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	<title>strage di via D’Amelio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>strage di via D’Amelio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il Quirinale mancato di Paolo Borsellino. Cosa accadde davvero nel 1992</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 22:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[strage di via D’Amelio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4744.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4744.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4744-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4744-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Nel 34° anniversario della strage di via D’Amelio, torna al centro del dibattito la vicenda del nome di Paolo Borsellino per il Quirinale nel 1992. Esponenti del Movimento Sociale Italiano&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 34° anniversario della strage di via D’Amelio, torna al centro del dibattito la vicenda del nome di Paolo Borsellino per il Quirinale nel 1992. Esponenti del Movimento Sociale Italiano lo indicarono come figura di altissimo profilo morale, ma non fu mai una candidatura ufficiale: è storicamente inesatto sostenere che la sinistra votò contro il magistrato, perché il Parlamento non fu mai chiamato a scegliere sulla sua elezione o sul suo respingimento</em></p>
<p>Oggi, 19 luglio 2026, l’Italia ricorda il 34° anniversario della <strong>strage di via D’Amelio</strong>. Alle <strong>16.58</strong> del <strong>19 luglio 1992</strong>, un’autobomba imbottita di esplosivo <strong>uccise</strong> il magistrato <strong>Paolo Borsellino</strong> e gli <strong>agenti </strong>della scorta <strong>Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina </strong>e <strong>Claudio Traina</strong>.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-111819" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Borsellino_e_scorta.jpg" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Borsellino_e_scorta.jpg 400w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Borsellino_e_scorta-300x257.jpg 300w" alt="" width="400" height="343" /></figure>
</div>
<p>Nel ricordo di quel sacrificio, appare doveroso ricostruire con rigore storico anche una vicenda che continua a suscitare dibattito. Ovvero quella del nome di Paolo Borsellino accostato alla <strong>Presidenza della Repubblica</strong> durante l’elezione del Capo dello Stato del <strong>1992</strong>.</p>
<p>La <strong>primavera del 1992</strong> rappresenta uno dei passaggi più drammatici e complessi della storia della Repubblica italiana. Il Paese era attraversato da una crisi politica senza precedenti, mentre le inchieste di <strong>Mani Pulite </strong>stavano incrinando gli equilibri della cosiddetta Prima Repubblica. Sullo sfondo si consumava la violenta offensiva di <strong>Cosa Nostra contro lo Stato</strong>, destinata a segnare per sempre la storia italiana.<br />
Il <strong>28 aprile 1992</strong>, il Presidente della Repubblica <strong>Francesco Cossiga</strong> rassegnò le dimissioni con circa due mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato. Il <strong>Parlamento fu quindi convocato</strong> <strong>per eleggere il nuovo Capo dello Stato</strong> a partire dal <strong>13 maggio</strong>.<br />
In quel momento il <strong>Paese era ancora retto</strong> dal settimo Governo <strong>Giulio Andreotti,</strong> rimasto in carica per il disbrigo degli affari correnti dopo le elezioni politiche del 5 e 6 aprile 1992. Soltanto il <strong>28 giugno 1992</strong> sarebbe nato il <strong>primo Governo guidato da Giuliano Amato.</strong><br />
Lo scenario politico era quello della fase conclusiva della Prima Repubblica. <strong>Alla guida della Democrazia Cristiana</strong> vi era <strong>Arnaldo Forlani</strong>; il <strong>Partito Democratico della Sinistra</strong> (PDS) era guidato da <strong>Achille Occhetto;</strong> il <strong>Partito Socialista Italiano</strong> (PSI) aveva come segretario <strong>Bettino Craxi; </strong>il <strong>Partito Repubblicano Italiano</strong> (PRI) era guidato da <strong>Giorgio La Malfa</strong>; la <strong>Lega Nord</strong> era guidata da <strong>Umberto Bossi</strong>, mentre il <strong>Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale</strong> (MSI-DN) aveva come segretario nazionale <strong>Gianfranco Fini</strong>, eletto alla guida del partito nel 1991.<br />
<strong>L’elezione del Presidente della Repubblica</strong> si presentò sin dall’inizio <strong>particolarmente difficile</strong>. Le principali forze parlamentari non riuscivano a trovare un’intesa su un candidato condiviso e le votazioni si susseguivano senza esito.</p>
<p>Il <strong>23 maggio 1992</strong>, durante lo svolgimento delle votazioni per il Quirinale, il <strong>Paese fu sconvolto dalla strage di Capac</strong>i.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-111821" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Falcone-morvillo-scorta-capaci-strage-819x1024.jpg" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Falcone-morvillo-scorta-capaci-strage-819x1024.jpg 819w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Falcone-morvillo-scorta-capaci-strage-240x300.jpg 240w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Falcone-morvillo-scorta-capaci-strage-768x960.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Falcone-morvillo-scorta-capaci-strage.jpg 960w" alt="" width="819" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Nell’attentato mafioso persero la vita il giudice <strong>Giovanni Falcone</strong>, la moglie <strong>Francesca Morvillo</strong> e gli <strong>agenti</strong> della scorta <strong>Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.</strong><br />
Fu in<strong> quel clima</strong> di profonda commozione nazionale che il nome del giudice <strong>Paolo Borsellino,</strong> Procuratore aggiunto della Repubblica a Palermo e <strong>protagonista, insieme a Falcone</strong>, della <strong>stagione del pool antimafia</strong>, iniziò a circolare anche nel <strong>dibattito politico.</strong><br />
<strong>Esponenti del Movimento Sociale Italiano, </strong>guidato da <strong>Gianfranco Fini,</strong> indicarono pubblicamente Borsellino come personalità capace di rappresentare lo Stato nel momento più difficile della sua storia repubblicana. Il riferimento al magistrato intendeva riconoscere il prestigio morale e istituzionale acquisito nella lotta contro Cosa Nostra.<br />
È proprio su questo passaggio che, negli anni successivi, si sono sviluppate <strong>ricostruzioni spesso imprecise.</strong><br />
Dal punto di vista storico e parlamentare, Paolo<strong>Borsellino non fu mai candidato</strong> <strong>ufficialmente</strong>alla <strong>Presidenza della Repubblica</strong>. Nessun accordo tra le forze politiche portò alla formalizzazione della sua candidatura e il suo nome non entrò mai tra quelli realmente oggetto della trattativa che avrebbe condotto all’elezione del Capo dello Stato.<br />
Di conseguenza, <strong>è storicamente inesatto </strong>s<strong>ostenere che la sinistra votò contro</strong> Paolo Borsellino. Non vi fu alcun manifesto dissenso nè alcuna votazione nella quale il Parlamento fosse chiamato a scegliere se eleggere o respingere il magistrato palermitano. L’indicazione proveniente da esponenti del MSI rimase una proposta di carattere politico senza trasformarsi in una candidatura ufficiale sottoposta al voto dell’Assemblea.<br />
<strong>Dopo la strage di Capaci</strong> maturò invece una convergenza sempre più ampia sul nome di <strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong>, allora Presidente della Camera dei deputati. La necessità di offrire rapidamente al Paese una guida istituzionale condivisa convinse gran parte delle forze parlamentari a superare le divisioni dei giorni precedenti.<br />
Il <strong>25 maggio 1992</strong>, al sedicesimo scrutinio, Oscar Luigi Scalfaro fu eletto Presidente della Repubblica con <strong>672</strong> <strong>voti</strong>, raccogliendo un consenso trasversale che coinvolse la Democrazia Cristiana, il Partito Democratico della Sinistra, il Partito Socialista Italiano e numerose altre componenti parlamentari.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-23509" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/483borsellinofalcone.jpg" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/483borsellinofalcone.jpg 478w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/483borsellinofalcone-300x169.jpg 300w" alt="" width="478" height="270" /><figcaption class="wp-element-caption">I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Meno di due mesi dopo, il 19 luglio 1992, </strong>anche <strong>Paolo Borsellino </strong>sarebbe caduto sotto i colpi di <strong>Cosa Nostra</strong> nella <strong>strage di via D’Amelio</strong>, insieme agli <strong>agenti</strong> della scorta <strong>Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.</strong></p>
<p><strong>Nel trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio</strong>, la <strong>documentazione parlamentar</strong>e e le <strong>cronache dell’epoca </strong>consentono di distinguere con chiarezza tra il valore che il nome di Paolo Borsellino assunse in quei giorni drammatici e l’effettivo svolgimento della vicenda istituzionale. Il <strong>magistrato ribadiamo fu indicato da esponenti del Movimento Sociale</strong><strong>Italiano</strong> come figura esemplare dello Stato, ma quella proposta non si tradusse mai in una candidatura formalmente sostenuta dal Parlamento. Per questo motivo <strong>non esiste alcun riscontro storico</strong> alla tesi secondo cui la <strong>sinistra avrebbe dissentito</strong> e votato contro la sua elezione al Quirinale.<br />
Ma la figura del giudice Paolo Borsellino e il proprio sacrificio continuerà ad incarnare il patrimonio dell’intera Repubblica a a restare indissolubilmente tra le figure più alte della legalità e della lotta dello Stato contro la mafia.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>La memoria che ci impedisce di fuggire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 12:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[19 luglio Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Loi]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[strage di via D’Amelio]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Li Muli]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Eddie Cosina e Claudio Traina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Walter Eddie Cosina. Claudio Traina. Prima ancora che nomi da ricordare, sono vite che continuano a chiedere a ciascuno di noi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/19/la-memoria-che-ci-impedisce-di-fuggire/">La memoria che ci impedisce di fuggire</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/damelio-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Walter Eddie Cosina. Claudio Traina. Prima ancora che nomi da ricordare, sono vite che continuano a chiedere a ciascuno di noi di non fuggire davanti alle responsabilità della propria coscienza</em></p>
<header class="pip-editoriale-header">
<div class="pip-kicker"><span style="letter-spacing: 0px;"> </span><span style="font-family: Raleway, sans-serif; font-size: 24px; font-weight: bold; letter-spacing: 0px;"> </span><span style="font-weight: bold; letter-spacing: 0px;">di Francesco Mazzarella </span></div>
</header>
<p class="pip-dropcap">Ci sono parole che raccontano il nostro tempo.</p>
<div class="pip-word-box">
<p>Velocità.</p>
<p>Prestazione.</p>
<p>Efficienza.</p>
<p>Sicurezza.</p>
</div>
<p>E poi ce n’è una che, forse più di tutte, sembra guidare molte delle nostre scelte senza che ce ne accorgiamo.</p>
<p><strong>Evitare.</strong></p>
<p>Evitare un conflitto.</p>
<p>Evitare una responsabilità.</p>
<p>Evitare una scelta difficile.</p>
<p>Evitare una verità che potrebbe metterci in discussione.</p>
<p>Evitare una relazione quando diventa faticosa.</p>
<p>Evitare tutto ciò che ci espone, che ci rende vulnerabili, che ci obbliga a prendere posizione.</p>
<p>È umano.</p>
<p>La paura appartiene alla vita di ciascuno di noi.</p>
<p>Il problema nasce quando non è più la nostra coscienza a guidare le scelte, ma la paura.</p>
<p>Per questo il 19 luglio non dovrebbe essere soltanto una data da ricordare.</p>
<p>Dovrebbe diventare una domanda.</p>
<div class="pip-question">Che cosa siamo disposti ad abitare pur di non tradire ciò in cui crediamo?</div>
<h2 class="pip-section-title">Sei vite, non una formula</h2>
<p>Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo, un’autobomba uccise il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della Polizia di Stato che avevano il compito di proteggerlo.</p>
<div class="pip-names">
<p>Paolo Borsellino.</p>
<p>Agostino Catalano.</p>
<p>Emanuela Loi.</p>
<p>Vincenzo Li Muli.</p>
<p>Walter Eddie Cosina.</p>
<p>Claudio Traina.</p>
</div>
<p>Li ricordiamo spesso attraverso l’espressione «Paolo Borsellino e la sua scorta».</p>
<p>È una definizione corretta.</p>
<p>Ma non è sufficiente.</p>
<p>Perché quelle cinque persone non erano uno sfondo, una funzione o una presenza indistinta.</p>
<p>Erano uomini e una donna.</p>
<p>Avevano famiglie, affetti, progetti, responsabilità e paure.</p>
<p>Conoscevano il rischio che stavano vivendo.</p>
<p>Eppure continuarono a svolgere il proprio dovere.</p>
<p>Non perché fossero incoscienti.</p>
<p>Non perché cercassero il pericolo.</p>
<p>Ma perché avevano scelto di non lasciare che fosse la paura a decidere al loro posto.</p>
<div class="pip-callout">Non morirono perché cercavano il rischio. Morirono mentre abitavano la responsabilità che avevano scelto di assumere.</div>
<h2 class="pip-section-title">Abitare il rischio</h2>
<p>Ed è qui che la loro storia smette di appartenere soltanto alla lotta contro la mafia.</p>
<p>Diventa una domanda rivolta a ciascuno di noi.</p>
<p>Oggi quasi nessuno è chiamato ad affrontare il rischio che affrontarono Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.</p>
<p>Sarebbe ingiusto e retorico paragonare le nostre difficoltà quotidiane alla minaccia concreta che accompagnava le loro vite.</p>
<p>Ma ciascuno di noi incontra situazioni nelle quali deve scegliere se abitare una responsabilità oppure fuggirla.</p>
<div class="pip-risk-list">
<ul>
<li>Il rischio di dire una verità che potrebbe costarci qualcosa.</li>
<li>Il rischio di denunciare un’ingiustizia.</li>
<li>Il rischio di educare senza scegliere la strada più facile.</li>
<li>Il rischio di restare fedeli ai propri valori quando sarebbe più conveniente voltarsi dall’altra parte.</li>
<li>Il rischio di costruire relazioni autentiche invece di rifugiarsi nell’indifferenza.</li>
<li>Il rischio di servire il bene comune anche quando nessuno applaude.</li>
</ul>
</div>
<p>Abitare il rischio non significa cercare il pericolo.</p>
<p>Non significa esaltare il sacrificio o negare il valore della prudenza.</p>
<p>Significa non permettere che la ricerca della sicurezza diventi una rinuncia alla verità, alla responsabilità e alla propria coscienza.</p>
<h2 class="pip-section-title">La cultura della paura</h2>
<p>La mafia, prima ancora di essere un’organizzazione criminale, è anche una cultura della paura.</p>
<p>Vive del silenzio.</p>
<p>Cresce nell’indifferenza.</p>
<p>Si rafforza quando le persone rinunciano a parlare, a denunciare, a scegliere e a esporsi.</p>
<p>Per questo la legalità non nasce soltanto nelle aule dei tribunali.</p>
<p>Nasce nelle coscienze.</p>
<p>Nasce ogni volta che qualcuno decide di non vendere la propria libertà per un po’ di tranquillità.</p>
<p>Nasce quando un cittadino rifiuta un favore illegittimo.</p>
<p>Quando un imprenditore denuncia una richiesta estorsiva.</p>
<p>Quando un dipendente non accetta una pratica scorretta.</p>
<p>Quando un educatore insegna che il rispetto delle regole non è debolezza, ma protezione della dignità di tutti.</p>
<p>Quando una comunità sceglie di non lasciare solo chi ha avuto il coraggio di parlare.</p>
<div class="pip-callout">Una società non perde la propria libertà soltanto quando il male diventa più forte. La perde quando le persone perbene smettono di abitare il rischio della responsabilità.</div>
<h2 class="pip-section-title">Il rischio di trasformarli in eroi irraggiungibili</h2>
<p>Ricordare queste sei vite non significa trasformarle in figure lontane, immobili e irraggiungibili.</p>
<p>L’eroismo, quando viene collocato troppo in alto, rischia di diventare una giustificazione per la nostra immobilità.</p>
<p>Ci convince che quelle scelte appartengano soltanto a persone straordinarie e che, proprio per questo, non abbiano nulla da chiedere alla nostra vita.</p>
<p>Ma la loro testimonianza ci riguarda.</p>
<p>Non perché tutti siamo chiamati agli stessi gesti.</p>
<p>Non perché ogni scelta quotidiana possa essere paragonata al rischio che essi affrontarono.</p>
<p>Ci riguarda perché tutti siamo chiamati a scegliere se lasciare che sia la paura o la coscienza a indicare la direzione.</p>
<h2 class="pip-section-title">La memoria come scelta presente</h2>
<p>La memoria, allora, non è un esercizio rivolto soltanto al passato.</p>
<p>È una responsabilità che riguarda il presente.</p>
<p>Una corona di fiori, un minuto di silenzio, una fotografia o una commemorazione hanno valore se ci aiutano a riconoscere la domanda che quelle vite continuano a rivolgerci.</p>
<div class="pip-question">Qual è il rischio che oggi sto evitando per paura di assumermi una responsabilità?</div>
<p>Forse il modo più autentico per onorare Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina non è limitarsi a deporre un fiore o condividere una loro fotografia.</p>
<p>È scegliere, nelle nostre vite, di non lasciare che sia la paura a decidere chi vogliamo essere.</p>
<p>Di non fuggire ogni volta che la verità costa.</p>
<p>Di non arretrare quando il bene comune chiede il nostro contributo.</p>
<p>Di non lasciare solo chi si espone per difendere la legalità, la dignità e la giustizia.</p>
<div class="pip-final">
<p>Il coraggio non consiste nel non avere paura.</p>
<p>Consiste nel decidere che esiste qualcosa che vale più della paura stessa.</p>
<p>È questa la memoria che non ci permette di celebrare e poi fuggire.</p>
<p>La memoria che ci chiede di restare davanti alle cose difficili e di abitare, ogni giorno, il rischio della responsabilità.</p>
</div>
<div class="pip-note"><strong>Nota redazionale:</strong> questo testo è un editoriale di riflessione civile. I riferimenti alla strage di via D’Amelio, alla data e alle persone uccise sono distinti dalle valutazioni dell’autore sul significato contemporaneo della memoria, del coraggio e della responsabilità. L’espressione «abitare il rischio» non intende esaltare il pericolo o il sacrificio, ma indicare la scelta di non sottrarsi alle proprie responsabilità per paura o convenienza.</div>
<section class="pip-sources">
<h3>FONTI UFFICIALI</h3>
<ul>
<li>Polizia di Stato, ricordo della strage di via D’Amelio e dei cinque poliziotti uccisi insieme a Paolo Borsellino: <a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/la-polizia-ricorda-i-caduti-della-strage-di-via-d-amelio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poliziadistato.it</a></li>
<li>Polizia di Stato, ricostruzione della strage del 19 luglio 1992 e memoria delle vittime: <a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/via-d-amelio--una-strage-mai-dimenticata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poliziadistato.it</a></li>
<li>Senato della Repubblica, ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina: <a href="https://www.senato.it/presidente/discorsi/ricordo-di-paolo-borsellino-e-degli-agenti-della-scorta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">senato.it</a></li>
<li>Presidenza della Repubblica, dichiarazione del Presidente della Repubblica in memoria delle vittime della strage di via D’Amelio:<a href="https://www.quirinale.it/elementi/59130" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quirinale.it</a></li>
</ul>
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<div class="pip-copyright">@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</div>
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		<title>Paolo Borsellino 30 anni dopo la strage, Padre delle nuove generazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 17:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[strage di via D’Amelio]]></category>
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<p>Catania, 19 luglio 2022 – “Testimoni, eroi, campioni di legalità, martiri, segno di beatitudine, padri delle nuove generazioni”, sono i termini ricorrenti attribuiti a Giovani Falcone e Paolo Borsellino e quest’anno, nella ricorrenza dei trent’anni della strage di Via D’Amelio, particolare e solenne memoria dedicata a Paolo Borsellino, ricordato sempre il 23 maggio insieme a Giovanni Falcone.<br />
Lo aveva promesso l’Arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna , tornando dalla Conferenza Nazionale della CEI e con grande solennità, invitando la Prefettura, la Magistratura, l’Amministrazione comunale e metropolitana, l’Università, le Associazioni civili e religiose, ha celebrato una solenne S. Messa ricordando il magistrato ucciso dalla mafia, insieme agli uomini della scorta, la domenica 19 luglio 1992, mentre andava a visitare l’anziana mamma.</p>
<p>A 57 giorni dalla strage di Capaci, la morte annunciata di Borsellino ha segnato il definitivo cambiamento di volta nella Magistratura e nella cultura civica del popolo italiano e come ha detto anche il procuratore della Repubblica, Carmelo Zuccaro, Borsellino aveva individuato la causa della morte di Falcone e le strategie nascoste dei Servizi Segreti e della compromissione di uomini di Stato e di Governo.<br />
Agli eroici magistrati, Mons Renna ha attribuito gli appellativi delle Beatitudini di pace, di giustizia, di mitezza, che hanno prodotto una ferma risposta al “puzzo del compromesso” manifestato anche con il semplice silenzio e, citando l’espressione di Papa Francesco. che chiama “briganti della strada”, quanti si rendono “complici” indiretti del male, rassegnati e inerti, ha consegnato alla città una ferma lezione di impegno civico che non consente di girare lo sguardo dall’altra parte e far finta di non vedere ciò che avviene attorno a noi.<br />
Le leggi antimafia che sono scaturite dalle stragi di Palermo, tracciando il sentiero di una nuova legalità, non possono essere sottomesse agli intrighi dei partiti e dei compromessi, ha detto Mons Renna dal pulpito; severa ammonizione perché non si torni indietro.<br />
L’eredità che dopo trent’anni viene ancora una volta riproposta all’attenzione della società con il meritato ricordo, anche attraverso gli interventi durante i telegiornali e con il film in cui Luca Zingaretti, presenta un Borsellino consapevole del suo destino, ma fiero di quel che insieme a Falcone aveva realizzato, diventa ancora più preziosa nell’ultimo fotogramma che inquadra la lacrima sul volto di Borsellino che ancora oggi con il suo silenzioso linguaggio non verbale è maestro di coerenza e di impegno civico per la ricerca del vero bene comune.</p>
</div>
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