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Libri. “Stracci di Vita” poesie come frammenti dell’esistenza

Redazione

Una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora, attraverso versi brevi e incisivi, i frammenti dell’esperienza umana e del quotidiano. Un diario esistenziale fatto di istantanee emotive, ricordi e stati d’animo profondi, restituiti in un linguaggio semplice e diretto. La prefazione di Pierfranco Bruni accompagna la lettura valorizzando la dimensione filosofica dei testi, invitando alla lettura contemplativa

 

Stracci di Vita è una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora attraverso versi brevi e incisivi i frammenti della sua esperienza umana e del quotidiano. Il titolo stesso evoca immagini di esistenza lacerata, pezzi di pensieri e vite che si intrecciano, si strappano e si ricompongono nel linguaggio della poesia.

Nei versi risaltano:

  • emozioni personali e stati d’animo profondi — la solitudine, la speranza, il dolore e il desiderio di senso;
  • riflessioni sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sui piccoli momenti che spesso sfuggono alla nostra attenzione;
  • un modo intimista di confrontarsi con l’essere e l’esistere, dove ogni poesia agisce come una piccola tessera di un mosaico più ampio.

Il tono è semplice, diretto e spesso evocativo, lasciando al lettore la libertà di interpretare immagini e simboli secondo la propria sensibilità.

Lo stile si distingue per:

  • un linguaggio accessibile ma poetico, che non si perde in artifici troppo astratti;
  • una struttura fluida che privilegia la suggestione emotiva più che il rigore metrico;
  • un ritmo che tende più alla riflessione interioreche alla mera musicalità formale.

Questa scelta stilistica permette a Stracci di Vita di risultare immediato e leggibile, ideale anche per chi non è un lettore abituale di poesie.

La raccolta funziona un po’ come un diario esistenziale: non propone una narrazione lineare, ma una serie di istantanee emotive che possono risvegliare nel lettore sensazioni familiari, riflessioni sul proprio passato e sulla propria interiorità. Per molti, questo tipo di poesie può essere toccante proprio perché parla a un livello molto personale e universale allo stesso tempo.

Non è poesia “accademica” o fortemente sperimentale, ma piuttosto poesia che parla alla quotidianità, fatta di emozioni, ricordi, speranze e dubbi — un invito a guardare dentro se stessi attraverso piccoli stracci di vita ricomposti in versi.

Nella sua prefazione a Stracci di Vita, Pierfranco Bruni interpreta la raccolta di Aurelio Coppeto come un viaggio nella “materia esistenziale” del quotidiano, dove i versi sono frammenti di vita resi visibili e palpabili. Bruni, noto per la sua profonda sensibilità verso il linguaggio poetico e la capacità di cogliere l’essenza delle esperienze umane nelle parole degli altri, apre il libro non come un critico distaccato ma come un testimone coinvolto dell’umanità che i versi raccontano.

Bruni sottolinea come in Stracci di Vita si percepisca una tensione tra il sentire e il dire, tra il vissuto concreto e la sua trasposizione in immagine poetica. Per lui, non si tratta semplicemente di poesie “è il racconto di un’esistenza in costante divenire”: ogni singolo verso funziona come un microcosmo, un piccolo universo che riflette domande profonde sull’essere, il tempo, il dolore e la speranza. Questa lettura fa emergere la universalità insita nei dettagli, quel momento in cui l’esperienza individuale diventa ponte per l’esperienza altrui.

Secondo Bruni:

  • La poesia di Coppeto non è evasione ma un confronto diretto con la realtà, con le sue fratture e le sue lacerazioni;
  • i “stracci” non sono scarti di vita, ma resti significativi, brandelli di esperienza che sopravvivono alla superficialità, arricchendo la consapevolezza del lettore;
  • il linguaggio, pur essendo accessibile, è scelto con cura per rivelare con precisione lo spirito del tempo e dell’anima;
  • l’insieme dei testi non chiede al lettore una sola chiave interpretativa, ma lo invita a riconoscersi dentro ogni poesia.

L’intervento di Bruni pone l’accento su un elemento spesso trascurato nelle raccolte di versi contemporanee: la poesia come forza conoscitiva, non soltanto espressiva. Leggendo la prefazione prima di addentrarsi nelle poesie, il lettore è guidato a cercare nelle parole di Coppeto non solo un’estetica del sentimento, ma una morfologia dell’esperienza — come se ogni componimento fosse una mappa dell’intimità esistenziale.

Con l’aggiunta della prefazione di Pierfranco Bruni, Stracci di Vita si presenta non solo come una raccolta di versi intensi e accessibili, ma anche come un’opera dotata di spessore critico e culturale: la parola poetica diventa mezzo di esplorazione, e la guida di un letterato di calibro internazionale aiuta il lettore a entrare più profondamente nelle pieghe del testo.

Stracci di Vita emerge come un libro di poesia che parla di esistenza, vulnerabilità e riscatto umano — e la prefazione di Bruni contribuisce significativamente a inserirlo in un orizzonte di riflessione filosofica e poetica più ampio, valorizzandone i contenuti e invitando alla lettura contemplativa.

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