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Burgos, quando il contemporaneo entra in cattedrale: il caso delle porte di Antonio López

Maria Sole Stancampiano

A Burgos, nel cuore della Castilla y León, la Cattedrale di Santa María apre un dialogo con il contemporaneo: i portali in bronzo di Antonio López, maestro del realismo e figura chiave dell’arte spagnola contemporanea, fondono quotidiano e sacro, suscitando riflessioni sulla convivenza tra innovazione artistica e patrimonio storico e trasformando la facciata principale in un laboratorio di incontro tra passato e presente

di Maria Sole Stancampiano

Tra tutela del patrimonio, resistenze civiche e rinnovamento simbolico, il progetto dei portali in bronzo di Antonio López riapre a Burgos una questione antica e sempre attuale: fino a che punto l’arte del presente può intervenire su un monumento storico senza tradirne l’identità, ma anzi rinnovandone il senso spirituale e culturale.

La Cattedrale di Santa María di Burgos, situata nel cuore del centro storico di Burgos, nella regione della Castilla y León, nel nord della Spagna, non è soltanto uno dei capolavori assoluti del gotico europeo, ma anche un organismo vivo, che nei secoli ha assorbito trasformazioni, aggiunte e ripensamenti. È proprio su questa natura “stratificata” del monumento che si innesta la discussione, accesa e tutt’altro che risolta, nata attorno ai nuovi portali in bronzo commissionati ad Antonio López, uno dei più importanti artisti spagnoli del secondo Novecento.

Un monumento storico, ma non immobile
Iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1984, la cattedrale di Burgos è il risultato di oltre sette secoli di interventi: dal gotico francese delle origini alle aggiunte rinascimentali, fino ai rifacimenti settecenteschi della facciata principale. Proprio questa facciata, infatti, non è medievale nella sua configurazione attuale, ma frutto di un intervento tardo-settecentesco che già all’epoca suscitò perplessità tra gli storici dell’arte.
Il precedente storico è uno degli argomenti centrali utilizzati dal cabildo metropolitano, l’ente ecclesiastico responsabile della gestione del complesso, per giustificare l’introduzione di un’opera contemporanea in un contesto monumentale.

La commissione e lo scontro istituzionale
La decisione di affidare ad Antonio López la realizzazione di tre portali monumentali in bronzo risale al 2019, ma è stata resa pubblica solo nel 2021, in concomitanza con le celebrazioni per l’ottavo centenario della posa della prima pietra della cattedrale.

L’investimento complessivo, pari a circa 1,2 milioni di euro, è stato sostenuto attraverso fondi privati e donazioni, senza incidere direttamente sulle casse pubbliche.
Nonostante ciò, il progetto ha incontrato l’opposizione delle autorità regionali della Castilla y León, che hanno espresso un parere negativo in sede preliminare, e dell’ICOMOS, l’organismo consultivo dell’UNESCO per la tutela dei siti storici. Sebbene il parere dell’ICOMOS non sia vincolante, il suo peso simbolico è rilevante, soprattutto quando si interviene su un bene iscritto nella World Heritage List.
Il nodo della sostituzione
A rendere il dibattito particolarmente sensibile è la scelta di sostituire i portali lignei del 1790, realizzati in olmo nero. Si tratta di manufatti di epoca relativamente recente, più funzionali che artistici, ma comunque parte della storia materiale dell’edificio. Per molti cittadini, la loro rimozione rappresenta una perdita irreversibile; per altri, invece, è un passaggio coerente con la tradizione di rinnovamento che ha sempre caratterizzato la cattedrale.

Antonio López inaugurazione

La figura di Antonio López, nato a Tomelloso nel 1936, è unanimemente riconosciuta come centrale nella storia dell’arte spagnola contemporanea. Il suo realismo lento, meditativo, spesso concentrato su interni domestici, nature morte e scene urbane, lo ha reso un autore profondamente distante dalla retorica monumentale e celebrativa.
Proprio questa distanza ha convinto il cabildo ad affidargli un’opera sacra: non un racconto teologico complesso, ma una narrazione accessibile, fondata sull’esperienza quotidiana.

Le tre porteAnnunciazione, Creazione e Incarnazione – traducono episodi fondativi del cristianesimo in immagini familiari, popolate da figure comuni, animali domestici e riferimenti alla vita reale, secondo una linea già presente in molta arte sacra postconciliare.
Tecnica tradizionale, linguaggio attuale
Dal punto di vista tecnico, l’opera unisce strumenti digitali di progettazione tridimensionale alla fusione a cera persa, una delle tecniche più antiche della scultura in bronzo. Ogni battente misura circa sei metri di altezza e pesa oltre due tonnellate, rendendo l’installazione un’operazione complessa anche dal punto di vista strutturale e conservativo.
In attesa dell’autorizzazione definitiva, i portali sono esposti nel museo della cattedrale di Burgos, dove hanno già attirato decine di migliaia di visitatori, diventando di fatto un caso di studio sul rapporto tra pubblico e arte contemporanea in contesti storici.

Una questione che va oltre Burgos
Il caso delle porte di Burgos non è isolato. Negli ultimi decenni, numerose cattedrali europee – da Chartres a Colonia, fino a Notre-Dame a Parigi – hanno commissionato opere contemporanee per vetrate, arredi liturgici o spazi museali. Ogni volta, il confronto tra tutela, innovazione e sensibilità pubblica si è rivelato complesso e spesso conflittuale.

A Burgos, la decisione finale non riguarda soltanto tre portali, ma il modo in cui una comunità accetta che il proprio patrimonio non sia solo memoria del passato, bensì anche testimonianza del presente. Se le porte di Antonio López verranno installate o meno, lo dirà il tempo. Di certo, hanno già aperto un varco nel dibattito culturale spagnolo sul significato contemporaneo del sacro e sulla responsabilità di intervenire, oggi, nei monumenti del passato.

Informazioni pratiche per i visitatori
La Cattedrale di Burgos si trova in Plaza del Rey San Fernando, nel centro storico della città. Il complesso è accessibile a piedi dal centro urbano ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Il museo della cattedrale, dove sono esposti i portali in attesa della collocazione definitiva, offre visite guidate e spazi informativi per comprendere la storia architettonica e artistica dell’edificio.
Per chi desidera esplorare la cattedrale e ammirare le opere contemporanee di Antonio López, è consigliata la prenotazione online delle visite guidate, specialmente nei periodi di maggiore afflusso turistico, come primavera ed estate.

 

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