300.png 201w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></p>
<p>La lotta senza confini tra l’uomo predatore e la preda (il pescespada), in un continuo ribaltarsi di ruoli, fino al predominio del più forte che non è sempre quello supposto.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/06/lisola-del-sortilegio/">L’isola del sortilegio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="364" height="542" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230.png 364w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/06EC84EB-1601-4B8E-9045-8998C1DFD230-201x300.png 201w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></p><p><i><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La lotta </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">senza confini tra l’uomo predatore e la preda</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> (il pescespada)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, in un continuo ribaltarsi di ruoli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> fino al predominio del più forte che non è sempre quello supposto. Il mare diviene frontiera e luogo di contesa,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel nuovo romanzo di Irene Caltabiano , La feluca e la Fiocina”, edito da Capponi editore</span></span></i></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
Un romanzo, fondamentalmente ecologico,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ricco di spunti narrativi e di suggestioni  letterarie di rilievo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> è “ La feluca e la Fiocina”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">( Capponi Editore, Ascoli Piceno 2022 pag 199)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di Irene Caltabiano, giovane e promettente scrittrice nata a Segrate da genitori messinesi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ed attualmente cittadina della Capitale. Il</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> testo è intessuto di tematiche forti</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">che si sviluppano in un mondo, apparentemente f</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ermo in un tempo cristallizzato e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> avulso dalla modernità</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in realtà, da essa profondamente modificato e quasi adulterato. Al centro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la lotta </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">senza confini tra l’uomo predatore e la preda</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> (il pescespada)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, in un continuo ribaltarsi di ruoli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> fino al predominio del più forte che non è sempre quello supposto. Il mare diviene frontiera e luogo di contesa con ruoli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> interconnessi tra i  due mondi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> :terra e mare entrano in conflitto per un predominio da assegnare a chi sarà più potente e resistente</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. L’habitat</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> è geograficamente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">reale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, Torre</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Faro </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">(Messina)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, tuttavia pullula di aspetti fantasmagorici e suggestivi. La scrittrice rievoca paesaggi a lei famili</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ari ed inclusivi ma nello stesso tempo, alienanti e misteriosi. E’ il bello che ammalia, come le Sirene di Ulisse ma dà la morte a chi vi si affida. Il mondo che Irene descrive è questo: straordinariamente maliardo ma molto pericoloso.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> I personaggi che si muovono nel testo sono molti e vari: quelli che appartengono alla terra si illudono di poter avere la meglio sul popolo del mare ma è solo una pericolosa illusione. Il mare è un campo di battaglia, può vincere solo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> chi è più sagace e più resistente:passato e presente si fondono</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> non hanno spazi di divisione. La lotta tra l’uomo ed il mare è eterna, la supremazia è difficile da ottenersi. Totò, il protagonista, non ama la violenza,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">non ama la vita di mare,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> non vuole togliere la vita ai</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> giganti del ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">(i pescispada), non vuole misurarsi con loro. Però qualcosa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lo attrae, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quell’occhio melmoso, viscido, dal potere magico</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">,quell’occhio prezioso di un guerriero che difende il suo mare.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> L’occhio lo attrae , lo ip</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">notizza ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> egli osa: strappa l’occhio del gigante. Inizia così una persecuzione che colpisce duramente la sua famiglia, una vendetta feroce a cui non c’è rimedio. Egli si rende conto che il corteggiamento del mare che attrae l’uomo non è altro che un inganno e non è neanche l’unico</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Bisogna essere saldi, fermi non farsi attrarre da falsi maestri, rendersi conto che la vita non è favola,è impegno,è consapevolezza, è lotta per emergere ma senza sommergere nessuno. Egli è ormai capace di dipanare il groviglio che lo avvolge, ha trovato una via di fuga</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> grazie al gigante del mare.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Sa, ormai che la via del bene è quella di maturare una forte coscienza universalistica. Così farà ordine nel suo passato, si allineeranno le </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">figure chiave della sua vita.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Troverà ed incastrerà quei tasselli che in ordine s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">parso hanno occupato la sua esistenza</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Il padre, il fratello, Marina, la madre,Cele</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">stino(</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il misterios</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> antiquario</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Il messaggio è forte</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:”Io pensai ai Mirmidoni che piangevano la loro Regina, sul fondo dello Stretto, in attesa di eleggerne una nuova, pronta ad ignoti comandi, rinnovate lotte tra gli umani e gli esseri degli abissi, tutte quelle creature che l’uomo non comprende, tutta quella Natura che non afferra, soprattutto nel palesarsi della morte</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Totò riscatterà la morte dei suoi cari e di tutte le altre vittime sacrificali, lottando corpo a corpo con la regina del mare, la femmina  a cui strapperà l’occhio e la vita. “Forse avevo spezzato la maledizione, e con il cuore e il cervello che anelavano la pace,persi conoscenza.”</span></span></p>
<p><b>Irene Caltabiano</b> nasce a Segrate il 5<br />
Giugno 1989. Si laurea in scienze dell&#8217;Informazione, Editoria e Giornalismo all&#8217;università degli studi di Messina. Consegue la Laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione multimediale all&#8217;Università degli Studi  di Bologna con tesi all&#8217;estero presso il CalArts di Los Angeles. A Roma frequenta il triennio di Disegno e Tecnica del fumetto. Ha vinto diversi premi come scrittrice e sceneggiatrice.<br />
Ha pubblicato varie raccolte di racconti e di graphic novel per varie case editrici.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F06%2Flisola-del-sortilegio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99isola%20del%20sortilegio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F06%2Flisola-del-sortilegio%2F&#038;title=L%E2%80%99isola%20del%20sortilegio" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/06/lisola-del-sortilegio/" data-a2a-title="L’isola del sortilegio"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/06/lisola-del-sortilegio/">L’isola del sortilegio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">58943</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
