Occorrerebbe riflettere e uscire fuori dagli schemi. Bisognerebbe necessariamente descolarizzare Dante. Se non si riuscirà a fare ciò sarà una celebrazione vacua inetta non proficua sul piano dialettico. Una spettacolarizzazione. Se dopo queste “feste” si ritornerà alla normale lectio lettura, certamente, si è commesso un omicidio che è quello di un “ulteriore” assassinio di Dante. Assassinio omicidio – suicidio di Dante e non solo della “Commedia”, ma di tutto Dante. Deve servire a qualcosa questa cultura invasiva settecentenaria di Dante altrimenti sarà una occasione perduta. Tutte le pubblicazioni occupanti il mercato e i lettori a cosa serviranno? A cosa servirebbero? Dante non è quello scolastico e scolasticizzato. È altro perché è oltre.
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